12 ottobre 2011

Guardiamo le foto della scuola (cit.)

Camilla - Zelda was a writer

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Fiore non sentirti sola,
la vita cambia e noi restiamo qui
guardiamo le foto della scuola
saran vent’anni o giù di lì.
(cit.) 

Buon mercoledì, cari Amici!
Oggi vi voglio parlare di due progetti fotografici a dir poco meravigliosi! Molti di voi li conosceranno talmente bene da averli scandagliati in lungo e in largo, gli altri invece è bene che si prendano tutto il tempo possibile per ammirare la lunga collezione di ricordi fotografati che li caratterizzano.

Sono un’inguaribile amante del tempo che passa e delle tracce che dissemina lungo il cammino di giorni, prese di coscienza, defezioni. Non temo il cambiamento e neanche i solchi di consapevolezza che regala al nostro viso. Mi affascina, mi stimola a chiedermi tante cose e a ricordarne tante, tantissime altre.

Ora capirete perché, per la mia piccola persona attraversata dai dolci transiti della memoria, Dear Photograph, e My Parents were awesome siano due progetti così preziosi!
E anche se del secondo avevo già parlato qui, mi prendo la tipica libertà dei ricordatori seriali, quelli che ogni tanto tirano fuori un “te l’ho mai raccontato di quella volta che…” e che puntualmente sì, l’hanno già raccontato.

Iniziamo dunque dalla ripetizione.
Il progetto, nato dall’idea che anche i genitori siano stati giovani e sconsiderati, burloni e bizzarri, ha catalizzato l’attenzione di moltissime persone, divenendo presto un piccolo caso di raccolta collettiva di ricordi familiari. Nel tempo buona parte degli invii sono finiti in un libro dal titolo omonimo, attraversato da facce, smorfie, baci e sorrisi. Pieno zeppo di storie, insomma. Guardi questi visi e ti dici che allora i genitori non sono una strana specie a parte! E così, a seconda del periodo della vita in cui ti trovi, ti si muove dentro un senso fortissimo di immedesimazione e vicinanza.Il libro lo trovate su Amazon e, se volete aggiungervi ai suoi più di tremila amici su facebook, non dovete far altro che cliccare qui. Dear photograph, invece fa un passo avanti. Lo si evince da quella virgola nel titolo, sospesa quel tanto da far presupporre il racconto di un cambiamento, di una lettera di vita da raccontare. Partendo dall’inizio di tutto e arrivando all’adesso di tanto altro.
Una fotografia del passato e uno sfondo del presente, semplicemente sovrapposte. Alla ricerca di tutto quello che è rimasto tale e quale e di quello che è mutato.
Sono foto meravigliose, da controllare nei loro più piccoli particolari.
Sono più di 54 mila i fan del progetto su facebook e, se ci si spinge oltre, cercando la sua storia, si scopre che tutto è nato dall’idea di Taylor Jones, un ventiduenne canadese che ha dato il via al progetto con la foto di suo fratello di fronte ad una torta di Winnie The Pooh gigante e piena di coloranti. Quindici anni dopo quel compleanno.
Che sia una magnifica giornata, Amici belli!
Vi sorrido,
xoxo

15 pensieri su “Guardiamo le foto della scuola (cit.)

  1. Ilaria

    Belli! Il primo lo conoscevo, il secondo no. Però ho fatto una scoperta da Dear Photograph a Palestrina, vicino Roma! Basta, devo sbrigarmi a rinnovare Flickr pro altrimenti non la posso neanche mostrare!

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