2 Aprile 2012

Ma i semi, mentre dormono, sognano?

Camilla - Zelda was a writer

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Amici belli!
Secondo giorno di mare per me (piovono gatti e cani… no comment!) e una bellissima storia per voi, una storia di semi, poesia e creatività.
Chi ce la racconta? La nostra preziosa Sara Trofa!

Felicissima di lasciarvi nelle sue mani, vi sorrido felice!  


Cara Zelda, sono per la seconda volta ospite nella tua casetta virtuale e ne sono molto onorata.
Mentre cercavo di riunire le idee e decidere come raccontare qui il mio nuovo progetto, sono andata a rileggere il vecchio post e sai cosa ho trovato? Nella chiusa ti salutavo proprio così: “a lei un inchino e un piccolo seme col fiocco”.
Non è bellissimo?!
Eh sì, perché è proprio di SEMI che voglio parlare oggi!
Abbiamo tante cose in comune e sono certa di poter esordire con due di esse: l’attitudine inesausta a prendere per segni evidenti di una giusta strada quelli che potrebbero altrimenti indentificarsi come semplici casualità e l’amore viscerale per gli elenchi.
E allora iniziamo subito.

Girasole, biancospino, acero, betulla, mandorlo, melo, grano, melograno, lenticchia, lunaria, albicocco, nocciola, pioppo, felce, lavanda, papavero.

Nomi di piante a cui voglio bene, nomi di semi accoccolati dentro una poesia. Quando è nata dentro di me, l’ho scritta e poi l’ho lasciata un po’ lì, sulle righe, non sapevo bene cosa volevo diventasse.
Un libro? Desideravo sicuramente che venisse illustrata perché è un piacere che inseguo sempre, ma inizialmente pensavo ad una singola matita. Dopo vario tempo e indecisione, ecco che Riccardo Guasco, pittore e illustratore con cui mi diletto a far rima fra penna e pennello, mi dice, entusiasta del testo: “E se diventasse una mostra?!”. Mi ha convinto subito e per ogni seme ho sognato un illustratore diverso. Li ho scelti uno per uno con grande passione, perché sono persone di cui stimo la creatività e con cui desideravo e desidero collaborare.
Ho proposto loro il testo e ognuno ha scelto il seme che preferiva: che piacere per me osservare le scelte e i caratteri, immaginare i perché di una scelta, a volte indovinarli.
L’adesione è stata splendida e vivace, per questo ringrazio tutti gli artisti coinvolti, che sono meravigliosi e generosi: Barbara Baldi Bargiggia, Laura Paoletti, Violeta Lopiz, Sarolta Szulyovszky, Riccardo Guasco, Gianluca Folì, Rita Petruccioli, Sonja Danowski, Francesco Chiacchio, Cecilia Ramieri, Daniela Tieni, Alice Barberini, Martina Merlini, Pia Valentinis, Elise Wilk, Philip Giordano.

Ed è così che SEMI è diventato un progetto con tutte le radici e i germogli al suo posto, è nato il 21 marzo portato dalla primavera e il suo orto si chiama SEMIDISEGNITELODICO. Si tratta di uno spazio virtuale, una serra in cui le parole prime sono cura, passione e attenzione. Ma anche gioco, intreccio e contaminazione! La mostra SEMI sarà online fino al 21 luglio 2012.
E dopo? Come in tutti i cicli vitali, ci sarà un rinnovamento e i semi lasceranno la terra a nuovi progetti fra parola e disegno.

Ho detto tutto? Sicuramente no, lasciamo spazio ad una passeggiata silenziosa, con lo sfrigolio dell’acqua mentre filtra nella terra. Irrighiamoci di bellezza e sogniamo!
Grazie Zelda, e dimmi: tu, che seme sei?
Un sorriso di clorofilla a tutti gli zeldiani! Sara


Cara Sara preziosa,
credo di essere un seme di papavero: buono sul pane e prolifico non appena gettato su una terra fiduciosa.

E voi, Amici, che seme siete?
xoxo 

6 pensieri su “Ma i semi, mentre dormono, sognano?

  1. Nya

    Sarei un seme di Peonia:)
    possono impiegare sino a due anni a germinare e circa 8-10 anni a fiorire… Ma il risultato è una meraviglia della natura!non :)?
    Meraviglioso progetto! Complimenti Sara, e grazie Zelda

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