15 Maggio 2013

Guest-post: Avere un sogno, istruzioni per l’uso

Camilla - Zelda was a writer

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“Avere un sogno, istruzioni per l’uso” è nato come uno scambio di mail tra Raffaella Todaro e la qui scrivente.
Mi arriva questa mail poetica, tutta dedicata ai sogni e alle speranze. Si parla di spazi pubblicitari pieni di cielo, di ossimori e di provinciali. Resto lì, colpita e affondata da tanta semplice saggezza. Poco prima di chiudermi in un turbinio di pensieri, ho l’ardire di chiedere a Raffaella di scriverne su Zelda.
Lei accetta. Il risultato è meraviglioso e sono certa che vi offrirà interessanti spunti di riflessione e slancio (le sottolineature sono mie, mi scuso con l’autrice ma erano concetti troppo importanti: meritavano un grassetto!).
Io, intanto, mi dichiaro felice.
Che sia un’ottima giornata per tutti voi!
xoxo

Questo non è un bel periodo. Diciamocelo. Bene o male, chi più chi meno, si arranca o quando va bene si procede quasi sempre con troppo sforzo al punto di chiedersi se ne valga davvero la pena.
Mi sono fermata un attimo, ho smesso di affannarmi, di correre dietro ad aziende o agenzie, ho smesso di fare a spallate per emergere tra i succulenti cv altrui e la risposta che mi sono data è: sì, protendersi alla continua ricerca di ciò che idealmente ci fa stare bene è giusto. S’ha da fare.
Certo, basterebbe guardare un albero che senza saper né leggere né scrivere cerca la luce, cresce, spinge i suoi rami verso il cielo. Perché lo fa? Perché è un albero. Quindi, anche a noi, gente del XXI secolo, non resta che piangere. Ops, no! volevo dire: non ci resta che persistere nella quotidiana avventura del vivere.
Sono giunta a tale livello di saggezza grazie a degli spazi publicitari non ancora venduti. Qualche giorno fa guidavo su un provinciale qualsiasi, meno introversa del solito tant’è che li ho notati. Ho accostato l’auto lungo il ciglio della strada e li ho fotografati senza nemmeno correre il rischio di ricevere strombazzamenti vari dai camionisti di passaggio. Non potevo essere confusa per una donnina perché munita di reflex e tutta presa dalla mia inquadratura perfetta.
avere un sogno, istruzioni per l'uso // raffaella todaro Uno ‘spazio libero’ che incornicia il cielo. Come fa uno spazio ad essere libero? Se soprattutto lo sfondo della cornice è il cielo! Che ossimoro meraviglioso.
Oppure, eccolo lì lo ‘spazio libero’ che incornicia un albero che cerca il cielo! Io mi sono letteralmente persa via a fantasticarci su e ho dato così un po’ d’acqua alla mia piantina dei sogni.
avere un sogno, istruzioni per l'uso // raffaella todaro Per ritrovare la gioia di vivere anche il web può essere d’aiuto.
Dopo aver abilmente allontanato dai miei contatti i demolitori di sogni altrui mascherati da maestri della Patria ed essere così riuscita a selezionare un ridottissimo numero di fonti virtuali da cui mi nutro (le mie si contano sulle dita di una mano), mi concedo quelle piccole coccole che mi fanno stare bene.
E non sto parlando di blog melensi che promuovono un idiota ottimismo a tutti i costi. Sto parlando di chi sa nutrire il positivo perché motivato da vera pietas e che ha compreso molto bene la lezione dello specchio riflesso. Parlo di Zelda, uno dei miei angolini per pensare preferiti. Credo che non sia tanto importante chiedersi se il governo delle ‘ampie intese’ combinerà qualcosa di buono, ma se si è capaci di immaginare qualcosa dentro quello spazio libero. Perlomeno proviamoci.
A volte si ha la sensazione che tutto sia sbagliato e si vedono solo gli errori commessi. Nella vita come nella fotografia, ci sono attimi che si eliminerebbero senza riserve. Come quest’ultima immagine che è il backstage delle mie foto sul provinciale.
avere un sogno, istruzioni per l'uso // raffaella todaro Foto sbagliata in tutto tranne forse nel verde ingabbiato che è a fuoco. Me l’ha scattata mia figlia così per gioco e per emularmi un po’ nella mia veste di mamma fotografa. Ho salvato quell’immagine per un pelo. Il dito mi si è congelato sull’ ‘eliminare?’. No. Ho deciso di tenerla. Perché la vita è anche questo, è anche un errore da cui si può imparare. È anche far diventare bello qualcosa a cui non daresti un euro. Ma questa lezione ve l’ha già raccontata Zelda.

29 pensieri su “Guest-post: Avere un sogno, istruzioni per l’uso

  1. LaRobi

    Caspita! Che belle parole: un’analisi acuta e profonda in cui mi riconosco. Davvero in gamba Raffaella!
    “…ho dato così un po’ d’acqua alla mia piantina dei sogni.”
    Ecco, questa me la segno perchè me la devo ricordare più spesso!

    P.s. Posso fare un’altra riflessione: Zelda è una catalizzatrice di belle cose, belle anime e belle persone <3

    W Zelda! :)

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    1. Zelda was a writer Autore articolo

      Cara LaRobi,
      hai ragione, Raffaella si merita proprio tutto: cartelloni pubblicitari che ingabbiano cieli meravigliosi e sogni realizzati, mille e più gioie che si avverano!
      Uh, la tua coccola me la prendo tutta! :DDD
      Un bacio forte ma forte forte!

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  2. MammaInOriente

    Trovare la bellezza anche dove non c’è, trovare in ogni avvenimento una cosa positiva. Non è facile procedere così nella vita, potrebbe sembrare semplice eppure il pessimismo prende piede sempre più facilmente. Bello che ogni tanto qualcuno te lo ricordi, belle queste foto che può aver pensato di scattare solo un’anima che ancora sa stupirsi ed essere positiva.

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  3. Alessio

    Bellissimo. Ha quella malinconia che mi fa riflettere, quel tocco poetico che non rende pesante un post, anzi.

    Gli spazi pubblicitari vuoti ma con il cielo? ma che bella immagine e’?

    e rifletto su come la pubblicita’ in quei banner sia obsoleta, stupida, senza senso…ti interrompe, senza creare una esperienza; ti interrompe senza sapere cosa voglio e perche’ lo voglio.

    Le citta’ potrebbero mettere delle cornici e lasciarle vuote. Creare poesia renderebbe il mondo piu’ bello.

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    1. Zelda was a writer Autore articolo

      Sarebbe meraviglioso se le città offrissero cornici ai nostri sogni.
      Meraviglioso e civile.
      Grazie Alessio, grazie davvero!
      Questa poesia è tutta di Raffaella, ma quanto è facile sentirsi protagonisti di pensieri altrui tanto ispiranti?

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  4. RaffaellaT

    L’aver regalato una carezza mi riempie il cuore di gioia. Ma io ve lo dico: fatemi un altro complimento e mi metto a piangere! ;)

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  5. Pixel, Monsters&Co.

    “Mi sono fermata un attimo, ho smesso di affannarmi, di correre dietro ad aziende o agenzie, ho smesso di fare a spallate per emergere tra i succulenti cv altrui e la risposta che mi sono data è: sì, protendersi alla continua ricerca di ciò che idealmente ci fa stare bene è giusto. S’ha da fare.”

    ecco … questo è il mio problema, che continuo a correre ed affannarmi, ma non ho trovato la risposta/stimolo che mi faccia fermare un attimo! rimugino sul fatto che ho tante risorse e volontà che vorrei impiegare in un lavoro concreto e penso sempre di non fare abbastanza per trovarlo…
    spero che le vostre riflessioni mi illuminino!!! un abbraccio a tutto tondo :)

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  6. Giorgia

    Camillaaaa!!! Da un po’ non do segni tangibili, ma ti leggo sempre, eccome se ti leggo! Il mio appuntamento quotidiano con il sole :-) Questo post mi ha stuzzicato così tanto che ci ho pure fatto un post ;-) Ti mando un bacio e ringrazio te e Raffaella per avermi fatto girare lo sguardo verso il cielo!

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  7. maria roberta

    te lo riscrivo perché muoio dalla voglia di farti sapere ciò che penso:
    Ti avevo scritto all’incirca questo:

    Cara Camilla, non riesco a spiegarmi ciò che le tue parole suscitano in me; è come se fossi innamorata di te e di tutto quello che dici, non prendermi per pazza. A volte resto per minuti interi a riflettere su una tua parola , ho i brividi dietro la schiena, perché ogni tuo pensiero è come se uscisse dal mio cuore e riesce, con te, finalmente a prender forma. Sei una maga dei sogni o la tua vita è talmente favolosa che neanche te ne accorgi?

    Ti dico grazie perché sono convinta che nulla capiti per caso, e non è un caso se già prima di scoprire la tua esistenza, avevo deciso che un giorno sarei diventata mamma di una certa Camilla. Credo sia il nome più bello, più puro, e più soave di questo mondo.
    Con timido affetto
    Roberta.

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