3 Marzo 2015

Lampedusa vale una martenitsa!

Camilla - Zelda was a writer

d.i.y.

Lampedusa vale una martenitsaLampedusa è la mia isola. Questo fatto è inequivocabile.
La frequento da anni e, quando non la vedo, mi capita di sognarla, di scriverle, di sentire un’insofferenza mai provata per nessun altro tipo di amore.
Soffro per la mia terra nel mare, soffro tantissimo. Avete presente tutti quegli innamorati che pensano che l’oggetto del loro amore non verrà mai capito e rispettato come riesce di fare a loro? Ecco, io sono altrettanto presuntuosa e innamorata.

Io e la mia isola ci capiamo. Lei non mi vuole diversa e io – che di solito sono conservativa, assennata, morigerata e quanto di più noioso esista – mi sento pervasa dalla magica sensazione di essere preda degli elementi e di sentirmi, per una volta, magnificamente a mio agio.  
Insomma, da una parte ci sono io che esagero perché ho preso una scuffia invalidante, d’altra c’è Lei, la mia Isola, che vive un periodo difficilissimo e che viene raccontata da gente che spesso non ci ha mai messo piede.
Lampedusa è l’avamposto di mille storie, per la maggior parte finite negli abissi del suo mare riottoso e profondo, è il fatalismo di un posto piccolo piccolo in un mare esteso, è un dialogo costante con l’Africa, che le ha fatto perdere il senso dei confini e le ha restituito la bellezza della complessità. Lampedusa è un luogo denso di incroci e di passaggi, la canzone triste di un marinaio che non vede da troppi giorni la costa, è l’assalto e la tempesta del mare, i suoi segreti, i suoi miti.

Il mio cuore ha definitivamente traslocato dal corpo e si trova lì, io faccio quello che posso per raggiungerlo.

Proprio con l’inizio di marzo, nel pieno di una voluta confusione di tradizioni e bellezze, ho deciso di costruire una martenitsa (se non sapete cosa sia, leggete qui) per la mia Isola. Una martenitsa rivisitata che le dimostri il mio amore.
Dopo averla confezionata, secondo la tradizione bulgara, dovrò regalarla alla Natura e al primo albero in fiore che troverò sul mio cammino. Sono pronta a dividermene perché, ne sono certa, arriverà lì, dritta al cuore del posto più bello e puro che esista.

Pronti, dunque, a seguire i passaggi di questo diy (oh cielo, questo post è diventato un diy!!!)? Partiamo!
Per costruire una martenitsa vi servono due fili (bianco e rosso) da intrecciare come volete. Niente da dire di più: si tratta di un’azione parecchio facile! Io ho sfruttato i ricordi di bambina e ho creato un bracciale Scooby doo, ve li ricordate?
Lampedusa vale una martenitsaPer costruire i ciondoli che incastreremo nella martenitsa, invece, servono: tre supporti (io li ho comprati dal mio colorificio di fiducia), una forbice, una stampa di tre foto che vi ricordino qualcosa d’importante (io ho stampato il tutto con la mia Selphy CP910) e il Sospeso trasparente, una nuova diavoleria che ho scoperto da poco e che vi servirà per vetrificare i vostri ciondoli. In alto le mani per il Sospeso Trasparente!!!
Lampedusa vale una martenitsaLampedusa vale una martenitsa | Zelda was a writer Ve lo dico subito: purtroppo, il mio diy non ha sortito l’effetto desiderato e so anche perché! Mi sono fatta prendere la mano con il Sospeso (sempre lui) e, dopo la fase dell’asciugatura, i ciondoli hanno presentato una superficie piena di avvallamenti e bolle.

Il mio consiglio, quindi, è il seguente: mettete un bel gioccolone sulla superficie, fatelo muovere lungo tutto il perimetro della stessa e poi fine, non aggiungete altro.
Nonostante tutto, sono fiera del risultato e, accecata dall’amore per l’Isola, continuo a ritenerlo bellissimo!
Lampedusa vale una martenitsa | Zelda was a writer Lampedusa vale una martenitsa | Zelda was a writer Lampedusa vale una martenitsa | Zelda was a writer Lampedusa vale una martenitsa | Zelda was a writer Lampedusa vale una martenitsa | Zelda was a writer Dopo aver creato i ciondoli, potete intrecciarli nella vostra martenitsa e sfoggiarla tutti tronfi come tacchini, magari insieme ai 10 GRAMMI d’AMORE di cui vi ho parlato la scorsa settimana.
Obiettivamente, non credo che un polso abbia mai indossato tanto amore con due soli bracciali!
Ricordatevi però di regalarla alla Natura, non appena questa si paleserà ai vostri occhi!
Lampedusa vale una martenitsa | Zelda was a writer Lampedusa vale una martenitsa | Zelda was a writer Lampedusa vale una martenitsa | Zelda was a writer Che sia una buona giornata per tutti voi, piena di confini che si perdono e di un amore, grandioso e imponente, che sia  l’approdo e la partenza di tutto.
Camilla
Zelda was a writer
Lampedusa vale una martenitsa | Zelda was a writer

4 pensieri su “Lampedusa vale una martenitsa!

  1. Alex

    Se è vero che la fotografia è l’espressione dello sguardo del fotografo, allora la tua vita deve essere piena di luce.
    Mi struggo d’invidia (quella buona eh!) per le tue foto chiare, piene di luce ed ottimismo.
    Mi piacerebbe davvero riuscire ad ottenere la luce che catturi nelle tue immagini, ci ho provato tanto ma non mi è mai riuscito ;)

    —Alex

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    1. Dream

      Ecco Zelda,
      ho accolto il tuo invito e composto la mia marteniza, sono ancora molto piccola ed a volte goffa, ma volenterosa.
      La foto rimane una mera testimonianza dell’intreccio rosso e bianco e non ambisco ad altro, mi fermo sulla consapevolezza che il senso estetico dovrà subire una ricca “metamorfosi”.
      Grazie per ispirarmi
      D

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