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14 aprile 2014

5 cose da fare in primavera

Buongiorno a tutti, buona settimana e buona primavera!
Sarà che il clima si è fatto decisamente mite e che il gelsomino sul mio balcone sprigiona un profumo rincuorante, sarà che se non me la canto e me la suono con almeno una lista al mese non sono felice, sarà per tutto questo e per molto altro se il post di oggi festeggia una manciata di intenti davvero volenterosi, cose per cui pensare intensamente al mare, iniziare a scoprire la pelle e canticchiare per strada senza vergogna. Cose che possano influenzare positivamente nuove ipotesi di estensione e gioia e che rendano il cammino, se non facile, almeno memorabile.
Siete pronti dunque per la lista delle liste?!
Ecco a voi le 5 cose da fare in primavera. Cose non essenziali, concordo, ma davvero irrinunciabili!

5 cose da fare in primavera | Zelda was a writer1. Pensare al mare e raccontargli almeno un segreto alla settimana. Vi posso assicurare che il mare ascolta sempre, anche se pare perso nella sua vastità. Qualche prova? Qui e qui.
2. Vestirsi di colore. Basta marroncini, verdognoli e varie espressioni di viola che virano inesorabilmente nel nero pece! Scoprire il corpo, iniziare a far respirare la pelle, ricordarsi del gran lavoro che fa per noi, idratarla con cura.
3. Sprofondare in un manto erboso, magari dopo un pic nic, con un libro a riparare la testa, con le mani tra le margherite, nel pieno di un niente meravigliosamente significante.
4. Ricalcolare il proprio tragitto mattutino, darsi maggiore tempo per indugiare, uscire prima, concedersi un caffè al bar. Respirare l’aria del mattino presto, ricordarsi di quanto sia speciale.
5. Cantare. Sempre e molto. Senza diventare molesti, mi raccomando. Cantare canzoni su nuovi amori, gente propositiva e piccole malinconie che si sciolgono nell’arancio di un tramonto.

E alla fine di tutto, quando ci renderemo conto che una lista di cose da fare è solo un pretesto per essere nelle cose della vita e per sovvertirne con impegno ogni punto, stampate questo poster (qui in alta risoluzione) e attaccatelo in un posto tattico, utile a strapparvi un sorriso in situazioni difficili.
Si tratta di un regalo, un regalo di carta e fiori tutto per voi!
5 cose da fare in primavera | Zelda was a writerBuona giornata a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

10 aprile 2014

Almeno tre cose – Speciale UAU

almeno tre cose - banner 2014“La caratteristica che preferisco di più della calligrafia è la sua qualità universale. Siamo infatti tutti capaci di scrivere e possiamo perciò comunicare con un testo scritto bene. Quando vediamo una bella calligrafia, bene eseguita – specialmente se la osserviamo mentre viene creata –  ne entriamo in sintonia. È un lavoro che, se si hanno tempistiche strette, può diventare tuttavia alquanto intransigente. Non crederete mai quanto sia strano essere estremamente stressati e dover, allo stesso tempo, scrivere in modo armonioso. Però è anche piacevole, è una gran fonte di gioia.”
Job Wouters

Ok, lo so… Il titolo di questo ALMENO TRE COSE fa venire i brividi.
Mille e più parole spese per esaltare la proprietà di linguaggio e poi, in pieno Salone del Mobile, arrivo io e vi propongo una selezione UAU.
UAU?! Ci sarebbero tutti gli elementi per dire: “Basta, io Zelda non la leggo più”.
Ma – c’è sempre un ma – queste ore di corse continue stanno mettendo a dura prova tutto: logica, senso del tempo e dello spazio, tentativi di ubiquità e… sì, pure le parole. E così, come al solito, vi chiedo tanta, tantissima pazienza.
Mai, però, verrà meno la voglia di condividere: guardate per esempio qui sotto, non trovate sia una selezione ultra-uau?
Ops.

Almeno tre cose - Speciale UAU | Zelda was a writer

ALMENO TRE COSE – SPECIALE UAU
1. Custom portraits – Ryan Feerer
2. Stamps – Tom Schamps
3. Questa intervista a Job Wouters. Le sue dieci parole. (Job, se vuoi ci fidanziamo. Ciao)
4. Landscapes – Leigh Wells
5. Portfolio – Katie Daisy (e pure il suo stratosferico About)
6. Questo cuore e questa frase - Jonny Hannah
7. Cobra – Richard Nissen
8. 3-Dimensional bi-polar robot telephone girl – Ryan Heshka

Buona giornata a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

9 aprile 2014

The Bookstore Chronicles: Clienti

the Bookstore Chronicles | Zelda was a writerOgni volta, quando Giulia di The Blooker mi scrive (per rileggere i suoi articoli su Zelda cliccate qui), succede sempre questa cosa: mi commuovo, penso che sia una persona speciale, sono contenta di averla conosciuta prima che partisse per la Nuova Zelanda, penso che vorrei fosse qui (o che io fossi lì) e che insieme potremmo fare grandi cose. 
Sempre, anche in occasione di questo nuovo articolo per The Bookstore Chronicles.
Godetevi questo gioiellino e poi scriveteglielo quanto è brava, ispirante e piena di bellezza.
Che sia un magnifico mercoledì per tutti voi e grazie per l’entusiasmo riservato ai miei amati Cahiers!
CamillaThe Bookstore Chronicles | Zelda was a writerCi sono i libri, ci sono le pagine con le note a margine, le fotografie usate come segnalibro e le poesie nascoste di proposito. Ci sono le dediche del 1929, le parole d’amore e di speranza, gli auguri di Natale, e gli articoli di giornale piegati in quattro e ingialliti in attesa che -forse- qualcuno li rilegga.
E poi ci sono io che, dopo quasi sei mesi, ancora non mi abituo a questo immenso e disordinato archivio di spunti, date e frammenti che sanno di polvere e di vecchie canzoni suonate con il grammofono.
Prendo una mezza parola scritta con un tratto debole e quasi invisibile di matita in cima a una pagina, scelgo una foto, copio il nome di una città e mi invento un amore tormentato tra un soldato americano e una centralinista di Londra.
Non posso farci niente.
The Bookstore Chronicles - quote | Zelda was a writerOh… Se sapeste quanto scrivo! E quando mi sembra di non avere più ispirazione… Corro in negozio e scelgo un libro a caso.
Vi assicuro che funziona: il problema è che, purtroppo, crea dipendenza e i sintomi peggiorano quando ci si rende conto che lavorare in una libreria significa anche venire a contatto con i clienti e con le minuscole scintille delle loro vite, raccontate a mezza voce o con abbondante profluvio di dettagli.
The Bookstore Chronicles | Zelda was a writerTutto comincia quando vi sorprendete a prendere appunti. Il cliente esce dal negozio e voi, in fretta e furia, scrivete furtivamente sulla vostra agenda quello che avete appena sentito.
Se siete arrivati anche voi fino a questo punto, non potete più tornare indietro. Non c’è cura. Siete condannati alla sete eterna di storie. L’unico rimedio è non smettere mai di raccontare.
The Bookstore Chronicles | Zelda was a writergreca“Ma tu… il tuo accento… Per caso sei Europea?”
“Sì, sono Italiana”
“Io sono Tedesco!”
“Che combinazione! Pensi che ho vissuto a Berlino per tre anni!”
Due minuti dopo, il signore tedesco mi raccontava della sua fuga da Berlino Est.
“… prima sono andato in Australia, poi sono venuto qui. Mia moglie mi ha raggiunto dopo. Ma, dimmi, Berlino adesso com’è? Io non la vedo da cinquant’anni.”
Non so come rispondere.
Gli dico che anche il mio bisnonno abitava a Berlino, a Ovest però, e che avevo speso gran parte dei miei tre anni lì a cercare di ricostruire la sua storia, vagando per quartieri, consolati e cimiteri.
“E ci sei riuscita?”
“Più o meno. Volevo ritrovare la sua tomba ma era troppo tardi… Che sfortuna”
Il signore tedesco rimane in silenzio per mezzo minuto, poi mi guarda, sorride e mi chiede un libro di Paddington Bear. Lui ha una copia in tedesco, mi spiega, ma il suo nipotino parla solo inglese.
“Grazie” mi dice mentre sta pagando il suo volume “… e non solo per il libro. Auf wiedersehen!”grecaThe Bookstore Chronicles | Zelda was a writergrecaEntra con gli occhi lucidi e un fascio di vecchi fumetti in mano. Saranno dieci o dodici: la carta è così secca e consumata che alcune pagine si spezzano, letteralmente.

Lui è grande e grosso, avrà quarantacinque anni e indossa un cappellino degli All Blacks.
E piange. Non apertamente, intendiamoci. Non singhiozza soffiandosi il naso.
Ma è visibilmente emozionato e io non riesco a capire che cosa gli sia successo.
Lui se ne accorge.
“Scusa… Ho trovato i miei fumetti preferiti di quando ero ragazzino e non so cosa mi sia preso. Mi sono venute in mente tante cose… Li compro tutti. Non pensare che sia matto.”
“No! Conosco benissimo la sensazione!”
The Bookstore Chronicles - quote | Zelda was a writergreca

“Ah, Italia! Ho combattuto in Italia, sai? A Monte Cassino”
BUM. Monte Cassino.
Per me Monte Cassino è una parte della Seconda Guerra Mondiale. Irreale, finita, remota. Non so come spiegarlo. E ritrovarsi di fronte la storia in carne e ossa, sotto forma di un veterano novantenne con gli occhi chiari e la medaglia al valore appuntata al bavero della giacca… Beh, ragazzi, che emozione. Come se mi avesse detto “Ero sul Titanic” o “Seguivo il corteo di Kennedy a Dallas nel 1963”.
“Però mi hanno ferito quasi subito. Sono rimasto qualche mese in un ospedale vicino a Venezia… Sei mai stata a Venezia?”
“Ehh, sapesse. Abito proprio lì vicino, a dieci minuti di treno. Quando sono in Italia ci vado spesso, anche ogni giorno se ci riesco.”
Questa frase ha su di lui lo stesso effetto che Monte Cassino ha avuto su di me.greca

The Bookstore Chronicles | Zelda was a writer“Come?”
“Snake. My name is Snake!”
“Snake? E poi…?”
“Snake e basta. Faccio parte di una gang di motociclisti. My name is Snake”
Lo guardo. La giacca di pelle è più grande di lui e il suo viso magro si perde dietro al cappello pieno di borchie. Le dita, le mani e le braccia sono ricoperte di anelli, teschi, punte e catene. Non so se faccia parte di una gang o se sia semplicemente brillo (il suo alito punterebbe deciso verso questa ipotesi), quello che so per certo è che mi fa una grande tenerezza.
“Va bene, SNAKE. Ci vediamo”
Mi spiegano che Snake si fa mettere da parte dei libri ma non ha mai soldi per comprarseli davvero. Allora, ogni settimana, viene e lascia giù qualche dollaro. Come un mutuo sulla carta stampata.
Mi dimentico di lui.
Qualche settimana dopo, negli scaffali riservati agli ordini, trovo tre libri stretti assieme da un grosso elastico: “Sulla strada”, “Festa mobile”, “Il vecchio e il mare”.
“Ma guarda. Abbiamo gli stessi gusti. Chissà chi…”
Apro il foglietto della prenotazione, curiosa.
Sì, proprio come immaginate: Snake.

Giulia Depentor
The Blooker
ph. credits: Giulia Depentor

8 aprile 2014

I nuovi CAHIERS du BONHEUR!

Buongiorno a tutti, miei cari!
In questo articolo parlerò dei miei Cahiers du Bonheur… e credo si evinca :)))
Prima di tutto, però, fatemi premettere una piccola gioia progettuale!Cahiers du bonheur | Zelda was a write Oggi inizia il Salone del Mobile, qui a Milano: la città si è riempita di tantissimi colori e voglia di condivisione e vi devo confessare che la cosa non mi dispiace affatto!
Da oggi e per tutta la settimana, sarò impegnata in un nuovo progetto per Sky Arte HD (il precedente, dedicato al cambio di canale della emittente, lo trovate qui) e potrete seguirmi nella mia attività di “selfiezzazione del Salone” su instagram. Spero con il cuore che il mio faccione non vi venga a noia!Cahiers du bonheur | Zelda was a writerNon vedevo l’ora che arrivasse oggi! Infatti, ho appena riempito lo shop online di nuovi CAHIERS DU BONHEUR (per un breve ripasso: qui è nato tutto)!!!
Cahiers du bonheur | Zelda was a writerAlcuni, come le polaroid, le banane, le ciliegie e le ancore, li conoscete già. Altri sono nuovi, pronti per accompagnare le vostre idee nella prossima stagione mite e colorata.

Cosa c’è di nuovo?

I cappelli rosa con il fiore profumato (fidatevi, mentre lo disegnavo gli ho regalato del buonissimo profumo di gelsomino) per mettere al riparo i vostri pensieri.

Cahiers du bonheur | Zelda was a writerI fiori stilizzati, pronti a riempire la vostra mente di una forza delicata ma tenace.Cahiers du bonheur | Zelda was a writerLe fette di limone, per dare energia e vigore.

Cahiers du bonheur | Zelda was a writerLe macchine da scrivere per spingervi a seguire sempre le vostre intuizioni.

Cahiers du bonheur | Zelda was a writerE i pesciolini (serie dedicata ai miei Carlino, Zen e Siouxsie) per ricordarvi la felicità che si prova durante il primo bagno al mare della stagione.

Cahiers du bonheur | Zelda was a writerSpero ne sarete felici quanto me. Spero che vi accompagnino nella vita di tutti i giorni e la rendano speciale.
Purtroppo il magazzino non è pienissimo… L’attività indipendente è di una fatica inenarrabile e credo che avrò presto modo di raccontarvi il perché!
Ma ora non pensiamoci, ora festeggiamo!

Vi abbraccio!
Camilla
Zelda was a writer

ps: gli eventuali ordini di questa settimana subiranno un leggero ritardo causa Salone del Mobile e il fastidioso fatto di non essere ancora trina :))))

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