16 settembre 2013

Struttura e arbitrarietà: le sei lezioni di Italo Calvino

Camilla - Zelda was a writer

Reviews Words TIPS

Struttura e arbitrarietà: le sei lezioni di Italo CalvinoCome sapete, ho passato la recente e calda estate a scrivere e leggere.
Avevo bisogno di fissare dei punti, portare avanti un progetto ambizioso – che richiedeva la mia presenza esclusiva – e “frequentare” la scrittura, leggendo le parole di chi ha lasciato un’eredità di bellezza e speranza. Così, anche se su instagram non avete visto il solito profluvio multicolore di copertine, a conti fatti, ho macinato tomi e tomi di trattati, manuali e libri magici sulla scrittura.
Uno di questi, di Italo Calvino, è stato un incontro avvenuto dopo tanti anni: avete mai letto le sue Lezioni Americane?Struttura e arbitrarietà: le sei lezioni di Italo CalvinoSe la risposta è negativa, e se continuate a pensare che la scrittura sia la vostra più grande passione, vi consiglio di correre presto ai ripari: vi troverete di fronte a un’opera che, nonostante il passaggio delle stagioni, continua a suscitare una particolarissima tensione creativa, la stessa che conosce bene ogni amante delle pagine scritte.
Italo Calvino e le sue Lezioni Americane, un libro meravigliosamente utile e attuale. Oggi su Zelda vi ripropongo alcuni dei passi più importanti.Il libro raccoglie i manoscritti preparatori delle sei lezioni che Calvino doveva tenere (ciò non avvenne mai, a causa della morte improvvisa) alla Harvard University, in occasione delle Charles Eliot Norton Poetry Lectures.

Sei lezioni che fanno capo ad altrettanti concetti cardine della scrittura: Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità e Consistency (titolo scritto in inglese, perché il manoscritto è rimasto incompiuto e inedito).
Sei lezioni che sono una gioia per occhi, pensieri e cuore. Il paradiso dei sottolineatori seriali, l’Eldorado di coloro che cercano un nome alle loro intuizioni e le Montagne Russe di chi, semplicemente, ha amato i libri di questo scrittore magico e illuminato.Italo Calvino e le sue Lezioni Americane, un libro meravigliosamente utile e attuale. Oggi su Zelda vi ripropongo alcuni dei passi più importanti.Se mi concedete una buona dose di approssimazione, ecco sei consigli tratti da ognuna delle lezioni:
1. LEGGEREZZA
Siate leggeri. Elevate il vostro pensiero e la vostra produzione alla profonda e pensosa lievità delle menti illuminate. Tentate. Con precisione e determinazione, melanconia e humor, allontanandovi da vaghezza e abbandono al caso. Attraverso l’alleggerimento del linguaggio, nell’astrazione del vostro ragionamento e con la costruzione di immagini figurali dal prezioso valore emblematico.
Niente di facile, è vero, ma ritengo si tratti di un vero passo in avanti per la qualità della vostra scrittura.
–> Frase da scrivere sul muro: Il faut etre léger comme l’oiseau, et non comme la plume – Paul Valery

2. RAPIDITÀ
Giocate con il ritmo, tenete in buon conto il tempo del vostro discorrere: il tempo della letteratura non ha traguardi da raggiungere o scadenze da rispettare, è una ricchezza con cui trattare, con distacco e agio.
Scrivere è seguire due tipologie di tempo:

– il tempo di VULCANO, un tempo che forgia la materia, dedito alla concentrazione costruttiva, alla FOCALITÀ e alla cura dei suoi passaggi.
– il tempo di MERCURIO, un tempo alato e leggiadro, di partecipazione al mondo intorno a noi, un tempo dedicato alla SINTONIA e all’immediatezza.

–> Frase da scrivere sul muro: Festina Lente (trad.: affrettati lentamente) – antica massima latina

Struttura e arbitrarietà: le sei lezioni di Italo Calvino3. ESATTEZZA
Cercate l’esattezza, fatelo seguendo tre direzioni importanti:
– lavorate a un disegno complessivo ben definito e calcolato,
– evocate immagini visuali nitide, incisive e memorabili,
– lavorate su un linguaggio il più preciso possibile, sia a livello di lessico, sia a livello di resa delle sfumature di pensiero.

L’opera letteraria è un piccolissimo ambito in cui l’esistente si cristallizza in una forma, il senso che ne nasce è magicamente mobile, non irrigidito in una fissità minerale ma vivente come un organismo. Cercate di rendere l’aspetto sensibile delle cose, fatelo con la massima precisione possibile, rispettando sempre ciò che queste cose comunicano senza parole.

Mantenete SEMPRE una continua tensione tra il CRISTALLO (il tempo di Mercurio, sempre lui) e la FIAMMA (il tempo di Vulcano): tra la cura per la struttura e il rispetto della multiformità delle cose raccontate, del groviglio di esistenze umane che vi passano, per così dire, tra le mani.
–> Frase da scrivere sul muro: Le bon Dieu est dans le détail – Gustave Flaubert

Struttura e arbitrarietà: le sei lezioni di Italo Calvino4. VISIBILITÀ
Mettete a fuoco visioni a occhi chiusi, pensate per immagini, coltivate con cura la parte visuale della vostra immaginazione. Questa è la naturale spinta verso il racconto poi, però, sarà sempre e solo la scrittura a guidarlo nella direzione più felice: l’espressione verbale scorre senza ostacoli e l’immaginazione visuale la segue di pochi ma essenziali passi.
Calvino scrive: Pagine di segni allineati fitti fitti come granelli di sabbia rappresentano lo spettacolo variopinto del mondo in una superficie sempre uguale e sempre diversa, come le dune spinte dal vento nel deserto.
Ditemi, c’è un modo migliore per descrivere la scrittura?!
–> Frase da scrivere sul muro: La fantasia è un posto dove ci piove dentro – Calvino, da un verso del Purgatorio di Dante Alighieri

Struttura e arbitrarietà: le sei lezioni di Italo Calvino5. MOLTEPLICITÀ
Nella quinta delle sue lezioni, Calvino scrive:
La letteratura vive solo se si pone degli obiettivi smisurati, anche al di là d’ogni possibilità di realizzazione.
Ora capirete quanto ci sia di vero, rivoluzionario e semplice in questo assunto. Siete assolutamente autorizzati a sostituire la parola “letteratura” con la vostra passione più pulsante, quella a cui vi sentite votati per la vita. Ce lo dice anche uno dei più grandi scrittori del nostro tempo: la realizzazione di grandi risultati passa attraverso ambizione, preparazione e coraggio. Il risultato è una conseguenza, non il mezzo.

Per Calvino la grande sfida della letteratura è la molteplicità interna al libro. Il romanzo deve diventare una grande rete, dove l’intreccio di diversi sapersi e di codici nuovi produce una visione plurima e sfaccettata del mondo.
Tentate di mettere dentro la vita in quello che scrivete. La sua imperfezione, il suo apparente vuoto di senso, la  rocambolesca presenza di più piani, di diverse voci e punti di vista: tutto. Si tratta di uno sforzo che non condurrà mai alla perfezione. Voi ricordatevelo sempre: la perfezione non esiste. Fatelo per tutte le volte che vi sembrerà impossibile allontanarvi dalla vostra opera ancora mancante. Ma ambite a quello: ambite a raccontare l’imponderabile.

6. CONSISTENCY
Esiste una molteplicità anche esterna al romanzo. Un prima e un dopo. Un mondo che procede comunque. Sopra, sotto, di fianco. L’opera letteraria deve sempre tenerne conto: è decisivo il modo in cui la particolarità che essa rappresenta si collegherà alla molteplicità dell’esistente o del possibile. Cercate di ricordarvelo sempre.Struttura e arbitrarietà: le sei lezioni di Italo Calvino

Per tutto il libro, Calvino sottolinea l’importanza dell’abbraccio tra VULCANO e MERCURIO, tra la STRUTTURA (cura della forma, del lessico, della coerenza strutturale) e l’ARBITRARIETÀ dell’IMPONDERABILE che si muove nel ROMANZO, al suo interno e nelle immediate vicinanze. Se volete una dritta, questa la regola più importante. 

Siate dei conoscitori della grammatica, dei lettori appassionati, frequentate la vita e scrivete ogni giorno. Tutto il resto è impeto, anima, desiderio atavico di racconto e contatto. Un richiamo a ultrasuoni che non vi troverà mai impreparati. Nonostante tutto.
Lo dice anche Calvino, in chiusura del suo bellissimo viaggio nella scrittura: per esaurite che siano (le storie), si continua a raccontare ancora.

Buona settimana e buona scrittura!
Camilla
Zelda was a writer

16 pensieri su “Struttura e arbitrarietà: le sei lezioni di Italo Calvino

  1. sebiana

    Ciao e grazie per questo post… mi ha rievocato tanti ricordi… le Lezioni Americane di Calvino ce le aveva fatte leggere TUTTE e studiare il mio caro prof alle superiori! Libro magnifico!

    Replica
  2. Alessandra

    Questa sì che è una Signora-Recensione. Ma ero già rapita dalla foto in controluce all’inizio del post.
    A questo punto, oltre a rileggerle le Lezioni Americane alla luce (anzi, controntroluce) di questo post, aspetto che tu mi trascriva in linguaggio zeldiano anche Una Pietra Sopra, che amo davvero tanto.
    Ti bacio e ti leggo dal divano.

    Replica
  3. Arianna

    Mi è venuta un’urgenza così adrenalinica, che non ho potuto nemmeno aspettare di andare in biblioteca: l’ho ordinato sul mio kindle! Poi con la stessa urgenza ho chiamato il signor Kindle perché non mi ricordavo come si sottolineava…
    Grazie Zelda per tutto e per sempre :D

    Replica
  4. Bri

    Uh, ma ci pensi che a me l’ha fatto leggere un professore di Composizione architettonica il primo anno di Università? …Lezioni universali ;)
    Meravigliosa questa tua recensione.

    Replica
  5. Vivi_85

    Buongiorno!

    Ho letto Lezioni Americane quando frequentavo il liceo classico… Io ho amato la lezione sulla Leggerezza :) :) :)

    Buon lavoro Camilla!

    Un bacio :*

    Replica
  6. cecilia

    Questo post è da lezione americana.
    Grazie Cami!
    Ti abbraccio virtualmente e ti ringrazio per l’emozione che mi hai trasmesso. Adoro quel libro e adoro te!

    Replica
  7. Silvia

    Ho letto questo meraviglioso libro, quando ero all’università, indimenticabile conoscenza! Grazie, l’hai recensito in maniera coinvolgente!

    Replica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *