21 Maggio 2012

Conversazioni analogiche: Pretty in Mad incontra Claudia Sajeva

Camilla - Zelda was a writer

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Eccolo qui, Amici: il consueto e amatissimo appuntamento con Erika di Pretty in Mad (su facebook la trovate qui) e con le sue Conversazioni Analogiche!! Ogni volta che leggo una delle sue interviste penso che sia la migliore mai letta e, puntualmente, la successiva mi fa cambiare idea!Che sia una magnifica settimana per tutti Voi… i recenti disastri dell’Uomo e della Terra meritano tantissima azione e poche parole e, proprio per questo motivo, ho deciso di continuare nell’arduo esercizio del sorriso e di camminare per le strade occhi negli occhi di chi incontro, senza paura. Che ne dite di tentare con me?
Un abbraccio a Erika, vicinissima alle terribili distruzioni del terremoto di ieri…


Ciao a tutti amiche e amici di Zelda,
finalmente, dopo varie vicissitudini, la Pretty è di nuovo qui con voi per farvi assaporare un po’ di mondo analogico!

Questa volta ho preso il tè con Claudia Sajeva, una fotoamatrice palermitana di 24 anni davvero appassionata che ho scoperto tramite il suo bel blog pieno di immagini analogiche emozionanti e ricche di atmosfera, scattate con le fotocamere più disparate, ma sempre e rigorosamente a rullino! 
Ecco qui cosa mi ha raccontato…
Buona giornata!! ^__^
Ciao Erika,
il profumo del tè mi fa sentire a casa perché mia madre lo prepara sempre.
La mia passione per la fotografia è cominciata quando avevo 14 anni. La finestra della mia vecchia stanza si affacciava verso ovest e, nonostante abitassi in città, avevo la fortuna di poter guardare il sole tramontare dietro le montagne. I toni caldi del tramonto mi emozionavano e volevo immortalarli, così cominciai a scattare foto da quella finestra. Una volta iniziato non riuscivo più a smettere. Con l’arrivo del digitale mi sono allontanata dalla pellicola, ma nel 2009 ricevetti in regalo la Diana f+. Da allora fu amore. Nel giro di due anni, tra acquisti e regali, sono arrivata a quota 20 macchine analogiche. Variano da semplici point & shoot a macchine più complesse, da macchine a soffietto di inizio ‘900 a delle macchine multilente. Con queste ultime mi diverto molto a montare dei video con la tecnica dello stop motion.
Ancora non riesco ad identificarmi in uno stile ben preciso, al momento cerco di sperimentare il più possibile.
Sto cercando di perfezionarmi nelle doppie esposizioni, ma è una tecnica davvero difficile e ancora non ho ottenuto un risultato abbastanza soddisfacente. Mi piace utilizzare lenti grandangolari, i teleobiettivi neanche li guardo. Anche per i ritratti utilizzo il grandangolo, il soggetto deve essere inserito in un contesto più vasto, diventa quasi uno strumento per esaltare la bellezza di un posto.Questa foto l’ho scattata con una Yashica fx-3 super su pellicola Ilford Hp5. La macchina aveva un problema allo specchio e quando si bloccava dovevo muovere l’anello della messa a fuoco, per questo la foto non risulta ben definita. Non mi piace mettere il soggetto sempre al centro dell’inquadratura, a volte mi piace lasciare il centro vuoto e inserire elementi interessanti nei lati o negli angoli.
Da piccola mettevo lo zucchero ovunque, ora invece non lo metto nemmeno nel tè, preferisco gustarlo senza alcuna aggiunta.
Ogni foto rappresenta un ricordo per me. Quella che ho scelto è una delle prime scattate con la mia prima reflex analogica, una Yashica fx-3 super.
Prendere una reflex vuol dire prendere un impegno serio; la fotografia per me è qualcosa di molto serio e personale. Ho utilizzato una pellicola redscale, una normale pellicola a colori montata al contrario.

Non ho particolari aspettative quando scatto una foto. Mi piace gustare il momento in cui la faccio. Se decido di fare una foto è perché ciò che ho davanti mi ha suscitato un’emozione ed io voglio cercare di fissarla per sempre. Mi concentro al massimo per cercare l’inquadratura giusta, non posso fare mille prove, ho solo uno scatto, un unico tentativo.
Nei momenti in cui fotografo riesco a non pensare ad altro, mi lascio trascinare dalle emozioni che provo in quegli istanti, il suono dell’otturatore è musica per le mie orecchie. In questa foto la luce, i colori e l’inquadratura sono perfetti. Ho utilizzato la Holga 120N con una pellicola sviluppata in x-pro.

6 pensieri su “Conversazioni analogiche: Pretty in Mad incontra Claudia Sajeva

  1. carola

    WoW!! Che dire, adoro Pretty e adoro lo stile di Claudia, sa veramente trasmettere delle grandi emozioni attraverso i suoi scatti. Scattare in analogico è decisamente tutta un’altra storia…

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