26 marzo 2015

Bookeaterclub: tra marzo e aprile!

Bookeaterclub febbraio 2015 | Zelda was a writerAmos Oz, nel suo libro Gli ebrei e le parole (scritto con Fania Oz-Salzberger) cita Pierre Manard, autore del “Chisciotte”, un racconto di Borges.
Il racconto è geniale: tale Pierre Manard, scrittore francese inesistente, un giorno si siede alla scrivania e scrive il Don Chisciotte di Cervantes. Non lo sta copiando, lo scrive perché gli è venuto in mente. Lo scrive in spagnolo, stesse pause, stessa punteggiatura. Però non è di Cervantes, è suo. Si tratta di un libro nuovo, è il Don Chisciotte di Menard.

Come mai Oz cita questo racconto? Lo fa perché gli serve come prova a favore di una verità sostanziale: quando leggiamo un libro noi lo autoriamo, diventa nostro, delle nostre vite, dei nostri innamorati che sanno di fazzoletti puliti, delle nostre madri che stanno morendo.
Almeno fino all’arrivo del prossimo Menard, quel libro è nostro.
Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writer
Il Bookeaterclub di ieri sera all’Appartamento Lago ha fatto sedere al tavolo tantissimi Menard.
Ognuno di noi aveva in mano la sua Invenzione della Madre, ognuno di noi aveva posto la firma sulla pagina finale di questo libro chirurgico, duro e al contempo denso di tenerezza, di vitalità.
Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writer
Ci siamo arrabbiati tantissimo con Peano.
Molti di noi non gli hanno perdonato di aver scoperchiato un vaso di Pandora che vorremmo sempre tenere serrato: lì albergano le nostre paure più profonde e il desiderio di congelare il tempo della serenità, dei punti di riferimento certi, della vita che ci regala senza toglierci nulla.

Immagino anche che alcune delle defezioni di ieri sera (complici anche la pioggia e un simpatico virus stagionale che rende le viscere piuttosto vibratili) siano dovute a questo sentimento di fastidio.

Nei giorni precedenti al book club, ho ricevuto moltissime mail che mi dicevano che non ce l’avrebbero fatta a finirlo, che si scusavano ma era troppo per loro. Ho chiesto a chiunque non se la sentisse di evitare di procedere nella lettura ma intanto mi sono domandata che forza censoria possa avere la storia della malattia sui nostri vissuti.
Alcuni la vivono con sofferenza, e credo che chiunque possa comprenderne le motivazioni, ma per altri arriva ad essere un’offesa, un terribile sgarbo fatto al loro panorama di certezze.
Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writer
Ho la stessa storia di Mattia alle spalle, i suoi stessi anni, la sua stessa paura di non registrare tutto, di perdere il ricordo. L’unica differenza tra di noi è che io ho tentato/tento di inventare un padre.
Per il resto, abbiamo condiviso dieci anni di una malattia insidiosa e devastante, mille ospedali, mille drammi quotidiani. Un corpo che si svuotava con spietata coerenza e che, con la sua mostruosità, sapeva impaurire chiunque non ne conoscesse le cause. Abbiamo provato la stessa rabbia, io e Mattia, la solitudine, un rapporto d’amore perso per strada, la sensazione di avere 26 anni per sempre e di portarci dietro la condizione di eterni adolescenti orfani di un genitore.
Forse, dieci anni fa un libro come questo non l’avrei mai voluto sfiorare. 
Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerBookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerMa c’è tantissimo altro, ne L’Invenzione della Madre: c’è la vita, quella vera, non di certo perfetta e non sempre felice. La vita dei legami, del polline di certe giornate in controluce, dei Capodanni a cui chiedere la realizzazione di sogni impossibili.
In questo libro si respira la matematica certezza di essere contenitori di acqua piovana (sempre Calvino, me ne scuso), bacini di immagini e di Memoria.  
Tra le sue pagine troviamo l’accesso a vie di comunicazione privilegiate con chi ci ha lasciato. Vie ad accesso limitato, forti e incontaminate, prodigiose e intime. Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerph: Giui
Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerph: Giui
Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerph: Giui

Il libro di ieri sera mi ha dato la prova provata di quanto la condivisione di un’emozione renda la stessa più profonda e importante.
A un anno di distanza dalla nascita di questo book club, mi rendo conto di attendere con crescente gioia e speranza il nostro ultimo mercoledì del mese. Sento che, solo incontrandoci e parlandone insieme, il libro inizia a essere nostro. Non di Peano, non di Menard. Nostro.
Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerBookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerE ora fatemi ringraziare chi sta sostenendo la mia avventura. Non basteranno mai le parole per descrivervi cosa questo significhi per l’impresa!
Grazie quindi a Lago Design per avere creato la casa perfetta nella quale trovare un’immediato e rincuorante senso di famiglia e di gruppo.
E grazie a Birra Moretti, nuova amica delle nostre sessioni, per aver regalato al tavolo un viaggio di gusto e tradizione con Le Regionali. Ieri sera abbiamo degustato la Piemontese, in onore di Marco Peano, e la Toscana, tutta dedicata (per un bellissimo esempio di puro caso) al nostro prossimo autore.
Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerBookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerBookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerGrazie a tutti per ieri sera, grazie per essere invischiati con un tale inesauribile entusiasmo in questa diavoleria di lemmi!
Siete nel mio cuore, tra le pagine, i capitoli e le preziose storie, quelle magie aeree che aleggiano nella mente di ogni lettore seriale che si rispetti!
Camilla
Zelda was a writer

Ci vediamo mercoledì 29 aprile alle 19 con Chi manda le onde di Fabio Genovesi (Mondadori).
Buona lettura!
Bookeaterclub aprile 2015 | Zelda was a writer

25 marzo 2015

Tutto può cambiare!

Tutto può cambiare | Zelda was a writerTutto può cambiare, sì. Sarebbe meraviglioso se non lo dimenticassimo mai. Se ci impegnassimo a gestire bene quello che si ostina a non mutare ma lavorassimo con tenacia per sovvertire gli equilibri che non ci piacciono, che non rispondono alle nostre esigenze. Con pazienza, anche se i risultati non si concretizzano immediatamente.

Tutto può cambiare ce lo dice anche un film (scritto e diretto da James Carney, con Keira Knightley e Mark Ruffalo), non sto per parlarvi di una grande esclusiva ma di un film che potete trovare in edicola in questi giorni, alla modica cifra di 9 euro e 90 centesimi.
Tutto può cambiare | Zelda was a writerIl titolo orginale di questo piccolo capolavoro – che diventerà il mio Dirty Dancing dei miei 30 e passa anni – è Begin Again.
Ricominciare, iniziare di nuovo. Non esiste scommessa più bella, miracolo più coinvolgente.
Tutto può cambiare | Zelda was a writerIl film ci dice: fate, fate con quello che avete, non preoccupatevi se gli strumenti sono pochi, se tutto sembra dirvi che la direzione vincente è quella intrapresa dalla maggioranza delle persone mentre voi vorreste andare altrove. 

Buttatevi nella passione, fidatevi degli incastri del destino – anche se non sono perfetti – fidatevi del vostro intuito, lottate per la vostra diversità, fate in modo che questa diventi la vostra firma, un personale contributo alle cose del mondo. Siate orgogliosi quanto basta, sempre pronti ad ascoltare chi vi si avvicina, a concedervi il tempo per un progetto, per un sogno.
Tutto può cambiare | Zelda was a writerDice questo Tutto può cambiare, scritto e recitato bene, non scontato e dalla colonna sonora romantica e coinvolgente.
Dice che non c’è tempo per perdersi nella pena, nella disperazione, che c’è sempre un motivo per tutto, anche se apparentemente non sembra.
Dice che la vita è la migliore occasione per mettersi alla prova con i propri strumenti, con la propria sensibilità. Anche se sembra che tutto proceda controcorrente, che le cose che valgono per gli altri – quelle che vengono festeggiate dalla maggioranza – non siano quelle capaci di rispondere alle nostre esigenze, al nostro bisogno di felicità e realizzazione.
Tutto può cambiare | Zelda was a writerVe ne sarete accorti, questa non è una recensione. Anche se ve lo vorrei dire che il lavoro sul tempo della trama è perfetto, che lo sviluppo iniziale – modulato su diversi punti di vista – è ben congegnato, che la fine è perfettamente vera, vitale, quel tipo di conclusione che personalmente non smetto di amare. Tranquilli, nessuno spoiler.
Tutto può cambiare | Zelda was a writerQuesta dunque non è una recensione ma un invito a tentare. Qualunque sia il tipo di tentativo in questione, tutto può cambiare: rendersi conto di questa possibilità è già un grandissimo passo avanti.

Perdonate questa esplosione di ottimismo adolescenziale… Capita così con libri, film, canzoni. Capita che ci galvanizzino enormemente o che siano dei perfetti compari della nostra disperazione. In questo caso particolare, sono certa che vi verrà regalata un’ora e mezza di sana e robusta energia!
Buona giornata,
Camilla
Zelda was a writer

ph. credits: tutte le foto, ad eccezione della prima che è scattata da me, sono tratte dal web. Per qualsiasi problema di copyright, sono disposta a toglierle immediatamente.
La mascherina gatta che vedete nella prima foto è di Petit Pois Rose e l’anello di Ornella bijoux.

24 marzo 2015

Instalovers di marzo!

Instalovers | Zelda was a writerEccoci qui, un nuovo mese di Instalovers! Condivisioni instagramatiche e la gioia di spargerle come coriandoli nell’aria.

Questo mese ho scelto volutamente quattro profili che non superano i 5000 followers.
Non vorrei costruire una teoria sui numeri, io che non so fare neanche le addizioni, ma è un fatto interessante e stimolante che non sempre grandi ondate di numeri significhino qualità e che, SOPRATTUTTO, non sempre numeri esegui portino con sé noia e assenza di guizzo.
Insomma, sono qui per dire a gran voce – anzi, quasi quasi lo canto – che in certi posti piccoli, magari quelli meno osannati, può nascondersi un’energia creativa molto ispirante.
Ohhhh, l’ho detto.

E ora, vi presento i nostri quattro nuovi amici di marzo!

Babes in Boyland | Zelda was a writerBabes_in_Boyland ha il sapore inconfondibile dall’aria scandinava. Io sono irrimediabilmente affascinata da tutto quello che arriva da lì. Credo si tratti della storia dei poli opposti che a un certo punto si attraggono.
Ho scelto questo profilo (per curiosare oltremodo, qui trovate il sito) per il suo religioso rispetto della luce e dei dettagli.
Questo genere di foto è capace di svoltare una giornata iniziata con il piede sbagliato.
Babes in Boyland | Zelda was a writerJillianinitaly | Zelda was a writerJillianinitaly l’ho conosciuta tempo fa, per il Mammacheblog Creativo. Abbiamo fatto una merenda insieme grazie a Patamaga, di cui è una grande amica.
Confesso di aver recuperato le informazioni virtual-bloggistiche sul suo conto recentemente e mai decisione è stata più felice.
Questo profilo è praticamente perfetto: colorato, ben scattato, mai scontato. In una parola: bellissimo! Consiglio con trasporto anche il sito!
Jillianinitaly | Zelda was a writerLoris in the book | Zelda was a writerMi sono letteralmente innamorata della fantasia di questo profilo, credo di essere stata chiamata grazie al comune amore per i libri, qui illustrato meravigliosamente, con intelligenza e ironia.
Si chiama Loris_inthebook ed è firmato da Loris Insinna.
Loris in the book | Zelda was a writer
Petunia Ollister | Zelda was a writerE, per finire in bellezza, ecco un altro profilo che regala molto spazio ai libri.
Si tratta di un gustosissimo (superlativo scelto con estrema cura) posto di genialità e piccole visioni quotidiane. Brava Petunia Ollister! Sono una tua fan!
Petunia Ollister | Zelda was a writer
E dopo questi ultimi due profili, lasciatemi dire che i grandi lettori sono esseri davvero interessanti e creativi! Ok, sono di parte!

Buonissima giornata a tutti! Uh, vi ricordo che domani sera saremo all’Appartamento Lago per il #Bookeaterclub con L’Invenzione della Madre di Marco Peano!
Bacibelli,
Camilla
Zelda was a writer

23 marzo 2015

Giornata Mondiale della Poesia!

Giornata Mondiale della Poesia | Zelda was a writerLa scorsa settimana sono stata chiamata da Sky Arte HD per festeggiare la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’UNESCO il 21 marzo di ogni anno. 
Avevo carta bianca, potevo esprimere il mio amore per il genere in tutti i modi che ritenevo utili e urgenti.
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19 marzo 2015

The Familiarist, un nuovo progetto

The Familiarist| Zelda was a writerThe Familiarist| Zelda was a writer
Tutte le famiglie sono felici allo stesso modo, recita l’incipit di Anna Karenina, uno dei più belli della storia della letteratura. Ma, aggiunge in modo altrettanto puntuale, ognuna è infelice a modo suo.

Più di un anno fa, mi sono ritrovata a leggere questa frase e a pensare ai nostri tempi. Si parlava, si parla e – sono disposta a scommetterci – si parlerà sempre di felicità. Siamo e saremo sommersi da regole infallibili per esserne pervasi e piacevolmente vinti.
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