4 Luglio 2012

Conversazioni analogiche: Pretty in Mad incontra Wei Dong

Camilla - Zelda was a writer

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Ciao a tutti carissimi lettori di Zelda,
la vostra Pretty è ancora una volta ospite di questo favoloso blog per proporre un’altra chiacchierata a tema analogico!

Oggi sono felicissima di presentare Wei Dong, personaggio di spicco nel mondo Lomography a livello internazionale, che  ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere personalmente!
Bella bella bella intervista!

Ah dimenticavo: adoro il suo gatto!!Il bollitore è quello che fischia? Forte!

Beh, che dire di me… mi chiamo Simone, ma in realtà è un nome falso, come weidong. Ho 35 anni all’anagrafe, ma per la vita che faccio molti mi giudicano uno che non crescerà mai. MAGARA dico io, magara.

Siamo seri, ora. Mi chiamo davvero Simone e ho cominciato ad avvicinarmi all’analogico da un po’ di tempo (adoro essere vago), dapprima con curiosità, poi con sconforto e infine con soddisfazione. Ma andiamo per gradi.

CURIOSITÀ: Vedevo tutte ‘ste foto in giro con questo effetto demodé che ora fa tanto fico e va tanto di moda… cioè capito? E allora mi sono terribilmente incastrato che volevo una sprocket rocket della Lomography, così in un viaggio me la comprai. A questo punto, dopo averci scattato un paio di rulli, entriamo nell’ambito dello SCONFORTO.
Sconforto perché su un rullino da 36 pose ne uscivano sane sì e no 8. E questo è andato avanti per un bel po’. Poi niente, leggendo e informandomi qua e là, ho capito diverse cose che poi ho messo in pratica e devo dire che mi sono veramente servite. Studiate figliuoli, studiate!
Arriviamo infine alla SODDISFAZIONE perché, partendo con maghinette molto spartane e iniziando magari ad ottenere risultati soddisfacenti con quelle, poi passare alle reflex o biottiche, beh è tutta un’altra storia. È sia più facile, e come potete immaginare, le foto vengono molto meglio (anche qui la parola meglio è usata come termine vago, ma io adoro il vago).

Poi pian piano mi sono comprato questo mondo e quell’altro, di tutto! Vedevo una macchina? MIA! Vedevo una cosa strana? MIA pure quella. Poi per fortuna mi sono ridimensionato, ho venduto parecchia roba che non usavo più e sono felice per chi ora la possiede e la usa. Al momento la mia preferita 35mm è la Contax 139q seguita dalla Pentax Me Super.
Per quello che riguarda il medioformato, beh, (il mio attimo sborone) la Hasselblad 500C/M rappresenta la mia piccola bambina. Non mi metto a fare la lista non perché chissà quante ne abbia, ma perché non ce le ho presenti tutte e dopo ne dimentico qualcuna e se faccio una cosa la devo fare bene, no? Insomma credo di aver fatto un breve seppur rappresentativo cappello….

Per me solo tisana al finocchio, grazie.

Quando sento STILE, mi piace, perché è vago, e io amo il vago; quindi credo che il mio stile sia proprio il vago, l’inconcreto. Mi piacciono molto i ritratti e meno i paesaggi, sto scoprendo molto il bianco e nero e credo che in futuro mi ci dedicherò anima e corpo. Mi piacciono molto anche le doppie esposizioni.
Credo che questa foto rappresenti un po’ il mio stile, c’è la posa B, c’è la foto in chiesa (profana), c’è la mamma di Gesù (sacra), c’è la Messa a Fuoco (scusate il gioco di parole ma d’altronde siamo in chiesa, no!?) difficile da ottenere in posa B senza treppiedi. Insomma mi piace e mi e’ saltata subito in mente quando hai formulato la domanda, e l’ho messa.

Grazie, oddio, uhm…… dolce ricordo…..lasciami pensare, AH SÌ!
È una foto di non molto tempo fa, di Pasqua per la precisione, quando un pazzo che risponde sotto il nome di Goonies ha aperto le porte di casa al sottoscritto e ho passato dei giorni meravigliosi, là con la cricca dei Napoletani.
E la foto è questa.

Ci stavamo preparando per il Bagno In Maschera, rivisitazione tutta personale (ad opera dello stesso Goonies), del famoso ballo, ma in bagno. Adesso che la guardo meglio quasi mi commuovo, sul serio. Credetemi.
E poi ce ne sono altre, ma questa al momento su tutte.

Questa, senza peccare di modestia, è esattamente proprio come l’avevo pensata. E ne vado molto fiero. Ho usato l’hasselblad, primo scatto al paesaggio con un 80mm e il secondo al viso con un 50mm grandangolare. Ovviamente i tempi di scatto sfalsati in entrambi i casi, proprio per realizzare l’effetto che vedi.

Ah! Bisogna che mi dici dove compri la tisana al finocchio, è meglio della mia….

2 pensieri su “Conversazioni analogiche: Pretty in Mad incontra Wei Dong

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