15 Gennaio 2013

Guest post – Ebbene sì, amo l’America: Monument Valley

Camilla - Zelda was a writer

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La puntata precedente era la prima luminosa tappa del viaggio americano che Cinzia ha fatto durante la scorsa estate. Le ho chiesto di scriverne su Zelda e lei ha accettato. Oggi ci rimettiamo in viaggio per una nuova appassionante avventura!
Buona giornata a tutti!
xoxo

Ci lasciamo alle spalle le luci e ombre di Vegas e, con un viaggio in auto durato otto lunghissime ore, accompagnati da stazioni radio che trasmettevano unicamente musica country, passiamo all’iconografia più classica degli Stati Uniti: la Monument Valley. Un vero spettacolo della natura. Una discesa, una curva e improvvisamente ti senti catapultato in milioni di cartoline, immagini, film. Noi ci siamo arrivati all’ora del tramonto e ciò ha reso ancora più affascinante una visione già di per sé magica. Un rosso intenso colora le formazioni rocciose dalle forme più strane e tu sei talmente emozionato da avere quasi il groppo in gola. Scatti mille foto, ma già sai che nessuna immagine riuscirà a rendere l’idea di quello che stai vedendo. E allora cerchi di guardare ancora più intensamente, per fermare le foto dentro di te.

Mexican Hat Lodge, Mexican Hat, Utah: dalle parti della Monument Valley, trovare un posto dove dormire ad un prezzo accettabile richiede pazienza, calma e sangue freddo. Ho cercato per giorni una stanza abbordabile nel raggio di 200 chilometri finché, quasi sull’orlo della disperazione, sono capitata sul sito di questo lodge: è bastato leggere la storia del posto e dare un’occhiata ai prezzi e ho prenotato.
Il lodge è un vecchio bar indiano convertito in albergo da un gruppo di musicisti itineranti che, visto il posto, hanno pensato fosse un luogo ideale dove fermarsi.A una prima occhiata, ci si chiede cosa li abbia colpiti perché Mexican Hat altro non è che una strada, un distributore di benzina, due alberghetti e un piccolo supermercato. Però, quando ci si sveglia il mattino, il cielo è terso, ci si mette in macchina e, dopo una piccola salita, ci si trova davanti lo spettacolo della Monument Valley, si comprendono i motivi del voler vivere lì. Il lodge è carinissimo, camere piccole ma accoglienti e silenziose. E poi ha un grandissimo fiore all’occhiello: il Swinging Steak, ristorante all’aperto con i tavoli disposti intorno alla griglia sui cui viene cotta la carne. Il menù comprende praticamente solo birra, carne e contorni, ma la bontà delle bistecche è quasi commovente. L’atmosfera, poi, è quella che tutti noi associamo a certe zone d’America e ci si guarda intorno aspettando di veder sbucare all’improvviso Daisy Duke e lo zio Jesse.

Olde Bridge Grille, Mexican Hat, Utah: poiché al Mexican Hat Lodge a preparare colazione non ci pensano neanche, bisogna trovare un’alternativa. E l’unica alternativa è l’Olde Bridge Grille, un piccolo caffè gestito da indiani accanto al ponte che porta alla Monument Valley. Beh, si tratta di un’ottima alternativa: atmosfera vecchio stile, personale gentilissimo e simpatico e tutto il campionario del perfetto comfort food americano: pancakes con sciroppo d’acero, waffles, bagels con cream cheese, muffins e tutte le varie opzioni salate che non mi sento neppure di nominare. Caffè a volontà, connessione a Internet e la voglia di rimanere tutta la mattina lì dentro al calduccio a chiacchierare.

Alla prossima tappa!
Cinzia

8 pensieri su “Guest post – Ebbene sì, amo l’America: Monument Valley

  1. essepi

    …Cinzia, i tuoi racconti mi fanno rivivere una delle vacanze più belle della mia vita. Grazie!
    Reportage egregio :) Mi sembra di respirare l’aria calda, il respiro che scotta a mezzogiorno…
    E sale la voglia di vacanze estive…Chissà…

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  2. pianoB

    Foto e racconto mi fanno tornare in mente il mio viaggio negli USA, in quella che ora sembra un’altra vita: quasi quindici anni fa, le gambette magre per lo stress dell’esame di maturità appena superato, insieme persone che ora non fanno più parte delle mie giornate.
    Le foto sono rimaste a casa dei miei e i ricordi si fanno sempre più sbiaditi… ma la Monument Valley non si dimentica. Mi piacerebbe tornarci con quello che ora è il mio compagno di vita… Sicuramente andrei a mangiare i pancakes all’Old Bridge Grill!

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    1. Cinzia

      Impossibile dimenticare la Monument Valley, vero Stefania? Io ormai ce l’ho scolpita negli occhi. Mamma mia, che emozione! Questa è l’America che piace anche a chi la odia :-)
      A me sta venendo anche taaaaanta voglia di tornare in Giappone. Che ne dici del Giappone, Camilla? Andiamo? :-)

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