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2 ottobre 2014

Dumfries, la città di Robert Burns

On the road to Wigton | Zelda was a writerBuongiorno miei cari, qui tutto stra-bene!
Ieri abbiamo preso un treno da Edimburgo a Dumfries, con una breve pausa a Carlisle, dove abbiamo mangiato una delizia super-inglese (questa) al Solo Bar.dumfries-4dumfries-8Vi consiglio di cuore di spostarvi per il Paese con mezzi pubblici: i treni e gli autobus sono puliti e puntuali, orientarsi non è affatto difficile e capita quasi sempre di incontrare persone gentili, che si prodigano in mille modi per farvi arrivare a destinazione.
E poi vogliamo parlare dei tramonti mozzafiato che vi regalerà improvvisamente il vostro finestrino?
Ieri sera, quando la corriera (lasciatemela chiamare così, sono italiana) ci stava portando a poche miglia da Wigtown, Clelia ed io ci siamo godute lo spettacolare abbraccio tra il sole più grande che ricordi e un mare brumoso ed esteso. Qualcosa, che vi giuro, porto nel taschino delle immagini felici, non lontano dalla rosa rossa e dal fazzoletto con le iniziali ricamate a mano.

Siamo arrivate a Dumfries e ci siamo dette: Ma se prolungassimo la nostra sosta per visitare la casa di Rabbie (Robert Burns)?
Presto fatto: con zaini e trolley (ecco, magari voi organizzatevi un goccino meglio di noi…) ci siamo dirette verso il centro della deliziosa cittadina di Dumfries. Siamo state accolte da sguardi incuriositi e da grandi sorrisi, un signore ci ha indicato la casa che cercavamo, abbiamo contato una decina di negozi di parrucchiere e un’infinità di gabbiani ci ha salutato con un inconfondibile strillo che sapeva di salmastro.
dumfries-2Rabbie qui è un mito, è un mito per la Scozia tutta, in effetti. Gli scozzesi ne parlano con orgoglio e conservano con rigore e gusto tutto quello che ha lasciato lungo il suo cammino, regalando a noi turisti un tale entusiasmo che basta, nel giro di un quarto d’ora, Rabbie è pure nostro.dumfries-3Se vi capitasse di passare da queste parti, tuffatevi nello strettissimo vicolo che vi porta al Globe Inn, la sua locanda preferita, e poi percorrete qualche metro e bussate alla sua porta di casa.
Vi accoglierà un simpatico signore che, per evidenti ragioni cronologiche non è Rabbie, ma che saprà illustrarvi con cura e passione ogni centimetro della piccola casa. IO, ovviamente, ho comprato una mug sensazionale e una cartolina ispirarata a Red, red Rose.

dumfries-11Dumfries | Zelda was a writer Dumfries | Zelda was a writerDumfries | Zelda was a writerDumfries | Zelda was a writerDumfries | Zelda was a writerDumfries | Zelda was a writerDumfries | Zelda was a writerDumfries non è solo la città dei parrucchieri, dei gabbiani in centro e della casa di Rabbie. Dumfries è una piccola Spoon River e, se viaggiate tra le sue chiese, v’imbatterete in cimiteri di una bellezza non comune, posti che il tempo ha liberato dalla tragedia della morte per restituirli alla potenza delle loro storie e al fatalismo.
Questi posti sono così tanto inseriti nella vita cittadina che capita spesso di vederci passare gruppi di studenti in divisa che accorciano la strada verso casa. Leggiadri e sorridenti.
Ditemi, non è così che si dovrebbe trattare il passato?

Dumfries | Zelda was a writerdumfries-5dumfries-22Dopo Dumfries, siamo arrivate a Newton Steward, un paesino vicinissimo a Wigtown (grazie alle tre signore che sulla corriera ci hanno indicato il nostro hotel). Era sera e il tempo era cambiato: il freddo entrava nelle ossa e un’aria profumatissima e tersa ci accarezzava le guance. 

Ieri sera ho scoperto che forse oggi conosceremo Jessica Fox… Sono emozionatissima e so già che sbaglierò tutti tempi verbali e che mi mancheranno le parole!
Vi terrò aggiornati ma ora solo un consiglio, prima di iniziare le corse della giornata (l’ultimo, giuro): visto che il Sud della Scozia pare non essere contemplato in moltissimi itinerari di viaggio, la prossima volta che vi verrà voglia di venire qui, cercate di inserire una piccola tappa in questo paradiso. Entrate in un pub, ordinate una birra e brindate alla salute del vostro vicino: troverete un amico.
dumfries-18Buona giornata!
Camilla
Zelda was a writer
#ontheroadtoWigtown #zeldagoestoScotland

Video + musica: Clelia Bos, la Presidente
Grazie ad ADD per avere impreziosito il mio viaggio con la giacca più bella e calda del mondo (la vedete nel video).

30 settembre 2014

I 287 scalini di Edimburgo

On the road to Wigton | Zelda was a writer
Intorno al 1840, poco dopo la sua morte, Edimburgo ha eretto un monumento di oltre 60 metri per sir Walter Scott
Immaginatevi un pennacchio gotico disseminato di volti grotteschi e statue enigmatiche, forse annerito dallo smog, è vero, ma di certo intriso di fascino e anche un po’ italiano, visto che la grande statua dello scrittore scozzese è di marmo di Carrara. 
Ben 287 scalini vi permettono di toccare il cielo e abbracciare un panorama mozzafiato, 287 scalini sono la prova tangibile del rapporto d’amore e cura che lega la città al mondo delle parole scritte.

Edimburgo | Zelda was a writerEdimburgo | Zelda was a writerFarei un gioco, se non fossi in procinto di raggiungere il festival dei miei sogni (evvivaaaaa!): farei una lista di 287 motivi per cui a Edimburgo bisognerebbe dire grazie per come tratta i suoi scrittori e sono certa che avremmo bisogno di nuovi scalini. La lista dei motivi per dire grazie qui è davvero infinita.Edimburgo | Zelda was a writerEdimburgo | Zelda was a writerQuesta città è un meraviglioso libro da sfogliare, le sue vie sono capitoli avvincenti che raccontano di passaggi e delizie, i suoi muri sono copertine che fondono con maestria l’amore per il passato e l’ambizione per il futuro. Sono ore che non smetto di camminare per la fitta trama di vie che la intersecano e sempre – sempre, davvero non esagero – un motivo di stupore mi costringe a fermarmi e, occhi serrati e bocca semi aperta, ad esplodere in uno “Ma è STUPENDO!!!“. 
Clelia, a ragione, ritiene che ne stia dicendo troppi ma basta guardarla per capire che i suoi “Ma è STUPENDO!!!” saranno di certo più misurati ma non meno sentiti!

Edimburgo | Zelda was a writerEdimburgo | Zelda was a writerEdimburgo | Zelda was a writerEdimburgo | Zelda was a writerLa giornata di ieri dunque ci ha visto incontrare Mrs. Brace, curatrice dei Musei di Edimburgo. 
Con lei ci siamo immerse nella visita del Writers’ Museum (facebook), il nostro primo Ma è STUPENDO!!! della giornata. Il Museo si trova in Lady Satir’s House, non lontano dall’imponente castello della città e riempie di storie, ricordi e lemmi impazziti le stanze di un prezioso palazzo del 1622.

Vi prego, segnatevelo: il Writers’ Museum va visitato.  È gratuito e aperto dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 17.
Al suo interno scoprirete che Robert Burns (detto Rabbie) era anche bellissimo e generoso come pochi (fu lui infatti che pagò la tomba di Fergusson, morto a soli ventiquattro anni nel più completo disinteresse dei più), che Walter Scott scriveva sotto mentite spoglie, perché nella vita istituzionale faceva l’avvocato, e che Stevenson, a Robert Louis Stevenson indossò un particolare anello fino alla morte, portava la scritta Tusitala (narratore di storie) e glielo avevano regalato gli abitanti di Samoa.
Conoscerete l’attività degli storici stampatori Ballantyne, vi muoverete per una ripida scala a chiocciola dai muri rosso fuoco, vi perderete a leggere tutte le citazioni del Makar’s Court, un monumento in continua espansione che ricorda gli scrittori famosi nel cortile di fronte al museo.
Se mai vi dovesse capitare di passarci, cercate Mrs. Brace e stringetele la mano: siete di fronte a una persona di grande gentilezza e conoscenza! Non esagero se dico che il nostro incontro è stato uno dei momenti più belli del viaggio.Edimburgo | Zelda was a writerAltro consiglio che mi sento di passarvi sottobanco è The Old and New Town Tour, il percorso cultural-enogastronomico di EAT WALK (twitterfacebook).
Non fatevi spaventare dal costo dell’iniziativa: il percorso, di oltre tre ore, vi porterà a visitare i posti più belli della città e a provare i piatti tipici del territorio, in contesti che altrimenti, per inesperienza o impossibilità reale (siamo stati anche alla Scottish Malt Whisky Society che, a meno che non siate soci, non vi farà mai entrare) vi sarebbero preclusi.Edimburgo | Zelda was a writerEdimburgo | Zelda was a writerPrenotate la vostra visita e il gioco è fatto: vi dovete solo presentare all’Hotel Du Vin con le migliori tra le aspettative. Una guida illuminata e gentile – la nostra si chiamava Alan – vi condurrà per Edimburgo, illustrandovi posti di una bellezza non comune, regalandovi un’infinità di storie e facendovi incontrare gente vera, che lavora nei ristoranti in cui sosterete e che vi illustrerà i suoi piatti o il whisky che andrete a sorseggiare. 
I gruppi arrivano a un massimo di otto persone, quindi non affollati ma utili per creare piacevolezza e companatico.Edimburgo | Zelda was a writerEdimburgo | Zelda was a writerEdimburgo | Zelda was a writerAlan è stato un mentore eccezionale: mentre camminavamo, era un profluvio di indicazioni, di racconti e suggestioni. Ho pensato di congelare quel pomeriggio, di riporlo nel cassetto degli attimi felici. Il sole baciava la trama delle guglie cittadine, il vento liberava finalmente i capelli e nuvole meravigliose si stagliavano sul verde intenso e rassicurante dell’Arthurs Seat e noi eravamo tutte occhi e orecchie.
Abbiamo mangiato, parlato tantissimo e ci siamo sentite nel pieno di un flusso di energia illuminata e cosciente, un flusso che accoglie il turista e non lo abbandona mai, regalandogli la bellezza dei dettagli, dei sorrisi, dei colori.

Edimburgo | Zelda was a writerEdimburgo | Zelda was a writerGrazie di cuore, cara Edimburgo, mi sei entrata nel cuore e mai, te lo giuro, ti dimenticherò.

Edimburgo | Zelda was a writerProssima tappa? Wigtown!!!
Camilla
Zelda was a writer
#ontheroadtoWigtown #zeldagoestoScotland 

Video e musica (MA AVETE SENTITO CHE PEZZO MERAVIGLIOSAMENTE ROMANTICO HA COMPOSTO CLELIA PER IL NOSTRO VIAGGIO?!): Clelia Bos, la Presidente.

Con Eat Walk abbiamo visitato: Hotel du Vin & Bistro, Demi John, Calistoga, Scottish Malt Whisky Society, Le Di Vin, Ghillie Dhu.
Edimburgo | Zelda was a writer

30 settembre 2014

Gente di Edimburgo

On the road to Wigton | Zelda was a writer
Edimburgo ed io, senza che ci fosse la minima aspettativa, ci siamo innamorate dal primissimo istante in cui ci siamo conosciute. Nessuno di noi poteva preventivarlo, è capitato come nei migliori colpi di fulmine.
Sono scesa dall’aereo e già sapevo che sarebbe stato così: la fila di casette dal tetto appuntito che ci hanno salutato lungo la strada verso il centro me l’ha confermato.
L’aria frizzante, i colori accesi, le interminabili file di librerie che trovi in certi punti della città, tutto mi ha suggerito che ero la benvenuta. Me la porto sulla pelle anche adesso, mentre vi scrivo dalla mia stanza d’albergo, sfruttando la connessione più agile della mattina.
Penso a lei e credo di avere trovato “un posto nel mondo”, una dimensione leggiadra in cui sentirmi felice. In cui camminare  e trovare storie a ogni angolo di strada.Edimburgo | Zelda was a writeredimburgo-1-9Edimburgo è silenziosa, immersa nei dettagli, accoccolata tra le mura quadrate di piccolissimi appartamenti pieni di tutto.
Un tutto vivo, intelligente e ironico.
Vive al secondo piano di una casa piena di orlature che si stagliano sul cielo del Nord. Dalla sua tenda di pizzo bianco, a un tratto compaiono delle mani femminili, stanno pescando un biscotto da un piatto che immagini essere a fiori. La tenda è un sipario calato a metà su quella e infinite altre storie e tu ti chiedi come finirà quella visione di pace, se finalmente qualche biscotto cadrà nell’immenso bicchiere di latte freddo in primo piano.
Questa città è una profondità di campo continua, che regala particolari e restituisce vedute d’insieme verdeggianti e intrise di umidità. edimburgo-1-13edimburgo-1-10edimburgo-1-11I suoi abitanti sono sorridenti e gentili, ti chiedono come ti sia trovato dopo aver sorseggiato un banale tè, sono disposti ad aiutarti a trovare la via dell’albergo, quando ti vedono armeggiare con una complicatissima mappa della città.

Siamo in meno, da queste parti: io e Clelia non ci siamo ancora trovate immerse in fiumi di folla, guardiamo gli occhi dei nostri nuovi concittadini e indugiamo in grasse risate, tentando come possiamo di capire la velocissima lingua che parlano.
Tutti si fermato nel cercare di farsi capire, nessuno ha mai dato segni di cedimento e, quando proprio non è stato possibile evincere il senso delle parole… Beh, abbiamo continuato a ridere.

edimburgo-1-8edimburgo-1-12Cammino per la strada e mi immagino in uno degli infiniti bar, fantasiosi e colorati, seduta a un tavolaccio, nelle vicinanze di un’ampia finestra. 
Un taccuino che aspetta di essere riempito, qualche libro nuovo da divorare, la luce che abbraccia il mio raggio d’osservazione. Immersa nei veloci passaggi delle nuvole, con qualche viso interessante che incrocio per caso e su cui mi domando tutto. Mi vedo lì, a compilare una lista di parole belle da non dimenticare mai, tra le evoluzioni fumose e danzanti di un tè al gelsomino.

edimburgo-1-7 Edimburgo | Zelda was a writer edimburgo-1-5 edimburgo-1-4 edimburgo-1-2 edimburgo-1edimburgo-1-15Edimburgo è la prima tappa del nostro viaggio verso Wigtown e il suo festival (maggiori info –> qui).
Viaggiamo con il supporto di Visit Scotland, deliziate dalla bellezza della gente del posto.
Gente dai colori saturi, quella di Edimburgo. Gente che cammina sullo sfondo epico e a perdita d’occhio di una natura rigogliosa e presente. Gente abituata alla forza del cielo e all’impeto del mare.

Sì, sono definitivamente innamorata. Vado a fare colazione e a fare gli occhi dolci alla stupenda tappezzeria del nostro albergo.
Camilla
Zelda was a writer
#zeldagoestoscotland #ontheroadtowigtown

Il video e la musica sono di Clelia Bos.
Il pasto che vedete ritratto è stato consumato al Lock25.

26 settembre 2014

On the road to Wigtown!


On the road to Wigton | Zelda was a writerAvevo un sogno. E pensavo che mai l’avrei realizzato.
O meglio, dicevo a me stessa: Certo Camilla, che cosa te lo impedirà?! Sei giovane [sic] e forte [sic] !

E poi, alle mie spalle, boffonchiavo: Finirà nella lista affollatissima dei tuoi sogni. Figuriamoci se riuscirai a realizzarlo! Prima devi vincere l’Oscar, scrivere il tuo secondo libro, sposare un uomo bello e intelligente, …

Rifacciamo.
Avevo un sogno che credevo non sarei mai riuscita a realizzare.
Questo sogno mi catapultava in Scozia, nel pieno del Wigtown Festival (facebook - twitter), una kermesse letteraria pazzesca che si tiene ogni anno nell’omonima cittadina nel Galloway.
Per intenderci, Wigtown ha circa mille abitanti e più di dodici librerie, alcune di queste sono soppalcate così, se sei uno che le parole le ama davvero, puoi decidere di dormirci in mezzo.WigtownHo saputo della sua esistenza due anni fa, di questi tempi: L’Internazionale aveva pubblicato un servizio di Reiner Luyken, giornalista tedesco del Die Zeit, tutto dedicato al “regno dei libri”. L’ho letto – vi giuro – con le lacrime agli occhi, ho strappato il servizio dal giornale e ho chiamato la mia socia Clelia.

Clelia, ci sarebbe questo festival scozzese… Io andrei il prossimo anno, che ne dici?
Come sempre accade, Clelia ha accolto con estremo entusiasmo la mia idea ma poi siamo state fagocitate da tantissima vita e no, non ci siamo mai andate.

E ora tenetevi forte.
Grazie a Visit Britain (facebook - twitterVisit Scotland questo sogno si sta per realizzare.
Lunedì parto. Parto con la socia (con chi se non lei?) e per una settimana vi scriverò dalla Scozia, raccontando il mio “ON THE ROAD TO WIGTOWN“.
Sono emozionata e continuo a ripetere: Oh MY God!
Wigtown
Partiremo da Edimburgo e attraverseremo parte del Paese, incontrando musei, volti, castelli, fantasmi, pub (in questo io farò un rito scaramantico), scogliere a picco sul mare e passaggi impazziti di grandi nuvole nordiche.

Arriveremo a Wigtown con il sorriso dei viandanti 2.0, ci faranno di certo male i piedi e io avrò comprato almeno duemila cartoline. Scopriremo la sua storia, incontreremo la gente che vi abita, cercando di raccontarvi l’energia con cui questa città, che negli anni ’50 era tra i comuni più poveri della Scozia, nel 1998 sia diventata la “Scotland’s national book town“, grazie all’intuizione d’investire tutto sulla cultura.
Tutto sulla cultura, tutto sui libri. Non trovate sia “fantascientifico”?!

Jessica Fox Ma non è tutto! Nell’articolo di Luyken ho scoperto la storia di Jessica Fox (twitter), una videomaker americana con un lavoro alla NASA che, dall’altra parte del mondo, sognava Wigtown ancora prima di sapere che si chiamasse così.
Una ricerca su google e la richiesta di un piccolo periodo di lavoro presso la libreria The Bookshop (facebook - twitter), l’hanno catapultata in un’altra dimensione, facendole trovare l’amore e un nuovo posto dove vivere.
La sua storia è stata raccontata anche da The Guardian (qui) e dal Daily Mail (qui). E se siete proprio curiosi, questo è Shaun Bythell, il proprietario della libreria in cui si è trovata a vivere per un simpatico gioco del destino, lo Euan del libro.


Da questa storia meravigliosa è nato anche un libro (poteva essere altrimenti?): Three things you have to know about rockets. Ve lo consiglio con il cuore!

Il nostro viaggio farà riferimento a molte delle tappe e dei pensieri descritti nelle sue pagine.
Three things you need to about rockets Quindi non mi resta che preparare la valigia!
In alto le mani, evvivaaaaaa!

Camilla
Zelda was a writer
#zeldagoestoscotland #ontheroadtowigtown

In viaggio con noi, le inseparabili bambine Canon <3 C’era da dubitarlo?

(credits: ph. 1 - ph. 2)

 

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