23 maggio 2017

Salus per Verba: libri e benessere!

Camilla - Zelda was a writer

Salus per Verba | Zelda was a writerQuando sono stata chiamata da Qc Terme per occuparmi di SALUS PER VERBA, un progetto legato al rapporto tra libri e benessere durante ai giorni del Salone Internazionale del Libro, non ho avuto dubbio alcuno: ho risposto un lunghissimo e appassionato sììììììììììì.

Cercare libri durante la fiera, avventurarsi tra gli stand, stringere le mani ad autori ed editori e poi ritrovarmi a parlarne in piena QC Terme Torino, tra il verde croccante delle fronde e il rumore salvifico dell’acqua, nel pieno di un venticello primaverile che accarezzava i capelli, con in mano Green pages, il cocktail pensato per noi da Veuve Clicquot, e le ostriche di Red Oyster Italy… 

Non ve lo chiedo neanche: non si poteva volere di più. È fatto certo.
Salus per Verba | Zelda was a writer

I libri stanno bene in qualsiasi contesto ma, da subito, ho capito che quello di QC Terme, così legato alla cura di sé, sarebbe stato perfetto.

Perché? Per prima cosa non credo esistano compagni di relax migliori dei libri: solerti se richiamati all’ordine, sanno essere anche molto silenziosi; cosa che ritengo essenziale per una sessione di rilassamento e cura di sé. Inoltre, con le loro storie di rivoluzione e rinascita, di umanità e speranza, raccontano meravigliosamente il tema del benessere.

Per questo, ero sicura che non avrei scelto manuali sul benessere ma storie: storie tristi e felici, storie di cammini e sentimenti, storie di uscita dal confine e di ritorno.
Storie, insomma: tutte le storie dell’Uomo.
Salus per Verba | Zelda was a writer
Salus per Verba | Zelda was a writer

Leggere serve. La cura di sé è fondamentale.

Entrambi gli ambiti ci consentono di staccare la spina della virtualità, mettono un pesante freno a un momento storico che ci vuole perennemente presenti e performanti, sempre alla ricerca di un risultato da ostentare, di un bel piatto da fotografare, di un panorama per cui farsi invidiare.

Entrambi avvengono nel silenzio più significante che si conosca, nell’attimo in cui niente si ferma ma tutto è concentrato sulla potenza del qui e dell’ora. Dell’attimo unico e irriproducibile in cui noi siamo presenti a noi stessi e intanto, magicamente, ci stiamo lasciando andare ad altro.

Ma torniamo a SALUS PER VERBA: l’evento di domenica sera è stato un sogno bellissimo!
Salus per Verba | Zelda was a writer

Ero talmente emozionata che oggi non avrei potuto raccontarvi niente, se non ci fosse stata  con me Justine de Le Funky Mamas.
Dice di essersi occupata della produzione del mio progetto, come spesso ci capita di fare l’una per l’altra, ma lei è molto di più di un braccio che produce: è la migliore complice che conosca e, tra le svariate competenze, è anche molto brava a raccontare attimi preziosi attraverso i video.
Ah, poi mi sopporta…

Eccolo qui, il suo resoconto della magnifica esperienza vissuta:

E ora – SQUILLI DI TROMBE!!! – ecco i sette libri selezionati per SALUS PER VERBA e i motivi della loro scelta:

Salus per Verba | Zelda was a writer

1. Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno. Nuova edizione accresciuta
di Ella Berthoud e Susan Elderkin (a cura di Fabio Stassi) – Sellerio

I libri curano malanni da secoli e secoli: sono arrivati in posti davvero impensabili, tra carcerati e persone con disagi mentali, tra vittime di bullismo e alcolizzati, tra chi aveva perso il significato dell’essere nelle cose del mondo e chi non riusciva a cancellare il ricordo di guerre e patimenti.
I libri hanno sempre dato a tutti una motivazione per continuare a cercare, per continuare a credere che qualcosa di magico potesse accadere, se non in questo capitolo, sicuramente nel successivo.

Salus per Verba | Zelda was a writer

2. L’Atlante delle Emozioni Umane
di Tiffany Watt Smith – UTET

Un piccolo scrigno di curiosità e un utilissimo compendio su quanto determinati contesti geografici, storici e sociali determino stati d’animo complessi e unici.
Adoro questo genere di pubblicazioni! Mi ricordano sempre che esistono tantissimi tipi di paure e di amore, di amicizia e di speranza: tutto dipende dal punto del mondo in cui ti trovi, in quale periodo storico hai vissuto. Insomma, adoro quando un libro mi dice: Camilla, non è che tutto giri solo attorno a te.
Sia chiaro: mi offenderei a morte se me lo dicesse qualcuno. Ma dai libri accetto tutto.

Salus per Verba | Zelda was a writer

3. The Wander Society. La Rivoluzione Creativa della Vita Quotidiana
di Keri Smith – Corraini

Il primo libro per adulti di Keri Smith, tutto dedicato a una (reale?) società segreta di animi erranti. Un bellissimo manuale per continuare a credere nel benessere come una forma di vita contemplativa,  dedita alla creatività più sconsiderata, lontana dagli scorni ottenebranti della routine.
(La spiegazione del termine WANDERLUST la trovate nel libro 2., a pagina 319).

Salus per Verba | Zelda was a writer

4. Il Libro del Mare. O come andare a pesca di uno squalo gigante con un piccolo gommone in un vasto mare
di Morten A. Strøksnes – Iperborea

Conosciamo tutto, i posti più remoti del mondo si raggiungono in una manciata di ore, se solo volessi potrei parlare con i miei lontani cugini giapponesi come se fossero qui, di fianco a me. E allora cosa ci spinge a cercare l’oltre? Cos’è questa sensazione di atavica e sconsiderata ricerca della frontiera da oltrepassare, dell’abisso da sondare, del misterioso da scoprire? Questa storia di amicizia e di ricerca ce lo spiega nel pieno di un mare in tempesta.

5. Umami
di Laia Jufresa – SUR

Umami, il quinto gusto che le cellule del cavo orale umano possono percepire ma è anche la storia corale di una corte sudamericana le cui case si chiamano con i nomi dei cinque gusti: Amaro, Acido, Dolce, Salato e, appunto, Umami. Una comunità come un cavo orale (ma quanto avrebbero da scriverci gli psicanalisti?!) che contiene e rilascia.
Storie di drammi e solitudini, storie di ripresa e di nuovi significati. A testimonianza di quanto il benessere sia profondamente connesso con un equilibrio da interrogare sempre, precario e in perenne ricerca di sé.

Salus per Verba | Zelda was a writer

6. Un complicato atto d’amore
di Miriam Toews – Marcos y Marcos

La sedicenne Nomi Nickel abita nell’East Village ma non è quello di New York, in cui si sentirebbe finalmente felice: il suo East Village è perso nelle pianure canadesi e l’unica attività che si registra è il massacro dei polli. 
Nomi ha perso la parte più bella della sua famiglia (mamma e sorella) e vive con il padre in una comunità di mennoniti (a suo dire la sottosetta più sfigata del mondo). Nomi una ragazza “stramba” e il suo sguardo anarchico e al contempo coinvolgente è il più bel regalo che si possa fare alla gioia dell’essere diversi.
Stare bene con se stessi, accettarsi, comprendere che nella propria diversità esiste una ricchezza inesauribile e irriproducibile… Ecco il motivo per cui ho scelto questo libro.

Salus per Verba | Zelda was a writer

7. Il Caso Malaussène. Mi hanno mentito
di Daniel Pennac – Feltrinelli

Daniel e Benjamin saranno con noi per il prossimo Bookeater Club di venerdì (tutte le info qui). No, non è vero: Daniel non sarà presente. Ci saranno “solo” le sue parole.

Ho scelto il suo libro per la capacità di raccontarci la pesantezza della realtà strappandoci sempre un sorriso. È questo che ci auguro, specie dopo i recenti fatti di violenza: ci auguro di non perdere mai la voglia di camminare nelle cose della vita con uno sguardo innamorato e fiducioso. Anche se chi alza la voce ci vuole fare credere il contrario, noi siamo la maggioranza. Noi siamo più forti.

Salus per Verba | Zelda was a writer

Grazie a tutti voi. Per aver letto questo post fino alla fine (impresa titanica!) e per l’entusiasmo con cui avete seguito questa avventura chiamata SALUS PER VERBA!

Grazie a QC Terme per avere investito sulla cultura, per averlo fatto in un modo tanto dolce e appassionato. Per l’accoglienza da regine, per la gentilezza e l’entusiasmo. Grazie per la fiducia nelle nostre intuizioni.

Grazie a Beatrice e Maura per il trasporto e la convinzione. Grazie con il migliore dei miei sorrisi.

Grazie sempre a Justine, grazie a Rossella e Giulia. Siamo brave e dannatamente belle.
Camilla
Zelda was a writer

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#SALUSPERVERBA ora aspetta solo di girare per il mondo, per esportare benessere, parole scritte e sorriso. Dico bene?

3 maggio 2017

La geografia della scusa: una citazione e un libro

Camilla - Zelda was a writer

Siamo sempre e solo
di dove vogliamo essere
e il resto è semplice
geografia della scusa. 

In questi anni sono successe tante di quelle che cose che ogni tanto devo fermarmi e chiedermi se sia capitato tutto davvero, se sia umanamente possibile un profluvio di tanta e tale vita, di intuizioni, di cose fatte con le mani, cose dipinte, scritte e lette, dette e ascoltate. Tutto qui, tutto dentro e attorno a me.

Non mi riferisco a successi roboanti o a fatti fantasmagorici ma a una serie fitta fitta di passi che, nella mia mente assetata di possibilità, mi sono sempre sembrati complessi; auspicabili, certo, ma non per forza realizzabili.

Sognavo di scrivere, di riprendere in mano il lavoro che avevo perso e che amavo follemente, di credere profondamente – contro l’urgenza delle bollette che battevano contro i tubi dell’acqua e attraverso i fili della luce – che potessi vivere di cultura, di contenuto e fantasia.

È stato difficile e sfibrante. Lo è ancora.
Non vivo bene tante di quelle cose che se iniziassi a elencarle qui rischierei di tediarvi senza possibilità di arrivare al punto. E io voglio davvero arrivare al punto. 

Ad oggi ho realizzato un cammino bellissimo e mi aspetto che siano ancora tanti i passi da compiere, i panorami da ammirare, le mani da intrecciare e i cuori da sentire battere all’unisono.
Ho un mondo parallelo di milioni di progetti da realizzare e ogni volta che sento la fatica gestionale della mia professione, la pressione burocratica, il gioco al ribasso con cui sono trattate la maggior parte delle cose che mi stanno a cuore, io mi ci tuffo a piene mani, con le braccia tese, pronte a liberare la prima e liberatoria bracciata di quando incontri il mare dopo tanti mesi.

In questi anni non ho più scritto il secondo libro che sognavo. Scrivo sempre tantissimo, scrivo nella mia mente. Storie e parole non hanno mai smesso di fluire, salvandomi quando pensavo che il vuoto fosse troppo grande, che certi strappi avessero bisogno di troppo filo per essere ricuciti degnamente.

Arrivo al punto, datemi ancora qualche riga.

Oggi in cartoleria trovate FARFALLE IN UN LAZZARETTO, il mio primo libro (qui potete leggere la sua storia). Il primo e imperfetto passo nella storia della me che scrive.
Un tentativo a cui sono ancora molto affezionata e che, nonostante tutta la vita passata nel mezzo, amo ancora che giri per il mondo.

In questi anni, una sua frase è stata diffusa all’inverosimile, perdendo inevitabilmente il contesto da cui proveniva.

Siamo sempre e solo di dove vogliamo essere e il resto è semplice geografia della scusa è la frase che chiude la storia d’amore di Agata e Marco, due scrittori che ambiscono a vivere un’esistenza da libro. Non un libro qualunque, il migliore ipotizzabile.

Mi è dispiaciuto?
No e per ben due motivi! Quello che considero uno dei miei padri putativi, Walter Benjamin, è il padre (biologico) del citazionismo… Potevo forse deluderlo?
Inoltre, chiunque scriva spererà sempre che le tue parole a un certo punto volino via da lui, regalando un significato sempre nuovo a chi le trova e le fa sue.

Ok, rifaccio. Mi è dispiaciuto?
Sì. Lo ammetto, quella volta in cui mi avete mandato il link di un articolo in cui un giornalista aveva usato quelle stesse parole come fossero farina del suo sacco non l’ho presa benissimo. 

Molti sostengono che il fatto di venire citati sia un grandissimo complimento che si fa alle parole e, di conseguenza, a chi le ha scritte. Sono d’accordo al 100%.

Credo, però, che il più grande complimento che si possa fare alle parole e a chi le scrive sia di condividerle cercando di creare una connessione, un legame, un ritorno.

Il punto è questo: le citazioni arrivano da luoghi di varia natura. Spesso sono libri.
Chi scrive libri spera, per tutta la vita spera di venire letto e compreso. Chi scrive libri impara ad accettare che quello che fa possa non piacere affatto. Sa che il non piacere a tutti ma proprio a tutti significa avere carattere, o perlomeno essere fieramente impegnati nel costruirselo. E lui fa quello che può: ci sia aggrappa come fosse l’ultimo appiglio per la sua salvezza.

Il punto è questo: ogni volta che ricongiungete una citazione al suo libro voi accendete l’interruttore di chi – tenacemente e senza posa – passa la sua vita a sperare.

Buona serata a tutti,
Camilla
Zelda was a writer

Cartoleria –> shop.zeldawasawriter.com

2 maggio 2017

Un regalo di colore e di cultura

Camilla - Zelda was a writer

Waxewul | Zelda was a writerGiovedì sera, alla fine del BookeaterClub, Francesca è arrivata con un pacchettino per me.

Francesca è l’anima di Waxewul, un progetto che amo alla follia e di cui mi ero ripromessa di parlare mesi fa. Anzi, a dirla bene e proprio tutta, ho in bozze un post dedicato al suo sogno di colore e contenuto, scritto da Azeb e mai pubblicato per mancanza di foto che rendessero onore al testo. Foto che, mannaggia, dovevo scattare io… Mentre leggete queste parole, immaginatemi a capo chino e in ginocchio sui ceci. 
Waxewul | Zelda was a writerRecupererò quanto prima ma l’importante è essere qui, oggi, in questa improbabile ora del giorno (mai scrivere un post dopo una certa ora del mattino, dicono gli esperti) a dirvi che Francesca mi ha fatto un regalo incredibile: mi ha permesso di calarmi in una cultura molto distante dalla mia, di renderla parte integrante del mio vissuto, di giocarci, di camillizzarla.

Waxewul fa questo: ti regala storie. Storie di provenienze e radici. Ti fa tanto innamorare del suo prodotto da volerne diventare parte attiva, da volerlo indossare come fosse traccia di un magico percorso, alfabeto di un messaggio atavico e prezioso.

È molto di più che moda. È cultura, è un lavoro bellissimo sulla memoria e sulla tradizione.
Waxewul | Zelda was a writerE così ho ricevuto il mio primo vero headwrap.

Come indossarlo? – mi sono chiesta. Non ne avevo la benché minima idea.
Siccome sono una noiosissima perfettina, mi sono sparata un’ora di tutorial tenuti da pazienti donne color ebano che, con invidiabile maestria, arrotolavano tessuti di ogni tipo attorno alla loro testa.

A un tratto, è come se avessi perso di vista il tessuto per concentrarmi su un fatto semplice e al contempo prezioso: non ci sono differenze nel nostro desiderio profondo di piacerci e di piacere. Cambiano le modalità, forse, ma non i meccanismi, non la speranza di regalarci, di sentirci coinvolti e amati.

Di fronte a quelle donne color ebano, la donna color lime che vi scrive all’improvviso si è riconosciuta e ha sorriso di cuore.

È stato in quel momento che ho capito: ho lasciato i tutorial e ho improvvisato. Quello che vedete nella foto è il risultato – forse non perfetto ma decisamente saldo – prodotto sul mio testone.

Il tessuto che vedete si chiama Java, me l’ha scritto Francesca: arriva dal Senegal e raffigura un magnifico pattern di pavoni nella massima estensione della loro bellezza.
In Occidente il pavone viene associato alla vanità mentre in Africa è simbolo di rinascita.
Quando ho letto la spiegazione di Francesca mi sono commossa perché in questo periodo sto lavorando silenziosamente proprio alla mia rinascita.

Waxewul | Zelda was a writerNel pacchetto ricevuto c’era anche il quadretto che vedete qui sopra, raffigurante una donna chiamata Awa.
La tecnica usata per realizzarlo si chiama “Souwere” e viene sempre dal Senegal. In pratica, il soggetto viene dipinto sotto il vetro, credo al contrario, con una perizia e un amore per il particolare davvero incredibili.
Waxewul | Zelda was a writer

È questo che si dovrebbe fare sempre di più con le cose lontane: cercare di avvicinarle, dare loro il benvenuto nella nostra esistenza, fare in modo che ci accrescano, che ci rendano cittadini non solo dei nostri (ahimè labili) confini ma di tutto quello che contribuisce a raccontarci, a renderci unici e al contempo simili.

Grazie a Franci, grazie con tutto il trasporto di cui sono capace: progetti come il suo mi rimettono al mondo. Progetti come il tuo mi fanno sperare.

Buona serata a tutti,
Camilla
Zelda was a writer

Waxewul: facebookinstagrambigcarteletsy

26 aprile 2017

Fondi di caffè

Camilla - Zelda was a writer

Fondi di caffè | Zelda was a writer

Tempo fa ho deciso che avrei pubblicato tutte le collaborazioni che mi avevano entusiasmato e che, in qualche modo, avrebbero potuto offrirvi in un unico post spunti utili per nuove letture e per ricerche appassionanti. 

Il recente Fondi di Caffè, realizzato per Segafredo Zanetti (sitoinstagramfacebooktwitter) va di certo annoverato tra questi progetti del cuore e così oggi sono qui, per condividerlo nella sua interezza, sicura che un libro chiami a sé altri mille titoli, nuovi vissuti e una carica di energia buona e costruttiva.

Il progetto era semplice: associare a una pausa caffè la gioia di un libro da sfogliare. Il titolo prendeva spunto dalla magica interpretazione che taluni danno ai fondi di caffè.
Adoro perdermi nelle cose che non si vedono, negli alfabeti lontani anni luce dai miei. Quando mi è stato proposta la collaborazione, quindi, ho deciso di ipotizzare un legame tra caffè e libri perché li ritenevo entrambi capaci di lasciare un residuo di senso a cui attingere dopo ogni sessione, un fondo da interpretare a piacimento, una nuova lingua con cui capirsi – in tanti o pochissimi, poco importa – con il medesimo trasporto.

greca

La prima pausa caffè ha presentato Frida, la graphic novel di Vanna Vinci per 24Ore Cultura dedicata alla vita di Frida Kahlo. Viva e pulsante, non smette di gravitarmi attorno anche mentre vi scrivo, desiderosa come pochi libri di essere sfogliata e contemplata.

Il caffè che accompagnava il libro era una miscela di arabica e robusta per moka: Allora Moka.
Fondi di caffè | Zelda was a writer

“Ho imparato tutto in un secondo”.
Inizia con questo “fondo di caffè” – una frase potente e densa di significato – la nostra pausa mensile condivisa: un attimo di contemplazione lontano da tutto, in compagnia di un buon caffè e tra le pagine di un libro prezioso. Si potrebbe forse desiderare di più? Sono categorica: credo proprio di no!

Il libro di gennaio è “Frida – Operetta amorale a fumetti” (24oreCultura), la graphic novel intensa e tellurica che Vanna Vinci ha dedicato a Frida Kahlo, una delle icone più volitive e rivoluzionarie del Novecento. 
Preparatevi a una storia intrisa di passione e dolore, illuminata dalla creatività più libera e detonante e dal grandissimo coraggio di essere semplicemente se stessi, al di là di tutto quello che il nostro tempo e le sue regole vorrebbero imporci.
 
Vanna Vinci – madre putativa della Bambina Filosofica più “sulfurea e insolente” del web – ci presenta un lavoro pieno di bellezza e significato, capace di parlare a ognuno di noi, ispirandoci e spingendoci a non sprecare nemmeno un secondo della nostra esistenza.

greca

Il secondo libro da gustare lentamente è stato La Scrittrice abita qui” di Sandra Petrignani per Neri Pozza.
In poche parole? L’ho amato alla follia. L’incontro con Grazia Deledda, una delle scrittrici raccontate nel libro, è stato detonante e utile: con lei ho imparato che la nostra volontà di realizzazione e felicità è in grado di muovere montagne.

A portata di sorso, il cappuccino di #MioCaffè, capsule compatibili con il sistema Nescafé Dolcegusto.

Fondi di caffè | Zelda was a writer

“Devo osservare il tramonto del sole e come la luna illumina il monte: è il mio lavoro”.
Rispondeva così una Grazia Deledda poco più che ragazza a chi, incrociandola nelle sue perlustrazioni, le intimava di ritornare a casa. Era una giovane piena di sogni, allora, libera e volitiva, e nessuno avrebbe mai potuto immaginare quello che la vita le avrebbe regalato, quello che lei stessa avrebbe creato per sé con instancabile caparbietà.

Non poteva che essere questo il nostro fondo di caffè di febbraio, tratto a piene mani da La Scrittrice abita qui” di Sandra Petrignani (BEAT – Neri Pozza) un libro bellissimo che vi permetterà di entrare nella vita e nelle dimore di alcune tra le più importanti scrittrici del Novecento. 
Lo consiglio con tutto il trasporto possibile perché sospetto che vi spingerà a seguire le vostre inclinazioni – di qualunque tipo esse siano – infischiandovene di tutto ciò che sembra remare contro la loro realizzazione. 

Tra le scrittrici raccontate dalla Petrignani, il mio pensiero continua ad andare proprio a Grazia Deledda. Sarà che è l’unica italiana del gruppo, sarà che la scuola ce l’ha sempre raccontata come una donna semplice e senza istruzione, dotata di un talento che in un certo senso la trascendeva. Il ritratto della Petrignani, invece, ci restituisce un essere consapevole e pronto, capace di procedere lungo il cammino della vita a testa alta, molto più forte dei pregiudizi e delle maldicenze.
Ed è questo che vi auguro: di seguirvi senza indugio!

greca

Il terzo e ultimo fondo di caffè è stato dedicato a un mio grande amore: Raymond Carver. Abbiamo sfogliato “Voi non sapete cos’è l’amore“, una raccolta di saggi, poesie e racconti pubblicata da Minimum fax.

Immerso in un tripudio di giallo, un caffè intenso della linea Espresso per te – capsule compatibili (che da quel giorno, da vera ininfluencer quale sono, compro in quantità industriali).

Fondi di caffè | Zelda was a writer

“Voi non sapete cos’è l’amore” è una raccolta di saggi, poesie e racconti di Raymond Carver. Uscita nel 1984, all’indomani del successo di “Cattedrale” – altro libro che vi consiglio con tutta me stessa – è stata pubblicata in Italia da Minimum fax che, da quest’anno, l’ha inserita nella collana Classics. 

Questo libro accompagna il caffè di oggi perché Carver rappresenta uno dei miei grandi amori letterari e così, proprio di fronte al terzo dei nostri appuntamenti condivisi, ho deciso di adagiarlo sul tavolo come fosse un regalo generoso, il dolce perfetto che rende una pausa da tutto indimenticabile.

“Voi non sapete cos’è l’amore” vi proietterà in un mondo di dettagli fotografici e parole semplici, capaci di portare con sé carichi di significato poetici e universali, capaci di interrogare la vita senza porre troppe domande, di raccontare i destini eroici di esseri senza nome, spesso ai margini, spesso silenziosi e persi.

La capacità di descrivere l’assenza, la sospensione, il dolore e il prendersi cura dei suoi personaggi con infinita umanità e comprensione hanno reso Raymond Carver un punto di riferimento imprescindibile per generazioni di lettori e scrittori. Capiterà anche a voi: lo amerete senza sconti, ne sono certa!

greca

Spero che siano stati tre buoni consigli di lettura. Grazie per avermi dato modo di tornare a contemplare un lavoro di cui sono stata fiera.

Buon pomeriggio a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

24 aprile 2017

Nel Carrello – Tempo di Libri

Camilla - Zelda was a writer

Libri nel carrello | Zelda was a writer
Venerdì scorso, con Justine, mi sono recata a Tempo di Libri, per un’incursione breve ma intensa tra gli stand e le proposte di questa nuova manifestazione milanese dedicata al mondo delle pagine scritte.

Inutile negare che la soglia di attenzione e critica sulla manifestazione fosse altissima. In questi mesi, la polemica Torino/Milano si è fatta aspra, caratterizzandosi agli occhi dei più come una lotta fra fazioni e non come un lavoro per creare interesse, far proliferare la cultura e accrescere occasioni di scambio e proposta.

È il caso di specificarlo: si tratta di una polemica nata perlopiù tra gli addetti al settore e non tra gli appassionati di libri che, sempre più sparuti ma mai vinti, in questi anni hanno sviluppato una consapevolezza non comune e chiedono solo spazi, manifestazioni oneste e proposte che lavorino – per dirla in modo prosaico – per “alzare l’asticella”.

Peccato che l’industria editoriale dimentichi molto spesso che la migliore occasione per far aumentare vendite e indotto sia un lavoro sul contenuto e non una lotta di parte…

Detto questo, la polemica non ha giovato a nessuno ma credo che la presenza di un antagonista o supposto tale abbia regalato una rinvigorente ventata di aria fresca al Salone del Libro di Torino che quest’anno sulla carta – e anche sul meraviglioso manifesto di Gipi – presenta un programma di tutto rispetto che non vedo l’ora di vivermi senza sconti.
Nel Carrello - Tempo di Libri

Ma anche a Rho Fiera è successo un piccolo miracolo: la manifestazione organizzata a tempo di record è nata immediatamente come una fiera di tutto rispetto, già dal minuto uno.

Forse danneggiata dal ponte del 25 aprile, appesantita dall’assenza dei piccoli editori – che in manifestazioni simili sono portatori sani di novità per gli appassionati – e delle scuole che, con il loro vociare polifonico e la curiosità più travolgente, sono energia allo stato puro e speranza di fare qualcosa che rimanga, che stimoli consapevolezza e condivisione.
Forse troppo simile alla cugina (sorella? amica? nemica?) sabauda e ancora incerta sui passi da compiere per non essere un clone, per apportare differenza e complessità. Perché, sì, la domanda ce la siamo fatta tutti: che cosa ce ne facciamo di due manifestazioni identiche a distanza di un mese l’una dall’altra?

È troppo presto per dire qualsiasi cosa, il tempo sarà il migliore alleato delle due manifestazioni che si spera diventino due fiori all’occhiello del territorio italico e non due concorrenti sul terreno – già fragilissimo – della proposta di libri e cultura.

Io, comunque, sono decisamente ottimista! E proprio per festeggiare Tempo di Libri, ho creato una piccolissima selezione di libri immediatamente inseriti nell’ipertrofico carrello dei miei acquisti online. Spero vi divertano e vi ispirino!
Nel Carrello - Tempo di Libri

W i libri!
Camilla
Zelda was a writer

NEL CARRELLO – TEMPO DI LIBRI
1. Se io Fossi un Libro di José J. & André Letria  Salani Editore —> ho parlato del libro in lingua originale qui.
2. Glenn Gould. Una Vita fuori Tempo di Sandrine Revel – Bao Publishing
3. Le Parole degli Altri di Michaël Uras – Editrice Nord (nella foto si intravede anche Anime e Acciughe di Achille Mauri – Bollati e Boringhieri – già sul mio comodino)
4. La Fine dei Vandalismi di Tom Drury – NN Editore (anche se ho messo in carrello pure lui)
5. Studio. Spazi Creativi d’Artista di Sally Coulthard – Logos edizioni
6. Semplicissimo. Il libro di cucina più facile del mondo di Jean-François Mallet – L’Ippocampo (sul’e-shop della casa editrice è esaurito, lo trovate qui)