3 Luglio 2015

Cose a caso per cui ringrazio i miei occhi

Camilla - Zelda was a writer

Daily thoughts Lists

Cose a caso per cui ringrazio i miei occhi | Zelda was a writerBuongiorno a tutti!
Ieri sera sono stata alla presentazione della nuova linea di occhiali CBM UNLIMITED LOVE, un progetto di Flippa Lagerbäck con CBM Onlus e Salmoiraghi e Viganò. Se vi ricordate, è il secondo anno che nel mio piccolo partecipo a questa impresa (ecco le mie parole delle scorso anno).

Lo faccio per le nuove 1000 mamme africane che potranno tornare a vedere con i loro occhi, garantendosi un’indipendenza la cui importanza è difficile da stimare, soprattutto quando è un fatto scontato, che ti accompagna nella vita da quando nasci.
Lo faccio anche perché sono un’innamorata cronica dello sguardo e della forza che porta con sé.

Oggi, per festeggiare questa nuova avventura, che spero catalizzi l’attenzione di molti e ci spinga a fare moltissimo per la felicità degli altri, ho deciso di stilare una LISTA (non ragionata) di COSE per cui RINGRAZIO la sincera e instancabile COLLABORAZIONE dei miei OCCHI.

Spero che ci troverete qualche amore condiviso o che la incrementerete con altre immagini che fanno parte della vostra personalissima lista!
Partiamo? Viaaaa!
Cose a caso per cui ringrazio i miei occhi | Zelda was a writerCOSE A CASO PER CUI RINGRAZIO I MIEI OCCHI
1. La trama della tapparella sul mio letto, ogni mattina.

2. Frasi che sottolineo in modo drammaticamente storto, su libri che mi sono letteralmente mangiata. Tra un “ohhhh” e un “pazzesco!”.
Non avere paura dei libri | Zelda was a writer
3. Feste in cui non so cosa dire (a me succede sempre perché sono una timida sotto mentite spoglie) e in cui capita una magia: a un tratto, in mezzo alla folla e al chiacchiericcio, individuo un piccolissimo elemento che merita di essere registrato. Non importa se ho la macchina fotografica con me, so che l’ho fermato per sempre, so che ho appena dialogato con un particolare tra tanti, solo mio.

4. Tramonti estesi e sapienti lungo la linea di un orizzonte su cui non smetto mai (anche adesso, a una certa età) di fantasticare. Meglio se i tramonti sono della mia Isola.
il mare chiuso - alessio di simone e alessandro di sorbo (verbavolant)
5. Bocche carnose che so che entro breve mi baceranno, che bacerò.
Piano City | Zelda was a writer
6. Le mani che si muovono nell’aria. Le vene che le attraversano, le falangi leggermente arcuate, come a voler aggrapparsi all’aria.

7. Le mani che si muovono nell’acqua. Il loro colore candido, la sensazione di leggerezza, la veloce comparsa di grinze.

8. Le mani che suonano. Le teste leggermente perse, gli occhi che sussurrano la parte in crescendo di una preghiera laica.

9. I colori che s’incontrano per caso, in un luogo drammaticamente imperfetto della città.East Market Milano | Zelda was a writer
10. Gli occhi negli occhi. Mio padre me lo diceva sempre: non abbassare mai lo sguardo quando parli con qualcuno.

11. Lo sguardo basso che ogni tanto mi coglie impreparata.

12. Le parole che guardo sono le parole che ascolto meglio. Non ho bisogno di leggerle sulla carta, da quando fotografo. I miei occhi, in definitiva, mi hanno reso una persona più attenta, una persona in ascolto.

13. Tutto quello che accade sullo sfondo. Che guardo e intuisco, che seguo fin che posso, dandomi una motivazione, cercando una storia.
Mare - Forte dei Marmi
14. I bar. Il tintinnio polifonico di cucchiaini e tazze. Le storie che ci passano, la sottesa perdizione di una minima percentuale di avventori, la straripante quotidianità degli altri.

15. La leggerezza di certi tessuti, di alcune carezze, di certi modi di camminare.
piedi e orchidea 1due-piedi-e-due-orchidee
16. Certe cose che capitano quando lo sfondo collabora. I capelli che volano nel vento e si perdono nel mare. I contorni di una piccola figura in un mare di cemento cittadino che diventa immediatamente contenuto, cuore.

17. Gli occhi curiosi di un bambino. La loro perenne sorpresa.
To Infinity and Beyond | Zelda was a writer
18. La minuscola barca che taglia di netto il mio spazio visivo. La scia che lascia. Il sentimento aleatorio che si porta dietro.

19. Le piccole buche alla base di certi alberi. Le siepi leopardiane che nascondono il regalo. L’estensione di un panorama che scopro solo dopo faticose ore di cammino.
DIY: barchette di carta
20. Il sapore di certi dolci che vedo assaggiare a chi amo.

Potrei continuare all’infinito, potrei dirvi tutti i motivi per cui lo sguardo mi ha reso una persona felice, indipendente e in perenne ascolto. Ma finisco con il proporvi un piccolo gioco: dovunque vi troviate, cercate una finestra e guardate quello che vi mostra.
Bei panorami o grigi casermoni, il gioco vale lo stesso.
Iniziate a guardare. Guardate cercando.
Innamoratevi di un microscopico particolare e tornare a lui con costanza.
Ogni tanto guardatelo come a dire “Hey, microscopico particolareeee, sono qui!”.

Cosa si vince con questo gioco?
La matematica certezza che guardare sia un atto d’amore e sia sempre un fatto che coinvolge due punti di vista.
Il potente e silenzioso dialogo di un amoroso senso.

Buon fine settimana!
Camilla
Zelda was a writer

(il libro nella seconda foto è di Guanda, è uscito proprio ieri e lo trovate qui)

6 pensieri su “Cose a caso per cui ringrazio i miei occhi

  1. Ilmondodistella

    Che bello questo gioco, guardare fuori e cogliere un particolare. In questo momento, costretta sul divano a causa di un piccolo intervento, guardando dritta davanti a me vedo il cartello “vendesi” appeso sul terrazzo della casa di fronte la mia. Di primo acchito può sembrare, a chiunque, un comune cartello che si attacca quando le case vengono messe in vendita, ma dietro la scritta “vendesi” in questo caso c’è una storia. La storia di una famiglia, mamma papà e due figli piccoli, che poco tempo fa ha dovuto affienate un momento difficile, la morte della giovane mamma. Una donne come tante, che amava i suoi figli e che a soli 38 se ne è andata per emorragia cerebrale durante il pranzo con il marito. Con il tuo gioco ho guardato fuori e sono felice di poter vedere questo cartello che mi ricorda la loro famiglia e le risate dei loro bambini nel cortile. Purtroppo non è una storia bella ma si va avanti anche in queste occasioni. Un abbraccio

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  2. justalessia

    Un post molto bello, ma tu non ne sai scrivere, di post brutti. È vero, la fotografia ci rende più attenti, io credo di non aver mai visto davvero nulla prima del giorno in cui ho imparato a guardare il mondo attraverso un obbiettivo. E le scatole stenopeiche, non sono meravigliose?

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  3. daniela

    occhi = finestre , che i nostri sguardi curiosi, pronti a cogliere particolari a volte insignificanti ai più, siano sempre mossi da un sentimento buono . Mi fa così bene leggere le tue parole ! grazie !!!

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