{"id":13950,"date":"2013-05-29T18:43:28","date_gmt":"2013-05-29T16:43:28","guid":{"rendered":"http:\/\/zeldawasawriter.com\/?p=13950"},"modified":"2015-02-16T19:10:24","modified_gmt":"2015-02-16T18:10:24","slug":"alias-ada-scrive-a-leone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/2013\/05\/alias-ada-scrive-a-leone\/","title":{"rendered":"ALIAS \/\/ Ada scrive a Leone"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13956\" alt=\"alias banner | zelda was a writer\" src=\"http:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/alias-banner.jpg\" width=\"620\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/alias-banner.jpg 620w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/alias-banner-300x101.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/> ALIAS<\/strong> inizia oggi, anche se \u00e8 <strong>un progetto di scrittura<\/strong> che ho in mente da tempo immemore.<br \/>\nOgni volta che mi imbatto nelle fotografie antiche, specie nei ritratti, mi chiedo da dove vengano, quale tassello di vita raccontino. Alcune vengono vendute in meravigliosi album che profumano di Tempo: con loro \u00e8 facile intuire i percorsi, i legami, gli amori. Ma con altre, sciolte e perse in un mare di altre storie, \u00e8 praticamente impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ho deciso di dare una storia a tutte le fotografie che trover\u00f2 da qui a non so quando<\/strong>. Quelle mancanti di nomi e di riferimenti. Quelle che un destino beffardo ha mischiato ad altre senza regalare loro una didascalia.<br \/>\nLo faccio per un esercizio di scrittura e perch\u00e9 sento che certi incontri con i frammenti del passato continuano a essere interessanti occasioni di creativit\u00e0 presente e futura.<br \/>\nLa domanda sorge spontanea: <em>mi volete seguire anche in questa diavoleria?<\/em><br \/>\nSe la risposta \u00e8 s\u00ec (evviva!!!)&#8230; Vi presento<strong> la fotografia di Ada e Leone<\/strong>, l&#8217;ho amata dal primo momento in cui mi \u00e8 capitata tra le mani!<br \/>\nMi ha colpito l&#8217;intreccio di mani e lo sguardo fuori campo, verso un domani difficile da definire. Loro due, ben saldi e fiduciosi, eleganti e misurati, si perdono nell&#8217;oscurit\u00e0 di un bosco fitto e misterioso, oltre il quale la vita non sar\u00e0 buona quanto i loro intenti.<br \/>\nLo sfondo mi ha fatto immaginare che i due vivano in prossimit\u00e0 di un bosco e che lei, Ada, piccola e minuta, da l\u00ec a qualche mese tirer\u00e0 fuori un coraggio da leone (da qui il nome di suo marito).<br \/>\nPossiedo un altro ritratto di Ada, una foto bellissima e densa di particolari. Credo che prossimamente vi verr\u00e0 descritta dalla<em> viva<\/em> voce di Leone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiedo perdono per il tono triste della missiva. Non mi \u00e8 ancora chiaro se i due si ritroveranno, ma in fondo &#8211; mi dico &#8211; certi tipi di legame sono destinati a non sciogliersi mai, neanche per volere di una grande &#8211; e ottusa &#8211; guerra.<br \/>\nChe sia una buona serata per tutti voi,<br \/>\nCamilla<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13959\" alt=\"alias -ada e leone | zelda was a writer\" src=\"http:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/alias-ada-e-leone.jpg\" width=\"620\" height=\"470\" srcset=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/alias-ada-e-leone.jpg 620w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/alias-ada-e-leone-300x227.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/>Leone, tesoro mio,<\/em><br \/>\n<em> sei partito in un giorno senza nome, con un fagotto di paura mal celata.<br \/>\nTi ho guardato procedere di spalle, come si fa con certi sogni non realizzati, ti sei girato solo alla fine della via e con gli occhi mi hai detto di non preoccuparmi. Ho sperato che scappassi, che prendessi la via del bosco. Ma era chiaro che tu non l&#8217;avresti mai fatto.<br \/>\nNella tua valigia c&#8217;erano due pantaloni, la nostra foto nel bosco, il libro di un russo e due camicie bianche. Ti ho stirato i colletti con perizia &#8211; quasi dovessi recarti a un incontro di lavoro &#8211; e, segretamente, li ho riempiti di baci. Spero che siano l\u00ec con te, spero che ti proteggano dal male.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il tempo senza di te accumula i giorni con indicibile volgarit\u00e0. Ieri era oggi, oggi sembra un giorno qualunque della scorsa settimana, domani &#8211; lo so gi\u00e0 &#8211; mi rapir\u00e0 il terribile presentimento di vivere eternamente. Eternamente sola e sospesa.<\/em><br \/>\n<em> Una litania inesorabile di minuti ha deciso di condannarmi a una perenne attesa. Mi pare ne valga sempre la pena ma, durante la notte, specie se accompagnata da un temporale o dal fruscio del vento, mi dico che non sar\u00f2 mai tanto forte.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> Ogni domenica, verso il tramonto, mi appresto a provare la nuova speranza di tornare a stringere le tue bellissime mani. Passavo ore a contemplarle, mi perdevo lungo la fitta trama delle vene, le seguivo per arrivare al tuo cuore. Tu allora me ne passavi una sul collo e io mi sentivo al sicuro, protetta da uomini e lupi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> Il luned\u00ec passa con difficolt\u00e0 ma tengo duro perch\u00e9 la fatica di ogni istante in cui non ti presenti alla nostra porta mi pare un buon motivo per non cedere nel desiderio di riaverti.<\/em><br \/>\n<em> Inizio la settimana lavandomi i capelli e, se il clima lo consente, gironzolo per il giardino a piedi nudi, in attesa che si asciughino.<\/em><br \/>\n<em> Con i capelli gocciolanti, controllo il cammino dell&#8217;edera e quello del gelsomino.<\/em>\u00a0<em>Crescono bene: sono tenaci e delicati, procedono con costanza e coprono i buchi del muro, le crepe dell&#8217;intonaco. Anche le rose sul retro si espandono senza posa, non m&#8217;interesso molto della loro sorte: paiono forti e volitive. A ogni mio passaggio, anche il pi\u00f9 silenzioso, si voltano a cercarti, come fossero girasoli famelici di calore. Dovresti scorgere la delusione dei loro petali ogni volta che, abbassato lo sguardo, si accorgono che sono solo io. Per di pi\u00f9 arruffata e a piedi scalzi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fossi io un sole, Amore caro,\u00a0fossi una qualunque stella potente. Forse potrei tenerti d&#8217;occhio dall&#8217;alto, forse conoscerei l&#8217;esatto punto in cui piangerti, raccoglierti, portarti a casa. In silenzio, senza pestare i piedi sui giochi degli uomini, senza sciogliermi nella disperazione pi\u00f9 bieca.<\/em><br \/>\n<em> <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E invece non so dove tu sia.\u00a0Non conosco i tuoi pensieri, n\u00e9 la direzione del tuo cammino.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questa idea di solito mi assale il mercoled\u00ec mattina, quando il cuculo ritma un&#8217;inquietudine montante. Sistemo la cucina e controllo la dispensa. Apro sportelli gi\u00e0 aperti e piego tovaglioli mai utilizzati. Faccio la lista della spesa e la dimentico sempre a casa. Verso le dieci esco per comprare il giornale e, se il tuo nome non compare tra le notizie, mi concedo un caff\u00e8. In piazza, dalle parti del negozio di stoffe, sono oggetto di qualche sguardo impietosito e sulla via di casa trovo sempre una vecchia signora che mi regala un uovo e un pezzo di pane, nero e fragrante.<\/em><br \/>\n<em> Ci faccio colazione il gioved\u00ec, con un umore che gli assomiglia in tutto: buio e croccante. Metto un disco strappalacrime e, non appena si parla di un perduto amore, attacco a cantare come se fossi a un passo da un applauso fragoroso.<\/em><br \/>\n<em> Nel pomeriggio, Bianca passa a prendermi e raggiungiamo il campo di papaveri sul retro della tetra fattoria dei Finzi. I grilli hanno sostituito le grida dei bambini e le rane tengono d&#8217;occhio il volo delle libellule.<\/em><br \/>\n<em> Bianca ha deciso di vivere le sue pene parlando a sproposito, io invece frequento il silenzio. Le nostre sessioni pomeridiane seguono l&#8217;andamento sconclusionato dei suoi racconti: dagli amori patinati d&#8217;oltreoceano finiamo ad analizzare i baffi della lattaia o le gambe tozze di sua cognata.\u00a0Sdraiata in mezzo all&#8217;erba alta, mentre le nuvole corrono nel cielo, aspetto che torni il buio e che mi conduca verso la nostra casa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Leone caro,<\/em><br \/>\n<em> copriti la gola, se sei ancora vivo. Sei sempre stato un uomo buono e delicato.<\/em><br \/>\n<em> E poi, se la tua nuova vita te lo concede, prima di perderti in qualche ora di sonno, ricordati di me. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Che ti sia ben chiaro, Vita mia: in ogni dove e in ogni quando, nel suono aranciato del sole che si tuffa nell&#8217;orizzonte, ci saremo sempre io e te.<\/em><br \/>\n<em> Mano nella mano, con una miracolosa voglia di amarci.<\/em><br \/>\n<em> Ada tua<\/em><br \/>\n<em> o.l.m.p.s.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALIAS inizia oggi, anche se \u00e8 un progetto di scrittura che ho in mente da tempo immemore. Ogni volta che mi imbatto nelle fotografie antiche, specie nei ritratti, mi chiedo da dove vengano, quale tassello di vita raccontino. Alcune vengono vendute in meravigliosi album che profumano di Tempo: con loro \u00e8 facile intuire i percorsi, i legami, gli amori. 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