{"id":24704,"date":"2017-07-13T10:34:13","date_gmt":"2017-07-13T08:34:13","guid":{"rendered":"https:\/\/zeldawasawriter.com\/?p=24704\/"},"modified":"2017-07-13T11:16:16","modified_gmt":"2017-07-13T09:16:16","slug":"tutto-quello-che-vuoi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/2017\/07\/tutto-quello-che-vuoi\/","title":{"rendered":"Tutto quello che vuoi"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Nella poesia si ama chi ti pare, nella vita si ama solo chi ti sta accanto.<\/em><br \/>\n da &#8220;Tutto quello che vuoi&#8221; di Francesco Bruni (2017)<\/p>\n<\/blockquote>\n<h1><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-24712\" src=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/image1.jpg\" alt=\"\" width=\"3024\" height=\"4032\" srcset=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/image1.jpg 3024w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/image1-225x300.jpg 225w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/image1-640x853.jpg 640w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/image1-90x120.jpg 90w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/image1-225x300@2x.jpg 450w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/image1-640x853@2x.jpg 1280w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/image1-90x120@2x.jpg 180w\" sizes=\"(max-width: 3024px) 100vw, 3024px\" \/><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: justify;\">Poco tempo dopo aver perso mio padre, finiti i giorni del dolore pieno, che ottunde le sinapsi e rende impossibile anche una cosa naturale come il respiro, andai al cinema con mia madre.<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora cercavamo disperatamente di non pensare, di perderci in lunghissime e silenziose camminate senza meta, che sciogliessero l&#8217;intricata matassa che ci intrappolava il cuore e ci riportassero a casa cos\u00ec stanche da non cercare altro che il letto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quel pomeriggio di una domenica infame (le domeniche erano i giorni pi\u00f9 difficili) scegliemmo <a href=\"http:\/\/www.longtake.it\/movies\/info\/finestra-di-fronte-la\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>La Finestra di Fronte<\/em> di Ferzan \u00d6zpetek<\/a>.<\/strong><br \/>\n In una scena del film, Giovanna (Giovanna Mezzogiorno) prese ad allacciare &#8211; o slacciare, non ricordo &#8211; i bottoni della camicia di Simone (Massimo Girotti), un uomo avanti con l&#8217;et\u00e0, malato e preda di una confusa ondata di ricordi a cui dare un&#8217;ultima collocazione. <br \/>\n <strong>Era un gesto cos\u00ec semplice, al riparo da qualunque necessit\u00e0 narrativa, un gesto che sarebbe potuto tranquillamente passare in sordina; eppure, ancora oggi, rappresenta tutta la mia memoria del film.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo che piansi tutte le lacrime che mi tenevo dentro e che in un attimo fui catapultata ai piedi di mio padre: gli allacciavo le scarpe perch\u00e9 non riusciva pi\u00f9 a piegarsi. Sarebbe morto da l\u00ec a poco, stanco e vinto da una malattia con cui combatteva da oltre un decennio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-24711\" src=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/image1-e1499929386384.png\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"753\" srcset=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/image1-e1499929386384.png 750w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/image1-e1499929386384-50x50.png 50w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/image1-e1499929386384-300x300.png 300w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/image1-e1499929386384-640x643.png 640w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/image1-e1499929386384-120x120.png 120w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/image1-e1499929386384-150x150.png 150w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Recentemente ho perso <a href=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/2011\/06\/il-mio-amico-alberto-tagliati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il mio amico Alberto<\/a>. <\/strong><br \/>\n Era un coscritto di Topolino, come amava dire di s\u00e9, e sebbene un lungo anno ci abbia visto lontani, ho sempre pensato a lui come a un padre putativo. Alberto era un uomo di cultura sconfinata e a briglia sciolta, amava condividere e ascoltare, amava brindare con calici di bianco rigorosamente <em>p\u00e9tillant<\/em> ed era attaccatissimo alla vita. Aveva conosciuto tutti, lungo la sua carriera di intellettuale: un giorno gli dissi che amavo alla follia Scerbanenco e lui mi rispose con un aneddoto, al solito parecchio esilarante, sul loro incontro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/BVei3wzg4_M\/?taken-by=zeldawasawriter\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Con la sua morte ho capito<\/a>.<\/strong> Ho capito che lui era la perfetta continuazione di mio padre Giuseppe e ho ipotizzato con tenerezza che il nostro incontro, avvenuto in un bar della zona in cui abito, fosse un piano studiato a tavolino dal mio padre biologico: <strong>da un supposto Paradiso, era sicuramente lui ad avere architettato un passaggio di consegna tanto perfetto!<\/strong> Mio padre voleva il meglio per me e cos\u00ec aveva scelto una persona che potesse farmi crescere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alberto ha alimentato la mia curiosit\u00e0, creduto profondamente in me e nelle mie potenzialit\u00e0 e tifato per tutti i sogni che avevo nei mille cassetti sparsi per casa. Ha parlato una lingua ricercata, mi ha fatto sentire spesso mancante ma mai limitata, mi ha spinto a voler costruire un cammino fatto di parole e di speranza.<\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\">Il mio secondo padre se n&#8217;\u00e8 andato e io mi sono nuovamente trovata nel buio di una sala cinematografica, questa volta con la mia preziosa amica Marilena.<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle cose che riesce meglio a Marilena &#8211; oltre a tempi comici perfetti che mi fanno sempre piegare dalle risate &#8211; \u00e8 la gioia incredibile e materna con cui condivide la bellezza.<\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\">Lei \u00e8 il mio porto felice di scoperte e stupori ed \u00e8 per questo che quando mi ha invitato alla visione di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.01distribution.it\/film\/tutto-quello-che-vuoi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Tutto quello che vuoi<\/em><\/a>, un film che avrebbe previsto l&#8217;incontro con il suo regista Francesco Bruni, ho detto subito di s\u00ec.<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;evento era organizzato da <a href=\"http:\/\/www.longtake.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Long Take<\/a> (teneteli d&#8217;occhio, sono bravi e promettenti) al <a href=\"http:\/\/www.cinetecamilano.it\/films\/cinema-mic\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">MIC &#8211; Museo Interattivo del Cinema di Milano<\/a>.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-24706\" style=\"font-size: 1rem;\" src=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/53371-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1071\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/53371-1.jpg 1071w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/53371-1-214x300.jpg 214w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/53371-1-640x896.jpg 640w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/53371-1-86x120.jpg 86w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/53371-1-214x300@2x.jpg 428w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/53371-1-86x120@2x.jpg 172w\" sizes=\"(max-width: 1071px) 100vw, 1071px\" \/><\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\"><strong>A dispetto della lunghissima premessa, \u00e8 di questo film che vi voglio parlare.\u00a0<\/strong><\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andatelo a vedere. Cercate una sala della vostra citt\u00e0 che lo proietti e non perdetelo. La programmazione dei film nei nostri cinema pu\u00f2 essere fagocitante, quindi non perdete tempo: cercatelo.<\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\">In questo film troverete nuovamente una camicia che viene abbottonata. <br \/>\n Un dettaglio significante, in un film intimista e al contempo generoso, solare, intelligente; capace di destreggiarsi tra una storia come tante e la Storia (con la S maiuscola) in modo fluido e consapevole.<\/h1>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-24707\" src=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/foto-tutto-quello-che-vuoi-29-low-e1499929053308.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"853\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La camicia \u00e8 quella di Giorgio (<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>un\u00a0<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/spettacoli\/cinema\/2017\/04\/18\/news\/tutto_quello_che_vuoi_francesco_bruni_giuliano_montaldo-162844394\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Giuliano Montaldo<\/a>\u00a0a dir poco immenso<\/strong><\/span>), un poeta ottantacinquenne perso nei grandi buchi di una Memoria messa a dura prova dall&#8217;Alzheimer, le mani che la abbottonano sono quelle Francesco (Andrea Carpenzano), un ventenne trasteverino che sulla carta sembra essere destinato a un destino di violenza e distruzione.<\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\"><strong>Il loro incontro \u00e8 capace di generare cortocircuiti emozionanti e rivelatori.<\/strong> Questa amicizia sconclusionata (gi\u00e0 felicemente interrogata in <em><a href=\"http:\/\/www.longtake.it\/movies\/info\/scialla\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scialla<\/a> &#8211;\u00a0<\/em>primo film di Bruni, che trovate anche su <a href=\"https:\/\/www.netflix.com\/it\/title\/80075598\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Netflix<\/a>) racconta di quanto siano soprattutto le relazioni umane &#8211; con i loro difetti di progettazione, con la presenza, l&#8217;ascolto e la ricerca di linguaggi comuni &#8211; a spingere le pesanti montagne del destino, a ribaltare condizioni che sembrano scritte sul libro dell&#8217;Inevitabile.<\/h1>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/w7LNUMN-0WM\" width=\"560\" height=\"314\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi i giovani si trovano subissati di <strong>messaggi sullo stile del &#8220;se vuoi, puoi&#8221;, a tutti viene chiesto di vivere con pienezza il loro &#8220;qui e ora&#8221;<\/strong>. Nel tempo, la socialit\u00e0 virtuale, i discorsi di certe figure pubbliche e persino la pubblicit\u00e0 hanno costruito &#8211; in modo reiterato e spesso chirurgico &#8211; uno <em>storytelling<\/em> basato su questo concetto della volont\u00e0 e della presenza a se stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per carit\u00e0, siamo di fronte a messaggi del tutto condivisibili, chi potrebbe asserire il contrario?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso, per\u00f2, ho la sensazione che questi appelli siano formule vuote con cui allenare la propria presunta autorevolezza.<\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\">Senza la certezza di un domani che possa dirsi, se non solido quantomeno plausibile, senza gli strumenti per ipotizzare un cambiamento, un&#8217;evoluzione, la ricerca di una strada propria, in un mondo in perenne definizione di dati &#8220;da inserire nella propria bio&#8221;, questi appelli risultano vuoti, consolatori molto pi\u00f9 per chi le scrive che per i loro ipotetici destinatari.<\/h1>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-24710\" src=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/tuttoquellochevuoi_img1.jpg\" alt=\"\" width=\"1240\" height=\"830\" srcset=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/tuttoquellochevuoi_img1.jpg 1240w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/tuttoquellochevuoi_img1-300x201.jpg 300w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/tuttoquellochevuoi_img1-640x428.jpg 640w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/tuttoquellochevuoi_img1-179x120.jpg 179w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/tuttoquellochevuoi_img1-300x201@2x.jpg 600w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/tuttoquellochevuoi_img1-179x120@2x.jpg 358w\" sizes=\"(max-width: 1240px) 100vw, 1240px\" \/><\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\">Il punto di vista di Bruni in questo senso \u00e8 illuminante: colui che regala gli strumenti a Francesco sar\u00e0 Giorgio, un uomo intrappolato nell&#8217;ultimo capitolo del libro della sua esistenza.<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un padre putativo senza la bench\u00e9 minima traccia di\u00a0<em>hic et nunc che si possano dire tracciabili<\/em><\/strong>, che ha perso i parametri pi\u00f9 certi &#8211; quelli che l&#8217;avrebbero reso pi\u00f9 solido e utile agli occhi della societ\u00e0 &#8211; per ritornare a <strong>uno stato di confusionaria leggerezza &#8211; <em>una leggerezza pensosa<\/em>, come direbbe Calvino &#8211; a uno slancio infantile e vivido, il pi\u00f9 reale di tutti<\/strong>. Un uomo che per non cedere alla disperazione ha inciso le pareti color cremisi del proprio studio con i versi di una lunghissima poesia che sembra un messaggio atavico, una lunga lettera rupestre.<\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\"><strong>Non credo che sar\u00f2 mai grata abbastanza a Bruni per questo film. <\/strong><\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dentro ci troverete tutta la magnifica imperfezione che \u00e8 in grado di creare la vita, con i suoi fastidiosi paradossi e le sue improvvise occorrenze.<\/strong> <br \/>\n Ci troverete la semplicit\u00e0 dei sentimenti pi\u00f9 profondi, il tenace desiderio dell&#8217;Uomo di restare appeso alla Memoria, la divertente tendenza dei disperati a fare di necessit\u00e0 virt\u00f9 (che ha mirabilmente alimentato la tradizione e le storie del nostro cinema patrio), la gioia dell&#8217;amore e della presenza tra persone che non condividono lo stesso sangue.<\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-24709\" src=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/tutto-quello-che-vuoi-recensione-del-film-francesco-bruni-v10-33347-e1499929150631.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"854\" \/><\/p>\n<p> Riderete e piangerete. <br \/>\n Uscirete dal cinema con la sensazione tutta bambina di volerne ancora e ancora.<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fatemi aggiungere solo un ultimo pensiero. <br \/>\n <strong>Questo film ci parla di Poesia.<\/strong> I versi di Giorgio sono stati scritti da Simone Lenzi, anima e voce dei <em>Virginiana Miller<\/em>, con all&#8217;attivo una grande e felice frequentazione con le parole scritte (dal suo romanzo d&#8217;esordio, <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/generazione-Simone-Lenzi\/dp\/8868522969\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>La Generazione<\/em><\/a>, venne tratto <a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/title\/tt2290789\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Tutti i Santi Giorni<\/em><\/a> di Paolo Virz\u00ec, con la sceneggiatura dello stesso Bruni &#8211;&gt; su <a href=\"https:\/\/www.netflix.com\/it\/title\/80075002\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Netflix<\/a>). <\/p>\n<p> Nel film si racconta la Poesia salvifica, <strong>quell&#8217;ondata improvvisa che bussa alla porta del nostro vissuto in un giorno come tanti e ne smussa gli angoli, armonizzando anche i tentativi pi\u00f9 goffi e fallimentari; che non chiede mai di essere capita o analizzata ma solo respirata a pieni polmoni.<\/strong><\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Se ci pensate, capita cos\u00ec con tutte le cose pi\u00f9 incredibili e immortali della vita: spesso la loro presenza non \u00e8 funzionale ma visceralmente necessaria e ineliminabile.<\/span><\/h1>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Tutto quello che vuoi: e fu quello il saluto<\/em><br \/>\n <em>Tutto quello che voglio alla fine l&#8217;ho avuto.<br \/>\n <\/em>da &#8220;Tutto quello che vuoi&#8221; di Francesco Bruni (2017)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Buona giornata a tutti,<br \/>\n Camilla<br \/>\n <em>Zelda was a writer<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella poesia si ama chi ti pare, nella vita si ama solo chi ti sta accanto. da &#8220;Tutto quello che vuoi&#8221; di Francesco Bruni (2017) Poco tempo dopo aver perso mio padre, finiti i giorni del dolore pieno, che ottunde le sinapsi e rende impossibile anche una cosa naturale come il respiro, andai al cinema con mia madre. Allora cercavamo disperatamente di non pensare, di perderci in lunghissime e silenziose camminate senza meta, che sciogliessero l&#8217;intricata matassa che ci intrappolava il cuore e ci riportassero a casa cos\u00ec stanche da non cercare altro che il letto. 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