{"id":23531,"date":"2016-05-06T11:02:13","date_gmt":"2016-05-06T09:02:13","guid":{"rendered":"http:\/\/zeldawasawriter.com\/?p=23531"},"modified":"2016-06-01T12:24:57","modified_gmt":"2016-06-01T10:24:57","slug":"mi-chiamo-lucy-barton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton\/","title":{"rendered":"Mi chiamo Lucy Barton"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-23534\" src=\"http:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton-2.jpg\" alt=\"Mi chiamo Lucy Barton | Zelda was a writer\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton-2.jpg 640w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton-2-300x225.jpg 300w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton-2-620x465.jpg 620w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton-2-160x120.jpg 160w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/>Oggi sono di corsa ma <strong>c&#8217;\u00e8 un libro che mi guarda da qualche giorno dal comodino e mi chiede di essere raccontato<\/strong>. Posso esimermi dal farlo? [S\u00ec, siamo in presenza di\u00a0una domanda retorica].<br \/><strong><em>Il libro in questione \u00e8\u00a0<\/em><a href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/libri\/libro\/elizabeth-strout\/mi-chiamo-lucy-barton\/978880622968\"><em>Mi chiamo Lucy Barton<\/em><\/a>, l&#8217;ultima prova\u00a0di Elizabeth Strout (Einaudi)<\/strong>. Ho passato un discreto quarto d&#8217;ora a dirmi che scriverci un post proprio adesso\u00a0non sarebbe stata una buona idea, visto il drammatico ritardo che mi porto dietro. Il mio discorso non faceva una piega: mi sono data ragione e sono qui a scriverne. Mi pare\u00a0ovvio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Mi chiamo Lucy Barton<\/em> <em>l&#8217;ho mangiato<\/em> in una manciata di ore: una notte non riuscivo a staccarmene e cos\u00ec l&#8217;ho finito. <\/strong>Finito in una valle di lacrime. Lo tengo a due passi dalla mia vita, perch\u00e9 mi sembra che il suo incantesimo sia destinato a durare ancora per un po&#8217;.<br \/><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-23533\" src=\"http:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton-3.jpg\" alt=\"Mi chiamo Lucy Barton | Zelda was a writer\" width=\"640\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton-3.jpg 640w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton-3-240x300.jpg 240w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton-3-620x775.jpg 620w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton-3-96x120.jpg 96w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><br \/><a href=\"http:\/\/zeldawasawriter.com\/2016\/05\/bookeaterclub-maggio-2016\/\">Come il libro del nostro prossimo bookeaterclub, <em>Benedizione<\/em> di Kent Haruf (NNEditore)<\/a>, siamo in presenza di <strong>un libro dedito all&#8217;essenza, con grandi spazi bianchi<\/strong>, spazi di un silenzio talmente significante da attirare il lettore in <strong>una sorta di strano magnetismo<\/strong>, capace di coinvolgere ben oltre l&#8217;ultima pagina del libro. <strong>Parla di te, anche se non \u00e8 la tua vita. Omette parole che senti pronunciare come sentenze.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le due protagoniste della storia sono due donne, una figlia e sua madre<\/strong>. Sono in una stanza di ospedale con una grande finestra che regala\u00a0un&#8217;estesa porzione di New York. Pare sia proprio questa citt\u00e0 lo spartiacque <strong>della loro relazione travagliata<\/strong> e cos\u00ec, nei momenti pi\u00f9 difficili del parlare, quando i <em>non detti<\/em> di una vita incombono su quello che andrebbe rivelato, si perdono nella sua contemplazione, accettando che il Chrysler building\u00a0di fronte a loro\u00a0le scruti senza posa.<\/p>\n<p><strong>Cinque giorni di una vita &#8220;che lascia senza fiato&#8221;<\/strong> bastano a questi due personaggi cos\u00ec (im)perfettamente umani per fare il punto su un rapporto complesso, su un passato difficile, fatto di scelte che hanno inesorabilmente cambiato il destino di tutti. <br \/>Attorno a loro,\u00a0<strong>un flusso senza tempo di aneddoti di vite altrui<\/strong>, che sembrano schermarle dalla risposta a un appello gravoso: quello della loro condotta, del loro essere incapaci di dirsi la verit\u00e0, di chiedersi scusa, di accettarsi finalmente per quello che sono.<br \/><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-23535\" src=\"http:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton-1.jpg\" alt=\"Mi chiamo Lucy Barton | Zelda was a writer\" width=\"640\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton-1.jpg 640w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton-1-50x50.jpg 50w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton-1-620x620.jpg 620w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton-1-120x120.jpg 120w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mi-chiamo-lucy-barton-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><br \/><strong>Elizabeth Strout ha scritto un piccolo scrigno di sfumature e dolori.<\/strong> Si legge nell&#8217;assenza, tra la fine di un capitolo chiuso repentinamente e un altro che ci porta in una nuova dimensione del ricordo.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Un meccanismo perfetto, dunque, ma non freddo<\/strong>. Un meccanismo in cui le parole hanno un valore cos\u00ec importante da venire centellinate, da venire sillabate a voce alta, da venire scritte e contemplate. In cui la dolcezza della vita che passa e che smussa gli angoli d\u00e0 finalmente il benvenuto\u00a0all&#8217;accettazione, al presente, al bisogno di contatto. Nonostante gli sbagli, le offese, le mancanze imperdonabili.<\/p>\n<p><strong>Un libro tanto vero da essere una meravigliosa propaggine della vita. <br \/>La vita di ognuno di noi.<br \/><\/strong>Camilla<br \/><em>Zelda was a writer<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi sono di corsa ma c&#8217;\u00e8 un libro che mi guarda da qualche giorno dal comodino e mi chiede di essere raccontato. Posso esimermi dal farlo? [S\u00ec, siamo in presenza di\u00a0una domanda retorica].Il libro in questione \u00e8\u00a0Mi chiamo Lucy Barton, l&#8217;ultima prova\u00a0di Elizabeth Strout (Einaudi). Ho passato un discreto quarto d&#8217;ora a dirmi che scriverci un post proprio adesso\u00a0non sarebbe stata una buona idea, visto il drammatico ritardo che mi porto dietro. Il mio discorso non faceva una piega: mi sono data ragione e sono qui a scriverne. Mi pare\u00a0ovvio. 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