19 Settembre 2014

Un’iperbole e mezza di Allie Brosh

Camilla - Zelda was a writer

Happy TIPS Reviews

There really is a lot of comedy in tragedy.
Allie Brosh

Un'iperboleLo scorso fine settimana mi sono letteralmente innamorata di un libro. Dovevo leggere altro, dovevo lavorare, ma niente, lui continuava ad attirarmi a sé. Si è trattato di un amore fulminante: l’ho terminato in pochissime ore.
Oggi ve ne parlo con estremo piacere, vi confesso che non vedevo l’ora di ritagliarmi qualche ora per poterlo fare!

Il libro in questione si chiama Un’iperbole e mezza – il mio cane è scemo, il mondo è crudele e io sono sconnessa più che mai ed è scritto da Allie Brosh.

Nel 2009, Allie ha aperto un blog che in pochissimo tempo è diventato il punto di riferimento di numeri importanti di lettori. Grazie a un pesciolino dalla maglia rosa disegnato con Paintbrush, Allie è riuscita a raccontarsi con la giusta distanza.
Il passo dalle parole virtuali a quelle su carta è stato breve: il blog è diventato un libro, un immediato caso editoriale.
In questo caso, però, non si tratta della storia epica di un personaggio del web invaso dai consensi e corteggiato dagli editori. Allie Brosh è una persona, che parla ai lettori delle sue mancanze e dei suoi dissidi. Lo fa in un modo dirompente, creativo e ironico. Un modo che non può lasciare indifferenti.

Un'iperboleGrazie al libro siamo protagonisti della sua infanzia di bambina sensibile e ipercinetica, delle lettere che a dieci anni scriveva alla venticinquenne che sarebbe stata, per poi dimenticarsele sotterrate nel giardino di casa; del suo amore infinito per i cani, tanto grande da volervi imitare, e per la temibile accoppiata sale-pepe (ora non vi sembra possibile ma, leggendo il libro, vi piegherete in due dalle risate).

Un'iperboleUn'iperboleTra le pagine di Un’iperbole e mezza compaiono anche Cane Scemo e Cane Aiutante. Allie descrive, con dovizia di spunti geniali, l’impossibilità totale di creare con loro un rapporto sano, minimamente simile a quello che tutti i padroni instaurano con le loro bestiole.

Un'iperboleLa descrizione delle avventure scalcinate, condivise con questi due esseri buffi e dinoccolati, riempie lo spazio vitale del lettore di risate inesauribili.
La scrittura è sempre ironica, asciutta, decisamente sagace. I fumetti che arricchiscono il diario (o è il diario che arricchisce i fumetti?) sono caratterizzati da un tratto elementare, il sentimento è leggiadro e colorato ma i pensieri, le parole, sono profondamente intelligenti, illuminati, densi.
L’amore a stelle e strisce per tassonomie e liste a punti diventa una meravigliosa occasione per procedere nelle disavventure della protagonista, nella fortunata capacità di riderci sopra. Sempre, in ogni situazione.

Un'iperboleUn'iperboleUn'iperboleUn'iperboleMa c’è di più. C’è qualcosa di profondo e oscuro, c’è la depressione.
Nel 2012, il blog di Allie viene chiuso senza motivi apparenti: la malattia impedisce alla donna di continuarlo. Si trova improvvisamente ferma e triste, incapace di affrontare anche le più piccole incombenze del quotidiano e di dare un nome al suo stato d’animo confuso e cupo.

Il terzo e il quarto capitolo del libro ci parlano di questo: del black out del corpo e dell’anima e poi della fatica titanica di riuscire ad annullare il perverso meccanismo che li imprigiona.

Un'iperboleUn'iperboleUn anno dopo l’improvvisa chiusura del blog, Allie Brosh è tornata, raccontando la seconda parte della sua depressione. Del suo essere impermeabile a qualsiasi dolore, a qualsiasi sollecitazione da parte della vita, della voglia incomprensibile ma pulsante di farla finita.
Dopo diciannove mesi di immobilità sofferente, un chicco di mais sul pavimento, solitario e raggrinzito, le muove una risata inconsapevole, che non riesce a frenare. Allie ride e le cose cominciano ad andare lentamente meglio.

Il post che ha scritto ha suscitato una pletora di commenti e di messaggi. Moltissima gente si è ritrovata nelle sue parole e, se è anche riuscita a riderne a crepapelle, non ha mai perso di vista la tragicità del loro messaggio.
Un'iperboleUn'iperboleUn'iperboleUn'iperboleQuesto libro è un tentativo di guardare alla vita e alle sue sventure con leggerezza e acume. Si tratta di un prezioso esempio – dal tratto infantile e fragile ma sempre vigile, consapevole – di come sia possibile ridere senza sconti della propria sfortuna. Di quanto si possa raccontare anche il peggio, democratico e infallibile, che a un certo punto decide di bussare alla nostra porta e non a quella del vicino.
Conosco una lista stimolante di persone a cui potrebbe piacere, persone meravigliosamente complesse e piene di voglia di sublimare, di trovare sempre un’occasione per alzare gli angoli della bocca verso il cielo, anche se amaramente.

In un periodo di grandi drammi e di un’insana tendenza dei più a prendersi troppo sul serio, arriva questo tesoro di colore a suggerirci una via di gioco e comicità (anche spietata) in cui tutto, noi per primi, possa venire guardato con occhi nuovi.
Sapete come si dice, se certe cose non risolvono, possono decisamente aiutare!

Buona giornata!
Camilla
Zelda was a writer

6 pensieri su “Un’iperbole e mezza di Allie Brosh

  1. Michela

    Ciao! Solitamente leggo e non commento, però stavolta devo dirti che la tua recensione mi ha incuriosito a mille e, da brava “bookworm” quale sono, ho messo questo libro in lista!!!

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  2. donatella

    sei una scovatrice di libri sensazionale! bello il tuo pensiero di questo libro come piccola terapia per guardare il dolore da un’altra angolatura.
    un abbraccio terapeutico,
    donatella

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  3. Fabiana

    Ciao Zelda,
    passo spesso a visitare il tuo blog, lo hai reso esattamente ciò che dovrebbe essere: uno spazio di armonia, serenità, condivisione di pensieri, immagini, riflessioni e ispirazioni! I tuoi post sono sempre molti interessanti e coinvolgenti :)
    Buona giornata dalla calda Sardegna!

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  4. Susanna

    Visto e comprato immediatamente, descrive con una semplicità disarmante quello che sto vivendo in questo momento (incluso il cane scemo!) e che non so spiegare a chi mi sta intorno…sento che forse mi potrà aiutare.

    Grazie per averlo condiviso!
    Susanna

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