6 maggio 2015

Instalovers di maggio!

Instalovers | Zelda was a writerSiamo arrivati al nuovo appuntamento di maggio con Instalovers e io non sto nella pelle per due motivi essenziali:
1. maggio da sempre è il mio mese preferito. Mese, per inciso, nel quale invecchio e che continuo ad amare, nonostante tutto. Ditemi se questo non è l’amore più innamorato che esista!
2. la selezione dei nuovi quattro profili mi sembra quanto di meglio potessi proporvi!

Inizio subito a presentarvi i miei ospiti, dunque!
Bonbonolli| Zelda was a writerbonbonolli
Bonbonolli è colore puro: una vera esplosione di energia che ci presenta un quotidiano fatta di famiglia, viaggi e creatività.
So pochissimo di Cri, la sua proprietaria, ma una cosa è certa: i suoi scatti regalano una dose di bellezza davvero generosa e galvanizzante. Le sue prospettive non sono mai scontate e le traiettorie spingono a guardare oltre gli scatti, alla ricerca della loro continuazione, del loro poi.
LPartemi| Zelda was a writerlpartemiLuigi di Lpartemi racconta per lo più l’Italia e i suoi luoghi più silenziosi e poetici.
Guardare le sue foto equivale a rendersi conto di quanta fortuna ci circondi, di quanto la meraviglia si trovi impigliata nelle spirali di un’enorme conchiglia o tra i sassi rosati di una spiaggia selvaggia.
Something SwedishMiss Sunnybunny | Zelda was a writersomethingswedishAnna di SomethingSwedish si è trasferita in Svezia dall’Olanda e ce la racconta attraverso i suoi scatti.
Si tratta di una collezione piena zeppa di verde, di orizzonti brumosi e di un meraviglioso stupore bambino che ci coglie all’improvviso, ogni volta che ci troviamo a scorrere le foto. 
Pronti per innamorarvi senza possibilità di rinsavimento?
Miss Sunnybunny | Zelda was a writer
Instalovers di maggio | Zelda was a writerSara di Miss_Sunnybunny ha uno sguardo sul mondo davvero personale e ironico.
Mi piace da impazzire perché ritengo che, in un mare di scatti molto simili tra loro, lei riesca a mantenere un perfetto equilibrio tra composizione e racconto. Da seguire immediatamente!

I quattro profili di oggi superano di poco i 1000 follower, sono profili di vita vera, non meno appassionata e poetica. Mi piace pensare che esistano sguardi tanto speciali sull’esistenza, mi fa sentire immersa in pensieri positivi e lungimiranti. Siete d’accordo con me?
Buona giornata!
Camilla
Zelda was a writer

5 maggio 2015

T-words: la maglietta dei boscaioli

T-words | Zelda was a writerInizia oggi T-WORDS, un piccolo appuntamento dedicato all’amore sconfinato che nutro per le magliette. Tutte le magliette del mondo. Meglio se improbabili, meglio se scritte, se illustrate, se provenienti da non ben identificati contesti. Meglio se, arrivata a casa, mi trovo ad aprire il portatile (cose nuove, lo so) per cercare notizie sulle scritte che si portano dietro.

Impazzisco per le t-shirt, è vero, ma no, non si tratta di una collezione! 
Buona parte di questa passione risiede nel cercare i miei feticci in posti davvero improbabili, senza che ci sia alcuna previsione sulla possibilità di accaparrarmi il pezzo più insolito, quello più oscuro.
Insomma, credo che ci faranno presto un programma. Dopo Malattie improbabili e Accumulatori Seriali, presto, su questi schermi, assisterete a Magliette Assurde.
Ovviamente mi candido per la conduzione!
T-words | Zelda was a writerIniziamo con la prima maglietta?
L’ho trovata a un banchetto del mercato, pieno zeppo di magliette provenienti da tutto il mondo. Magliette di eventi, concerti e assicurazioni (sì, assicurazioni) per lo più americane e canadesi, spesso create per staff e dipendenti.
Alcuni drammaticamente orribili e quindi stupende. Chiaro, no?
Ho preso due magliette da quello stock. Una è quella che vedete.
T-words | Zelda was a writer

Inutile mentire proprio a voi… L’ho scelta per le quattro barbe e per il cuore. E ora smettete pure di seguire questo blog: ne avete tutti i motivi!

Arrivata a casa, ho scoperto che faceva riferimento a un reality americano seguitissimo, che è arrivato da poco alla sua settimana stagione.
Si chiama Duck Dynasty e narra le vicende dei Robertson, una famiglia barbuta della Louisiana che produce richiami per anatre.
La mia amica Cinzia, che vive negli Stati Uniti e conosce il programma, mi ha avvisato di alcune uscite non tanto felici del patriarca, l’ultra-religioso Phil, uscite parecchio violente contro gli atei, capaci di sollevare un vero polverone mediatico…
Insomma, ho avuto 5 feroci minuti di dubbio amletico sul fatto di pubblicare o meno questo post ma poi mi sono detta che qui si parlava della maglietta e del fatto che, valicando frontiere in un modo che non mi spiego, sia passata dalla Duck Famiglia e il suo merchandising alla bancarella di un commerciante nordafricano. Sono ancora qui che mi chiedo come sia possibile…
Cinzia, comunque, mi ha rincuorato: non tutti i barbuti in questione sono tanto violenti! A questo punto potrei ipotizzare una bella toppa giallo canarino sulla barba di Phil. Ora ci ragiono…

Insomma, se siete curiosi di sapere chi sia questa famiglia, cliccate qui.
Intanto vi lascio una foto per contestualizzare la tipologia e dare un senso alle mie quattro barbe… Per inciso, non trovate sia perfetta per The Familiarist?
Duck DynastyT-words | Zelda was a writer
Torno prestissimo: ho millemila nuove t-shirt da raccontarvi!
Buona giornata,
Camilla
Zelda was a writer
#zeldish

4 maggio 2015

Bookeaterclub di maggio con Zazie!

Bookeaterclub febbraio 2015 | Zelda was a writerIl Bookeaterclub di aprile si è svolto nella mia più completa mancanza di diottrie. Senza lenti a contatto e occhiali da vista a casa. Avevo solo un paio di occhiali da sole graduati e devo ammettere che, durante la nostra appassionata analisi di Chi Manda Le Onde di Fabio Genovesi (Mondadori), sono stati davvero provvidenziali!

La verità è che avrei potuto guardare questo libro – la nostra lettura di aprile – anche senza alcun tipo di supporto visivo. Ogni tanto lo faccio con il mare: tolgo gli occhiali e resto lì a perdermi in quella vastità pulviscolare, sfocata, ipotetica. Ogni tanto, insomma, mi sembra che nella perdita dei miei dieci decimi artificiali e nei fuori fuoco che ne conseguono ci sia molta verità.
Bookeaterclub di aprile ! Zelda was a writerChi manda le onde è il nuovo romanzo di Fabio Genovesi. Ci ha messo ben 4 anni a scriverlo. E sono stati anni spesi benissimo: un libro così rende la lettura uno stato di grazia da cui non vorresti più allontanarti. 

Le vicende dei suoi protagonisti (sì, è un romanzo corale e polifonico) sono ambientate, ancora una volta, a Forte dei Marmi.
Mai conosciuto un posto così, strizzato meravigliosamente tra la verticalità montana delle Alpi Apuane e l’orizzonte esteso di un mare instancabile.
Se a Forte dei Marmi piove, piove in modo biblico. Se ti ci ritrovi in determinati periodi dell’anno, puoi macinare chilometri senza incontrare nessuno.
Mai visti tramonti più traboccanti d’arancio, a Forte dei Marmi. Mai – e dico mai – conosciuti abitanti più selvatici e dannatamente letterari.
Bookeaterclub di aprile ! Zelda was a writerQuesto libro, per il book club, è stato corrente vorticosa e mare aperto, un mare profondo e oscuro.
Tra le sue pagine abbiamo incontrato il fatalismo delle onde.
Di cosa si tratta esattamente? Di un eterno movimento che le fa disperdere tra le scie delle barche e negli anfratti silenziosi degli abissi, tra creature misteriose e strambi oggetti di non chiara provenienza. Un flusso magico che fa attraversare loro le stratificazioni, i passaggi e i relitti, per farle tornare a essere ancora una volta onde.
Bookeaterclub di aprile ! Zelda was a writerChi manda le onde? – ci siamo chiesti. Chi crea le trame imperfette del nostro vivere e chi ci spinge a cercare continue associazioni tra le cose che ci capitano tra i piedi, lungo il nostro cammino? E poi, esistono regole certe, connessioni infallibili?

Passiamo intere esistenze a chiederci il perché di cose più grandi di noi, a dannarci l’anima per dare un senso preciso al nostro procedere, a sentirci inadatti e disperati quando qualcosa impone deviazioni lungo la strada, disperdendo i nostri piani, le nostre aspettative.
Intanto, il mare continua a produrre onde e le alpi Apuane risplendono tronfie, a ogni accenno di tramonto. Infinite onde per ogni giorno di vita e l’ennesimo tramonto a decidere il sopraggiungere della notte. Della luna.
Bookeaterclub di aprile ! Zelda was a writerBookeaterclub di aprile ! Zelda was a writerGenovesi ha posato sul nostro tavolo Lago una manciata di personaggi indimenticabili, imperfetti e alla ricerca di un completamento, di una risposta, di un contatto con quello che il destino (e con lui, il mare) ha deciso di allontanare tragicamente dai loro vissuti.

La piccola Luna, sua mamma Serena, Zot, Ferro e Sandro (con due meravigliosi compagni di s-ventura come Marino e Rambo) vivono un’esistenza in perenne bilico tra tragici dati di fatto e una picaresca corsa all’elevazione, al cambiamento, alla speranza.
La loro è una vita agrodolce. Si ride delle loro piccolezze, spesso ci si riconosce e talvolta scende una lacrima.
La presenza-assenza di Luca, fratello di Luna e figlio di Serena – personaggio perfetto e sublimato – sembra la cartina al tornasole di ogni loro azione, delle ambizioni, dei tentativi. 
La vita decide quando i piani naufragano. Le parole che vengono dette sono quelle che sfuggono al controllo, i gesti importanti sono sempre intralciati da un fastidioso e impeccabile contrattempo. Perché è la verità a dare maggiori problemi, non la fantasia.
Bookeaterclub di aprile ! Zelda was a writerIl mondo di Chi manda le onde ci ha invaso con la sua corrente e non escludo che alcuni di noi si aggirino ancora tra le sue pagine, alla ricerca di nuovi motivi per restare, sentirsi compresi, piangere la condizione di quei personaggi che sentono miracolosamente simile alla loro. 

Grazie dunque alla lettura di aprile, procediamo con grande slancio nella lettura di un nuovo libro. Ci spostiamo dall’Italia e dalle novità in uscita ma non usciamo dal mare energico e significante del libro precedente: nuoteremo in compagnia della Zazie di Raymond Queneau.

Spero che la scelta di questo libro vi entusiasmi e crei una nuova occasione di confronto e meraviglia! Ci vediamo mercoledì 27 maggio, sempre alle ore 19, sempre all’Appartamento Lago che ringrazio ancora una volta per l’accoglienza di questi mesi.
Bookeaterclub di aprile ! Zelda was a writerAh! Durante il nostro incontro, ho proposto ai partecipanti di scrivere una piccola lettera (basta una frase, un concetto) ai bambini che sono stati. 
Voglio tranquillizzarvi: il nostro book club non diventerà improvvisamente un corso di scrittura creativa! Ho pensato di proporlo per confondere le carte e, soprattutto, per immergere il nostro comune amore per le parole in altre azioni, legate a contesti decisamente più intimi.

Non si tratta di un’imposizione o, peggio ancora, di un compito a casa. Ognuno deciderà cosa fare delle sue parole, se lasciarle sul tavolo del nostro appartamento, in occasione del prossimo incontro, o se tenerle per sé, per i propri pensieri. Le lettere verranno raccolte e decideremo insieme il loro destino.
Bookeaterclub di aprile ! Zelda was a writerChe sia una buona settimana per tutti voi!
Camilla
Zelda was a writer

28 aprile 2015

MOOD for FOOD!

Mood for Food| Zelda was a writerIMG_6507A casa mia si è sempre detto: pasticcia pure quanto vuoi con l’abbigliamento ma, prima di qualunque sperimentazione, ricordati sempre dell’importanza di un capo spalla.

E così, ve lo devo confessare, quando sono stata chiamata da Marella per partecipare a un progetto chiamato MOOD for FOOD, per prima cosa ho fatto un salto scomposto in prossimità dell’immenso ago di piazza Cadorna. Non che ci sia andata appositamente, intendiamoci! Mi trovavo lì di fronte proprio quando mi è arrivata la telefonata e quell’altissimo feticcio che mi sovrastava mi è parso un simbolo molto indicativo dell’intera faccenda.
Dopo il salto a piè pari, ho passato in rassegna tutti i capi importanti che hanno accompagnato la storia della mia famiglia e sì, ci ho trovato molti Marella!
Altro salto scomposto, dunque. Questa volta in metropolitana, appena dopo i tornelli che conducono alla MM2.

Insomma, è inutile girarci attorno e ostentare abitudine: questa collaborazione mi rende euforica! Sono stata chiamata per raccontare un mondo che guardo spesso da lontano. Mi è stato chiesto di farlo a modo mio. Se non fossi così dannatamente pigra, salterei ancora!
MOOD for FOOD! | Zelda was a writer
Mercoledì scorso, quindi, io e la mia piccola Baby Canon – vestite di tutto punto – ci siamo recate nel negozio milanese di Corso Vittorio Emanuele, per il primo di una serie di appuntamenti dedicati al Gusto e alla Tradizione italiana.
Lasciatemi dire che MOOD for FOOD unisce la prodigiosa storia della nostra tavola alla fortuna di essere nati su una terra tenace e baciata dal sole, capace di produrre quanto di meglio il mondo tutto possa anche solo minimamente sognare di avere tra le mani.

Ah, quanto sarebbe bello se ce lo ricordassimo sempre!
Ah, se difendessimo con le unghie i nostri tesori!

Ok, la smetto.
Mood for Food| Zelda was a writerMOOD for FOOD racconta il gusto italiano e lo fa a pochissime ore dall’apertura di Expo 2015, miscelando colori, sapori e grandi mani che plasmano, creano, producono.

Vista da questa prospettiva, la differenza tra un piatto cucinato sapientemente e un grande capo di sartoria non è poi così abissale
e allora, per sottolineare un legame intimo eppure fortissimo, sono arrivate loro, le sei t-shirt in cotone organico e totalmente made in Italy. Moscato, Sicilia, Marasca, Etna, Risotto e Liguria.
Sono arrivate per rendere forte, gioioso e, perché no, denso di orgoglio questo messaggio di stile e produttività patria. 
Mood for Food| Zelda was a writer
Cosa mi entusiasma più di tutto il progetto? Che sia stata chiamata Annalisa Beghelli, una giovane creativa con un curriculum di tutto rispetto e un sorriso che stappa chakra e predispone al bene.
Ho avuto modo di incontrarla in due occasioni e di dirle almeno 1000 volte quanto io sia fiera di lei e quanto questa collaborazione faccia bene a tutti, mettendo in gioco nuovi volti, nuovi nomi, nuove sinergie e speranze. Credo che non mi voglia più vedere da quanto l’ho assillata e così, per sicurezza, l’ho fotografata… La potete vedere qui sotto!
Mood for Food| Zelda was a writerMOOD for FOOD! | Zelda was a writerMood for Food| Zelda was a writerIl MOOD FOR FOOD di mercoledì scorso è stata una festa di sapori per donne e uomini saporiti.
Hanno condiviso con me questa avventura Chiara Maci, Csaba dalla Zorza, Mara Stragapede, Candela Novembre e Justine de Le Funky Mamas che, a momenti, sbranava un ragazzo.

Questa ve la devo raccontare.
Justine mi stava scattando una foto, quando lui è passato, chiedendole di spostarsi.
È il suo momento!!! – gli ha detto lei, scura in volto, e mi ha indicato perentoria. Ho visto la paura negli occhi del malcapitato ma me ne sono presto disinteressata perché dovevo mantenere la posa – cosa per me difficilissima, visto che amo fotografare gli altri e soffro moltissimo quando capita a me. Comunque, volendo ipotizzare un parallelo cinematografico, la convinzione di Justine era la stessa con cui Patrick Swayze dice che nessuno può mettere Baby in un angolo.
Amiche vere, insomma, persone che ci credono.
MOOD for FOOD! | Zelda was a writerMOOD for FOOD! | Zelda was a writerIMG_6673
La serata ha registrato anche la presenza di Academia Barilla che, a partire dagli ingredienti presenti sulle magliette, ha proposto delle vere  gioie per il nostro palato, da ricreare agevolmente a casa, grazie a un ricettario a tiratura limitata che verrà diffuso presso i punti vendita di Marella coinvolti nel progetto. 
A sostegno delle gioie del palato, sono arrivate quelle del bere, con Campari e i suoi cocktail.
MOOD for FOOD! | Zelda was a writer
MOOD for FOOD! | Zelda was a writerMOOD for FOOD! | Zelda was a writer
Un serata perfetta! Sono arrivata tutta timorosa e alla fine della serata ho chiuso io il negozio, aggrappandomi agli abbracci e ringraziando tutti. A questo punto non vedo l’ora di partire con le mie compagne per la prossima avventura!

Vi lascio con le foto della serata e perdonate la verbosità!
MOOD for FOOD! | Zelda was a writerMOOD for FOOD! | Zelda was a writerMOOD for FOOD! | Zelda was a writerMood for Food| Zelda was a writerIMG_6707IMG_6528MOOD for FOOD! | Zelda was a writerIMG_6730MOOD for FOOD! | Zelda was a writerBuona giornata a tutti!
Vi ricordo il nostro appuntamento di domani sera al Bookeater Club… NON VEDO L’ORA!!!
Camilla
Zelda was a writer
Mood for Food| Zelda was a writer

27 aprile 2015

Gente che mi piace: We make carpets

Gente che mi piace: We make carpets | Zelda was a writerBuongiorno a tutti, buona settimana!
Confesso di non aver studiato tanto, durante il recente Salone del Mobile.
Mi sono regalata due occasioni al FuoriSalone: ho festeggiato la collaborazione di The Familiarist con Buru Buru e ho fatto un veloce giro nel distretto di Ventura Lambrate. Avevo molto lavoro arretrato e così non sono riuscita godermi questa settimana che ogni anno saluta con gioia e colore l’inizio della stagione mite (settimana corrente – umida e piovosa – esclusa).

Nonostante tutto, uno schianto in pieno petto me lo sono portata a casa e oggi, anche se a distanza di qualche giorno, ho deciso di condividerlo qui, nel simpatico e disorganizzatissimo appuntamento dedicato alla Gente che mi piace.
Loro si chiamano WE MAKE CARPETS (al secolo Bob, Marcia e Stijn) e sono tre creativi olandesi. Niente, sono semplicemente geniali.
Gente che mi piace: We make carpets | Zelda was a writer
Realizzano tappeti su cui NON si può camminare, anche se ci svelano che, durante la Settimana del Design olandese, un visitatore attraversò una lunga distesa di forchettine. Non so perché ma riesco a immaginare le loro espressioni di terrore…
wemakecarpets-1wemakecarpets-3Le creazioni di WE MAKE CARPETS sono molto vicine al concetto di mandala: costruite con una cura maniacale, sono destinate a disperdersi poco dopo la loro realizzazione.
Secondo me, questo concetto della dispersione creativa si sposa benissimo con i tempi attuali e con la loro produzione ipertrofica e virtuale che, legata alla condivisione di un momento unico e solo, è spesso destinata all’oblio.

La scelta di colori e materiali tra i più disparati (in direzione di un riciclo creativo non funzionale ma artistico) testimoniano una fantasia espansa e un senso non comune per la composizione.wemakecarpets-5
In tre parole? Io li amo.
E sono certa che, dopo aver visionato questo post, sarà un sentimento che potremo condividere in tanti!
wemakecarpets-2
Durante l’installazione, gli spettatori erano silenziosi, con lo stupore bambino negli occhi, attratti in modo irresistibile verso queste composizioni… Tanto attratti da essere guardati a vista da una serie di controllori ai quattro lati dell’immensa sala espositiva.

Non credo si trattasse solo della necessità di scattare l’instagrammata più bella o di un atteggiamento poco rispettoso verso quel lavoro creativo. Credo, invece, che questi mandala-tappeto attirassero letteralmente a sé, stimolando i sensi e il desiderio di prossimità fisica.
wemakecarpets-8wemakecarpets-6wemakecarpets-11wemakecarpets-7wemakecarpets-10Buona giornata a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

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WE MAKE CARPETS: sito – instagram
Esiste un libro che illustra le loro imprese (libro a dir poco entusiasmante) —> lo trovate qui.