8 maggio 2011

Un ciclone chiamato Titti

Camilla - Zelda was a writer

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Quando si accendono le prime luci sulle navi grandi che sono alla fonda e intanto il mare all’orizzonte si è orlato di rosa, ci avviamo verso casa: la bambina tace, la sua giornata sta per finire ed è stanca; io mi sento pacificata, di una quiete che si è nutrita di tutte le forme di vita che ho visto svolgersi sotto i miei occhi; se dovessi dare un nome al sentimento che avverto caldo e fervido colmarmi tutta, direi che sono grata: di niente in particolare e di tutto, vivere e sentirsi vivere è già una colma dolcezza.

Ho cercato nella mia libreria un libro che potesse dedicare due parole alle mamme che leggono Zelda. A quelle che lo diventeranno. E a tutti quelli che ne hanno avuta una – mai conosciuto qualcuno che sia nato da solo, senza una mamma che lo accompagnasse alla vita.
La mia decisione è stata facile. Cercare – e trovare – il libro in questione mooooolto più difficile.
Ho scelto per voi Un ciclone di nome Titti di Gina Lagorio. Si tratta di un delicato e prezioso libercolo che la scrittrice ha dedicato alla nascita della sua Titti, un ciclone che è arrivato inaspettatamente, a quattordici anni di distanza dalla primogenita Simonetta.
Adoro tutto quello che ha scritto Gina Lagorio. Sono sicura che se anche avesse scritto e pubblicato una lista della spesa – di certo ne avrà stilata almeno una nel corso della sua esistenza -, io l’avrei amata senza sconto alcuno.
Non saprei dire cosa mi colpisca di più di questa grande artista della penna e del cuore, ma di certo la sua immagine di donna fine e materna non smette di ispirarmi.

Dentro il libro, ho trovato una ricetta che mi diede una ragazza rumena che avevo conosciuto al mare circa un lustro fa. Che buffo, non c’è nulla di più materno di una ricetta scritta a mano e trovata per caso in un libro che non ha smesso di guardarti per giorni e giorni, dal ripiano più alto – e impolverato – della tua libreria!
Vi lascio dunque anche questo ritrovamento tenero e intriso di cura.


Disseminate piccoli pezzi di voi negli anfratti della materia che ci sopravvive. Anche questo ha a che fare con la maternità, anche questo è creazione.
Non doletevi mai se qualcosa di voi si perde nelle maglie della vita o se appartiene a esistenze che non s’incrociano più alla vostra. C’è sempre un motivo saggio – e materno – in tutto. E ad un tratto, quello che avete disperso con amore, sperando che riportasse sempre a voi, inizierà a vivere diventando – magnificamente – altro.
xoxo

4 pensieri su “Un ciclone chiamato Titti

  1. ilcestodeitesori

    io disperdo e disperdo, cara zelda, e forse quel qualcosa sarà diventato altro da me, con una vita propria, ma qualcosa ancora mi sta appiccicato alle caviglie e non so come liberarmene.
    comunque grazie per il ginalagorioaugurio, apprezzato,come le tue parole.
    benedetta

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