26 febbraio 2015

Bookeaterclub: da febbraio a marzo!

Bookeaterclub: tra febbraio e marzo | Zelda was a writerLa nostra Storia patria, i suoi ultimi decenni di rivolgimenti e le grandi, grandissime contraddizioni che li hanno caratterizzati sono quanto di meglio possa esistere per guardare avanti.
Si dice che ci sia una lezione solo negli atti, fallaci o sconclusionati che siano, si dice che le teorie, alla fine, si riducano a poca cosa. Si vive per imparare, si vive per lasciare un messaggio al futuro.

E noi… Cosa possiamo dire di aver imparato dagli ultimi trent’anni?
Bookeaterclub: tra febbraio e marzo | Zelda was a writerBookeaterclub: tra febbraio e marzo | Zelda was a writerIl libro di Nadia Terranova è stato un bellissimo viaggio in giorni che gran parte del Bookeaterclub non ha vissuto.
Se volessimo fare una statistica in merito, ieri sera – ore 19, via Brera 30 – il tavolo Lago del nostro club di lettura era invaso dai figli della generazione raccontata, i figli di Aurora e Giovanni. Tanti Mara e Mario, dunque, e poi qualche fratello e sorella maggiore.
Bookeaterclub: tra febbraio e marzo | Zelda was a writerSapere che le pagine de Gli Anni al Contrario – che molti hanno definito veloci, troppo veloci per la densità che si portavano dietro, troppo definitive per due eroi tragici che ognuno di noi avrebbe voluto salvare a ogni riga – siano state oggetto di analisi e confronto con genitori e parenti mi ha fatto pensare a quanto questo incontro mensile sortisca bellezza e miracolo.

Abbiamo parlato di stereotipi, messo sul tavolo tutte le nostre conoscenze, rispolverato antiche paure, aneddoti nascosti nella memoria di molti, forse per pudore o forse per paura.
Bookeaterclub: tra febbraio e marzo | Zelda was a writerQueste pagine hanno raschiato l’anima di molti, smosso le lacrime di altri. Nessuno le ha trovate neutre, nessuno è rimasto indifferente.

Ci siamo chiesti come mai sia ancora così difficile per noi Italiani mettersi a un tavolo e parlare degli anni di Piombo, senza che recriminazioni e voci troppo alte vanifichino tutto.
Noi, per la cronaca, ci siamo riusciti. Abbiamo citato Aristotele e Zola, con la matematica certezza che il primo avrebbe approvato la struttura di questo piccolo gioiello di scrittura.
Ci ha colpito il momento – di un giorno qualunque, in un letto di ospedale – in cui la lotta titanica per diventare eroi, anche in modi illeciti, si è scontrata con la solitaria presa di coscienza di essere stati dei semplici er(r)o(r)i. Senza grandi conseguenze, senza grande clamore.
Bookeaterclub: tra febbraio e marzo | Zelda was a writerQuesto libro ci ha unito. È un fatto certo. Siamo stati noi, anche se non eravamo lì. C’erano i nostri morti, anche se non eravamo parenti. I nostri figli, anche se non siamo genitori.

Ad un tratto è saltata fuori la mamma di Messina che l’ha letto e si è confrontata con sua figlia, dicendole che no, Giovanni non era esagerato, che di Giovanni, quando era giovane lei, ne sono esistiti tanti e tanti sono morti con una speranza eroica nel cuore.
Bookeaterclub: tra febbraio e marzo | Zelda was a writerL’intimità è cresciuta –  sebbene fossimo più di 50 (ci sarà mai un modo per dirvi grazie senza essere banale? No credo…) – e una di noi ha raccontato di suo padre, della sua eterna sindrome da Peter Pan. Questi padri li vorresti corcare di mazzate (mi si perdoni il francesismo) e invece, crescendo, arrivi a capire tutto, non li perdoni fino in fondo ma inizi a provare tenerezza.

La tenerezza. La stessa che ti ispira un Fascistissimo e la sua morte di crepacuore, la stessa delle rondini che di certo torneranno, delle polpette portate al proprio padre morente, delle scatole piene di foto in cui scopri di essere stato giovane anche tu.

I padri che muoiono, i figli che diventano padri, la lotta tra le generazioni che si risolve nello stesso atavico meccanismo dell’autodeterminarsi attraverso la propria progenie.
Bookeaterclub: tra febbraio e marzo | Zelda was a writer
Abbiamo parlato dei cieli sconfinati, ieri sera, di una generazione che ha tentato di vivere in modo diverso, senza temerne le conseguenze, dell’immobilismo conservativo dei nostri giorni, delle paure, delle sospensioni. Su di noi le stelle di Stromboli che, come in ogni piccola isola che si rispetti, ti porti sulle spalle, da tanto sono grandi e pulsanti.

Vorrei ringraziarvi per aver condiviso con me pensieri forti, puntuali e pieni di voi. La meraviglia di questo book club risiede nel procedere insieme, con un sorriso garbato, con le parole chiave, con ben due pargoli che stanno crescendo nelle pance e nei pensieri di due di noi, con le torte fatte in casa che festeggiano il nostro primo anno di vita. Con la certezza che ogni volta sia casa, che ogni volta sia un piccolo momento nostro.
Bookeaterclub: tra febbraio e marzo | Zelda was a writerIeri sera tutto  – la fatica, le mille corse, i milioni di punti di domanda – si è perso nei due mari che s’incontrano nello Stretto di Messina, nei colori di cieli sconfinati, nei silenzi dei pescatori. Nelle cose tragiche che hanno un nome e che non tutti hanno il coraggio di pronunciare, nel fatto – civile, bello, galvanizzante – di esserci e parlarne.

Ieri sera tutto mi ha fatto pensare a quanto siano sempre i libri a cercarci e a quanto ci mettano di fronte alla preziosa occasione di procedere con speranza e determinazione.
Bookeaterclub: tra febbraio e marzo | Zelda was a writerCi vediamo il prossimo mese, sempre all’Appartamento Lago di Milano, sempre di mercoledì e sempre alle 19.

Il 25 marzo 2015 parleremo de L’Invenzione della Madre di Marco Peano (Minimum Fax).
Portare la tessera più inutile della storia e le vostre bellissime teste.
Bookeaterclub: tra febbraio e marzo | Zelda was a writerPs: qualcuno ha perso il taccuino qui sotto o era un geniale messaggio in codice?
Scrivetemi, nel caso fosse vostro: lo custodirò gelosamente fino al prossimo incontro.
Bookeaterclub: tra febbraio e marzo | Zelda was a writerBookeaterclub: tra febbraio e marzo | Zelda was a writer
Buon pomeriggio!
Camilla
Zelda was a writer

I grazie di oggi sono per tutti voi, per chi è arrivato dalla Toscana e dalla Liguria e ha investito soldi in treni e pernottamento, per Lago, che ci ha regalato una casa mensile densa di fascino, per Piani Castellani, che ci ha permesso di festeggiare degnamente il nostro primo anno di vita (ma che vino meraviglioso abbiamo bevuto?!), per le torte che sono comparse sul tavolo (grazie a Mari e Sara) e per Roberta, che ha scattato le foto di ieri sera senza sedersi mai.

Sì, è proprio così: gli atti sono lezioni, le teorie si riducono a poca cosa.

24 febbraio 2015

Pink is Good con PLV Milano

PLV - PINK IS GOOD | Zelda was a writerPer me tutto quello che si perde nella logica dei generi e non in quella dell’anima è un’occasione mancata. Non dico di essere nel giusto ma tutto quello che tende a definire schieramenti, pianeti (Marte-Venere) e influenze biologiche mi sembra una colossale perdita di tempo.

Sarà forse per questo che non ho grande stima per la festa della Donna. E, a ben pensarci, non stimo nessun altro tipo di festa che, fissata una data, si eleva a momento straordinario della vita di una categoria. La stessa che, spente le luci e fatto il regalo, mette in pausa il suo già debole messaggio.

Amo tantissimo il giallo delle mimose e le feste, non fraintendetemi! Ma se queste ultime iniziano ad avere un manifesto programmatico, a me viene sonno.
Secondo me, le persone vanno festeggiate ad ogni ora, lungo ogni strada, in qualsiasi momento del nostro cammino. I loro progetti sono regali e la loro voglia di vita è speranza.
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Quest’anno c’è una buona notizia, però.
Laura e Veronica, le scintillanti anime di PLV Milano – in collaborazione con PINK IS GOOD, il progetto voluto e promosso dalla Fondazione Veronesi – hanno deciso di dare un senso nuovo alla Festa della Donna.
Hanno preso gli stessi ingredienti ma li hanno miscelati in modo meraviglioso: ci sono motivazioni forti e personali, ci sono le donne e chi le ama, i colori accesi e un regalo, forte come un simbolo e leggiadro come quei canti che s’intonano lungo i sentieri di montagna.

Con PLV festeggeremo la cura per se stessi, il peso della prevenzione e della ricerca nella lotta contro il tumore al seno. Come non tornare ad amare questa occorrenza?
 PLV - PINK IS GOOD | Zelda was a writerIl simbolo di questo impegno verso la propria salute e verso quella di altre donne come noi è un braccialetto, un pesino d’argento contornato da frange di colori simbolici che ricordano l’elemento femminile, certo, ma anche il sole pieno dell’estate, il romanticismo di certi tramonti in riva al mare, il rumore di un saltello, l’estensione della gioia piena. 

Questo piccolo bracciale è il nodo al fiocco. Il modo per ricordarci che, sempre, anche nei momenti più drammatici della nostra esistenza, non saremo mai soli e che insieme si potrà procedere nella prevenzione e nella ricerca.
Questo piccolo segno distintivo è un gioco lezioso per riconoscersi e per contornare i drammi con un tocco di gioia e con la magnifica cura dell’ironia.
PLV - PINK IS GOOD | Zelda was a writerPLV - PINK IS GOOD | Zelda was a writerPLV - PINK IS GOOD | Zelda was a writerI 10 grammi d’amore - questo il nome del bracciale che vedete ritratto nelle foto – saranno presto in vendita sul sito di PLV ma c’è un’occasione speciale per acquistarli nella vita vera: giovedì 5 marzo, dalle 17 alle 19, al Biancolatte di Milano, potrete venire in possesso di questa piccola gioia e contribuire anche voi al progetto.

Chissà che non conosciate nuove persone –  donne o uomini, poco importa – chissà che l’ondata di entusiasmo e colore non stimoli nuovi incontri e nuove sinergie! Nuove occasioni per sostenersi e altre per correre più veloci.

Insomma, che ne dite di festeggiare la Vita?
PLV - PINK IS GOOD | Zelda was a writerChe sia una buona giornata per tutti voi!
Corro alla presentazione di un progetto di cui vi parlerò molto presto!
Bacibellissimi,
Camilla
Zelda was a writer
PLV - PINK IS GOOD | Zelda was a writer

23 febbraio 2015

Sito nuovo, nuova vita?

Finalmente, dopo vari ripensamenti e mille scuse, ho letteralmente ribaltato questo blog. Senza Giovanni, il mio webmaster amico (santo subito), sarebbe stato impossibile, questo è chiaro, ma io, da sola e in compagnia della mia indole confusionaria, ho dovuto affrontare una catalogazione più seria (che non è ancora finita, me ne scuso) e avere il coraggio di pulire qua e là.

Un sito nuovo equivale forse a una nuova vita? Non credo sia un fatto tanto profondo ma di certo, se guardo le mie foto del 2009 e le confronto con quelle di oggi, devo dire che il mio viso racconta cambiamenti e nuovi cammini. Non ho paura di questa nuova fase, di questa nuova età: non vedo l’ora che mi metta alla prova, l’aspetto e intanto cambio i banner, ridefinisco gli spazi, le colonne. Tattico, no?

Le cose sono cambiate, dunque. Era necessario seguire il cambiamento, cercare di capire se ci fossero i margini per una collaborazione.
Nel 2009 scrivevo per i miei tre neuroni (che, tra l’altro, non sempre mi seguivano) poi si è aggiunta qualche amica storica, e infine – in modo del tutto improvviso – tutti voi. Siete arrivati senza che potessi prevederlo, come un’onda altissima di energia. Le cose sono cambiate e il perenne piano B della mia vita ha contemplato nuove strade, nuovi entusiasmi, tanti punti di domanda e ulteriori categorie, banner, sidebar. 
Prima i post erano poco più di venti, mentre adesso prevedo di festeggiare i 2000 entro pochi mesi. Ho parlato troppo, ne ho le prove. Ma voi avete commentato, ci siete stati, mi avete invasa di bene e di presenza. Questo è un luogo che alimenta tante me e, da poco, inizio a pensare che parli anche alla mia professione. Che poi è fatta di parole, idee, banner con pizzi e merletti.

Grazie a voi, ho guardato a questo sito come a un costante esercizio per le mie parole, mi avete consentito di mettere a posto idee, di condividere bellezza e di mostrare quello che so fare. Grazie al nostro appuntamento quotidiano, sono nate collaborazioni impensabili e ipotesi nuove, entusiasmanti e costruttive. Se poco tempo fa avessi tentato di ipotizzare cosa il Destino avesse in serbo per me (unghie sull’ardesia per la mia consecutio), beh, non sarei risuscita a essere tanto fantasiosa e benevola.
Grazie, dunque! Il mio sforzo di catalogazione e di semplificazione è prima di tutto per voi, perché possiate entrare in questa casa virtuale e trovarvi ancora di più a vostro agio.

Sito nuovo | Zelda was a writerIl nuovo sito prevede un bel menu con ben sei aree d’interesse: LIBRI, PAROLE, FOTO, TUTTE LE COSE DI ZELDA, CREATIVITÀ e TIPS. Alcune volte gli argomenti trattati s’incrociano, altre volte sono perfettamente a loro agio in una categoria specifica. 

Il menu (scritto con il Camillo, un font che ho creato con la mia scrittura per festeggiare l’occasione) dovrebbe aiutarvi a trovare vecchi articoli e a concentrarvi sulle vostre aree d’interesse. Non ho ancora sistemato tutto come vorrei ma ho lavorato sodo perché il sito fosse online il prima possibile. Credo che anche così, imperfetto e in attesa di piccole sistemazioni, sia comunque più comodo del precedente. Alzi la mano chi è d’accordo!

Sito nuovo | Zelda was a writerUn’ultima cosa di cui vado fiera. Succedeva anche prima, ma era un’idea meno strutturata: se cliccate su una categoria, vi si aprirà un mondo di piccole e ordinate anteprime con cui trovare qualche sorpresa, magari per pura casualità cromatica o grazie ai titoli che vi compaiono sopra.

Sito nuovo | Zelda was a writerE, infine, se vi capitasse per caso di perdervi, niente paura: nelle prossime ore, per ogni pagina sbagliata, comparirà il mio faccione  che vi parla e vi rincuora…
Sito nuovo | Zelda was a writerSpero che il risultato vi soddisfi e che possa rendere la vostra presenza da queste parti maggiormente soddisfatta e compartecipe.

Vi auguro una splendida settimana! Io, intanto, saltello dalla gioia!
Camilla
Zelda was a writer

18 febbraio 2015

Dichiarazioni d’amore per libri

Dichiarazioni d'amore per libri | Zelda was a writerDichiarazioni d'amore per libri | Zelda was a writer
Ho lasciato passare i festeggiamenti di San Valentino in sordina: mi sono regalata un anello super pacchiano (sì, mi sono autofidanzata) e ho pensato che in fondo, anche in tempi meno singoli, non mi è mai interessato più di tanto.

Ieri, però, mi sono chiesta: non sarebbe meraviglioso se facessimo dichiarazioni d’amore sentite e zuccherine ai libri che più ci hanno colpito?
I libri restano e, talvolta, riaprirli dopo anni può regalare sorprese e scatenare catene infinite di ricordi: un biglietto del treno, qualche cartolina firmata da nomi che non ci dicono più nulla, un’increspatura della carta proprio dove abbiamo pianto lacrime amare, una lista della spesa di quando non eravamo a dieta.

Pensando a questi ritrovamenti della memoria, ho deciso di crearne di nuovi: tre promemoria colorati da dimenticare tra le pagine di un libro indimenticabile.
Si tratta di segnalibri, niente di più (anzi, se frequentate questo blog da poco tempo, vi consiglio di scaricare anche questi) ma c’è dell’altro: sono piccoli segnalibri parlanti, che dichiarano stima e ammirazione al libro in cui verranno lasciati per sempre.

Non trovate sia un bel modo per completare una lettura entusiasmante?
Se la risposta è sì, scaricateli qui:
- in alta risoluzione per realizzarli nelle dimensioni standard
- piccoli (io li preferisco di questa grandezza) per la Selphy CP910 con cui ho realizzato i miei

Dichiarazioni d'amore per libri | Zelda was a writerDichiarazioni d'amore per libri | Zelda was a writer
E ora seguite le 4 indicazioni che vi servono per realizzarli:
1. Scaricateli e stampateli.
Io ho scelto di stamparli con la mia Selphy (che, come sapete, ho qui con me per sperimentare mille diavolerie su carta fotografica) perché preferivo una versione mini. Il fatto che siano promemoria, più che reali segnalibri, mi ha fatto pensare che una dimensione ridotta fosse più funzionale al mio scopo.
2. Ritagliateli, create un foro in alto (io ho usato la mia Perforette a un buco) e uniteli con un fiocco. Oppure lasciateli tutti divisi ma sempre adornati da un fiocco, mi raccomando! I fiocchi sono importanti, secondo me.
3. Scrivete il messaggio con cui volete completare la vostra dichiarazione d’amore al libro di cui vi siete innamorati.
Io ho dichiarato amore a Gli Anni al Contrario di Nadia Terranova (vi ricordo che ne parleremo al BookeaterClub del 25 febbraio (ore 19) all’Appartamento Lago di Milano, tutte le informazioni del caso —> qui).
4. Lasciateli nel libro e dimenticateli: ritrovarli dopo qualche tempo vi regalerà un enorme sorriso!

Dichiarazioni d'amore per libri | Zelda was a writerDichiarazioni d'amore per libri | Zelda was a writerDichiarazioni d'amore per libri | Zelda was a writer
Buona giornata a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

Ps: vi chiedo scusa per i lavori in corso che il sito sta vivendo. Era arrivato il momento di renderlo una casa decisamente più confortevole per tutti voi! Bacibellissimi!