17 gennaio 2012

Davvero davvero felice (esercizi di rassodamento della felicità)

Camilla - Zelda was a writer

Daily thoughts

Buon martedì, Amici belli!
Ieri ho consegnato il mio racconto per Cosebelle e non vedo l’ora che venga pubblicato!
Mentre leggevo ad alta voce, alla ricerca di erroracci vari, mi sono resa conto che non esiste cosa che mi renda davvero davvero felice come lo scrivere. E benché ve l’abbia comunicato in tutte le lingue, in questo post vorrei raccontarvi di questo e di altre cose che riescono ad frizionarmi intenti e coraggio. Perché insisto sempre e comunque sui segni più, mentre il mondo pare balenare in burrasca? Mah, si dice che la felicità stappi i chakra, ammorbidisca i capelli e renda le vostre rughe lussureggianti sentieri in direzione della vetta. Si dice sia un esercizio, non uno stato d’animo che colpisce i più fortunati. Storie di allenamento, amici belli, qualcosa di molto simile a ciò che rassoda i glutei…
Calando un velo pietosissimo sullo stato dei miei glutei, mi sono detta che valga la pena di provarci. Costantemente, a piccole dosi. Quanto meno per migliorare lo stato dei miei capelli, che, da quando ho confuso l’oil non oil con lo shampoo, assomigliano al manto di una marmotta spaventata e subito dopo imbalsamata.

Mi rende felice il ricordo delle notti stellate della mia adolescenza, quando mi trovavo in Sardegna e, sdraiata su una panchina umida e fredda, fingevo di conoscere le costellazioni. Erano serate interminabili di perlustrazione intergalattica, dove ognuno si innamorava del suo astro e lo seguiva con dedizione.
Mi rende felice scrivere di persone che non esistono e, in feroci moti di ottimismo, mi viene da pensare che forse, nel più remoto angolo del globo, stiano conducendo l’esatta esistenza che avevo regalato loro. Mi piace perdermi nelle ipotesi di storie fittizie. Adoro ipotizzare coerenza, corposi dietro le quinte, passaggi non descritti dalla penna ma che sono le conseguenze di tutto quello che si vede, di ciò che viene descritto. Forse non s’inventa nulla. Forse, in un mondo iper-connesso, la più grande forma di comunicazione risiede in un fluido energetico e misterioso che non cerca territori cablati, ma solo anime in ascolto.
Adoro sentire il rumore del mare, immergervi i piedi anche quando fa molto freddo, percepire che la linea del mio orizzonte, il mio senso di oltre, per qualcun altro è la riva, il suo senso d’inizio. Sentirmi corpo, riappropriarmi delle dita dei piedi, farmi accarezzare senza pudore dal vento e dal sole. Perdermi nella considerazione del niente, fare da pedina ad un gioco di pensieri che vale per quello che è: semplice gioco.Adoro ogni colazione della mattina: la considero un rito, una predisposizione al sorriso per l’intera giornata. Mi piace regalare pazzia ai giorni grigi, con l’ardire dei pattern e la fantasia degli accostamenti.
Mi piacciono le mani con le vene in rilievo, certi occhi sporcati dalla vita ma non rinunciatari, un piccolo anello da luna-park che arriva dalle bellissime eredità del destino. L’anima che regaliamo alle cose, il loro sopravviverci diventando altro.
Adoro registrare immagini, come fossero fotogrammi di una storia che era in corso già da minuti o anni prima e che è destinata ad avere un futuro breve o secolare. Mi piace essere testimone di attimi, avere ricordi futuri, sperare nel passato e ipotizzare il presente. Accostare oggetti piccoli e colorati e trovare un senso nella loro casualità. Guardare cartoline appartenute ad altri e ripercorrere ad occhi chiusi i tragitti del bene, le traiettorie della memoria.Mi rende davvero davvero felice avere idee, lavorare per realizzarle, sentire che qualcosa di potenziale – traballante, incompleto, migliorabile – diventa fatto. E che grazie alle mie speranze, ai miei sforzi, viene regalato allo sconfinato mondo delle cose che si vedono.E sorrido se ogni sera ho depennato quasi tutti i punti della lista dei farò (valgono anche cose come “fare la spesa”, “chiamare la commercialista”, eh!). Sorrido se il cattivo umore, il cattivo gusto, la cattiva digestione hanno comunque subito l’energica avanzata delle farfalle nello stomaco. Sorrido se, chiudendo gli occhi, mi viene da pensare che, nonostante tutto, domani sarà migliore.

E cosa rende felice voi?
xoxo

27 pensieri su “Davvero davvero felice (esercizi di rassodamento della felicità)

  1. Noemi

    Per la verità in questo momento non ho grandi pretese: mi renderebbe felicissima passare l’esame di domani all’università e soprattutto mi renderebbe molto ma molto felice un bel piatto di pasta, che sto morendo di fame! :P

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    1. Zelda was a writer Autore articolo

      in bocca al lupo, Noemi!!!
      nel “giorno prima” di ogni esame universitario, io mi dicevo: Ma domani a quest’ora avrò finito!!
      devo dire che funzionava ;)
      mi raccomando, fammi sapere come è andata!

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  2. Jackie

    mi rende felice arrivare a Bologna di Venerdì ( a settimane alterne) e vedere i colli mentre mi avvicino, e passeggiare per le vie della città di notte o di mattina presto quando la città ancora dorme :)

    Adoro guardare dentro alle finestre alla sera quando passeggio al tramonto(o quando passo con il treno) e immaginare le esistenze al di dentro di quelle finestre :)

    A volte mi perdo in momenti alla “sliding doors” in cui penso a cosa sarebbe successo se ai vari bivi della vita avessi preso un’altra direzione (non perchè sia nostalgica, ma perchè semplicemente… mi piace pensare ad una via alternativa) e a volte queste fantasticherie mi portan lontano lontano… oppure pensare alle missed connections… soprattutto quandosono in qualche grande città…

    E poi… amo quei libri capaci di farmi perdere la cognizone del tempo

    …insomma… a volte per affrontare la dura realtà ho bisogno di creare mondi miei dove perdermi tra le nuvole :)

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  3. Azzurra

    ad esempio, questo post, che mi ha fatto venire i brivi, sorridere, commuovere e che mi ha infuso un’ondata di positività e voglia di fare! non rinunciare mai!!!

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  4. gab

    uh mamma…un’infinità di piccolezze mi rendono felice! solo che alle volte non ci penso…quasi quasi ti dedico un post e faccio l’elenco sul mio blog. Intanto ti dico che, una cosa che mi rende felice, è il pensiero che quello che sto facendo in un preciso momento, può costruire le basi per qualcosa di bello che succederà in un altro futuro preciso momento….:-)
    BUONA GIORNATA…FELICE!

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  5. Ylenia

    sono le piccole cose, davvero piccole a rendermi felice. come sentire il profumo di un fiore, addentare un biscotto croccante, una nuvola in cielo, il riflesso sul vetro del mondo là fuori.

    belle le tue riflessioni, condiviamo in particolare il rituale della colazione (gioia incommensurabile!!!!!!).

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  6. alpina

    esiste, secondo te, una Camilla piccolina da tenere sempre sul comodino? tascabile? da portare insieme quando passeggio per la città? da portare insieme a pranzo, al cinema o semplicemente da ascoltare quando la giornata non è come la voglio?! :D
    meravigliosa come sempre:)
    un’abbraccio forte e un bacio
    buonagiornata cami!!!!

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  7. Giorgia

    Colgo la palla al balzo: mi rende felice intrappolare con la macchina fotografica istanti e dettagli preziosi, mi rende felice portare a termine piccoli progetti creativi che regalano alla mia manualità almeno il beneficio del dubbio, mi rende davvero davvero felice giocare a nascondino con i miei piccoli orsi….e la lista può continuare, intanto però la mia fredda giornata ha avuto un’impennata di ottimismo! Merci madame Zelda!

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  8. Spirulina

    Ti ho appena scoperta e questo post meriterebbe di essere affisso in ogni bacheca, ufficio e abitazione, è un inno alla gioia e all’ottimismo! Complimenti davvero, me lo rileggerò spesso.
    Un saluto. Spirulina.

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