9 gennaio 2017

4 mesi di Pernigotti

Camilla - Zelda was a writer

4 mesi di Pernigotti | Zelda was a writer4 mesi (dolci) di Pernigotti, amici!
Incredibile sia già passata tanta acqua sotto il ponte del tempo… Lo so, è una considerazione vetusta, cercate di essere pazienti.

Guardo da lontano il calendario che ho realizzato per Pernigotti e che è stato presentato lo scorso settembre (ve ne avevo già parlato qui). Questo progetto colorato e soddisfacente – mi ha impegnato in un afoso mese di luglio che difficilmente dimenticherò – è giunto al suo quinto mese: gennaio!

Oggi mi godo la soddisfazione di averlo realizzato, di vederlo in circolo, nelle vostre vite, di poterlo ammirare tramutato in carta, primo di una lunga serie di possibili collaborazioni che mi vedono in una veste nuova, quella da cartolaiah!

Se oggi sono qui, a condividere parte di un progetto realizzato e già ampiamente raccontato, è perché voglio contemplarlo insieme a voi e darmi una pacca sulla spalla sonora e innamorata. 

4 mesi di Pernigotti | Zelda was a writer

Capiteranno ancora momenti così perché ho capito che in quello che faccio c’è sempre un odioso vizio di forma: tanta fatica e lavoro matto, ore e ore spese a limare, a pensare, a realizzare, a rincorrere le scadenze e poi pochissimo tempo – troppo poco – per festeggiare un’intuizione che ha finalmente preso corpo, che è miracolosamente diventata un fatto reale.

Sono giorni che ci penso: non sarà un errore imperdonabile non fermarsi a osservare con amore ed entusiasmo i frutti di continue fatiche e incrollabili speranze? Non fissare mai una linea oltre la quale sentirsi davvero soddisfatti, pronti a ricominciare ma anche molto sazi del percorso realizzato?

Io credo sia pericoloso: potremmo correre per tutta una vita, insicuri e insoddisfatti, per renderci conto – troppo tardi – di quanto sarebbe stato bello, umano, giusto farsi grandi complimenti, stappare una bottiglia di vino (giuro che in questo momento non sto bevendo) e brindare alla nostra fiducia negli eventi, al prodigioso e diligente cammino verso la nostra realizzazione.

Quindi, complimenti a me, grazie a Pernigotti 1860 (facebookinstagram) per aver creduto e supportato un progetto tanto diverso e a voi, per il continuo e innamorato supporto.

Questi sono i primi quattro mesi di un progetto che durerà fino ad agosto e che festeggia gli attimi dolci, concentrandosi su feste, momenti solo per sé e coccole.  
Ci vediamo tra altri quattro per festeggiare ancora, magari con qualcosa di molto dolce sotto i denti!

Potete scaricare l’intero calendario: qui!
Buona settimana a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

 

3 gennaio 2017

Bookeaterclub: gennaio 2017

Camilla - Zelda was a writer

BookeaterClub di gennaio… manca poco e io ve ne parlo solo oggi. Abbiate pazienza!
Il Libro dei Baltimore | Zelda was a writer

Buongiorno a tutti! Anzi, buonasera… Le vacanze mi hanno tolto qualsiasi riferimento temporale: sono in una bolla senza orari, mangio, dormo e mi dedico a quello che mi piace di più. Alcune volte si tratta di fatti creativi, altre è solo una gustosissima e silenziosa stasi.

Insomma, ancora una volta sembra che sia in terribile ritardo su tutto ma stranamente sono tranquilla perché il nome del libro di gennaio del nostro BookeaterClub è girato in ogni dove e così, se mi trovo qui, è solo per amore di completezza.

Le vacanze mi hanno trovato svuotata e bisognosa di tantissimo riposo. Sono piena di idee e muoio dalla voglia di cominciare ma ho pensato anche che se voglio che le cose vadano bene, vadano come davvero spero, mi devo fermare un altro po’ e godere di pomeriggi senza capo né coda, tra le coperte, con una bella tazza di tè fumante e, ça va sans dire, in compagnia di un buon libro.

Spero che siano buone ore anche per voi e che il vostro inizio sia costellato di propositi emozionanti e ambiziosi. So che saremo tanto insieme, lavorerò perché sia sempre di più così. Voglio uscire dalle cose virtuali, voglio un tavolaccio e tante carte su cui abbozzare progetti e liste di grandiose speranze.

Spero che sarete con me, lo spero con tutto il cuore!
Il Libro dei Baltimore | Zelda was a writer

Ci vediamo giovedì 26 gennaio, dalle 19, in Rizzoli Galleria. Inizieremo il 2017 con Il Libro dei Baltimore di Joël Dicker (La Nave di Teseo).

Alcuni di noi – io compresa – si sono tuffati anche nella lettura del libro precedente, l’acclamato La Verità su Caso Harry Quebert (Bompiani).
I due libri hanno in comune lo stesso protagonista, Marcus Goldman, ma non è necessario leggere il precedente per capire il successivo. Per fare un parallelo con le serie tv, Il Libro dei Baltimore è lo spin off de La Verità sul Caso Harry Quebert.

Sono certa che sarà una nuova e bellissima occasione di confronto e gioia!

Trovate la tessera e maggiori informazioni qui
Vi ricordo che l’ingresso è gratuito, che ci piace conoscere nuove persone e che amiamo chi non è d’accordo con noi.
Il Libro dei Baltimore | Zelda was a writer
Un sorriso, torno sul divano!
Camilla
Zelda was a writer

(la meraviglia di camicia che indosso nelle foto è de Le Sarte Pettegole, progetto di cui mi sono innamorata perdutamente)

21 dicembre 2016

Flâner a Parigi

Manusch Badaracco

flâner (v.intr.)
1.
 bighellonare, gironzolare, andare a zonzo: — dans la ville, andare a zonzo per la città

2. gingillarsi, perder tempo: fais ton devoir sans —!, fa’ il compito senza perdere tempo!
(fonte: Garzanti Linguistica)

Il rientro dopo un’estate spagnola è stato morbido. Casa nuova, profumi nuovi, Parigi riempita degli arancioni e dei gialli autunnali. 
14125678_10210478522742231_5846673993161006759_oI tramonti dalla finestra. Si capisce che si sta andando verso l’inverno, si capisce dal freddo, dal sole che inizia a farsi sempre più attendere e dalle notti lunghe.

I colori cambiano, iniziano i grigi, i cieli bassi, inizia l’aria di neve, la pioggerellina costante e le luci della città che si riflettono nelle strade perennemente bagnate.

Si vedono uomini arrampicati sui palazzi ad appendere le prime luci, ancora spente ancora quasi senza senso.
Flâner a Parigi | Zelda was a writerFlâner a Parigi | Zelda was a writerFlâner a Parigi | Zelda was a writerSi parla spesso di spirito natalizio ma io vorrei parlare solo dello spirito, di quella parte di noi che potrebbe rimanere sempre sorpresa ed “émerveillée” – come dicono i francesi davanti a tutto questo – se solo fosse qui, se solo fosse presente, se solo osservasse.

Parigi mi ha cambiata, ha cambiato il mio modo di osservare la vita, è assurdo come in una metropoli tra le più importanti e attive del mondo si possa ritrovare l’essenza della quiete. 

Flâner a Parigi | Zelda was a writerFlâner a Parigi | Zelda was a writerLoro parlano di “flâner” tradotto è “gironzolare”, “perdere tempo” ma senza l’accezione negativa del termine, è una condizione che chiunque qui conosce.

È una sorta di trasporto, dove tu cammini e lasci che il tutto accada accanto a te, ti preoccupi solo di osservare ed ascoltare annullando per un momento il giudizio e lasciando che le cose si mostrino per quelle che sono. 

Flâner a Parigi | Zelda was a writerFlâner a Parigi | Zelda was a writerÈ la vita che scorre presente, in un’attesa lieta, con la convinzione che quello che desideri arriverà, il quando e il come non è un tuo problema l’importante è farti trovare pronto a ricevere, esattamente come sai che anche questo Natale arriverà e con lui la famiglia, le luci, il pandoro con il mascarpone e una poltrona per due alla televisione.

Magari non sarà tutto esattamente come ce lo siamo immaginato ma da un certo punto di vista non è meglio?
Flâner a Parigi | Zelda was a writerQuesta è la mia Parigi, un luogo dove lo spirito risorge luminoso e distrugge l’ego con i suoi attaccamenti, le sue paure ed i suoi dolori.

Un luogo dove t’insegnano a lasciare la presa, vivere l’istante presente e rimanere sempre all’ascolto. Sapendo che nel benessere dell’uno sta il benessere di tutti.

 

Autore: Manusch Badaracco
Nata il 05/10/1982 a Lodi da madre iraniana e padre italiano. 
Scopre la passione per la pittura a 8 anni grazie ad una valigetta di colori ad olio dimenticata dalla madre in cantina. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera.
Crea un suo stile di pittura onirico-figurativo prendendo come spunto la vita. Trasferitasi a Parigi all’età di 30 anni, dove attualmente vive e lavora, ha ricevuto un atelier al 59 di rue Rivoli e sucessivamente a Jour et nuit cuture.
 

20 dicembre 2016

Siria, Wondy e Bookeaterclub

Camilla - Zelda was a writer

Siria, Francesca Del Rosso Wondy e BookeaterClub, possibile permettersi anche solo di accostare mondi tanti compositi e necessitanti – ognuno a suo modo – del giusto contesto, delle parole più significanti e, soprattutto nel caso dei primi due, del rispetto più silenzioso e fattivo?

Siria, Wondy e Bookeaterclub | Zelda was a writer

ph.: A Syrian girl reads a book in her damaged house in Talbisa area in Homs, Northern Syria, April 10, 2012. (REUTERS/Stringer) – da Latitudenews.com

I drammatici fatti di Aleppo sono noti a tutti, la deriva internazionale di empatia e di azione rispetto ad essi non smette di abitarmi la mente in quest’ultima propaggine di 2016, un anno tutt’altro che facile, che ha contribuito a erodere la già flebile riserva di speranza per il nostro futuro di Uomini.

Ogni tanto mi trovo a chiedermi: saremo ancora in grando di restare umani? 

Settimana scorsa, la notizia della scomparsa di Francesca Del Rosso Wondy non ha fatto altro che incupire gli animi: ci siamo sentiti più vicini nella perdita ma anche tanto soli, più inermi, terribilmente impreparati alla sventura.

Lei era la forte, sorrideva e ironizzava. Su di lei, anche se inconsapevolmente, ci eravamo appoggiati, nella più granitica certezza che il cancro l’avrebbe sconfitto, che a Wondy non la si faceva.Siria, Wondy e Bookeaterclub | Zelda was a writer

Poi c’è il Bookeaterclub che da qualche tempo rappresenta l’avamposto di una condivisione felice e disinteressata, tutta legata al mondo dei libri. La discussione di un libro al mese si lega intimamente al nostro bisogno di gruppo e di espressione, è un punto di partenza che educa e ci avvicina. Spesso del libro perdiamo memoria ma ogni volta resta in noi, intatta e crescente, la sensazione di procedere lungo la stessa traiettoria.

Vi sembrerà strano ma è stato proprio il book club  e voi, che lo rendete un fatto unico, ad avermi permesso di unire tutto, a fornirmi una chiave di lettura utile e significante.

La Cultura non si pone limiti: non chiede (o non dovrebbe chiedere) passaporti o titoli di studio. La Cultura arriva dove c’è bisogno di impasto, dove la povertà più urgente è quella del sentimento. Ispira azione e partecipazione, ispira empatia e domande. Abbiamo un grandissimo bisogno di erodere certezze paludate, di spingerci nel faticoso cammino del dubbio e della curiosità, di lavorare sulle nostre paure più ataviche.

La Cultura è questo: un muscolo esterno e collettivo, capace di ridare ossigeno alla mente, di permetterci di calzare agevolmente gli stivali delle Sette Leghe, di viaggiare nei destini altrui, cercando sempre di capire.

In un attimo, è stato tutto chiaro: questi tre mondi erano uno solo e parlavano di Vita.

Durante il nostro incontro di dicembre in Rizzoli Galleria, abbiamo organizzato una raccolta di soldi per la Siria.

Abbiamo scelto Medici Senza Frontiere per il suo infaticabile impegno sui fronti più caldi del mondo, quelli che necessitano di un intervento immediato, nelle condizioni più difficili e pericolose, spesso a costo della propria vita.

Abbiamo raccolto una cifra incredibile di denaro. Non la dirò per eleganza ma è INCREDIBILE!

La donazione è stata fatta in memoria di Francesca. Abbiamo pensato che investire soldi sulla difesa della Vita fosse un modo reale di ringraziarla, perché era questo di cui lei ci parlava: dell’insanabile desiderio di restarci attaccata, di riconoscerne la forza dirompente, di raccontarla a tutti.

È successo un piccolo miracolo, ancora stento a crederci!
Ho avuto la possibilità di sapere che i soldi donati a Msf saranno destinati alla Siria. Inoltre, una lettera di ringraziamento raggiungerà la famiglia di Francesca. Simile come quella che abbiamo ricevuto noi e che pubblico qui, per festeggiare tanta bellezza.
Bookeaterclub per Wondy | Zelda was a writer

L’impegno per il bene di tutti è un circolo vizioso perfetto: una volta respirata l’inebriante ondata d’urto che è in grado di generare non si sarà mai più uguali a prima. 

Grazie di cuore a tutti voi,
Camilla
Zelda was a writer

Per sostenere Medici senza Frontiere, cliccate qui.

19 dicembre 2016

Anniel, io, la danza, il glitter e i compleanni

Camilla - Zelda was a writer

Anniel (per chi non la conoscesse –> qui) ha compiuto 40 anni e, in occasione della sua festa di compleanno, ho capito che abbiamo un sacco di cose in comune.

Abbiamo circa la stessa età e tutti e due siamo passate dalle scarpe di danza al glitter. Ad Anniel la danza è venuta decisamente meglio. Io, però, in fatto di glitter non ne ho mai sbagliata una.

anniel-0Andiamo con ordine.
Quando ero ragazzina ero talmente dinoccolata da sembrare un cavallo marionetta.
Avete presente il cavallo marionetta, il suo incedere convulso e tutto scatti? Avete presente il suo bisogno esponenziale di spazio attorno e il buffo movimento degli arti? Ecco, io ero circa così.
Anniel | Zelda was a writerEssere nata alta non mi aiutava di certo.
Oggi è un valore aggiunto perché, per esempio, se ingrasso distribuisco meglio i chili ma allora era un dramma. Avessi saputo allora di questo superpotere forse le cose sarebbero andate diversamente!
Anniel | Zelda was a writerMi suggerirono di provare con la danza: mi avrebbe ingentilito e avrebbe contribuito a rendere il movimento più fluido. È andata così, ve lo posso giurare!

Almeno quanto leggere libri ha educato i miei discorsi in puro stile Nembrot, la danza mi ha ingentilito. Ma devo ammettere che se per questi ultimi – i libri – sono decisamente portata, per la danza no, non sono mai stata una potenziale Carla Fracci.

Anniel | Zelda was a writer
Colpa dell’altezza, immagino. Collo del piede pessimo, pessima apertura delle gambe e braccia, pessimo potenziale. Forse scogliosi, forse leggero sbilanciamento del corpo verso destra o verso sinistra.
Ok, sto esagerando!

Nonostante tutto, sono certa che la mia stagione danzereccia sia stato un periodo della vita bellissimo, tanto bello da ricordarlo stupefacente e contemplativo, tanto bello da essermi trasformata molto presto in una spettatrice appassionata.

Anniel | Zelda was a writerSarebbe utile si dicesse più spesso che non sempre quello in cui non eccelliamo affatto rappresenta una disfatta.

Io con la danza ho imparato a camminare dritta, cosa che per esempio le tanto glorificate scarpe ortopediche anni ’70 non erano riuscite a farmi fare.
Anniel | Zelda was a writer
Ho capito quanto è bello perdersi in una diagonale, zompettare come un furetto coordinato (perdonatemi, non ho mai potuto ambire a niente più di questo), chiudere gli occhi in attesa che parta la musica, emozionarsi, sentire il ritmo dentro, partire con uno slancio che la vita non ti permette di ricreare, avere una coreografia in mente e riprodurla fino alla perfezione.

Anniel | Zelda was a writer

ph.: Justine Le FunkyMamas

Con il passare degli anni, penso a quella maestra di danza classica che non riuscì mai ad accettare la mia goffaggine e non rese mai piacevole nessuna delle mie ore passate a tentare.
 
Ero uno schifo ma è pur vero che non eravamo alla Scala, se fossi rimasta in ultima fila a scimmiottare i miei quattro tentativi non credo si farebbe fatto male nessuno.
Per la ragazzina che ero fu un grande cruccio che mi spinse a mollare tutto e a sentirmi terribilmente inadeguata.
 

Oggi ringrazio anche quelle ore perché è banale ma così poeticamente vero che nella vita serve tutto, anche gli occhi in aria e le risatine alle spalle. A riprova di questa grandissima verità, le sue lezioni mi sono servite e per lunghi anni mi sono sempre trovata in mezzo alla pista di una discoteca, a divertirmi come una pazza. Più articolata, meno cavallo marionetta.

Anniel | Zelda was a writerHo mollato le scarpette da danza molto presto – confesso di guardarle sempre con tanto amore – ma ho iniziato a indossare il glitter, in ogni forma possibile, e devo dire che questo amore non mi ha più abbandonata.

Anniel | Zelda was a writer

ph.: Justine LeFunkyMamas

Non tutte le grandi passioni valgono allo stesso modo per tutti, non tutti gli amori possono durare per un tempo deciso a tavolino. Sul glitter invece non ho dubbi: è per sempre.
Anniel | Zelda was a writer

Tanti auguri di buon compleanno, Anniel!
Camilla
Zelda was a writer
 
(Il luogo che vedete nelle foto è Potafiori, un locale di Milano immerso nella bellezza. Anche Justine ha parlato di Anniel —> qui)