1 Settembre 2015

Vuoti e pieni a rendere

Camilla - Zelda was a writer

Daily thoughts

Pieni a rendere | Zelda was a writerBuon inizio d’anno, sono tornata!
Inutile dirvi che mi siete mancati immensamente! 

Questo post è dedicato a tutti coloro che credono che con settembre parta tutto, che con il ritorno dalla pausa estiva rinascano gli intenti e si crei la magica occasione di ricominciare. Magari con i segni di una piccola o grande vacanza sulla pelle e il ricordo dei cieli stellati, delle giornate di stasi, di piedi nell’acqua, di sonnellini nell’erba. Io non ho mai smesso di crederci – anche dopo anni al limite della catastrofe – e spero con il cuore che saremo in tanti a farlo.

L’estate appena passata è stata un regalo. Sono riuscita finalmente a non pensare, a non pianificare troppo, a godermi le giornate fatte di ritmi molli.
Ne avevo un bisogno immenso e sapete qual è il paradosso? Ero convinta del contrario.
Andrò in vacanza per portarmi avanti sulle idee e sui progetti
, pensavo. Poi, come spesso accade, la Vita ha deciso per me. Mi sono fermata e ho avuto solo voglia di esplorare, tenere per me dei segreti, impossessarmi di tesori talmente piccoli da essere custoditi in una mano serrata in un pugno.
Pieni a rendere | Zelda was a writerLa cosa più stupefacente che potesse capitarmi nel periodo appena trascorso è stato accettare il fatto che la mia creatività avesse bisogno di un tempo vuoto, di poco allenamento, della totale assenza di obiettivi. Capire che per produrre parole bisogna regalarsi un tempo per ascoltarle, che per alimentare nuove idee talvolta si deve annullare il bisogno di avere sempre e comunque motivazioni evidenti, è stato un regalo improvviso, arrivato senza che ci fosse alcun preavviso o mittente.

Camminando ho capito che troppe strade percorse insieme non portano da nessuna parte e che quest’anno voglio dedicarmi ai traguardi che più mi stanno a cuore, a sentieri piccoli, a progetti che mi rendano fiera del mio percorso.

Quest’estate, tra una prima parte di vacanza e l’altra, ho smontato casa e mi sono disfatta di tantissime cose che ritenevo importanti, tanto importanti da essermi totalmente dimenticata della loro esistenza…
Ho iniziato a fare spazio partendo dalle cose, anche se era chiaro che il bisogno fosse altrove.
Certo, ho comprato anche io il libro di Marie Kondo ma l’ho lasciato quando insisteva per farmi parlare con i miei calzini. Mi ha invece colpito un articolo dalla mia amica Justine: senza che ci fossimo mai confrontate sull’argomento, esprimeva dei concetti che mi sarei sentita di sottoscrivere senza indugio. Un riassunto del suo pensiero? Lascerò il superfluo per tentare di essere consapevole di quello che ho, eviterò tante spese inutili per grandi investimenti.
Pieni a rendere | Zelda was a writer

Insomma, ho riempito sacchi e sacchi di cose e le ho date vie. 
Eccoli qui, i miei pieni a rendere, mi sono detta.

Se ritenete che questa forma mentis non si traduca in questioni più profonde, pensate alle mille voci che ci chiamano senza ricordarsi il nostro nome, alle mille occasioni che ci occupano senza farci produrre, al clamore di fatti gridati e mai raccontati realmente, al timore di perdere spazi che non ci sono mai veramente appartenuti… Ora ditemi, quanti sacchi potremmo riempire di queste inutilità che ci appaiono oggi essenziali?

Creare spazio vitale mi ha regalato una voglia infinita di reinventare, di ricostruire, di semplificare. Di risparmiare e rendere i miei spazi, i miei tempi maggiormente fluidi. Mi ha spinto a sondare parti di me che non conosco e che sono lì ad attendermi, complici gli anni che passano e una buona dose di vita che mi porto sulle spalle.

Insomma, quest’estate ho camminato, esplorato dentro e fuori, riscoperto il piacere del vuoto, della sospensione e del silenzio. Ho fatto moltissimi sogni, scritto pensieri nella mente, lavorato su spazi interiori e consapevolezze nuove. Ed è stranissimo che tutto questo sia capitato mentre non me ne accorgevo, mentre mi sembrava solo di essere lontana dai miei giorni di corse matte.
Pieni a rendere | Zelda was a writerVi scrivo tutto questo ma prometto che non inizierò ad ammorbarvi con la descrizione minuziosa di ognuno dei miei prossimi cambio armadio o con nuove intuizioni vagamente affini al feng shui che dovessero mai abitarmi i pensieri da qui al prossimo futuro.
Mi piaceva iniziare l’anno con simili riflessioni per dare valore a tutto il tempo che riteniamo drammaticamente perso, per invitarci (io con voi), insomma, a staccare la spina ogni tanto.
 

Basterà sintonizzarsi su un ritmo personale, procedere su una propria strada, fatta di vuoti e pieni a rendere (ognuno scelga i suoi) per rendersi conto, una volta ancora, che la più grande occasione che abbiamo tra le mani è di mutare pelle mille volte, di credere e cambiare idea, di concentrarsi e di perdersi. Senza che ci sia una regola certa, una scala di valori che valga per tutti, un finale sancito, una formula di successo da esibire. Solo per noi, per la nostra tracimante e sempre nuova felicità dell’esistere e del provare.

Che sia un buonissimo anno per tutti noi, che il viaggio continui pieno o vuoto, senza mete certe e con meravigliose sorprese.
Vi stritolo,
Camilla
Zelda was a writer

ps: avete scaricato il calendario di settembre? Se la risposta è no, correte qui!

2 pensieri su “Vuoti e pieni a rendere

  1. Marolarem

    Ce la faranno i nostri eroi? Stavolta spero proprio di sì!
    Camilla buon anno e bentornata! E con che pezzo, lasciamelo dire! Ho ricopiato sul mio taccuino alcune frasi, ma sarebbe da scriverle sui muri di casa, in modo da tenerle sempre presenti. Io che ero abituata all’espressione “vuoto a perdere” ho apprezzato tanto invece la tua versione di “vuoti e pieni a rendere”. Mai come in questo anno ho sperimentato il vuoto ma, al tempo stesso, ho lottato – e lo faccio tuttora – grazie alle parole, che sanno riempire, coccolare, sono come una medicina. E tu, cara Camilla, sei una dispensatrice sorridente di questa medicina. Se si potesse avere il segreto di questo tuo dono e del tuo sorriso contagioso, te lo chiederei! ;) Nel frattempo, ho visto che Recalcati e’ stato protagonista delle tue letture estive e, se non l’hai già letto, ti consiglio il suo L’ora di lezione: ha a che fare con la scuola, ma non solo!
    E allora Camilla buon anno e che tutti i tuoi sogni si avverino e, chissà, che non ci facciano incontrare di persona.
    Un abbraccio

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  2. Lauretta

    Un articolo da stampare e appiccicare al frigo e da leggere e rileggere ogni volta in cui mi sembra di annaspare nei mille pieni a rendere della vita quotidiana.
    Io, che ho fatto una settimana di ferie e mi sono pure ammalata (della serie: l’universo e il mio corpo mi parlano? eh mi sa…).
    Sei brava.
    Ma tanto eh.

    Replica

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