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17 maggio 2012

Una casa di petali rossi e l’ostinata difesa di un segreto

Questo post è dedicato alla mia amica Justine e al suo compleanno.
Le foto scattate sul prato, romantiche e invase dal sole,
mi hanno fatto pensare alla fortuna di avere un’amica complice e ispirante.
Una donna pieno di sorriso e dedita alla condivisione più sincera.
Tanti auguri, cara Juju! 

Buonissimo giovedì a Tutti, cari Zeldiani!
Oggi voglio raccontarvi di Una Casa di Petali Rossi (Editrice Nord), un libro che ho letteralmente sgranocchiato nell’ultimo periodo. Ad essere sinceri è stato un crescendo: mentre le prime cento pagine le ho affrontate con lentezza e una certa distanza di guardia, la restante parte del tomo l’ho praticamente ingoiata in una sola notte, in preda a quel “io devo sapere come finisce” che ogni lettore famelico conosce benissimo.

Mi sono chiesta come potessi descrivere la bellezza di questo libro senza rovinare attese e aspettative. Come al solito ho chiesto aiuto all’occhio romantico di Mrs Canon e mi sembra di poter affermare che il suo apporto sia stato utile e sostanziale. Romantico ed etereo al punto giusto.

Una casa di petali rossi ci porta per mano in un mondo speculare al nostro, atavico e rigoglioso, preda della superstizione e dell’orgoglio. Un mondo che guardiamo attraverso le spesse lenti degli occhiali di una bambina chiamata Rakhee.
Lei lo attraversa con curiosità, ne subisce l’incalzante ritmo di un tempo dilatato e spossante, lo sonda. Ben oltre la coltre di segreti che lo immobilizza, fino ad un giardino alimentato da una speranza cresciuta in cattività. Sarà il giardino a decidere di mandare all’aria tutte le dinamiche segrete di un mondo esposto alla menzogna e alla minaccia.
Dopo questa detonazione i fiori appassiranno e la verità s’inciderà profondamente sui cuori dei suoi protagonisti. Ve lo siete mai chiesto fino a quando si possa spingere l’ostinata difesa di un segreto?L’autrice di Una Casa di Petali Rossi si chiama Kamala Nair.
Il suo blog racconta dell’immensa passione per la scrittura e dei difficili passi sulla strada della pubblicazione. Leggete questo post e vi verrà voglia di continuare a lottare per i vostri sogni!!
Un bacio con schiocco per tutti voi!
xoxo

16 maggio 2012

Ospite delle Funky Mamas!

Ieri sono stata ospitata dalle Funky Mamas con mio grandissimo piacere. Mi piace il nostro appuntamento: stimola in me una magnifica voglia di scoprire piccole delizie e di spargerle come fossero petali al vento.Ho raccontato di un libro poetico, solare e stellato al contempo.
Se volete saperne di più, correte a leggere qui!

Buona serata a tutti!
xoxo

16 maggio 2012

Zelda e il Salone del Mobile 2012 (in ritardo)

Looooo sooooo, sono in ritardo cronico!
Avevo pensato di archiviare queste foto perché, dopo il Salone del Mobile – e dopo il mio post sulla mostra di Subalterno 1 -, non sono mai riuscita a postarle e il tempo scorreva inesorabile, convincendomi che non vi sarebbero interessate più di tanto.
Poi ieri sera ci sono capitata per caso e mi sono detta (sicuramente peccando di presunzione) che rappresentano la magnifica testimonianza di qualche ora lieta, con il sole e il cielo terso (cose non scontate, a Milano… soprattutto in quei giorni tetri e piovosi!). Perché no, dunque?
Ecco quindi un lunghissimo (me ne scuso) reportage della mia passeggiata nel polo di via Ventura!
Buonissimo mercoledì a Tutti!

15 maggio 2012

Rosso, ovvero la paura del nero

Cari Amici,
buon martedì a tutti!

Venerdì sera mi sono recata al Teatro Elfo Puccini per il penultimo spettacolo del mio abbonamento.
Arrivavo preparata perché un cospicuo numero di persone – le stesse per cui nutro un’infinita stima – mi aveva avvertito: mi sarebbe piaciuto da impazzire. E così, mentre tentavo di ricompormi nel delirio di applausi che salutavano l’opera e i suoi magnifici interpreti, ho pensato a quanto la mia stima fosse ben riposta.Rosso mette in scena due anni della vita di Mark Rothko. Due anni importanti, di questioni umane e filosofiche più grandi delle sue stesse immense tavole.
Il magnifico lavoro di scrittura di John Logan – con la sua cura per le fonti che inorgoglirebbe il filologo – presenta un uomo ispirato e dannato, votato alla delicatezza del gesto e alla furia dell’impasto. Da contraltare alla figura dell’artista burbero e fragile, quella del suo assistente, summa dei tanti che l’hanno affiancato lungo la sua carriera.
Due anni di conflitto-ricerca, di prospettive oniriche e di ambizioni claustrofobiche. Due lunghi anni tattili, di miscela e di colore per la preparazione dei Seagram murals, commissionati a Rothko per il Four Seasons di New York.

Io davvero non riesco a spiegarmi ancora del tutto la magica versatilità del Destino che decide di avvicinarmi a cose che ho dannatamente bisogno di ascoltare, vedere, sentire dentro. A volte, la mia testolina fantasiosa, ipotizza cambi di scena rocamboleschi – appena oltre una porta, appena dietro un muro – per far sì che le risposte alle mille domande che mi pongo arrivino sempre puntuali e disarmanti.

Non so dunque se quello che vedrete (fino al 3 giugno) sarà lo stesso spettacolo che ho visto io… non so se risponderà ai vostri quesiti, se vi parlerà nella giusta lingua e danzerà di fronte al vostro cuore (rosso) con la medesima scansione sinuosa e materica con cui si è rivelato al mio… una cosa è certa, però: ne rimarrete folgorati.
Verrete chiamati in pieno palco, pur rimanendo immersi nel buio della sala, e vi verrà chiesto – talvolta gentilmente e spesso strattonandovi – di rivelare il rosso di una passione che è al contempo Arte e Vita. Rothko richiedeva questo a chi contemplava le sue opere: attesa e movimento.

E così, nel pieno tripudio di una sinestesia che profuma di tentativo, di sbaglio, che s’innalza ripida lungo i binari delle possibilità umane, troverete una relazione immensamente vera e comune. Quella tra due uomini che incrociano il loro cammino in due momenti speculari, così dannatamente appesi al cromatismo del ricordo e a quello del gesto, dell’attesa, dello sviluppo.
Il rapporto tra due anime vere, corporee, magistralmente interpretate da un Ferdinando Bruni-Tempesta e da un Alejandro Bruni Ocaña-Neve. Due anime votate ai sogni come ognuno di voi. Come ognuno di noi.E mentre penso che anche Cassandra fosse di un rosso granuloso e misterico, mi viene da sospettare che Francesco Frongia, il regista di entrambi gli spettacoli, sia nel pieno di un cammino che profuma di Trilogia del Rosso.

C’è da chiedersi, dunque, quale sarà la sua prossima avventura cromatica.

(ph. source: here)

Buona giornata a Tutti, Amici belli!
Ho appena riletto queste parole e mancano di quello stupore che mi ha lasciata in uno stato catatonico per tutte le ore a seguire, ma per rendere al meglio il suddetto stato di beatitudine e nostalgia non posso far altro che consigliarvi di correre a teatro!
xoxo

______________________________________
PHOTO CREDITS:
le foto dello spettacolo sono di Luca Piva
per le foto di Rothko: 1. – 2. – 3.
la foto del museo è di Cococozy
per le instagrammate lamentatevi con la sottoscritta ;)

14 maggio 2012

D.I.Y.: Collana last minute!

Eccomi qui ancora ad occupare spazio sul mio blog preferito, spero non vi dispiaccia…
Oggi propongo un tutorial che può essere velocissimo quanto lunghissimo… tutto dipende dai vostri bisogni! Dovete uscire e avete un outfit al quale manca un tocco rock’n'roll e poco tempo per rimediare?
Allora usate la pistola a caldo!
Non ne avete una? Impossibile. Fatevela regalare o compratevela: vi assicuro che è un aggeggio necessario quanto il balsamo per i capelli. Giurin, giuretta.

Se invece avete bisogno di staccare, passare del tempo a fare qualcosa con le vostre mani, estraniandovi completamente dalla vita terrena per avvicinarvi al Nirvana, allora usate pure ago e filo per cucire le frange facendo passare i punti in ogni singolo buco che troverete lungo la catena. Vedrete, è come meditare.
Le frange le potete trovare in una qualsiasi merceria e vi assicuro che non esiste migliore alleato sulla pista da ballo.
Vi sorrido immensamente e ringrazio Camilla per farmi sentire sempre come a casa.
Justine
Le Funky Mamas

 

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