6 Febbraio 2012

Non sarà questo l’amore fuggevole? (cit.)

Camilla - Zelda was a writer

Reviews

Dev’essere senz’altro vissuta, Emma Morley, la protagonista di Un Giorno di Dave Nicholls. In qualche parte del mondo, in una dimensione parallela o forse, più semplicemente, in molta della speranza di ognuno di noi, lei dev’essere vissuta. Altrimenti non si spiegherebbe la forza con cui, finito il libro, viene da pensare a lei come ad un’amica, a qualcuno di cui serbare un ricordo nel vasto e prezioso schedario del ricordo.

Buona settimana a Tutti, Amici belli!
Venerdì ho terminato il libro che Chiara I., la mia personal guru, mi ha consigliato vivamente. Diceva che mi sarebbe piaciuto, aggiungeva che l’incontro con Emma sarebbe stato un ottimo balsamo per questi giorni di domande, di attese e di speranze.
Aveva ragione su tutta la linea. Un giorno di Dave Nicholls è un magnifico tuffo nel mare di due persone come tante – due anime profondamente diverse che procedono lungo direzioni parallele -, destinate a incrociarsi per la festa di san Swithin, il 15 luglio di ogni anno.
Il loro primo 15 luglio da protagonisti coincide con il nostro da lettori: li vediamo giovani e appena laureati, sdraiati sul letto di lei, nel pieno di una nottata di chiacchiere, battibecchi, grandi speranze e misteriose incognite per il futuro.
Noi stessi siamo disposti a scommettere che due persone tanto diverse non potranno mai ritrovarsi, poi guardiamo le 400 pagine che ci rimangono in mano e stimiamo che un qualche altro incontro dovrà pure avere luogo. Ma Em e Dex non hanno nessun manuale di istruzioni a disposizione e tantomeno un indice della loro storia, quindi si augurano una buona vita, pensando di essere meteore destinate a non lasciare alcuna traccia l’uno nella vita dell’altra.
Loro non possono immaginare che quello è il potente inizio di un vorticoso amarsi e negarsi.

Vi ricordate di quella canzone chiamata Le Tourbillon, interpretata soavemente da Jeanne Moreau in Jules et Jim? Bene, ripensando alla storia di Emma Morley e Dexter Mayhew mi è venuto spontaneo canticchiare quella parte che recita:

On s’est connus, on s’est reconnus, / On s’est perdus de vue, on s’est r’perdus d’vue / On s’est retrouvés, on s’est réchauffés, / Puis on s’est séparés. / Chacun pour soi est reparti. / Dans l’tourbillon de la vie…
Ci siamo conosciuti, ci siamo riconosciuti, ci siamo persi di vista, ci siamo ripersi si vista. Ci siamo trovati, ci siamo riaccesi di passione e poi ci siamo separati. Ciascuno è ripartito da solo, nel vortice della vita…

Capita la stessa cosa a Emma e Dexter che, per una trentina d’anni, si amano e si odiano tanto da non dimenticarsi mai; che tornano a frequentarsi e si eclissano l’uno dall’altra, e forse anche da se stessi. Capita dalla fine degli anni ’80 ai primi anni del nuovo millennio, lungo l’ampio raggio di una Storia (quella inglese) zeppa di rivolgimenti politici e di cambiamenti sociali, tanto importanti da confondere traiettorie, paure e sentimenti.Procedono per tentativi, Em e Dex, presto destinati a venire a patti con il proprio ego e con le convinzioni più granitiche, quelle che – complice l’inesperienza dei vent’anni – li facevano sentire inattaccabili e fieri. Sperimentano la vita fingendo di non coglierne gli imperativi di realizzazione e impegno a cui sono chiamati.
Il loro incontro è un potente navigatore che ci indica le coordinate del cammino fino a quel momento intrapreso, che ci posiziona nel perfetto punto in cui l’ascissa incontra l’ordinata, in cui il cuore viene messo da parte per la razionalità, la debolezza si fa forte e vincente e il non detto riesce ad avere molti più argomenti delle parole.

Un terribile gioco alla sottrazione impedisce loro di amarsi perdutamente, il tempo intanto passa e certe scelte chiedono un conto salato e drammatico. Ma in tutto questo l’inevitabilità del respiro, dell’esserci e del tentare spinge loro nel continuare la strada, con coraggio o forse, più probabilmente, con la pacata arrendevolezza del fatalismo.

Non svelerò affatto la trama di questo libro, ma permettetemi di darvi un consiglio.
Chiunque sia venuto a conoscenza della mia intenzione di leggerlo, mi ha avvertito di tenermi pronta, ché qualcosa di insensato e brutto sarebbe capitato nelle sue ultime pagine. Vi confesso di averlo letto con la sensazione di avere tra le mani una bomba ad orologeria, poi quel qualcosa si è palesato e il mio unico rammarico è stato di trovarmi sull’autobus, senza la possibilità di piangere lacrime di bellezza.

Si piange per questo libro. Da pagina 429 non fatevi trovare su un mezzo pubblico (o almeno indossate grandi occhiali neri) e preparate dei fazzoletti molto resistenti. Ma mi preme dirvi che questo sentimento rovinoso non ha nulla a che fare con lo spauracchio di questo qualcosa che ad un certo punto arriva.
Un qualunque amante della Vita o, la butto lì, di Carver, sa che il senso di tutta un’esistenza non si risolve nella sua fine. La fine è un democratico punto di arrivo a cui tutti tendiamo, malgrado la chirurgia estetica o la sindrome di Peter Pan. Tutti moriamo nello stesso modo in cui tutti i libri finiscono, ma il senso ultimo e speciale di ogni esistenza e di ogni racconto risiede nelle magnifiche e coraggiose trame del suo svolgimento.

Consiglio dunque la lettura di questo libro per tantissimi motivi. Per il gusto che regala la scrittura di Nicholls: ironica e sentimentale, puntuale e decisa. Per il grandissimo lavoro sulla Storia di un trentennio davvero sfaccettato e pieno di incognite, vista anche la sua prossimità fisica con il nostro presente. E poi, non da ultima, per la magnifica corsa che vi troverete a fare lungo due binari di attese e speranze di due personaggi-persona, che crescono, cambiano e sbagliano. Non tanto diversamente da come capita a noi.

26 pensieri su “Non sarà questo l’amore fuggevole? (cit.)

  1. pa

    l’ho appena prenotato sul sito della mia biblioteca!!!!!!!!!!!
    sono la 27° nella lista! ma non mi abbatto perchè sto leggendo tante tante chicche fantastiche…
    ti consiglio anche io un romanzo: GENEROSITY.
    poi mi dirai.

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  2. Giorgia

    Il modo in cui parli dei libri che ami è emozionante, giuro. Ho letto il libro parecchio tempo e sento ancora un po’ la mancanza di Emma: leggere l’ultima pagina è stato quasi come dire addio ad una cara amica! Il film mi ha fatto rivivere le stesse atmosfere ma non è riuscito a coinvolgermi come aveva fatto il libro (anche se la rappresentazione di Emma è molto vicina a come io me l’ero immaginata). Cara Zelda è sempre un piacere leggerti!

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    1. Zelda was a writer Autore articolo

      grazie Giorgia dei colori!! per me è un grande piacere ricevere le tue parole!
      non ho ancora visto il film, confesso di avere cercato il trailer ma poi ho deciso di finire il libro. non ho paura che qualcuno mi sveli la tra di un libro, ma le immagini mi rovinano tutto il sistema immaginifico!
      ti sorrido ;)

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  3. Jackie

    è da quando uscì in versione Inglese che Dex e Emma fan parte delle mie “amicizie” ( e che cavolo… alla fine dopo tutto il “tempo” passato in lettura a seguirli anno dopo anno ti sembra di conoscerli dal vero, no?) , però… nei loro confronti ho un rapporto di amore-odio… 8forse perchè un pochino mi sono immedesimata in Dexter, o forse perchè ad un certo punto avrei voluto dire ad Emma… WAKE UP baby!).

    E poi… il finale…per niente scontato e che mi ha lasciato…sorpresa

    ps: bella calligrafia (ma questo lo sai già!) :-)

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    1. Zelda was a writer Autore articolo

      Jackie bella, ciao!! non ci hai ritrovato tutte le dannate omissioni della generazione dei trenta-quarantenni?
      intendiamoci, anche io ero lì che m’infervoravo, ma la verità è che Emma non doveva muoversi, e lui, Dex, doveva essere così, egoriferito e atteggiato. solo così sarebbero stati utili alle 400 pagine successive e alla storia dei nostri giorni :DDDD
      un bacio!

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  4. V.

    Preso sabato e sono a pagina 210..
    Ognuno ha i propri guru. La mia sei tu!
    V.
    PS: niente mezzi pubblici, sarà una lettura casalinga ;)

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  5. sonia

    Quando l’ho letto ho pensato che per i ragazzi di oggi (e per ragazzi intendo i pischelli ;) delle superiori) questo libro può essere un libro importante. Quel libro che leggono un po’ tutti, che puoi condividere con gli altri, perché non è solo una storia d’amore, quel libro in cui ti specchi e in cui tenti di intravedere il futuro. Bello, complesso e completo ma allo stesso in tempo in grado di scivolare via e farsi quindi rileggere più volte, velocemente, sempre diverso. Con quella lettura ripetuta e sempre diversa che ha caratterizzato le mie superiori e che spero caratterizzi anche la lettura dei ragazzi di oggi. Che poi, come dici tu, è anche un libro per tutti, che anche io mi son bevuta in poche ore, e che lascia tanto e dà tanto.

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    1. Zelda was a writer Autore articolo

      ciao sonia! è proprio così: la bellezza della letteratura è che regala possibilità infinite di lettura.
      pensa a come stai, fai un giro in una libreria/biblioteca ben fornita – meglio se gestita da persone appassionata – e lascia che le pagine ti scelgano. i libri non risolvono i crucci, ma danno spunti per affrontarli; non aumentano la felicità, ma la incorniciano a dovere.
      è così, un libro letto da adolescenti regalerà nuove prospettive intorno ai trenta.
      la verità (sob) è che non basterà una vita per leggere tutto!!
      un sorriso,
      camilla

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  6. Claudia

    Ciao Zelda, il tuo blog è stata la mia scoperta del giorno e devo dire che mi ha conquistato. Forse è addirittura il più bel blog che abbia mai trovato! Complimenti, la grafica è eccezionale, i contenuti anche. Leggerò volentieri i tuoi racconti e anche questo libro che consigli. Un saluto!

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