6 Marzo 2013

Martenitsa: storia di una nuova tradizione!

Camilla - Zelda was a writer

d.i.y.
martenitsa Kris (o, come diciamo qui a Milano, la Kris) è un’amica scattante e minuta che saluta la mia casa con enormi sorrisi.
Non capisco sempre tutto quello che dice, ma non credo che dipenda dal fatto che lei è bulgara e che le mie sinapsi sono sempre più logore: la verità è che il suo dire è ipertrofico e perennemente bisognoso di comunicare, di trasmettere. Ogni tanto incespica per il troppo entusiasmo che mai potrebbe dirsi rinunciatario, debole, incolore.
 

Sabato mi ha regalato una MARTENITSA, un piccolo bracciale/collana bicolore legato alla tradizione del suo Paese, ha detto: Tu essere più giovane di me, tu avere bisogno.
Nel pieno di un’emozione indescrivibile, ho immediatamente pensato che confezionare e regalare martenitsa sarà uno degli appuntamenti felici dei miei prossimi mesi di marzo.

martenitsaIn pratica, la MARTENITSA viene regalata a chi si ama all’inizio del mese (mai farlo per sé: regalarlo e farselo regalare) per augurare buona salute e lunga vita.
Non si deve abbandonare mai e quando s’incontra un albero (ieri spoglio e oggi magicamente fiorito), la fortuna va immediatamente restituita alla Natura: lo si appende ai suoi rami colorati e si aspetta che l’energia conduca il suo viaggio in nuova energia.

Non trovate sia meravigliosamente poetico?
Proprio per inaugurare la mia nuova tradizione bulgara, ho deciso di regalarne una ad Annamaria, mia mamma.martenitsa Non ci sono grandi regole per creare questi talismani: basta intrecciare i due colori (bianco e rosso) e chiuderli con un nodo.
Potete spingervi in intrecci a regola d’arte o, come ho fatto io, arrotolare il cotone. Credo che il senso di tutto sia legato all’impegno d’amore e di speranza per la salute degli altri e questa cura è già una grandissima prova di creatività!

Magnifica tradizione, ho deciso di adottarla!
martenitsaBuon marzo a tutti!!!
Camilla
Zelda was a writer

La magnifica borsetta con il cervo che vedete nelle foto è parte di un regalo natalino di Michi di Donna con Fuso.
xoxo 

8 pensieri su “Martenitsa: storia di una nuova tradizione!

  1. vale

    E’ già mia! cerco i cotoni e mi metto all’opera…marzo, primavera, luce nuova vita ergo messaggio d’amore per gli amici. Che c’è di meglio ?Martinitsa per tutti!

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  2. Cinzia

    No, ma dico…è una tradizione meravigliosa!!!! La adotterò sicuramente…devo solo trovare qualcuno che la regali anche a me, perché è favolosaaaaaa. Lo so, sono una tremenda egoista. Ma oggi nevica, ho bisogno di coccole. Capiscimi.

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  3. chiara

    fuori piove e ho subito pensato che in pausa pranzo intreccero’ meraviglie bianco rosse da regalare a un paio di persone che hanno bisogno di un sorriso in piu’.

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  4. Ophelinha

    ti posto la leggenda dietro il baccialetto (guarda caso, raccontatami stamattina da una collega bulgara)
    E’in Inglese, ma credo possiate trovarla facilmente anche in Italiano
    Buona giornata a tutte!
    O.

    “The red and white woven threads are not just meaningless decoration, but symbolize the wish for good health. They are the heralds of the coming of spring in Bulgaria and life in general. While white as a color symbolizes purity and soul, red is a symbol of life and passion, thus some ethnologists have proposed that in its very origins the custom might have reminded people of the constant cycle of life and death, the balance of good and bad, of sorrow and happiness in human life. Given as an amulet in the period of spring, when nature gets “reborn” and starts blossoming again it was not only a reminder of that balance but also a wish for health, strength and happiness. Martenitsi are always given as gifts. People never buy Martentsi for themselves. They are worn on clothing, or around the wrist or neck, until the wearer sees a stork or swallow returning from migration, or a blossoming tree, and then removes the Martenitsa and hangs it on a blossoming tree.
    This is just one of legends, attempting an explanation of how the tradition of creating and wearing Martenitsa started.
    Khan Kubrat (the founder of Old Great Bulgaria; 632–665) had five sons and one daughter Huba. In his last hours Kubrat’s last will was to tell his offspring (Bayan, Kotrag, Asparukh, Kuber and Altsek) not to sever the still tenuous link between the different Bulgarian tribes. His sons vowed to defend Bulgaria.
    Soon after their father’s death, the Khazars invaded the land. The Khazar’s Khan Ashina conquered the capital Phanagoria. Huba, Kubrat’s daughter, was captured by Ashina. Hoping to give her brothers a chance to freedom, Huba attempted suicide but was stopped by the guards.
    Her brothers kept their vows in different ways. Bayan stayed with his sister and recognized the supremacy of the Khazars. Kotrag went northwards, to the River Volga, while Asparukh, Kuber and Altsek went south to search for a new land without oppressors.
    The brothers who left secretly arranged with Huba and Bayan to send word by a golden thread tied to the leg of a falcon or a hawk if they were able to find a free land. One day a falcon sent by Asparukh flew into Huba’s room and she and Bayan quickly made plans to escape. Just as they were looking for a place to cross the Danube River, Khazar pursuers spotted them and rushed toward them. Trying to find a ford, Huba let the falcon free. She tied a white thread to its leg and handed it to her brother. Just as the bird was about to take off, an enemy arrow pierced Bayan and his blood stained the white thread.
    While Huba and Bayan managed to reach the newly discovered land by Asparukh (present-day Bulgaria), they were both mortally wounded. Asparukh rushed to the side of his dying brother and sister but he could not save them. After their death he tore the pieces of white-and-red blood stained yarn and adorned his soldiers with them”.

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  5. Pastafrolla

    Grazie per questa condivisione! Purtroppo siamo ormai in ritardo quest’anno ma per il prossimo primo marzo lo faremo sicuramente. Ho anche passato le informazioni di questa bellissima tradizione all’insegnante di mia figlia piccola che giusto un paio di settimane fa aveva fatto fare, durante il doposcuola, dei “friendship bracelets” di tutti i colori. Ne e’ rimasta entusiasta (e un po’ delusa nel non aver saputo della Martenitsa prima) e mi ha detto che sicuramente lo fara’ anche lei l’anno prossimo, magari ‘fioriranno’ braccialetti su alberi da tutte le parti e non solo in Bulgaria! :)

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