29 Dicembre 2011

Un giorno di dicembre con… Laura di Rock’n’Mode

Camilla - Zelda was a writer

A day with...

Buongiorno a Tutti voi, Amici belli!
Sono qui per poco, giusto il tempo di introdurvi una nuova bellissima giornata di dicembre. Poi tornerò alle mie librerie… ci sono libri ovunque e ancora molti ripiani da riempire. Ho optato per una catalogazione cromatica, amorosa e editoriale (in pratica, nei prossimi mesi non troverò nulla di quanto io cerchi, ma almeno sarà tutto pulito e allineato!).

Comunque. Eccomi qui a presentarvi la nuova ospite del nostro giorno di dicembre con
Si chiama Laura e gestisce un blog chiamato Rock’n’Mode. Ci siamo conosciute in occasione di BELLI FUORI (vi ricordate? Ne parlavo qui) e la cosa paradossale è che in quella occasione ci saremo scambiate uno o due ciao e qualche sorriso. Niente di più.
Questo però ci ha dato la possibilità di cercarci e di ampliare la nostra conoscenza. Mi piace Laura, mi piace molto. A prescindere dall’evidente bellezza esteriore, percepisco un mondo delicato e fantasioso, fatto di cose piccole, pratiche e meravigliosamente sentimentali. Laura è una giovane mamma che lavora e sorride, ho sperato che accettasse l’invito a raccontarci un suo giorno di dicembre perché ero stracerta che avrebbe aggiunto tantissimi punti alla nostra ricerca della bellezza.
Vi lascio dunque con lei, non prima di avervi baciato sulla fronte.
Tornerò nel pomeriggio con nuovi desideri per il 2012!
xoxo


Non avevo mai pensato alle difficoltà che avrei potuto incontrare nel descrivere una mia giornata tipo: la verità è che io, normalmente, non faccio che correre da una parte all’altra dal momento in cui mi alzo finché non vado a dormire; e se sono ferma corre il mio cervello per me con veri e propri slalom mentali tra le troppe cose da fare. Per questo preferisco descrivere una di quelle giornate in cui ho un po’ più tempo libero da dedicare alla mia famiglia: visto che in questo caso parliamo di una giornata di dicembre… perché non la vigilia di Natale?

La premessa è che la vigilia è proprio tra quei giorni dell’anno in cui lavoro di più, ma almeno posso dormire qualche oretta più del solito visto che le scuole sono chiuse e non devo svegliarmi alla sette per preparare la bimba per la scuola. La prima cosa che vedo quando apro gli occhi è Lady, la mia gattina, che di notte si infila di nascosto nel lettone e si addormenta con la testa sul cuscino. Ancora non sono del tutto sveglia che già mi ha strappato un sorriso, la adoro. Rotolo ancora un po’ nel letto, per poi chiamare Charlotte per la colazione: latte e cereali per lei, marmellata e fette biscottate per me (intolleranza al latte sospetta!) In un secondo realizzo: oggi è la vigilia di Natale (OMG! Calma, calma!). Nella mia mente ho già visualizzato quello che mi aspetta: avere a che fare con gente in preda ad autentici attacchi di panico da regalo-di-Natale-last-minute,  e sorridere, sorridere, sorridere…sempre, anche quando la pazienza è a km di distanza da te già da un pezzo. Così mi preparo psicologicamente, mentre prendo l’occorrente per la prima tisana rilassante della giornata. Finita la colazione ci vestiamo per uscire a comprare gli ultimi regali: Charlotte vuole mettere la collana con il suo nome che le ho preso nel mio ultimo viaggio a Londra da cool britannia “perché oggi non si va a scuola” dice, come se fosse la collana delle feste. Shopping natalizio terminato, corriamo a casa a impacchettare i regali:  trousse di Pupa alle colleghe un pacchetto benessere per la migliore amica e un giochino per il mio nipotino.

Poggiando la borsa e le buste, vedo sul tavolo un pacchetto con un bigliettino… Anche se non è ancora Natale, pare proprio che qualcuno che non veda l’ora che io apra il mio regalo, anche se so esattamente cos’è visto che ha la forma del profumo che mi sarebbe piaciuto ricevere.
Ma il vero sorriso da stupidina innamorata me lo strappa il bigliettino accanto al pacchetto: Mattia mi lascia questi bigliettini  da quando l’ho conosciuto, dodici anni fa, e riesce comunque a stupirmi ogni volta.

Ma è arrivato il momento di prepararmi: pranzo, indosso la divisa, controllo le e-mail (a qualcuna rispondo anche) e via, la bolgia del centro commerciale mi aspetta. Giornata distruttiva ma comunque molto divertente: c’è stato anche tempo di dare un morso al panettone tra colleghe!
Come dicevo, le mie giornate tipo sono spesso molto diverse tra loro, ma il rientro a casa è sempre lo stesso: chiudo la porta alle mie spalle e ritrovo la mia famiglia, la mia gatta, il calore della mia casa e a volte anche di una cioccolata calda con panna meringhe. Ed è solo questo che conta per me… tutti i giorni dell’anno.

Laura 

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