17 aprile 2012

A day with… Bianca di “Volevo chiamarle Frida”

Camilla - Zelda was a writer

A day with...

Si chiama Bianca e, appena l’ho conosciuta, mi sono irrimediabilmente innamorata della sua energia sorridente e del suo essere una mamma divertente e ironica. Da lì a chiederle di farci vivere un giorno nella sua vita, c’è voluto moooolto poco: il tempo della confidenza e quello di una mail.
La giornata di Bianca è piena di vita e si svolge nel Sud della Francia. Sono sicura che vorrete altri nuovi giorni con Bianca e le sue papole!

Buon martedì a Tutti, adorati Zeldiani! 
Bacibelli!
xoxo


Sono stata fortunata perché Camilla mi ha chiesto di partecipare al progetto A Day with il secondo giorno di primavera ed io in primavera rinasco, mi risveglio, un po’ come fa Emma la Margherita in uno dei libri preferiti di mia figlia. Adoro raggiungere qualunque posto camminando con il naso all’insù alla ricerca di calore, colori, fiori e luci. È un momento in cui tutto è nuovo e cerco di far scorrere la vita come un fiume appena nato dalla neve sciolta al sole. È un momento in cui le mescolanze la fanno da padrone e io provo a camminare con “sguardo in sù e sorriso in fuori” impegnandomi nel non perdere mai l’entusiamo, esercitandomi nel carpire la ricchezza.

Ma questo angolo si chiama A day with, quindi andiamo per ordine.

In casa nostra il risveglio è un concetto assai astratto, non si sa mai bene quando finisce la giornata e comincia la notte e viceversa. Non sempre mi risveglio là dove mi ero addormentata. A volte mi ritrovo in un angolo del mio letto perché una papola mi ha abilmente sottratto il cuscino, altre volte mi ritrovo accartocciata nel lettino di papolagrande perché un brutto sogno l’ha svegliata bruscamente.
Tuttavia, indipendentemente da cosa mi sia capitato in sorte, arriva, inesorabile, il momento di alzarsi. La colazione a casa è il lusso delle poche giornate in cui non sono in ritardo ma, quando ci riesco, le nostre colazioni si sono arricchite degli ingredienti più variegati. E se poi una delle papole si siede a tavola con noi non si sa mai a quale piccolo spettacolo darà vita…

Da qualche tempo a questa parte la mattina è sinonimo di Scuola. Non solo perché ci accompagno mia figlia, ma perché la frequento. Dopo mesi di assestamento, di paure ed esitazioni, di dubbi e solitudine, di stanchezza e scoramento, di equilibri da ricomporre e piccoli spazi da riacquistare, adesso, finalmente, la mattina è dedicata solo a me e al mio obiettivo di imparare il Francese.

Ore 8.00 prendo la mia borsa con quadernetto da scolaretta, matite, penna multicolore e dizionario e scappo via alla volta della Scuola di Francese in Centre Ville.
Arrivare a Montpellier la mattina presto mi piace perché c’è un’atmosfera particolare: la luce non è ancora forte ed è come entrare in casa di qualcuno che si è appena svegliato, si sta vestendo ma non si è ancora pettinato, c’è ancora il caffè sul fuoco. Spesso la piazza è ancora bagnata, c’è ancora qualche angolo di strada che viene lavato, quasi tutte le serrande sono ancora abbassate, anche il Carosello, che di solito anima la piazza, è ancora fermo e silente.

Lungo la strada c’è un via vai assonnato ma veloce, nessuno è ancora arrivato lì dove è diretto, adulti e bambini, a piedi o in bicicletta. Il profumo della boulangerie è irresistibile e la tappa è inevitabile, soprattutto qualora la colazione a casa non sia sopravvissuta alla lentezza del mio risveglio.

ore 9.00 Comincia la lezione. Tre ore e trenta in cui mi sento come una bimba alle elementari, parlo sillabando, cerco di capire, scrivo paginette titubando.
La mia classe è sicuramente eterogenea. C’è B., una ragazza tedesca: abbiamo ben 20 anni di differenza e sento che mi guarda come qualcuno a cui non vorrebbe mai assomigliare, ma ha 19 anni e forse è normale che sia così. C’è un americano, T., mio coetaneo, molto taciturno e volenteroso. Fino ad ora non abbiamo mai parlato: credo sia nascosto dietro il vetro spesso della timidezza ma con i timidi, io lo so, basta tendere la mano. Poi c’è la mia compagna di banco, J., la mia preferita, una giapponese di circa 30 anni: le è bastato un giorno a conquistarmi. È bella ed elegante, come spesso le donne orientali sanno essere, minuta, di una bellezza non artefatta, dai colori eterei e dai lineamenti dolci. I suoi modi gentili, il suo sorriso disarmante e la passione per la composizione dei fiori me l’hanno resa subito simpatica! Le nostre chiacchiere ? Una inevitabile conseguenza. Infine c’è le professeur, un ragazzo giovane e simpatico, dagli occhi molto vivi e di un colore indefinito, ha un ciuffetto di barba sempre sporgente e me lo immagino che ci gioca, arrotolandolo, magari riflettendo su qualcosa. Lui, nonostante interagisca con adulti che parlano come bambini di 6 anni, è gentile, mai annoiato, sempre pronto ad aprirsi in un sorriso e paziente anche dopo l’ennesimo errore ripetuto. Se alla fine riuscirò anche solo a pronunciare “Pardon” così come lo dice lui mi considererò soddisfatta.

È incredibile quanta vitalità mi abbiano regalato la primavera, una mattinata tutta per me, l’aria di centre ville e il corso di francese, la sensazione di imparare è galvanizzante e quando le prime frasi in francese prendono forma mi sento come una bambina a cui hanno scritto 10 sulla paginetta delle A.

Finita la lezione, la città, ormai completamente risvegliata, mi accoglie piena di luce, di sole e di vita ed io ricambio volentieri facendo sempre il giro largo alla ricerca di qualche nuovo scorcio da scoprire. Cedo sempre alla tentazione di infilarmi in qualche vicoletto perché  alla fine di ogni vicolo non sai mai cosa ti riserveràla piazzetta in cui finirai…

Al rientro alla Maison, mi godo l’entusiasmo di P.Piccola nel rivedermi oppure la tranquillità della sua nanna per fare i compiti, leggere qualche email, scorrere twitter, dare una lettura ai miei blog preferiti e scrivere.
In genere la Piccola si sveglia giusto in tempo per andare a recuperare la Grande all’Ecole Maternelle. Adesso che la primavera ci regala temperature assai gradevoli quasi sempre ci fermiamo nel cortile a giocare e, se siamo fortunate, godiamo delle note, a volte incerte, dei piccoli musicisti della scuola di musica le cui finestre si affacciano nel cortile della maternelle.Spesso tra l’uscita dalla scuola e il reintro alla Maison c’è di mezzo una tappa al supermercato, ma oggi non ne ho voglia, il frigo ancora qualcosa ci propone e ci godiamo la passeggiata a piedi fino a casa.

A casa le papole sono in modalità briglia sciolta, in genere preparo la cena con sottofondo di grida, pianti, risate, giochi, corse, salti, oggetti volanti, matite colorate, libri, fogli, musica, televisione. Se non è tardi, mi fermo a giocare con loro, a volte mi tocca sgridarle oppure sedare qualche rissa, altre volte le spio perché quando riescono a giocare insieme sono belle da vedere.Infine la mia giornata si conclude addormentando una delle mie figlie. Se quel giorno mi tocca in sorte quella piccola, devo intonare qualche ninna nanna, dispensare coccole e tanta pazienza. Se invece è il turno di quella grande, è inevitabile il momento del Raccontami una Storia. Uno dei miei momenti preferiti, a meno che PapolaGrande non lo faccia durare ore.

La Papola sceglie tra i suoi libri a seconda dell’umore, spaziamo dai classici Biancaneve e Cenerentola fino ad arrivare ai più delicati (come li chiama lei) Romeo & Giulietta, Cyrano De Bergerac o L’Innamorato. Ovviamente una sola volta non basta: allora la prima lettura la facciamo a luce accesa sfogliando insieme il libro, per la seconda lettura la luce si spegne e mamma racconta a memoria. Non saprei dire chi delle due si addormenta prima, salvo poi risvegliarmi accartocciata nel suo letto, sfilarmi lentamente e lasciarmi andare nel mio.

Bonne Nuit.

Cara Zelda, visto che tu e Papolagrande condividete la stessa passione per le foto che includano le vostre estremità, ti voglio donare un petit cadeau ad opera della suddetta papola…

 Bianca – Volevo chiamarle Frida

36 pensieri su “A day with… Bianca di “Volevo chiamarle Frida”

  1. cristina

    Grazie per questo post bellissimo.. Anche io sono una mamma espatriata e mi sono ritrovata molto in questo racconto !!!!

    Grazie mille Bianca, ti seguirò !!
    Grazie Zelda, ti seguo già !!

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  2. Cappuccio e Cornetto

    Bellissimo. Il post, e il blog: lo prendo come mio personalissimo regalo di compleanno, in una pausa pranzo assolata. Perchè Bianca la conoscevo e la seguivo già.. qui invece non ci ero arrivata ancora (why?!? perchè?!? me tapina!) e sono entusiasta!!! Di Bianca e del suo mondo, e di quello zeldiano!! Mi piace un sacco. Ecco.
    Quindi grazie!!! A tutte e due!

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  3. Zia Atena

    Ma questa cosa di “A day with” è megastupenderrrrimaaaaaaa!!!!!!
    Poi io sono una che va a scoppio ritardato quindi, cara Zelda, leggo il tuo blog solo ora..e mi mangio le dita.. (le unghie ho già fatto..)

    E di Bianca che posso dire..che è iniziato tutto con un twit e una foto e poi mi ho fagocitato il suo blog..

    Mo’ se dico “mi piace” sembro strana..però..Mi piace..Bianca, la sua vita, le sue bimbe, il suo impegno e l’allegria dell’affrontare l’avventura expat..

    E mi piaci pure tu Zelda…!!

    Ecco!

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  4. Nina Cerca

    Bianca la adoro e lei lo sa! Abbiamo una crostata a domicilio in sospeso e prima o poi…
    Questo post è delizioso! Mi ha fatto rivivere un po’ dell’atmosfera parisien che tanto ho amato. Mi fa anche tornare la voglia di andare a vivere lì, anche se col francese non vado d’accordo.
    Bianca ti ammiro tanto per il salto che hai fatto, per il coraggio e l’intraprendenza che la vita, io ci credo, poi ripaga :)

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  5. Biancume

    Mi avete regalato una giornata incredibile, talmente ricca di emozione che ho le mani tremolanti e il cuore che batte un pò più forte, grazie a tutte e uno speciale alla padrona di casa:-DDD

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  6. Marito

    Avete fatto un regalo anche a me, ieri Bianca era raggiante……e questa è solo una delle sue doti :)
    orgoglioso di essere SUO MARITO :)
    grazie Zelda e complimenti per il tuo Blog e le tue iniziative

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  7. Annalisa

    Ehi ma che meraviglia questo blog….mi sembra di avervi tutti più vicini!E tu sembri quasi la protagonista del favoloso mondo di Amelie!Bacini bacini e spero di vedervi presto
    Lisa

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