16 novembre 2017

10 cose su “Il mare dove non si tocca” di Fabio Genovesi

Camilla - Zelda was a writer

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Il mare dove non si tocca di Fabio Genovesi | Zelda was a writer

Il mare dove non si tocca di Fabio Genovesi (Mondadori) è stato il primo libro della nuova stagione del BookeaterClub.

Proprio per accorciare le distanze con chi, tra voi, non ha potuto partecipare all’appuntamento, oggi ho deciso di raccontarvelo, stilando una lista di 10 curiosità sulla trama e il suo autore.

Il mare dove non si tocca è un invito ad affrontare la vita come fosse un viaggio, sconosciuto e talvolta impervio, che ha come unico dato certo il suo inizio.

Dalle prime pagine seguiamo Fabio, sei anni, alle prese con le grandi scoperte dell’esistenza e le sue più feroci delusioni.
Il suo è un mondo fatto di inizi, di nastri che si riavvolgono, di capitoli di libri che tornano alle prefazioni; veniamo spinti nelle acque più profonde e oscure del mare, sperimentando il potere salvifico del nostro essere donne e uomini che si alimentano attraverso racconti e memorie.  

Il mare dove non si tocca ci invita ad alimentare la nostra differenza, a plasmare con gioia e fantasia i nostri superpoteri, di qualunque entità essi siano.
Le sue storie ci spingono a camminare lungo il sentiero sconosciuto della nostra esistenza con la promessa che ogni nostro nuovo passo ci regalerà un motivazione irresistibile per continuare a camminare.
Come al solito ho parlato troppo! Ecco, dunque, la lista che vi avevo promesso.

10 COSE CHE DEVI SAPERE SU “IL MARE DOVE NON SI TOCCA” DI FABIO GENOVESI

1. Forse non tutti sanno che il bambino che compare in copertina è Fabio Genovesi, in una foto che lo ritrae da piccolo in mezzo alle onde di Forte dei Marmi.

2. “Ai miei strani maestri” è la dedica che apre il libro. L’autore ha voluto ringraziare tutti gli anziani che hanno popolato e popolano tutt’oggi la sua vita. Si tratta di maestri spesso senza nome o titolo accademico, che hanno arricchito la sua vita di storie, l’hanno ispirato con le loro azioni e, cosa essenziale, hanno ridefinito il suo rapporto con il tempo.

3. La maggioranza delle storie di questo libro è autobiografica. Nella pagina che precede la dedica, Genovesi sostiene che l’esigua parte inventata è a tutti gli effetti la più credibile. 

4. Il mare dove non si tocca è un grande tributo al potere delle storie e all’abilità che hanno di catapultarci in un mondo di possibilità e sperimentazioni. Le storie agiscono come lo scafandro del palombaro: il loro narrativizzare gioie e dolori ci protegge tanto da renderci audaci avventurieri anche delle zone più oscure dei nostri abissi.

5. Genovesi ha dichiarato che ogni volta che si imbatte in un gruppo di ragazzini capisce dal loro sguardo chi tra loro è l’escluso, il “diverso”.
Spesso vorrebbe dire a questi bambini di non crucciarsene: il tempo di una festa mancata è un’occasione regalata alla fantasia e alla costruzione di un sé irriproducibile e forte perché – questo libro ce lo suggerisce a ogni pagina – l’unica cosa che ci rende davvero uguali è la nostra diversità.Il mare dove non si tocca di Fabio Genovesi | Zelda was a writer

6. Tutti i maschi della famiglia del Fabio protagonista e di quello autore sono daltonici. In un’intervista, Genovesi ha raccontato di avere scoperto il colore di capelli di sua madre grazie a un amico che, indicandola per capire se si trattasse di lei, l’aveva definita “quella signora dai capelli biondi”.

7. “Il pesce tuo non te lo prende nessuno”. Questa è la frase che il padre di Fabio pronuncia poco prima di spingerlo in mare, nella parte più forte e iniziatica del libro. Genovesi ha affermato che il valore dell’attesa è stato una delle più grandi lezioni di casa sua. 

8. Come il suo Fabio protagonista, anche il Fabio autore ha sviluppato una vera e propria mania per la manualistica, tanto da avere la casa piena di volumi. Di solito sceglie i temi a caso, convinto che sia il destino a selezionare cosa ci serve davvero.

9. L’autore è cresciuto in un contesto in cui non era difficile passare dall’oratorio alle feste dell’Unità. In un bellissimo passaggio del libro, Fabio esprime il desiderio di vedere Lenin e la Madonna come una coppia di innamorati. Secondo lui, questa stramba unione garantirebbe la salvezza dei loro fedeli sia in vita che nell’Aldilà.

10. Genovesi ha impiegato tre anni a scrivere Il mare dove non si tocca. Iniziato prima di terminare il precedente Chi manda le onde, è stato oggetto di moltissimi tagli.
Inoltre, per dosare al meglio la voce del suo protagonista bambino ed evitare che si avesse di lui l’idea di un bambino che parlava da adulto, ha letto l’intero libro ad alta voce, cercando di sfrondare tutto quello che appariva superfluo e poco spontaneo.

Che ne dite, ne parliamo insieme al suo autore sabato alle 15, presso il Café Rouge del Teatro Parenti di Milano?

L’invito è qui, io vi aspetto con il solito trasporto (e pure tanta, tantissima emozione)!
Il mare dove non si tocca di Fabio Genovesi | Zelda was a writer

Buona lettura a tutti!
Camilla 
Zelda was a writer

 

 

 

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