12 maggio 2011

Wislawa mon amour

Camilla - Zelda was a writer

Reviews

Cari Amici,
da qualche giorno ho una convinzione inossidabile – indistruttibile almeno quanto alcune pentole d’acciaio inox – : credo che contribuirò all’incremento delle vendite di questo libro:

Non che ne abbia bisogno, sia chiaro, ma mi si è radicata dentro l’idea che io lo debba regalare a tutte le splendide persone – luccicanti e curiose – che mi contornano la vita (del resto, anch’io l’ho ricevuto in regalo da una persona altrettanto splendente). Se lo meritano, queste persone. Si meritano solo cura e presenza.

Mi dico che chiunque dovrebbe avere un comodino su cui riporre questo libro. Per quanto mi riguarda, nonostante al momento sia mancante di comodino, basta che muova l’occhio a manciate di centimetri da me per accorgermi che i libri, sì, quelli ci sono.
Mi affondo in loro come fossero calde coperte invernali o nuvole estive, prossime a confondersi nella vergogna di un tramonto. E resto lì, aggrappata ad una certezza fatta di lemmi e carta, convinta che nulla potrà fare davvero male, se la bellezza è così evidente, così a portata di occhio e di cuore. I libri mi innalzano, ottundono, confondono, albergano, frizionano, esaltano, devastano. Mi ravvivano, ispirano, espirano, ripuliscono, sporcano, accecano, invadono. Senza loro sarei persa, sola, esposta, piccola. Troppo piccola per non volare via al primo accenno di vento. Troppo piccola per non sparire anche alla mia stessa vista.

Letture Facoltative è il tipico esempio della libertà estrema che i libri sanno regalare.
Tutto è lettura, se lo si sa leggere. Tutto è motivo di curiosità e stupore, se si sa cercare.
Se poi il cuore che sobbalza è quello di una poetessa fine e fantasiosa come Wislawa Szymborska, beh, gioco è fatto: qualunque manuale, libercolo o compendio sarà il pretesto per chiedersi, ironizzare, brindare alla Vita e ai suoi fantastici motivi di evoluzione e bellezza.Con Letture Facoltative, la Szymborska ci parla della libertà totalizzante che un Libro sa regalare, sia che questo segni il nostro percorso in modo sorprendente, sia che giaccia dimenticato, diviso a metà da un tristissimo segnalibro, testimone – suo malgrado – di un abbandono prematuro.
La poetessa polacca raccoglie tutta una serie di impressioni, domande e bellissimi abbracci di parole che la lettura di libri tra i più disparati le ha stimolato nel corso della sua esistenza. Attenzione, però: non pensiate ad una raccolta di saggi dedicati a pubblicazioni “blasonate”, non pensiate a recensioni letterarie. No, per quelle non c’è posto!

Come sempre accade per chi non ha nulla da dimostrare, la Szymborska rivela l’amore per qualcosa di molto semplice e lontano da qualsiasi elucubrazione sterile. I libri presi in esame sono pezzi di vita vissuta e la testimonianza di una curiosità strabiliante!
Si tratta di esemplari della manualistica più disparata, dedicati per esempio all’inquietante figura del bricoleur o ai – divertentissimi – legami di parentela tra tenori, soprani e contralti. Troverete la citazione di compendi sulla statistica, sulla vita del cervo (sì, del cervo!!), sulla scrittura cinese e sulla caccia alle streghe. Verrete a conoscenza di drammi di concubine coreane – molto belle ma con i piedi rotti – e, per una volta, non sbufferete alla vista di libri storici dedicati per esempio a Varsavia in pieno Illuminismo o alla figura di Caterina de’ Medici.

Non fatevi spaventare dalle tematiche enciclopediche: la scrittura della Szymborska è talmente piena, ironica, vera che potrebbe descrivere il meccanismo di accensione di una lavatrice rendendolo speciale, colorato e irrinunciabile.

Mi capita questo con lei: leggo le sue parole e mi chiedo come si possa scrivere tanto bene e, come spesso accade per le cose di una bellezza generosa e non impettita, mi viene una voglia insopprimibile di iniziare la tua giornata con l’intento di fare bene. Qualunque cosa io debba fare, che sia una commissione in banca o un’immersione in apnea tra cartacce commercialistiche di varia amenità, io la vorrei fare al meglio, vestita di colore e leggermente saltellante. Mi viene voglia anche se non ho chiuso occhio durante la notte appena passata e se qualche pensiero triste scalfisce il mio leggendario ottimismo.

Vi bacio, Amici belli!
Come sempre le scoperte del quotidiano portano con sé altre bellissime ispirazioni… dunque arriverò presto per condividerle con voi!
xoxo

12 pensieri su “Wislawa mon amour

  1. chiara i.

    Mi ero persa questa chicca di post. Ma com’è possibile? Io che ti leggo ogni giorno. Rimedio subito, condividendo e segnalando…

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  2. Alchemilla

    Ciao,
    anche io adoro Wislawa, mi ha fatto ri-scoprire la bellezza della poesia. Questo libro proprio non lo conoscevo…Vedi, grazie a te (e a Marta che mi ha mandato qui) ha un lettore in più!

    Proprio oggi…

    Ciao Wislawa!

    Replica

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