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11 gennaio 2013

2/52 – Di macchie e distanze

La seconda lezione del 2013 mi ha raggiunto a cavallo tra l’anno terminato e quello che iniziava.
Ho passato buona parte delle mie vacanze a stendere colore, a tentare ombreggiature, a guardare le cose come un complesso e magico insieme di distanze e macchie.
Mi piace allenare lo sguardo a punti di vista sempre nuovi, mi sembra che sia il modo migliore per tonificare la materia grigia, per allinearla al magico punto in cui si fa prossima al cuore.
Da qualche tempo ho scoperto di essere fieramente monotematica e la cosa mi ha fatto una certa tenerezza perché è sempre stato il motivo scatenante delle infinite polemiche che intavolavo con mio padre. Lo accusavo di essere compulsivo nelle sue gioie del momento. E credetemi, il termine “intavolare” è assolutamente azzeccato, visto che la sua patologia veniva espressa nell’acquisto dei prodotti gastronomici tra i più bizzarri. C’era il periodo tartufato, quello pomodorifero, il periodo “succo alla pera”, quello del formaggio puzzettone e pure – lo giuro – quello dedicato al mondo degli struzzi. Tutto era declinato sulla mania del momento.
Non sono tanto diversa, io. In questo periodo sono tutta sfumature e miscela di colore. E se anche non ho una tela tra le mani, io dipingo.
Questo sguardo materico e per certi versi matematico mi ha regalato un’intuizione che condivido con tutti voi: le cose sono un complesso insieme di distanze e macchie. Niente può dirsi irriproducibile, niente è così misterioso, specie se guardato a occhi socchiusi.
Buona giornata a Tutti e bacibellissimi!
xoxo

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11 Commenti a “2/52 – Di macchie e distanze”

  1. Pretty in Mad scrive:

    hahahahah! anche mio papà va a manie ma con gli elettrodomestici e le attrezzature fai da te!!!

  2. Evelin scrive:

    Gli struzzi? Mio Dio! Mi hai fatto ricordare quando da bambina, raccogliendo le noccioline, me ne sono trovata uno davanti. Quanto ho gridato, quanto ho corso e quanto lo struzzo mi ha rincorso! Da allora non ho più raccolto le noccioline anche se, in qualche maniera, da questo brutto ricordo ne ricavo uno dolce …. l’immagine di mia nonna che dalla finestra mi guardava incoraggiandomi a usare le mie gambette x seminarlo!

  3. Evelin scrive:

    Ops, dimenticavo… i tuoi dipinti sono frideggianti! Ma c’è’ qualcosa che non fai bene cara Camilla? Un bacio con lo schiocco …. proprio come dici TU!

  4. s t e F a N i a scrive:

    Ciao! Che bello riuscire a trarre queste lezioni, e non è facile distillare sapienza dall’esperienza cosi, come fai tu :-) lo trovo molto di ispirazione, come tante delle cose che accadono qui.
    Anche io ho cominciato un mio progetto 52. Dopo la suoer gratificante esperienza di P’tit December, ho scoperto [... come se non lo sapessi, io adoro fotografare!!!] quanto è bello avere un impegno con la nostra amica Miss Canon (si ne ho una anche io) e quanto è bello condividerli e vedere quello che altri fanno, con lo stesso inpegno. Tramite p’tit mi sembra di aver conosciuto compagni di viaggio nuovi ed è una bella sensazione. P’tit December però mi ha insegnato anche che una bella foto al giorno è una sfida importante e troppo impegnativa e cosi sono scivolata sul bellissimo project 52. Una foto a settimana è una promessa che mi sento di fare a me stessa (e di mantenere).
    Quindi grazie Camilla, buone foto e a presto!

  5. (52+1) POESIE scrive:

    che bello questo progetto in itinere.
    passo di qui perchè mi è stato segnalato come qualcosa che potesse piacermi, vista la mia predilezione per i 52 (o poco più) pezzi di progetto.
    ed in effetti mi piace.
    ora vado a leggermi il resto del sito, pian pianino.
    ciao.

  6. Che bellissimi dipinti!!
    E quelle calamite che hai lì dietro.. sai che sono corsa sul sito stickigram e l’ho subito adoperato per regalarmi 3 calamite delle mie instagrammate?? :D
    Complimenti per la nuova lezione della settimana!