6 luglio 2015

Un tram chiamato desiderio…

Un tram chiamato Desiderio | Zelda was a writerIl 23 è il tram della mia vita. Un tram davvero chiamato desiderio. 
Con lui ho percorso tutte le tappe del mio vivere adulto. Tutte le scuole e i primi lavori dopo la laurea.
Avete presente quelle prime e inebrianti tappe di un percorso non del tutto chiaro ma che sentite speciale, anche per il solo fatto di viverlo come vostro e di nessun altro? Il 23 ha veicolato per anni questo pulsante sentimento di partecipazione alla mia vita.
Un tram chiamato Desiderio | Zelda was a writer
Era il 23 che sbucava improvvisamente dalla mia via e che tentavo in ogni modo di raggiungere, con la certezza che una tale impresa sarebbe risultata infausta anche al migliore tra gli atleti.
Era il 23 che correva lungo strade che negli anni ho analizzato con precisione chirurgica e di cui conosco ogni più piccolo dettaglio.

Sempre lui, ogni giorno della mia vita, in qualunque situazione metereologica, con l’ansia di un esame da dare, accompagnando mio padre per le visite più terribili, recandomi in Sormani per la mia tesi.
Un tram chiamato Desiderio | Zelda was a writerHo pianto lacrime amare, sul 23.
Ho deciso che mi sarei comprata un eyeliner (sbirciando quello perfetto di una delle più carine della scuola), ho tenuto d’occhio le novità di una lontana vetrina di libri (ed è proprio in quel frangente che ho capito che dovevo fare un urgente esame della vista), ho perso un sacco di tempo a scegliere il vestito da sposa meno brutto di un’enorme boutique d’angolo (per cosa poi non saprei proprio dirvelo) e dato un bacio al volo a un fidanzato, che aveva avuto la saggia idea di lavorare in prossimità di una delle sue fermate.
Un tram chiamato Desiderio | Zelda was a writerIl 23 è il tram che più di tutti ti racconta Milano.  
A un tratto spinge il motore verso un lungo viale chiamato Largo Augusto
. Spinge come non se avesse più fiato e tu ti chiedi sempre quale sia il motivo di quell’urgenza. Arrivato in prossimità di Piazza Fontana, si ferma per rispettare il rosso di un semaforo. Allora tu guardi fuori e capisci: oltre la piazza, maestoso e incombente, si staglia il magnifico profilo orlato del Duomo, con la sua paziente Madonnina.
Da lì, qualunque cosa tu stia facendo, chiunque tu sia o ambisca a essere, ti arriva sempre e comunque il suo instancabile messaggio di benvenuto. 

Solo ora, forse, capirete l’entusiasmo con cui ho accettato di collaborare con Sephora, partecipando all’iniziativa che dall’inizio del mese vede come protagonista il mio amato 23. Un tram chiamato Desiderio | Zelda was a writer
Un tram chiamato Desiderio | Zelda was a writerUn tram chiamato Desiderio | Zelda was a writerUn tram chiamato Desiderio | Zelda was a writerUn tram chiamato Desiderio | Zelda was a writer
Queste foto vi raccontano dell’esperienza fatta giovedì scorso, insieme a Vicky e Lucia, due compagne di viaggio speciali e piene di vita.

Abbiamo attraversato la città nel magnifico tram scrigno di bellezza, immerse in poetici scorci della città, sorrisi e deliziose cure per la propria persona (sì, avete capito bene: trucco e manicure per tutti).
Un tram chiamato Desiderio | Zelda was a writerUn tram chiamato Desiderio | Zelda was a writerUn tram chiamato Desiderio | Zelda was a writerUn tram chiamato Desiderio | Zelda was a writerQuesto è un gioco che ho fatto io ma che può fare chiunque voglia, almeno fino al 28 luglio, senza incombenze oltre all’innamorata cura per se stesse!

Ecco gli orari in cui prendere il tram al volo:
Lunedì – Domenica (eccetto giovedì) —> Piazza Castello: ore 13.30-14.30/18.00-19.00 // Cantù – Orefici: ore 14.45-15.45 // Piazza Fontana: ore 16.00-17.00/19.30-20.00
Giovedì —> Piazza Castello: ore 18.30-19.15/20.30-23.30 // Cantù – Orefici: ore 20.00-20.15 // Piazza Fontana: ore 17.00-18.00.
Un tram chiamato Desiderio | Zelda was a writerUn tram chiamato Desiderio | Zelda was a writerInoltre, per i prossimi tre giovedì (9/16/23 luglio, dalle 20.30), nella magnifica cornice di Piazza Castello, il tram vi aspetterà per festeggiare a ritmo di musica live e tante – mai troppe – coccole.

—-> E io vi aspetto con lui, se ne avrete piacere, per la prima serata, tutta dedicata ai favolosi anni ’50 con la Paul Mad Gang.
Vestiti da pin-up e marinai, mi raccomando!
Un tram chiamato Desiderio | Zelda was a writer
Bacibellissimi,
Camilla
Zelda was a writer
#SephoraBeautyToGo

6 luglio 2015

La distanza

La Distanza | Zelda was a writerNon appena ho avuto tra le mani La Distanza, fumetto scritto e illustrato da Colapesce – al secolo Lorenzo Urciullo – e Alessandro Baronciani, ho iniziato a canticchiare una canzone dei Northpole che amo molto, uscita oramai una decina di anni fa.

Stesso titolo e stessa meravigliosa sostanza. Benché siano passate delle settimane dal mio incontro con questo libro, continua a viaggiarmi tra i pensieri.
Se siete curiosi, la trovate qui.
La Distanza | Zelda was a writer
Questo libro è prima di tutto un viaggio, il ritorno a un posto che non si è mai lasciato, un posto in mezzo al mare, che richiama a sé con il potere ipnotico delle sirene ma che respinge con la stessa veemenza, allo scadere dell’incantesimo.
Un posto maliardo e al contempo sprezzante. Irresistibile, insomma.

La Sicilia. Un’isola in cui alberga una – piccolissima ma combattiva – percentuale del mio sangue.  
La lasci e sei spacciato: sentirai dentro il suo perenne richiamo. La veneri e poi, nel tragico momento degli addii, ti scopri debole e la saluti come Arturo con la sua Procida.
La Distanza | Zelda was a writerLa Distanza | Zelda was a writerNon poteva che essere un lembo di terra tanto magnetico e fatato ad animare le forze contrastanti che albergano nel cuore di Nicola, protagonista di questo fumetto “animato” da Alessandro Baronciani.

Un fumetto cinematografico, verrebbe da dire. Primissimi piani, campi lunghi, dettagli, campi-controcampi: tutto contribuisce a gettarci nella storia, senza possibilità – e tantomeno voglia – di lasciarla procedere senza di noi.
La Distanza | Zelda was a writer
In Nicola – cinico per sopravvivenza – così come in tutta la sua generazione, quella dei trentenni, vive l’eterno dilemma tra il tentare, decidendo di scrivere solo una parte della storia (che ne sarà dell’altra parte? Chi la scriverà? Era migliore di quella di cui ci stiamo occupando?) e il rimandare, sperando che tutte le opzioni del grande libro della Vita restino perennemente a disposizione, in caso di errore o fallimento.

Siamo malati di FUTUR VACUI, dice tra sé e sé Nicola, nel punto più denso di emotività e nostalgia del libro. Quello che ci frega è la distanza emotiva, sembra aggiungere.
La Distanza | Zelda was a writer
Il vagare onirico e sospeso di Nicola e delle sue compagne di viaggio Francesca e Charlotte – raccontato da Colapesce attraverso un viaggio a tappe in Sicilia – rivela una storia di radici mancate, di rapporti che non contemplano il poi, che temono l’impegno e demandano tutto alla distanza fisica e sentimentale.

Una storia di continui inizi, di grande paura per ognuno dei loro svolgimenti e di finali pressoché assenti. Di grande attaccamento alle proprie certezze, anche a quelle che ci stanno più strette.
La Distanza | Zelda was a writerFragilità e cammino. Un richiamo naturale verso la strada nuova con le sue incognite, una grande nostalgia per la strada vecchia con i suoi panorami inossidabili. 
Tutto questo serpeggia tra le pieghe della storia, senza che ci venga mai dichiarato, procurando in noi lettori un vago richiamo al nostro vissuto e alle sue questioni più o meno pendenti.
La Distanza | Zelda was a writerLa Distanza | Zelda was a writer
Sullo sfondo, con il piglio del personaggio, ecco l’Isola.
Dall’alto dei suoi secoli di esistenza e di lotta sembra suggerirci una verità semplice e inequivocabile: il passato – sebbene continui a regalare prove della sua esistenza – è un fatto chiuso e definito mentre il presente rappresenta l’unica possibilità, reale e viva, di giocare la propria partita, spendendosi in azioni, in errori e in perenni aggiustamenti del cammino e della rotta.
La Distanza | Zelda was a writerLa Distanza | Zelda was a writerInsomma, in chiusura di questo post posso affermare con certezza che ci troviamo in presenza di un altro libro da comodino. Da salutare ogni sera, poco prima di chiudere gli occhi sul mondo.

Che sia una buona settimana per tutti voi!
Camilla
Zelda was a writer

3 luglio 2015

Cose a caso per cui ringrazio i miei occhi

Cose a caso per cui ringrazio i miei occhi | Zelda was a writerBuongiorno a tutti!
Ieri sera sono stata alla presentazione della nuova linea di occhiali CBM UNLIMITED LOVE, un progetto di Flippa Lagerbäck con CBM Onlus e Salmoiraghi e Viganò. Se vi ricordate, è il secondo anno che nel mio piccolo partecipo a questa impresa (ecco le mie parole delle scorso anno).

Lo faccio per le nuove 1000 mamme africane che potranno tornare a vedere con i loro occhi, garantendosi un’indipendenza la cui importanza è difficile da stimare, soprattutto quando è un fatto scontato, che ti accompagna nella vita da quando nasci.
Lo faccio anche perché sono un’innamorata cronica dello sguardo e della forza che porta con sé.

Oggi, per festeggiare questa nuova avventura, che spero catalizzi l’attenzione di molti e ci spinga a fare moltissimo per la felicità degli altri, ho deciso di stilare una LISTA (non ragionata) di COSE per cui RINGRAZIO la sincera e instancabile COLLABORAZIONE dei miei OCCHI.

Spero che ci troverete qualche amore condiviso o che la incrementerete con altre immagini che fanno parte della vostra personalissima lista!
Partiamo? Viaaaa!
Cose a caso per cui ringrazio i miei occhi | Zelda was a writerCOSE A CASO PER CUI RINGRAZIO I MIEI OCCHI
1. La trama della tapparella sul mio letto, ogni mattina.

2. Frasi che sottolineo in modo drammaticamente storto, su libri che mi sono letteralmente mangiata. Tra un “ohhhh” e un “pazzesco!”.
Non avere paura dei libri | Zelda was a writer
3. Feste in cui non so cosa dire (a me succede sempre perché sono una timida sotto mentite spoglie) e in cui capita una magia: a un tratto, in mezzo alla folla e al chiacchiericcio, individuo un piccolissimo elemento che merita di essere registrato. Non importa se ho la macchina fotografica con me, so che l’ho fermato per sempre, so che ho appena dialogato con un particolare tra tanti, solo mio.

4. Tramonti estesi e sapienti lungo la linea di un orizzonte su cui non smetto mai (anche adesso, a una certa età) di fantasticare. Meglio se i tramonti sono della mia Isola.
il mare chiuso - alessio di simone e alessandro di sorbo (verbavolant)
5. Bocche carnose che so che entro breve mi baceranno, che bacerò.
Piano City | Zelda was a writer
6. Le mani che si muovono nell’aria. Le vene che le attraversano, le falangi leggermente arcuate, come a voler aggrapparsi all’aria.

7. Le mani che si muovono nell’acqua. Il loro colore candido, la sensazione di leggerezza, la veloce comparsa di grinze.

8. Le mani che suonano. Le teste leggermente perse, gli occhi che sussurrano la parte in crescendo di una preghiera laica.

9. I colori che s’incontrano per caso, in un luogo drammaticamente imperfetto della città.East Market Milano | Zelda was a writer
10. Gli occhi negli occhi. Mio padre me lo diceva sempre: non abbassare mai lo sguardo quando parli con qualcuno.

11. Lo sguardo basso che ogni tanto mi coglie impreparata.

12. Le parole che guardo sono le parole che ascolto meglio. Non ho bisogno di leggerle sulla carta, da quando fotografo. I miei occhi, in definitiva, mi hanno reso una persona più attenta, una persona in ascolto.

13. Tutto quello che accade sullo sfondo. Che guardo e intuisco, che seguo fin che posso, dandomi una motivazione, cercando una storia.
Mare - Forte dei Marmi
14. I bar. Il tintinnio polifonico di cucchiaini e tazze. Le storie che ci passano, la sottesa perdizione di una minima percentuale di avventori, la straripante quotidianità degli altri.

15. La leggerezza di certi tessuti, di alcune carezze, di certi modi di camminare.
piedi e orchidea 1due-piedi-e-due-orchidee
16. Certe cose che capitano quando lo sfondo collabora. I capelli che volano nel vento e si perdono nel mare. I contorni di una piccola figura in un mare di cemento cittadino che diventa immediatamente contenuto, cuore.

17. Gli occhi curiosi di un bambino. La loro perenne sorpresa.
To Infinity and Beyond | Zelda was a writer
18. La minuscola barca che taglia di netto il mio spazio visivo. La scia che lascia. Il sentimento aleatorio che si porta dietro.

19. Le piccole buche alla base di certi alberi. Le siepi leopardiane che nascondono il regalo. L’estensione di un panorama che scopro solo dopo faticose ore di cammino.
DIY: barchette di carta
20. Il sapore di certi dolci che vedo assaggiare a chi amo.

Potrei continuare all’infinito, potrei dirvi tutti i motivi per cui lo sguardo mi ha reso una persona felice, indipendente e in perenne ascolto. Ma finisco con il proporvi un piccolo gioco: dovunque vi troviate, cercate una finestra e guardate quello che vi mostra.
Bei panorami o grigi casermoni, il gioco vale lo stesso.
Iniziate a guardare. Guardate cercando.
Innamoratevi di un microscopico particolare e tornare a lui con costanza.
Ogni tanto guardatelo come a dire “Hey, microscopico particolareeee, sono qui!”.

Cosa si vince con questo gioco?
La matematica certezza che guardare sia un atto d’amore e sia sempre un fatto che coinvolge due punti di vista.
Il potente e silenzioso dialogo di un amoroso senso.

Buon fine settimana!
Camilla
Zelda was a writer

(il libro nella seconda foto è di Guanda, è uscito proprio ieri e lo trovate qui)

1 luglio 2015

Su Digital Camera Magazine!

Digital Camera | Zelda was a writerE così è successo: qualche mese fa, Digital Camera Magazine (facebook) mi ha commissionato un lunghissimo servizio sulla fotografia per così dire prêt-à-porter.
Ero a dir poco felice perché avevo tantissimi margini di libertà e potevo raccontare la fotografia in un contesto a me congeniale: la città 
Digital Camera | Zelda was a writer
Ho pensato immediatamente che mi sarebbe piaciuto raccontare la mia attività con Justine e in particolare il suo progetto Calzamutanda. Volevo condividere quello che ci capita di fare spesso: foto in piena città, foto che vadano dritte al punto, che supportino un contenuto o un progetto che abbiamo già chiaro nella testa.

Con noi, Giui, la mitica assistente che avrebbe potuto insegnare a me, considerata la sua bravura. Ho voluto coinvolgerla perché la stimo tantissimo e volevo che partecipasse al nostro gioco di scatti e tips.
Digital Camera | Zelda was a writer
Il servizio che ne è nato è MERAVIGLIOSO!!! E ci sono davvero tanti motivi per ritenerlo tale!
Prima di tutto per lo spazio che ci è stato regalato: avevo ben nove pagine a disposizione! Nove pagine in cui ho potuto testare una nuova bambina, la Pen E-PL 7 Olympus. Poi perché mi ha permesso di condividere alcuni piccoli consigli di azione sul campo (niente di nuovo o rivoluzionario, intendiamoci!).

C’è, inoltre, l’energia delle nostre leggendarie imprese, il colore e le risate che le caratterizzano. C’è la passione dei nostri tentativi e anche la bellezza, non solo di Justine, ma delle sue idee. Non saprei come spiegarvelo ma sento che saranno questi i piccoli aneddoti che ci racconteremo con gioia tra qualche anno, quando partiranno i “ti ricordi di quella volta…”

E poi – fatto non meno importante – compare Giui, una giovane artista piena di slanci e generosità, di cui sono una non tanto segreta fan.

Infine, ve lo confesso senza vergogna, credo di aver fatto un lavoro davvero soddisfacente. Io sono a tutti gli effetti il peggior critico di me stessa, forse non il peggiore ma di certo il più intransigente. Bene, rendermi conto di essere pienamente soddisfatta di un lavoro, mi ha reso più forte e determinata. So che capirete cosa intendo.

Vi lascio con gli scatti del servizio che, vi ricordo, potete trovare in versione elettronica per iPad e iPhone (non ancora per Android, ahimè) qui. Il numero in questione è il 154 e fa riferimento al mese di giugno 2015.
Digital Camera | Zelda was a writerDigital Camera | Zelda was a writerDigital Camera | Zelda was a writerDigital Camera | Zelda was a writerDigital Camera | Zelda was a writerLasciatemi ringraziare Sartoria Vico per averci accolto nel suo quartier generale, nascosto dietro un alto portone di legno della fascinosa “vecchia Milano”. La loro presenza e disponibilità ha reso questo servizio uno dei più indimenticabili e significanti!
Digital Camera | Zelda was a writerDigital Camera | Zelda was a writerDigital Camera | Zelda was a writerTornerà anche The Familiarist, anche se al momento è in stand-by per un devastante (ma positivo) overbooking di impegni e scadenze. Torneremo a scattare senza se e senza ma.
In fondo, credo di non aver mai smesso di farlo e credo che mai smetterò!
Digital Camera | Zelda was a writerChe sia un buon pomeriggio per tutti voi!
Camilla
Zelda was a writer
(ps: l’ultima foto che vedete in questo post e quelle che ritraggono Giui e me nel servizio sono di Justine)

29 giugno 2015

La valigia dei libri – Estate 2015

La valigia dei libri | Zelda was a writerBuongiorno a tutti, buonissima settimana!
Come procedono le cose dalle vostre parti? Io ho pensieri solo per le vacanze che, detto tra noi, non so se e dove farò. Insomma, avete presente quei rincuoranti pensieri di un futuro non tanto lontano, quegli stessi che tengono alto il morale e le motivazioni? 
Al momento sto alimentando il mio “rincuorante pensiero”, nella speranza che si tramuti in realtà, regalandomi panorami e silenzi, acqua cristallina e tanti, tantissimi libri da leggere. 

A tale proposito – e a grande richiesta – sono qui per condividere anche qui La Valigia dei Libri delle Vacanze

Durante l’ultimo BookeaterClub ho portato un trolley di libri da tenere d’occhio.
Si trattava di libri appena usciti, libri che ho letto e amato, libri che mi sono stati consigliati da persone di cui mi fido ciecamente. Insomma, un insieme non tanto ragionato di storie, universi paralleli e parole scritte.
La valigia dei libri | Zelda was a writer
Come insegnano le più belle cose della vita, ragionare troppo su quello che ci fa innamorare perdutamente rischia di farci perdere la magia del coinvolgimento. E così, mentre scrivo cercando di pensare a ognuno di voi – non al gruppo ma alle persone – quello che vi auguro di trovare nella vostra valigia delle vacanze è un insieme fortuito di pagine che parlino di voi e solo di voi e che vi spoglino di tutte le scuse che usate nel mondo delle parole parlate.

Pagine che vi regalino gioia piena e una spinta nuova per tentare, per credere, per fidarvi nel giorno che comincia con slancio, nonostante la memoria di tutti quelli che sono finiti male.
Pagine, insomma, che vi ricordino quanto le parole dette bene siano un fatto civile e quanto i sentimenti oscuri siano più affrontabili se filtrati dalla saggezza tattile di una pagina.

Ecco qui la lista, dunque. Fatene un buon uso.
Ogni amante dei libri che si rispetti sa che questo potrebbe voler dire: leggeteli tutti, ignorateli e cercate i vostri oppure partite da uno, quello che vi sta chiamando a gran voce, e poi create la vostra personalissima valigia, grazie alle sollecitazioni e agli spunti che le sue pagine vi regaleranno.
La valigia dei libri | Zelda was a writer1. Sara Crowe – Campari a Colazione (Harlequin Mondadori): consigliato con grande slancio dalla mia amica Cristina. Non vedo l’ora di tuffarmi nella storia di Sue Bowl: diciassette anni e una vita densa di complicazioni! Vi dice qualcosa?

2. Jonathan Galassi – La Musa (Guanda): una storia di scrittori ed editori. L’ho adocchiato a poche ore dalla sua recente uscita. Adoro tutte le storie che parlano di libri, specie se sono ambientate a New York.

3. Jenny Offill – Sembrava una felicità (NNE): la Offill ha scritto un piccolo capolavoro, regalando al genere del romanzo meravigliosi innesti, spazi, pause e un senso poetico (e sarcastico) della vita non comune. Mille punti.

4. Ernest Hemingway – Fiesta (Mondadori): dopo aver letto Non scrivere di me di Livia Manera Sambuy, mi è venuta una gran voglia di riprendere in mano Hemingway.
Fiesta mi è stato consigliato mesi fa a una festa (coincidenza cacofonica, lo so). Chi me lo consigliava mi ha detto che la mia scrittura glielo ricordava. Sono caduta dalla sedia, anche se ero in piedi.
La valigia dei libri | Zelda was a writer5. Kate Atkinson – Vita dopo Vita (Editrice Nord): avete presente la strana storia di un libro che si fa trovare in qualunque punto della vostra casa, in attesa che voi lo leggiate? Un incantesimo per cui voi lo riponete in cucina e lui vi aspetta in salotto? Ecco, al momento ho questo strano tipo di relazione proprio con Vita dopo Vita. Inoltre ho saputo che è piaciuto a Valentina, mia grande ispiratrice di letture intelligenti.

6. J. R. Moehringer – Il bar delle grandi speranze (Piemme): ogni lista dovrebbe includere un libro di formazione, secondo me. Meglio se ben scritto. Se poi siete tra coloro che hanno amato Open, non potete esimervi dal leggerlo!

7. Francesca Marzia Esposito – La forma minima della felicità (Baldini&Castoldi): curiosità nata grazie al titolo e poi leggendo un’intervista. Poi scopro che lo sta leggendo anche la mia amica Roberta, lettrice di grandissimo spessore. Via, è in lista!
La valigia dei libri | Zelda was a writer8. Jonathan Miles – Scarti (Minimum Fax): perché sento che Miles mi regalerà dei personaggi pieni, reali, imperfetti. Geniale l’idea di partire dagli scarti, emozionali e fisici, dei protagonisti... Specie in una società dal rifiuto facile. Insomma, vorrei disporre di una seconda dimensione per leggerlo subito.

9. Domenico Starnone – Lacci (Einaudi): sul mio comodino dal giorno dopo la sua uscita. So già che Starnone mi stenderà. Libro notturno, cercherò la complicità della luna.

10. Marco Missiroli – Atti osceni in luogo privato (Feltrinelli): perché doveva essere il libro di un BookeaterClub di questa stagione. E voglio che in qualche modo ne faccia comunque parte.

11. Ernest Hemingway – I quarantanove racconti (Einaudi): sempre “per colpa” di Livia Manera Sambuy (vedi sopra).
La valigia dei libri | Zelda was a writer12. David Foster Wallace (Minimum Fax): molto in tema vacanziero. Libro stupendo, perfetto, con un’ironia speciale, a tratti spietata. Un piccolo tesoro da sottolineatura compulsiva. Quando lo prendo in mano penso sempre che essere incisivi con semplicità – senza artificio ed effetti speciali, insomma –  sia cosa per pochissimi.

13. Enzo Gianmaria Napolillo – Le tartarughe tornano sempre (Feltrinelli): potevo forse non leggere e consigliare un libro su Lampedusa? Grazie a Mic per la segnalazione e per tutta quella serie di condivisioni letterarie via whatsapp che mi fanno sentire felice e fortunata.

14. Paolo Cognetti – Una cosa che sta per esplodere (Minimum fax): perché Cognetti va conosciuto, letto e riletto.
La valigia dei libri | Zelda was a writer
Sarebbe bello che anche voi inseriste nei commenti a questo post i vostri suggerimenti per un’estate di librerie che imbarcano parole e di scaffali stoici e accoglienti.
Che ne dite?

Grazie a tutti, ancora e sempre.
Buona settimana!
Camilla
Zelda was a writer