1 aprile 2016

Bookeaterclub: aprile 2016

Bookeaterclub 2015 banner | Zelda was a writerBookeaterclub di aprile | Zelda was a writerBuongiorno a tutti!
Prima di qualunque parola su quello che è stato, ecco il libro del prossimo Bookeaterclub: Nessuno scompare davvero di Catherine Lacey (Sur).
Ci vediamo giovedì 21 aprile alle 19, nel nostro mitico salotto di Rizzoli Galleria (facebooktwitter). Con noi sempre Zanza un Libro e Heineken (facebookinstagramtwitter) con le sue Heineken®Mini.

E ora la parola ad Alessia e al suo punto di vista sul nostro incontro di marzo, espresso poche ore dopo sulla pagina facebook del Bookeaterclub. Non vi sembra dica tutto in fatto di entusiasmo e presenza?Bookeaterclub di aprile | Zelda was a writer

È stato così, è stato come dice Alessia: una serata leggiadra e al contempo densa, un tripudio di emozioni e di confronto. Un inesauribile scambio, la sensazione di essere nelle pagine, di guardarle da una prospettiva sempre nuova, di supportare un progetto che fa della lettura il perno della riabilitazione sociale.

Nonostante fossimo vicinissimi alle vacanze di Pasqua, nonostante il libro – I Capelli di Harold Roux di Thomas Williams (Fazi) – fosse tutt’altro che una passeggiata e molti fossero critici, è stato bellissimo. Testimonianza, questa, dell’energia tracimante del nostro gruppo e di come, soprattutto nel confronto e nel “non essere d’accordo”, possano nascere miracoli del pensiero.

Ve l’ho detto che vi adoro, vero? Credo non sia facile capire il nostro legame senza esserci dentro, senza viverlo ogni mese, con i suoi pensieri, le sue confessioni, i suoi spunti grandiosi.
Grazie sempre, per essere così luminosi e tenaci, grazie per continuare a crederci e per sentirvi tanto coinvolti.

Ora lascio parlare le foto della nostra preziosa Rossana Gambardella!
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Bookeaterclub di aprile | Zelda was a writerBookeaterclub di aprile | Zelda was a writerBookeaterclub di aprile | Zelda was a writerBookeaterclub di aprile | Zelda was a writerBookeaterclub di aprile | Zelda was a writerBookeaterclub di aprile | Zelda was a writerBookeaterclub di aprile | Zelda was a writerBookeaterclub di aprile | Zelda was a writerPrima di lasciarvi, vorrei ringraziare le nostre due nuove ospiti SEDICENNI. Per non aver dato alcun segno di cedimento – o, forse, per aver dissimulato l’insofferenza con grandissimo stile.

Ci vediamo il 21 aprile in Rizzoli Galleria!
Bacibellissimi,
Camilla

17 marzo 2016

Toi et moi: l’amore non conosce regole

Toi et Moi | Zelda was a writerIl potere più grande dell’Amore è quello di essere al contempo un sentimento tra i più discussi e anelati dagli uomini ma anche lo stato di grazia più unico e irriproducibile per chiunque abbia la grande fortuna di provarlo.

L’Amore è un fatto assolutamente personale, dunque, una strana miscela di chimica e d’imperscrutabile che riesce a creare un miracolo sempre nuovo: unire due metà assolutamente imperfette e a incastrarle in modi fantasiosi, teneri, spassosi.

Ritengo che il fatto più rincuorante dell’intera faccenda risieda nel rendersi conto di come non esistano regole certe, di quanto siano ininfluenti i fisici da sballo, le menti da scienziati, le case da urlo o i vestiti all’ultima moda. In alcuni casi, non serve neanche che si sia in due o che l’altro sia per forza un umano. In altri, non ci vuole neanche tanto impegno: passa la Vita e ha un buon profumo e il resto lo decide il Destino.

L’Amore è quello che, in totale autonomia, decidiamo nutrirà la nostra esistenza, quello per cui siamo disposti a lottare, a credere, a investire. Di qualunque forma, provenienza o genere esso sia.
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toietmoi-2A questo proposito, vi consiglio un libretto affascinante e poetico, si chiama Toi et Moi, scritto e illustrato da Aurelia Alcaïs per Corraini. Il sito della sua autrice lo trovate qui.

L’ho comprato l’estate scorsa, da Al Forte da Pippi, e me ne sono letteralmente innamorata. Talmente tanto che io e lui potremmo comparire nell’elenco di amori che il libro passa in rassegna. Amori tutti diversi eppure essenziali. Legati alle fatalità dell’esistenza, spesso pratici, buffi, granitici.

Era da tempo immemore che ve ne volevo parlare e poi, come troppo spesso accade, il tempo è passato, vedendomi rimandare di continuo.
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Questa pubblicazione, bella e intelligente, ha il valore aggiunto della semplicità.

Dice poco, il giusto, e poi mostra. Mostra la bellezza degli incastri impossibili, suggellati solo dalla volontà dell’esserci, del provare, del percorrere fianco a fianco alcune tangenziali della vita.
toietmoi-4toietmoi-5Toi et Moi ci regala tantissimi volti e altrettante storie, tutti declinati in tre lingue: l’italiano, il francese e l’inglese. A dimostrazione di quanto non esistano differenze sostanziali nel nostro bisogno eterno di completamento e di batticuore.

Ci parla della differenza come di un bellissimo regalo della vita, spingendoci a dare gli spazi giusti alla nostra libertà, al nostro bisogno di amare l’Amore come vogliamo. Senza che limiti o che faccia male a nessuno, senza che limiti o che ferisca noi stessi.
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toietmoi-7toietmoi-8Quest’anno, più dei precedenti, continuo a scrivere con trasporto di quanto sia bello amare senza regole indotte. Di quanto, in fondo, il senso più profondo della nostra vita risieda nel condividere e nell’includere, nell’esprimersi e nell’ascoltare, nell’amare e nel tentare.

Continuo a pensare che il più grande spreco di questa esistenza sia quello che ci vede timorosi e pieni di sospetto verso quello che non conosciamo. Bendati e impauriti, lontano da tutto quello che forse avrebbe finalmente parlato le nostre parole, forse avrebbee sussurrato le melodie del nostro cuore.

Questo libro, con colore e ironia, ci dice proprio di non avere paura e di accettare la meravigliosa imperfezione dell’incastro, liberandoci finalmente dalla noiosa eventualità di essere uguali a tutti.

Io mi fido ciecamente di chi ama e pure dei signori Corraini (la cui foto svetta sul mio frigorifero) perché, allora, non decidere di lasciarsi andare alla Bellezza delle cose nuove, improvvise e senza limiti?
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Che sia un buon pomeriggio per tutti voi!
Camilla
Zelda was a writer
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14 marzo 2016

Un sospiro a colazione (cit.)

Colazione | Zelda was a writerMi prendo la totale responsabilità di quanto vi sto per dire: secondo me, nelle ultime ore e anche adesso, mentre vi sto scrivendo, almeno 5 mila-milioni-di-milioni di tavoli sono stati fotografati e postati su instagram.
Meglio se arricchiti di qualche delizia dolce che riporti al pasto più amato sui social, quello per la prima colazione.

Il dubbio amletico resta il seguente: dopo aver mostrato, la gente fruisce ancora o è già sazia?
Colazione | Zelda was a writer
Questo interrogativo è rimbalzato tra le pareti della sala di Open More Than Books, dove mercoledì scorso ho avuto la fortuna di moderare un incontro dedicato al rapporto prolifico e altamente ispirazionale esistente tra creatività e colazione.
Colazione | Zelda was a writer
Una recente ricerca Aidepi – DOXA “Io comincio bene” ha sottolineato una stretta connessione tra i due mondi, rivelando che il corposo milione di lavoratori della creatività – che, secondo un’altra ricerca commissionata da SIAE e dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo crea un valore economico di ben 47 miliardi di euro… Sì, avete capito bene: MILIARDI… – è attratto dalla colazione come gli orsi dal miele e ne è necessitante, tanto da cercarla come premio e pasto irrinunciabile.
Colazione | Zelda was a writer
Perché? Forse per affrontare l’annosa condizione da freelance, costellata da grandi corse, grandi interrogativi e spesso vacui fine mese. Forse – non sarei obiettiva se non aggiungessi alla lista anche fatti estremamente positivi  – per le grandi soddisfazioni, la gioia del fare, la speranza sempre tonica riposta nei risultati, nei mille incontri, nelle grandi sinergie.

Ad arricchire l’incontro, con passione e competenza, c’erano il Direttore di Aidepi (Associazione Industriali del Dolce e della Pasta Italiani) Mario Piccialuti e il prof. Luca Piretta, docente di Nutrizione e Patologie Digestive dell’Università Campus Biomedico di Roma.
Colazione | Zelda was a writer
Abbiamo parlato di quanto il mattino abbia davvero l’oro in bocca, specie per le attività creative, di come le prime luci dell’alba stimolino l’attività della corteccia frontale, la sede di ogni anelito artistico, di quanto la colazione, specie se dolce – accompagnata da carboidrati, latte e frutta – sia un toccasana per ogni nuovo giorno di mirabolanti avventure.
Colazione | Zelda was a writerIl nostro discorso non si è fermato solo alla tavola arricchita dai prodotti dell’industria del dolce rappresentati da Aidepi ma ha raccontato di quanto, nel corso dei secoli, la colazione sia stata in mezzo a fatti culturali davvero importanti: tra i filosofi e i letterati del ‘700, per esempio, che frequentavano i caffè (dal Greco di Roma al Procope di Parigi) e volevano analizzare il mondo, a differenza dei rivoluzionari francesi che, in quegli stessi ambiti, magari sorbettando una bevanda e sbocconcellando un dolce, il mondo lo volevano rivoltare come un calzino. 

A tale proposito, vi consiglio un libro: Barfly – Guida illustrata ai caffè letterari (Nuages). STUPENDO!
Colazione | Zelda was a writerErnest Hemingway e Victor Hugo hanno scritto pagine indimenticabili intorno alle 6 del mattino, nomi come Émile Zola hanno frequentato i caffè per vederci scorrere la vita e riportarla sulla pagina, altri pazzi della parola scritta hanno bevuto una cosa come cinquanta caffè al giorno (ogni riferimento a Honoré de Balzac è voluto) e infine tanti, tantissimi ancora, hanno reso immortale la colazione, inserendola nelle loro righela prima colazione di Prévert, la scatola dei biscotti di Murakami, la madeleine di Proust e il panino al formaggio svizzero con latte al malto che Holden Caufield consuma grazie alla penna di Salinger sono solo alcuni tra gli infiniti esempi.
Colazione | Zelda was a writerColazione | Zelda was a writer
La colazione ispira e sostiene i creativi, i creativi la amano perché è un gesto estetizzante, un momento per far decantare le mille sollecitazioni, una griglia di dettagli utili ad allenare la propria forma mentis, un abbraccio caldo che ci allontana da Morfeo e ci accompagna con dolcezza nelle cose del mondo.
Colazione | Zelda was a writer
Il nostro incontro di mercoledì scorso è stato utile e prolifico perché ha dimostrato che la colazione (il mio pasto adorato e irrinunciabile del giorno) è a tutti gli effetti amica di noi, poveri strambi e sconclusionati creativi!
Colazione | Zelda was a writer
Finisco col porvi una domanda altamente scientifica: se alla Regina di Alice nel Paese delle Meraviglie da giovane venivano alla mente ben sei cose impossibili prima di colazione, potete immaginare quante ne verranno a chi consumi con gioia la sua amata e sacrosanta prima colazione?!
Colazione | Zelda was a writer
Questo post è il risultato di una collaborazione con AIDEPI di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro.

*PH. CREDITS:
le foto dell’evento sono di Justine – Le Funky Mamas;
le foto relative al libro Barfly sono la copertina e un’opera, quella di Pierluigi Longo dal titolo Giacomo Casanova ha una premonizione;
la foto di Audrey Hepburn è tratta dal film Colazione da Tiffany;

la foto di Alice è tratta da Alice Underground, spettacolo del Teatro Elfo Puccini di Milano.

La citazione del titolo è tratta da Ricomincio da qui, canzone di Malika Ayane che, a detta della stessa cantante, è stata in parte ispirata dalla già citata poesia di Prévert.

10 marzo 2016

Instalovers // marzo 2016

Instalovers | Zelda was a writerBuongiorno a tutti!
Non mi sono dimenticata del nostro appuntamento mensile con INSTALOVERS! Anzi, per festeggiare l’arrivo di marzo, ho selezionato quattro profili colorati e densi di storie!
Partiamo subito? Viaaaaa!
Instalovers marzo 2016 | Zelda was a writerInstalovers marzo 2016 | Zelda was a writerLa prima ospite di questo post si chiama Frédérique Harrel, meglio conosciuta come Freddie. Nata a Parigi, vive a Londra per – comprensibili – ragioni di cuore e si occupa di moda e stile.

Non ho da dire molto, oltre al fatto che la amo con tutta la mia altezza. Per darvi un’idea, sono a un tale livello d’innamoramento che se mi dicesse:
Camilla, credimi, staresti molto bene con un carciofo in testa.
Io le risponderei:
Freddie, che dirti, sono d’accordo con te.

Vi prego, ascoltatela qui.
Il suo profilo instagram fa venire voglia di sorridere e di riempirsi di luce e colore. Fantastico per i giorni grigi.
Instalovers marzo 2016 | Zelda was a writerInstalovers marzo 2016 | Zelda was a writerHooliganSailor è un profilo da accostare all’orecchio: solo così potrete sentire il rumore del mare che si porta dietro.

La selezione delle foto di questo profilo è fieramente vintage, interessata al mare con le sue barche che fendono le onde e ai marinai con i loro tatuaggi.

Scorrendo la lunga e infaticabile raccolta, sarà possibile sentire il canto di qualche sirena amaliatrice…
Instalovers marzo 2016 | Zelda was a writerInstalovers marzo 2016 | Zelda was a writerChi non vorrebbe affidarsi a un dottore tanto colorato e sorridente?

Questo mese sentivo la necessità di presentarvi il Dr. Blythenstein, messicano con il pallino del collezionismo, un vero paladino di Blythe e di tante altre bambole e giocattoli!

Oltre a seguirlo su instagram, vi consiglio di buttare un occhio nel suo etsy, dove potrete acquistare i suoi due libri Cotton Candy e Arrogante.
Instalovers marzo 2016 | Zelda was a writerinstalovers-savefamilyphotosFinisco la rassegna con un progetto bellissimo, in cui molti di voi si saranno già imbattuti. Si chiama Save Family Photos e si occupa di collezionare e mostrare foto di famiglia. Chiunque abbia voglia e piacere, può mandare quelle della sua e vedersi pubblicato e condiviso.

Potete farlo anche voi! Basta mandare una foto della vostra famiglia a rachel@savefamilyphotos.com oppure taggarla con #savefamilyphotos.
Sul sito, poi, vi viene spiegato come salvare correttamente una foto a cui tenete.

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Spero che questo INSTALOVERS di marzo incontri il vostro gusto, che vi faccia scoprire nuovi progetti e innamorare di nuovi colori.

Buon pomeriggio a tutti e perdonate la lunga latitanza dell’ultimo periodo!
Un sorriso,
Camilla
Zelda was a writer

4 marzo 2016

Il mio nome è Dardan – Zanza un libro

Zanza un libro è un’iniziativa colorata che coinvolge gli amanti delle pagine scritte nella raccolta di libri per le sette biblioteche del Carcere di San Vittore e che ho deciso di sposare con estrema gioia per tutto quest’anno. Anche il BookeaterClub sta sostenendo questo progetto con presenza e determinazione, tanto che da dicembre ha raccolto, regalato e comprato tanti libri, dizionari e codici penali.

Con Paola e Cecilia, anime pulsanti di Zanza un libro, abbiamo deciso di ospitare qui una recensione al mese, direttamente dal carcere.
Un libro raccontato da un detenuto, che ci coinvolga e ci spinga a incrementare la già lunga lista dei nostri desideri di lettura.
Un libro che azzeri tutte le barriere e i sospetti e che ci unisca, nella passione più civile e galvanizzante che esista, quella per i libri.

Ecco, dunque, la recensione di Dardan, dedicata proprio a un libro di Giorgio Scerbanenco, l’autore più letto nel V raggio.
Bookeaterclub di dicembre | Zelda was a writerIl mio nome è Dardan. Sono nato in Albania e attualmente detenuto a San Vittore dal 9 marzo 2015. Con questo mio scritto volevo evidenziare che in carcere non capitano solamente cattive esperienze, ma ci sono spicchi di sole, arcobaleni che non ti aspetti e che non avresti mai pensato di trovare in un luogo come questo.

Nel momento in cui ho varcato la soglia di San Vittore, il primo impatto è stato di grigiore, ma poi ho notato che all’interno c’erano una serie di attività, di corsi che mi sarebbe piaciuto frequentare, addirittura, da uomo libero, ma fuori, è risaputo, il tempo è tiranno! Non si trova mai il momento di dedicarsi alle cose che vorresti fare davvero. Ci si perde dietro alle cavolate come: telefonini, computer, Facebook etc… mentre tutto il resto passa in secondo piano. La prima domandina che ho stilato diceva: “mi voglio iscrivere a tutti i corsi”. Mi sono iscritto al corso Un’ora di luce, durante il quale ho scoperto un mondo parallelo che non conoscevo, come la letteratura. Abbiamo letto la parte di un libro dal titolo Fahrenheit 451, nel quale anch’io avevo la mia parte. Mentre leggevo a voce alta, davanti a tutti, ho visto cadere un muro! Lo stesso che mi impediva di vedere al di là del mio stesso naso. Allora mi è venuto di pensare che niente è impossibile, a patto che si abbia la volontà di perseguirlo.
Bradbury-IEDRay Bradbury | Zelda was a writerPoi, fortunatamente, il 1 maggio sono stato chiamato a lavorare come bibliotecario del 5° raggio. Qui ho scoperto perché ci sono persone erudite e altre che sanno meno. Le persone che leggevano tanti libri erano quelle di maggior sapienza!
Quindi mi sono detto: perché non leggere?

C’era un libro, il più richiesto. L’ho preso in mano e ho cominciato a leggerlo. Il titolo era La mia ragazza di Magdalena scritto da Giorgio Scerbanenco.
La mia ragazza di Magdalena | Zelda was a writerHo iniziato a leggerlo, poi… l’ho abbandonato. Però ogni giorno pensavo alla storia che si raccontava in quel libro e mi domandavo: “… e poi come va a finire? Coreal Martino riuscirà a liberarsi di Carter? La storia con Lidia si trasformerà in vero amore o sarò stato solo un mezzo per raggiungere il suo scopo: la rapina!”.

Tutte queste domande mi tormentavano finché ho deciso di riprenderlo in mano e continuare la lettura. Ho fatto bene!

È una bellissima storia d’amore, condita d’azione, di suspense, di sofferenza e tanti ricordi. Questo conferma che anche le persone che si dipingono come malvagie, in fondo, così cattive non sono mai. Sanno essere tenere, innamorate e positive. 

(…)
Questo è stato il primo libro che mi ha aperto un nuovo mondo. Da allora non ho più smesso di leggere. Mi sento così fiero di me quando parlo con le persone e dico loro: “ho letto questo libro… ho letto questa cosa in questo libro” per significare che leggendo si imparano cose, cose che altrimenti non saremmo in grado di apprendere.
La lettura arricchisce e rende liberi.
Come per la letteratura così è stato per la pittura, per la musica (opera lirica, arpa, pianoforte, chitarra e tanto altro), tutte cose belle. Ho apprezzato l’arte! Queste cose, se non fossi stato detenuto, probabilmente non le avrei mai frequentate e non ne avrei mai gustato il sapore e capito il valore.

Dardan, Carcere di San Vittore, Milano
#Zanzaunlibro

(ph. source: Fahrenheit 451Ray BradburyLa mia ragazza di MagdalenaGiorgio Scerbanenco)

greca
Se questo articolo vi è piaciuto, se Zanza un libro vi sembra un progetto meritevole del vostro sostegno, vi ricordo dell’appuntamento dell’11 marzo al cinema Mexico di Milano.
Io ci sarò :)
Zanza un libro | Zelda was a writer