17 Agosto 2011

Storia della gente. Contro i tapis roulant e per gli occhi grandi.

Camilla - Zelda was a writer

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Le ore a Rublolandia stanno sortendo l’effetto desiderato: tanti piccoli sonnellini, corpo all’aria aperta, panorami e colori mozzafiato e moltissime ore dedicate alla lettura.

Avrò certamente modo di parlarne con maggiore cura, ma voi intanto prendete nota di questo libro: Storia della mia gente di Edoardo Nesi (Bompiani). Molti di voi l’avranno sicuramente già letto, a me è capitato ieri.
L’ho praticamente divorato e con lui ho riso, mi sono indignata e ho pianto.
Il tutto in piscina. Inizio a pensare che la piscina non aiuti la mia emotività… Mi ci si può trovare negli orari più impensati, a soddisfare la mia fame compulsiva di lettrice appassionata, mentre pingui bambinoni del benessere si tuffano a bomba, facendola esondare tutta, l’acqua di queste Maldive sintetiche.

Ho pianto in piscina per la fine de La Storia di Elsa Morante, una rilettura innamorata e sorprendente di queste ore che consiglio a tutti (a me è capitata dopo quasi tre lustri dalla prima volta che me lo ritrovai tra le mani).
Ho pianto in piscina per la bellissima scrittura di Nesi, che raccontava anche di me, di voi, di queste strade, delle Alpi Apuane, dei tramonti color pesca del luogo struggente da cui vi scrivo. E poi di Prato, della disfatta della manifattura tessile, della fine di una discendenza industriale, delle pecche della globalizzazione, che ha soffocato la creatività seriale per rendere ai consumatori, troppo spesso lobotomizzati da marchi e falsi miti, una bieca approssimazione seriale.
Ho pianto sì, ma anche riso perché la scrittura di Nesi è tutto tranne che triste o rinunciataria. Brilla semmai di un’ironia lucente, è una sapiente trama di fili tenaci e fantasiosi che cercano i perché dei loro mille dubbi in ambiti speculari e avvincenti.

Mi trovo in uno dei posti più ambiti al mondo, paradiso dei prati all’inglese e dei glutei sodi. Ci sono donne che scandiscono le loro giornate con corse in tapis roulant, pezzi di anguria e un bicchiere di acqua di Montecatini. La loro lunga ed estenuante lotta contro il buco di cellulite non termina mai ed è forse anche grazie a questo impietoso confronto tra velocità che la mia mollezza (epidermica e d’intenti) regala un senso specialissimo alle ore di niente, spese con i miei scrittori preferiti e con le loro parole.

Nella mia necessità di correre oltre i limiti del consentito, qui ho ritrovato il senso più piacevole del otium e così tonifico la mente e  ringrazio queste ore di preparazione per i prossimi mesi, per le prossime pagine da scrivere.

Ieri leggevo Nesi e oggi ho deciso di scrivergli due righe. Non ho idea di come gliele farò pervenire, ma sento che lo raggiungeranno. In fondo lui parla di me, della sua gente, e descrive cose che mi riguardano in modo impressionante. Zelda Fitzgerald, Orson Welles, per citarne solo due a caso, tra le più forti.
E poi Francesco Nuti. L’ho visto passare per la via principale di questo posto dalle alte siepi in lauro (siepi da poeti, insomma), non più tardi di due giorni fa. La carrozzina spinta da un giovane e lui con due occhi enormi, tutti alla ricerca del mondo, nello stesso particolare modo in cui i bambini senza parola guardano la vita. Occhi estasiati.

Che s’interrompessero tutti gli stramaledetti tapis roulant del mondo, per un giorno! Un solo e lunghissimo giorno di passi fatti con le gambe e con il cuore. Che fossero parole scambiate con il vicino di ombrellone, arenile che si perde a vista d’occhio e vissuti da appuntare sul taccuino dell’esperienza.

Occhi che diventano grandissimi a furia di guardare la vita. Occhi che non si abituano mai alle sue sorprese.
E poi parole scritte su un biglietto. Da regalare senza il bisogno di una risposta.
Vi farò sapere se le mie raggiungeranno Nesi.

Buona giornata, Amici belli! Vado a piangere in piscina…
xoxo

6 pensieri su “Storia della gente. Contro i tapis roulant e per gli occhi grandi.

  1. Bri

    Ciao Camilla!
    ..è un’eternità che non commento qualche post (grr alla fretta! però una sbirciatina passo sempre a farla!) :'(
    Che tristezza queste schiave del tapis roulant a cui diventa irrinunciabile pure in vacanza! Da pigra quale sono, ora che ha il caldo ha cominciato a dare un po’ di tregua, ogni tanto la sera ho ripreso a fare un po’ di moto e… “correre” lungo gli argini del fiume del mio paese, fra campagne sterminate e vista sui colli ha tutto un altro sapore ;) mi è (quasi) piacevole tale sforzo, ahahaha!
    ps
    oggi mi è arrivato il libro di Piccolo, Momenti di trascurabile felicità, non potrò mai ringraziarti a sufficienza, è un bellisimo regalo averlo scoperto!

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    1. Zelda was a writer Autore articolo

      cara bri!!!
      sono tanto contenta che tu stia bene e che il libro ti piaccia!
      t’immagino correre su sfondi meravigliosi e mi sembra una bellissima immagine di quello che vorrei per il nostro futuro: una corsa libera che sia contornata da una bellezza silenziosa ed equilibrata!
      bacissimi!!

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