8 ottobre 2018

La Misura di Tutto: il mio romanzo!

Camilla - Zelda was a writer

La Misura di Tutto | Zelda was a writer

Si chiama La Misura di Tutto, esce il 31 di ottobre con Magazzini Salani. E io scoppio di felicità.
Questo post potrebbe iniziare e finire così. 

Forse dovrei aggiungere due link:
AMAZON —> http://bit.ly/ZeldaWriterAmz
IBS —> http://bit.ly/ZeldaWriterIBS
Dove, se volete, potrete preordinare la vostra copia. Per rispondere a una domanda che mi è stata posta in queste ore: La Misura di Tutto sarà in vendita anche nelle vostre librerie del cuore.

Consiglio di acquistare il CARTACEO. Poi vi spiegherò perché.

Per chi si fosse perso le puntate precedenti, qualche mese fa ho scritto un post in cui raccontavo la felicità di un nuovo libro in cantiere e poi sono scomparsa per immergermi in un mondo bellissimo, fatto di personaggi in carne e ossa (almeno lo erano nei miei pensieri), abitati da punti di domanda grandi come cattedrali e da un bisogno montante di ricominciare, di “prendere e partire”.

Sono stati mesi bellissimi e difficili.

Mesi in cui ho abitato una dimensione generosa e piena di possibilità, una dimensione che mi ha nutrito e che ha alimentato il mio bisogno di guardare oltre, di viaggiare a braccetto con la fantasia, con le incredibili possibilità che ci regalano le storie.
Sembra impossibile anche a me che lo sto scrivendo, ma avere frequentato per così tanto tempo un mondo parallelo ha reso più chiari i miei rapporti con questa realtà. Mi ha indicato quello che desidero davvero e mi ha suggerito, una volta di più, che tutto quello in cui credo è vero.

Tornerò a scriverne. A spiegarvi il senso di questo titolo. A presentarvi la mia Nina. Sì, la mia protagonista si chiama Nina. Ed è la prima persona che compare nella mia lista dei ringraziamenti perché il fatto che sia una ragazza (bassa) più confusionaria di me mi ha rilassato a livelli inusitati.

Ora sono abitata da sentimenti così grandi e contrastanti che credo mi aprirò una bottiglia di vino e brinderò alla gioia creatrice e ispirante di questo periodo bello, pazzo, mirabolante.
Metto insieme le frasi come vengono, ma giuro che mi impegnerò a portarvi in questa dimensione parallela come me.

Perché, solo se ci siete voi al mio fianco, il gioco diventa indimenticabile!

Vi abbraccio, vi bacio e vi sorriso.
Camilla
Zelda was a writer

3 ottobre 2018

Fotoriflesse: il contest di Neri Pozza + Cheerz

Camilla - Zelda was a writer

Dai tuoi occhi solamente | Zelda was a writer

Domani uscirà Dai tuoi occhi solamente, il libro di Francesca Diotallevi, dedicato alla vita di Vivan Maier.

Vivian Maier è stata una bambinaia dalla vita oscura e tormentata, la cui arte fotografica (un tripudio di abilità compositiva e di puncta) è stata scoperta per puro caso da un giovane studente di Chicago anni dopo la sua morte.
Vivian Maier non stampò mai nessuno dei suoi scatti analogici, questo significa che non ebbe mai coscienza di ciò che fotografava senza posa. Ma la sua arte continuò a evolvere, come fosse qualcosa di magico e montante, destinato a crescere a prescindere dalla sua stessa volontà.
Già solo questo fatto incredibile meriterebbe pagine e pagine di riflessioni!

Sto leggendo il libro in queste ore e posso dirvi che tornerò a parlarvene perché, da grande appassionata di fotografia, credo che l’autrice sia riuscita a scandagliare il rapporto esistente tra il senso di finitezza che caratterizza da sempre l’Uomo e la sua insaziabile ambizione all’eternità, spesso nutrita (ma mai sedata) dall’arte e dalla creatività.

Il mio consiglio, quindi, è di leggere Dai tuoi occhi solamente.
Se oggi sono qui, però, è per condividere Fotoriflesse, un gioco fotografico ideato da Neri Pozza in collaborazione con Cheerz.

Il contest Fotoriflesse vi chiede di scattare una foto ispirata allo stile di Vivian Maier (lo so, pretesa ardua!) e di postarla su instagram taggando Neri Pozza e Cheerz (hashtag per farsi trovare: #fotoriflesse #DaiTuoiOcchiSolamente). Se il vostro scatto verrà selezionato, riceverete una copia autografata del romanzo, un buono Cheerz di 100 euro e uno da 25 da utilizzare presso Mare Culturale Urbano.

Qui alcuni miei tips & tricks per creare il vostro autoritratto.

Il vincitore del contest verrà selezionato martedì 16 ottobre alle 19, proprio presso Mare Culturale Urbano. In quell’occasione, Francesca Diotallevi presenterà il suo libro nientemeno che con Tegamini, al secolo Francesca Crescentini.
Consiglio, quindi, tutto il pacchetto: libro, gioco e pure presentazione!

Buona giornata,
Camilla
Zelda was a writer 

1 ottobre 2018

I Generi di conforto delle Sorelle Passera

Camilla - Zelda was a writer

Generi di conforto | Zelda was a writerGeneri di conforto, “libro di ricette del cuore, storie di famiglia e piccole magie” scritto dalle Sorelle Passera per TEA, mi ha fatto tornare in mente un progetto colpevolmente rimandato negli anni: montare tre mensole in una minuscola nicchia della mia cucina, tra il muro portante e una credenza vecchia come il mondo. Generi di conforto | Zelda was a writer

Montarle e riempirle di libri. Non libri qualunque, però.
Nel tempo ho creato una collezione di volumi da mangiare con lo sguardo e da tenere sempre a portata di cuore. Non saprei dirvi se siano veri e propri libri di ricette, quello che per me conta – e che li ha fatti diventare perle di una collana preziosa – è che pulsino di vita, che raccolgano foto coinvolgenti, che mi raccontino storie vere.

Non mi sazio con la perfezione, io sono famelica di tradizioni, di nostalgie agrodolci, di attese sapienti come il sugo che gorgoglia per lunghe mattine sul fuoco. Meglio se in una pentola di coccio, meglio se di domenica. Mi piacciono pure i fallimenti, a dirla tutta, perché sono loro a insaporire certi aneddoti da raccontare a tavola, gli stessi che non abbandoneranno più la memoria di chi li ha ascoltati.

Generi di conforto | Zelda was a writer

Credo proprio che sia arrivato il momento di montare quelle tre mensole. Lo faccio per Generi di conforto, perché merita davvero di essere mostrato. Ho proprio voglia di inserirlo nel panorama del mio quotidiano, di salutarlo quando apparecchio la tavola o di sfogliarlo quando mi avvicino alla credenza claudicante per prendere il riso o la farina. 

Generi di conforto | Zelda was a writerQuesto libro è bello perché racconta.

Non mostra, ma porge. Non accosta, ma miscela energicamente, come i solidi avambracci delle nonne, che in un batter d’occhio sapevano mettere insieme e infornare promesse profumate alla scorza d’arancia.Generi di conforto | Zelda was a writerGeneri di conforto | Zelda was a writer

Molto prima di essere un libro di dosi precise e di mosse vincenti, Generi di conforto sembra suggerirti che la maionese a volte impazzisce e che il soufflé si può sgonfiare miseramente, un attimo prima di averti regalato la parte più tronfia di sé.
Un attimo prima era il re dei soufflé, pochi secondi dopo solo una misera implosione.

Capita. In cucina come nella vita. Ed è per questo che mi sono innamorata perdutamente del libro di Marisa e Gigi.Generi di conforto | Zelda was a writerGeneri di conforto | Zelda was a writer Perché ti dice la verità senza rovinarti la sorpresa.

Perché ti racconta che le torte infornate con amore sono più buone, che certi piatti mettono insieme i cocci rotti delle famiglie meglio del mastice e che i profumi di una terra lontana e di un tempo perso (o rubato) sono in paziente attesa di una ricetta che li ricomponga, di una forchetta che li assaggi. Non sono scomparsi, quei profumi, sono stati sempre con te. Hanno aspettato solo un soffritto, una padella calda e tutta la tua memoria.

Generi di conforto | Zelda was a writerGeneri di conforto | Zelda was a writerL’Italia è quel Paese in cui puoi questionare fino alla fine dei tuoi giorni su una a caso delle ricette della tradizione, ma è anche il posto in cui ci sarà sempre una ricetta solo tua.

Arriva come la carezza di un tempo felice, è mancante e sbagliata. Forse troppo brodosa o unta. Avresti potuto aggiungerci del pecorino per insaporirla. Forse ci andava meno sale. Se solo l’avessi tolta dal fuoco prima… Una passata in padella l’avrebbe resa senz’altro migliore.
Ma non importa, quella ricetta è tua e dei tuoi. Un solo assaggio e voi vi riconoscete. Persi nei mille angoli del mondo, straziati dalla perdita, imprigionati nell’esilio, voi tornate magicamente insieme.

È imperfetta come la vita, la tua ricetta. E va bene così, non c’è niente che la renderebbe migliore.
Ti ricorderà sempre chi sei e da dove vieni. Ravviverà il ricordo di tavolate infinite, di macchie sulla tovaglia buona, di litigate furenti in cui sono volati persino i piatti e di serate solitarie in cui hai combattuto la nostalgia a suon di cucchiaiate.

La tua ricetta, che miscelata ai suoi ingredienti, si è portata dietro la paziente e tenace storia di tutta la tua famiglia.

Generi di conforto | Zelda was a writerBuona serata a tutti e buona cena!
Camilla
Zelda was a writer

Generi di conforto
Sorelle Passera
TEA

19 settembre 2018

Nelle scarpe di… Marco Grassi aka PHO

Camilla - Zelda was a writer

«Non credo dovremmo parlare di quello che manca a questi giorni, mi concentrerei piuttosto su quello che stiamo perdendo. Il troppo ci ha privato di rapporti fondamentali per la nostra condizione. A cosa mi riferisco? Al rapporto con la forma, a quello con la materia, al sentimento di appartenenza a forze invisibili ma vive, necessarie. Al rapporto con il primitivo, l’ancestrale.»Marco Grassi aka PHO | Zelda was a writer

Inizia così la seconda parte del mio progetto in collaborazione con Scholl. Calzo le mie scarpe e raggiungo ad ampie falcate altri cammini. Li interrogo, cerco di accodarmi, provo a raccontarvi cosa significhi calzare scarpe altrui. Saranno tre le persone che incontrerò nei prossimi mesi. Inutile che vi dica che a questo progetto tengo tantissimo.Marco Grassi aka PHO | Zelda was a writer

Il primo di loro è un artista che ammiro molto. Si chiama Marco Grassi. Molti lo conoscono come PHO, molti ricordano la sua leggendaria avventura creativa e sperimentale nella Milano notturna e underground, quando, poco più che ragazzino, si affermava come uno dei maggiori protagonisti della street art italiana.

Da allora il tempo ha camminato veloce. L’arte è passata dalla muri della città alle tele, agli studi, alle mostre, ma la forza del gesto, il lavoro sulla materia, lo stretto rapporto con l’ambiente e il suo lento e inesorabile mutare continuano a essere elementi fondanti della sua attività.

Ci incontriamo in un venerdì mattina di timida pioggia milanese al RadiceTonda, un bar ristorante vegano dalle parti di Porta Romana. Con me Justine, per scattare qualche momento memorabile da condividere in questo post.

Una manciata di anni voraci – e forse per questo ancora più fluidi – ci ha divisi dal nostro ultimo incontro. In tutto questo tempo ho seguito le imprese di Marco Grassi aka Pho su instagram
Marco Grassi aka PHO | Zelda was a writer

Nella sua arte pulsa ancora un sotteso e detonante bisogno di confrontarsi con l’effimero e con l’atavico. Le sue opere continuano ad apparirmi una magica miscela di materia e linguaggioLe osservi e ci trovi dentro la (sapiente) casualità della natura, gli elementi della terra, l’impasto di rocce, polveri e, chissà, forse anche di asteroidi. Ogni sua espressione artistica ti chiede di essere attraversata, ti getta una mano – me la immagino imbrattata di argilla – e ti avvicina, ti chiede di entrare. 

Ma dopo questo approccio per così dire veemente, inizi a intravedere qualcosa di diverso, di alto. È in quel momento che ti confronti con il codice e la composizione. In questo, Marco Grassi è davvero sublime. È come se ogni sua opera fosse abitata da incisioni rupestri misteriose, da linguaggi sconosciuti, da messaggi persi nella notte dei tempi. Marco Grassi aka PHO | Zelda was a writer

Le sue opere sono congegni perfetti. Trame tattili di grandissima forza che parlano di un tempo sospeso – passato o futuro, poco importa – in cui perdersi. Raccontano l’equilibro nell’esplosione, l’ordine nella totale perdita di punti di riferimento certi.

Sarebbe difficile potervi raccontare tutto quello che ha caratterizzato gli ultimi anni di fervente attività di Marco, ma vi invito a cercarla, a interrogarla con i vostri occhi, con gli strumenti che possedete. Dal canto mio, oggi vorrei raccontarvi i suoi passi attraverso un’esperienza tra il ludico e il creativo che ha vissuto quest’estate a Locquirec, il suo buen retiro in Bretagna.

Marco Grassi aka PHO | Zelda was a writer

©Marco Grassi Pho

Su instagram – realizzata con l’artista Soazic Guezennec – vedrete la serie “Ephemeral Wildstyle”, una serie che comprende varie interazioni con la natura. La mia preferita è quella che vede i muri di sassi perfettamente squadrati di Locquirec dipinti da Marco con l’argilla – recuperata sulla spiaggia e dal colore dorato – lungo ore e ore di solitaria azione creativa. Ogni arrivo della marea distrugge l’opera e riporta tutto alla situazione iniziale, esattamente come avviene per i mandala.

Marco Grassi aka PHO | Zelda was a writer

©Marco Grassi Pho

Marco Grassi aka PHO | Zelda was a writer

©Marco Grassi Pho

Viene da chiedersi che cosa spinga un artista a impegnarsi in un’azione che non produce un risultato destinato a durare.

Sulla via del ritorno, dopo i nostri milioni di chiacchiere, penso che camminare nelle scarpe di un artista risieda in questo: colloquiare con l’effimero, accettare l’impermanente, regalarsi un tempo di sperimentazione e libertà creativa in cui non conti tanto il risultato immediato ma la lunga instancabile ricerca che porta alle proprie intuizioni.

Il cammino di un artista è scandito da un tempo senza orari, che lo abita in ogni dove.
Un tempo che non conosce altro che l’incalzante e perentoria presenza di una grande e inesauribile passione.Marco Grassi aka PHO | Zelda was a writer

Camilla
Zelda was a writer                                                                                                                                                                                                                                                                                    

Per trovare “Marco Grassi aka PHO” sul web –> instagramfacebook
Durante questo incontro, ho indossato le SIENNA BROWN in memory cushion. Comode e belle, saranno le infaticabili compagne del mio autunno.
Marco Grassi aka PHO | Zelda was a writer
Questo post è il risultato di una collaborazione con Scholl di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

17 luglio 2018

Un giorno all’Acquario di Genova

Camilla - Zelda was a writer

Lunedì sono stata invitata dall’Acquario di Genova a vivere una giornata di completa immersione nelle sue attività.

Sono partita con uno zainetto carico di aspettative ed emozioni. Mi sentivo come una bambina a cui era stato regalato un biglietto esclusivo per il suo posto del cuore.
In un certo senso il biglietto delle meraviglie ce l’avevo, era nelle mie mani: si chiama AcquarioPass ed è un abbonamento annuale illimitato che consente di vivere esperienze esclusive (quali la visita di luoghi di solito non accessibili al pubblico o l’incontro con i pinguini durante la loro “pausa pranzo”) e di beneficiare di sconti importanti sulle mille attività che caratterizzano questo avamposto della biodiversità, il più grande d’Europa.
L’invito è arrivato proprio mentre mi sto occupando di una parte importante del mio libro, che – ormai posso dirlo con certezza – uscirà in ottobre. La storia racconta anche del rapporto di amore e nostalgia che mi lega al mare. Alle sue acque, alle stupende creature che ne abitano gli abissi misteriosi.

Ieri ho parlato in silenzio con lamantini e foche, ho dichiarato il mio amore eterno a un pesce azzurro che mi seguiva ovunque andassi e mi sono ripromessa di scrivere una lettera d’amore a un pinguino chiamato Arancione.

Pensare al mare, scriverne, sognarlo ogni notte ed essere invitata a viverlo in un posto tanto pieno di energia è stato un regalo incredibile, la prova provata che spesso certe risposte giungono ancora prima che tu abbia pronunciato la domanda che dovrebbe precederle.
Certe volte, la magia è a due passi da te e ti chiede solo di essere riconosciuta.

Lunedì ho incontrato VerdeGiallo e Viola: sono la “coppia arcobaleno” dell’Acquario di Genova e vivono felici la loro storia d’amore in barba alle convenzioni.
Mi hanno ricordato un libro bellissimo, che voglio consigliarvi con il cuore, si chiama “E con Tango siamo in tre” ed è dedicato a Roy e Silo, due pinguini maschi dello zoo di Central Park che diventano genitori adottivi di un cucciolo di nome Tango. 
Si amano e diventano genitori. Una cosa così semplice e così difficile, nel mondo degli uomini.

Il mare per me è un grande cielo al contrario.
L’occasione di continue sorprese, di storie mirabolanti, di colori che, per quanto ci si possa impegnare a copiare, saranno sempre più vivi, sempre più significanti. Il mare è il più spassoso dei giochi, l’occasione di perdersi per ritrovarsi diversi, nuovi.

E così, lunedì, mentre visitavo le sale dell’Acquario e osservavo rapita tanto le creature che mi fluttuavano attorno quanto lo stupore incontenibile dei bambini, ho sperato che anche solo il 10% di loro uscisse dalle sue sale blu con la convinzione che la tutela del mare sia un fatto che ci coinvolge tutti e che non ci chiede grandi atti di eroismo ma solo attenzione e civiltà.

Il mio blu me lo porto dentro, non ho paura di guardarlo negli occhi.
A volte mi agguanta il cuore e lo riduce in poltiglia, altre mi ricorda che l’infinito mi abita, che aspetta solo che io lo abbracci e parta. Per le cose della vita.


Grazie all’Acquario di Genova per questo giorno speciale e a tutti voi che, senza indugio alcuno, vi siete tuffati con me durante la diretta su instagram e lungo il numero imbarazzante di Stories che ho prodotto.

Camilla
Zelda was a writer                                                                                                                                                                                                                                                                                    

Questo post è il risultato di una collaborazione con  l’Acquario di Genova di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro.