28 aprile 2015

MOOD for FOOD!

Mood for Food| Zelda was a writerIMG_6507A casa mia si è sempre detto: pasticcia pure quanto vuoi con l’abbigliamento ma, prima di qualunque sperimentazione, ricordati sempre dell’importanza di un capo spalla.

E così, ve lo devo confessare, quando sono stata chiamata da Marella per partecipare a un progetto chiamato MOOD for FOOD, per prima cosa ho fatto un salto scomposto in prossimità dell’immenso ago di piazza Cadorna. Non che ci sia andata appositamente, intendiamoci! Mi trovavo lì di fronte proprio quando mi è arrivata la telefonata e quell’altissimo feticcio che mi sovrastava mi è parso un simbolo molto indicativo dell’intera faccenda.
Dopo il salto a piè pari, ho passato in rassegna tutti i capi importanti che hanno accompagnato la storia della mia famiglia e sì, ci ho trovato molti Marella!
Altro salto scomposto, dunque. Questa volta in metropolitana, appena dopo i tornelli che conducono alla MM2.

Insomma, è inutile girarci attorno e ostentare abitudine: questa collaborazione mi rende euforica! Sono stata chiamata per raccontare un mondo che guardo spesso da lontano. Mi è stato chiesto di farlo a modo mio. Se non fossi così dannatamente pigra, salterei ancora!
MOOD for FOOD! | Zelda was a writer
Mercoledì scorso, quindi, io e la mia piccola Baby Canon – vestite di tutto punto – ci siamo recate nel negozio milanese di Corso Vittorio Emanuele, per il primo di una serie di appuntamenti dedicati al Gusto e alla Tradizione italiana.
Lasciatemi dire che MOOD for FOOD unisce la prodigiosa storia della nostra tavola alla fortuna di essere nati su una terra tenace e baciata dal sole, capace di produrre quanto di meglio il mondo tutto possa anche solo minimamente sognare di avere tra le mani.

Ah, quanto sarebbe bello se ce lo ricordassimo sempre!
Ah, se difendessimo con le unghie i nostri tesori!

Ok, la smetto.
Mood for Food| Zelda was a writerMOOD for FOOD racconta il gusto italiano e lo fa a pochissime ore dall’apertura di Expo 2015, miscelando colori, sapori e grandi mani che plasmano, creano, producono.

Vista da questa prospettiva, la differenza tra un piatto cucinato sapientemente e un grande capo di sartoria non è poi così abissale
e allora, per sottolineare un legame intimo eppure fortissimo, sono arrivate loro, le sei t-shirt in cotone organico e totalmente made in Italy. Moscato, Sicilia, Marasca, Etna, Risotto e Liguria.
Sono arrivate per rendere forte, gioioso e, perché no, denso di orgoglio questo messaggio di stile e produttività patria. 
Mood for Food| Zelda was a writer
Cosa mi entusiasma più di tutto il progetto? Che sia stata chiamata Annalisa Beghelli, una giovane creativa con un curriculum di tutto rispetto e un sorriso che stappa chakra e predispone al bene.
Ho avuto modo di incontrarla in due occasioni e di dirle almeno 1000 volte quanto io sia fiera di lei e quanto questa collaborazione faccia bene a tutti, mettendo in gioco nuovi volti, nuovi nomi, nuove sinergie e speranze. Credo che non mi voglia più vedere da quanto l’ho assillata e così, per sicurezza, l’ho fotografata… La potete vedere qui sotto!
Mood for Food| Zelda was a writerMOOD for FOOD! | Zelda was a writerMood for Food| Zelda was a writerIl MOOD FOR FOOD di mercoledì scorso è stata una festa di sapori per donne e uomini saporiti.
Hanno condiviso con me questa avventura Chiara Maci, Csaba dalla Zorza, Mara Stragapede, Candela Novembre e Justine de Le Funky Mamas che, a momenti, sbranava un ragazzo.

Questa ve la devo raccontare.
Justine mi stava scattando una foto, quando lui è passato, chiedendole di spostarsi.
È il suo momento!!! – gli ha detto lei, scura in volto, e mi ha indicato perentoria. Ho visto la paura negli occhi del malcapitato ma me ne sono presto disinteressata perché dovevo mantenere la posa – cosa per me difficilissima, visto che amo fotografare gli altri e soffro moltissimo quando capita a me. Comunque, volendo ipotizzare un parallelo cinematografico, la convinzione di Justine era la stessa con cui Patrick Swayze dice che nessuno può mettere Baby in un angolo.
Amiche vere, insomma, persone che ci credono.
MOOD for FOOD! | Zelda was a writerMOOD for FOOD! | Zelda was a writerIMG_6673
La serata ha registrato anche la presenza di Academia Barilla che, a partire dagli ingredienti presenti sulle magliette, ha proposto delle vere  gioie per il nostro palato, da ricreare agevolmente a casa, grazie a un ricettario a tiratura limitata che verrà diffuso presso i punti vendita di Marella coinvolti nel progetto. 
A sostegno delle gioie del palato, sono arrivate quelle del bere, con Campari e i suoi cocktail.
MOOD for FOOD! | Zelda was a writer
MOOD for FOOD! | Zelda was a writerMOOD for FOOD! | Zelda was a writer
Un serata perfetta! Sono arrivata tutta timorosa e alla fine della serata ho chiuso io il negozio, aggrappandomi agli abbracci e ringraziando tutti. A questo punto non vedo l’ora di partire con le mie compagne per la prossima avventura!

Vi lascio con le foto della serata e perdonate la verbosità!
MOOD for FOOD! | Zelda was a writerMOOD for FOOD! | Zelda was a writerMOOD for FOOD! | Zelda was a writerMood for Food| Zelda was a writerIMG_6707IMG_6528MOOD for FOOD! | Zelda was a writerIMG_6730MOOD for FOOD! | Zelda was a writerBuona giornata a tutti!
Vi ricordo il nostro appuntamento di domani sera al Bookeater Club… NON VEDO L’ORA!!!
Camilla
Zelda was a writer
Mood for Food| Zelda was a writer

27 aprile 2015

Gente che mi piace: We make carpets

Gente che mi piace: We make carpets | Zelda was a writerBuongiorno a tutti, buona settimana!
Confesso di non aver studiato tanto, durante il recente Salone del Mobile.
Mi sono regalata due occasioni al FuoriSalone: ho festeggiato la collaborazione di The Familiarist con Buru Buru e ho fatto un veloce giro nel distretto di Ventura Lambrate. Avevo molto lavoro arretrato e così non sono riuscita godermi questa settimana che ogni anno saluta con gioia e colore l’inizio della stagione mite (settimana corrente – umida e piovosa – esclusa).

Nonostante tutto, uno schianto in pieno petto me lo sono portata a casa e oggi, anche se a distanza di qualche giorno, ho deciso di condividerlo qui, nel simpatico e disorganizzatissimo appuntamento dedicato alla Gente che mi piace.
Loro si chiamano WE MAKE CARPETS (al secolo Bob, Marcia e Stijn) e sono tre creativi olandesi. Niente, sono semplicemente geniali.
Gente che mi piace: We make carpets | Zelda was a writer
Realizzano tappeti su cui NON si può camminare, anche se ci svelano che, durante la Settimana del Design olandese, un visitatore attraversò una lunga distesa di forchettine. Non so perché ma riesco a immaginare le loro espressioni di terrore…
wemakecarpets-1wemakecarpets-3Le creazioni di WE MAKE CARPETS sono molto vicine al concetto di mandala: costruite con una cura maniacale, sono destinate a disperdersi poco dopo la loro realizzazione.
Secondo me, questo concetto della dispersione creativa si sposa benissimo con i tempi attuali e con la loro produzione ipertrofica e virtuale che, legata alla condivisione di un momento unico e solo, è spesso destinata all’oblio.

La scelta di colori e materiali tra i più disparati (in direzione di un riciclo creativo non funzionale ma artistico) testimoniano una fantasia espansa e un senso non comune per la composizione.wemakecarpets-5
In tre parole? Io li amo.
E sono certa che, dopo aver visionato questo post, sarà un sentimento che potremo condividere in tanti!
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Durante l’installazione, gli spettatori erano silenziosi, con lo stupore bambino negli occhi, attratti in modo irresistibile verso queste composizioni… Tanto attratti da essere guardati a vista da una serie di controllori ai quattro lati dell’immensa sala espositiva.

Non credo si trattasse solo della necessità di scattare l’instagrammata più bella o di un atteggiamento poco rispettoso verso quel lavoro creativo. Credo, invece, che questi mandala-tappeto attirassero letteralmente a sé, stimolando i sensi e il desiderio di prossimità fisica.
wemakecarpets-8wemakecarpets-6wemakecarpets-11wemakecarpets-7wemakecarpets-10Buona giornata a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

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WE MAKE CARPETS: sito – instagram
Esiste un libro che illustra le loro imprese (libro a dir poco entusiasmante) —> lo trovate qui.

21 aprile 2015

Farfalle in un lazzaretto (di carta)!

Buongiorno a tutti!
Tempo fa, avevo stampato un centinaio di copie di Farfalle in un lazzaretto, vendendole in un’ora. In seguito a questo fatto bello da far venire i brividi non sono più riuscita a farlo stampare e ho demandato la sua diffusione ad Amazon (qui lo trovate in ebook).
Ma la carta, diamine, la carta ha tutto un altro profumo! E per noi, mangiatori di libri, anche un altro sapore!
Ricevevo tantissime mail sulla possibilità di acquistare nuove copie e la risposta era sempre la stessa: per ora niente ma, te lo prometto, troverò i soldi.
farfalle-in-un-lazzaretoo-4farfalle-in-un-lazzaretoo-10Non vorrei fare la melodrammatica proprio con voi, perché non si è mai trattato di investimenti improponibili ma, abituata come sono – da circa una vita e tre quarti – a dare un calcio alla botte e uno al cerchio, mi trovavo sempre di fronte a un’urgenza più assillante o ero attanagliata dalla tipica prudenza del freelance (in una frase —> “questo mese è andata bene ma se il prossimo mese non dovessi lavorare?”). Ommiodio, mi è appena caduta la mascella dalla tristezza. Torno subito.

Un giorno arrivano quelli di Canon – sì, proprio lei, Canon – e mi dicono: “te li stampiamo noi, investiamo su di te”.
Fermi tutti. Potete ripetere?
Ripetono il concetto e – udite udite – è il medesimo!
farfalle-in-un-lazzaretoo-7Ora voi lo sapete cosa significhi per me la fotografia, quanto sia una Canonista della primissima ora, quale bellissimo intreccio di lavoro e scambio si sia creato con questa Azienda. 
Con loro ho potuto mettere alla prova il mio lato più speculativo, ho tenuto conferenze, fotografato e sperimentato il mio guizzo su macchine sempre nuove. Poi ci sono anche gli abbracci, le mille parole al minuto, le gite in posti che nella mia vita non avrei mai pensato di visitare

Insomma, riprendo colore in volto, li guardo negli occhi e chiedo sommessa: potete ripetere?
Niente, ho proprio capito: mi regaleranno 100 copie di Farfalle in un Lazzaretto!
Rivendendole, potrò avere una base per investire su altre cento o forse iniziare a darmi il tempo utile per lavorare sul prossimo libro, la mia personalissima spina nel fianco.
Sono stremata dalla gratitudine e penso.
farfalle-in-un-lazzaretoo-6
Penso che non perdo la speranza nel mio lavoro per incontri come questo.
E non per i benefici che ne posso trarre ma per quell’approccio lungimirante e fiducioso che ha caratterizzato ogni nostra interazione, ogni nostro progetto. Sento che il nostro è un rapporto di passi da fare insieme e non un incontro al bar per l’aperitivo. Buono l’aperitivo, eh! Però poi ci si saluta e ci si vede forse l’anno dopo.

Con quest’Azienda sento che il mio lavoro – che non ha più un nome e un confine certo e che spesso mi spacca la schiena senza regalarmi soddisfazione – è un percorso in divenire, una bellissima scommessa in crescita. E allora mi dico che un simile approccio nel mio lavoro è possibile e che ci saranno altre sorprese, altre Aziende, altre bellissime occasioni per restare a bocca aperta.
farfalle-in-un-lazzaretoo-9farfalle-in-un-lazzaretoo-3Sarà il caso di ricordarsela e di festeggiarla qualche buona sinergia riuscita, anche se non appartiene alla nostra esperienza diretta. Sarà il caso di dirlo a tutti che, nonostante tutta la confusione e lo scoramento che ti prende a sere alterne – in genere intorno alle 20.15 – esiste nell’aria anche un nuovo modo di guardare alle cose, lontanissimo dalla riga che traccia il risultato di una sola operazione. 
Farfalle in un lazzaretto di carta!
Farfalle in un lazzaretto di carta!Farfalle in un lazzaretto di carta!Il libro ha una costa nuova di pacca (a essere onesti prima non l’aveva affatto) grazie al mio – paziente – amico Alessandro Minoggi e respira ancora quell’aria di esaltazione con cui tempo fa mi sono decisa a liberarlo.
È stato realizzato con questo bolide instancabile, grazie a Digital Print Service che può far diventare carta tutti i vostri progetti nel cassetto… curiosate qui e il gioco sarà presto fatto!

—> E ora la notizia essenziale: IL LIBRO è IN VENDITA QUI!!! <—
Per evitare tutte la spiacevole situazione dell’ultima volta – io in posta con 100 libri e dietro di me tutte le maledizioni della gente in coda – mi recherò in posta ogni giorno, con piccoli gruppo di libri, avvertendovi poi dell’avvenuto invio.

Grazie a tutti davvero, sono smisuratamente sorridente… Prometto di tornare seria tra il 5 e il 6 maggio. Oppure no, non torno più seria. In fondo, sto benissimo così.
Camilla
Zelda was a writer

17 aprile 2015

Il 23 aprile con #ioleggoperché

Ioleggoperché | Zelda was a writerGiovedì prossimo sarà la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore.
Una giornata simile merita tantissime occasioni di festa, qualche lucida considerazione sullo stato attuale delle cose e una fantastica manifestazione di cui parlare.
Per le occasioni di festa direi che non ci mancherà davvero l’ispirazione, le considerazioni potremmo farle tra di noi, per esempio durante il nostro prossimo Bookeaterclub, e la manifestazione ce l’ho e ve ne parlo proprio oggi!

Si chiama #ioleggoperché, è un progetto di sensibilizzazione alla lettura promosso dalla AIE (Associazione Italiana Editori) e, in occasione di una giornata tanto importante, animerà le piazze di Milano, Roma, Cosenza, Sassari e Vicenza con più di 700 eventi.
Ioleggoperché | Zelda was a writer
#ioleggoperché ha registrato nel tempo numeri insperati di partecipazione e coinvolgimento al progetto e, sebbene esistano sottese e varie polemiche circa lo sforzo – e le sue modalità – di convogliare alla lettura vaste fasce di persone non avvezze a questo meraviglioso dono, io continuo a ritenere che qualunque attività di approvvigionamento di nuove risorse mentali, di nuove folgorazioni, di nuovi motivi di passione sia un fatto da festeggiare e sostenere con grande trasporto.Ioleggoperché | Zelda was a writerInsomma, per concludere questo post – e dare un senso alle foto che vedete – vorrei dirvi che giovedì i messaggeri consegneranno ai lettori di primo pelo libri tratti da una collana di ben 24 titoli (quelli che vedete tra le mie braccia) scelti da AIE per la loro qualità letteraria e per la presa che potrebbero avere su cui non è abituato a restare in silenziosa compagnia di pagine scritte da altri. 
Sono 240 mila e verranno regalati ai curiosi e a chi ancora non sa quale forza rivoluzionaria si celi nei libri che ci capitano tra le mani.
Ioleggoperché | Zelda was a writerGli autori in questione?
Eccoli qui —> Kader Abdolah, Kamal Abdulla, Age & Scarpelli, Mario Monicelli, Silvia Avallone, Alessandro Baricco, Ronald Everett Capps, Paola Capriolo, Massimo Carlotto, Sveva Casati Modignani, Cristiano Cavina, Andrea De Carlo, Diego De Silva, Khaled Hosseini, Erin Hunter, E. Lockhart, Margaret Mazzantini, Giuseppe Munforte, Yōko Ogawa, Maria Pace Ottieri, Daniel Pennac, Roberto Riccardi, Luis Sepúlveda, Marcello Simoni, Andrea Vitali.Ioleggoperché | Zelda was a writerInoltre, cosa STUPENDA, gran parte di questi 24 titoli saranno disponibili per i disabili visivi sul sito di Fondazione LIA, un progetto coordinato dall’AIE e finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo che sta portando avanti un lavoro a dir poco instancabile per la digitalizzazione della maggior parte di opere letterarie. 

Mi sono letteralmente innamorata di LIA durante Un libro è un libro, il convegno annuale della Fondazione Mondadori con Regione Lombardia, e tornerò a parlarvene quanto prima!
Ioleggoperché | Zelda was a writer
Un sorriso a tutti e buona lettura!
Camilla
Zelda was a writer

15 aprile 2015

Cassetti oscuri e arcobaleni

Cassetti oscuri e arcobaleni | Zelda was a writerSono una ragazza arcobaleno.
E lo so che dovrei iniziare a trovare un sinonimo più credibile al termine “ragazza” ma al momento non me ne vengono in mente di interessanti. Ci lavorerò, lo prometto. 
Ad ogni modo, sono una ragazza arcobaleno perché sono stata una giovane dark.

L’equazione è tanto semplice che questo post potrebbe finire qui. Ma la questione è tanto essenziale da spingermi a continuare con le mie elucubrazioni cromatiche. Perdonatemi.
Sono stata una giovane dai cassetti oscuri. Nulla di torbido, intendiamoci, ma l’ostentazione di una controcultura negli anni immediatamente successivi all’adolescenza e, di conseguenza, nell’armadio.
Cassetti oscuri e arcobaleni | Zelda was a writerI miei cassetti erano oscuri perché mi sono vestita di nero per un buon lustro, pasticciando i capelli con tutte le tinte che contemplassero la parola crazy nel loro nome, truccandomi come Siouxsie e tutti i suoi Banshees dopo una sessione in palestra, cercando le mise più assurde per stupire – prima di tutto gli altri – e generando nella mia personcina in crescita una sorta di autodeterminazione caotica nelle cose del mondo.

Il fatto meraviglioso di questo periodo oscuro è la sperimentazione che ne è conseguita: infinite ore in mercatini dell’usato improbabili e pulciosi hanno sviluppato in me la voglia mai sedata di accostare tessuti, materiali e capi, di pensare all’abbigliamento come a una forma di espressione importante, a cavallo tra la creatività e le necessità d’uso.
Cassetti oscuri e arcobaleni | Zelda was a writer
Ho reagito a quegli anni con il colore più pieno. Ne siete testimoni.
Prima i cassetti oscuri e ora i cassetti arlecchini. Prima il trucco esagerato e ora sono qui, a chiedermi cosa sia esattamente una BB Cream.

Ma, a prescindere da tutti i tempi sbagliati e le incoerenze cromatiche, il gusto di cercare capi in luoghi a cui non daresti due lire non è mai cambiato, come del resto è intatto il coraggio di accostarli con pezzi importanti, piccole gioie tramandate dalla famiglia o qualche regalo che mi sono fatta dopo un passo avanti del cammino.

Insomma, sono cambiate le colorazioni e devo trovare un sinonimo per il termine “ragazza” ma il gioco è rimasto tale.
Cassetti oscuri e arcobaleni | Zelda was a writer
PS: Questo è un post nostalgico, molto simile a quelli che scrivevo all’inizio di questo blog, infarcito di pensieri tra i più disparati e spesso non supportati da grandi finalità.
Mi mancavano da un po’ e sono tornata a scriverne uno. Che faccio, continuo?

Zeldish | Zelda was a writerChe sia una buona giornata per tutti voi!
Camilla
Zelda was a writer

(la spilletta è un regalo a punto croce della mia amica Phrolivina, tutto il resto del post era un tentativo di parlare di cose di moda. Al mio 3 ridiamo tutti e caracolliamo sul pavimento, ok?)