17 luglio 2018

Un giorno all’Acquario di Genova

Camilla - Zelda was a writer

Lunedì sono stata invitata dall’Acquario di Genova a vivere una giornata di completa immersione nelle sue attività.

Sono partita con uno zainetto carico di aspettative ed emozioni. Mi sentivo come una bambina a cui era stato regalato un biglietto esclusivo per il suo posto del cuore.
In un certo senso il biglietto delle meraviglie ce l’avevo, era nelle mie mani: si chiama AcquarioPass ed è un abbonamento annuale illimitato che consente di vivere esperienze esclusive (quali la visita di luoghi di solito non accessibili al pubblico o l’incontro con i pinguini durante la loro “pausa pranzo”) e di beneficiare di sconti importanti sulle mille attività che caratterizzano questo avamposto della biodiversità, il più grande d’Europa.
L’invito è arrivato proprio mentre mi sto occupando di una parte importante del mio libro, che – ormai posso dirlo con certezza – uscirà in ottobre. La storia racconta anche del rapporto di amore e nostalgia che mi lega al mare. Alle sue acque, alle stupende creature che ne abitano gli abissi misteriosi.

Ieri ho parlato in silenzio con lamantini e foche, ho dichiarato il mio amore eterno a un pesce azzurro che mi seguiva ovunque andassi e mi sono ripromessa di scrivere una lettera d’amore a un pinguino chiamato Arancione.

Pensare al mare, scriverne, sognarlo ogni notte ed essere invitata a viverlo in un posto tanto pieno di energia è stato un regalo incredibile, la prova provata che spesso certe risposte giungono ancora prima che tu abbia pronunciato la domanda che dovrebbe precederle.
Certe volte, la magia è a due passi da te e ti chiede solo di essere riconosciuta.

Lunedì ho incontrato VerdeGiallo e Viola: sono la “coppia arcobaleno” dell’Acquario di Genova e vivono felici la loro storia d’amore in barba alle convenzioni.
Mi hanno ricordato un libro bellissimo, che voglio consigliarvi con il cuore, si chiama “E con Tango siamo in tre” ed è dedicato a Roy e Silo, due pinguini maschi dello zoo di Central Park che diventano genitori adottivi di un cucciolo di nome Tango. 
Si amano e diventano genitori. Una cosa così semplice e così difficile, nel mondo degli uomini.

Il mare per me è un grande cielo al contrario.
L’occasione di continue sorprese, di storie mirabolanti, di colori che, per quanto ci si possa impegnare a copiare, saranno sempre più vivi, sempre più significanti. Il mare è il più spassoso dei giochi, l’occasione di perdersi per ritrovarsi diversi, nuovi.

E così, lunedì, mentre visitavo le sale dell’Acquario e osservavo rapita tanto le creature che mi fluttuavano attorno quanto lo stupore incontenibile dei bambini, ho sperato che anche solo il 10% di loro uscisse dalle sue sale blu con la convinzione che la tutela del mare sia un fatto che ci coinvolge tutti e che non ci chiede grandi atti di eroismo ma solo attenzione e civiltà.

Il mio blu me lo porto dentro, non ho paura di guardarlo negli occhi.
A volte mi agguanta il cuore e lo riduce in poltiglia, altre mi ricorda che l’infinito mi abita, che aspetta solo che io lo abbracci e parta. Per le cose della vita.


Grazie all’Acquario di Genova per questo giorno speciale e a tutti voi che, senza indugio alcuno, vi siete tuffati con me durante la diretta su instagram e lungo il numero imbarazzante di Stories che ho prodotto.

Camilla
Zelda was a writer                                                                                                                                                                                                                                                                                    

Questo post è il risultato di una collaborazione con  l’Acquario di Genova di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

12 giugno 2018

Un mese di Eleanor Oliphant

Camilla - Zelda was a writer

Eleanor Oliphant sta benissimo | Zelda was a writerEccoci qui, dopo un mese di lettura creativa (chi l’ha detto che esiste solo la scrittura creativa?!) di Eleanor Oliphant sta benissimo (di Gail Honeyman – Garzanti).

Inizio con un GRAZIE immenso.
Pensatelo con il font più bello e grande che esista.

Questa collaborazione per me significava moltissimo. È arrivata quando pensavo che sarebbe stato sempre più difficile raccontare libri e altre delizie della vita a modo mio. Sporcare la carta, ritagliarla, pensare a mille mondi, leggere, sottolineare, incollare (in ordine assolutamente sparso, così come vuole la cratività) per me ha significato una vera e propria rinascita.
Grazie quindi per avermi capita e supportata!

Eleanor Oliphant sta benissimo | Zelda was a writer

Il lavoro che sta dietro a questo libro era molto delicato: dovevo raccontarvi la sua storia senza farvi perdere un secondo della sua bellezza. Dovevo accostarmi senza mai sovrappormi, dire senza svelare.
Ho chiesto aiuto ai miei amici simboli, ho chiuso gli occhi e sono partita.Eleanor Oliphant sta benissimo | Zelda was a writer

Prima di arrivare in Italia, Eleanor Oliphant sta benissimo aveva fatto letteralmente impazzire un nutrito numero di lettori. Credo non si sia trattato di un caso: tra i suoi indubbi valori, spicca la capacità della sua autrice di guardare negli occhi chiunque si avvicini alle sue pagine e di regalarsi senza sconti.

Volevo provare a fare lo stesso con i miei artwork, volevo raccontarvi anche un po’ di me, e così ho inserito riferimenti microscopici che riguardano la mia vita.

Qualche esempio? I viaggi appesa a un mondo che corre troppo veloce per i miei ritmi o le mie notti insonni, quelle con occhi talmente aperti da sembrare privi di palpebre.

Eleanor Oliphant sta benissimo | Zelda was a writer

Eleanor Oliphant, che è uscita ammaccata ma viva da un’infanzia terribile – di cui conosciamo pochissimi dettagli – vive un’esistenza pianificata anche nei particolari più insignificanti.

Un giorno, alla soglia dei trent’anni, il richiamo della Vita – con la sua imponente lista di sorprese, paradossi e grandi punti interrogativi – bussa alla sua porta e le chiede di seguirla. Eleanor risponderà a suo modo, con i pochi strumenti di cui dispone, impreparata ma pronta, piena di coraggio e di speranza.

Anche io come Eleanor, con pochissimi strumenti tra le mani.
Otto scatoline di fiammiferi. Carta, forbici, colla e una buona dose di fantasia.

Ho pensato a questo progetto come a una piccola rinascita personale. Ce l’ho messa tutta, non ho mai pensato fosse solo un lavoro.

Eleanor Oliphant sta benissimo | Zelda was a writer

La tragica storia di Eleanor (racconto il meno possibile per non rovinarvi il piacere della lettura) è quanto di più lontano esista dall’esperienza di moltissimi di noi ma il suo tentativo – spesso goffo e infausto – di cambiare pelle, abbracciando tutto quello che non conosce e di cui ha timore sarà una vera boccata di aria fresca per chiunque decida di tuffarsi nelle sue pagine.

Dalle prime parole e lungo i suoi capitoli, questo libro si trasforma infinite volte, così come capita alla sua protagonista, raccontandoci di quanto la vita non richieda lealtà e coerenza verso se stessi ma una fantasiosa e infaticabile rimessa in discussione degli equilibri che la caratterizzano.

Siate incoerenti fino all’ultimo dei vostri giorni, dunque.
Giocate come bambini e sovvertite tutto, anche le regole dei giochi che avete inventato con tanta dedizione.

La vita è trasformazione.
Vi auguro di abbracciarla con gioia, vi auguro di divertirvi.

Camilla
Zelda was a writer

—> Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman (Garzanti) –> qui

Questo post è il risultato di una collaborazione con Garzanti di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro.

15 maggio 2018

Eleanor Oliphant sta benissimo!

Camilla - Zelda was a writer

Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman (Garzanti) uscirà tra due giorni e io sono qui per darvi due notizie importanti:

    1. Vi innamorerete senza possibilità di rinsavimento della sua protagonista, Eleanor Oliphant per l’appunto;
    2. [Saltelli, squilli di tromba e pure infiniti sorrisi].
      Per le prossime settimane, avrò modo di presentarvi il libro a mio modo, sia qui che su instagram

Eleanor Oliphant sta benissimo è uno di quei libri che vi fa pensare di essere in compagnia di un preciso genere letterario per poi catapultarvi in tutta un’altra dimensione.

Credo sia stata questa la cosa che mi ha fatto innamorare di lui e che mi ha spinto a credere con tutta me stessa in questa collaborazione con Garzanti. 

Ma c’è di più: Eleanor Oliphant è una donna diversa, con profonde ferite sulla pelle, che a un tratto rinasce “come una piccola fenice”. Sono certa che leggendo i suoi pensieri, troverete dei punti di contatto, una profonda vicinanza e anche qualche risposta alle vostre domande in sospeso. Questo accadrà anche se la vostra e la sua sono di certo vite agli antipodi, perché capita così con i libri che si regalano senza sconti.
Voglio essere breve, voglio che sia il libro a parlare, quindi tenterò come posso di sintentizzare (uh, che ardua impresa!).
Nelle prossime settimane condividerò con voi degli artwork (ne vedete qualcuno già fotografato) che ho creato pensando al libro. È stato un lavoro lungo e di grande cura che mi ha reso oltremodo felice e che, una volta terminato, mi ha fatto morire dalla voglia di condividerlo!

Ho lavorato soprattutto per non sovrappormi mai alla voce dell’autrice ma cercando di trarre un mondo di colore e di materia da quello che ho letto e studiato per prepararmi al progetto.Eleanor Oliphant sta benissimo | Zelda was a writer

Durante le settimane di condivisione dei miei artwork (condivisione che avverrà su instagram) NON VERRÀ MAI SVELATA LA TRAMA perché la gioia di leggere un libro in solitudine e di conoscerne il suo sviluppo è qualcosa di sacro e intoccabile.

Il mio sarà solo un gioco di tocchi e aggiunte, qualcosa che accompagni la vostra lettura, se per caso avete già il libro tra le mani, o che vi invogli a leggerlo, se ancora non compare tra i libri dell’alta pila che vi invade il comodino… Come faccio a sapere dell’alta pila sul vostro comodino?! Ma vi conosco, mascherine!
Sono emozionata come una bambina e spero sinceramente che questo lavoro vi piaccia!
Permettetemi di ringraziare Garzanti per la fiducia con cui mi ha permesso di operare: lavori simili sono una boccata di aria fresca e sanno rimettermi al mondo!

A giovedì 17, dunque, con Eleanor Olphant sta benissimo!
Camilla
Zelda was a writer

Questo post è il risultato di una collaborazione con Garzanti di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro.

 

11 maggio 2018

Dalle agende al mio secondo romanzo…

Camilla - Zelda was a writer

Dove siamo rimasti esattamente?
Gli ultimi mesi sono stati un tale turbinio di emozioni e novità che ho scritto e cancellato l’inizio di questo post per ben tre volte.

Torno da voi per raccontarvi cos’è successo e mi accorgo che è da gennaio che non mi faccio viva da queste parti. Non ho mai pensato di chiudere il blog ma ho scelto di non esserne più schiava e così in questi mesi sono stata impegnata a risolvere un’annosa questione: scegliere verso dove andare, talvolta operando una feroce selezione dei progetti che mi trovavo sul tavolo e spesso, ahimè, tappando i buchi di qualche falla che, senza previsione alcuna, esplodeva come un geyser.

Direi di partire dalle agende. 
Le #365di2018 sono state uno stillicidio, non voglio mentirvi. Se penso ai mesi passati, mi vengono i brividi.
Quando ho comunicato che avrei smesso di farle, molte persone (nella mia vita sensibile e in quella virtuale) mi hanno chiesto se fosse una scelta dettata dal loro fallimento.
Non sono state un fallimento. Ne ho vendute tantissime ma ero anche sola. Sola, senza strategie, senza aiuti logistici e senza reti di protezione. 
Inoltre – questa la cosa che mi è pesata maggiormente – non riuscivo più a pensare ad altro, avevo perso di vista la mia creatività, mi muovevo indossando un abito mentale preso in prestito chissà dove, un abito che mi stava stretto e che, a dirla tutta, non mi piaceva neppure.
Mi mancava così tanto la mia creatività che finivo le giornate tra le lacrime, chiedendomi quando avrei potuto finalmente sentirmi libera.

Aggiungete il fatto che vivere da libera professionista in questo Paese è come decidere di andare sulle montagne russe senza cintura di sicurezza e avrete un quadro preciso della situazione.
Troppe spese, grandi pendenze, mesi che vanno decisamente bene e altri d’inattività… Insomma, sono arrivata a chiedermi se ne valesse davvero la pena.

Nel momento di massimo sconforto, però, ho deciso di reagire.

Sono tornata a sporcare la carta, ho disegnato, pensato, letto.
Ore solo per me, in cui non facevo altro che ritagliare e incollare. Ore passate a confrontarmi con i miei amici, con voci e orecchie coinvolte. Ore passate a chiudere gli occhi e chiedermi: “e adesso?”-

Poi, un giorno come tanti, neanche il più memorabile, ho stilato una lista di editori a cui avrei voluto proporre un progetto creativo. Non so come mi sia venuto in mente: ho preso un pezzetto di carta e ho scritto. La lista era composta da tre nomi, perché per il tipo di libro che volevo realizzare non c’erano tanti interlocutori.

Non ho contattato neanche tutta la lista, perché l’incontro con il primo nominativo ha sortito una rivoluzione immediata e incredibile, che ancora stento a credere possibile.

È dalla prima riga che voglio dirvelo…
Pubblicherò un libro, questa è la notizia!!!
Ma c’è di più: sarà un romanzo!

Avevo talmente allontanato da me l’idea di poter tornare a scrivere una nuova storia che, stilando la mia lista microscopica (che a guardarla mi muoveva una tenerezza infinita), non mi era neanche venuto in mente che sarebbe potuto capitare.

Il mio editore, invece, me l’ha proposto.
Ci siamo confrontati in un modo tanto rilassante e costruttivo che mi sono tornate mille idee al secondo e pure il ricordo di una storia che tenevo nel cassetto dei ricordi troppo ambiziosi… Non vi sto a spiegare che cassetto sia, sono certa che ne possedete anche voi uno!

Parlando, inoltre, è venuto fuori che anche lui voleva contattarmi e che, in un certo senso, il nostro era un incontro che aspettava solo di compiersi.

Bene, sto scrivendo un romanzo. E me la faccio sotto dalla paura.

Ma dopo tutti quei mesi di dolore e insofferenza, ho promesso solennemente a me stessa che lo farò prima di tutto per divertirmi e per giocare.
Lo farò per voi, certo, e per tutti coloro che mi vorranno leggere ma anche e soprattutto per fare la cosa che mi rende più felice al mondo: creare.

Vi scrivo questo lungo post per tre motivi importanti:

  1. Avrò bisogno delle vostre coccole e del vostro sostegno.
    Dopo anni che frequento questo mondo, posso dire con assoluta certezza che la sua più grande croce risiede nel terrore (nero, sulfureo e limaccioso) di non essere capiti.
    Quindi, sì, lo sto facendo davvero: metto le mani avanti e vi chiedo di supportarmi.
  2. C’è stato un momento, faticoso e pungente, in cui parlare di agende mi provocava un vero malessere fisico ma vi confesso che, nonostante tutto, non sono mai riuscita a odiarle.
    Con loro ho creato qualcosa di grandioso e bello e grazie all’insoddisfazione che hanno generato ho potuto ipotizzare nuovi panorami, nuovi aggiustamenti per il mio cammino futuro. In sintesi, senza di loro non sarei qui, a scrivere questo post.

    La rivoluzione nasce SEMPRE dalla privazione, scrivetelo sull’agenda (possibilmente la mia) e non dimenticatelo più.

  3. Chiedere è sempre un’ottima idea. Molte volte lamentiamo il fatto che novità e occasioni non bussino alla nostra porta. Ci diciamo pronti, siamo certi di essere portatori di un valore aggiunto inesplorato, guardiamo le fortune degli altri e ci chiediamo sconfitti “… e perché io no?”.
    Ma siamo davvero certi di avere chiesto? Siamo certi di avere tatuato sulla pelle quello che veramente vogliamo (questa frase in corsivo me l’ha detta una persona a cui tengo molto)? Essere onesti con se stessi talvolta è doloroso ma, a conti fatti, è il più grande regalo che ci si possa fare.

Bene, che ne dite se ogni tanto torno qui per raccontarvi come procedono le cose?

Grazie per essere arrivati a leggere fino a questa riga e grazie alla scuola Dojo Ruan Boxing per avermi permesso di fare le foto più simboliche di sempre.

Un sorriso,
Camilla
Zelda was a writer

23 gennaio 2018

Le #365di2018 al 50%!

Camilla - Zelda was a writer

365di2018 - sconto | Zelda was a writerCi siamo: il progetto delle #365di2018 è alle sue fasi finali!

L’agenda di quest’anno (per chi si fosse perso le puntate precedenti, il consiglio è di sintonizzarsi qui) è stato il prodotto più bello che io abbia mai creato da #cartolaiah e sono davvero felice di avere mollato gli ormeggi di paure e punti interrogativi per buttarmi nel mare agitato della sua gestione.

Perché vi parlo di un mare agitato?
Perché decidere di gestire tutte le fasi di quello che sembra un progetto semplice e leggiadro è stata l’avventura più difficile e faticosa degli ultimi anni!

Da un lato, quindi, la mia grande soddisfazione creativa e dall’altro la fatica di troppe fasi gestionali che conoscevo a malapena e di cui dovevo comunque tenere le fila.

Vi confesso che nel momento più duro del progetto (si legga: “maledetto dicembreeeeh“), mi sono chiesta – e non senza un certo disappunto – come mai ogni medaglia splendente dovesse sempre e comunque contemplare un drammatico lato oscuro.

Oggi vi scrivo rinata e felice. Con in mano una lezione imparata sul campo (dicono siano le migliori!) e tantissima voglia di tornare a tuffarmi nella creatività più sconsiderata!

E dico anche GRAZIE a tutti coloro che, comprando la mia agenda, hanno pensato di supportare i lunghi anni di regali e condivisioni diffusi da tutti i canali di “Zelda was a writer”.

Speravo che qualcuno si avvicinasse a questo prodotto con un tale approccio e non esagero se vi dico che sentirmelo dire mi ha ripagato di tutta la fatica provata!

Ma ora, bando alle ciance: bisogna fare spazio negli armadi e nella testa per ipotizzare nuove avventure e nuove pazzie!

Se vi scrivo qui è per rendere il mio messaggio il più capillare possibile, prendete nota:

DA GIOVEDÌ 25 GENNAIO, la #365di2018 sarà in saldo al 50% nel mio shop (qui)!!!

Vi ricordo che troverete la #365di2018 anche in Rizzoli Galleria, Mondadori Megastore di piazza Duomo e Mondadori Megastore di Via Marghera.

Tutti e tre in negozi si trovano a Milano e tutti e tre attueranno lo stesso sconto dal 25 al 28 gennaio.

365di2018 - sconto | Zelda was a writerBuona serata a tutti!

Camilla
Zelda was a writer

AH!!! GIOVEDÌ CI VEDIAMO AL BOOK CLUB?!
L’ingresso è gratuito e tutte le altre info sono qui.