17 giugno 2015

Le parole sono importanti

Le parole sono importanti | Zelda was a writerLe parole sono importanti, lo diciamo di continuo ma talvolta è più forte il bisogno di stupire, di spararla grossa.
Spesso loro malgrado, le parole diventano frecce scoccate da archi di odio e insoddisfazione. Portano con sé un carico esplosivo di senso, non sempre chiaro a chi se ne fa portavoce.

Le parole sono meccanismi a orologeria, mondi che conducono ad altri mondi, giochi geniali e biechi meccanismi.
Chi ha in mano le parole ha una responsabilità meravigliosa, di cui dovrebbe sempre sentirsi onorato. Chi ha in mano le parole può cesellare varianti infinite di ovvietà, innalzandole a teorie, a credo pericolosissimi.
Le parole muovono folle e uccidono. Le parole fermano un individuo tra tanti e lo rimettono al mondo.

Ci vuole pochissimo, con le parole, e le donne con percorsi inediti rispetto all’idea comune (sì, lo so, un discorso da lacrime amare) diventano “cazzute” o “hanno le palle”, gli avari sono dei “rabbini” fatti e finiti, chi non la pensa come noi “ha un cromosoma di troppo” (vi giuro, non esagero: ne sono venuta a conoscenza grazie a una instagrammata di Martina).

Non conta avere studiato tanto, credo si tratti di una questione di educazione, di intelligenza emotiva, di attenzione a quello che il nostro pensiero e le nostre azioni producono.
Il buon eloquio, specie se accompagnato dal rispetto per il dialogo, non è cosa da esseri impagliati, chiusi nell’armadio, a pochi passi dalla naftalina. Il buon eloquio è da esseri fighi. Da persone coraggiose, che hanno idee talmente forti da non essere necessitanti di urla, improperi, deliri di vocali.

Più parli bene e più sei presente a te stesso e più il pensiero fluisce, coinvolgendo altri pensieri, producendo nuove connessioni di idee, nuovi incontri, nuova dialettica. Più parli bene e più, magicamente, tutti tentano di allinearsi a te. 

Questo andrebbe ricordato di continuo perché, secondo il mio parere – il parere di nessuno, su questo siamo d’accordo – rappresenta la nostra unica forza, al momento. Una forza vanificata dal periodo storico non proprio piacevole, ammettiamolo, ma anche da una tendenza – furba e defilata – che ci vuole pecoroni selvaggi, dediti all’inneggiare, al dileggiare.

Pensare due volte prima di parlare, tacere se non si ha qualcosa di utile, costruttivo, compattante da dichiarare. Ecco qualche buona tips sull’argomento. E poi bisognerebbe smetterla una buona volta di dividere le persone in categorie e affidarsi con fiducia all’incontro anche di posizioni lontane dalle nostre.
Non è forse questo il senso del nostro viaggio? Non è forse necessario perdersi in un mare di opzioni per rimanere della propria idea o deviare – di poco o di tanto – la traiettoria del nostro cammino?

Leggo parole intrise di violenza, nell’ultimo periodo.
Dalle conversazioni animate e deliranti sul web riguardanti la devastante emergenza che coinvolge i migranti, mi sono accorta che nessuno si è risparmiato. Ovvietà pericolose, striscianti e infingarde, si sono fatte largo con termini ed epiteti di bassissima lega.
Anche chi era portatore di un ragionamento che io ritengo pienamente affine al mio (questo a dirvi che il mio non vuole essere un discorso fazioso), si è perso in insulti caustici e auguri di pronta morte.
Dove è finito il messaggio? Nei vaffanculo (sic), temo.

Questo è il momento giusto per utilizzare tutte le regole di buona creanza che ci hanno insegnato i nostri genitori. Questo è il momento, ripeto, di tacere e di fare. Di sentirsi chiamati a essere responsabili non solo dei propri gesti ma anche del proprio agire nel “mare ben più procelloso e infestato dai corsari” che è il web.
Il web ci può dare la forza di essere un gruppo compatto e ramificato, un esercito dai toni pacati, forse, ma non meno combattivo e volitivo. Non dimenticarlo mai e alimentare le connessioni potrebbe avere risvolti a dir poco rivoluzionari.

Non è solo la questione dei migranti ad avermi spinto a scrivere queste righe (troppe, me ne scuso). Il bieco utilizzo delle parole è ovunque. Pensate agli articoli (di giornalisti, sì) che esaltano Samantha Cristoforetti come un mito cazzuto che finalmente ha lasciato i tacchi a spillo per fare cose serie.
Non vi agghiaccia il fatto di abitare in una società che si sorprende di un percorso femminile di certo esemplare ma assolutamente auspicabile, possibile? E non vi spaventa per voi e per i vostri figli che tutto si giochi sul terreno della pochezza e della violenza? 

Una società in cui il membro maschile è usato come unità di misura della grandezza di una persona ha bisogno di tutta la nostra ferma gentilezza e di parole selezionate con cura e coraggio. E poi servono occhi aperti, senso di gruppo e tantissima forza.

La situazione è davvero esplosiva, da qualunque parte la si guardi.
Cerchiamo di non perdere mai di vista un’importante verità: siamo noi con le nostre parole e i nostri atti a fare la differenza. Non la politica che decide per noi, non il più violento a dettare la legge.
Con tutti i demeriti del web, questa interconnessione veloce e alla luce del sole è quanto di meglio potesse capitarci.

Buona giornata,
Camilla
Zelda was a writer

11 giugno 2015

Non scrivere di me

Non scrivere di me | Zelda was a writerNon scrivere di me è stato il mio libro amico delle ultime ore. Lui e qualche gelato. Poi un divano che pareva l’anticamera dell’Inferno e un ventilatore dai ringhi minacciosi.

Ho amato questo libro e, come per tutti i grandi amori che si rispettino, faticherò a trovare le parole utili a descrivere il mio sentimento. Rileggerò questo post, trovandolo inutile. I miei pensieri mi sembreranno di una banalità disarmante. 
Voi prendete il buono e tuffatevi nelle sue pagine, è un consiglio da amica!

Avete presente i libri che raccontano la vostra storia senza conoscervi affatto? Vi è mai capitato di incontrare quelli che vi spronano senza chiamarvi per nome? E quelli che arrivano nel momento in cui la ferita si sta rimarginando e lottano a suon di capitoli perché la lezione non vada a finire nel dimenticatoio, li avete mai conosciuti?

Beh, credo di poter dire che questo libro, edito da Feltrinelli e uscito da qualche mese, sia uno di loro. Per quanto mi riguarda, ha parlato alla mia passione sottesa per le parole scritte e al bisogno, da troppo tempo sedato, di tornare a sporcare pagine.
Non scrivere di me | Zelda was a writer
Lo scaffale che accoglierà Non scrivere di me annovera due caotiche file di quelli che io chiamo i libri a grappolo. Libri fondamentalmente generosi, capaci di regalare nuovi spunti, di prestare una spalla in particolari momenti della vita di chi li avvicina. Per puro caso, per una magia che non smette mai di regalarmi stupore e felicità.

Ogni volta che li leggo, mi prende una tale voglia di fare, di definire le mete e di leggere come una forsennata che non smetto mai di ringraziarli, continuando a citarli, a consigliarli, a scrivere di loro, a mandare messaggi d’amore ai loro autori.

Vorrei farlo ancora una volta, vorrei ringraziare Livia Manera Sambuy, per avermi portato per mano nella sua più grande passione, quella della lettura e del giornalismo narrativo. 
Vorrei ringraziarla per avermi ospitato nelle stanze dei suoi pensieri e delle sue reticenze, per avermi fatto respirare il profumo della sua aria, lasciato sempre un piccolo spazio nei suoi incontri speciali, con scrittori che ho amato e altri che non conoscevo ancora.
Porterò con me l’odore acre degli ospedali, la pioggia di Parigi, quel tragico lasso di tempo tra le 18 e le 19 – ora in cui i matrimoni naufragano miseramente – e, non da ultima, la desolata prospettiva di un McDonalds in mezzo al nulla. 

È stato rincuorante saperla in perenne ricerca, nonostante i notevoli traguardi raggiunti. Sapere che non si smette mai di stimare la strada percorsa e quella da macinare è una grande consolazione per tipi come me, sempre in perlustrazione, senza grandi mete ancora raggiunte.

È stato entusiasmante poter leggere di scrittura e di scrittori, della loro sudditanza alla penna, della impercettibile scheggia di ghiaccio dei loro cuori, della necessità vitale di costruire ponti, aggirando così il terribile guaio di certe questioni che è impossibile esprimere in modo diretto.
Questo libro mi ha spinto a guardarmi dentro in modo decisamente franco e non è stato facile ammettere certi errori, certe colossali perdite di tempo, certe scuse accampate come il peggiore dei mocciosi.
Non scrivere di me | Zelda was a writerLa cosa più preziosa che mi porto via dalle sue pagine è la fragilità della passione creativa e il bisogno irrefrenabile, tellurico, vitale di continuare a frequentarla.

Vorrei non perdere mai di vista il suo richiamo, anche se spesso aggiunge ulteriore fatica e giorni che stentano a decollare. Vorrei continuare ad ascoltare storie che mi inducano a produrne di nuove, vorrei cercare di essere all’altezza delle mie aspettative, dei miei sogni inconfessati.
E voi, siete pronti a innamorarvi di nuove storie?

Che sia una buona giornata!
Camilla
Zelda was a writer

9 giugno 2015

Beginners e il punto dolente

Beginners | Zelda was a writerAttenzione: post da leggere con questo sottofondo in loop!

La vita è quella meravigliosa collezione di indizi che iniziano ad avere un senso certo quando non è più così importante darsi delle risposte. Se lo imparassimo da subito, avremmo un sacco di tempo per essere leggeri e fluttuare. Tra le contingenze, sbagliando quel tanto che basta per calibrare il volo, per ripartire, per sentirsi pieni di aria e di possibilità.
Beginners | Zelda was a writerLa vita è anche una devastante accozzaglia di paure e di convinzioni che spesso ci costringono a fermarci in un punto dolente. 
Con la stessa drammatica fiducia del soldatino che incontra il muro ed esaurisce così tutte le pile che lo fanno camminare, ci innamoriamo in tal modo di quello spazio da essere convinti che il senso del nostro stare al mondo risieda tutto lì.
Molto più facile attendere che le pile si scarichino, piuttosto che rimettere in gioco tutto: sentimenti, speranze, nuove porte in faccia, nuovi chilometri da macinare. Lutti, rifiuti, offese.
Quante di queste cose ci spingono a evitare anche solo il tentativo?
Beginners | Zelda was a writerIl film di Mike Mills, Beginners, ci suggerisce una cosa tanto semplice da sembrare magica: la vita ricomincia sempre, anche se ci ostiniamo a fermarla. La vita procede a tali ampi giri da portarci lontano, anche se restiamo fermamente ancorati al nostro punto dolente. 

Ricominciamo, dunque. Viaggiamo a velocità invidiabili anche quando ci pare di essere inerti e spacciati. A ogni compleanno, durante i dieci concitati secondi che ci dividono da un nuovo anno, al ritorno dalla vacanze, dopo un grande amore finito male o alla fine di un amicizia che si è persa via come acqua piovana lungo le vie di scolo.
Ricominciamo la mattina di ogni giorno che ci richiama all’ordine, poco prima di un taglio di capelli, di un nuovo amore, di una nuova passione.
Beginners | Zelda was a writerIl tutto sta nel decidere se assecondare il cambiamento o se subirlo. Se ritrovarsi un giorno cambiati e infelici o cresciuti e consapevoli. Perché una cosa è certa: che si voglia o meno, la vita continuerà nella sua meravigliosa corsa al cambiamento.

Il film di cui vi parlo oggi è nella mia lista dei super-preferiti. L’ho comprato in dvd, un Natale di qualche anno fa, scambiandolo per una commedia romantica in cui campeggiava quel gran pezzo di uomo di Ewan McGregor.
Beginners | Zelda was a writer
L’amore c’è ma è un sentimento che oserei definire animista. E poi c’è tantissima tenerezza per i tentativi di fermare a sé il ricordo, di congelare le cose per non mettersi più in gioco, per non provare più dolore.
Ci sono fotografie, dettagli e ricordi, scene di una vita passata che ritornano nella mente, cieli che continuano a tornare ogni mattina, sebbene gli anni passino e le certezze si sgretolino tra le porzioni d’infinito. Ci sono tantissimi libri, feste in costume, musiche vintage da ballare a occhi chiusi, sguardi drammaticamente incapaci di celare la tristezza, scritte improbabili sui muri e c’è pure un cane, l’unico al mondo capace di parlare attraverso i sottotitoli.
Beginners | Zelda was a writerBeginners parla anche di omosessualità. In un modo tanto vero e vitale da rimetterci in pace con la meravigliosa varietà di espressioni che ci concede la vita, con il nostro intimo bisogno di essere come siamo. Senza veli, senza paure.

Se solo uscissimo dal nostro punto dolente, se solo accettassimo il volo, la nostra missione di felicità… Se solo fossimo in grado di svelarci a pochi, senza l’ansia di metterci in mostra ai più…Beginners | Zelda was a writerQuesto film è un invito a provare, a condire il volo con pazzia e fatalismo. A riempirsi la casa di libri che forse non leggeremo mai, di nuovi amori che forse finiranno.
Ogni volta che mi capita di guardarlo, mi assale una meravigliosa ondata di rinnovamento. Spero sarà così anche per voi.

Buona giornata a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

Ps: Beginners piacerebbe a questo libro. Beginners ha prodotto un’altra delizia di pagine.

(le foto di questo post sono prese dal web e fanno riferimento al film di cui parlo. Per qualsiasi esigenza di copyright, sono disposta a toglierle).

8 giugno 2015

Instalovers di giugno!

Instalovers | Zelda was a writer
Buongiorno a tutti e buon giugno!
Perdonate l’assenza della scorsa settimana ma ho approfittato del ponte del 2 giugno per tirare un po’ il fiato.
Prima di qualsiasi cosa, una domanda: avete scaricato il calendario relativo a questo mese? Se la risposta è no, ecco il link per correre prontamente ai ripari!

Oggi ritorna l’appuntamento mensile di InstaloversSiete pronti? In mano i cellulari, ci sono quattro profili al femminile da seguire immediatamente!
Nan na hvass| Zelda was a writerInstalovers di giugno | Zelda was a writerSono letteralmente innamorata delle condivisioni instagrammatiche di Nan Na Hvass e potrei chiudere la mia descrizione qui.  Ma sono una logorroica parecchio ostinata e voglio tentare di dirvi perché mi piaccia così tanto.

Aprendo il suo profilo, avrete la sensazione di essere catapultati in un mondo in cui i dettagli fanno la differenza, in cui la vita semplice non è per nulla banale.
Nan Na ha appena avuto da poco una bambina, Bibi, vive a Copenhagen con il suo compagno e gestisce questo studio con la sua socia Sophie.
Ha un sorriso mozzafiato, due occhi orientali (merito della mamma) e un padre molto simile a un filosofo antico, greco ed epicureo.
Sono certa che anche per voi diventerà presto un punto di riferimento per sorrisi e piccoli stupori.
Laura Steffan|Zelda was a writerInstalovers di giugno | Zelda was a writerAvevo selezionato Laura Steffan tempo fa, quando era seguita da un numero esiguo di follower. La ritrovo oggi, con numeri da capogiro e non  ho bisogno di chiedermene il motivo.

Laura è una fotografa che vive a New Orleans (qui il suo sito) e ne racconta meravigliosamente i colori. 
Il suo profilo instagram è una collezione di porte e facciate di case.
Voi mi direte: solo questo, porte e facciate? La risposta è sì ma c’è molto altro. 
La sua maestria risiede tutta nell’accorgersi di dettagli, geometrie e piccolissimi giochi della casualità: una siepe che nasconde l’entrata, il furgone momentaneamente parcheggiato di fronte a un’abitazione, due poltroncine perfettamente incluse nel suo gioco di composizione.
In una parola? Speciale!
Pamela Cocconi|Zelda was a writernstalovers di giugno | Zelda was a writer
Pamela Cocconi è un’illustratrice e graphic designer italiana. Collabora, tra gli altri, con Cosebelle ed è un’esplosione di bravura e fantasia. Ogni volta che m’imbatto in un suo lavoro mi pare di tornare a respirare. Il sito che raggruppa tutte le sue illustrazioni si chiama DISEGNO LE COSE ma poi c’è tanto altro e lo potete scoprire qui.

Instagram per Pamela è un modo per convogliare gran parte di intuizioni creative, perlustrazioni e ricerche. Si dice che i creativi non smorzino mai la parte del cervello che li spinge a produrre, che tutto sia motivo di ispirazione. Questo pare accadere anche nelle foto di Pamela, soprattutto quelle della vita che le gira intorno: la loro composizione, i loro colori, sembrano la base fertile per nuovi stupori creativi.
 Laurie Melia|Zelda was a writerInstalovers di giugno | Zelda was a writerLaurie Melia è una creativa – bellissima e sorridente – di Perth, in Australia.

Instagram (insieme a facebook) è un mezzo utile e immediato per diffondere le colorate miniature che crea con perizia e fantasia e che trovate in vendita su etsy.
Il profilo è un tripudio di colore, nuove creazioni e immagini del quotidiano, sempre inserite nella sua vita creativa, funzionali a farsi conoscere, a creare una comunità attorno alla sua impresa. Non sto a dirvi che comprerei tutto quello che produce, sia per la bellezza dei risultati che per la leggiadria con cui li condivide!

Buona settimana a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

 

29 maggio 2015

Bookeaterclub: da maggio a giugno

Bookeaterclub di maggio | Zelda was a writerIl nostro Bookeaterclub si è tenuto non più tardi dell’altro ieri e, a distanza di una manciata di ore, il piacere di avervi incontrato e di avere analizzato insieme Zazie nel metrò di Raymond Queneau è ancora vivo nei miei pensieri.
Bookeaterclub di maggio | Zelda was a writer
Non sento di esagerare se vi dico che rappresentate la gioia speculativa di ogni mese. Voi e i vostri pensieri, il garbo, le risate, il sentimento rincuorante di sentirsi un piccolo grande gruppo di infaticabili ricercatori che procede compatto, attendendo chi s’attarda, confrontandosi su mille sollecitazioni, regalando – ognuno a suo modo – emozioni e punti di vista.

La meravigliosa speranza del nostro tavolo e la spinta propulsiva che ne deriva – miscelata a chili di curiosità, metri di connessioni e scaffali di amicizia che si prolungano naturalmente appena fuori dal nostro Appartamento Lago – sono quanto di meglio potesse capitare.
Bookeaterclub di maggio | Zelda was a writer
Ogni mese, un piccolissimo tassello arriva in nostro soccorso e rende il mosaico forse intricatissimo ma dannatamente irresistibile. Il nostro è un gioco a incastri da sondare e interrogare. Da rendere, se possibile, ancora più complesso e profondo.
Bookeaterclub di maggio | Zelda was a writer
Con Queneau, per esempio, ci siamo liberati della linearità della verosimiglianza. Abbiamo accettato che la leggerezza potesse essere pensosa, come diceva Calvino. Abbiamo riso senza mai perdere di vista l’abisso dolente che si stagliava a pochi passi da noi e dagli strambi personaggi della storia.

Abbiamo cercato di capire il registro del nostro scrittore, di perderci – come avrebbe voluto – nella griglia in cui ci ha invitati, densa di colpi di scena e di aberrazioni, priva di appigli, di punti saldi, totalmente mancante di certezze.
Bookeaterclub di maggio | Zelda was a writer
Bookeaterclub di maggio | Zelda was a writerCon Queneau è stato meraviglioso perdersi. Perdersi e non ostinarsi a cercare una strada. Vagare tra le pagine, scovando cambiamenti epocali, giochi fonetici e lessicali, un gusto denso e mai scontato per quella che si potrebbe definire una perfetta coreografia della parola.
Bookeaterclub di maggio | Zelda was a writerBookeaterclub di maggio | Zelda was a writerCi siamo sentiti lettori attivi, esseri che leggono per passione e che imparano anche dagli spazi bianchi. Le pagine scritte ci regalano una capacità sempre nuova di guardare il mondo e noi procediamo con la leggerezza di chi non pretende di capire tutto dalla copertina.

Grazie alle parole scritte, a quello che amiamo e a quello che ci sforziamo comunque di capire, certe sfumature sottese alla vita hanno iniziato a fare capolino nel nostro vissuto. Con loro, i delicati fruscii, gli improvvisi passaggi di nuvole, i cieli stellati e gli abissi del mare. Una lunghissima lista di cose che sono intese e uniche – perché mai completamente descrivibili, mai completamente nostre – ci passa tra le mani ad ogni riga e il nostro compito è accogliere e contemplare, portandoci a casa il sentimento, non il meccanismo.
Bookeaterclub di maggio | Zelda was a writerBookeaterclub di maggio | Zelda was a writerGrazie, dunque, a tutti voi per questo ennesimo ballo nelle questioni belle e non facili. Che hanno un nome fino a quando non lo cambiano. Che si estendono nella memoria emotiva dei nostri giorni, disperdendo riferimenti certi e trame e lasciandoci la rincuorante sensazione di essere scrigni di innumerevoli stupori.

Grazie al Birrificio Hibu (facebooktwitter – instagram) per avere deliziato il nostro tavolo con entusiasmo e generosità.
Grazie a Roberta (una di noi) che non smette mai di regalare al nostro tavolo sacchetti formato famiglia di patatine fritte.
Grazie ad Appartamento Lago per l’accoglienza.
Ai vostri commenti, alle precisazioni, a quegli umani che sono in realtà degli extraterrestri e al bellissimo scorcio di Milano che si intravede sempre – verticale e partecipe – dalle tende di ogni nostra sessione.
Bookeaterclub di maggio | Zelda was a writerIl prossimo libro del nostro book club si chiama La simmetria dei desideri ed è scritto da Eshkol Nevo (Neri Pozza). 
Chiuderà la nostra stagione (mercoledì 24 giugno, ore 19) poi ci saranno i libri delle vacanze, gli stessi in cui disperdere scontrini di bibite fresche e cartoline che ci si è scordati di spedire.
Bookeaterclub di giugno| Zelda was a writerVi adoro (ma questo lo sapete già)!
Buonissimo fine settimana,
Camilla
Zelda was a writer
Bookeaterclub di giugno| Zelda was a writer