9 marzo 2012

Almeno tre libri: Gramellini, Soriga e Genovesi (ma anche Williams e Mancassola)

Camilla - Zelda was a writer

Almeno tre cose Reviews

Buon venerdì a Tutti!
La settimana è stata una lunga sequenza di lunedì… inutile negare la fatica con cui l’ho affrontata.
Spero che per voi sia stata migliore, spero con il cuore che l’attesa – mai spenta – di sorprese e piccoli passi sia stata soddisfatta dagli eventi.
Come ad ogni inizio mese (o quasi), ieri mi sono fiondata nella mia libreria di fiducia. Adoro cercare, chiedere, scoprire. Adoro sovvertire liste, essere chiamata da copertine colorate, riuscire a trovare chicche del passato. Adoro persino indugiare, appuntare nomi di libri che non prenderò mai, perdermi nel ricordo di quelli che ho letto.
Credo si tratti di una delle mie più grandi passioni, spalmata negli anni e mai sedata.

Premetto che ho prenotato due libri che non vedo l’ora di mangiare: Stoner di John Edward Williams (Fazi) e Last love parade di Marco Mancassola (Il Saggiatore).Il primo è stato pubblicato per la prima volta nel 1965, nella più totale indifferenza di pubblico e critica. Con un ribaltamento di punti di vista già conosciuto in ambito artistico, la riedizione del 2006 (voi che sapete fare le sottrazioni, quanti anni dopo?) ha destato clamore e attenzione. Un libro che oggi viene definito “perfetto”, la storia di un eroe della normalità. Ne sono venuta a conoscenza grazie alla pagina facebook di Fazi, che vi consiglio caldamente.

Ho letto di Love Last Parade, invece, nel blog dello scrittore Giuseppe Genna, che ne è stato l’editor per conto della casa editrice Il Saggiatore. Aprire il blog di Genna è una di quelle imprese da titani… credo che sia colpa della mia connessione a pedali, ma vi assicuro che lo sforzo verrà ripagato: leggerete uno scritto di Giulio Mozzi, interessante e pieno di spunti per nuove letture.

Ma cosa mi sono portata a casa ieri?
Almeno tre libri. Due sognati la notte e uno arrivato per caso.
Il primo: Fai bei sogni di Massimo Gramellini.
La signora alla cassa mi chiede di attendere un attimo, poi si gira verso le oscure presenze del piano sotterraneo e grida:
Ordinane altre venti!!
Ok, è appurato: Gramellini sta andando. E, d’altro canto, come avremmo potuto accettare che ciò non accadesse?
Sono un grandissima ammiratrice della penna di Gramellini, della sua pacata fiducia nel ragionamento e nell’educazione. Leggo i suoi Buongiorno su La Stampa e non riesco mai a togliere o aggiungere qualcosa ai suoi pensieri. Così puntuali, così sensibili.
Capirete la curiosità di lettura che mi ha spinto a lui.Ieri sera ero già con il naso immerso nelle sue pagine. E – come dico oramai per tutto quello che mi gira intorno ultimamente – vi consiglio di preparare i fazzoletti! Non solo per il lato evidentemente triste del suo lutto materno, avvenuto troppo presto per venire elaborato e permeato da un mistero lungo quarant’anni, ma anche per la bellezza della sua scrittura, per la semplicità che non è mai banale e per quei guizzi di fantasia e ricordo che gli fanno rendere perfettamente il mondo dell’infanzia.Sono venuta a conoscenza di Dove finisce Roma di Paola Soriga grazie al twitter di Einaudi, la casa editrice che l’ha pubblicata. E visto che ci siamo vi dico anche di farvi un giro sul loro pinterest: speciale davvero! Sto aspettando di pubblicare almeno 200 libri per farne uno simile… :D!!
Non aggiungo altro perché il suo sarà il secondo libro che azzannerò, curiosa come un furetto e con un lapis in mano per fermare qualche impressione, qualche lemma meraviglioso, qualche panoramica straziante.

Fabio Genovesi con il suo Versilia Rock City (Mondadori), invece, non era in lista. A dire la verità mi sono appuntata il suo nome per una seconda tornata di libri, ma poi ho percorso al contrario i passi che ci avevano allontanati e l’ho portato via con me.

Cosa mi ha spinto a prenderlo? Beh, la mia amata-odiata Rublolandia, di cui il libro parla… vi ricordate delle mie estati a Rublolandia, vero? Potete seguire il blog di Genovesi qui, anche – ma non solo – per conoscere le tappe del suo Versilia Rock tour.

Che sia un magnifico fine settimana, Amici. Devo lavorare un po’, ma sono felice e creativa.
Questa settimana, per uno scambio di pareri e visioni editoriali, un signore d’indubbia professionalità mi ha citato una frase di Ennio Flaiano che ricorda come gli Italiani siano sempre stati molto più scrittori che lettori. Non credo che possa esistere una consolazione più grande della lettura di pagine altrui. Per sentirsi diversi (anche questo fa bene, credetemi!) o umanamente vicini in cose invisibili eppure pulsanti. Cose di cuore e di speranza, come sempre.Almeno tre sorrisi per voi!
E se non dovessero bastare, ricordatevi che due sono in prenotazione: arriveranno di certo!
xoxo

12 pensieri su “Almeno tre libri: Gramellini, Soriga e Genovesi (ma anche Williams e Mancassola)

  1. LaDani

    Grande Camilla, trasmetti sempre vibrazioni positive. E hai sempre qualcosa di interessante da comunicare.

    …Ma poi la festa? Dai, che non vedo l’ora di fare la mia entrata da Carrà!

    …E la colazione delle provinciali?

    :-)

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  2. Giuseppe Genna

    Grazie davvero! E perdona per la lentezza del blog: non sta andando il database, sono disperato e non so cosa fare (deve intervenire Gianluca Neri, mi sa: è lui che generosamente mi ospita!). Concordo a pieno coi tuoi suggerimenti! ;*

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    1. Zelda was a writer Autore articolo

      A te, Giuseppe! Per tante cose, inclusi l’entusiasmo, la condivisione e la curiosità.
      E poi pure per il fatto che una buona volta non sia colpa della mia connessione a pedali :DDD!
      Buon fine settimana!

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