19 Aprile 2016

Quello che s’incastra con noi…

Camilla - Zelda was a writer

Daily thoughts

Ok google | Zelda was a writerNei mesi passati, ci sono stati giorni in cui non sarebbe bastata la App Google più completa e solerte a indicarmi la giusta via per tutte le intuizioni che avevo in mente, per tutte le speranze e le attese.
Ho pensato che ci fossero troppi vizi di forma nel mio percorso professionale, in questo strano lavoro che mi sono scelta e che non so più definire con una sola parola. Troppi gli intoppi, troppe le perifrasi, troppo il tempo impiegato a raccontarsi, infinito quello speso a pontificare. Drammatica l’ansia da numero, assurda quella da raggio d’influenza.
Alcune sere, con il sopraggiungere del silenzio, mi sono detta che forse non era cosa, che forse non era tempo.

La via da te richiesta non è stata trovata, il tuo risultato è sconosciuto.
Riprova, Camilla. Oppure cambia strada.

Poi, però, è cambiato tutto. Per prima cosa è tornato il sole e il clima amabile ci ha messo del suo, ridando vita alle impagabili camminate in cui mi butto per rischiarare i pensieri o – più saggiamente – per smorzarli. In giorni come questo, il cielo gioca a nascondino lungo vie di fuga alte e croccanti, i tram sfrecciano sulle rotaie con inusitata fierezza e gli impiegati sfruttano l’ora di pausa per indugiare, timidi e circospetti, su teneri fazzoletti di prato.

In pratica, da una sera di profonda stanchezza a una mattina come tante, ho ripreso a stare bene. Non ho fatto pace con niente, sono proprio felice.
Se state pensando che io sia metereopatica, la risposta è sì. Se ritenete che io mi lamenti troppo, avete ragione pure in questo caso. Ma fatemi procedere con il discorso: questa storia finisce bene!

In questi mesi bui, mi sono crucciata per le cose che non funzionavano nel modo giusto, lasciando da parte quelle che invece procedevano meravigliosamente, le stesse che ho costruito da sola, ipotizzando un cammino che contemplasse mille strade convergenti, mille incontri, mille scambi.

Non mi darò tutta la colpa ma contesto apertamente questo bisogno di testare la riuscita del mio cammino su passi non miei, sui parametri degli altri.

Forse sta proprio qui, il lieto fine che andavo promettendovi circa sei righe fa, forse in qualche modo potrà essere utile anche a voi: il nostro bisogno di realizzazione è perlustrativo ed esteso, non chiede tempi e modi che siano di tutti ma solo una tenace e lenta costruzione di quello che si incastra con noi. 
Ok google | Zelda was a writerVorrei solo dire che, trovandomi qui, a parlare della gioia di un giorno con la mia preziosa amica Justine, durante il Salone del Mobile e in compagnia di Ok Google (AndroidiOs), ho capito che la felicità è nelle cose che si fanno, in quelle che si scoprono e in quelle che si cercano.

La felicità è tenace e delicata come Subtle, la mostra che ho avuto la fortuna di visitare durante la nostra giornata di foto, video e domande divertite poste alla nostra assistente personale formato app. 
Ok google | Zelda was a writer
La felicità è un fatto condivisorio, certo, ma è anche legato a intenzioni e ricerche del tutto personali. A tempi che stanno aspettando la nostra maturazione, a luoghi che vogliono essere guardati con certi occhi.

Ci vuole la più grande delle pazienze e non è detto che alla fine compaia magicamente la risposta alle nostre attese.
Ok google | Zelda was a writer
Se penso alla nostra giornata insieme e rivedo i nostri percorsi, penso a due donne saltellanti che si supportano (e sognano di sfornare la hit dell’estate, con tanto di video in stile Bollywood), vedo un orizzonte ancora denso di sorprese e un cammino di cui dovremmo essere fiere, baciandoci ripetutamente i gomiti.

Quello che non ho è forse quello che a conti fatti non fa per me, quello che in definitiva non mi sarebbe piaciuto. E chissà, forse arriverà dell’altro, forse mi piacerà di più.

Grazie a Ok Google, per questa bellissima giornata di sole, amicizia e scoperte.
Ok google | Zelda was a writerOk google | Zelda was a writer
Il premio della stupendevolezza camillifera (premio molto ambito, lo so) va a #Goggles, applicazione da scaricare gratuitamente dal vostro smartphone (solo per Android) e che consente di scansionare luoghi e fatti che vi trovate davanti e a cui non sapete dare un nome. Un monumento, un panorama, un quadro. Tutto il bello che vi trovate di fronte e che vi guarda senza presentarsi.

Sarebbe bello se #Goggles potesse scansionare anche stati d’animo e previsioni… Ma forse, la sua più grande forza sta nello spingerci a trovare sempre un motivo per essere curiosi e alla ricerca.

In fondo, è proprio nella perenne spinta a cercare che risiede tutto.
Lo auguro a voi quanto a me.
Buona giornata,
Camilla
Zelda was a writer
(ph. credits: le foto in cui appaio stupendissima sono tutto merito di Justine – Le Funky Mamas)

Questo post è il risultato di una collaborazione con Google di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro.

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