25 Maggio 2012

Come i versi di una poesia. Essenziali, dritti al cuore.

Camilla - Zelda was a writer

Daily thoughts

Buon venerdì a Tutti, Amici belli!
Grazie grazie grazie per tutti i regali del cuore e del pensiero che mi avete inviato in queste ore! Oramai posso dirlo con sicurezza: è stato un compleanno indimenticabile e mi ha messo addosso un’insana voglia di fare!

Nel corso della mia esperienza zeldifera, ho cercato di essere sempre meno dedita alla formula del diario intimo (principalmente per la qualità della vostra lettura), prediligendo la condivisione e la ricerca dei bellissimi mondi che albergano ad un palmo dal naso di chi sa fermarsi ad osservare. Certo, ogni tanto la penna indugia sui miei pensieri e così nascono post come quello odierno: dolciastri e nostalgici quanto basta a lastricare certi svincoli del ricordo, certi bilanci del cammino.La settimana che volge quasi al termine mi ha regalato carezze e schiaffi e lo ha fatto con una velocità impressionante.
Pensieri tristi e desideri di rivalsa, incapacità di reagire ad alcuni nodi indistricabili della mia realizzazione, un compleanno importante e poi funerali, ritrovamenti del sorriso, piccoli segni di un’energia che travalica la materia e la razionalità, per attestarsi – fluttuante – in prossimità di mente e cuore.

Martedì ho rivisto mio padre. Non essendo per nulla foscoliana con i miei defunti, non mi sono mai recata alla sua tomba. Spero che questo non offenda nessuno, ma per me lui vive in una dimensione fatta di nuvole e mani. Mani possenti e meravigliosamente estese, capaci di attutire le mie cadute e di cullare la mia spensieratezza.
Martedì comunque sono andata da lui. L’ho fatto perché salutavo una persona che era mancata due giorni prima e la prossimità della sua tomba ha reso necessario un incontro.
Per salutarlo nell’unico modo che conosca, sull’autobus che mi portava a lui, ho scritto qualche pensiero su un biglietto pieno di conchiglie. Ho scritto a mano un’idea che ho sul mare, sulla sua estensione. Stavo per inserire un pesciolino giallo nella busta da sigillare, quando questo mi è caduto improvvisamente, andando a cercare i piedi di due adolescenti prese a raccontarsi una storia d’amore finita male.
Nel tentativo – poi riuscito – di recupero, tra i miei piedi è apparsa una barchetta gialla, la stessa che vedete nella foto qui sopra. Si è trattato di un ritrovamento prezioso che mi ha convinto che il mondo, quello vero, sia dell’occhio che ammira, che si ferma, che respira disegni e occorrenze molto prossime ai versi di una poesia. Essenziali, dritti al cuore.Quello stesso giorno, sulla via di casa, l’autobus mi ha scaricato proprio di fronte alla mia scuola delle elementari, divenuta negli anni un ospizio. Paradossale, non trovate? Il luogo in cui si è sempre festeggiato l’inizio della Vita, è diventato con il passare del tempo quello della sua fine…
Presa da un impulso insensato, ho citofonato e sono entrata. Il giardino era intatto: sulla destra l’area in cui giocavamo a palla prigioniera; in fondo, a sinistra, la meravigliosa entrata in vetri multicolore dove Suor Confettina fingeva di ingoiare un confetto e ne sputava infiniti (tempo fa, avendo capito il trucco, ho tentato di doppiare l’impresa rendendomi immediatamente conto di quanto nessuno avesse mai sputato confetti con tanta compostezza).
Eccolo lì, il punto esatto in cui mi sono fidanzata con Filippo C., il primo motivo di cuore spezzato. L’unico cuore spezzato che si sia ricomposto in cinque minuti, grazie all’arrivo di Federico C. Ecco la panchina in cui sono stata messa in castigo per via della mia insanabile camillità e l’angolo in cui controllavo l’arrampicarsi dell’edera sul muro, insieme alla mia migliore amica Sara G.

Una volontaria dell’ospizio mi ha chiesto se volessi entrare nell’edificio e così ho potuto rivedere la scala da cui mi lanciavo ogni giorno alle quattro e zerocinque, alla ricerca di una mano amica che mi portasse a casa per cartoni animati, merenda e due righe di compiti. Allora pensavo che la mia vita fosse zucchero cristallizzato: tutto era trasparente, perfettamente a posto e i miei genitori erano alti e immortali.La solitudine degli anziani, la loro disperazione rugosa e inerme, mi ha ricordato come la vita sia un circolo destinato a chiudersi in modo ermetico e perfetto. Di quanto tutto torni nell’esatto modo in cui è iniziato e di come un certo affanno per l’accumulo perda il suo senso più urgente per diventare simile alla foglia della quercia in autunno. In bilico, prossima alla caduta.

Ogni tanto tento di guardarmi da un aereo che mi sorvola. Tento di mollare gli ormeggi del mio ego per concentrarmi sul quadro d’insieme, per cercare di elevare il mio essere nelle cose del mondo. Vorrei che la mia condotta fosse il panorama che guardo dal finestrino dell’aereo, quello per cui mi emoziono, quello in cui riconosco confini e piccole costruzioni fiduciose, nate dalla sera alla mattina, nei posti più impervi. Vorrei che il mio panorama avesse un meraviglioso volo evolutivo e che mi rendesse rugosa e inerme per i troppi slanci e non per la paura dell’atterraggio.

Alcune volte spero con tutta me stessa che questo viaggio tra le nuvole mi regali la sensazione di essere ponte, vallata, laghetto montano e anche spiaggia silenziosa. In definitiva, al di là di qualunque lista piena di desideri, quello che vorrei regalare al mio panorama è questo: il coraggio di protendersi verso l’esterno, contro tutti i furbi e oscuri tentativi di chi lo vorrebbe chiuso e centripeto.

Che sia un meraviglioso fine settimana per tutti voi!
xoxo

14 pensieri su “Come i versi di una poesia. Essenziali, dritti al cuore.

  1. yliharma

    mamma mia che post… <3
    neanche io vado mai al cimetero…il mio papà non è lì, non c'è mai stato neanche per un minuto, lo sento. chissene di quello che pensa "la gente".
    quando dici che vorresti vederti "da fuori" e ripensando alla tua passione per le foto dei tuoi piedi mi è venuto in mente il pensiero del filosofo Douglas Harding e tutti i disegni e le foto dei suoi piedi che ha fatto O__O
    se ti va dacci un'occhiata, mi ha aiutata molto a cambiare "prospettiva": http://www.headless.org/experiments/pointing.htm
    ti abbraccio forte perché mi hai proprio colpita al cuore, buon week end e auguri in ritardo!

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  2. alpina

    grazie. ci sono parole che avrei potuto scrivere io, oggi. ma tu sei infinitamente più brava. quindi grazie. mi serviva. tutto.

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