10 Marzo 2011

La rivoluzione del complimento

Camilla - Zelda was a writer

Daily thoughts Reviews


C’è voluto qualche giorno perché metabolizzassi questo post. Camminavo per strada con questo accenno di primavera tra i capelli e seguivo il mio umore con la stessa attenzione che si riserva alla pallina da tennis di una finale importantissima (almeno credo… mai stata ad una finale importantissima, a pensarci bene).
Ieri poi è capitato che Chiara I. mi facesse un complimento sulla mia scrittura. Per un discreto attimo, nella mia testolona si è palesato tutto il mondo magnifico che mi gira attorno con cadenze magiche e colorate.

– Cami, sei ancora al telefono?
– … sìsì, ero rimbambita dal complimento! Pensavo… forse bisognerebbe complimentarsi più spesso…

Amici, cercate di seguirmi. E mi permetto di chiedervelo perché non so ancora se io stessa riuscirò a farlo.

Sono stata una bambina ascoltata e spronata a esprimere, tentare, fantasticare. Ancora oggi, Annamaria (mia madre) è capace di sorbettarsi tutti gli sproloqui di cui sono regina indiscussa: catene di parole senza capo né coda, che iniziano senza finire mai veramente, accensioni e spegnimenti repentini, parole coniate sul momento… Tutto questo caos sa inerpicarsi come edera anche sui muri più refrattari alla libera associazione di concetti e racconti. Per questo Annamaria andrebbe fatta santa subito, non prima però di averne copiato (e back-upato) alcune delle naturali propensioni al bello che la caratterizzano.

Tutto questo giro di parole per dire che il complimento di Chiara I. e le gesta della martire Annamaria, mi hanno fatto pensare a qualcosa di semplice, forse banale, ma totalmente rivoluzionario: bisognerebbe impegnarsi nel tirare fuori il meglio dalle persone.

Un tale esercizio di maieutica, ancora prima di essere un favore reso gli altri, potrebbe renderci degli innegabili vantaggi.
– Si vivrebbe meglio sapendo che la realizzazione esiste, che le nostre più segrete velleità sono sostenute, apprezzate, persino anelate!
– Saremmo tutti più rilassati se ci concedessimo il lusso di uno sguardo votato alla bellezza, al segno più.
– Avremmo voglia solo di renderci protagonisti della soddisfazione che gli altri dimostrano di provare per la nostra esistenza e, sulla scia di questo bellissimo modo d’essere, saremmo più portati a sondare gli universi altrui.
– La predisposizione ai moti segreti dell’animo altrui potrebbe spingere gli altri a fare lo stesso con noi. Con rispetto, partecipazione, entusiasmo.
L'ultima Lezione - Randy PauschPensando a questa ultima frase, mi è venuto in mente un libro che ho amato molto: Randy Pausch, L’ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore (BUR Rizzoli). 

L’ho avvicinato con un certo sospetto, devo essere sincera. Poi, dopo qualche pagina (praticamente mangiata), mi è parso un testamento vitale degno di nota.

Non so cosa mi stia capitando in questi anni ma inizio ad accorgermi di cose che prima non vedevo nemmeno. Non saprei spiegarvi… è come se una serie di cose piccolissime, che non hanno mai avuto valore, oggi fossero essenziali e irrinunciabili motivi di soddisfazione… è come se io e loro, in un preciso punto della vita, ci fossimo riconosciute in un affollato ascensore da grattacielo e avessimo deciso di scendere allo stesso piano.

Le piccole e impalpabili sfumature dell’esistenza sono le protagoniste di questo libro. Molto triste, è vero, ma anche abitato da una carica vitale dirompente. Spesso ingenua, in alcuni casi forzata – chi lo sa cosa si racconta una persona che sa di avere un appuntamento prossimo con la morte? – ma presente e pulsante.

Le piccole e amate cose, i cioccolatini, i biglietti per dire grazie, i pastelli…

Complimentatevi più che potete.
Certo, solo quando il complimento sia mosso da una reale convinzione, da una stima che ritenete ben riposta!
Non si tratterà mai di una perdita.
Non sarà piaggeria, lecchinaggio, ipocrisia, perdita di voce-tempo-parole. Non sarà come l’unghia sull’ardesia e neanche come il rumore dei denti che scricchiolano.
Sarà sempre e solo un grandissimo dono che farete prima di tutto a voi stessi.Camilla
Zelda was a writer
xoxo

9 pensieri su “La rivoluzione del complimento

  1. chiara i.

    E no eh, così non vale mica. Ti avevo chiesto per cortesia di scrivere dei post un po’ più brutti, e mi ritrovo questa meraviglia qui. Dove mi citi, pure! Aaaah, piango!…………
    I tuoi post bisognerebbe volantinarli, affiggerli sui muri di tutte le città, diffonderli via audio sulle metropolitane, per radio, in tivvù… sì, insomma, bisognerebbe camillizzare il mondo, che così diventerebbe migliore.

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  2. Alessandra

    Cara Camilla /Zelda
    ho letto questo post solo ora e mi ha commosso perché mi sono identificata non poco. E ha ragione chi dice che sarebbe giusto “volantinare” le tue osservazioni, i tuoi ragionamenti, i tuoi post.
    Ti sto seguendo solo da un mese (ho fatto in tempo a leggere “La tristezza ha il sonno leggero” e ad essere presente all’ ultimo appuntamento del Bookeater Club!) e conto di far parte dell’entusiasta schiera delle tue sostenitrici/fun/amiche/ tifose/innamorate della tua empatia, fantasia, energia, insomma bellezza.
    “Le piccole e impalpabili sfumature dell’esistenza” di cui parli sono oro per chi ha già una certa :D come me e la delicatezza e sensibilità con cui le cogli e le racconti danno gioia.
    Grazieeee <3

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