1 Agosto 2019

Ti porto con me: Isa e Storytel

Camilla - Zelda was a writer

Conosco Isa dai primi tempi di Zelda. Mi ha scritto anni fa perché produceva piccoli gioielli in plexiglass che ancora conservo. Voleva parlarmene, voleva regalarmene uno. Ci siamo viste e sentite poche volte ma ci siamo sempre seguite da lontano.
Sono stata tra i primi a indossare i fantastici zainetti IF bags, nati dalla sua mente iperbolica e diventati da subito un feticcio irresistibile. Il mio zaino azzurro è diligentemente conservato nella sua busta di protezione e viene sfoggiato in tutte le occasioni in cui voglio unire bellezza e praticità.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerCome avrete capito, Isa è l’ultima ospite di “Ti porto con me”, il progetto realizzato in collaborazione con Storytel (riassunto delle puntate precedenti: CamillaFrancescaJustine). Ultima solo in ordine di tempo.

Ci siamo incontrate qualche settimana fa, nel corso di una afosa mattinata di chiacchiere e risate.

Quando a me e Justine capita di raggiungere Isa all’IF Creative Hub – quartier generale suo e di Lucia, socia di creatività e sogni mirabolanti – si finisce a parlare di tutto quello che ci passa per la mente, compresi progetti per il futuro, idee di collaborazione, pensieri sulla vita, storie da continuare a riderci per infiniti minuti. Anzi, a dirla tutta, non si finisce mai: lasciarsi è difficilissimo e, di solito, i nostri saluti durano delle buone mezz’ore.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

L’IF Creative Hub si trova in via Vigevano 15, a Milano.

Potrei semplicemente dirvi che entrando vi troverete immersi in una foresta di piante e oggetti di cartoleria. Sarebbe già abbastanza, ma non sarebbe tutto: in questo avamposto di novità dal mondo della carta e da quello della terra, vi immergerete in un’atmosfera che profuma di gomme da cancellare e prato appena bagnato e tornerete a casa carichi di energia e buonumore. Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer
Merito delle padrone di casa, della loro gentilezza e di un gusto non comune che le spinge a tinteggiare pareti di blu Klein, a girare per il mondo per trovare cestini delle nuances giuste, ad arredare gli spazi con fiori profumati, teste di ceramica da cui esplodono germogli e terrarium delicati e fantasiosi.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Con Isa, però, abbiamo parlato di audiolibri e di sport. Il suo audiolibro del cuore su Storytel è “Momenti di Trascurabile Felicità” di Francesco Piccolo, letto dall’autore stesso.

L’ho scelto perché il mio momento di trascurabile felicità è il calcio – mi dice e da quel momento iniziamo a parlare dell’importanza che la squadra di calcio femminile (durante il nostro incontro è ancora in competizione ai Mondiali di Francia) ha per il nostro momento storico.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Non  è solo calcio, è civiltà, libertà di espressione. Felicità, questa volta non trascurabile, di sentirsi nell’esatto punto in cui si vuole essere. Senza che diventi una crociata, senza che la fatica diventi più ingombrante della gioia.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Sarà per questo che il claim di Calcetto Eleganza Ladies, squadra di calcetto femminile nata per volere delle ragazze IF dal già rodato Calcetto Eleganza è “Non per sport ma per moda”.
Il calcio femminile serve a ribadire il valore del divertimento e dell’aggregazione. Non è urgente parlare di agonismo sportivo ma di costume, di rimessa in discussione di alcune consuetudini, di piena libertà di divertimento. Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

A un mese dalla chiusura del Mondiale di Calcio femminile, dopo che molti di noi hanno sperimentato un ritorno all’appartenenza calcistica più genuina, dopo aver tifato per sportive con storie incredibili alle spalle, abitate da un senso non comune della tenacia e dell’abnegazione, mi viene da pensare che l’audiolibro di oggi ci racconti il potere magico della felicità, la sua consistenza impalpabile e al contempo densa, indimenticabile. Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Ognuno di noi spera con tutto se stesso di agguantare la felicità, anche per pochissimi istanti in un’esistenza. A volte la felicità è incostante e tanto fugace da lasciarci un sensazione di benessere difficile da definire persino a noi stessi. Ma dovrebbe essere uno stato di grazia accessibile a tutti, a prescindere dalle scelte personali e dai destini.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer
In fondo, un mondo migliore non sarà mai un posto di persone abili e vincenti, ma il luogo in cui tutto potrà accadere ed essere a portata di chiunque. Non per sport, per fama, per soldi ma per moda, gioco e divertimento.

Camilla
Zelda was a writer

—> Se volete ascoltare anche voi i momenti di trascurabile felicità di Piccolo, cliccate qui. In occasione del nostro progetto, i canonici 14 giorni di prova su Storytel sono diventati ben 30!

Questo post è il risultato di una collaborazione con Storytel di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

18 Luglio 2019

Ti porto con me: Justine e Storytel!

Camilla - Zelda was a writer

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Il terzo incontro di “Ti porto con me”, il progetto realizzato con Storytel (per un veloce ripasso –> Ti porto con me: prima puntataTi porto con Francesca: seconda puntata) e dedicato al variegato mondo dell’audiolettura, mi ha condotta dritta dritta a Justine.

Che faccio, ve la devo presentare?! :)

Justine e io ci conosciamo da circa 10 anni. È stato il web a farci incontrare: ci siamo scritte e qualche settimana dopo ci siamo incontrate. Da quel momento non ci siamo più lasciate!

A volte penso che questo periodo di tentativi e rinascite sia passato in un soffio, altre mi sembra sia stato lento e denso. Tantissimi volti e storie, tantissimi aggiustamenti del percorso intrapreso. Molte domande sospese e altrettanti voli a braccia aperte, con la convinzione che, in un mare di punti interrogativi, almeno la nostra reciproca rete di protezione fosse certa.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Credo che se ci impegnassimo (e, soprattutto, avessimo il tempo per farlo!) potremmo registrare ore e ore di leggendarie imprese, di gioie e dolori, di risate interminabili e qualche lacrima segreta.
Vi immaginate che podcast?!
Ore di vittorie impensabili e di gag “alla Mister Bean”, di cui – va specificato – andiamo entrambe molto fiere. Ore di cui alla fine non parleremo mai, perché quello che amiamo più di tutto, nonostante le reciproche differenze, è continuare a procedere, abbracciando il cambiamento e arredando con cura il nostro futuro.

Il progetto più grande e promettente di Justine si chiama “Funky Mama Collection“. Dire che si tratti di uno shop online di moda e accessori è limitante: questo è ciò che si vede e che serve ad “aggiudicarsi” prodotti artigianali amati e pensati, rigorosamente made in Italy.
Dietro, però, sviluppato con pazienza e lungimiranza, si sta costruendo un mondo per vere “unconventional gentlewomen”, donne coraggiose che hanno abbandonato le zavorre di convenzioni sociali scegliendo di seguirsi con ironia e gentilezza.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

In occasione del progetto costruito per Storytel, Justine e io abbiamo attraversato la mia zona in tram. In mezzo ai chilometri macinati, ci sono state le nostre chiacchiere (sempre tantissime) e  l’audiolettura di “Andy Warhol”, scritto da Michele Tosi e letto da Federica Tabori e Christian Renzicchi.

Il podcast racconta la vita di un uomo che ha segnato indelebilmente la storia dell’arte mondiale, che si è fatto interprete (non giudicante) della società consumistica americana e ha previsto con una puntualità non comune l’ingerenza dei mass media nelle nostre vite. 

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerIl motivo di questa scelta?

Justine mi dice che dipende dalla sete di questo suo particolare periodo professionale e personale, una sete di arte e colore. Il pensiero della Pop Art, dei suoi colori accesi e coinvolgenti e della sua aderenza al sociale, la spingono ad accedere a Storytel cercando immediatamente Andy Warhol. Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

«Conosciamo tutti gli anni di esplosione creativa dell’artista americano – aggiunge – ma quanti possono dire di aver indagato sulla sua vita pregressa? Quali sono stati i primi giorni della vita di un genio della creatività?»

Il podcast parte dalla puntata zero di una vita a dir poco incredibile e decide di raccontare anche gli anni di povertà, solitudine e malattia.

Il desiderio di arte e colore di Justine non è mai disgiunto dalle storie, dall’esigenza di conoscere l’Uomo in tutte le sue sfaccettature. Se vuoi parlare alle persone, non puoi prescindere dall’ascoltare, dal cercare di accorciare le distanze che vi dividono, dal provare a indossare le loro scarpe. Justine in questo è sempre stata imbattibile: sempre pronta a capire, ad allenare l’empatia.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

La mia amica non ha la patente ma viaggia tantissimo, con la mente e con il corpo.
Non ha liste d’importanza, il viaggio è prima di tutto uno stato d’animo. Per quanto la riguarda, attraversare la città con i mezzi pubblici o raggiungere il Giappone – cosa che farà dopo l’estate per un’importante fiera del suo settore – hanno lo stesso potere intrinseco: permetterti di trovare nuove occasioni di ascolto e di ispirazione.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerTi porto con me Storytel | Zelda was a writer

Durante questi spostamenti, Justine approfondisce.
«C’è sempre meno tempo per l’approfondimento e, paradossalmente, ne sento un crescente bisogno. Gli audiolibri e i podcast mi aiutano a soddisfare questa necessità proprio durante i miei viaggi.»

Viaggiare mossi da un desiderio insopprimibile di conoscenza, convinti che il mondo sarà sempre generoso in fatto di nuove scoperte. Immagino sempre così Justine, una donna che cerca e che regala. Senza posa e senza paura.

Buona audiolettura a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

—> Se volete ascoltare anche voi vite di artisti celebri, cliccate qui. In occasione del nostro progetto, infatti, i canonici 14 giorni di prova su Storytel sono diventati ben 30!

Questo post è il risultato di una collaborazione con Storytel di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

 

4 Luglio 2019

Ti porto con me: Francesca e Storytel!

Camilla - Zelda was a writer

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerIn occasione di “Ti porto con me”, il progetto dedicato all’audiolettura e realizzato con Storytel (la prima puntata la trovate qui), ho incontrato la mia amica Francesca, anima pulsante di un progetto cultural-sartoriale chiamato Waxewul.

Francesca e io ci conosciamo da tempo e ci vogliamo bene. Grazie a lei non potrò mai parlare male del web: un giorno è apparsa nelle mie notifiche e non ci siamo mai più lasciate.

Quello che più amo di Francesca e del suo Waxewul è la miscela perfetta tra la gioia del colore e il peso della sostanza. Il suo progetto, infatti, non è solo finalizzato a vestire donne e uomini con i meravigliosi wax africani – ognuno dotato di un nome e di un significato specifico – ma fa in modo che messaggi belli e forti viaggino per il mondo, stimolando contatto e condivisione.

Proprio come farebbe una favola di lunga tradizione, i suoi capi non smettono mai di raccontare storie. I wax – oggi di gran moda e diffusione – sono amuleti, raccontano di radici e origini, di desideri e speranze. I wax sanno stimolare sentimenti molto diversi tra loro, ora di profonda nostalgia, ora di entusiasmo incontenibile.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Ho deciso di chiedere Francesca di “portarci con lei” perché sapevo che avrebbe regalato un punto di vista colorato e vivo al nostro viaggio nelle audioletture.

Quando ci siamo incontrate, in una afosa mattinata di qualche giorno fa, mi ha detto che lei e la sua bambina Sophy si erano dedicate a “Le mie favole africane” di Nelson Mandela, audiolibro di Storytel letto da Fabio Bezzi, Debora ZuinCinzia Spanò.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Le favole non smetteranno mai di tenerci compagnia: sono sopravvissute a secoli di selezione naturale e, dalla notte dei tempi, continuano a tenere per mano bambini di tutte le età. Le favole regalano loro strumenti portentosi e liberi per farsi un’idea del mondo, delle sue forze contrastanti, delle pulsioni che ci abitano, dei grandi flussi di energia che ci sovrastano. Francesca ha un ricordo che tiene stretto a sé ed è legato alla memoria di suo padre.

Quando perdi qualcuno che hai tanto amato, dopo che il dolore ha deciso di indietreggiare di qualche passo e di far circolare nuova aria, restano tra le mani ricordi minuscoli. La magia di queste memorie si accende all’improvviso, come tante piccole lucciole in una notte d’estate, e, se non aiuta a lenire il dolore, contribuisce a cambiarne i connotati, rendendolo con il tempo una dolce e straziante nostalgia.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Il ricordo di Francesca inizia circa così: “… a mille ce n’è, nel mio cuore di fiabe da narrar…”.
Era la fiaba sonora che ogni due settimane suo papà comprava in edicola, la stessa che ascoltavano insieme e che ha acceso per sempre la sua passione della lettura.

Il Destino è davvero fantasioso o forse è solo molto coerente. Perché, se il passato di Francesca era una storia ascoltata in audiocassetta, oggi il suo presente è ancora legato a una favola: il suo compagno, originario del Senegal, è infatti legato alla tradizione dei griot.

I griot sono custodi della parola: il loro destino è continuare a raccontare storie millenarie, perché non si disperda mai la loro gioia e il loro potere salvifico.
Conoscono i misteri più atavici dell’Uomo e del suo rapporto con le forze più profonde dell’universo e li raccontano in occasioni importanti come feste, nascite, riti di iniziazione al mondo adulto e funerali.

La loro conoscenza spazia dalla cosmogonia alla mitologia, la loro missione è farsi contenitori di questa sapienza, anelli di congiunzione tra passato e presente, difensori a suon di cultura del prezioso dono della tradizione orale. Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Dopo aver parlato con Francesca ho pensato a quanto la pretesa di dividere il mondo in base alla sua supposta civilizzazione sia una bugia colossale, utile ad allontanarci dalla nostra natura più profonda. Siamo sempre più lontani dal passaggio delle stelle – oscurate dalle luci violente delle città – dal contatto con il terreno su cui camminiamo – ricoperto da strati e strati di cemento bollente – dal richiamo simbolico delle favole – considerate un passatempo serale per i bambini.
Sempre più lontani e immemori.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

La favola preferita della mia amica si chiama “I doni di re leone”, la trovate dal minuto 16.23.
Ecco cosa mi ha scritto dopo il nostro incontro:

«Io la interpreto così: ognuno di noi nasce con doni che ci rendono diversi e unici. Non sempre li riusciamo a vedere come tali ma sono i NOSTRI doni, le nostre “specialità”. Ed è proprio nella diversità che risiede la nostra forza più grande».

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Sono ore che penso alla storia di Francesca, alla sua specialità. Persone come lei viaggiano per il mondo a spargere bellezza e non si fermano mai un attimo a chiedersi quanto la loro condotta possa migliorare le sorti dei cammini che hanno solcato. 

Buona audiolettura a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

—> Se volete ascoltare anche voi le favole africane raccontate in questo post, cliccate qui. In occasione del nostro progetto, infatti, i canonici 14 giorni di prova su Storytel sono diventati ben 30!

Questo post è il risultato di una collaborazione con Storytel di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

20 Giugno 2019

Ti porto con me: io, le mie amiche e Storytel

Camilla - Zelda was a writer

“Ti porto con me” è un progetto in collaborazione con Storytel che ci terrà compagnia per buona parte dell’estate.

“Ti porto con me” inizia oggi con la qui presente padrona di casa, solo per permettermi di darvi il benvenuto in questa nuova avventura e raccontarvi senza svelare troppo perché io la reputi speciale.

In queste settimane parleremo di libri del cuore, di approcci inediti alla lettura (in Italia gli audiolibri sono ancora una novità da esplorare) e di vite in mobilità.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerVi presenterò tre mie amiche, una di lunghissimo corso e altre due poco presenti da queste parti ma non meno importanti. Ci terremo per mano per un tempo breve ma intenso: due chiacchiere, una passeggiata, la condivisione delle proprie passioni, dei tentativi, dei sogni realizzati. Attorno a noi e nelle situazioni più disparate, le parole di un audiolibro, che si liberano dalle cuffiette di un cellulare o dalle casse di un computer per diventare il compendio perfetto di chi siamo. 

“Ti porto con me” è un titolo che ho pensato potesse riassumere il nostro nuovo approccio alla vita: semplificato e al contempo ricco. Abitato da nuovi significati, nuove sollecitazioni, nuovi appassionanti approcci alla vita.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Il più grande pregio di questi tempi è il viaggio. Un viaggio spesso più ideale che fisico. Attraversiamo città brulicanti di vita, navighiamo in un mondo virtuale i cui confini sono sempre più labili, alleniamo le nostre possibilità di pensiero e azione in contesti sempre più complessi. E con noi, come fosse il guscio della lumaca, viaggia tutto il nostro mondo. Tutto il nostro mondo. Sempre pronto per essere consultato, ampliato, condiviso.

Considero gli audiolibri un’ulteriore estensione di questa nuova ricchezza leggera.

Benché abbia una immaginazione molto fervida e ami appropriarmi delle espressioni altrui con la mia voce interiore e i miei “filtri fotografici”, amo follemente questa nuova abitudine, che mi consente di guardare il mio mondo quotidiano – creativo e spesso ridondante – attraverso le parole, i silenzi, le profondità di una voce che mi accompagna, che legge per me, che scandisce i miei giorni a suon di pagine.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerPer quanto mi riguarda, ogni occasione in cui mi viene raccontata una storia è un’occasione fortunata. 

Ci sono voluti anni perché accettassi di definirmi una creativa. L’approccio alla vita era irrefrenabile: ero a tutti gli effetti un’anima dedita a feroci picchi di fantasia, giravo per il mondo con una tavolozza di colori negli occhi e mi esibivo in accostamenti cromatici arditi, disegni lasciati sulle tovagliette di carta dei bar, idee balzane in cui trascinavo dentro chiunque mi passasse a tiro. Dentro di me, però, la creatività è sempre stato un paese troppo grande e bello per ambire a sentirmi sua cittadina onoraria. Faticavo a dire: io abito lì. Accettare di essere quello che si è sembra un controsenso: le cose accadono senza che tu debba dare loro un nome ma spesso ci ostiniamo a ragionare sulle virgole, sulle etimologie. Quanta energia persa dietro a cavilli, sfumature, inutilità!

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerSono una creativa. Ascolto audiolibri. Uso tutto. Non sono più parsimoniosa. Ultimamente dipingo con le dita perché adoro sporcarmi i polpastrelli. Voglio respirare fino all’ultimo dei miei giorni questa euforia che mi prende quando un’idea fa capolino nella mia testa e chiede solo di essere abitata. Mi piacciono pure le serie poliziesche di canali tematici che arrivano dopo i primi trenta, quaranta canali ufficiali. Le guardo per rilassare le sinapsi perché di solito, anche a fronte di omicidi multipli, tutto si sistema in prossimità della sigla.

Perché vi dico tutto questo? Perché è ora che ognuno di noi accetti chi è, cosa vuole per la sua vita. Senza paura di profanare categorie che si sono guardate (o ce le hanno fatte guardare?) con timore reverenziale per molto e molto tempo, senza timore che la gente pensi che non fanno affatto per noi.

Lo so, le mie parole suonano come quelle di una guru di bassissima lega ed è forse per questo che ho scelto un audiolibro decisamente più nobile a sostegno di questo pensiero. Si chiama “Quando siete felici fateci caso”, scritto da Kurt Vonnegut e letto da Edoardo Siravo, la cui voce è perfetta per rendere l’ironia pungente e la profonda umanità dello scrittore americano.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio del Duemila, Vonnegut si rivolge ai laureandi al termine della loro esperienza universitaria, parlando loro della vita e dei suoi paradossi. Non è sempre tenero o rassicurante ma quando si lascia andare alla poesia della nostra esperienza umana lo fa senza paura, lo fa coraggiosamente.

E con le sue parole che ho deciso di lasciarvi. Che siano un buon augurio per la vostra vita, che vi spingano a essere fieri di quello che siete, che vi suggeriscano di non smettere mai di esserlo.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

“Ti porto con me” è solo all’inizio, spero che le storie che vi racconterò possano piacervi.

—-> Intanto voi approfittatene e scopritene altre qui. In occasione del nostro progetto, infatti, i canonici 14 giorni di prova sono diventati ben 30!

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerGrazie a MiniAmpère per avermi ospitato per questo post, con tutti – ma proprio tutti – i miei tentativi di pittura. Questo negozio di abbigliamento per bambini (anche grandi) è magico e se Stefania e Simona, le sue proprietarie, mi trovano un angolino, andrò a viverci a breve.

Questo post è il risultato di una collaborazione con Storytel di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

7 Giugno 2019

Nelle scarpe di… Helen Nonini

Camilla - Zelda was a writer

Nelle scarpe di Helen Nonini | Zelda was a writerHo incontrato Helen Nonini in uno dei primi giorni in cui la primavera ha deciso di fare capolino nelle nostre vite. Ero euforica per entrambi i motivi.

Le avevo chiesto di essere intervistata per “Nelle scarpe di…”, il progetto di incontro e confronto con cammini altrui che seguo dallo scorso anno per Scholl (l’ultimo cammino in ordine di tempo, lo trovate qui) e lei si è resa immediatamente disponibile.

Nelle scarpe di Helen Nonini | Zelda was a writer

Helen Nonini, consulente strategica e brand advisor nel campo della moda e del lusso, ha ritagliato il nostro appuntamento da una fitta agenda di incombenze e, per tutto il tempo in cui abbiamo condiviso uno dei tavolini del Caffè Letterario di Palazzo Reale, c’è stata.
Presente e coinvolta, generosa sia nel parlare di sé che nell’ascolto, lontana dalle urgenze del cellulare, la mia ospite mi ha lasciato solo quando le sue scarpe si sono dirette verso l’uscita, non prima. 

«In Occidente ci hanno tolto il tempo» avrà modo di dirmi più avanti e così, mentre sono qui che ne scrivo, penso che la mia idea di lusso risieda proprio in questo: nell’avere tempo e nel sapere quando abbandonarsi a esso.

Parlare con Helen senza iniziare a chiederle quale sia stato il cammino dei suoi geni è come arrivare sulla cima di una bella montagna senza avere memoria dei passi che ti ci hanno condotto. 

«Ho smesso di considerarmi una torta» mi dice. «Prima ero una lista di percentuali: una fetta italiana e due, egiziana e persiana, altrettanto corpose. Nella mia fetta italiana, poi, c’erano da calcolare altre due percentuali, una valtellinese e l’altra friulana».

Nelle scarpe di Helen Nonini | Zelda was a writerA un certo punto, dunque, ha smesso di sentirsi parcellizzata e ha deciso di diventare miscela.
Ma quando è capitato? La sensazione è che tutto – a partire dagli orizzonti infiniti dell’Africa, dove ha vissuto fino ai primi anni ’90, arrivando alle alte pareti delle montagne valtellinesi, la sua prima tappa italiana – abbia allenato uno sguardo abituato ai contrasti, refrattario alle categorie e interessato al cammino. Non importa quanto lungo, non importa quanto impervio.  

«Quando sono arrivata in Italia mi sono scoperta diversa. Avevo vissuto in Medio Oriente, dove frequentavo le scuole cattoliche. La mia classe formava un insieme variegato di provenienze. Era un fatto assolutamente normale essere tutti diversi, ma mi sono accorta della sua specialità quando mi sono trasferita qui». 

Rido mentre ripercorre la lista delle cinque cose che le piacevano in quel periodo, rido perché ricalca alla perfezione la mia. Il parmigiano, la Nutella, il cornetto industriale nella busta di plastica, le Big Babol e il Corriere dei Piccoli (lettori, non giudicateci: erano gli anni ’90). Nonostante tutti i ragazzini del periodo condividano almeno quattro dei suoi cinque grandi amori, Helen viene percepita come un’estranea e fatica a inserirsi in un gruppo.Dopo anni di solitudine e sofferenza, decide che non vuole cedere il passo allo sconforto e si nutre di bellezza, gentilezza e conoscenza. Si struttura in positivo, cercando di assorbire solo ciò che l’accresce, abbandonando sconforto e livore. 

«Ho avuto la fortuna dell’Arte» mi dice.

L’arte diventa la portata principale di una tavola imbandita in cui la gentilezza è una spezia magica, capace di insaporire qualsiasi portata. L’Arte esalta il gioco della miscela e rafforza un concetto che non l’abbandonerà più: la bellezza della complessità.
È in questo periodo che lo schema a torta delle origini smette di avere un valore imprescindibile. Ogni avventura regala un’influenza nuova, un innamoramento creativo, un nuovo spicchio della torta e le percentuali iniziano a starle strette.Nelle scarpe di Helen Nonini | Zelda was a writer

Il tema della gentilezza è un altro punto su cui conversiamo lungamente.

Be Kind – Un viaggio gentile nel mondo della diversità“, il film di Sabrina Paravicini e Nino Monteleone, è uno degli ultimi progetti per cui si è spesa con grande trasporto. Il documentario segue i passi di Nino – figlio dell’attrice e regista Sabrina Paravicini – al quale è stata diagnosticata la sindrome di Asperger.
Nino viaggia per il mondo alla ricerca di modi diversi di vedere la vita e più seguiamo il suo cammino, più le carte si confondono. Chi è davvero il diverso? E chi può dirsi tale, in un mondo attraversato da milioni di strade? 
Se si parlasse in termini di unicità, se fosse possibile insegnare a tutti che la strada della riconoscibilità passa attraverso caratteristiche assolutamente uniche e irriproducibili, forse molta parte della nostra sofferenza smetterebbe di avere un peso specifico su scelte e destini.

Più passa il tempo e più mi sembra che la mia ospite sia l’emblema perfetto di quest’idea di unicità.Nelle scarpe di Helen Nonini | Zelda was a writerPer prepararmi al nostro incontro, ho letto alcune interviste fatte a Helen e in tutte ho intravisto una fiera difesa del contenuto, della cultura. Il rafforzamento di un brand o di un’istituzione – a mio parere, non è più così importante definire il contesto – attraverso il contenuto, la gentilezza, la tutela del singolo, il rispetto del Pianeta mi pare una direzione profondamente al passo con i tempi, seppure ancora difficile e coraggiosa.

Siamo testimoni di un mondo di grandi rivolgimenti, non sempre positivi, è vero, ma in essi inizia a farsi largo una forza di professionalità variegate e consapevoli, formatesi nel vecchio sistema e ora interessate a fare meglio, a fare diversamente.

Che questa nuova ondata di consapevolezza gentile ci porti ben oltre il limite di speranza che ritenevamo possibile? Io dico di sì. Non ho dubbio alcuno.

Nelle scarpe di Helen Nonini | Zelda was a writer

In questo post indosso il modello Greeny Mule, nato all’interno di un ciclo di lavoro totalmente sostenibile.

Le fibbie, la tomaia e la fodera sono realizzate in materiali riciclati al 100%.  La suola è composta per il 20% da materiale riciclato e per il restante 80% da gomma organica naturale. Inoltre, per i colori delle stampe non sono stati utilizzati né acqua né coloranti.
Ci tengo a specificarlo perché, dopo quanto detto con e su Helen Nonini, mi sembra che una strada di consapevolezza e attenzione sia possibile e che gli esempi in questa direzione inizino a essere tanti.

Grazie come sempre a Justine per le foto che scatta durante i miei incontri.

Questo post è il risultato di una collaborazione con Scholl di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro.