3 maggio 2017

La geografia della scusa: una citazione e un libro

Camilla - Zelda was a writer

Farfalle in un lazzaretto ScrapZelda

Siamo sempre e solo
di dove vogliamo essere
e il resto è semplice
geografia della scusa. 

In questi anni sono successe tante di quelle che cose che ogni tanto devo fermarmi e chiedermi se sia capitato tutto davvero, se sia umanamente possibile un profluvio di tanta e tale vita, di intuizioni, di cose fatte con le mani, cose dipinte, scritte e lette, dette e ascoltate. Tutto qui, tutto dentro e attorno a me.

Non mi riferisco a successi roboanti o a fatti fantasmagorici ma a una serie fitta fitta di passi che, nella mia mente assetata di possibilità, mi sono sempre sembrati complessi; auspicabili, certo, ma non per forza realizzabili.

Sognavo di scrivere, di riprendere in mano il lavoro che avevo perso e che amavo follemente, di credere profondamente – contro l’urgenza delle bollette che battevano contro i tubi dell’acqua e attraverso i fili della luce – che potessi vivere di cultura, di contenuto e fantasia.

È stato difficile e sfibrante. Lo è ancora.
Non vivo bene tante di quelle cose che se iniziassi a elencarle qui rischierei di tediarvi senza possibilità di arrivare al punto. E io voglio davvero arrivare al punto. 

Ad oggi ho realizzato un cammino bellissimo e mi aspetto che siano ancora tanti i passi da compiere, i panorami da ammirare, le mani da intrecciare e i cuori da sentire battere all’unisono.
Ho un mondo parallelo di milioni di progetti da realizzare e ogni volta che sento la fatica gestionale della mia professione, la pressione burocratica, il gioco al ribasso con cui sono trattate la maggior parte delle cose che mi stanno a cuore, io mi ci tuffo a piene mani, con le braccia tese, pronte a liberare la prima e liberatoria bracciata di quando incontri il mare dopo tanti mesi.

In questi anni non ho più scritto il secondo libro che sognavo. Scrivo sempre tantissimo, scrivo nella mia mente. Storie e parole non hanno mai smesso di fluire, salvandomi quando pensavo che il vuoto fosse troppo grande, che certi strappi avessero bisogno di troppo filo per essere ricuciti degnamente.

Arrivo al punto, datemi ancora qualche riga.

Oggi in cartoleria trovate FARFALLE IN UN LAZZARETTO, il mio primo libro (qui potete leggere la sua storia). Il primo e imperfetto passo nella storia della me che scrive.
Un tentativo a cui sono ancora molto affezionata e che, nonostante tutta la vita passata nel mezzo, amo ancora che giri per il mondo.

In questi anni, una sua frase è stata diffusa all’inverosimile, perdendo inevitabilmente il contesto da cui proveniva.

Siamo sempre e solo di dove vogliamo essere e il resto è semplice geografia della scusa è la frase che chiude la storia d’amore di Agata e Marco, due scrittori che ambiscono a vivere un’esistenza da libro. Non un libro qualunque, il migliore ipotizzabile.

Mi è dispiaciuto?
No e per ben due motivi! Quello che considero uno dei miei padri putativi, Walter Benjamin, è il padre (biologico) del citazionismo… Potevo forse deluderlo?
Inoltre, chiunque scriva spererà sempre che le tue parole a un certo punto volino via da lui, regalando un significato sempre nuovo a chi le trova e le fa sue.

Ok, rifaccio. Mi è dispiaciuto?
Sì. Lo ammetto, quella volta in cui mi avete mandato il link di un articolo in cui un giornalista aveva usato quelle stesse parole come fossero farina del suo sacco non l’ho presa benissimo. 

Molti sostengono che il fatto di venire citati sia un grandissimo complimento che si fa alle parole e, di conseguenza, a chi le ha scritte. Sono d’accordo al 100%.

Credo, però, che il più grande complimento che si possa fare alle parole e a chi le scrive sia di condividerle cercando di creare una connessione, un legame, un ritorno.

Il punto è questo: le citazioni arrivano da luoghi di varia natura. Spesso sono libri.
Chi scrive libri spera, per tutta la vita spera di venire letto e compreso. Chi scrive libri impara ad accettare che quello che fa possa non piacere affatto. Sa che il non piacere a tutti ma proprio a tutti significa avere carattere, o perlomeno essere fieramente impegnati nel costruirselo. E lui fa quello che può: ci sia aggrappa come fosse l’ultimo appiglio per la sua salvezza.

Il punto è questo: ogni volta che ricongiungete una citazione al suo libro voi accendete l’interruttore di chi – tenacemente e senza posa – passa la sua vita a sperare.

Buona serata a tutti,
Camilla
Zelda was a writer

Cartoleria –> shop.zeldawasawriter.com

2 pensieri su “La geografia della scusa: una citazione e un libro

  1. Donatella

    Cara Camilla,
    Spero vivamente che tu possa scrivere il tuo secondo romanzo. Lo meriti davvero.
    Io, grazie anche a te, ho scritto il mio primo romanzo ed ora mi sto lanciando in un’avventura irta di incognite ma con la certezza di aver dato retta alla mia ispirazione.
    Con grande stima sempre,
    Donatella

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