18 febbraio 2015

Dichiarazioni d’amore per libri

Dichiarazioni d'amore per libri | Zelda was a writerDichiarazioni d'amore per libri | Zelda was a writer
Ho lasciato passare i festeggiamenti di San Valentino in sordina: mi sono regalata un anello super pacchiano (sì, mi sono autofidanzata) e ho pensato che in fondo, anche in tempi meno singoli, non mi è mai interessato più di tanto.

Ieri, però, mi sono chiesta: non sarebbe meraviglioso se facessimo dichiarazioni d’amore sentite e zuccherine ai libri che più ci hanno colpito?
I libri restano e, talvolta, riaprirli dopo anni può regalare sorprese e scatenare catene infinite di ricordi: un biglietto del treno, qualche cartolina firmata da nomi che non ci dicono più nulla, un’increspatura della carta proprio dove abbiamo pianto lacrime amare, una lista della spesa di quando non eravamo a dieta.

Pensando a questi ritrovamenti della memoria, ho deciso di crearne di nuovi: tre promemoria colorati da dimenticare tra le pagine di un libro indimenticabile.
Si tratta di segnalibri, niente di più (anzi, se frequentate questo blog da poco tempo, vi consiglio di scaricare anche questi) ma c’è dell’altro: sono piccoli segnalibri parlanti, che dichiarano stima e ammirazione al libro in cui verranno lasciati per sempre.

Non trovate sia un bel modo per completare una lettura entusiasmante?
Se la risposta è sì, scaricateli qui:
- in alta risoluzione per realizzarli nelle dimensioni standard
- piccoli (io li preferisco di questa grandezza) per la Selphy CP910 con cui ho realizzato i miei

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E ora seguite le 4 indicazioni che vi servono per realizzarli:
1. Scaricateli e stampateli.
Io ho scelto di stamparli con la mia Selphy (che, come sapete, ho qui con me per sperimentare mille diavolerie su carta fotografica) perché preferivo una versione mini. Il fatto che siano promemoria, più che reali segnalibri, mi ha fatto pensare che una dimensione ridotta fosse più funzionale al mio scopo.
2. Ritagliateli, create un foro in alto (io ho usato la mia Perforette a un buco) e uniteli con un fiocco. Oppure lasciateli tutti divisi ma sempre adornati da un fiocco, mi raccomando! I fiocchi sono importanti, secondo me.
3. Scrivete il messaggio con cui volete completare la vostra dichiarazione d’amore al libro di cui vi siete innamorati.
Io ho dichiarato amore a Gli Anni al Contrario di Nadia Terranova (vi ricordo che ne parleremo al BookeaterClub del 25 febbraio (ore 19) all’Appartamento Lago di Milano, tutte le informazioni del caso —> qui).
4. Lasciateli nel libro e dimenticateli: ritrovarli dopo qualche tempo vi regalerà un enorme sorriso!

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Buona giornata a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

Ps: vi chiedo scusa per i lavori in corso che il sito sta vivendo. Era arrivato il momento di renderlo una casa decisamente più confortevole per tutti voi! Bacibellissimi!

 

16 febbraio 2015

Instalovers di febbraio!

Instalovers | Zelda was a writer
Buongiorno a tutti e buon lunedì!
Inizio la settimana con una rubrica che ho inaugurato il mese scorso, si chiama Instalovers e condivide quattro profili al mese, amorevolmente tratti dall’ipertrofica iconografia di Instagram, il social network di cui sono una fan scatenata.

Questo mese vi presento quattro profili che non registrano un numero sconsiderato di follower ma che, in quanto a fantasia e colore, non hanno nulla da invidiare a nessuno. Come sempre, la loro selezione sarà utile per spendere qualche considerazione sui contenuti fotografici e la loro diffusione.

Ashley Ording | Zelda was a writer Ashley Ording | Zelda was a writer
Il profilo di Ashley Ording è una gioia per gli occhi. Una gioia che potete prolungare iniziando a seguire il suo Fancy Fine, un blog semplicemente stupendo. Retrò, colorato, sognante, pieno di personalità e di stile.

Ashley è, tra le altre cose, una web stylist per Anthropologie e gestisce un e-shop su Etsy, dedicato alla sua più grande passione: il vintage.
Il suo instagram è un antidoto sicuro contro i giorni grigi. La passione per il vintage viene raccontata attraverso le parole e gli oggetti fotografati ma, anche e soprattutto, attraverso un’atmosfera, un modo di guardare alla vita davvero poetico. Come riprodurre una simile magia? Resettando lo sguardo, facendosi veicolare dalla passione più grande che regala tono ai nostri giorni. Ognuno selezioni la sua e inizi a girarci a braccetto per il mondo.

La cosa più interessante di questo profilo è la costruzione di uno stile riconoscibile, la ricerca di colori caldi e una miscela equilibrata tra vita personale e passione lavorativa. Guardando anche al blog, ci si rende conto di quanto i semplici posati del fashion blogging assumano il sapore di una storia, molto personale e piena di fascino.

Atelierbibi | Zelda was a writerAtelierbibi | Zelda was a writer
Atelier Bibi è prima di tutto un atelier reale, aperto al pubblico su appuntamento in quel di Torino. L’anima di tutto è la pittrice Piera Luisolo, che potete vedere ritratta all’età di vent’anni nella fototessera che ho selezionato. Il suo instagram è una bellissima collezione di sguardi.

È praticamente impossibile non rimanere colpiti e affondati dalla bellezza delicata e ispirante di questo profilo. In esso sono riuniti tentativi, strumenti del mestiere, ispirazioni, incontri e anche, in modo sospeso e leggiadro, i prodotti acquistabili presso lo studio torinese oppure online.

Cosa possiamo dire della sua attività instagramatica? Che racconta un approccio artistico alla vita fine e coinvolgente e che il suo porsi come ricerca quotidiana di colori e idee – una ricerca meravigliosamente generosa - è capace di coinvolgere la stessa Piera e i suoi follower in una interessante ondata di creatività condivisa. 

Suany Pangallo | Zelda was a writerSuani Pangallo| Zelda was a writer
Suany Pangallo è evidentemente un amante di qualunque tipo di fotocamera. Attraverso il suo instagram – consigliatissimo – vi renderete conto di quanto la sua sia una passione totalizzante, sia personale che professionale. Tanto corposa da aver dato inizio a un progetto speciale, un gioco di metafotografia.

Il suo profilo, infatti, unico e votato a una pazienza non comune, porta avanti la tassonomia di tutte le macchine con cui fotografa panorami di ogni tipo. Ci sono lui, la macchina e il soggetto fotografato: sempre nella medesima modalità, con un cambio interessante di supporti e traiettorie.
Ho scelto questo profilo perché ci ispiri a investire tempo e pensieri in un progetto unico, magari a lungo termine, capace di raccontare qualcosa di noi e al contempo ispirare nuove azioni, nuovi ragionamenti sul nostro percorso creativo.

Se, come è capitato a me, il progetto di questo instagramer vi ha colpito, potete seguire e supportate la sua attività fotografica e filmica qui.

 Lucyketch | Zelda was a writerLucyketch | Zelda was a writer
Finisco l’appuntamento di febbraio con le foto di LucyKetch, al secolo Lucy Ketchin. In pratica, le adoro.
Le sue istantanee parlano della vita creativa che conduce, dei suoi spazi, dei suoi incontri e dei suoi lavori.

Credo che non si tratti di un approccio molti diverso da tanti altri ma, come spesso accade, il suo particolare modo di vedere le cose colpisce chi la segue. I suoi gatti, i topolini (sì, i topolini!), le nuove letture, le matite, i colori, il letto sfatto: tutto contribuisce a realizzare un mosaico di colore denso ed espanso, una vera spinta a creare, tentare, guardare alle cose con occhi rinnovati.
Davvero speciale! Se volete seguire la sua attività, vi consiglio di cliccare qui.
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L’instagram di Lucy mi regala la possibilità di dirvi una cosa importante: cercate di lavorare sulla vostra unicità. Gli impulsi che arrivano dall’esterno sono utili e da benedire ad ogni ora ma poi c’è qualcosa, qualcosa che nessuna lista di tips saprà definire con precisione, qualcosa che solo voi sarete in grado di produrre.
In questo oscuro qualcosa conta di certo la vostra esperienza, il cuore, certe porte in pieno naso e una sensibilità che nessuno – fatta eccezione per gli alieni – potrà portarvi via.

Siate consci di questa forza dirompente di cui detenete piena autorità e possesso e lavorate alacremente perché raggiunga uno stile che parli di voi, di tutti i tentativi, delle tappe, delle domanda ancora sospese e di certe risposte che vi siete dati silenziosamente, nel silenzio sospeso di una mattina.

Chiedetevi sempre cosa resterà di voi alla fine del vostro percorso creativo. Sembra una prospettiva tragica, è vero, ma credo che sia prima di tutto un barbatrucco infallibile per non cadere nel tranello di chi vi vuole identici ad altri e spinge per uniformarvi. Con me funziona alla grande! Se mi affosso per una piccolezza, se un gesto di oggi fa esplodere sdegno e rassegnazione, io spingo lo sguardo su una prospettiva più ampia e tutto – o quasi – acquista un valore diverso, meno importante, più gestibile.

In chiusura di questo pistolotto non preventivato, mi preme dirvi questo: cercate altre strade, magari meno battute, siate diversi oppure uguali, siate quello che decidete di essere e date un senso vitale a ogni vostra scelta.
Solo così, un giorno, guardandovi indietro, potrete riconoscervi senza indugio.
Eccomi, io sono quello lì! - direte con un sorriso da quarto di cocomero.
Non ho sfere di cristallo e ho già dato troppo consigli per i miei gusti, ma so cosa accadrà, so che proprio in quel momento vi darete una sonora pacca di approvazione sulla spalla.

Buona settimana a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

13 febbraio 2015

La Bellezza di Kerascoët & Huber

La Bellezza di Kerascoët & Huber |
Buongiorno a tutti!
Senza voler dare un senso profondo a quanto sto per affermare, vorrei dirvi che a volte succede qualcosa di strano anche nella semplice programmazione di un blog. Infatti, nel pieno di una settimana fiume, improvvisando come meglio potessi, ho pubblicato ben tre articoli dedicati alla Bellezza

Se questo sia stato il risultato di un’esigenza prima di tutto personale o forse la colpa di un Destino interessato a mescolare carte, considerazioni e domande, non saprei dirvelo. So, però, che i fatti parlano chiaro.
Lunedì abbiamo parlato dell’Arte e del più grande regalo che fa alla nostra esistenza, quello guardare il mondo con occhi nuovi e di comprendere la diversità con strumenti allenati e agili. 
Mercoledì vi ho raccontato di un viaggio nelle suggestioni chiaroscurali di una mostra affascinante e avvolgente. Una mostra che avrei voluto condividere con voi.
E oggi sono qui, con un nuovo schianto in pieno petto di cui non vedo l’ora di parlare. 
La Bellezza di Kerascoët & Huber |
Sabato scorso, in una mattina di letto sfatto e tazze infinite di caffè nero (mattine non comuni e quindi preziose), ho incontrato un libro speciale, una graphic novel chiamata semplicemente BELLEZZA.

I suoi autoriKerascoët (al secolo Marie Pommepuy e Sébastien Cosset) & Hubert, ci regalano il godimento pieno di un racconto ben costruito e meravigliosamente illustrato e, al contempo, la devastante angoscia per tutto quello che l’ideale di Bellezza rappresenta (e ha rappresentato) nella storia dell’Uomo. Non per tutti gli uomini, sia chiaro: in questo libro illuminante, si parla dei rapporti di forza e possesso che si muovono attorno a un ideale di perfezione umanamente impossibile ma non per questo meno anelata.

La Bellezza di Kerascoët & Huber |
Baccalà, questo il nome della protagonista, è una povera ragazza derisa e vessata per la sua mancata avvenenza. I problemi e le sofferenze la spingono a credere che tutto sarebbe migliore se possedesse la Bellezza. Come spesso accade nelle favole, l’incontro casuale con una fata – che poi si scoprirà essere non propriamente complice – le regala tutto quello che ha sempre desiderato.

La vita però non sembra migliorare: cambiano solo i rapporti di forza ma non gli equilibri (o gli squilibri?). Baccalà, che grazie alla trasformazione inizierà a essere chiamata Bellezza, avrà in mano un potere devastante e ne diventerà improvvisamente schiava, sacrificando tutto, affetti e rapporti sinceri, e diventando vittima della sua stessa brama di accettazione.

Vi giuro che qualunque riassunto di questa storia per nulla manichea non le renderà mai la giustizia che merita. Proprio per questo e per non rovinare la vostra lettura, vorrei condividere con voi solo alcuni spunti.

La Bellezza di Kerascoët & Huber | La Bellezza di Kerascoët & Huber |
La Bellezza di  Baccalà è in grado di smuovere montagne. L’incantesimo fa in modo che lei continui a essere conscia del suo aspetto reale ma che gli altri, per sempre, la vedano bella da mozzare il fiato. Il tempo e la vecchiaia non avranno nessun potere su di lei: resterà perennemente bella.

Il fatto di aver subito angherie e soprusi per tutta la prima parte della sua esistenza non la rende affatto una donna migliore. Un dono così ingombrante e anelato, infatti, l’ha resa capricciosa e drammaticamente insensibile. Il suo è un cammino verso la consapevolezza più amara: aver basato tutto sull’aspetto, giocando lungamente con i sentimenti altrui, è servito solo a renderla una persona profondamente sola, un oggetto da mostrare con orgoglio e da piegare a ogni più basso istinto.

La Bellezza di Kerascoët & Huber | La Bellezza di Kerascoët & Huber |
A Bellezza non si chiede un punto di vista ma solo presenza. Ci sono uomini disposti a fare di tutto per lei ma pochi che abbiano intenzione di sapere chi veramente sia, cosa pensi o cosa desideri intimamente. La sua proprietà diventa un fatto di orgoglio, il suo passaggio è in grado di generare guai e conflitti.

Con la nascita di sua figlia, le priorità sembrano lentamente cambiare e Bellezza si rende conto di quanto abbia perso, di quanto sia stata preda di un grandissimo abbaglio, di quanto magie e superstizioni – specie nelle mani degli Uomini – diventino un fatto deprecabile e pericoloso.
La Bellezza di Kerascoët & Huber | La Bellezza di Kerascoët & Huber | La Bellezza di Kerascoët & Huber |
La storia è costruita meravigliosamente. Per nulla interessata a mettere a suo agio il lettore, si dipana tra le pagine, densa di una violenza sottesa e barbara, che non smette di parlare ai nostri giorni e a quella pretesa di perfezione che devasta fisionomie e azioni, aggiungendo solo pressione e dispiacere all’incedere dei giorni.

I suoi autori sembrano dirci: la bellezza non è fatto deprecabile, anzi! Ma tutto quello che non è coinvolto in una progressione, tutto quello che non cambia, non l’elemento essenziale di una storia più complessa, diventa un fatto in vitro, un abominio, un vizio di forma di cui, prima o poi, si pagano le più amare conseguenze.

La Bellezza di Kerascoët & Huber |
Leggendo queste pagine, mi è venuta voglia di indagare ulteriormente il rapporto tra violenza e bellezza. Si tratta di un meccanismo a più facce, molto delicato sia in termini di parole che di elucubrazioni. Mi pare che questo non sia l’ambito più appropriato per farlo ma mi piace lanciarvi lo spunto per una riflessione che reputo drammaticamente attuale e piena di possibilità di confronto.

La Bellezza di Kerascoët & Huber | La Bellezza di Kerascoët & Huber | La Bellezza di Kerascoët & Huber |
E infine, che sia una buona giornata per tutti voi e che il vostro occhio si posi su quanto di bello ed essenziale circonda la vostra vita. Esistono milioni di punti di vista sulla bellezza, almeno come esistono infinite tipologie di gusto, di traiettorie, d’incastro, di luci complici che si accendono in tempi magicamente perfetti
Questo libro me l’ha ricordato e io, nel mio piccolo, lo ricordo a voi.
La Bellezza di Kerascoët & Huber |
Buon fine settimana,
Camilla
Zelda was a writer

10 febbraio 2015

Segafredo Zanetti Blogger Night

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La bellezza è ovunque. Basta alzare di poco lo sguardo avvezzo alle solite traiettorie e la bellezza sarà lì, pronta a rispondere a quesiti in bilico, a dare un senso a certi discorsi lasciati aperti.
Un volo sospeso e ingarbugliato, denso di scoppi improvvisi di gioia, sofferenze salmodiate e oscuri presagi di finitezza. Il più riuscito dei campo-controcampo, un bagno d’aria a braccia spalancate, il dialogo che, qualunque cosa succeda, non ci lascerà mai come ci ha trovato. Ecco cos’è per me la bellezza.
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Ci pensavo proprio giovedì scorso, grazie a Segafredo Zanetti. E pensavo anche a quanto allenare lo sguardo all’Arte fosse un fatto meravigliosamente civile (ne ho scritto anche ieri e mi scuso per tanta ridondanza ma mi sembra che i tempi ce lo chiedano a gran voce). 

Andiamo con ordine.
Giovedì sono stata invitata a Vicenza per la Segafredo Zanetti Blogger Night, una serata speciale al museo, solo per me e per un folto gruppo di blogger. Una notte piovosa e fredda, persa nel labirinto folgorante delle sei sezioni de Le Sera e i Notturni (Dagli Egizi al Novecento), curata da Marco Goldin e dalla sua Linea D’Ombra
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Segafredo Zanetti, il main sponsor della mostra, ci ha traghettato – con il suo Direttore Marketing Marco Comellini – in un viaggio-fiume chiaroscurale e illuminante, dagli albori della civiltà egizia fino alle più intime e strazianti espressioni dell’Arte del Novecento.
Mi piace raccontare di Aziende e azioni lungimiranti, mi piace pensare all’investimento sull’Arte come a un’azione rivoluzionaria, legata a numeri e guadagni ben più lenti ma decisivi: le azioni future dell’Uomo, l’educazione al suo sguardo, al suo pensiero.
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Marco Goldin ha introdotto il nostro viaggio, pochi secondi prima che l’incontro con la Bellezza di certe notti silenziose e invadenti avesse luogo.
Ci ha parlato dei passaggi inesorabili dell’oscurità e del risveglio – atavico e tenace – di ogni mattina che risorge, portando con sé i fantasmi della notte, ordinando o confondendo ulteriormente il tavolo da gioco dell’anima, i suoi trucchi, le carte scoperte.
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Il discorso di Goldin mi ha appassionato. Mi sono ritrovata a pensare, non senza un’infinita tenerezza, a quanto la notte regali un senso preciso alla luce di ogni nostro giorno, a quanto sia una dimensione che estende e restringe il nostro perenne stato di esseri in transizione, avviluppando tutti gli instancabili tentativi di riempire spazi, mancanze e vuoti. Durante questo discorso crepuscolare e umano, ho lanciato occhiate incuriosite a un volto esposto nella prima sezione, quella egizia. Era di fronte a me e non riuscivo a smettere di guardarlo.

Ho scoperto in seguito che si trattava della maschera di mummia del Periodo Imperiale Romano e mi è venuto da sorridere, pensando a tutti i primi sguardi che custodisco nel grandissimo catalogo della mia Memoria.
Lo scambio di amorosi sguardi con una mummia del I secolo d. C. mi mancava e credo che non lo dimenticherò tanto facilmente.
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Non starò a raccontarvi l’intero e variegato viaggio nel flusso continuo delle notti di questa mostra, sarebbe inutile quanto descrivervi un canto o l’intensità di un’espressione. Ancora prima di nomi, date e titoli, questa mostra è un viaggio nella contemplazione dei panorami dell’anima, dei repentini passaggi tra luce e oscurità, veglia e perdita di sé.
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Vi dirò solo che fino al 2 giugno ci troverete quanto di meglio l’arte abbia prodotto sul tema della notte, con declinazioni e accostamenti volutamente arditi, volti a frizionare il vostro sguardo e tutti i passaggi segreti che da esso portano dritti alla mente e al cuore.

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Qualche nome però andrà fatto! Preparatevi dunque a incontrare, tra gli altri, il Tintoretto, Caravaggio, El Greco, Rembrandt, Gauguin, Cézanne, Hopper, Rothko Van Gogh, che chiude degnamente la sesta e ultima sezione.
I limiti di sintesi (questa sconosciuta) mi impongono di non citare tutti gli altri e spero che le foto riescano in qualche modo a rispondere al vostro bisogno di saperne di più.
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Quello che mi preme dirvi è che ogni avventura conduce magicamente a scoperte non contemplate, gioie esponenziali improvvise, capaci di cambiare il corso dei nostri pensieri
La mia nuova folgorazione? Antonio Lopéz Garcia, presente alla mostra con alcune opere mozzafiato e ospitato fino all’8 marzo, presso Palazzo Chiericati di Vicenza, con un’altra mostra consigliatissima: Il silenzio della realtà. La realtà del silenzio. Garcia mi ha stappato un chakra, quello della creatività inconsulta: grazie a lui lascerei tutto, lavoro e incombenze del quotidiano, per riempire taccuini di idee e di piani mirabolanti.
E non è detto che non lo faccia… Vi terrò aggiornati!

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Grazie infinite a Segafredo Zanetti per l’invito e per  l’accoglienza a questa iniziativa splendida!
L’incontro con l’arte è quanto di più consolatorio e galvanizzante io conosca e sono sempre felice di parlarne a voi che siete tanto presenti e propositivi!
Spero ne sarete felici!
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Buon pomeriggio a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

Per ulteriori informazioni:
La 
sera e i notturni dagli Egizi al Novecento
Basilica Palladiana, Vicenza

fino al 2 giugno 2015

Un’ultima notizia!!! Proprio in occasione della mostra, e con il suo progetto The Framers, il mio amico Phil Mer ha realizzato un lavoro musicale davvero magico. Nove notturni ispirati ad altrettante opere. Un’occasione per rendere la contemplazione dei quadri esposti un fatto davvero sinestetico!
Se siete curiosi, cliccate qui.
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Questo post non è sponsorizzato ma frutto dell’entusiasmo per un meraviglioso viaggio stampa a cui sono stata invitata.
Le foto sono scattate con Baby Canon, la nuova e inseparabile compagna di avventure iconografiche.
Grazie come sempre per il vostro sostegno e scusate la verbosità!