26 marzo 2012

Padri e libertà: l’ipotesi di un non ritorno

Camilla - Zelda was a writer

Daily thoughts My Words

Buon lunedì, Amici belli!
Come state? Vi ha trattato bene il fine settimana appena finito?
Sono qui, felice di iniziare la settimana con la segnalazione del mio racconto di marzo per Cosebelle! Si tratta di un racconto dedicato alla figura del padre – visto che il mese che volge al termine l’ha festeggiato degnamente, tra mimose e zeppole -, un racconto legato ai miei ricordi fino all’arrivo di una tromba d’aria improvvisa e poi ricamato con il filo delle ipotesi, della fantasia.
Spero ne sarete felici quanto me!

(per continuare a leggerlo: qui)

L’illustrazione che completa e aumenta il senso delle mie parole in modo tanto poetico ed etereo è di Flaminia Cavagnaro, una fantastica scoperta di queste ore, avvenuta – ça va sans dire – grazie all’intervento di Cosebelle.
E perché anche voi possiate godere di tanta bellezza, ho pensato di fare un piccolo riassunto della sua creatività colorata e fluente. Ditemi, non è meravigliosamente personale, viva e misterica?L’illustrazione di Flaminia, questo racconto e le notizie di violenza delle ultime ore, mi inducono a pensare alla Libertà.
La libertà del tratto di questa brava e giovane artista e la libertà dell’amore, che attende con fiducia la realizzazione dei suoi sogni nel cassetto, mi hanno fatto andare a cercare tra le foto della mia infanzia, trovandone una che condivido qui con voi…C’è mia madre in primo piano (voi non la vedete), perfettamente a fuoco, e mio padre, lontano che mi saluta.
Sfuocato ma presente, nella cornice brulla e gentile della mia amata Sardegna.
Credo che questa foto riassuma in modo eccellente il senso dell’amore: presenza in lontananza, attesa fiduciosa, libertà. Sono certa che, se in quel preciso istante avessi preso il largo, infischiandomene dell’integrità della mia povera macchinetta analogica, la riva mi avrebbe regalato sempre e comunque un saluto compartecipe, mai un ordine perentorio a tornare indietro.

Credo che sia questo l’amore vero, in barba a tutti i manuali che ce lo descrivono nelle sue mille sfacettature. Credo che sia la libertà della mano di Flaminia e lo sfuocato della mia foto maldestra.

E mentre lo dico, rischiando di venirvi definitivamente a noia, penso alle 37 donne uccise dall’inizio dell’anno in Italia. 37 donne uccise per mano di compagni con cui avevano condiviso le carezze del tramonto – quando il cielo diventa buio e il bisogno di un abbraccio si fa pressante –  e i sussurri dell’alba, con il suo rincuorante senso di rinascita.
Non posso restare in silenzio di fronte a questo dato gravissimo. Non ne faccio una questione di genere, ma di sentimento, di giustizia. Chi ama davvero, libera. Libera e attende sulla riva. Con il rischio di apparire sfuocato, nell’ipotesi che le correnti portino l’oggetto del proprio desiderio altrove. Lontano, fino all’oblio.
Mi dico che ci sarà da fare un grandissimo lavoro sulle nuove generazioni. Un lavoro che regali loro il senso intimo della libertà, quello dell’attesa e quello, coraggiosissimo, della sofferenza.

Buonissima settimana a Tutti!
xoxo

10 pensieri su “Padri e libertà: l’ipotesi di un non ritorno

  1. Alessandra

    Farò la mia parte di lavoro sulle nuove generazioni, dunque prima su me stessa – perché una maestra non buona non integra è subito sgamata – e poi sui miei alunni.

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  2. Claudia

    Penso che non servano servizi postali, queste parole sono arrivate a tuo padre, a renderlo ancora più orgoglioso di te. E tu in questo modo lo ha fatto conoscere un po’ anche a noi. Una bellissima esperienza. Stupende anche le illustrazioni. Tenera la foto. Un abbraccio.

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  3. Erica - Les Amis Photo

    Interrogandomi quotidianamente sui misteri delle mancanze, e delle speranze di non si sa più cosa, quando ormai tutto è inevitabilmente definito; in modo, come mio solito, complicato quando si parla di cose che ti toccano il cuore, condivido pensieri,riflessioni e sentimenti!…le virgole giuste mettile tu, ed il senso dell’apprezzamento pure, se ci riesci!..mi hai mandato in confusione dall’emozione. Erica

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  4. Valeria

    Molto bello il racconto, davvero. E quanto a venirci a noia parlando delle 37 donne uccise…ce ne fossero di blog che sanno mischiare così bene attualità, fashion, diy, arte e letteratura!

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