10 giugno 2011

Tra pioggia e instagram: giorni così

Camilla - Zelda was a writer

Daily thoughts

Buongiorno Amici belli!
Lo stato catatonico da italiana poco avvezza a sconvolgimenti climatici continua alla grande: mi trascino per il mio quotidiano con la mollezza di un bradipo pigro. Ma poi ci sono dei guizzi, i benedetti guizzi dell’infinitesimale: il cielo si apre, un’amica ti chiama, decidi di andare a lavorare al bar, immersa nei cannoli alla Nutella, e il tuo idraulico, a tre tavoli da te, ti ricorda di pulire il filtro della lavatrice. Ché sennò si rovina.

Oggi voglio condividere con voi qualche pezzi di vita immortalato con Instagram, conoscete vero?
Si tratta di un’applicazione di iPhone che consente di fare foto sempre diverse, anche grazie ai bellissimi filtri di cui si può disporre. Le foto poi vengono condivise in una community di altri scattatori compulsivi, alcuni dei quali sono dei veri maestri del click take away. Insomma, consideratelo un modo per comunicare la propria vita attraverso le immagini, nulla di più o di meno. La cosa stupenda, come spesso accade in queste social-diavolerie, è la possibilità di vedere con gli occhi di persone lontanissime da noi. Di conoscere albe giapponesi e volti indaffarati – o semplicemente persi – della Grande Mela. Di guardare nel piatto in cui mangia un koreano con l’hobby dello still-life (ahi, come lo capisco!) o di ammirare le onde cristalline di qualche paradiso terrestre troppo lontano per il portafoglio.

Tornando al mio piccolissimo (qui, ahimè, niente aurore boreali o surfisti neboruti), ecco qualche piccola istantanea della vita degli ultimi giorni…

Che ne dite, devo farmi curare?
Buona giornata, Amici belli! Torno più tardi ;)
xoxo

4 pensieri su “Tra pioggia e instagram: giorni così

    1. Zelda was a writer Autore articolo

      cara marta, ma super-grazissime!! non saprei spiegarti, ma ho un trasporto verso di te, il tuo blog e le tue incursioni qui che non riesco proprio ad arginare! la cosa snervante è che mi fa parlare come un’adolescente tardona… dai, “ma super-grazissime” non si può proprio sentire, diciamocelo. ;DDDD

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