11 luglio 2016

La memoria dei propri passi

Quanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writerGli ultimi grandi cambiamenti della mia amata Milano mi hanno fatto pensare a quanto le città siano magici schedari di emozioni e di passaggi.
uanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writerCerte strade hanno il suono delle risate fatte con amici che mi porto nel cuore
, la piazza vicino a casa mia mi ricorda una notte di neve fitta: io e il ragazzo riccioluto per cui mi ero presa una cotta eravamo usciti dal cinema e la città era immersa nel bianco.

Non potrò mai dimenticare la lunga camminata fatta in una Milano sospesa, fermandoci proprio lì, proprio in quella piazza vuota, coperta da un insolito e silenzioso cielo rosa.
uanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writerCi sono angoli in cui sono stata tradita –  fingo di non ricordarmeli ma sono tutti lì, con le lacrime che ne sono nate – e zone che mi ricordano la mia famiglia di emigrati dal Sud Italia, le stesse in cui nuove storie di speranza e di migrazione hanno trovato un indirizzo e uno zerbino.
uanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writeruanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writer
Il profumo di pane della via di mia nonna, il bar da cui si sentivano partire colpi di biliardo sparati a salve, i locali in cui sorseggiavo cocktail fingendomi adulta, la porta centrale del Duomo – luogo di raccolta degli appuntamenti della mia vita da adolescente, luogo che puntualmente non ci faceva mai incontrare.

Tutti questi posti, così come molti altri, sono geolocalizzati nel mio cuore.
uanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writer uanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writeruanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writer
Una volta sono uscita dalla metropolitana, era novembre e, senza che potessi prevederlo, mi sono trovata avviluppata in una coltre di nebbia fitta e profumata. Mai visto niente di simile, mai sentita tanto strana e invisibile!
Un’altra volta mi sono persa e ho dovuto chiedere a un concittadino qualunque la via di casa…uanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writerLa geografia mentale della mia città è un lento lavoro di fino. Credo che capiti a tutti, credo che esista per ognuno di noi una mappatura instancabile e continua, densa di fatti estesi e di piccolissime sfumature.
Non conta quanto sia grande o bella la città a cui siamo legati, non conta neanche che ci abbia partorito. Importa, invece, chi ci ha accompagnato, quali imprese vi abbiamo ipotizzato, quale occasione ha reso una via o un panorama – composto anche solo di tetti e comignoli – un fatto indimenticabile.

Chi eravamo in quella via, a quell’ora, a quel particolare numero civico? Cosa mangiavamo mentre aspettavamo la sostitutiva? Chi ci faceva battere il cuore in prossimità della latteria?

La memoria dei propri passi è qualcosa di davvero magico: ogni tanto bisognerebbe fermarsi e camminare lunghe vie del ricordo. Tornerebbero a galla baci rubati e capricci insanabili, il profumo dell’astuccio delle elementari, il fischiettio del custode, la camminata sostenuta di qualcuno di caro che si appresta a suonare al nostro campanello, la pioggia torrenziale che ci ha colto impreparati proprio mentre tornavamo da scuola.
uanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writeruanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writer
Sabato sera ero ospite dello Spazio Sky.
Avevo occhi per tutto, scattavo foto (le foto che vedete) e cercavo di ricostruire il mio prima.
Sorridevo al ricordo della fiera di Sinigaglia, di quando il sabato pomeriggio con la mia inseparabile amica era una maratona di circa mille chilometri, passati avanti e indietro a cercare perlopiù ragazzi e collanine.

Il nuovo assetto della nuova Milano mi piace, la sua Darsena così aperta e pronta ad accogliere milanesi, turisti e tramonti mozzafiato è a dir poco entusiasmante, le lunghe file di biciclette gialle abbelliscono finalmente vie di fuga altrimenti grigie e gli eventi di Spazio Sky – tra sport, musica, cinema e fotografia – sono la riprova di quanto tutti possano contribuire a rendere migliore un posto, perché la bellezza porta con sé bellezza e ogni buon circolo virtuoso che si rispetti ha solo bisogno di qualcuno che inizi a crederci.
uanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writeruanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writeruanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writer
uanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writer
Le cose belle sono tali se le percorri con chi ami e così, sabato sera, mentre attendevo che il cinema all’aperto presentasse il primo film della stagione estiva (i prossimi? Sabato 16 luglio – Il Nome del Figlio; sabato 23 luglio – Una Folle Passione; sabato 30 luglio – I Delitti del BarLume; sabato 6 agosto – Tutto Può Cambiare; sabato 13 agosto – La Buca; sabato 20 agosto – Firenze e Gli Uffizi 3D; sabato 27 agosto – Big Eyes), ho sentito una stretta al cuore per certe geografie che, anche volendo, non puoi più cambiare e, così, ho immediatamente pensato al mio papà. A quanto sarebbe stato bello passeggiare silenziosamente, sostando lungo uno degli argini della Darsena, per raccontarsi a che punto del cammino eravamo arrivati.

Mi sono chiesta come saremmo stati, io e mio padre, e quanti passi ci sarebbero voluti per tornare a perderci in un abbraccio dei nostri. Pochissimi, forse neanche uno.

Il film è iniziato e i riflessi della luna sull’acqua hanno sciolto la nostalgia in un sentimento dolce che non saprei descrivere, qualcosa di molto simile a una tenerezza densa e lontana.
uanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writer
uanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writerQuando è calata la notte sul film e le cuffie ci hanno permesso di essere immersi nelle sue atmosfere distopiche (guardavamo nientemeno che Insurgent), mi sono ripromessa di ritornare allo Spazio Sky il prossimo 6 agosto, per gustare il mio film culto del periodo: Tutto può cambiare (ve lo ricordate? Ne parlavo qui).

E ora ditemi: siete pronti a vedermi ripetere le frasi del film a memoria, mentre ballo con le cuffie in testa?!
uanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writeruanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writerMi rendo conto solo ora di avere scritto tantissimo, vi chiedo scusa! La verità è che sono felice di potervi raccontare a mio modo tutto quello che contribuisce ad accrescere la bellezza e la curiosità di questi giorni!

Spero con il cuore che lo sarete anche voi.
Buona serata,
Camilla
#spazioSky
uanto vorrei che tu fossi qui | Zelda was a writerQuesto post è il risultato di una collaborazione con Sky di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro.

7 luglio 2016

A cosa servono gli Uomini?

A cosa servono gli Uomini? | Zelda was a writerCiao a tutti,
sono Camilla, ho 30 e qualcosa anni – ok, 39 – sono single e conosco tantissime storie sui single. Alcune fanno ridere a crepapelle, altre piangere e diventare tristi. Ne conosco talmente tante che ci potrei scrivere un libro ma, tranquilli, non lo farò mai, nemmeno sotto tortura. 

La strana congiuntura astrale di questi ultimi anni, la stessa che ci vuole sempre più soli e sempre più alla ricerca di un completamento, riguarda democraticamente donne e uomini perché – è bene ribadirlo una volta di più – siamo persone, prima di essere generi.

Ognuno avrà i suoi modi ma tutti siamo in cerca di un vestito che ci calzi a pennello, di un doppio che s’intoni con il colore delle nostre aspettative, che faccia pace con i nostri difetti e ce ne regali di nuovi, che ci scaldi i piedi e il cuore nelle notti buie e tempestose.
A cosa servono gli Uomini? | Zelda was a writer
Soffro per la mia condizione da single? Alcune volte.
Vorrei cambiare le cose? Spesso.
Ho piani? Il mio miglior piano è non avere piani. Non la chiamerei saggezza ma praticità… Forse è vero che s’invecchia per qualcosa.

Con il tempo, abbiamo capito quali sono certi desideri indotti, quanto peso abbia avuto la nostra educazione, in cosa consista esattamente il ruolo che la società ci ha voluto dare e che, nonostante il passaggio delle stagioni e delle consapevolezze, pare continui a restarci addosso, in un recondito e microscopico angolo di pelle.

Alcune volte, voglio dire, l’ansia da relazione è più dettata da quello che ci sta attorno, dalle aspettative della famiglia, dal sentimento di in/completezza che ci trasmette la società. 
A cosa servono gli Uomini? | Zelda was a writer
Uomo single a 30/40 anni? Problematico!
Donna single a 30/40 anni? E quando diventa madre?!
Camilla, quando ti sposi? Chissà quanti pretendenti avrai!

Questo potrebbe apparire a tutti gli effetti l’inizio di un libro alla Sophie Kinsella o forse il prologo di voce over che chiudeva ogni episodio di Sex and the city. 
Invece è un post e parla di un film e di due libri.
Metto le mani avanti: non ambisce a dirvi qualcosa di sconvolgentemente nuovo e non ha in mano nessuna soluzione riguardo all’intricatissima situazione che ingarbuglia in modo diabolico due matasse: quella degli uomini e quella delle donne.

Se vi pare che stia sragionando, beh, siete sulla strada giusta…
Recentemente ho visto un film, Il Piano di Maggie – A cosa servono gli uomini, tutt’ora in programmazione nelle sale italiane, e mi sono posta un sacco di domande sull’intricato gomitolo dei nostri rapporti sentimentali. Non ne sono venuta a capo e forse è per questo che sono qui, a discorrerne idealmente con voi.
A cosa servono gli Uomini? | Zelda was a writerCerco di riassumere la storia senza togliervi la gioia della visione: Maggie (Greta Gerwig) è un docente di New York che, allo scoccare dei 30 anni, inizia a sentire l’insistente richiamo del suo orologio biologico.
Vuole diventare mamma a tutti i costi ma crede che, visti i precedenti fallimenti amorosi e una vita ormai calcolata al millimetro, la presenza di un compagno sia del tutto superflua. Proprio quando chiede a un vecchio compagno del liceo di farle da donatore di sperma, si innamora di John (Ethan Hawke) un professore alla ricerca di sé che, per lei, lascia la moglie Georgette (Julianne Moore) e figli.
Dopo poco tempo, Maggie è finalmente incinta. Andrà tutto liscio? No, per niente o forse sì…
Ecco, basta, la finisco qui.
A cosa servono gli Uomini? | Zelda was a writerA cosa servono gli Uomini? | Zelda was a writerQuesto film, scritto e diretto da Rebecca Miller, è tratto dall’omonimo libro di Karen Rinaldi (Rizzoli) ma prende a prestito solo una delle protagoniste della sua vicenda corale e a quanto pare molto più scanzonata.

Scegliere lei, Maggie, è parlare di una generazione di donne alla ricerca di certezze e di controllo e, al contempo, di uomini desiderosi di lasciarsi andare alla ricerca di sé e al sentimento. Trovo che sia un approccio per nulla scontato ma molto vero, molto reale.
A cosa servono gli Uomini? | Zelda was a writerIl film viene definito una commedia sentimentale e, di certo, ci sono tutti gli ingredienti per ritenerlo tale ma, a mio parere, esiste un sottotesto agrodolce che lascia nello spettatore un senso di disorientamento.

Perché? Perché vi si intravede uno sforzo sovraumano (o forse un’ambizione divina?) di decidere il proprio corso degli eventi, facendo a gara con il Destino.
Forse si è disorientati perché ci si riconosce, forse perché la lotta contro gli dèi dell’Olimpo continua a essere un affronto capace di sconvolgere anche noi contemporanei, forse – e qui concludo le mie ipotesi – perché gli affari degli Uomini (uomini o donne che siano) sono qualcosa che sfugge a qualunque tipo di catalogazione e di controllo. Passati i 25, ok facciamo i 27, lo sai e ci fai pace. Anzi, a dirla tutta, diventa un fatto speciale.

La commedia che vi troverete davanti ha il sapore delle storie parlate fitte fitte, più cervellotiche che agite, più interessate ai caratteri che agli svolgimenti. Ci sono eroine ed eroi, buffi e inadatti, in cui sarà meravigliosamente liberatorio riconoscersi; eroine ed eroi che si muovono nell’aria dai colori saturi e pieni di certe pellicole indipendenti.

Se vi conosco come vi conosco, vi resterà sospesa per qualche giorno una domanda: è possibile chiedere così tanto alla vita? Pretendere che risponda a tutte le nostre necessità, biologiche e sentimentali? È possibile aver maturato una tale impazienza nei confronti degli accadimenti? È giusto che gli stessi accadimenti tanto agognati, una volta magicamente entrati nella nostra esistenza, si trasformino in qualcosa da cui scappare alla prima fatica, al primo intoppo?
Lo so, vi avevo promesso una sola domanda e invece…

La vicenda di Maggie è certamente portata all’eccesso, come tutte le storie che seguono le logiche e i tempi serrati di un film, ma io ci vedo tantissimo di noi, della nostra ansia di perfezione rispetto a certi fatti della vita.

E se fosse un’ansia indotta? Se l’essere soli o senza figli, oltre un evidente dato di fatto, fosse anche una scelta, una fase della vita, un arricchimento e non solo una privazione?
E poi, è ancora auspicabile predisporsi ad accettare quello che la Natura decide per noi, senza sentirsi deficitari di qualcosa, senza sentirsi vittime degli eventi?
A cosa servono gli Uomini? | Zelda was a writerSi può essere madri senza pancia, come dice Azeb, o avere quello che Emma Bonino, durante la passata edizione de Il Tempo delle Donne, aveva definito l’istinto fraterno.
Si può essere madri di tanti pargoli o decidere di non averne. Così come si può avere amato di un amore pieno di carne e passione o di uno più sublimato e contemplativo.
Tutto è lecito se non è coercitivo, se non danneggia, se non toglie ad altri.
Non avere paura dei libri | Zelda was a writerVoglio lasciarvi con l’unica parola che contorna i miei giorni e che sana ogni mia ansia verso il futuro: l’Amore. Non si ama solo un uomo o una donna. Si ama in generale, si ama in modo intransitivo.

L’Amore verso quello che ci accende è sacro, destinato a non morire mai. Cresce, non si estingue. E così, se certe passioni arrivano e poi se ne vanno, l’approccio amoroso resta, un po’ come diceva quella bellissima canzone di Vinicio Capossela: vai vai, tanto non è l’Amore che va via.

Vorrei che potessimo educarci a questo, ancora prima che a qualunque altro tipo di amore. Vorrei che ci nutrissimo di amore e non di aspettative o di controllo. Perché sono certa che, come l’appetito vien mangiando, è solo mentre si prova Amore che ci si riconosce improvvisamente e ci si ama. Ognuno come vuole, ognuno con l’incastro che preferisce per sé.

Proprio per questo, vi lascio con il secondo libro che vi ho promesso, a mio parere bellissimo: si chiama 20 Lezioni d’Amore (di filosofi e poeti dall’antichità ai giorni nostri) di Armando Massarenti per Utet. Portatelo con voi, come fosse un pulsante e utile tesoro di emozioni!
20 Lezioni d'Amore | Zelda was a writer
A ripensarci, i più grandi risultati della mia corta e inesperta vita si sono palesati quando mi stavo divertendo, non avevo piani ed ero immersa nella vita. E così, questa sera, credo di volervi augurare lo stesso miracolo.

Buona serata,
Camilla
Zelda was a writer
(ph. credits – ad eccezione delle ultime due, che sono di mia proprietà: Photo by John Pack, Hall Monitor, Inc., Courtesy of Sony Pictures Classics)

1 luglio 2016

La Valigia dei Libri – Estate 2016

La valigia dei Libri 2016 | Zelda was a writerGiovedì 26 giugno, nella parte conclusiva dell’ultimo appuntamento del BookeaterClub in Rizzoli Galleria – ve ne parlerò presto, condividendo impressioni, ragguagli e foto – ho svelato il contenuto della Valigia dei Libri per l’estate 2016.

Si tratta di una consuetudine a cui ho dato inizio l’anno scorso. In effetti, chiamarla consuetudine è un tantinello pretenzioso ma l’attesa e l’entusiasmo dimostrato mi fanno pensare che sarà un lieto appuntamento dei nostri saluti pre-vacanzieri per molto e molto tempo!

La Valigia dei Libri non è altro che una lista di libri, messi insieme per svariati motivi. Da quelli di cuore (un autore che abbiamo amato, un casa editrice per cui tifiamo, …) a quelli d’interesse generale (un libro di cui sia parla tanto, un genere a noi affine, …).
Ok, cerco di essere sintetica e vado a illustravela con cura, spero che ne sarete soddisfatti!
La valigia dei Libri 2016 | Zelda was a writerAndarsene di Rodrigo Hasbún (Edizioni Sur).
Jonathan Safran Foer ha scritto di Hasbún che non è solo un bravo scrittore ma uno tra i più grandi.

Andarsene è un libro dal ritmo cinematografico, che miscela sapientemente realtà storica a finzione. È stato pubblicato in Italia da SUR, una casa editrice che, con Nessuno scompare davvero, ci ha regalato grandi soddisfazioni.
La valigia dei Libri 2016 | Zelda was a writerNon ho mai smesso di guardare il mondo di David Thomas (Marcos y Marcos) è un mosaico di piccoli racconti-monologo che descrivono, ognuno a suo modo, l’Uomo e il suo essere nelle cose del mondo. 

Una frase per tutte:
Il coraggio è non piangere sul tuo destino e accettare le conseguenze di quello che fai con la naturalezza degli animali. È guardarti allo specchio come un uomo e non come l’immagine che avresti voluto dare di te. È pensare che non cascherà il mondo solo perché sei caduto in errore. È capire che tutti gli uomini sono di una complessità disarmante e che anche tu sei tutti gli uomini“.
La valigia dei Libri 2016 | Zelda was a writerParigi è un desiderio di Andrea Inglese (Ponte alle Grazie).

Perché?
Perché è il primo romanzo di autore italiano.
Perché, come ha ben detto Gianni Biondillo, chi scrive ancora di Parigi è un folle o un poeta.
Perché l’eterno spaesamento di Andy, il protagonista del libro, racconta di un viaggio tortuoso, dell’insanabile ricerca di se stessi. Le storie di questo genere d’indagine interiore ci piacciono molto e così ho deciso di metterlo in valigia.
La valigia dei Libri 2016 | Zelda was a writerFiglie sagge di Angela Carter (Fazi Editore) è la storia di due anziane gemelle, Nora e Dora, due attrici e ballerine di seconda categoria che, nel giorno del loro settancinquesimo compleanno, ricevono l’invito alla festa di un grande attore centenario, il padre che non ha mai voluto riconoscerle.

L’ho selezionato per Angela Carter. Perché, se non la si è mai incontrata, letta e ascoltata, è necessario correre ai ripari.
L’ho fatto anche per la bellissima postfazione di Valeria Parrella, a cui il book club ha dedicato l’intesa sessione di una serata della prima edizione.
La valigia dei Libri 2016 | Zelda was a writerAvventure di piccole terre di Ambrogio Borsani (Neri Pozza) l’ho scelto per il mio amore non tanto segreto per le isole e perché vorrei che riuscisse ad arrivarvi la meraviglia del potersi tuffare nei loro misteri. Tra volti segnati dal vento e dalla salsedine, nel pieno di storie nascoste tra anfratti cavernosi e solitari.

Vorrei che riusciste a perdervi nell’instancabile sciabordio delle onde e, braccia spalancate all’aria, poteste lasciarvi andare alle generose porzioni di cielo che solo le isole sanno regalare.
La valigia dei Libri 2016 | Zelda was a writerSono innamorata di Hacca edizioni e mi faceva piacere che un suo libro potesse fare capolino nella nostra valigia. Quando, poi, mi è capitato tra le mani Il Paese dei Segreti Addii di Mimmo Sammartino non ho avuto dubbi: doveva essere in lista!

Leggendolo, vi troverete immersi in un’opera corale, piena zeppa di anti-eroi. Gente umile ma mai vinta dalla tragedia, mai del tutto disillusa di fronte alle privazioni e alle fatiche.
La valigia dei Libri 2016 | Zelda was a writerSono una fan sconsiderata di Keri Smith. Mi sembra che ogni suo lavoro stimoli la parte più giocosa e creativa di ognuno di noi. Un suo libro, quindi, non poteva mancare!

Distruggi questo diario (Corraini) è l’ultima uscita italiana della sua lunga lista di produzioni editoriali. Una piccola gioia da personalizzare senza limiti, magari proprio durante le vacanze. Per ricordarsi sempre di quanto il gioco, nonostante il passare degli anni, continui a essere una parte fondamentale e arricchente del nostro percorso.
La valigia dei Libri 2016 | Zelda was a writer
Senza Pelle di Nell Zink (Minimum fax) l’ho scelto per la storia di cambiamento che si porta dietro.

Selezionato dal New York Times come uno fra i 100 migliori libri del 2014, è scritto da una donna e parla, con un linguaggio denso e selvaggio, di una donna alla ricerca di un nuovo senso di sé. Mi sembrava perfetto per noi.
La valigia dei Libri 2016 | Zelda was a writerUn altro libro Minimum Fax! Potevamo forse evitare di leggere il libro Il Cinghiale che Uccise Liberty Valance di Giordano Meacci, attualmente nella cinquina dei finalisti del Premio Strega 2016?
Potevamo forse evitare di sperimentare la lettura di un nuovo linguaggio, il cinghialese?

(Domande retoriche).
La valigia dei Libri 2016 | Zelda was a writerLe cose che restano di Jenny Offill è qui perché abbiamo molto amato il suo precedente Sembrava una felicità e perché siamo in relazione con NN editore.
Certe passioni vanno dichiarate senza vergogna!

La Grace di questo libro è costretta a scegliere tra due genitori, un po’ come è capitato al nostro Erri di La Tristezza ha il sonno Leggero di Lorenzo Marone. Anche lei, per voler usare un termine di Marone, è una mezza figlia.
La valigia dei Libri 2016 | Zelda was a writerSolo per sempre tua di Louise O’Neill è un romanzo distopico, pubblicato in Italia dalla neonata HOT SPOT.

Parla di un collegio, una vera e propria fabbrica di produzione di donne perfette dai nomi minuscoli, future compagne per uomini potenti. Lo fa in un momento storico in cui le sollecitazioni alla perfezione e la violenza di genere hanno raggiunto livelli di gravità inusitata.

Recentemente ho letto un commento al libro di Michela Murgia e ho pensato che fosse da inserire in valigia.
La valigia dei Libri 2016 | Zelda was a writerLa vita felice di Elena Varvello (Einaudi) è un romanzo di formazione legato a un fatto (bocca cucita!) che si sviluppa in una sola notte.

Ripercorriamo la storia di Elia attraverso la sua voce e i suoi ricordi, ben 30 anni dopo l’accaduto. Lo facciamo seguendo il suo disperato bisogno di dare un senso a tutto quello che è capitato e di tentare di percorrere una nuova strada, finalmente libera dai pesi del passato.
La valigia dei Libri 2016 | Zelda was a writerLa nave di Teseo (Rizzoli Lizard) è una pazzia in termini, un libro nel libro. Ma, portando la firma di J.J. Abrams – insieme a quella di Doug Dorst – credo fosse un rischio calcolato!

L’ho comprato l’inverno scorso, su spassionato consiglio di due amici e, non solo non sono mai riuscita a parlarvene come meritava, ma non l’ho neanche mai letto. Credo che le due cose vadano di pari passo: questo libro va affrontato almeno due volte per averne piena cognizione di causa e il tempo continuava sempre a essere sempre troppo poco per tentare l’impresa.

Però, posso dirvi che l’ho contemplato lungamente perché, oltre a una serie di note a margine scritte a mano, è pieno di inserti che lasciano senza fiato: fotografie, cartoline, documenti, ritagli di giornale. Veri e propri memorabilia!

Per farvi capire l’entità dell’impresa di chi si accosta a questo libro, vi dico solo che in rete troverete parecchie guide su come affrontarlo. Il mio consiglio – o meglio, quello che farò io – è questo: leggete il libro La nave di Teseo del misterioso M. Straka e poi tornateci per leggere la storia che nasce attorno a lui, tutta legata alle scritte a mano che vi troverete.

Insomma, mi sono spiegata malissimo. Voi, però, non fatevelo scappare!
La valigia dei Libri 2016 | Zelda was a writerLa valigia dei Libri 2016 | Zelda was a writerBene, pare che io abbia finito!
Nella lista dei libri compare anche La Lettrice Scomparsa di Fabio Stassi (non ho fatto tempo a fotografarlo) e i due consigli che ci ha lasciato Lorenzo Marone: Le Tartarughe Tornano Sempre di Enzo Gianmaria Napolillo (Feltrinelli) – incluso nella nostra Valigia dei libri dell’anno scorso – e L’estate del cane bambino di Mario Pistacchio e Laura Toffanello (66thand2nd).

A proposito, ecco il video dei saluti che Lorenzo Marone ci ha fatto durante lo scorso BookeaterClub a lui dedicato:

Che sia una buona estate di letture!
Bacibellissimi,
Camilla
Zelda was a writer

25 giugno 2016

Tutto è ispirazione!

Nora Ephron | Zelda was a writerDomenica scorsa, come di consuetudine, sfogliavo la Lettura del Corriere della Sera e mi sono imbattuta in un articolo dedicato a Nora Ephron. L’articolo in questione ricordava ai lettori che la domenica successiva – quindi domani – sarebbe stato il quarto anniversario della morte di questo grande personaggio dei nostri tempi.

L’articolo indugiava su Tutto è ispirazione (Everything is Copy) – il documentario che il figlio Jacob Bernstein ha prodotto nel 2015 per HBO – ricordando ai lettori che sarebbe stato possibile vederlo su Sky Arte il 26 giugno alle 12.50. Sì, sempre domani.
Nora Ephron | Zelda was a writer
Ho pensato di chiedere a Sky Arte una visione speciale, che mi permettesse di potervene parlare poche ore prima della sua trasmissione. Ieri l’ho visto e oggi sono qui, a scrivervene. Il grosso problema di questa volta è il groviglio intricato di emozioni che mi porto dietro dopo il suo ultimo fotogramma

Con il tempo, ho capito una cosa di me. Fortunatamente, almeno una mi è chiara…
Mettetemi di fronte a un documentario che illustri una a caso delle vite che hanno cambiato il corso della creatività e la mia persona non smetterà di ringraziarvi.

Le storie di grandi percorsi generano in me uno slancio vitale e creativo, mi emozionano a dismisura, mi spingono a farmi delle domande sulla vita e sulla mia condotta. Non sempre – anzi, quasi mai – questo esercizio di comparazione tra il loro (illustre) e il mio (microscopico) vissuto è in grado di regalarmi una qualche soddisfazione personale. In genere, però, invece di lasciarmi andare allo sconforto più nero, con frasi della tipo “non ce la farò mai” o “sono in drammatico ritardo sui tempi”, mi butto a bomba nel mare imperscrutabile del Destino e, fiduciosa, resto a galla. Lo faccio con disinvoltura e con un pacchettino di fazzoletti a portata di mano.

Voglio avvertirvi: anche qui servono i fazzolettini. Lo so, sono la ragazza dei fazzolettini. Me ne scuso in ginocchio sui ceci.

La storia di Nora Ephron è a dir poco epica e, più che rivelarsi il risultato perfetto delle suddette trame del Destino, si presenta come un lungo e costante lavoro sulla propria tenacia, con l’inesauribile bisogno di non perdere mai di vista il controllo, con il matto lavoro su se stessa come fosse un’araba Fenice, sempre pronta a rigenerarsi dalle sue stesse ceneri.

Nora Ephron | Zelda was a writer

Jacob con Delia, una delle due sorelle di Nora (foto tratta dal documentario)

Everything is Copy – tutto è materiale, ispirazione – è la frase con cui la madre di Nora, sceneggiatrice hollywoodiana con una parabola professionale e personale drammaticamente discendente, usava chiosare tutti gli accadimenti della vita della figlia. Tutto quello che ti capita è un ottimo canovaccio per quello che scriverai. Tutto quello che vivi o che vedi vivere agli altri è base su cui costruire parole, riflessioni, nuove storie. Anche i fatti negativi sono utili, anche loro sono materiale.

Nora ha fatto di questo pensiero un mantra.
La sua vita è stata un territorio fertile per idee e parole. I suoi rapporti sono diventati ottimi spunti per articoli al vetriolo
, in cui non ha mai avuto paura di anteporre il suo tracimante bisogno di dire al rispetto che doveva ad essi.

Questo suo bisogno di racconto non ha escluso nessuno, nemmeno la sua persona: eccola, per citare due esempi tra i tanti, nella Rachel/Meryl Streep di Affari di cuore o nella Sally/Meg Ryan di Harry ti presento Sally; eccola intenta a descrivere minuziosamente la percezione di sé, i suoi limiti fisici, l’invecchiare, il ruolo della donna nella società.
Nora Ephron | Zelda was a writerNora Ephron | Zelda was a writer
Tutto è stato analizzato senza sconti, sconsideratamente, con una capacità narrativa agile e dialogante, senza paura di concedere/concedersi troppo.
Nora Ephron | Zelda was a writer

Improvvisamente, però, la malattia – una leucemia diagnosticata sei anni prima della sua morte – e l’avvicinarsi della fine l’hanno resa insospettabilmente cauta e silenziosa, sia con il suo pubblico che con i suoi cari.
In un certo senso, è come se l’evento più grande, il più fecondo in termini di “materiale” sia improvvisamente diventato quello su cui non avrebbe avuto alcuna possibilità di controllo. Così, da essere parlante, giudicante, in eterna corsa, in eterno conflitto, si è tramutata in un’ombra, accomodante e in contemplazione.
Alla fine, tenne tutto per sé – si dice nel documentario.
La persona che sosteneva che la privacy nel nostro tempo fosse una contraddizione in termini ha deciso di tenere segreto un importante capitolo del suo libro più intimo.

Trovo questo fatto teneramente umano. A ripensarci, è quello che, rispetto a tutti i portentosi dati di questa grande esistenza, continua a muovermi una malinconia agrodolce che mi pare di capire intimamente e che, nonostante tutte le differenze di sorta, testimonia una volta di più la nostra comune radice umana.
Nora Ephron | Zelda was a writer
Ciò che mi mancherà
I miei figli.
Nick.
La primavera.
L’autunno.
Il burro.
Passeggiare nel parco.
Le cene con gli amici.
Le cene con gli amici in città in cui nessuno di noi abita.
Parigi.
L’anno prossimo a Istanbul.
Orgoglio e Pregiudizio.
L’albero di Natale.
La cena del Ringraziamento.
One for the table.
Il corniolo.
Fare il bagno.
Andare sul ponte di Manhattan.
La torta.
(da Non mi ricordo niente di Nora Ephron)

C’è un altro fatto che trovo irresistibile di Nora Ephron: non aver avuto mai paura di confondere i piani di serietà e leggiadria, di essersi buttata nella commedia romantica come nell’articolo sugli omicidi più efferati con la medesima passione, con la stessa serietà che entrambi gli ambiti hanno richiesto, senza paura del giudizio (che, puntuale, arrivò).
La creatività è l’unico ambito in cui le catalogazioni sono fatti esterni, utili per i classificatori forse. Mi piacerebbe che questo fatto non fosse mai dimenticato, che fosse difeso e cullato come la più grande riserva di libertà nelle mani dell’Uomo.

Che sia un buon fine settimana per tutti voi,
Camilla
Zelda was a writer

21 giugno 2016

Piedi a tempo e gorgheggi!

Carrefour in Musica | Zelda was a writerBuongiorno a tutti! 
Con somma gioia, oggi vi racconto di un colorato progetto che QUESTA SERA, dalle 18 alle 22, coinvolgerà Justine e la qui scrivente in una serata di musica e storie! In realtà, non riguarderà solo noi ma tutti quelli che vorranno partecipare: quindi l’invito è assolutamente esteso anche a voi che leggete!

Ma andiamo con ordine.
In occasione della “Festa della Musica 2016, manifestazione organizzata dall’Associazione Festa della Musica con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Carrefour Italia metterà a disposizione i suoi spazi per artisti, band emergenti e Associazioni musicali (qui tutte le info del caso).

In pratica, mentre farete la spesa, potrà capitarvi di assistere a un concerto.
Ma non solo: quel gruppo che tenta di allietare la fine della vostra giornata potrebbe essere composto da impiegati del vostro supermercato di fiducia o da clienti come voi. Quindi, si esibiranno non solo musicisti del momento, ma anche appassionati, gente che di giorno ha un lavoro e nel tempo libero ha dichiarato il suo amore alla Musica.

E potrà capitarvi anche se non siete di Milano, perché questa festa di note e colori è prevista in più di 160 Carrefour market h24 (quelli, per intenderci, aperti 24 ore su 24).
Carrefour in Musica | Zelda was a writerCarrefour in Musica | Zelda was a writerMA COSA FAREMO JUSTINE E IO STASERA?
Vi voglio tranquillizzare: non canteremo, né suoneremo.

Ci muoveremo per la città, toccando 5 tappe, in un mini tour di racconti e fotografie che vi facciano sentire coinvolti e felici e che, magari, vi spingano a lasciare il divano per raggiungerci.
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Le date del nostro mini tour saranno le seguenti: Via Farini, 79Corso Lodi, 98Viale Ripamonti, 181Piazzale Siena, 5Via Uruguay, 6.
Carrefour in Musica | Zelda was a writerPotrete seguirci sui nostri social o decidere di fare un salto in una di queste tappe.

Noi siamo pronte, agili e scattanti, con le nostre macchine fotografiche e i cellulari. Vogliamo raccontarvi la gioia di una festa e l’amore per la musica!

Che ne dite di iniziare a scaldarvi… Magari con piedi a tempo e gorgheggi?
A più tardi,
Camilla
Zelda was a writer

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