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27 febbraio 2012

Il racconto di febbraio e nuove scoperte…

Buon lunedì, Belli miei!
Ho qui con me  - prima volta nella vita, giuro –  una stima di quelli che saranno i post della settimana di Zelda e lasciatemi dire che ci sarà da divertirsi!
Inizio col dirvi che da domani comincerà un nuovo appuntamento con la fotografia analogica, a cura della meravigliosa Pretty in Mad, e aggiungo anche che questa settimana vedrà un blog del mese nuovo, da leggero intontimento degli arti e spalancamento istantaneo delle fauci. Tenetevi prontissimi.

Ma ora, passiamo all’attimo, a quello stato di “consapevole presenza nelle cose” che avete ampiamente descritto nei commenti al mio post di venerdì (grazie con il cuore per i commenti visibili e le mail private, siete unici!).
Sono nell’attimo quando scrivo, sono nell’attimo quando capita di confrontarmi con anime belle, tenaci e colorate. E proprio per questo mi ci ritrovo immersa, con i miei 180 cm di presenza, ogni volta in cui mi trovo a collaborare con la magnifica realtà di Cosebelle.
È capitato anche questo mese, con il racconto di febbraio, intitolato Le Vecchie del Primo Piano: per leggerlo come si deve, cliccate qui.

Il racconto è nato da una frase cult del periodo: “Lascia stare facebook e scrivi delle lettere a mano!“.
Mi sono domandata se non ci fosse dell’altro, se facebook non fosse un’espressione (una tra le tante) di un modo totalmente nuovo di comunicare e – volendo esagerare nel paradosso – di amarsi.
Ci sono questi due personaggi, che abitano in un posto selvaggio e libero dai vincoli della città. Abitano uno sopra l’altra, in un piccolo condominio di fronte al mare. Sono giovani e pieni di possibilità ed è matematico che, se solo si sfiorassero, si amerebbero alla follia. Ma non si vedono mai. Né per sbaglio, né per curiosità. Vivono su due livelli fisici e sentimentali destinati a non incontrarsi e comunicano attraverso biglietti scritti a mano che si lasciano nelle rispettive cassette delle lettere.
Non si tratta dello stesso meccanismo virtuale della social-comunicazione? Che sia questo il tempo delle passioni ipotizzate dalla mente e mai espresse con il corpo?

♡ Amo questo racconto da impazzire. Lo so, non dovrei essere io a farmi i complimenti, ma lo sento talmente mio da avere un’insana voglia di procedere nella scrittura. Spero ne sarete felici e soddisfatti quanto me. Anzi, avete voglia di dirmi cosa ne pensate? ♡

Il post di oggi comunque non finisce qui :)
Cosebelle mi ha regalato la soddisfazione di vedere le mie parole accompagnate – e completate – da illustrazioni significanti e meravigliosamente puntuali. Ieri ho pensato che qui, su Zelda, non sono mai andata oltre la citazione dei nomi delle artiste che le hanno rese così speciali. Oggi, quindi, cercerò di ovviare a questa imperdonabile colpa.
Da ottobre ho collaborato con ben tre artiste: Giulia Cerini, Elena Xausa e Michela Buttignol.
Ecco chi sono. Michela Buttignol, classe 1981, ha illustrato il mio ultimo racconto di febbraio. Michela è nata in Friuli Venezia Giulia, si è formata a Milano e poi è partita per New York, città dove vive tuttora.
Adoro il suo tratto essenziale e ispirato, le sovrapposizioni al limite del collage, il lettering che non scalfisce mai la magia del disegno. Mi pare che la mano di Michela attinga al mondo della fantasia atavica e bambina. Un mondo rarefatto, doppiato, tratteggiato, incluso in confini precisi e colorati, pieno di significato e ironia.
La sua illustrazione per il mio racconto di febbraio ha catturato “la verità”. È come se ci fossimo parlate attraverso canali invisibili, pieni di senso e di comprensione.
Volete seguirla quotidianamente? Seguitela sul suo blog!

Con Giulia Cerini è stato sancito l’inizio di tutto. Ho un ricordo speciale del “nostro incontro“, perché non sapevo nulla di chi e cosa avrebbe lavorato sul racconto di ottobre. Un giorno mi trovo online e trac! è Amore con la A maiuscola.Il nostro intreccio di arancio e danza, di ricordo e assenza, mi sembra descrivere benissimo il divertimento di colore e sguardo che caratterizza ogni sua creazione.
Di Giulia mi piace quel tocco speciale nel rendere l’espressione, il movimento, il sentimento. Gli occhi delle sue protagoniste guardano dritti ai nostri e, come se fosse una questione privata, li interrogano in un modo davvero unico. Ti chiedi da dove arrivino, così esili e determinate, ti chiedi verso dove vadano e se, sulla strada che le allontana da te, realizzino una fantastica torsione delle loro, giusto per osservarti un’ultima volta.Elena Xausa ha illustrato ben due dei miei racconti (novembre e gennaio) e, da allora, il desiderio di avere in mano le sue due opere e di appenderle in un posto prossimo al mio sguardo si è fatto sempre più incalzante.Cosa mi piace di Elena? Innanzitutto questa essenzialità che non è mai semplificazione. Mi scopro affascinata da un mistero, alla ricerca di un’origine, nel pieno del colore, del tratto, della bellezza.
Elena è una scrittrice dell’illustrazione. I suoi personaggi hanno occhi grandi e vengono spesso da mondi sconosciuti. Sono libri che leggono o strani animali delle ipotesi ancestrali, della mitologia, dei sogni persi nelle notti stellate. Vi consiglio di scorrere l’infinità di progetti a cui ha partecipato: rimarrete sorpresi da quanto la sua personale visione del mondo non venga mai scalfita dal messaggio che viene veicolato. 

Buonissima giornata a Tutti, scusate la verbosità…
Come vi sarete accorti, mi sono svegliata con un’insana voglia di parola!
Bacibelli
xoxo

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5 Commenti a “Il racconto di febbraio e nuove scoperte…”

  1. prima! ad augurarti una splendida nuova settimana! è già la seconda volta che lo faccio e ci sto prendendo gusto :)
    ho letto il racconto di cose belle e ho notato solo alla fine il tuo zampino. che ne pensiamo? uhm. io penso che sia ASSOLUTAMENTEMERAVIGLIOSO tutto maiuscolo e attaccato.
    un abbraccio quasi primaverile, cara zelda. tua, andrà

    • ti avverto, potrei prenderci gusto ad avere il tuo PRIMO augurio per una buona settimana!
      grazie mia cara, andrà! e se – come penso da sempre – i nomi non sono delle semplici etichette, andrà benissimo. me lo sento!
      <3 bacibellissimi!

  2. Claudia scrive:

    Bellissimo! E’ il primo che leggo e ho pensato “caspita, oltre alle doti giornalistiche è anche una scrittrice bell’e fatta”. Batti il ferro, hai la giusta tecnica narrativa, una bella carica di umorismo e un’inventiva non comune. Vai col libro!!!

    Ps: e anche da questo racconto ne avresti di spunti da cui partire per un romanzo!

    Pps: oggi sono un po’ giù di corda, ma questo racconto e l’aver trovato delle ungheresi in metro a Porta Venezia (attaccandoci quindi bottone) mi stanno ridando motivazione! ;)

  3. Eres scrive:

    quando ho visto che avevi pubblicato il racconto di febbraio ho detto FERMI TUTTI! sono andata nella mia camera,ho spendo la luce, sistemato il cuscino, messo il portatile sulla pancia e … comoda comoda al caldo,sotto il piumone l’ho letto (ehssì sono le 9 ma è stata una giornata pesante ok?!?!?! uahauhau)
    Lui mi ricorda un personaggio dei libri di jonathan coe, sarà che è uno scrittore, sarà che si è barricato in casa…se alla fine non avesse fatto la sua bella mossa di “invitarla prima o poi” potrebbe veramente essere un personaggio di j.c. no? :P
    un bacio buona serata :)

  4. Ilaria scrive:

    Che bello! Oggi è stata una giornata faticosa e stasera leggere questo post mi ha regalato una boccata d’ossigeno e di bellissime immagini. Ora vado a farmi un giro su Cosebelle. Buonanotte!

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