3 Giugno 2019

Ogni piccola cosa interrotta

Camilla - Zelda was a writer

Ogni piccola cosa interrotta è un libro di Silvia Celani, uscito lo scorso 23 maggio per Garzanti.

Dopo averlo letto, ho accettato di buon grado l’invito di Garzanti a raccontarlo a modo mio. Sebbene la storia di Vittoria, la sua protagonista, fosse molto lontana per età ed esperienze da buona parte di chi abita questa comunità virtuale, ho pensato che la sua paura di “superare la soglia” fosse un problema che caratterizza la vita di moltissimi di noi e che sarebbe stato proprio utile raccontarla.

Vittoria ha paura. Paura di se stessa e del suo sguardo. Cosa potrebbe capitarle se avesse l’ardire di scardinare la pesante porta della sua perfezione e guardare oltre? Forse vedrebbe imperfezione, strappi, omissioni, parole dette male, silenzi. Cosa la spinge a intraprendere un cammino che si preannuncia doloroso? Quanta voglia ha davvero di accettare il richiamo del cambiamento?
Troppe domande per una giovane donna. Troppa la paura di essere fagocitata dal gorgo del fallimento e dell’errore.

Ogni piccola cosa interrotta | Zelda was a writerHo costruito questi cinque artwork pensando a quanto la nostra vita – se vissuta davvero – ci segni inesorabilmente. Ho pensato a quello che io stessa ho imparato da poco tempo: se vivi, ogni tanto ti rompi. Consegnarsi intonsi alla fine della propria esistenza è proprio una mossa da stupidi.

La mia idea creativa era chiara: avrei cercato elementi del nostro corpo – parti visibili, parti interne – e li avrei mostrati con le loro cicatrici. Un filo colorato e dell’oro ne avrebbero testimoniato la bellezza imperfetta e unica, il coraggio dei tentativi, l’esuberanza della passione.

Ho voluto bene alle parole di Silvia Celani. Mi hanno ricordato che i nostri cuori rattoppati, gli occhi deboli, le orecchie stanche, i polmoni senza fiato, le mani rugose sono la prova provata di quanto ce l’abbiamo messa tutta per vivere appieno, per essere al centro delle nostre gioie, per non avere timore di guardare in faccia dolore e cattiveria, cercando di dare anche a loro, se non un senso, almeno lo statuto di un nuovo terreno su cui rinascere e germogliare.

Vi lascio con un riassunto dei contenuti realizzati e condivisi su instagram, spero che parlino anche a voi, alle vostre cicatrici!

Grazie a Silvia Celani, per avere supportato le mie intuizioni sul suo romanzo, a Garzanti per la fiducia e a voi tutti per essere stati con me mentre camminavo. Grazie con il cuore!
Camilla
Zelda was a writer

ps: la poesia di Guido Gozzano, citata nel libro e sovrascritta sulla prima foto, la trovate qui.

Ogni piccola cosa interrotta | Zelda was a writer

Instagram, 22 maggio 2019

“Ma niente finisce. Anche una cosa rotta può tornare a vivere. (…) perché ogni ferita guarita, ogni cosa spezzata, interrotta e poi aggiustata è più preziosa dell’oro”.

Domani esce Ogni piccola cosa interrotta di @silvia.celani1 (@garzantilibri) e, in queste ultime settimane, per festeggiarlo degnamente mi sono dedicata a un progetto che illustra strappi tanto intimi da essere invisibili ai più.

L’idea era quella di raccontare le cicatrici di cui parla la Celani nel libro, di illustrare le grandi fratture di Vittoria, la sua protagonista, una giovane donna che forse, per età ed esperienze, è un po’ lontana dalla maggior parte di noi, ma che cerca la verità in un modo famelico e assolutamente riconoscibile, un modo che ci accomuna. 

Vittoria cerca anche a costo di rompersi, anche a costo di ritrovarsi fragile e imperfetta. Volevo dare materia a queste crepe, renderle terreno fertile per nuovi germogli, per nuovi significati e così sono nate #lecicatricidizelda, incise sulla materia e riempite d’oro, proprio come capita nel libro.
Spero che questo tentativo di dare forma alla speranza vi piaccia! Via che si parte ❤️
(progetto creativo in collaborazione con #Garzanti)

Ogni piccola cosa interrotta | Zelda was a writer

Instagram, 25 maggio 2019

“Non appena fui sola, chiusi gli occhi e respirai a fondo: una volta, due volte, tre volte, quindi li riaprii e fissai il cielo. (…) Le nuvole sfilavano veloci a migliaia di chilometri dal suolo, da me. Erano lontane quelle nuvole, ma se solo avessi allungato una mano, sarebbero state capaci di mentirmi, promettendomi di essere raggiungibili. Addirittura, di poter essere accarezzate”.

Nuovo artwork ispirato a Ogni piccola cosa interrotta di @silvia.celani1, uscito giovedì per @garzantilibri.

Dopo aver letto il libro, ero certa che avrei utilizzato questo passaggio per realizzare un piccolo tributo al potere della vista… Ormai lo sapete, sono ossessionata dall’occhio che guarda 😊 Vittoria, la protagonista del libro, cambia le gradazioni degli occhiali con cui è abituata a guardare il mondo. Sulle prime questa scelta si rivela infausta, dolorosa, ma poi tutto cambia.

Guardare la vita per quello che è, accettare di coglierne ogni sfumatura, il fuori fuoco, l’oscurità… Volevo dire questo, mentre plasmavo pazientemente (maledette ciglia 😱😱😱) quest’occhio. Volevo costruire un invito colorato a guardare senza posa, senza timore, senza limiti, a fidarsi del coraggio dei propri occhi.

Orson Welles giocava con un’equazione che ha senso solo in inglese 👉🏻 “eye = I”. Io sono il mio occhio, voleva dire, quello che vedo è il mio regno. Non dimenticatelo mai 👁 🍀❤️ Buon sabato!
(progetto creativo realizzato in collaborazione con #Garzanti)

Ogni piccola cosa interrotta | Zelda was a writer

Instagram, 27 maggio 2019

“L’essere sensibile a un tocco. Il desiderio di ascoltare qualcuno, e quello ancora più intenso del venire ascoltata. La magia del sangue che scorre più veloce nelle vene, portando vita nuova”.

Nella mia griglia mentale (piuttosto labile, devo ammetterlo 😄😄😄) questa condivisione non era prevista per oggi, ma ho risposto all’appello di una giornata piovosa e sconsolata e così eccomi qui a parlarvene.

Il progetto dedicato all’uscita di Ogni piccola cosa interrotta di @silvia.celani1(@garzantilibri) mi ha regalato la gioia profonda del dettaglio. Oggi condivido un orecchio spezzato e ricucito. Ha ascoltato senza paura, anche a costo di uscirne ferito.

Con esso voglio celebrare il grande potere dell’ascolto, la gioia dell’essere tenuti in buon conto e capiti, profondamente, senza pregiudizi, senza la prevaricazione del “si fa così”. In definitiva, ascoltare è il regalo più grande che si possa donare agli altri. Anche Vittoria, la protagonista del libro, se ne rende presto conto, soprattutto grazie all’incontro con una psicologa. Il percorso intrapreso, narrato sempre in corsivo, è così puntuale e profondo da sembrare vero, auspicabile per tutti (grazie Silvia Celani, grazie!).

Non abbiate mai paura di cercare un orecchio che vi ascolti, non sentitevi mai imperfetti se i vostri cocci combaciano raramente con quelli degli altri. Anche in tempi urlati e violenti, i vostri dubbi continueranno a essere la vostra forza più grande. (Chiedo scusa per i toni da guru, ma è ormai evidente ai più che sono molto coinvolta da questa tematica 😅)
(progetto creativo realizzato in collaborazione con #Garzanti)

Ogni piccola cosa interrotta | Zelda was a writer

Instagram, 30 maggio 2019

“Esistono mani che ci regalano lo stupore (…). Mani che, se afferrate, sono come gli aquiloni gonfiati dal vento per i bambini. Mani che ci dipingono sorrisi sulle labbra, che ci riempiono di colori, che ci spingono a essere migliori”.

È uscito lo scorso 23 maggio e ci terrà compagnia su Zelda ancora per qualche giorno (💃🏻💃🏻💃🏻), mi riferisco a Ogni piccola cosa interrotta di @Silvia.celani1(@garzantilibri).

La lettura del libro mi ha ancorata alla citazione che apre questo post e che ha come soggetto principale le mani. È tratta dalle parole di Luca, un uomo che avrà modo di raccontare a Vittoria, la protagonista del libro, chi sia stato veramente suo padre.
Mi ha colpito il particolare delle mani, forse perché in questi anni di lontananza forzata, sono il dettaglio che più ricordo di mio padre. Avevano falangi lunghe ed eleganti e un’unghia stortata per sempre dal lavoro in fabbrica, quando da ragazzino confezionava collant in nylon.

Si dice che le unghie abbiano memoria e che testimonino per sempre l’evidenza di un colpo ricevuto. E le mani? Quanta memoria portano con sé? Quante le cicatrici per i tentativi naufragati, gli abbracci, gli addii e le carezze? Quanti i nuovi viaggi, fieramente lontane dal nostro baricentro sempre troppo ingombrante, quante le avanscoperte tattili per farci conoscere il mondo, per renderlo meno oscuro?
È con queste mani piene di quadrifogli che oggi vi mando una carezza da qui. Ci vediamo nelle Stories per parlarne ancora, buona giornata! (progetto creativo realizzato in collaborazione con #Garzanti)

Ogni piccola cosa interrotta | Zelda was a writer

Instagram, 2 giugno 2019

“La voragine dell’abbandono.
Delle cose che mancano fino a toglierci il fiato”.

Finisce con oggi il progetto creativo ispirato a Ogni piccola cosa interrotta, il libro di @silvia.celani1 uscito lo scorso 23 maggio per @garzantilibri. Mi dispiace molto abbandonarlo: mi ha regalato tantissimi spunti di riflessione e mi pare abbia accorciato ulteriormente le distanze che ci dividono. Finisco con la rappresentazione di due polmoni azzurri come il cielo a cui spesso è mancata l’aria. Sono provati dalla fatica del respiro e attraversati dalle cicatrici ma non per questo appaiono vinti, rotti, spacciati.

Ogni piccola cosa interrotta della nostra vita attende solo occhi che guardino con coraggio, cuori che pulsino nonostante tutto, orecchie che non abbiano paura di ascoltare e mani pronte a custodire le novità, anche quelle più scomode. E poi ci sono loro, questi polmoni azzurri e rigogliosi che ci ricordano di quanto spesso la vita sia più semplice di noi e ci regali un trucco infallibile e alla portata di tutti: il respiro.

Tornerò tra qualche ora con alcune Stories su questo ultimo artwork e un bel post riassuntivo, intanto GRAZIE per avere viaggiato con me attraverso le pagine di questo libro 🍀🎈 (progetto creativo realizzato in collaborazione con #Garzanti

 

Questo post è il risultato di una collaborazione con Garzanti di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro.

13 Maggio 2019

Le lettere smarrite di William Woolf

Camilla - Zelda was a writer

Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writerBuongiorno a tutti, buon lunedì!
In questo post voglio riassumere le tappe di un lavoro creativo che mi ha letteralmente rimesso al mondo! Tutto è nato in occasione dell’uscita di un libro chiamato “Le Lettere Smarrite di William Woolf” di Helen Cullen (Editrice Nord)

Il libro è ambientato a Londra, in un deposito delle Poste nazionali che si occupa di recapitare lettere smarrite ai legittimi destinatari o, in casi impossibili, ai mittenti. I suoi eroi-impiegati, incluso il William del titolo, leggono fiumi di lettere e investigano per intere giornate, fino a sentirsi coinvolti nelle loro storie ben oltre i normali orari di lavoro. Saranno una serie di lettere dalla busta blu notte a modificare per sempre il corso della vita del protagonista…

Mi è stato chiesto di raccontarvelo a mio modo e così ho indossato i panni della lettrice e mi sono tuffata nelle sue pagine. Ogni volta che mi viene proposto un lavoro simile non rispondo mai al mio committente (o è il caso di dire “mecenate”?!) fino a quando non ho letto il libro. Per me è essenziale che mi regali spunti creativi e occasioni di sviluppo analogico che vadano oltre la pagina ma che non la tradiscano mai.Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

In questo caso, solo dopo poche ore di lettura della storia di William Woolf, mi sono immaginata un mondo di lettere-scrigno che si agitano perché il loro contenuto arrivi a destinazione. Ho deciso di seguire l’intuizione di un progetto di mille anni fa (lo trovate qui) e ho ricamato ogni singola parola e immagine che ognuna delle lettere selezionate mi ispirava.

Ricamo su carta. Una pazzia in termini!

Perché il ricamo?
Volevo ridare il senso di lentezza e presenza che la scrittura a mano è in grado di regalare alla vita (e a i sentimenti) di ognuno di noi. Mi sembrava che il ricamo fosse la rappresentazione più illuminante. Ore e ore di lento avvicinamento alla completezza di un pensiero. Ore che potevano tramutarsi in un fallimento: se solo si fosse creato un buco o uno strappo avrei dovuto buttare via l’intero lavoro.Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

Avevo solo cinque buste bianche a disposizione e una esigua manciata di altre blu. Le prime, fatte a mano, arrivavano da Praga e me le aveva regalate Cristina, una mia fedele bookeater. Quelle blu arrivano da Lampedusa, acquistate anni fa in una bottega artigianale che ha chiuso l’estate successiva.Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

Grazie a Editrice Nord per la fiducia nelle mie intuizioni e per la libertà concessami: questa fortuna è impagabile e per nulla scontata!
E grazie a tutti voi per il grande sostegno e per l’entusiasmo palesati sui social.
Al prossimo progetto creativo!

Camilla
Zelda was a writer

Ecco alcune foto, link e didascalie tratte dalle condivisioni su instagram.

Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

Instagram, 26 aprile 2019

Come promesso, oggi inizio a condividere il progetto creativo che ho realizzato ispirandomi a #LeLettereSmarritediWilliamWoolf di @wordsofhelen, in libreria dal prossimo 2 maggio per @editricenord.
Di questo libro ho amato la pluralità di voci sconosciute che gravitano nel reparto di lettere smarrite delle poste londinesi, dove lavora il nostro William Woolf. Poter leggere storie sospese e tanto diverse tra loro è stato entusiasmante, almeno quanto insinuarsi nelle buste che le contenevano!
Il progetto che ho realizzato è dedicato a questi involucri, ai segreti e alle speranze che custodiscono. L’idea del ricamo è nata perché volevo comporre parole importanti e dense di significato con estrema lentezza: erano parole che non avrebbero desiderato smarrirsi o essere lette da altri occhi, ho pensato che meritassero rispetto.
Nelle prossime settimane vi invierò una manciata di buste e di storie colorate fino a una misteriosa missiva blu notte, quella che rimetterà in discussione tutte le già deboli certezze della vita di William. Buona giornata! 💌💌💌
(In collaborazione con #EditriceNord)

Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writerLe Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

Instagram, 28 aprile 2019

Quante storie contengono le lettere scritte a mano? E quanto pesa sul destino di alcuni il fatto che, una volta spedite, non siano mai giunte a destinazione?
Se lo chiede #LeLettereSmarritediWilliamWoolf di @wordsofhelen (@editricenord), dal prossimo 2 maggio in libreria.
Leggendolo, vi renderete conto che le lettere che ho selezionato per il mio progetto creativo (ricamato a mano su buste pronte per essere spedite) sono storie accessorie, niente che alteri o cambi in maniera decisiva la trama principale. Ma è bello pensare che mentre ci concentriamo sulla nostra storia, ne esistano di infinite, storie che forse non incroceremo mai, altrettanto urgenti e vitali. Come quella di Melanie, che a un tratto decide di lasciare Desmond… 💌💌💌
(In collaborazione con #EditriceNord)

Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

Instagram, 1° maggio 2019

Un’altra lettera ricamata per voi, dedicata a #LeLettereSmarritediWilliamWoolf di @wordsofhelen (@editricenord), da domani in libreria.
In questo giorno di festa non potevo che scegliere la lettera che Harvey Lawless scrive al direttore di un circo itinerante per chiedergli un lavoro. Harvey ha “10 anni e tre quarti” e vuole scappare da un padre violento, così scrive una lettera che non arriverà mai, in cui chiede di essere salvato attraverso il lavoro.
Quante persone avrebbero bisogno di un lavoro che regali loro libertà e indipendenza? E quante di loro – bambini e persone deboli incluse – sono incastrate in occupazioni al limite del disumano e con salari da fame?
Penso a loro, oggi. Tutti i miei pensieri ricamati a chi non ha voci abbastanza forti da essere ascoltate.
(Progetto creativo realizzato in collaborazione con #EditriceNord)

Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

Instagram, 4 maggio 2019

Questa lettera ricamata, tratta da #LeLettereSmarritediWilliamWoolf(di @wordsofhelen per @editricenord), si riferisce in realtà a una cartolina che Jimi scrive a una sconosciuta di Clapham.
”Maria londi-irlandese” ha una permanente azzurra da barboncino, gira con la borsa del lavoro a maglia e una serie di tramezzini casalinghi, farciti di formaggio e sottaceti.
A parte il fatto che io da anziana mi figuro circa come Maria, il bello di questa cartolina in bianco e nero – che raffigura un funambolo sospeso nei cieli di Manhattan – è la fiducia con cui Jimi pensa di trovare chi ha amato per pochi minuti e di cui non conosce praticamente nulla.
Quanto è bella questa fiducia incrollabile nel destino, nell’intuizione di un attimo?
Anni fa, un’artista chiamata @sophieblackall aveva illustrato gli annunci d’amore di sconosciuti che si cercavano online dopo essersi incrociati per caso, nelle situazioni più assurde. Ad oggi, credo di avere letto poche storie così belle e sconclusionate 😆
Evviva l’amore, anche quando ci fa apparire esagerati e buffi ❤️ Buon sabato a tutti!
(progetto creativo realizzato in collaborazione con #EditriceNord)

Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

Instagram, 6 maggio 2019

E con questa nuova lettera ispirata a #LeLettereSmarritediWilliamWoolfdi @wordsofhelen (@editricenord) – la penultima che vi mando – la pazzia creativa ha raggiunto il suo apice 😆!!!
Ho fuso due tipologie di busta e ho ricamato, non solo parole, ma anche farfalle di carta dorata. Chiedo scusa ai morigerati, ma la lettera a cui mi ispiravo richiedeva tutta la mia fantasia!
Tina la scrive a Godfrey, il ragazzo che ama e che, per qualche motivo a noi sconosciuto, è lontano da lei. Gli chiede di usare un linguaggio in codice per dirle che la ama, visto che sua mamma e “quella stupida di Tracy” – presumibilmente la sorella – leggono la sua corrispondenza.
Anche lei non si risparmia: la lettera è piena di brillantini, scarabocchi di fiori, farfalle e stelle. C’è anche un regalo, pieno d’amore, ritagliato a mano e ispirato a David Bowie ma non vi dico di più…🤐🤐🤐
Tanto puré di patate a tutti voi (leggendo la lettera capirete)!
(progetto creativo in collaborazione con Editrice Nord)

Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

Instagram, 11 maggio 2019

Ho aspettato fino all’ultimo a condividere l’ultima lettera ricamata perché sono così legata a questo progetto che non vorrei finisse più 😅
Eccoci qui, con una busta blu. William – il protagonista de #LeLettereSmarritediWilliamWoolf di @wordsofhelen (@editricenord) – la trova per caso e diventa per lui un’ossessione. È attraverso questa lettera e le altre che seguiranno che si costruisce la trama del libro e, per rispettare la gioia della vostra lettura, non dirò molto di più. Winter, la corrispondente misteriosa, cerca un amore puro e perfetto e questa convinzione granitica rimetterà in discussione ogni centimetro della vita di William.
Credo che questa sia la lettera meno fotogenica della serie che ho realizzato (non credevo si potesse dire anche di un oggetto!) ma sappiate che quel filo oro che la attraversa mi ha fatto vedere i sorci verdi. 
Grazie a tutti! 💌💌💌
(progetto creativo in collaborazione con Editrice Nord)

 

Questo post è il risultato di una collaborazione con Editrice Nord di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro.

9 Maggio 2019

Nelle scarpe di… Cecilia Trotto

Camilla - Zelda was a writer

Nelle scarpe di Cecilia Trotto | Zelda was a writer

“Nelle scarpe di…” è nato l’anno scorso, grazie a Scholl (per un veloce ripasso: Le scarpe di Marco, Le scarpe di Eugenia, Le scarper di Luisa). Lo scopo principale di questo progetto era stimolare l’empatia e spingere tutti coloro che mi seguono da quasi dieci anni di viaggio nelle cose del web a lasciarsi ispirare, a confrontarsi con nuovi vissuti e con percorsi lontani mille miglia dal proprio.
Grazie, dunque, a Scholl per averci creduto anche quest’anno, decidendo di farmi calzare le sue scarpe e di seguirmi con fiducia!

Il mio nuovo viaggio non poteva che iniziare dalla Casa della Carità di Milano. Da qualche mese, oramai, questo luogo magico, pieno di energia e di cambiamento è tra i miei posti del cuore. 
Nelle scarpe di Cecilia Trotto | Zelda was a writer

Cecilia Trotto, la mia ospite di oggi, è prima di tutto un’amica. Tra i vari progetti di matrice culturale – alla Casa della Carità “accoglienza” e “cultura” hanno la medesima importanza – lei si occupa della Biblioteca del Confine.

Ci siamo conosciute qualche anno fa, grazie a Zanza un libro, un progetto di raccolta di libri per le sette biblioteche della casa circondariale di San Vittore che Cecilia, insieme ai suoi colleghi, ha veicolato con tanta determinazione. Da quel momento abbiamo iniziato a passare ore al telefono ipotizzando progetti rivoluzionari, raccontandoci le reciproche vittorie e le sorti di certe giornate nate storte.

Nelle scarpe di Cecilia Trotto | Zelda was a writer

Le ho chiesto se voleva essere intervistata e se avessimo potuto parlare tuffate nelle ampie poltrone dell’area “So-stare”. In questo luogo invaso dalla luce, pieno di piante prodigiose e di colori azzurrini, c’è un orologio volutamente fermo che ricorda a chiunque arrivi con un fardello nel cuore che non esisterà mai una scadenza al suo bisogno di cura e di ascolto. Inutile che vi dica che è il mio posto preferito dalla Casa!

Camminare nelle scarpe di Cecilia significa seguire le infinite traiettorie di chi è approdato alla Casa della Carità. Persone che hanno affrontato tragitti impensabili, spesso segnati da violenze e soprusi, spesso costellati da mancanze e impossibilità.

– Chiunque entri qui e chieda aiuto – mi dice Cecilia – verrà accolto. Per noi la differenza è un valore aggiunto. Non esiste persona che non sia degna del nostro tempo.

Nelle scarpe di Cecilia Trotto | Zelda was a writer

Alla Casa si entra per uscire. Per uscire cambiati e diversi, per migliorare la propria esistenza, per cercare di sciogliere nodi troppo ostili per un solo paio di mani. Qui si entra per restare quel tanto che serve a definirsi, a ritrovarsi, a cercare spalle più forti, orecchie in ascolto. Qui si entra per riempire ore di solitudine, per sistemare mostri troppo grandi da guardare negli occhi, per una doccia calda e la biancheria pulita.

Grazie alla Biblioteca del Confine e alle molteplici attività culturali svolte a San Vittore, Cecilia ha potuto conoscere storie incredibili, molto più fantasiose della trama di un libro. Ha incontrato campioni di scacchi, ballerine, musicisti, dirigenti d’azienda, spesso nascosti in abiti logori, con gli sguardi lontani e diffidenti. Leggendo delle gesta di Jean Valjean con alcuni ragazzi del carcere, è stata testimone del loro sogno di cambiare il proprio destino. Alcuni hanno sperato di aprire un negozio di kebab, altri di diventare parrucchieri.
Nelle scarpe di Cecilia Trotto | Zelda was a writer

La vita è refrattaria a qualsiasi tipo di schema e di etichetta. 
Te ne accorgi quando varchi la soglia di posti simili e ti confondi tra le persone. Credo sia per questo che amo tanto la Casa: qui non esistono barriere tra la tua fortuna e la loro disperazione, tra chi aiuta e chi viene aiutato, tra chi è solido e chi, invece, vaga in cerca di un baricentro. 

Incontri alcune tra le ben 98 nazionalità (italiani assolutamente inclusi) che hanno camminato lungo i suoi corridoi assolati e ti accorgi di un fatto unificante: tutti stiamo viaggiando nella medesima direzione. Un viaggio vecchio come il mondo, alla ricerca della felicità, di un bisogno naturale e impellente di definire i propri bisogni, di sentirsi liberi, indipendenti, compresi.Nelle scarpe di Cecilia Trotto | Zelda was a writer

E tra le scarpe che entrano nella Casa della Carità, voglio ricordare quelle dei tantissimi volontari che regalano il proprio tempo alla causa. Giornalisti, CEO di grandi Aziende, manager, casalinghe. Persone disposte a occuparsi dei turni delle docce pubbliche, di stirare mutande e magliette, di catalogare i tantissimi libri che abitano ogni spazio disponibile.
Nelle scarpe di Cecilia Trotto | Zelda was a writerCecilia mi ha raccontato mille motivi per cui il suo viaggio da queste parti è stato ispirante e utile. Voglio finire con quello che mi ha più colpito. 

– La Casa mi ha insegnato a ridere del viaggio, nonostante il peso dei bagagli con cui siamo partiti, nonostante non sempre alla partenza sia coinciso un arrivo – mi dice con gli occhi che le sorridono.

Ridere. Allenare l’ironia. Trovare un motivo dissacrante, che alleggerisca, che regali nuovi occhi.
È con questo pensiero che voglio finire il nostro primo viaggio insieme. Un pensiero sorridente, pieno di fiducia.
Camilla
Zelda was a writer    

Le scarpe che mi hanno portato fino alla Casa della Carità si chiamano Free Style e le trovate qui

Nelle scarpe di Cecilia Trotto | Zelda was a writer

Grazie a Justine per le foto di questo posto. Sono bellissime e piene di energia!

Questo post è il risultato di una collaborazione con Scholl di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

8 Marzo 2019

Indomite 2: Hedy Lamarr

Camilla - Zelda was a writer

Indomite 2: Hedy LamarrQuando Bao Publishing mi ha chiesto di adottare un’indomita in occasione dell’uscita del secondo volume della serie “Indomite” di Pénélope Bagieu (il primo volume lo trovate qui), sono arrivata dritta dritta a Hedy Lamarr. 

Di lei so da qualche anno e, ogni volta che ci incontriamo, è come se ci strizzassimo l’occhio vicendevolmente.

Della sua storia da star hollywoodiana bella, amata e famosa, mi ha sempre colpito la voglia di conoscenza, la tenacia, il desiderio di trovare nella scienza soluzioni per migliorare la vita delle persone. Non solo la sua, quella di tutti.

Inoltre, la sua incredibile brama di vita, di amore, di felicità – senza sconti, senza pruderie o regole di buona creanza – è quanto auguro a tutti noi, perché in un lontanissimo giorno di bilanci, ognuno possa dire: “no, non mi sono fatto mancare nulla”.Indomite 2: Hedy Lamarr | Zelda was a writer

Durante il corso della sua vita, nessuno ha dato credito a una donna tanto bella, specie quando parlava delle sue invenzioni. È partita dall’Austria, ha scongiurato la trappola mortale del Nazismo – lei, figlia di madre ebrea – ha messo a tacere un marito despota, ha imparato una lingua straniera con cui ha recitato per tutta la vita, diventando una star amata e invidiata.

E poi si è dedicata al potere della mente, cercando soluzioni per tutti, tentando di inventare cose senza nome, cose impossibili da pensare perché invisibili, assurde.
È a lei che dobbiamo il GPS e il Wi-Fi. E forse, senza la sua ostinazione, non saremmo qui, io a scrivervi seduta sul letto e voi a leggermi in ufficio, per strada, tra una pausa e l’altra dell’Università.Indomite 2: Hedy Lamarr | Zelda was a writer

Ancora oggi non siamo disposti a credere che chi è stato baciato dalla più grande delle fortune (bellezza + fama) possa sentire il bisogno di estendersi verso altre necessità impellenti, specie se queste richiedono una dedizione silenziosa, risultati lontani, fortune incerte e, spesso, la totale assenza di like. Ed è certamente questo fatto che mi ha sempre affascinato dell’indomita Hedy ❤️

Indomite 2: Hedy Lamarr | Zelda was a writer

Il segnalibro che vedete nelle foto gliel’ho dedicato qualche giorno fa, fitto di stelle (quelle del bisogno di esprimersi e di estendersi) e di colore. Denso di lei. 

Indomite 2
di Pénélope Bagieu
Bao Publishing

1 Febbraio 2019

Lettera a me del 2020

Camilla - Zelda was a writer

Buongiorno a tutti e buon febbraio!
Con il consueto ritardo che mi caratterizza, ecco qui la lettera che vi avevo promesso.

Scaricandola e stampandola, potrete costruire la busta per la lettera che i voi di adesso scrivono a quelli che saranno nel 2020. Tutto chiaro, no? 

La “lettera a me tra un anno” era un gioco da fare con se stessi, presente nell’edizione 2018 della mia agenda. Ne sentivo tanto la mancanza, così ho deciso di costruirne una per tutti noi, da utilizzare e regalare a chi più amate.

Cosa dovete fare, una volta stampata e ritagliata? Scrivetevi una lettera. Fatelo a un voi futuro, futuro di un anno. Auguratevi di raggiungere quello che più sperate, scrivetevi segreti o promettetevi di non perdervi.

Eccola qui, tutta per voi!

Lettera a me del 2020 | Zelda was a writer
Consiglio una stampa su carta con una grammatura sostenuta e di stampare in scala (60/70%).

Buon venerdì a tutti,
Camilla
Zelda was a writer