2 Maggio 2012

Se ti abbraccio non aver paura: storia di un giovane uomo intrappolato in pensieri di libertà

Camilla - Zelda was a writer

Reviews

«Tantissimo ho da dare.
Dico sono tanto diverso con figura fuori uguale agli altri,
dentro giostra di colori ho»
Andrea

Quando Franco, il padre di Andrea, chiede ad Angelica cosa veda negli occhi di suo figlio, lei risponde: Nuvole che corrono.

È un magnifico racconto di passaggi, quello di Se ti abbraccio non aver paura, scritto da Fulvio Ervas per Marcos y Marcos: acqua che scorre, chilometri da macinare, flussi d’amore e di parole scritte.
Un racconto di passaggi veri e sofferti che ha come protagonisti Andrea Antonello e suo padre Franco, persone in carne, cuore ed ossa, che abitano ad una manciata di km da ognuno di noi. Persone con mattine vere in cui alzarsi e ricominciare da capo e notti altrettanto reali in cui perdersi nei sogni.

Il primo è un diciottenne bellissimo, testa riccioluta intrappolata in pensieri di libertà, il secondo è amorevolmente indirizzato verso la scia che il figlio traccia, in un tripudio di sentimenti materici, abbracci stritolanti e di saltelli in punta di piedi. Sempre diversi, sempre imprevedibili.
Con loro l’autismo, un compagno odiato, improvviso e perennemente interrogato. Una rete dalla fitta trama che costringe Andrea, lo ancora ad un mondo lontano e parallelo e rende difficile il lento fluire di quello che gli occhi vedono, sgranocchiano e lambiscono.

In un giorno qualunque del 2008, contrariamente a tutti i pareri espressi, i due partono per un’avventura mirabolante: 38 mila km di viaggio, da Miami (Stati Uniti) ad Arraial d’Ajuda (Brasile). Un viaggio raccontato mirabilmente dalla penna di Fulvio Ervas in questo libro che io sento di consigliarvi con tutta me stessa.

Qualche tempo dopo, grazie ad un amico comune, Franco e Fulvio si incontrano al bar.
Per un anno e mezzo Franco racconta a Fulvio il suo viaggio, gli mostra foto e video, gli descrive i pensieri, le risate, la paura. Fulvio fa sua questa storia e la rispetta talmente tanto da lasciare che le parole fluiscano dalla sua penna, con la fantasia delle anime votate al bene e alla bellezza.
Anche lui motore di un passaggio essenziale, quello delle parole. Le stesse che Andrea vede ma non riesce a dire, quelle che scrive al computer, in essenziali e disarmanti conversazioni con i suoi genitori. Parole amiche e nemiche, che digita sulla tastiera lettera per lettera, non prima di essersi toccato ogni volta il cuore.

Siamo tutti motori di un passaggio, mani di una catena che potrebbe generare viaggi imponenti negli interstizi dell’indifferenza e in quelli della paura. Questo libro ci porta nei colori di Andrea, nel suo gusto cromatico così violento e chiaroscurale, nella lotta straziante per farsi traghettare fino al mondo di quelli che lui stesso definisce terrestri.

La meravigliosa inventiva della Vita fa sì che in un preciso punto del viaggio, dopo aver abbracciato storie, volti e colori diversi, sia lo stesso Andrea a farsi tramite prezioso di una lettera, una lettera prontamente sbriciolata dalle sue mani e indirizzata ad altrettanti dolori, ad altre lacerazioni.
Sono così felice che questo libro mi abbia raggiunta!
Felice di aver abbracciato la scrittura emozionante di Ervas, di aver viaggiato in luoghi stupefacenti, con un inedito senso di libertà tra i capelli, e di aver toccato la pancia della vita di Andrea.
Da vicino. Silenziosamente. Con le mie lacrime e i miei sorrisi.
Con il meraviglioso sentimento di coraggio e azione di un padre che impreca ma ama. Ama di un amore che è passaggio, fluido, attraversamento, cammino senza meta, da intraprendere con il sorriso della speranza.
In una delle parti più poetiche del libro, Andrea e Franco trovano una fila di roulotte a cui corrispondono altrettante e straripanti buche delle lettere. Molte delle missive che vi giacciono attendono di essere lette da tempo immemore, con il rischio che ciò non accada mai. Loro però resistono saggiamente incastrate e attendono. Anche Andrea lascia la sua lettera di colore e strappo e con lui il padre, che si priva di una loro conversazione al computer, per farla viaggiare nelle fantasiose trame della casualità.

In questo libro si parla di un amore che è espressione difficile, codificazione incerta, pacata – ma non rinunciataria – attesa di nuove lettere da aprire, di nuove parole da imprimere sulle missive del cuore. Le lettere che attendono nelle cassette mi sono parse una potentissima metafora dello sforzo inenarrabile del passare la frontiera, del condividere, del dire, di valicare il concetto di normalità per perdersi nella fusione di un abbraccio improvviso e caracollante.

Le parole. Motori anche loro di un passaggio.
Il più grande, quello dell’Amore.



Se ti abbraccio non aver paura

Scheda librotrailer – intervista Le Invasioni Barbariche – intervista Le Iene – recensione di Concita De Gregorio per La Repubblica

Andrea Antonello: sitofacebook
Fondazione I Bambini delle Fate

Franco Antonello impiegherà la quota a lui spettante del ricavato dalle vendite di questo libro per contribuire alla costruzione di una casa per Jorge, ragazzo autistico che vive in una baracca nella foresta del Costarica.

16 pensieri su “Se ti abbraccio non aver paura: storia di un giovane uomo intrappolato in pensieri di libertà

  1. raffaella

    che dire…..io sono felice che questo blog mi abbia raggiunto, con la sua meravigliosa padrona di casa che dispensa meravigliosi consigli, emozionanti pensieri e divertenti racconti!!
    Avevo già letto e visto qualcosa in tv a proposito di questa storia, ma aspettavo proprio questo post per decidermi ad acquistare il libro…
    grazie! :)

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    1. Zelda was a writer Autore articolo

      che dire, raffaella, sono felice io, in modo confuso e intimidito! … ma felice :D
      vedrai che questo libro sarà un incontro meravigliosamente affine con gli andamenti – preziosi e strazianti – della nostra vita!
      attendo dunque le tue impressioni!
      un sorriso,
      camilla

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  2. Veronica

    L’ho tanto cercato nelle scorse settimane, ma non sono mai riuscita a trovarlo. In ristampa, era quello che mi dicevano.
    E io lì, ogni volta, pensavo a una cosa. Meno male che ne esistono ancora di questi libri, di libri belli, intensi, veri, che non hai ancora letto ma che vanno già a ruba.

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    1. Zelda was a writer Autore articolo

      hai detto bene, Veronica: meno male!
      non cedere nella ricerca: ne vale davverola pena!
      per la storia e i suoi protagonisti e per la penna ispirata di Ervas. ma chiusa la copertina, con un sentimento di pienezza che fluisce tra mente e cuore, ti rendi conto che ne vale la pena anche per noi, per la nostra vita.
      un sorriso!

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  3. Giulia

    Che meraviglia! Devo correre a comprare questo libro!

    Grazie per questa bellissima recensione Camilla, esce il cuore dalle tue parole…

    Un lungo sorriso per una buona giornata
    Giulia

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  4. benedetta ovvero ilcestodeitesori

    va bene va bene, CamillaBella, mi arrendo!
    lo compro, nonostante l’arcinota snoberie che mi inibisce l’acquisto di un oggetto (che sia libro, disco, sofà, cupcake) di cui tutti parlano. ma le tue parole sono più potenti della mia ritrosia. mi hai vinto.
    tua, cestina

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  5. cecilia

    Che bello questo post! Sabato 5 maggio Fulvio Ervas sarà alla libreria Volare di Pinerolo (Torino) per presentare questo suo bellissimo libro! Non vediamo l’ora di conoscerlo, ascoltarlo e chiacchierare con lui!

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