9 aprile 2015

Gente che mi piace: Oybo

Gente che mi piace: Oybō | Zelda was a writerBuongiorno a tutti! 
Ho già parlato delle calze Oybō qui, in un Almeno tre cose natalizio in cui le consigliavo come regali speciali per innamorati, genitori, figli e amici. 

Accadeva due anni fa, per il Natale del 2013. La sua co-fondatrice, Eusebia (qui la sua crew), mi aveva contattata via mail, raccontandomi il suo progetto con una tale passione che in un attimo mi sono sentita tirata in mezzo e gli ho regalato un pezzettino di cuore. Sì, sono a tutti gli effetti una Oybō friend.

L’amore per le mie oybō è cresciuto nel tempo ed è stato bello rendersi conto di come, nonostante la variegata gamma di difficoltà delle piccole imprese artigianali, il progetto sia cresciuto e stia espandendosi senza mai perdere di vista la cura dei dettagli, la specialità della sua proposta, la qualità del prodotto.
Gente che mi piace: Oybō | Zelda was a writerGente che mi piace: Oybō | Zelda was a writerGente che mi piace: Oybō | Zelda was a writerLe calze Oybō rispondono alla mia eterna ricerca di fantasia, mi fanno sentire sempre carina e regalano una nota di specialità anche agli outfit più noiosi. Sono calze spaiate per volontà, colorate e semplicemente geniali, nella scelta dei pattern e degli accostamenti.

Irresistibili e resistenti, erano nel 2013 – e continuano a esserlo oggi – i regali più utili e meno scontati, capaci di veicolare i passi importanti di chi più amiamo.
Potevo forse non dirlo a tutti che gente come Eusebia mi piace da impazzire?! 
Gente che mi piace: Oybō | Zelda was a writerGente che mi piace: Oybō | Zelda was a writerBuona giornata a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

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#oybofriends

8 aprile 2015

10 cose che ho scoperto sulle grigliate

10 cose che ho scoperto sulle grigliate | Zelda was a writer10 cose che ho scoperto sulle grigliate | Zelda was a writerBuongiorno a tutti!
Lunedì scorso, per Pasquetta, sono stata invitata dal mio amico Alessandro a una bella grigliata tra amici. Nulla di strano, direte voi. In effetti, come potete vedere dalla foto appena sotto, tutta la città ha avuto la stessa idea…

In ogni caso, complice una meravigliosa compagnia, il sole e una discreta porzione di prato tutta per noi, ho pensato di stilare la lista delle 10 cose scoperte sulle grigliate tra amici. Come non pensare a una cosa simile, d’altronde!

Lo so che le vacanze di Pasqua sono drammaticamente terminate ma la stagione delle grigliate è solo all’inizio e quindi sarà il caso di fare ordine e definire cose da fare e cose da evitare a pie’ pari.
Pronti? Via!
10 cose che ho scoperto sulle grigliate | Zelda was a writer10 cose che ho scoperto sulle grigliate | Zelda was a writer1. Giusto per mettere i puntini sulle i… Quando il telegiornale ti dice che la città è deserta per via di una bella giornata di sole coincidente con una festa nazionale o con un week-end, ricordati sempre che questo significa solo che il mondo si è trasferito esattamente dove stai andando tu, alla ricerca di tranquillità e solitudine.
Non sarai MAI solo. Matematico.
2. Per fare una grigliata devi avere una griglia.
Noi non l’abbiamo avuta per la prima tragica mezz’ora di spesa. Spesa fatta pensando che, in un modo o nell’altro, l’avremmo trovata. Il gruppo in effetti ha reagito con prontezza: si è diviso e la sua propaggine più ardimentosa ha magicamente scovato due griglie usa e getta in un Auchan perso nel nulla. Le ultime due. 
Quindi, per meglio definire questo secondo punto: per fare una grigliata devi avere una griglia. Se non ce l’hai, devi credere con tutto te stesso che, comunque vadano le cose, alla fine la troverai.
10 cose che ho scoperto sulle grigliate | Zelda was a writer10 cose che ho scoperto sulle grigliate | Zelda was a writer3. In fase di grigliata, non guardare mai le griglie degli altri.
Ce ne sarà sempre una più grande, con le ruote per la neve, uno o due ripiani, la carbonella più scoppiettante. E non è finita! Ci sarà anche il grigliante più esperto, quello più aitante, quello multiaccessoriato e pure il giocoliere, che prende le salamelle, le fa volare in aria e trac, sono pronte nel piatto.
Tu non guardare MAI gli altri e cucina sulle tue due piccolissime griglie usa e getta trovate all’Auchan per puro miracolo. Ci vorrà più tempo, è vero, ma vuoi mettere la soddisfazione?
4. Arriva a pancia possibilmente vuota: l’euforia della grigliata farà cuocere ai tuoi amici enormi quantità di cibo. 
Per essere più precisi: una griglia usa e getta ha un’autonomia di circa due ore. Per due ore, quindi, l’addetto alla griglia proverà a cuocere qualunque cosa sopra la poverina. E non voglio neanche pensare alle quantità di cibo che è capace di produrre la griglia deluxe, quella che in pratica può cuocere per sempre…
10 cose che ho scoperto sulle grigliate | Zelda was a writer10 cose che ho scoperto sulle grigliate | Zelda was a writer10 cose che ho scoperto sulle grigliate | Zelda was a writer5. Se vuoi sperimentare la fusione dei marshmallows - sì, proprio come nella puntata del tuo telefilm preferito, quella in cui alla fine vanno tutti in campeggio – fallo a cottura di tutto il resto ultimata. I marshmallows sono molto cinematografici ma piuttosto difficili da gestire.
6. Non te la prendere per le pallonate che ti arriveranno in testa di continuo, soprattutto se poi giochi anche tu e ti prende un’insana mania di schiacciare come Mimì Ayuhara.
La regola dovrebbe essere: o tutti o nessuno. La realtà, invece, vuole che siano pochi, tenaci e pure disarticolati.
10 cose che ho scoperto sulle grigliate | Zelda was a writer10 cose che ho scoperto sulle grigliate | Zelda was a writer10 cose che ho scoperto sulle grigliate | Zelda was a writer7. Se la palla che porti da casa è sgonfia da mesi e mesi d’indifferenza e inattività, non fare MAI il bagher. Specie se il giorno dopo dovrai lavorare su photoshop, sistemando numeri apocalittici di foto di grigliate. Vita vissuta, questa, puoi credermi.
8. Il cavatappi/apribottiglie, te lo posso sottoscrivere, serve. In barba a tutti quelli che ti dicono che no, che tanto si apre tutto con i denti, con gli accendini, con le forchette, etc.
Diamine se serve!
10 cose che ho scoperto sulle grigliate | Zelda was a writer10 cose che ho scoperto sulle grigliate | Zelda was a writer10 cose che ho scoperto sulle grigliate | Zelda was a writer9. Vestiti a cipolla e non usare calzini usurati (con buchi sul pollice, per intenderci) perché, di solito, appena dopo il primo spiedino, uno le scarpe se le toglie.
Oppure usa calzini usurati che riesci a togliere/rimettere insieme alle scarpe. Non guardarmi così: io avevo un amico che ce la faceva.
10. Cerca con cura il tuo luogo dei bisognini, non essere approssimativo. Quello sarà il posto più a contatto con la Natura dell’intera grigliata.
10 cose che ho scoperto sulle grigliate | Zelda was a writer10 cose che ho scoperto sulle grigliate | Zelda was a writerSpero che questo decalogo vi sia utile!
Buona giornata a tutti,
Camilla
Zelda was a writer

1 aprile 2015

I sabati di Lambrate!

I sabati di Lambrate | Zelda was a writerBuongiorno a tutti!
Vi avverto: questo è un nuovo photo diary tutto dedicato a Milano!

Sarà merito della primavera o forse del risveglio della città che, dopo mesi di cielo grigio e pensieri pesanti come nembi, ha deciso di tornare a sorridere… Sarà sarà quel che sarà (cit.) ma, da qualche settimana a questa parte, stiamo assistendo a una vera e propria esplosione di mercatini, strade festanti e musica sorridente.
Brava Milano, festeggia comunque, coinvolgi e metti da parte paure e insofferenze!

Circa due settimane fa, mi sono recata in zona Ventura Lambrate, nella mitica via Conte Rosso: ViviLambrate, con il patrocinio del Consiglio di Zona 3, ha organizzato il primo di tre sabati di handmade di alta qualità (selezionato da RedRoom), book crossing e swap di vestiti, mercato agricolo e laboratori per bambini e adulti e musica, tanta rincuorante musica!
I prossimi? 18 aprile e 16 maggio, prendete nota!
I sabati di Lambrate | Zelda was a writerI sabati di Lambrate | Zelda was a writerI sabati di Lambrate | Zelda was a writerI sabati di Lambrate | Zelda was a writerI sabati di Lambrate | Zelda was a writerI sabati di Lambrate | Zelda was a writer
Sul profilo facebook di RedRoom troverete tutte le informazioni sui creativi che hanno esposto, qui invece altre foto scattate durante la lunga giornata di festa.

Per quanto mi riguarda, la festa ha potuto dirsi completa (e molto rosa) quando, tra i creativi che esponevano, ho riconosciuto Clara di Petit Pink Rose. Non è meraviglioso riconoscersi e sostenersi?
I sabati di Lambrate | Zelda was a writerI sabati di Lambrate | Zelda was a writerI sabati di Lambrate | Zelda was a writerIl sabato di Lambrate (che spero si allarghi a macchia d’olio, contemplando piccole stradine silenziose e spazi dismessi pieni di fascino) si è sviluppato lungo tutta la giornata e ha convogliato grandi e piccini in una festa di colore e gioia.

I comitati di zona e le associazioni stanno facendo un lavoro grandioso per Milano: di solito sono composti da giovani uomini e donne, stufi di vivere la propria zona solo come luogo in cui tornare dopo l’ufficio. Persone che hanno voglia di scalfire la diffidenza che una grande città è in grado di creare nelle dinamiche sociali, che hanno il grande desiderio di tornare a chiedere il sale alla vicina o di spendere con lei due chiacchiere lungo la via che li conduce verso casa.

Queste sono le cose che tornano a dare buonumore e sorriso perché –  è fatto semplice ma non facile – che siano i piccoli gruppi a muovere ondate di cambiamento civili e rivoluzionarie. Anche per la nostra città e per il luogo accogliente e stimolante che potrebbe diventare!
I sabati di Lambrate | Zelda was a writerI sabati di Lambrate | Zelda was a writerI sabati di Lambrate | Zelda was a writerI sabati di Lambrate | Zelda was a writerI sabati di Lambrate | Zelda was a writerI sabati di Lambrate | Zelda was a writerI sabati di Lambrate | Zelda was a writer
Mi immagino quando saranno belli i prossimi sabati: luce fino a sera tardi, vestiti più leggeri e una gran voglia di sorriso. Che ne dite, ci vediamo lì?
I sabati di Lambrate | Zelda was a writerI sabati di Lambrate | Zelda was a writerI sabati di Lambrate | Zelda was a writer
Che sia una buona giornata per tutti voi!
Camilla
Zelda was a writer

31 marzo 2015

Floralia in piazza San Marco!

Floralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerDomenica scorsa, finalmente, si è tenuto Floralia, un mercato benefico che viene organizzato due volte all’anno, in autunno e in primavera, sul sagrato e nei chiostri della bellissima chiesa di San Marco a Milano.
Floralia in piazza San Marco! | Zelda was a writer
Il cielo era di un azzurro rinnovato e croccante, l’aria danzava disinvolta per casa, muovendo i pizzi delle tende e spingendo a lasciare tutto e uscire.

Ho seguito l’impulso e, in meno di venti minuti, mi sono trovata a girovagare tra le bancarelle di fiori e di libri con un sorriso ebete stampato sul viso
Mentre fingevo di non essere figlia delle mia città e di guardarla con occhi nuovi, ho iniziato a fotografare tanta di quella bellezza da decidere di costruire un post pieno zeppo di foto, di colori e di cielo. Un bel photo diary domenicale, insomma!
Floralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerFloralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerFloralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerFloralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerLa quantità di colori che i miei occhi hanno registrato ha fatto a gara con quella di profumi immagazzinati dal naso. Ovunque mi girassi c’erano fiori, bulbi, piantine dai nomi mai sentiti, panini traboccanti di mortadella e tanto, tantissimo verde.

Mi ci voleva una giornata così: passata a girovagare tra le bancarelle senza nessuna finalità, senza nessun appuntamento!
Floralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerFloralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerFloralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerFloralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerFloralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerQuesta domenica piena di luce e brulicante di vita mi ha regalato una discreta quantità di dettagli silenziosi, immersi nel vociare scomposto degli astanti. Infinitesimali e al contempo irrinunciabili.
Un esempio fra tutti? La piccola lucertola in pieno cambio di pelle che prendeva il sole su un enorme bulbo!
Floralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerFloralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerFloralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerGrazie al mio infallibile fiuto da #bookeater, mi sono trovata presto nell’area dei libri usati. Edizioni davvero belle: avrei portato a casa tutto!

Siete autorizzati a non crederci ma, ogni volta che mi capita di impegnarmi nella ricerca, il primo libro su cui cade il mio occhio è di Gina Lagorio. In effetti, è capitato anche questa volta: sono tornata a casa con Fuori Scena, libro che possedevo già ma in un’edizione meno bella di quella scovata.
A fare compagnia alla Lagorio, anche Pavese, Hemigway e Bufalino. Sono molto fiera del mio tesoro!
Floralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerFloralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerFloralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerFloralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerFloralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerFloralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerFloralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerAlzare gli occhi al cielo - nell’intrico di passaggi e di ombrelloni che creavano ombre e intersezioni - è stato quanto di più poetico potessi regalare alla mia giornata: nuvole e azzurro, con una maestosa porzione di chiesa a controllarci dall’alto.
Per fortuna ho scattato la foto (qui sopra) dell’esatto momento in cui ho pensato di essere molto felice della mia domenica all’aperto!
Floralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerFloralia in piazza San Marco! | Zelda was a writerChe sia una giornata di aria che filtra dalle vostre finestre e di luce che vi bacia la pelle.
Camilla
Zelda was a writer

26 marzo 2015

Bookeaterclub: tra marzo e aprile!

Bookeaterclub febbraio 2015 | Zelda was a writerAmos Oz, nel suo libro Gli ebrei e le parole (scritto con Fania Oz-Salzberger) cita Pierre Manard, autore del “Chisciotte”, un racconto di Borges.
Il racconto è geniale: tale Pierre Manard, scrittore francese inesistente, un giorno si siede alla scrivania e scrive il Don Chisciotte di Cervantes. Non lo sta copiando, lo scrive perché gli è venuto in mente. Lo scrive in spagnolo, stesse pause, stessa punteggiatura. Però non è di Cervantes, è suo. Si tratta di un libro nuovo, è il Don Chisciotte di Menard.

Come mai Oz cita questo racconto? Lo fa perché gli serve come prova a favore di una verità sostanziale: quando leggiamo un libro noi lo autoriamo, diventa nostro, delle nostre vite, dei nostri innamorati che sanno di fazzoletti puliti, delle nostre madri che stanno morendo.
Almeno fino all’arrivo del prossimo Menard, quel libro è nostro.
Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writer
Il Bookeaterclub di ieri sera all’Appartamento Lago ha fatto sedere al tavolo tantissimi Menard.
Ognuno di noi aveva in mano la sua Invenzione della Madre, ognuno di noi aveva posto la firma sulla pagina finale di questo libro chirurgico, duro e al contempo denso di tenerezza, di vitalità.
Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writer
Ci siamo arrabbiati tantissimo con Peano.
Molti di noi non gli hanno perdonato di aver scoperchiato un vaso di Pandora che vorremmo sempre tenere serrato: lì albergano le nostre paure più profonde e il desiderio di congelare il tempo della serenità, dei punti di riferimento certi, della vita che ci regala senza toglierci nulla.

Immagino anche che alcune delle defezioni di ieri sera (complici anche la pioggia e un simpatico virus stagionale che rende le viscere piuttosto vibratili) siano dovute a questo sentimento di fastidio.

Nei giorni precedenti al book club, ho ricevuto moltissime mail che mi dicevano che non ce l’avrebbero fatta a finirlo, che si scusavano ma era troppo per loro. Ho chiesto a chiunque non se la sentisse di evitare di procedere nella lettura ma intanto mi sono domandata che forza censoria possa avere la storia della malattia sui nostri vissuti.
Alcuni la vivono con sofferenza, e credo che chiunque possa comprenderne le motivazioni, ma per altri arriva ad essere un’offesa, un terribile sgarbo fatto al loro panorama di certezze.
Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writer
Ho la stessa storia di Mattia alle spalle, i suoi stessi anni, la sua stessa paura di non registrare tutto, di perdere il ricordo. L’unica differenza tra di noi è che io ho tentato/tento di inventare un padre.
Per il resto, abbiamo condiviso dieci anni di una malattia insidiosa e devastante, mille ospedali, mille drammi quotidiani. Un corpo che si svuotava con spietata coerenza e che, con la sua mostruosità, sapeva impaurire chiunque non ne conoscesse le cause. Abbiamo provato la stessa rabbia, io e Mattia, la solitudine, un rapporto d’amore perso per strada, la sensazione di avere 26 anni per sempre e di portarci dietro la condizione di eterni adolescenti orfani di un genitore.
Forse, dieci anni fa un libro come questo non l’avrei mai voluto sfiorare. 
Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerBookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerMa c’è tantissimo altro, ne L’Invenzione della Madre: c’è la vita, quella vera, non di certo perfetta e non sempre felice. La vita dei legami, del polline di certe giornate in controluce, dei Capodanni a cui chiedere la realizzazione di sogni impossibili.
In questo libro si respira la matematica certezza di essere contenitori di acqua piovana (sempre Calvino, me ne scuso), bacini di immagini e di Memoria.  
Tra le sue pagine troviamo l’accesso a vie di comunicazione privilegiate con chi ci ha lasciato. Vie ad accesso limitato, forti e incontaminate, prodigiose e intime. Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerph: Giui
Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerph: Giui
Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerph: Giui

Il libro di ieri sera mi ha dato la prova provata di quanto la condivisione di un’emozione renda la stessa più profonda e importante.
A un anno di distanza dalla nascita di questo book club, mi rendo conto di attendere con crescente gioia e speranza il nostro ultimo mercoledì del mese. Sento che, solo incontrandoci e parlandone insieme, il libro inizia a essere nostro. Non di Peano, non di Menard. Nostro.
Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerBookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerE ora fatemi ringraziare chi sta sostenendo la mia avventura. Non basteranno mai le parole per descrivervi cosa questo significhi per l’impresa!
Grazie quindi a Lago Design per avere creato la casa perfetta nella quale trovare un’immediato e rincuorante senso di famiglia e di gruppo.
E grazie a Birra Moretti, nuova amica delle nostre sessioni, per aver regalato al tavolo un viaggio di gusto e tradizione con Le Regionali. Ieri sera abbiamo degustato la Piemontese, in onore di Marco Peano, e la Toscana, tutta dedicata (per un bellissimo esempio di puro caso) al nostro prossimo autore.
Bookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerBookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerBookeaterclub marzo 2015 | Zelda was a writerGrazie a tutti per ieri sera, grazie per essere invischiati con un tale inesauribile entusiasmo in questa diavoleria di lemmi!
Siete nel mio cuore, tra le pagine, i capitoli e le preziose storie, quelle magie aeree che aleggiano nella mente di ogni lettore seriale che si rispetti!
Camilla
Zelda was a writer

Ci vediamo mercoledì 29 aprile alle 19 con Chi manda le onde di Fabio Genovesi (Mondadori).
Buona lettura!
Bookeaterclub aprile 2015 | Zelda was a writer