{"id":24812,"date":"2017-11-03T11:34:52","date_gmt":"2017-11-03T10:34:52","guid":{"rendered":"https:\/\/zeldawasawriter.com\/?p=24812"},"modified":"2017-11-03T18:07:29","modified_gmt":"2017-11-03T17:07:29","slug":"frankenstein-elfo-puccini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/2017\/11\/frankenstein-elfo-puccini\/","title":{"rendered":"Frankenstein, il Racconto del Mostro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Esiste nell&#8217;Uomo un viscerale bisogno di essere accettato e amato.\u00a0<\/strong><br \/>\n Esiste e si ribella di continuo, in perenne bilico tra una voce, titubante e flebile, che gli suggerisce di seguirsi sempre e comunque &#8211; anche nell&#8217;anfratto pi\u00f9 buio della propria differenza &#8211; e quella, ben pi\u00f9 smargiassa, che decreta come inappellabile il pensiero della maggioranza.<\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-24813\" src=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/frankenstein-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"1600\" srcset=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/frankenstein-1-640x800@2x.jpg 1280w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/frankenstein-1-240x300.jpg 240w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/frankenstein-1-640x800.jpg 640w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/frankenstein-1-96x120.jpg 96w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/frankenstein-1-240x300@2x.jpg 480w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/frankenstein-1-96x120@2x.jpg 192w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><a href=\"https:\/\/www.elfo.org\/stagioni\/20172018\/frankenstein_ilraccontodelmostro.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Frankenstein, il Racconto del Mostro<\/a> &#8211; in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano fino, ahim\u00e8, a domenica &#8211; ci parla di uno smisurato <span style=\"font-size: 1.5rem;\">bisogno\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 1.5rem;\">di accettazione. Ed \u00e8 forse per questo motivo che dal 1818, anno in cui Mary Shelley lo scrisse, <a href=\"http:\/\/www.bur.eu\/libri\/frankenstein-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Frankenstein, ovvero il Prometeo Moderno<\/em><\/a> continua ad apparirci sempre tanto urgente e attuale.<\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se attraverso il dottor Vittor Frankenstein, il\u00a0Prometeo saccente, ci troviamo di fronte all&#8217;<strong>attualissimo delirio di onnipotenza e controllo che l&#8217;Uomo alimenta ciecamente<\/strong>, appellandosi a una supposta necessit\u00e0 di conoscenza e sviluppo; grazie al Mostro, alle sue privazioni e ai suoi patimenti, sperimentiamo <strong>un tracimante desiderio di comprensione ed empatia, in un mondo vittima delle prime impressioni<\/strong> e, per questo, incapace di fermarsi a contemplare altre idee e altre forme.<\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\">Le parole di questo libro descrivono con perizia chirurgica la paradossale dinamica per cui colui che viene additato come mostro ad un tratto si convince di esserlo a tutti gli effetti e decide di agire come tale, seminando distruzione e dolore, fino al tentativo &#8211; impossibile, quasi pi\u00f9 sconsiderato di quello del suo demiurgo &#8211; di sovvertire il sistema che lo ripudia.<\/h1>\n<h1 style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-24814\" src=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/frankenstein-2.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"1707\" srcset=\"https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/frankenstein-2-640x854@2x.jpg 1280w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/frankenstein-2-225x300.jpg 225w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/frankenstein-2-640x854.jpg 640w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/frankenstein-2-90x120.jpg 90w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/frankenstein-2-225x300@2x.jpg 450w, https:\/\/zeldawasawriter.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/frankenstein-2-90x120@2x.jpg 180w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/>Lo spettacolo a cui assisterete \u00e8 tutto nella voce di Elio De Capitani.\u00a0<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mai sentita una voce tanto limpida e al contempo corposa, capace di raggiungere le profondit\u00e0 delle caverne platoniche per poi risalire, in alto, senza contraccolpi, fino alle pi\u00f9 rincuoranti corde della leggerezza.<br \/>\nUna voce umana e disperata, piena di dubbi e di paure, necessitante di un cenno, di un abbraccio, di essere ascoltata, accolta, capita.<\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\">Una voce che ci porta in ogni tempo e luogo, fino alle banlieue parigine e in tutte le aree pi\u00f9 emarginate del mondo. Una voce che ci dice con chiarezza che moltissima parte dei mostri di oggi \u00e8 una diretta responsabilit\u00e0 del nostro modo cieco e approssimativo di guardare alle sfumature o di non contemplarle per niente.<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando, in piena lettura, il mostro di De Capitani grida che <strong>non \u00e8 cattivo ma \u00e8 costretto a essere tale perch\u00e9 sente su di s\u00e9 un carico d&#8217;odio insopportabile<\/strong>, viene da pensare a quanto buona parte dei discorsi sui nemici del nostro oggi riveli una preoccupante deriva di umanit\u00e0, a quanto confini la complessit\u00e0 nell&#8217;angolo pi\u00f9 dimenticato del pensiero per trovare a tutti i costi un capro espiatorio, meglio se diverso e incapace di rientrare nei nostri rincuoranti &#8211; ma anche piuttosto fragili &#8211; parametri.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi consiglio con tutto il cuore di non perdere questa poesia.<br \/>\nBuona giornata,<br \/>\n<span style=\"font-size: 1rem;\">Camilla<br \/>\n<em>Zelda was a writer<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esiste nell&#8217;Uomo un viscerale bisogno di essere accettato e amato.\u00a0 Esiste e si ribella di continuo, in perenne bilico tra una voce, titubante e flebile, che gli suggerisce di seguirsi sempre e comunque &#8211; anche nell&#8217;anfratto pi\u00f9 buio della propria differenza &#8211; e quella, ben pi\u00f9 smargiassa, che decreta come inappellabile il pensiero della maggioranza. 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