{"id":16654,"date":"2013-12-18T10:10:44","date_gmt":"2013-12-18T09:10:44","guid":{"rendered":"http:\/\/zeldawasawriter.com\/?p=16654"},"modified":"2015-02-16T17:56:12","modified_gmt":"2015-02-16T16:56:12","slug":"un-bacio-croccante-racconto-di-natale-2013","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/2013\/12\/un-bacio-croccante-racconto-di-natale-2013\/","title":{"rendered":"Un bacio croccante. Racconto di Natale 2013"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Buongiorno a tutti!<\/em><br \/>\n<em>Oggi ho pensato di regalarvi <strong>un racconto di Natale<\/strong> che mi abitava la mente l&#8217;altro giorno, mentre ero in metropolitana.<\/em><br \/>\n<em>Perdonate la mancanza di cura per le prossime righe: il tempo mi sta allungando e comprimendo come fossi un elastico da pacco!<\/em><br \/>\n<em>Avrei dovuto cesellare maggiormente, riducendo e semplificando, ma ci tenevo tantissimo a farvi avere in tempo un piccolo regalo di parole. Spero che ne apprezzerete prima di tutto il pensiero.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che ne dite, il racconto di Natale non sar\u00e0 l&#8217;inizio di una nuova tradizione tutta nostra?<br \/>\n<em>Tanti auguri,<\/em><br \/>\n<em>Camilla<a href=\"http:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Lattuada_Serviliano_-_Descrizione_di_Milano_ornata_con_molti_disegni..._Milano_1738_p._444_tomo_quinto.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16663\" alt=\"Lattuada_Serviliano_-_Descrizione_di_Milano_ornata_con_molti_disegni...,_Milano_1738,_p._444,_tomo_quinto\" src=\"http:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Lattuada_Serviliano_-_Descrizione_di_Milano_ornata_con_molti_disegni..._Milano_1738_p._444_tomo_quinto-e1387356113337.jpg\" width=\"620\" height=\"472\" \/><\/a><\/em><br \/>\nQuando il Natale si fece largo tra le luminarie di Corso Vittorio Emanuele, Milano si presentava silenziosa e deserta. Una vacua distesa di compere gi\u00e0 fatte e di fornelli scalpitanti ululava in faccia a quattro barboni che, nei pressi della porta centrale del Duomo, si apprestavano a passare la notte,\u00a0imbottiti come carta da imballaggio.<br \/>\nLa cena della Vigilia e i suoi riti imperiosi &#8211; via via annacquati dal fine mese pi\u00f9 magro che si ricordasse &#8211; avevano magicamente eliminato ogni traccia di umanit\u00e0 lungo le fitte trame di percorrenza e presso i punti pi\u00f9 affollati di ogni luned\u00ec mattina. Le poche ombre che si aggiravano per la citt\u00e0 producevano rumori sordi, persi nell&#8217;eco di un lontano indefinibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una di queste strade, al numero civico 3, con il sottofondo di una saracinesca scricchiolante che veniva serrata, l&#8217;avventore di due etti e mezzo di ravioli calci\u00f2 per sbaglio un barattolo di latta che caracoll\u00f2 malamente ai piedi di Svevo, uno degli otto omenoni del piccolo e misterioso palazzo alle spalle della Chiesa di San Fedele.<br \/>\nIl telamone sembr\u00f2 destarsi come dal pi\u00f9 terribile degli incubi e, accertata l&#8217;assenza di un pericolo imminente, ricompose le braccia muscolose e segu\u00ec come immalinconito l&#8217;instancabile traiettoria del barattolo che, nel frattempo, aveva preso a rotolare verso Piazza Belgioioso.<br \/>\nL&#8217;uomo di marmo sbuff\u00f2 con vigore, scompigliando le acconciature boccolose dei suoi sette compagni e, senza che venisse invitato a farlo, inizi\u00f2 a lamentarsi:<br \/>\n&#8211; Non sopporto pi\u00f9 la nostra condizione da uomini immobili! Cosa stiamo facendo qui? Oltre a sostenere il secondo piano di un palazzo nascosto, intendo&#8230; &#8211;<br \/>\nSi ferm\u00f2 improvvisamente, come se in decenni di lamentele a mezza voce neanche lui fosse riuscito a rispondere alla sua stessa domanda, poi, prima che uno dei telamoni potesse minimamente fiatare, aggiunse:<br \/>\n&#8211; Non mi convincerete con la solita storia della nostra eterna fama cittadina: siamo inerti e prostrati da troppo tempo! Io dico che \u00e8 tempo di partire, \u00e8 tempo di fare qualcosa! &#8211;<br \/>\nI compagni si sporsero verso di lui e lo guardarono silenziosamente, come se ne stessero studiando i tratti per la prima volta. Erano molto simili, loro otto, ma Svevo non aveva mai smesso di sognare un paio di gambe e un&#8217;esistenza eroica e senza tempo, qualcosa che lo rendesse protagonista attivo della vita che scorre e non custode impietrito del passaggio di quattro o cinque milanesi al massimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta che attendeva non arriv\u00f2 mai perch\u00e9, a un tratto, inizi\u00f2 a nevicare. D&#8217;improvviso, senza che ci fosse una minima avvisaglia. Nessun tipo di aria profumata o di cielo raggomitolato tra le nuvole, nessun primo timido fiocco pronto a raggiungere il marciapiede: nulla annunci\u00f2 l&#8217;arrivo della neve.<br \/>\nNevic\u00f2 tutto, quella sera: disperazione, abbracci, lucine intermittenti, parmigiano su piatti fumanti e pure qualche nastro dall&#8217;arricciatura dorata. Nevic\u00f2 tanto fitto che Svevo quasi non si accorse dei due giovani innamorati che avevano cercato riparo\u00a0ai piedi delle sue gambe mancanti.<br \/>\nNel silenzio ovattato, nel pieno di un mondo accoccolato nella sua dimora, l&#8217;omenone avvert\u00ec chiaramente lo schiocco di un bacio. Netto, preciso e angolare. Un bacio polifonico e croccante.<br \/>\nLa neve non accennava a diminuire e ben presto i due innamorati presero la decisione di sfidarla, correndo mano nella mano per le arterie scivolose della citt\u00e0 fantasma.\u00a0Svevo ne ud\u00ec le risate saltellanti che si perdevano tra le brume della sua piccola e unica via.<br \/>\nSarebbe tornato a lamentarsi lungamente sulla sua condizione di statua inattiva, ma il fatto non comune di essere il riparo di un bacio croccante lo colp\u00ec profondamente.\u00a0Torn\u00f2 ad appoggiare il suo capo pesante sulle braccia e si addorment\u00f2.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Buongiorno a tutti! Oggi ho pensato di regalarvi un racconto di Natale che mi abitava la mente l&#8217;altro giorno, mentre ero in metropolitana. Perdonate la mancanza di cura per le prossime righe: il tempo mi sta allungando e comprimendo come fossi un elastico da pacco! Avrei dovuto cesellare maggiormente, riducendo e semplificando, ma ci tenevo tantissimo a farvi avere in tempo un piccolo regalo di parole. Spero che ne apprezzerete prima di tutto il pensiero. Che ne dite, il racconto di Natale non sar\u00e0 l&#8217;inizio di una nuova tradizione tutta nostra? 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