1 ottobre 2012

Morte dei Marmi di Fabio Genovesi (Laterza)

Camilla - Zelda was a writer

Reviews

Buongiorno cari miei, buon lunedì a tutti!
Ho pensato di cominciare la settimana con un post che avevo in mente già da molto tempo. Spero che ne sarete felici!

Il motivo è lungo e privo di una qualunque utilità per queste righe, ma ormai da tre anni mi trovo a trascorrere lunghi o brevi periodi a Forte dei Marmi, leggendo tanti di quei libri da tornare in città con borse pesanti come macigni e la schiena  rotta (non dite nulla, prima o poi accetterò di dover comprare gli ebook…).

Ad ogni modo, anche quest’anno, per una manciata di giorni, mi sono trovata da quelle parti.
La mia personalissima gestione del tempo, scandita dalle pagine dei libri, mi ha fatto incontrare Morte dei Marmi di Fabio Genovesi (Laterza). Un libro che ha finalmente avvalorato tutte le mie tesi riguardo ai liguri apuani, popolo dedito allo schianto piuttosto che alla carezza.

Ovviamente, come sempre accade nelle generalizzazioni, esistono casi particolari, persone preziose che mi legano a questo posto magicamente incastonato tra le Alpi Apuane e un mare aperto e vivo. Ma una certa tendenza ruvida e riottosa continua a caratterizzare molti di loro, nonostante gli anni passino e la conoscenza diventi prossima all’amicizia.

Tenterò di arrivare al dunque…
Verso la fine di questo libro dolceamaro e meravigliosamente scritto, pieno di spunti per ridere e altrettanti per pensare, viene citato il pontile di Forte dei Marmi, una sorta di riserva indiana per gli autoctoni, luogo vergine in cui lo spauracchio dell’invasore russo ha lasciato il posto all’incrollabile certezza che esista qualcosa di più interessante e grande oltre i quartieri delle fontane d’oro e delle case multiaccessoriate.
La Natura più sincera vi si staglia lontanissima eppure vicina, percorre come un funambolo la riga di tramonti mozzafiato, che ispirano presenza, miscela, prolungamento.

Avrei voluto chiedere a Genovesi qualche cosa in più sul pontile di Forte dei Marmi, su questo luogo saggio e silenzioso.
Lo immagino uomo molto impegnato e così mi accontento di quello che le immagini di un tramonto vissuto da quelle parti ha saputo regalare ai miei occhi e a quelli di Mrs Canon.

«Ma il fatto più splendido e assurdo è che il pontile, nonostante sia battutissimo dai turisti, a un passo dal centro dello shopping e della movida notturna, per qualche motivo è rimasto uguale a com’era, l’unico posto autentico del paese, testardo cuore pulsante di una comunità in via d’estinzione.

(…) Noi pescatori siamo i guardiani del pontile. (…) E mentre portiamo avanti la nostra passione, offriamo ai turisti un’opportunità ormai unica a Forte dei Marmi: rendersi conto che sono venuti in un posto di mare. (…)
Dal ponte invece vedi l’acqua, le meduse, i pesci che passano là sotto e ogni tanto si riesce a tirarne su uno. (…)

Perché il pontile è bello così, non ti porta in nessun posto, il pontile è un posto, e fa da sfondo a tutta la tua vita»
Che sia un’ottima settimana per tutti voi.
Bacibellissimi
xoxo

12 pensieri su “Morte dei Marmi di Fabio Genovesi (Laterza)

  1. caju

    :)
    c’è voluto un mesi per trovare il libro, ma ne è valsa la pena anche se il finale…

    oggi a pranzo farò un brindisi alle tante domande che uno vorrebbe fare…
    e agli impegni ;)

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    1. Zelda was a writer Autore articolo

      lo farò anche io: brinderò a domande e impegni.
      ma sopratutto brinderò a Morte dei Marmi, che alla fine ha l’enorme merito di farci incontrare ogni anno.
      quindi, resettando il tutto, brinderò alla nostra amicizia!
      <3

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  2. Cuoca tra le Nuvole

    Io non so se riuscirò a convertirmi agli ebook, mi piace troppo la carta, e poter sottolineare, scrivere e rendere mio un libro.
    Il giudizio sui liguri lo condivido appieno, anche se io arrivo dal ponente, siamo ruvidi, ma spesso è solo la scorza esterna :-)
    Bellissima l’atmosfera che descrivi, delicata e nostalgica. Sono importanti i luoghi come il pontile di “Morte dei Marmi”.
    Buona lunedì!

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    1. Zelda was a writer Autore articolo

      I liguri apuani sono i primi toscani che trovi lasciando la Liguria. Popolo davvero interessante: non mi stupisce che Genovesi ne scriva in modo tanto prolifico!

      Grazie, cara Francesca!
      Che sia un ottimo lunedì anche per te… e sì, pure per me gli ebook sono un enorme punto di domanda asettico, ma ho deciso che affronterò questa idiosincrasia piegandola alle mie necessità di lettrice (scrittrice?) incallita!

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  3. Benedetta

    la verità è che “questa nostra tendenza regionale a schifarci e ostacolarci tra vicini di casa è provvidenziale perché altrimenti i toscani uniti conquisterebbero il pianeta in due o tre giorni, e allora sai che casino” :) Bellissime foto, sono la traduzione visiva delle atmosfere del libro!

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