10 febbraio 2016

Road Movie e il viaggio infinito dell’Amore

Verso la fine di gennaio, ho avuto la grande fortuna di assistere a Road Movie, uno spettacolo teatrale al contempo poetico e straziante.

Ne parlo solo oggi perché, come spesso capita con certe maree che ti travolgono all’improvviso, è necessario attendere con pazienza che la luna decida di farsi da parte, che la calma torni e che il senso di quel peso che ti sei portata sul cuore possa dare voce a parole e sentimenti.
Road Movie | Zelda was a writer
Road movie è un monologo tratto dall’omonimo testo di Godfrey Hamilton, per la regia di Sandro Mabellini. In scena, un immenso e profondo Angelo Di Genio (con lui, la musica di Daniele Rotella, eseguita da Antony Kevin Montanari).
Angelo Di Genio, dicevamo. Profondo come la più insanabile tra le ferite e immenso come l’estensione dell’oceano, come tutti i suoi due miliardi di anni di pioggia.

La storia di Hamilton si dipana lungo i confini fluidi ed irreali dell’America anni ’90. Sue le contraddizioni più ataviche, il richiamo irrefrenabile al viaggio, alla partenza, al movimento; suo, infine, il tormento pulsante per la morte delle sue leve più giovani. Giovani morti per la guerra, i veterani. Amati e osannati da un sentire comune incline alla retorica, giovani a cui sono state regalate manciate di mausolei, secoli e secoli di rievocazioni e pochissime ore di vita.

I veterani, il contraltare perfetto di un’altra tipologia di giovani, i veri protagonisti di questa storia: la prima generazione che s’imbatte in un altro Demone, quello dell’AIDS.
Un demone implacabile e non meno definitivo della guerra, la cui azione mortale, però, non è in grado di indignare altrettando. I ricordi pubblici tacciono, i mausolei albergano nei ricordi di chi è rimasto, il senso di colpa legato all’amore che ammazza lascia le piazze vuote, i genitori spaiati, le case galleggianti silenziose.
Road Movie | Zelda was a writer
Oggi sono qui che abbozzo frasi, lascio lo schermo, mi aggiro nei pressi del frigo, sbocconcello carboidrati saturi, scrivo frasi nella mente, tornando ad abitare i tasti fiduciosi della mia tastiera con una domanda: cosa vorrei veramente dirvi di questo spettacolo dalle mille sfacettature?

Road Movie mette in scena l’Amore. Vorrei parlarvi solo di questo. Non della trama, non delle sue parole, non dello stile.
L’Amore, solo lui. Quel sentimento che non ha genere, non ha confine, non ha vergogna. L’Amore dell’Uomo, il miracolo improvviso che coinvolge e cambia, che migliora e spinge. Spinge ad attraversare Stati e storie, a rimettere in discussione ogni nostra più granitica certezza. Un Amore che fa promettere a se stessi di essere migliori, di non rimandare biecamente la vita, di prendersi la responsabilità dell’Adesso. Un Amore che non vede la Diversità, che s’innamora dell’Unicità, che miscela, fonde, fa vedere tutto più chiaramente, anche nella notte più buia.

Questo tesoro di emozioni, che ti arrivano addosso in un attimo imprevedibile è da imputare in massima parte alla bravura di un Angelo di Genio che è ovunque ed è tutti, pur essendo uno, alle prese con personaggi imperfetti e per questo indimenticabili, con la sola compagnia di una sedia. La sua capacità di estendere i confini – non solo del suo Joel, del suo Scott e di tutti i personaggi che si trova a interpretare contemporaneamente, ma anche del’Uomo a cui parla, di tutti noi – catapulta in luoghi segreti e densi di sentimento. Luoghi di perdita, di passaggi, di scelte non prese, di treni persi a pochi minuti dalla partenza.
Luoghi che ognuno di noi si è trovato a visitare e che ritornano con costanza nella mente, a ricordarci il non fatto, il non vissuto.
Road Movie | Zelda was a writer
Nessuno può restare insensibile a questa carica d’Amore, specie in questi tempi confusi e gridati, in cui chi ha la voce più alta vuole catalogare le certezze, allontanando sciattamente le paure.

Road Movie è un grandioso viaggio nelle profondità dei nostri più grandi paradossi: la drammatica paura della dipendenza a un sentimento. Parla con semplicità e fisicità dell’amore, ci dice che non serve una bussola per trovarlo, che non ci sono condizioni o predisposizioni particolari per esserne abitati.

Road Movie è lo sforzo, meravigliosamente riuscito, di dire a tutti, nessuno escluso, che l’AIDS è una malattia ancora presente e infingarda. E che solo un atteggiamento consapevole e innamorato – di sé, della vita, dell’oggetto del nostro desiderio – potrà tenerlo lontano dai nostri vissuti, dal nostro sacronsanto bisogno di incastro. Di qualunque tipo esso sia.

 

Lascio qui le date della tournée di questa preziosità, il mio consiglio è di non perderlo per nulla al mondo!
Teatro Il Fiume Boretto (RE) 20 febbraio 2016
Teatro della Limonaia Sesto Fiorentino (FI) 21 febbraio 2016
Teatro Binario 7 Monza (MB) 27 – 28 febbraio 2016
Teatro Quarticciolo Roma (RM) 28 – 30 aprile 2016

Che sia una buona giornata per tutti voi!
Camill
Zelda was a writer

9 febbraio 2016

T-WORDS: da Woody a Dylan

T-words | Zelda was a writerSapete quanto io ami le t-shirt. E sapete anche quanto, invasa dai mille progetti, io riesca raramente a essere costante con una rubrica. Eccola qui, una Camilla in ginocchio sui ceci!

Se avessi una redazione tutta mia (massì, oggi pensiamola in grande) credo che curerei maggiormente il mio T-Words. Lo farei perché le parole sono ovunque, insieme alle magliette. Perché comunicare è bellissimo, in ogni modo, con tutti i colori dell’arcobaleno, con ironia, con bancali e bancali di fantasia. Perché è bello sapere che, pur crescendo e tentando di diventare un goccino seri, ci sarà sempre qualcosa in grado di muovere ancora la gioia bambina che ci abita.

Io saltello letteralmente all’arrivo di una nuova maglietta, inutile negarlo. Specie se la compro online, con il rischio assolutamente plausibile che non copra tutta la mia persona alta.
Beh, non tutta la persona alta, giusto il busto che, come potrete immaginare, è alto pure lui… E per fortuna, mi viene da aggiungere!

Ecco la selezione: quattro pezzi irresistibili. Ognuno con una storia speciale!
T words | Zelda was a writer
1. Woody – Pollaz – Sono fan fatta e finita di Pollaz. Qualunque cosa crei è dotata di una magia speciale ed eterea. Ci metterei la mano sul fuoco: le sue creazioni sono dei potenti talismani. Pollaz porta fortuna e bellezza.
Pollaz è una creativa italiana molto amata all’estero.
Quanto siamo fortunati ad averla qui (oltretutto con spese di spedizioni e tempi di attesa decenti)?

2. Frida Kahlo – ONO Arte Contemporanea – Ho salvato la maglietta di ONO Arte Contemporanea da qualche giorno, in attesa di inserirla in questo post.
Il lavoro che viene fatto sull’arte e la sua fruibilità è davvero eccellente.
La mostra del momento? Quella su Frida Kahlo, fino al 28 febbraio.

3. 30n Tshirt – I TrentenniI Trentenni è un progetto di Ilaria, Silvia e Stefania a cui guardo sempre quando sono in deficit di sorriso. Le magliette, che hanno creato in collaborazione con l’Azienda italiana (BRAAAAVE!!!) Colorinside, sono un tuffo a bomba nella mia adolescenza!

4. The Great Gatsby – OutofprintOut of Print è un mondo fatato, per veri amanti delle pagine scritte. Vi avverto: frequentatelo con moderazione… Potreste prosciugare in modo allarmante il vostro conto in banca!
Però, c’è un però, sappiate che, per ogni articolo comprato, Out of print regalerà un libro a Book of Africa, per la diffusione della lettura nelle aree più bisognose della terra. Li amo da matti e tornerò presto a citarli, ne sono certa!

 

Questa selezione mi fa pensare che, anche nella leggerezza dello shopping, moltissimo può essere fatto.
Supportare una giovane creativa italiana, per esempio, oppure veicolare l’arte parlando un linguaggio chiaro e vendendo feticci che la rendano un fatto pubblico: non noioso o per pochi ma esposto nel quotidiano di persone diverse, in contesti variegati, nuovi.
Iniziare un piccolo business affidandosi a un’Azienda italiana, oppure comprare oggetti che riportano a una passione folgorante, supportando al contempo chi non ha gli strumenti per poterla apprezzare quanto noi.

Non so se le pensate anche voi così, ma a me questo genere di cose rimettono al mondo!
Buona giornata,
Camilla
Zelda was a writer
ps: la t-shirt nel banner è di Melidé!

3 febbraio 2016

Les Cahiers du Bonheur – Caffettiere

barchettaEccoli, finalmente! Les Cahiers du bonheur sono arrivati e, salvo imprevisti, dovrebbero essere in vendita (qui) questo pomeriggio.

Questo nuovo pattern, che ho dipinto in onore della mia caffettiera (sempre sia benedetta), è un augurio per le vostre giornate, per i pensieri e i progetti che questi taccuini custodiranno gelosamente.
Les Cahiers du Bonheur | Zelda was a writerLes Cahiers du Bonheur | Zelda was a writerRispetto ai precedenti cahiers, ci sono delle evidenti migliorie: la carta interna, per esempio, ha una grammatura decisamente più corposa (90 gr) e un color panna davvero irresistibile. La copertina più resistente (250 gr) presenta un elegante arrotondamento sugli angoli. Per non parlare della rilegatura fatta a filo!

Impreziosiscono il tutto la tradizionale etichetta vintage sulla prima di copertina e, altra novità, quattro righe sulla prima facciata interna, per meglio definire il progetto e le parole che custodisce o per inserire l’indirizzo del proprietario.

Insomma, sono davvero dei Signori Taccuini! Si nota che sono entusiasta a livelli cosmici?!
Les Cahiers du Bonheur | Zelda was a writercahiers-caffettiere-1[Sembrano perfetti per il #buonfarcela mattutino coniato da Justine, non trovate?]
cahiers-caffettiere-3Come da tradizione, i Cahiers verranno venduti in gruppi da tre: uno presenterà lo sfondo giallo acido che vedete qui sopra, l’altro uno sfondo beige scuro e l’altro ancora sarà a righe, per la prima volta nella storia dei taccuini di questo blog.

PICCOLO AGGIORNAMENTO: sono in arrivo altre due amenità di carta dedicate al mare!
A dopo e grazie come sempre per il vostro entusiasmo!
Camilla “La Cartolaiah”
Zelda was a writer

2 febbraio 2016

Vita vissuta vs vita mostrata

Autenticità sul web | Zelda was a writer(source: La Repubblica.it)

Buongiorno, buon martedì!
Forse non tutti sanno che questa foto ha vinto un concorso fotografico indetto da Nikon Singapore e che la stessa, da qualche giorno, è al centro di polemiche sulla sua veridicità.
In effetti, è stata photoshoppata e l’aereo che vedete comparire in un magico momento di qui e ora, assoluto e irriproducibile, non è altro che una grossolana aggiunta da post-produzione. Per maggiori informazioni, vi invito a leggerne su Repubblica.it (da cui ho tratto la foto).

Non sono qui per condannare il fotografo coinvolto e tantomeno per parlare male di concorsi fotografici sul web. Vorrei concentrarmi, invece, sul senso profondo di una foto spacciata per reale.

A scanso di ogni equivoco, così come adoro il collage, mi esaltano enormemente certi fotomontaggi. Se dichiarate, le azioni creative diventano scelte. Scelte compositive, scelte di contenuto, azione, denuncia. Ogni scelta porta con sé un vissuto, un punti di vista, l’ineluttabilità di un momento che, anche volendo, non sarà mai uguale a nessuno di quelli che l’hanno preceduto e che lo seguiranno.
Giornata Mondiale della Poesia | Zelda was a writerChe senso ha pubblicare una foto in cui non ci sei? Per esserci non intendo comparire ma entrare a far parte del meraviglioso gioco performativo che innesca uno scatto. Che senso ha pubblicare una foto che non riconosci perché mai accaduta, che non ti riconosce perché non eri veramente lì con lei?

Che senso ha rubare le foto altrui spacciandole per proprie? Tra dicembre e gennaio, ho subito un furto: uno sconosciuto ha prelevato un centinaio di foto dal mio profilo instagram e le ha spacciate come proprie, con una sciatteria senza pari e didascalie sgrammaticate, fuori contesto. 
La cosa più brutta di questa esperienza è stato guardarsi senza riconoscersi, vedere parti di sé smembrate. La cosa più rassicurante è che io non ero lì. La mia gioia, i miei ricordi erano al sicuro, nel mio cuore.

Che senso ha diventare il custode di un attimo mai capitato o il testimone di un frammento di tempo mai vissuto?
Sono domande a cui non riuscirò mai a dare una risposta.

Forse ci riuscirebbe lui, Italo Calvino. Anzi, ne sono completamente certa. E così, ancora una volta, vi invito a leggere le sue Lezioni Americane e a credere fortemente di essere il granello di sabbia di un arenile: visto da lontano appare simile a tanti altri ma, in realtà, è unico e irriproducibile.
Lezioni Americane | Zelda was a writerMi dico che bisognerebbe insegnare, non solo il rispetto della proprietà altrui, ma anche quello verso la propria esistenza che, per quanto possa apparire ordinaria, è comunque costellata di grandiosi momenti e infinite possibilità di conoscenza e bellezza.
Lezioni Americane | Zelda was a writer
Bisognerebbe tornare a spiegare il senso profondo del silenzio, musicale e iconografico. Il silenzio della pazienza, delle attese. L’attesa di un’idea che arriva, di un aereo che passa nella nostra porzione di cielo. La felicità dell’avere atteso, la felicità dell’imprevedibile nelle nostre mani.

Bisognerebbe instillare nelle persone il sentimento della loro preziosa unicità, della loro miracolosa diversità.

Forse i concorsi, anche quelli fotografici, dovrebbero essere basati meno sulla ricerca esponenziale dell’effetto e più sulla qualità dell’atto creativo, su quello che viene raccontato in immagini. Forse bisognerebbe ridare loro dignità e non renderli l’ennesima occasione per parlare di un prodotto, di un’Azienda. Tutto si può fare, se il contenuto viene difeso.
Lezioni Americane | Zelda was a writerÈ fatto certo che lo stile, certe esigenze di racconto e certi bisogni creativi navighino in un supposto mare, denso di correnti e di onde altissime. Trovo sempre stupefacente riscontrare quanto una certa urgenza artistica viaggi a veloci giri, coinvolgendo persone lontane chilometri, lontane per punti di vista ed educazione.

Questo fatto speciale, che dovrebbe farci riflettere su quanto l’unica vera Famiglia sia quella Umana, è reso ancora più accessibile dal web, dalla sua velocità, dalla sua facilità nell’unire posti distanti chilometri e chilometri.
La tristezza del connettersi, trovando luoghi asfittici, quantità imbarazzanti di cloni e copie ci allontana da questo miracolo, dal senso di unione che le nostre esigenze di esseri appartenenti alla stessa famiglia sono in grado di generare.
Giornata Mondiale della Poesia | Zelda was a writerCreiamo per sentirci compresi, per dare un senso ai nostri passi, per un bisogno insopprimibile di sondare – fosse anche in buchi neri e pericolosi. Creiamo per lasciare traccia di noi, per testimoniare la magnifica occasione di vivere un attimo solo nostro.

Ci sono cose che anche se migliorate, copiate, truccate da mille filtri non racconteranno mai la verità di chi le ha vissute e prodotte.
La verità di un creatore non è la verità di tutti, porta il suo stampo, la sua pelle. Chi lo copia non gli fa un tributo (come spesso si usa dire) ma – cosa che reputo drammatica – dichiara pubblicamente la sua INCAPACITÀ di lavorare sulle sue idee, sulle sue velleità.

Che senso ha, detto tutto questo, essere in un luogo di cui non abbiamo visto nulla, abbracciati a un amore che non ci ha mai guardato nel cuore, testimoni di una vita non nostra?
Se non ci siamo davvero sporcati nelle cose della vita, se non abbiamo sbagliato e forse – non è detto – capito, se non abbiamo spaccato la testa su un’intenzione che non riusciva a lasciare il mondo delle idee, se non è successo tutto questo, a cosa serve fingere di averla frequentata?

Il rischio di questo meccanismo perverso è rincorrere tutta la vita il clamore senza ricercare mai il contenuto. Credo che nessuno sia veramente immune da questo pericolo e credo anche che la cosa migliore per aggirarlo sia continuare ostinatamente a fare.

Camilla
Zelda was a writer

1 febbraio 2016

Instalovers // Febbraio 2016

Instalovers | Zelda was a writerBenvenuto febbraio!
Come da tradizione, ecco quattro profili tratti dal variegato mondo di Instagram! La selezione di questo mese premia l’ironia, la costanza e la scelta di un’idea personale e catalizzante.

Ecco, dunque, gli INSTALOVERS di febbraio, nella speranza che vi ispirino nuove imprese o che, semplicemente, vi strappino un sorriso!
Instalovers febbraio 2016 | Zelda was a writerInstalovers gennaio 2016 | Zelda was a writerMyItalywithLeo è semplicemente geniale!
La sua realizzazione, a cavallo tra l’analogico e il digitale, premia un’idea forte: cambia lo sfondo a un eroe patinato di Hollywood e diventerà una persona come tante!

Insomma, in attesa che l’Oscar venga brandito dalle sue mani, Leonardo Di Caprio viene calato nella realtà italiana, diventando un motivo di sorriso ma anche l’occasione per generare nuovi contenuti, messaggi e significati.

Speciale anche l’idea di lavorare con il collage “in movimento”, su sfondi di vario tipo: dalle foto stampate alle ambientazioni “vive”.
Instalovers febbraio 2016 | Zelda was a writerInstalovers febbraio 2016 | Zelda was a writerC’è poco da dire di SarahKBenning, oltre al fatto che sia un genio del ricamo! 
Gli amanti di instagram l’adorano letteralmente! Grazie alle sue mani, la vita prende forma in modo mirabile, quasi più reale della realtà stessa.

Quello che colpisce del suo lavoro è il dettaglio, la cura per la composizione, il lavoro matto e paziente, la perfezione fotografica.

Sono una sua fan fatta e finita. E apprezzo anche il lavoro di “modernizzazione” di una pratica non solo tradizionale ma anche in drammatico disuso.
Da seguire subito!
Instalovers febbraio 2016 | Zelda was a writerInstalovers febbraio 2016 | Zelda was a writerUna gioia per  tutti gli amanti dei libri e dei bei ragazzi. Devo aggiungere qualcosa che racconti il progetto HotDudesReading o bastano le immagini? 
Ovviamente, non mi aspetto che diciate nulla perché la risposta mi pare alquanto lapalissiana…

Una cosa, però, fatemela dire. La forza di questi progetti è la costanza. Non tanto la qualità fotografica o le continue sollecitazioni e i richiami, quindi, ma il semplice fatto che, sposata un’idea forte, la si continui ad alimentare.

Questo per tutti coloro che, iniziando un progetto (fotografico o meno), ambiscono immediatamente a raggiungere considerazione e numeri. 
Instalovers febbraio 2016 | Zelda was a writerInstalovers febbraio 2016 | Zelda was a writerArchi_ologie è un altro profilo che ha sposato un solo tema: le case. Case che s’intravedono lungo i tragitti in macchina, case vintage, colorate, dai buffi pennacchi, con verande irresistibili, con tendine che si scostano improvvisamente e fanno venire letteralmente i brividi. Case americane.

La scelta di illustrare solo facciate di case (e altri dettagli) ha spinto a operare una ricerca. Le foto di altri utenti di instagram vengono cercate, selezionate e pubblicate, con tag al posto giusto.
Insomma, un profilo-board, altamente ispirante e magico.

Insomma, dopo i nostri INSTALOVERS di febbraio, ecco il mio augurio: che sia un ottimo mese di progetti da seguire da costanza o di fatti creativi per cui entusiasmarsi oltremodo!

Un sorriso,
Camilla
Zelda was a writer