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15 settembre 2014

10 regole per correre felici!

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Buongiorno a tutti! Buona settimana!
Come vi ho raccontato settimana scorsa, grazie a Zenfone, ho avuto modo di partecipare alla Color Run di Milano. Ma non solo! Su twitter e instagram mi sono impegnata a giocare con collage e pensieri (strambi) sulla vita per raccontarvi la mia idea di corsa.

Siccome, da pigra cronica, nutro molta stima per i runner in generale e per i Funky Runner in particolare, spero davvero che questo gioco non ferisca sensibilità e acido lattico di nessuno sportivo: come avrete notato, lo sport e la sua meravigliosa costanza (questa sconosciuta) sanno essere una potente metafora del nostro vivere.

Fatte le dovute premesse per non venire insultata e fatti i meritati ringraziamenti (ad Asus) per avermi permesso di sviluppare un progetto davvero entusiasmante, vado a illustrarvi le 10 regole per correre felici.
Ai vostri posti, pronti, partenza, via.
regola-1Nel mondo esistono milioni di strade, di viali e controviali. Ci sono pure dei piccoli sentieri davvero affascinanti. Nessuno  darebbe loro due lire ma esistono certi esseri pazienti che li percorrono e, dopo metri e metri di niente, si trovano di fronte a panorami mozzafiato. Ci sono esseri illuminati, dunque, che procedono forti di quella fiducia.

Pensare di percorrere tutte le strade, i viali e pure i sentieri è cosa da pazzi ma il solo pensiero di avere tutto un mondo di traiettorie da esplorare può regalare un grandissimo entusiasmo!
Direi che la prima regola è questa: sorridete pensando a quanta strada vi è permesso di percorrere nella vita. Non importa se la percorrerete davvero, quello che conta è che sia lì per voi.regola-2La seconda regola vi dice: correte pure, se siete in ritardo, ma non pensiate che questa pratica straziante e per lo più infausta sia annoverabile tra gli sport. Si tratta solo di stress.
Non consiglierò a nessuno di alzarsi prima la mattina o di truccare l’orologio: io sono la regina delle ritardatarie croniche! Forse – ipotizzo un forse – bisognerebbe semplicemente amarsi un po’ di più… Ok, la smetto.
regola-3Se correte famelici verso un manicaretto fumante, state bruciando in anticipo le calorie dello stesso. Lo so, è meraviglioso! Ma aggiungo altra meraviglia: se festeggiate, sorridete e vi complimentate con il cuoco o la cuoca è fatta: siete a posto! Zero calorie per voi e massimo gaudio per tutti.
Questa terza regola vi dice: mangiate e godetevi la vita. Per tutto il resto ci sono lo sport, l’estetista e l’amore.
regola-4In questa regola credo fortemente: se rincorrete una passione (la Marathon Girl qui sopra ama leggere e tiene in mano L’Inconfondibile Tristezza della Torta al Limone di Aimee Bender) state facendo lo sport più completo che ci possa essere. Inoltre, vi trovate a essere magicamente leggeri e ben disposti verso il mondo.
Com’è possibile? Non avete addirittura più tempo per la polemica, tifate per le passioni per gli altri e, cosa pazzesca, sorridete senza sforzarvi! Provare per credere.regola-5Non si dice abbastanza: anche il cervello ha bisogno di essere allenato! Correte anche dentro, siate infaticabili.regola-6Saltare tra una stella e l’altra, impegolarsi, è a tutti gli effetti uno sport. Anche essere drammaticamente poetici, guardare la vita da una prospettiva inedita e, perché no, precipitare ogni tanto.
Questa citazione è tratta da Sulla Strada di Jack Kerouac. La foto dello scrittore è di Tom Palumbo (1956).
regola-7Ridere (di sé) aiuta moltissimo. Farlo in gruppo è una festa! Ecco la settima regola, vi piace?
Grazie a Roberta e Mariella per essersi prestate a comparire in questo collage orribile! Questa è una prova inequivocabile di amicizia. E di un’innata predisposizione a questo settimo punto.regola-8Chi l’ha detto che la velocità sia sempre un valore aggiunto? Questa regola vi dice: ogni tanto fermatevi e ragionate. 
Consiglio vivamente la lettura di Sul Buon Uso della Lentezza di Pierre Sansot. E aggiungo che la foto di Ludwig Wittgenstein è di Ben Richards.regola-9Va bene fermarsi e ragionare ma ci sono volte in cui bisogna solo correre, quindi mollate gli ormeggi dei se e dei ma e datevela a gambe. Basta, non aggiungo altro: correeeeteeeee!!!
regola-10Infine, per tutte le volte che vi diranno “Si va solo da questa parte“, voi non date per scontato che si tratti solo di un tranello… Chiedetevi solo se è la strada che volete davvero percorrere, se per caso non ne esistono altre che vi ispirano.
L’ultima regola consiglia quindi di correre felici, di correre dove più vi piace.
10 regole per una corsa feliceE sì, cosa credete, c’è pure un BONUS!
Ritagliate un paio di gambe e portatele sempre con voi. Per casi di emergenza.
Ma se poi vi capita di avere bisogno, non abbiate paura di chiedere: fidatevi degli altri. Molto spesso non veniamo aiutati perché non diamo alle persone la possibilità di farlo. Solo per questo.

Buona giornata a tutti e baci forti!
Ovviamente sono in ritardo su tutto… Ma sapete cosa vi dico? Oggi ho deciso di camminare e di godermi il panorama!
Camilla
Zelda was a writer
#zenfone

12 settembre 2014

Il Sogno di Scrivere di Roberto Cotroneo

Non dovete avere fretta.
Il treno più veloce non è il miglior treno che potete prendere per arrivare a destinazione.Il Sogno di Scrivere | Zelda was a writer

Dentro di noi, in questa Camilla che sta scrivendo e in chiunque sia qui, attaccato alle parole di questa prima riga, si muove, lento e pulsante, un flusso atavico di storie e racconti.

Siamo tanti, tutti diversi, chi più magro, chi più alto. Abbiamo idee sulla vita speculari, spesso c’infervoriamo per una parola detta male o ci muoviamo imperturbabili tra le pieghe della vita.
Possiamo essere dei pazzi logorroici, innamorarci a ogni fermata di tram e scriverlo ovunque: sui muri, nei calepini, in mail lunghe e ricche di subordinate. Oppure, possiamo muoverci algidi e silenziosi, un passo lento dopo l’altro, asciugando i periodi e appuntando strappi di pensiero in angoli bui del nostro essere.
Ma tutti – nessuno escluso – siamo attraversati da questo fiume che arriva da molto lontano e che alimenta un bisogno pressoché vitale di racconto, di comunicazione. Lo testimoniano certi detti particolari, certe storie che, nella migliore tradizione del telefono senza fili, nel tempo sono cresciute, diventando magicamente altro, diventando patrimonio della nostra memoria.

Il nostro bisogno di racconto è sacrosanto. Almeno quanto il respirare, l’essere compresi, il realizzarsi.
Se qualcuno lo mette in dubbio, voi passate oltre e continuate ad aggiungere capitoli alla storia di questo amore epidermico e tracimante.Il Sogno di Scrivere | Zelda was a writerIl Sogno di Scrivere | Zelda was a writerCe lo dice (molto meglio) Roberto Cotroneo, in un libro che vi consiglio con il cuore. Si chiama Il Sogno di Scrivere – Perché lo abbiamo tutti e perché è giusto realizzarlo ed è pubblicato da Utet.

Sono davanti allo schermo del computer da circa un’ora e faccio una fatica del diavolo a mettere giù due pensieri che gli rendano giustizia.
Il motivo di tanta difficoltà? L’entusiasmo con cui l’ho letteralmente preso a morsi durante la mia estate isolana.
Se penso a quanto mi abbia reso felice, a quanto l’abbia sottolineato e riletto in alcuni punti che mi parevano carezze, vorrei  lasciare questo articolo incompiuto e mettermi a saltellare per la stanza, gridando a pieni polmoni che questo è sicuramente il libro per voi. E, badate bene, non si tratta di un voi generico: scorro mentalmente i vostri volti e so con certezza che lo amerete.Il Sogno di Scrivere | Zelda was a writerUna volta concluso, la sensazione che mi è rimasta addosso è che si trattasse dell’invito di un grande amante delle parole a tuffarsi senza timore nel loro mare, ipotizzando tuffi, evoluzioni e mete lontane.
Un invito a seguire (individuare e alimentare) il nostro bisogno imperioso di espressione, ad assecondare il desiderio inconscio e miracoloso di “aggiungere vita ai giorni che hai vissuto“.

Il Sogno di Scrivere | Zelda was a writerIl Sogno di Scrivere | Zelda was a writerSolo le persone realizzate – e per realizzazione non parlo di fama e soldi ma dell’accettazione di una passione folgorante, della sua cura paziente e delle inenarrabili fatiche lungo il tragitto da lei indicato – solo le persone realizzate, dicevo, sono quelle che ti invitano a godere della stessa passione che le accende.
Non hanno timore di farti salire sulla barca oscillante della loro gioia, non credono sia pericoloso condividere con te i risultati del loro viaggio e nemmeno il loro pasto, non hanno paura che, con il tempo, tu stesso sarai in grado di gestire il timone.

Di persone tanto realizzate ne esistono poche e quando le incontri te ne accorgi nel giro di trenta secondi. Si sono presentati, ti hanno raccontato cosa fanno in due parole e poi ti hanno chiesto di te. Occhi negli occhi, senza timore. A volte sono le stesse persone dei complimenti che non ti aspettavi, quelli che ti hanno raggiunto senza che potessi ipotizzarlo e che ti hanno spinto a essere migliore.
Io spero di diventare una persona di questo tipo. Lo spero con il cuore. Mi sembra che lavorare per diventarlo abbia a che fare con il senso più profondo dell’essere al mondo, non esibendo fortune ma condividendole.Il Sogno di Scrivere | Zelda was a writerLeggendo le pagine de Il Sogno di Scrivere mi è sembrato di essere accompagnata da questa tipo di persona. Se m’impegno a ricordare i miei giorni di lettura e di sottolineature storte sotto il sole cocente di Lampedusa, mi sembra di sentire il suono di una voce narrante, la voce di qualcuno di rassicurante che, nell’analizzare il miracoloso bisogno di scrittura dell’Uomo, sta raccontando una storia bellissima.

Il Sogno di Scrivere ha messo ordine in quella magica sensazione che mi coglie all’improvviso, quando sono in metropolitana o viaggio tra le persone e intanto scrivo storie nella mente.
Esiste nel mio animo una sorta d’innamoramento, caldo e umido, per certe traiettorie che incrociano la mia e che poi si perdono nel fatalismo della grande città in cui vivo.
Queste traiettorie sono volti, modi di fare, possono addirittura essere sguardi fugaci o gesti banali. Sono indizi che aprono mondi, sono folgorazioni che vivono sospese in una regione non chiara del mio essere e che fanno detonare altri mondi, altre folgorazioni, universi paralleli, passioni mai provate e vicende che non hanno indirizzo né nome.

Io credo di scrivere per questa magia.
A tale proposito, Cotroneo dice: “La scrittura non è esercizio di bravura (…) Non è esercizio di stile (…) La scrittura non deve compiacere nessuno (…) lo stile è qualcosa che arriva dopo. Prima c’è lo sguardo, la memoria, la malinconia, la nostalgia, l’attesa di futuro, il passato, il vissuto“.Il Sogno di Scrivere | Zelda was a writerSi scrive per una fotografia sovraesposta che non abbandona la nostra mente, per quella ferita insanabile del tempo che passa e modifica le certezze, per i nostri morti ma anche per le nascite, per i rivolgimenti, per le sorprese.
Si scrive per “aprire quelle parentesi della (…) vita che si portano addosso da sempre. Perché ogni parentesi, spesso, è una storia, un romanzo possibile“.

Scrivere è dunque epifania e svelamento, scrivere è suggestione. Una questione privata che a un tratto diventa fatto pubblico, un momento di condivisione e una nostalgica sospensione che caratterizza la vita di ognuno di noi.
Il libro vi racconta questo e molto, moltissimo altro.Il Sogno di Scrivere | Zelda was a writerIn questi anni di tentativi, ho scritto tanto nella mente. Molto più che sulla carta. Alcune volte credo che questo fatto sia una bugia (piuttosto affascinante) che mi racconto per far pace con la mia pigrizia e i sensi di colpa che ne conseguono, spesso la ritengo la mia più grande fortuna.
Penso che questa pratica, che da bambina ritenevo un super potere, miscelata al guardare le cose – tutte le cose – con l’occhio del racconto e al bisogno costante di cercare storie e di riportarle a qualcuno che desideri ascoltare, abbia alimentato pure il mio occhio fotografico, in un modo che non saprei analizzare del tutto.
Guardo scrivendo e scrivo guardando, tanto che alcune volte non riesco a scindere le due pratiche.

Il Sogno di Scrivere | Zelda was a writerIl Sogno di Scrivere | Zelda was a writerQuesto libro ti dice (e lo fa meravigliosamente) che ci sono sguardi che non producono nulla di tangibile all’esterno, nella fitta trama delle social cose, le stesse che ti chiedono un risultato al giorno, non tanto da sondare ma da dimostrare, da esibire.

Si tratta di sguardi silenziosi e spesso improduttivi che s’interessano a dimensioni parallele non lontane da quella ufficiale ma finalmente libere dall’essere tangibili, utili, funzionali.
Questi sguardi silenziosi, queste lunghe attese forgiano l’individuo: lo spingono a farsi sempre una domanda in più, gli regalano il dono di una mente capace di sondare e non solo di registrare immagini, dati di fatto.

Il Sogno di Scrivere | Zelda was a writerChiudendo questo libro, si ha la sensazione di trovare un messaggio in una bottiglia in mezzo al mare. Non voglio dire che sia lo stesso per tutti, ma il mio, quello che mi preme condividere oggi, è il seguente: che voi decidiate di scrivere libri per il mondo o che releghiate questa passione pulsante a ristretti ambiti del vostro essere, quello che non cambierà mai è la predisposizione a uno sguardo puro.
Un occhio magico che,
 forgiato da Vulcano e alleggerito da Mercurio, non vi abbandonerà mai, permettendovi di scrivere in potenza tomi e tomi di storie e, soprattutto, regalandovi la bellissima occasione di guardare il mondo con occhi nuovi, consapevoli e sconsideratamente innamorati.

Il Sogno di Scrivere | Zelda was a writer

Buona giornata a tutti e scusate la verbosità!
Camilla
Zelda was a writer

9 settembre 2014

The Color Run!

The Color Run 2014 | Zelda was a writerSabato scorso sono stata invitata da Asus alla Color Run, una manifestazione dedicata agli amanti della corsa e del sorriso che ha invaso la città di Milano, disperdendo nell’aria particelle di un colore denso e felice.
La cosa più poetica? Vedere gravitare nel cielo improvvisi sprazzi di colore danzante.
Quella meno poetica? Trovarmi sotto la ballerina volante nel tragico momento in cui disperdeva gadgets tra la folla.

The Color Run 2014 | Zelda was a writerCuriosando nei miei profili di twitter e instagram, vi sarete forse accorti che sono tornata a collaborare con Asus, dopo l’amatissima esperienza del PINK TECH TEAM, realizzando un piccolo progetto dedicato alle regole della corsa, un gioco dedito all’autoironia più sconsiderata e all’amatissima tecnica del collage.
Spero che vi piaccia, io – lo confesso – mi sto divertendo molto, tanto che credo lo condividerò anche qui, raggruppando tutte le strambe regole che mi sono passate per la testa. Che ne dite?

The Color Run 2014 | Zelda was a writerLa Color Run è stata l’occasione per ritrovarci tutti e spendere qualche ora di sconsiderata immersione nel colore. Io, ovviamente, avevo un mal di schiena devastante e mi muovevo guardinga, tutta d’un pezzo, come fossi un robot anni ’80

The Color Run 2014 | Zelda was a writerMa parliamo della corsa!
Avete presente l’attrazione dei bambini verso qualunque cosa che li sporchi dalla testa ai piedi? Ecco, credo che sabato il sentimento dei più fosse questo: un ritorno divertito al gioco e all’infanzia, miscelato alla fantasia del travestimento e alla gioia dell’essere in gruppo. Tanti i sorrisi, la gente disposta a farsi fotografare, tanti gli abbracci, la musica e i bambini.
Una festa del colore, dunque, premiata da un sole caldissimo e da un cielo talmente terso da sembrare una tela al servizio dei 19.000 simil-Pollock intervenuti.

The Color Run 2014 | Zelda was a writerThe Color Run 2014 | Zelda was a writerNonostante venissi sconsigliata dai più (a ragion veduta, vista l’immensa quantità di polvere nell’aria), ho portato con me la macchina fotografica e questi sono alcuni dei mille scatti fatti durante la giornata.
Credo vi regalino la spensieratezza della giornata e la voglia imperiosa di colore!

The Color Run 2014 | Zelda was a writerThe Color Run 2014 | Zelda was a writer The Color Run 2014 | Zelda was a writer The Color Run 2014 | Zelda was a writerThe Color Run 2014 | Zelda was a writer The Color Run 2014 | Zelda was a writer The Color Run 2014 | Zelda was a writer The Color Run 2014 | Zelda was a writer The Color Run 2014 | Zelda was a writer The Color Run 2014 | Zelda was a writer The Color Run 2014 | Zelda was a writer The Color Run 2014 | Zelda was a writerThe Color Run 2014 | Zelda was a writerThe Color Run 2014 | Zelda was a writerGrazie ad Asus per l’invito e poi a ValezzaIPathiaLaVyrtuosaDietnam e Martino, per aver condiviso con me questa insolita giornata di colore.
Grazie infine alle mie adorate Mariella e Roberta, compagne di risate e avventure davvero rocambolesche!
Per la cronaca: loro sì che hanno corso davvero, rotolandosi nel colore senza risparmio alcuno! Dicono che il rosa non vada via neanche con la carta vetrata, vi terrò aggiornati ;)

Un sorriso,
Camilla
Zelda was a writer

8 settembre 2014

Sassi scritti


Sassi scritti | Zelda was a writerPiù di vent’anni fa, durante un’estate come tante, mi trovavo con la mia famiglia in un’isola ventosa e magnetica. Un mare profondo e rinvigorente abbracciava ore e ore di bagni d’orizzonte e i miei piedi si muovevano insicuri lungo l’arenile di una spiaggia selvaggia, piena di sassi levigati e rotondi.
Odiavo stare al sole, allora, ed escogitavo modi sempre nuovi per far passare velocemente le ore.
Mi venne un’idea. Comprai un pennarello indelebile e mi appropriai di una manciata di sassi, scrissi una piccola frase su ognuno e inserii una sorta di firma sul retro, una frase variabile che nella sostanza diceva circa così: “Questa è l’estate del 199-qualcosa, grazie per avermi letto“.
Ogni mattina, prima che l’orda colorata e scomposta dei bagnanti si appropriasse della spiaggia, io, con maschera e boccaglio, spargevo i miei sassi scritti negli anfratti più silenziosi dei fondali marini e poche ore dopo, nascosta sotto l’ombrellone, attendevo con emozione che qualcuno li trovasse. Che li trovasse ma, soprattutto, che li leggesse.
Questa impresa iniziò a piacere a tutto il resto della famiglia, dapprima piuttosto scettica, e i miei pazienti attimi di ricognizione divennero pratica comune, condita da ammiccamenti sommessi e gomitate complici.
Sarà il caso di specificare che lo stupore più grande non consisteva tanto nel ritrovamento del mio sasso scritto ma nel registrare la felicità negli occhi dei “miei lettori”. Qualcuno richiamava l’attenzione della famiglia e degli amici, altri s’impegnavano a cercarne di nuovi, c’era chi diceva che il sasso se lo sarebbe portato di certo a casa per ricordarsi di quella magnifica estate e infine – e qui la famiglia di spie russe si commuoveva tutta, senza possibilità di rinsavimento – c’era chi leggeva a voce alta le mie parole.
La spiaggia non venne depredata di tutte le sue pietre, ci tengo a specificarlo, anche perché questa diavoleria durò giusto il tempo di trovarne una nuova. Però io rimasi colpita, stravolta, galvanizzata, trafitta, percossa e contagiata dall’emozione del venire letti, cercati e ascoltati.
Non esagero se vi dico che dopo quell’emozione non fui più la stessa.

Sono passate diverse estati e la sensazione travolgente dello spargere parole negli abissi e attendere che vengano lette non mi ha mai abbandonato. Se è possibile, è cresciuta, si è fatta pulsante, urgente, ha perdonato gli infiniti periodi di pigrizia, le tetre invettive contro i tempi drammatici, lo scoramento più bieco e pure gli innamoramenti per nuove folgoranti passioni.
Se penso a tutti questi anni, la vedo procedere a braccetto di un bisogno epidermico e detonante di comunicare, lavorare la maglia dei periodi, fotografare anche gli spazi bianchi, quelli che sembrano i più silenziosi ma che in realtà dicono tanto.

Era una premessa, questa. Lunghissima, me ne scuso.
Volevo darvi il buongiorno, baciarvi sulla fronte uno a uno e augurarvi un buonissimo anno. Un anno di nuove passioni ma anche di grande serietà verso quello che ritenete irrinunciabile, vitale, imperioso. Verso l’ossigeno della vostra felicità più intima.
In apertura di questa nuova stagione di scrittura, condivisione, fotografie e progetti mi preme dirvi quanto la gestione di questo blog continui a rendermi felice ma, soprattutto, quanto sia preziosa la vostra presenza, il continuo entusiasmo e la pazienza che – stoica – arriva sempre all’ultima riga! Non si tratta di piaggeria: voi siete l’elemento necessario perché io continui a sorridere da sotto l’ombrellone.

Il blog dunque riapre i battenti e le to do list stanno già dando evidenti segni di cedimento, ma il primo obiettivo della lista sarà tornare a scrivere e cercare di farlo bene. Qui e fuori da qui, su calepini usurati e tra i tasti del mio computer, nella mente e persino sulla pelle. Perché, nonostante la vita mi abbia regalato qualche altra emozione, il pensiero dei sassi scritti lo porto sempre con me, impresso nella mente come il più dolce dei ricordi.

E ora che tutto (e anche troppo) è stato detto, vi chiedo: quale sarà il vostro primo obiettivo dell’anno?
Un sorriso di sole a tutti e bentrovati!
Camilla
Zelda was a writer

Ah, dimenticavo!!! Ho deciso di inserire una postilla ogni tanto, per segnalarvi articoli, libri e folgorazioni varie che mi preme condividere immediatamente, senza troppe parole.
Spero che l’idea vi piaccia: si chiamerà POST SCRIPTUM… Lo so, non ditemelo: nome g-e-n-i-a-l-e!

post scriptum
⚫ Cosa ne pensate di questo articolo di Aldo Busi?
Questo disco continua a essere bellissimo. E io lo associo al sorriso della mia amica Germana.
⚫ Muoio dalla voglia di vedere Hungry hearts!

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