3 Febbraio 2011

L’apparizione unica di una lontananza

Camilla - Zelda was a writer

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Sono cresciuta nello spirito e nelle intuizioni grazie a tanti padri putativi, provenienti dagli ambiti più disparati. Una figlia delle fine degli anni ’70 non poteva esimersi dal mischiare sapientemente le carte e così, di fianco ad Orson Welles, ci sono stati filosofi, scrittori, cartoni animati, pianisti virtuosi, attori hollywoodiani e ballerini da tabarin. Uno di questo è stato senz’altro Walter Benjamin, che ha costellato la mia formazione in mille modi splendenti. Alcune volte lo cercavo io, altre sopraggiungeva lui: per buona parte della mia vita c’erano cinque parole e un Benjamin come intercalare.
Leggendo questo interessantissimo articolo di Aldo Nove – oggi su La Repubblica – mi è tornato alla mente e il suo concetto di aura. Se volete saperne di più vi consiglio la lettura di un libro chiamato L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. Ricordo che ai tempi mi sconquassò letteralmente le budella!
Se siete artisti, creativi, fotografi o semplici curiosi, questo è il libro (del 1936) che fa per voi.

La traccia è l’apparizione di una vicinanza, per quanto possa essere lontano ciò che essa ha lasciato dietro di sé.
L’aura è l’apparizione di una lontananza, per quanto possa essere vicino ciò che essa suscita.
Nella traccia noi facciamo nostra la cose; nell’aura essa s’impadronisce di noi.

Buona lettura, Amici! Scusate le sottolineature… sono una pasionaria degli evidenziatori ;)

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