14 Novembre 2019

Nelle scarpe di… Ginny Chiara Viola

Camilla - Zelda was a writer

In occasione del nuovo ciclo di "Nelle scarpe di... " sostenuto da Scholl, ho incontrato Helen NoniniIl nuovo oroscopo personale 2020” (Rizzoli) di Ginny, al secolo Chiara Viola, è uscito da qualche settimana e, da quando mi è finito tra le mani, ho desiderato con tutta me stessa incontrare la sua autrice.

Chiara è un’astrologa, un’anima luminosa e infaticabile che si divide tra il suo Una parola buona per tutti, collaborazioni giornalistiche e un appuntamento settimanale dai microfoni di Radio DeeJay.

Nelle Scarpe di Ginny | Zelda was a writerIl nostro incontro, a pochi passi dall’Arco della Pace, è stato una vera folgorazione.
Si vede che il cielo sopra di noi aveva unito punti speciali, si vede che era in atto un bel movimento di pianeti e che il Sole, nascosto tra la nuvolaglia densa e umida di una giornata di fine ottobre, ci seguiva di nascosto, tifando per noi.

Ho incontrato Ginny grazie a Scholl. Il nostro “Nelle scarpe di…” è giunto alla sua fase finale. Nel corso degli ultimi due anni, questo progetto mi ha fatto incontrare persone interessanti e coraggiose. Ogni incontro mi ha permesso di indagare su nuovi modi di attraversare la vita e di raccontarveli con entusiasmo, nella speranza che diventassero piattaforme inedite per nuovi slanci personali.

Nelle Scarpe di Ginny | Zelda was a writerGinny è una di queste persone coraggiose. Ha cambiato vita, ha scelto la sua strada, si impegna ogni giorno senza sconti e non è mai sazia dei suoi nuovi panorami. Cammina spedita e me la immagino pure saltellare, da tanta e tracimante la passione che la muove.

Ginny ha scritto un libro generoso e divertente, ve lo consiglio!
Diviso in due parti, fornisce prima di tutto gli strumenti per conoscere l’astrologia e considerarla un linguaggio fertile, utile a incrementare la percezione di noi nel mondo.

Nelle Scarpe di Ginny | Zelda was a writerSiamo sovrastati da un cielo immenso e in continua trasformazione, le cui energie producono influenze che non possono non orientare la nostra vita. Noi, così piccoli ed esposti, guardiamo cieli zeppi di stelle che sono già diventate altro. Noi, così ancorati alla terra e alla sua materia, speriamo che nulla rimetta in discussione il nostro rincuorante bisogno di stasi.

Il mondo cambia, i cieli corrono, le costellazioni disegnano forme e simboli, i pianeti influiscono sulla nostra vita.

Nelle Scarpe di Ginny | Zelda was a writer«Non è divinazione e nemmeno un mirabolante trucco da mago» mi dice la mia ospite «l’astrologia è linguaggio». Un linguaggio con le sue regole, dove ogni elemento, anche il più piccolo, contribuisce a definire la nostra unicità.
«L’astrologia» – aggiunge Ginny – non ingabbia le persone in 12 segni, ma permette loro di estendersi». Estendersi e contemplare, anche ciò che è lontano da noi mille miglia, ciò che non si vede ma esiste, ciò che si muove con logiche proprie, distante dai nostri tormenti e dai nostri crucci.

Nelle Scarpe di Ginny | Zelda was a writerMaggiori sono i modi di guardarci e di definirci e più completa sarà l’idea che costruiremo di noi.

E allora perché non aprirsi a nuove espressioni di sé? Perché non contemplare anche quello che, seppure lontano dalla nostra forma mentis, ci offre un’occasione per evolvere e conoscere?

Nelle Scarpe di Ginny | Zelda was a writerL’altro giorno con Ginny abbiamo anche giocato. Abbiamo riso e ci siamo raccontate la vita. Con noi Justine, i progetti, la pizza, il cielo brumoso, i temi natali e le speranze. Tante speranze. Di fare bene, di non smettere di farsi domande e di cercare, di organizzare più incontri di questo tipo.

Le ho chiesto di dirmi come cammineremo nel 2020. Ecco quello che mi ha detto:
Segni di Terra (Toro, Vergine e Capricorno): faranno della velocità una compagna di viaggio, non sarà escluso vederli marciare.
Segni d’Acqua (Cancro, Scorpione, Pesci): grazie Nettuno voleranno. Il loro sarà un anno di grande interiorità.
Segni di Fuoco (Ariete, Sagittario, Leone): correranno a causa di Marte, che nella seconda parte dell’anno li influenzerà a tal punto da renderli trasgressivi.
Segni d’Aria (Gemelli, Bilancia e Acquario): passeggeranno, piano piano, verso il 2021, quando le situazioni pendenti arriveranno, finalmente, a una soluzione.

Lo si dice spesso, ma mai abbastanza per i miei gusti: le nostre ferite sono i nostri punti di forza, in essi risiede il potere dell’unicità. Non smetterò mai di capire chi io sia, quali forze mi sovrastino e quanti e quali oscuri mondi alberghino in me. Userò tutto, dentro e fuori da me. Non avrò timore di frequentare nuovi linguaggi, nuovi punti di vista. Fate lo stesso, senza paura!

Nelle Scarpe di Ginny | Zelda was a writer
Breve ragguaglio sulle Scholl di questo post.
Io ho camminato con le mie Danabel, le scarpe di questa stagione che più amo. Mi permettono di essere comoda senza rinunciare all’estetica. In più, essendo io già tanto alta, hanno un tacco di circa 5 centimetri che non mi fa sentire oltremodo svettante. Altre notizie interessanti: la fodera di questo tronchetto è trattata con Aloe Vera e il plantare è in Scholl Memory Cushion®, tecnologia che mi consente di distribuire il mio peso lungo tutta la pianta dei piedi. Insomma, consiglio!

Grazie come sempre a Justine per le foto che scatta durante i miei incontri.

Questo post è il risultato di una collaborazione con Scholl di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

12 Novembre 2019

Il Silenzio dell’Acqua

Camilla - Zelda was a writer

Il Silenzio dell'Acqua | Zelda was a writerNelle ultime due settimane, su instagram, ho condiviso un piccolo progetto creativo dedicato a “Il Silenzio dell’Acqua” di Louise O’Neill (HOT SPOT – Il Castoro).

Il libro, una riscrittura in chiave moderna e femminista de La Sirenetta di Andersen (1837), mi ha regalato l’occasione di parlarvi della sua storia attraverso il disegno.

Sebbene il libro non sia affatto illustrato, la storia di Gaia – giovane sirena a cui è stata insegnato che l’unico modo per definirsi è essere ammirata, desiderata e amata da un potere forte ed esterno a lei – me la sono immaginata colorata, attraversata dalle parole che le abitano i pensieri, avviluppata da una speranza a cui fatica a dare un nome.

Gli abissi di un regno lontano e fatato, abitato da re violenti e streghe oscure. Due mondi tanto diversi come la Terra e il Mare, eppure così simili nelle loro estensioni e nei loro limiti. Il desiderio di libertà di una giovane donna che si immagina una vita diversa, ben oltre i confini della sua gabbia dorata, e che sacrifica tutte le sue ricchezze per questo richiamo atavico e viscerale.
Ecco alcune delle immagini che porterò con me e che spero viaggeranno con voi.

Ma c’è tanto altro ne “Il Silenzio dell’Acqua”.

Tra le sua pagine troverete la drammatica storia della perdita di se stesse… Esiste forse dolore più grande? E poi, come fosse una repentina risalita dagli abissi più oscuri, assisterete alla rocambolesca conquista della propria identità. Imperfetta, mostruosa, lontana da ciò che gli altri si aspettano da noi. Ma propria, unica, non negoziabile.

Finalmente se stesse, dunque. Senza che questo significhi perdita o dolore. Senza permessi o lasciapassare.

HOT SPOT crea libri che mettono in discussione il senso del genere e quello della fascia di età.
A chi è dedicato questo libro, dunque? Maschi o femmine? Giovani o adulti?
Questo libro è dedicato a chiunque ami gli abissi, specie quando sono la piattaforma per slanci fluidi e innamorati verso altri mondi, verso nuove versioni di sé.
Non ci sono limiti di spazio o tempo per questi impeti. E ve li auguro con trasporto, per tutto il tempo in cui avrete voglia di cercarvi.

Ecco il resoconto delle mie condivisioni legate a “Il Silenzio dell’Acqua”:

Il Silenzio dell'Acqua | Zelda was a writer

Prima illustrazione: giovedì 31 ottobre 2019

Ho pensato alla mia amica Martina, quando ho iniziato il progetto dedicato al libro “Il Silenzio dell’acqua” di Louise O’Neill, pubblicato in Italia da Hot Spot – @ilcastorolibri. Martina ha una figlia bellissima e promettente, si chiama Giulia. In lei mi rivedo tantissimo. Sono stata anche io una Giulia piena di vita, libera di esprimere le mie velleità, molto lontana dai modelli che imperavano tra i miei coetanei.
Ho pensato a loro e anche a voi, a voi che mi leggete e alle vostre figlie, perché questo libro ha il valore aggiunto di parlare a tutte noi.

Questa volta ho deciso di disegnare le parole che ho letto. Il libro non è illustrato, ma nella mia testa si è riempito di colori e allora ho deciso di accostarli ad alcuni passaggi che avevo sottolineato più volte e che mi sembravano utili, attuali, potenti. “Il Silenzio dell’acqua” è la riscrittura della Sirenetta di Andersen. Il tono è cupo, la violenza e la sopraffazione sono all’ordine del giorno, i falsi miti di un’educazione di stampo patriarcale influenzano le scelte delle donne, spingendole a compromettere tutto per un complimento, a credere che l’avvenenza sia l’unica arma di cui dispongono.

Ma c’è anche altro. Ci sono il mare e i suoi abissi, per esempio. C’è la scoperta della propria libertà individuale, del richiamo selvaggio e pulsante a essere come si è, lontane dagli imperativi sociali, da quello che gli altri vorrebbero per noi. Libere di essere finalmente diverse, maghe o streghe, aggraziate o distruttive.
Questo libro parla a Martina e a Giulia, a me e a tutte voi. Sono contenta che sia con noi per tutta la prossima settimana. Sono contenta di potervelo raccontare a modo mio ❤️

Il Silenzio dell'Acqua | Zelda was a writer

Seconda illustrazione: martedì 5 novembre 2019

“Il Silenzio dell’acqua” di Louise O’Neill (Hot Spot – @ilcastorolibri) è il libro ospite di queste due ultime settimane: l’ho letto e riletto, sottolineato e immaginato. Ne sono nate tre illustrazioni – il libro non è illustrato, ma io ho voluto raccntarvelo attraverso il disegno – che parlano di nostalgia, di dolore, di rinascita.

Gaia, la Sirenetta di questa riscrittura del celebre libro di Andersen del 1837, è approdata nel mondo degli umani. Ha dovuto rinunciare a tantissimo per essere come loro, ma non ha avuto il minimo dubbio: lasciare la gabbia dorata del suo regno, i soprusi, le prevaricazioni paterne e il matrimonio con un uomo molto più vecchio di lei è stata una scelta necessaria, l’unica strada che sentisse di dover percorrere.

Gaia, però, arriva tra gli umani pensando di dover trovare un altro uomo che la liberi. Lascia un padrone per cercarne un altro. Crede che sarà la sua avvenenza silenziosa, sottomessa ed eterea a salvarla, a regalarle finalmente quella libertà che ha tanto sognato, ma che nessuno le ha mai insegnato.
Non esiste un luogo perfetto che ci regali la libertà se noi, per primi, non siamo disposti a cercarla dentro di noi. E Gaia, a un certo punto della storia, tornerà a cercare il suo mare.

Il Silenzio dell'Acqua | Zelda was a writerTerza illustrazione: sabato 9 novembre

Ultimo appuntamento con “Il Silenzio dell’acqua”, libro di Louise O’Neill (Hot Spot – @ilcastorolibri) che ci ha tenuto compagnia nelle ultime due settimane.

Ho scelto di raccontarvelo attraverso l’illustrazione, privilegiando colori pieni e contorni netti, selezionando frasi tratte dal libro che potessero catapultarvi immediatamente nel suo mondo.
È con questo ultimo disegno che vi lascio, con i colori delle tenebre e degli abissi meno fatati. Tra anfratti limacciosi, finalmente liberi di essere come si è, anche oscuri, anche mostruosi.

Nella speranza che ognuno di noi possa abitare il posto che più ama, sia esso pieno di luce o avviluppato dall’oscurità. Senza imposizioni o sensi di colpa, lontani anni luce da ciò che si dovrebbe fare, da ciò è conveniente.

Gaia, la Sirenetta della O’Neill, si trova quando pensava di avere perso tutto: avvenenza, voce, amore paterno, femminilità. Spogliata di tutte le sue ricchezze, trova quella più grande: se stessa.
Grazie per avere nuotato fino a qui con me. 

Questo post è il risultato di una collaborazione con Il Castoro di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

8 Ottobre 2019

Grembiuli e “Fiori dalla Cenere”

Camilla - Zelda was a writer

Fiori dalla Cenere | Zelda was a writer

Il mio progetto creativo legato a “Fiori dalla Cenere”, potente romanzo di Kate Quinn, pubblicato da Editrice Nord lo scorso 12 settembre, si è concluso da qualche giorno. Oggi ho deciso di raggruppare tutte le foto pubblicate su instagram in un post che possa mostrarvelo nella sua interezza.

La storia della leggendaria Rete di Alice, un’organizzazione segreta di spie – prevalentemente al femminile – che operavano tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, mi ha colpito nel profondo.

Da subito mi è stato chiaro che mi sarei concentrata sul coraggio delle protagoniste del libro. Volevo sottolineare lo sconsiderato anelito di libertà che le aveva spinte, non solo ad rispondere a loro modo alla chiamata alle armi durante due conflitti mondiali, ma anche e soprattutto a rimettere in discussione la loro condizione di donne sottomesse e, per così dire, accessorie.

Ho preso un grembiule, il simbolo della donna “regina del focolare”, e l’ho usato come fosse un foglio su cui imprimere frasi forti, non sempre eleganti o leziose. 

Ho scritto a mano frasi spesso veementi, tratte dal libro, utili ad accompagnarlo senza vanificarne la forza. Frasi che, a un certo punto, mi sono sembrate molto attuali e quindi ancora utili per confronti e riflessioni.

I grembiuli sono tutti vintage, comprati in una bancarella del mercato di Pietrasanta.
L’ultimo della serie, invece, appartiene alla mia famiglia ed è arrivato a me perché amorevolmente custodito negli anni da mia nonna Rosa. Era il regalo di una sua nipote che si era trasferita in Canada con una parte della famiglia.
Non è stato facile scriverci sopra: era come profanare un ricordo, plasmarlo, farlo mio senza chiedere il permesso. In realtà, visto che non ho mai conosciuto mia nonna Rosa, è diventata presto l’occasione di vivere un’esperienza condivisa. Di costruire il nostro primo ricordo.

Non credevo che si sarebbero creati così tanti livelli di senso in questo progetto! In fondo dovevo sospettarlo: le storie coinvolgono tutti, aspettano solo i nostri occhi e i nostri ricordi per crescere e diventare indimenticabili.

Primo Grembiule – 18 settembre 2019

Lili, hai mai paura?
– Sì, come tutti. Ma solo dopo che il pericolo è passato. Prima la paura è un lusso. (…) Benvenuta nella rete di Alice, Eve.
***
Lili e Eve sono le protagoniste di “Fiori dalla cenere” di Kate Quinn (Casa Editrice Nord ). Sono due spie, due fiori del male. Lili, poi, è esistita veramente: durante la Prima Guerra Mondiale è stata a capo di una rete di spie organizzatissima e infallibile. Il suo grande “difetto” è stato quello di essere donna: non sempre presa sul serio, non sempre assecondata nel suo fiuto da combattente.

Nelle ultime settimane ho scritto le parole di questo libro potente su alcuni grembiuli vintage. L’ho fatto perché il grembiule mi sembrava un simbolo della condizione delle donne raccontate nel libro. Il più elementare dei nodi, quello meno facile da sciogliere. Ho immaginato una tela leziosa, che riporta alla donna come “regina del focolare”, su cui scrivere parole non facili, spesso dure e dolorose.

Questo primo grembiule parla di paura.

Quando ho letto di Lili e Eve, delle loro gesta e dei pericoli a cui si sono sottoposte consapevolmente, mi sono sentita molto fortunata. Fortunata di non avere mai avuto una paura tanto grande e oscura. Fortunata di non aver dovuto scegliere di provarla in un secondo momento, a pericolo scampato.

Consiglio con trasporto questa storia di coraggio e di speranza, perché sono la Storia e i suoi trascorsi a dare un senso forte al nostro presente.

Secondo grembiule – 20 settembre 2019

Fleurs du mal. (…)
Non siamo fiori da cogliere e accudire, capitano. Noi prosperiamo nel male.
***
Nuovo grembiule scritto a mano per raccontarvi #FioridallaCenere, il libro di @katequinn5975 per @editricenord ❤️

Le donne della Rete di Alice hanno identità multiple e spesso ignorano nomi e vissuti delle loro stesse compagne di lotta. Lili, Violette e Marguerite sono spie con nomi di fiori, ma – come ama specificare Eve – sono “fiori del male”.
Nate sul terreno arido della Prima Guerra Mondiale, hanno dovuto usare gli stessi mezzi del sistema che volevano combattere. Sono sconsiderate e impavide, non si tirano indietro di fronte a nulla. Hanno paura, certo, ma non smettono di combattere, neanche quando la loro vita è in serio pericolo.

Non sono fiori da proteggere, ma erba matta, capace di qualunque cosa per la libertà.

Spesso ammettono sommessamente di temere di rimpiangere la guerra, una volta finita, perché la sua conclusione porterà a una morte ben più insidiosa: quella della loro indipendenza. Temono, a ragione, di tornare a essere figure bidimensionali dalla vita già definita. Madri, mogli, casalinghe.

Sono passati decenni dalla storia di Lili, Violette e Marguerite, ma l’idea che le donne siano esseri eterei, da proteggere e aiutare, persiste nella nostra cultura.
Prima di essere un genere, le donne sono persone. Attraversate, come tutti, da sentimenti nobili e dal loro esatto contrario. Può capitare che siano buone, brave e fragili, ma di certo non perché si sono adoperate per diventarlo, perché è in quella manciata di aggettivi che si costruisce la loro credibilità, la loro “onorabilità”. Possono voler essere cattivissime o possono non volerlo affatto, senza riuscire a farne a meno.
A costo di apparirvi drammaticamente banale, vorrei finire dicendo questo: le donne vogliono vivere una vita piena e libera, lontana dai pesi e dalle misure della società che le guarda e le giudica… Non è forse il desiderio che accomuna ogni essere umano?

Fiori dalla Cenere | Zelda was a writer

Terzo grembiule – 24 settembre 2019

Tornata a casa con tutte le sue medaglie al valore, Violette Lameron – nome in codice di Léonie Van houtte – sposò un giornalista e aprì un negozio di ceramiche a Roubaix. Dopo aver ascoltato i suoi ricordi sulla guerra, il marito decise di scrivere “La Guerre des Femmes” (“La Guerra delle Donne”). E Louise de Bettignies “Lili” vi compariva in tutta la sua incredibile e stoica resistenza al nemico.
Il progetto dei grembiuli, ispirato a #FioridallaCenere di Kate Quinn (Casa Editrice Nord) torna oggi con un nuovo messaggio in codice.

[Morì com’era vissuta: come un soldato]

Questa frase è riferita al personaggio di Lili che, come vi ho anticipato nelle Stories, è realmente vissuta.
Lili era il capo di una rete impavida di spie che operavano contro gli oppressori tedeschi durante la Prima Guerra Mondiale. Si dice fosse una donna minuta e camaleontica, dotata di un senso dell’umorismo non comune considerati i tempi. La Storia l’ha pressoché dimenticata, ma è certo che fosse la regina incontrastata delle spie francesi e che visse e morì da soldato.

Fiori dalla Cenere | Zelda was a writer

Quarto grembiule – 26 settembre 2019

[Non so che cosa voglio. Non me l’aveva mai chiesto nessuno]

Quarto grembiule legato al progetto creativo ispirato a #FioridallaCenere di @katequinn5975 (@editricenord)
Questo pensiero è di Charlie, la giovane protagonista del libro. Nata e cresciuta in un ambiente permeato da convenzioni sociali rigorose e castranti, la ragazza si trova a rispondere a una domanda che la mette in crisi: che cosa vuoi per la tua vita?

Queste donne si sono dovute inventare i loro sogni perché la società, che prometteva loro solo ambienti protetti e già strutturati, non aveva molta fantasia in merito. Formule trite e ritrite sul loro destino di moglie e madri, formule in cui il loro ruolo era sempre due passi indietro rispetto a un potere forte (marito, famiglia, società) che decideva per loro e non ammetteva variazioni sul tema.

Ho costruito la mia vita sui progetti. Alcuni sono tanto ambiziosi e mirabolanti che forse non si realizzeranno mai, ma la cosa fondamentale è che mi è stato insegnato che avrei potuto essere tutto quello che volevo, che avrei potuto costruire un’idea di me piena e soddisfacente, cambiando idea di continuo o aggiungendo nuovi sogni, nuove velleità. Alcune volte penso che non sia tanto il progetto da realizzare, quanto quello che colleziono a rendermi così ricca e propositiva…

L’idea che queste donne abbiano dovuto costruire i loro desideri dal niente mi sembra una cosa incredibile. Eppure capita ancora, qui e ora, che moltissime di noi percepiscano con difficoltà la loro vera voce interiore. Sono cambiati i meccanismi e si sono sciolti nodi che parevano indistricabili, ma a volte ho la sensazione che le interferenze siano ancora tante e spesso troppo faticose da gestire.

In definitiva, credo che sia per questo che amo tanto questo progetto: mentre parla del passato, ci permette di analizzare il nostro presente.Fiori dalla Cenere | Zelda was a writer

Quinto grembiule – 2 ottobre 2019

[C’erano il passato e il presente. Non esistevano altre certezze. Nient’altro era reale. (…) Sì, sono una spia]

Penultimo grembiule del progetto creativo legato al romanzo “Fiori dalla Cenere” di Kate Quinn (Casa Editrice Nord)
Durante la lettura delle gesta della Rete di Alice, circuito di spie che operava durante la Prima Guerra Mondiale, sono rimasta colpita dalla pragmaticità del tempo.

Specie se confrontato alle nostre azioni perennemente rivolte al futuro – il futuro della nostra completezza, dei successi, delle mete raggiunte – il tempo della guerra è una prospettiva fissa, ingabbiata tra quello che si è perso e ciò che serve per sopravvivere.

Mi ero dimenticata di quanto poter arredare il proprio futuro, espandendolo lungo mille direzioni, fosse un privilegio a cui, ancora oggi, non tutti possono ambire. Mi ero dimenticata di quanto non sia tanto il sogno realizzato o la metà raggiunta a costruire una fortuna, ma la possibilità di avere tempo e testa per immaginarsi nuovi, migliori, vivi e pieni di possibilità.

Sesto grembiule – 4 ottobre 2019

Questo è l’ultimo dei grembiuli dedicati al romanzo #FioridallaCenere di Kate Quinn (Casa Editrice Nord)

È un ricordo della mia famiglia: venne inviato dal Canada a mia nonna Rosa. Faceva parte di un pacco delle meraviglie pazientemente assemblato da Angelina, sua nipote. Dentro c’erano foto di matrimoni e comunioni, lettere scritte a mano con un italiano ormai compromesso dagli anni di lontananza, piccoli tesori ricamati e tanto pizzo. Scriverci sopra è stato potentissimo, perché è come se avessi aggiunto nuovi sensi e urgenze alla sua specialità.

È con le parole che compaiono sulla pettorina che vorrei lasciarvi.
“NON SEI STATA TU” è un mantra doloroso che attraversa il libro e la storia di Eve, ma è anche un’eco che valica le sue pagine – e il passato che raccontano – per arrivare a noi, a questo presente.
Il senso di colpa, la paura di essere eccessive, non conformi, lontane mille miglia dalle attese della nostra società, ancora così vigile e spesso spietata.
Sembra incredibile a dirsi, ma ci sono cose che non sono ancora cambiate, muri ancora troppo alti e ostinatamente silenziosi.

[Non sei stata tu. Chiunque tu sia e qualunque sia il motivo che ti ha portata qui, sappi che queste parole sono qui per te, per ogni volta che ne avrai bisogno.]

Torno presto con le Stories dedicate a questi ultimi due grembiuli e un bel pst riassuntivo. Grazie per il sostegno regalato a questo progetto, grazie con il cuore!

Fiori dalla Cenere | Zelda was a writer

Al prossimo progetto creativo!
Camilla
Zelda was a writer

Questo post è il risultato di una collaborazione con Editrice Nord di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

1 Agosto 2019

Ti porto con me: Isa e Storytel

Camilla - Zelda was a writer

Conosco Isa dai primi tempi di Zelda. Mi ha scritto anni fa perché produceva piccoli gioielli in plexiglass che ancora conservo. Voleva parlarmene, voleva regalarmene uno. Ci siamo viste e sentite poche volte ma ci siamo sempre seguite da lontano.
Sono stata tra i primi a indossare i fantastici zainetti IF bags, nati dalla sua mente iperbolica e diventati da subito un feticcio irresistibile. Il mio zaino azzurro è diligentemente conservato nella sua busta di protezione e viene sfoggiato in tutte le occasioni in cui voglio unire bellezza e praticità.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerCome avrete capito, Isa è l’ultima ospite di “Ti porto con me”, il progetto realizzato in collaborazione con Storytel (riassunto delle puntate precedenti: CamillaFrancescaJustine). Ultima solo in ordine di tempo.

Ci siamo incontrate qualche settimana fa, nel corso di una afosa mattinata di chiacchiere e risate.

Quando a me e Justine capita di raggiungere Isa all’IF Creative Hub – quartier generale suo e di Lucia, socia di creatività e sogni mirabolanti – si finisce a parlare di tutto quello che ci passa per la mente, compresi progetti per il futuro, idee di collaborazione, pensieri sulla vita, storie da continuare a riderci per infiniti minuti. Anzi, a dirla tutta, non si finisce mai: lasciarsi è difficilissimo e, di solito, i nostri saluti durano delle buone mezz’ore.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

L’IF Creative Hub si trova in via Vigevano 15, a Milano.

Potrei semplicemente dirvi che entrando vi troverete immersi in una foresta di piante e oggetti di cartoleria. Sarebbe già abbastanza, ma non sarebbe tutto: in questo avamposto di novità dal mondo della carta e da quello della terra, vi immergerete in un’atmosfera che profuma di gomme da cancellare e prato appena bagnato e tornerete a casa carichi di energia e buonumore. Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer
Merito delle padrone di casa, della loro gentilezza e di un gusto non comune che le spinge a tinteggiare pareti di blu Klein, a girare per il mondo per trovare cestini delle nuances giuste, ad arredare gli spazi con fiori profumati, teste di ceramica da cui esplodono germogli e terrarium delicati e fantasiosi.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Con Isa, però, abbiamo parlato di audiolibri e di sport. Il suo audiolibro del cuore su Storytel è “Momenti di Trascurabile Felicità” di Francesco Piccolo, letto dall’autore stesso.

L’ho scelto perché il mio momento di trascurabile felicità è il calcio – mi dice e da quel momento iniziamo a parlare dell’importanza che la squadra di calcio femminile (durante il nostro incontro è ancora in competizione ai Mondiali di Francia) ha per il nostro momento storico.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Non  è solo calcio, è civiltà, libertà di espressione. Felicità, questa volta non trascurabile, di sentirsi nell’esatto punto in cui si vuole essere. Senza che diventi una crociata, senza che la fatica diventi più ingombrante della gioia.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Sarà per questo che il claim di Calcetto Eleganza Ladies, squadra di calcetto femminile nata per volere delle ragazze IF dal già rodato Calcetto Eleganza è “Non per sport ma per moda”.
Il calcio femminile serve a ribadire il valore del divertimento e dell’aggregazione. Non è urgente parlare di agonismo sportivo ma di costume, di rimessa in discussione di alcune consuetudini, di piena libertà di divertimento. Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

A un mese dalla chiusura del Mondiale di Calcio femminile, dopo che molti di noi hanno sperimentato un ritorno all’appartenenza calcistica più genuina, dopo aver tifato per sportive con storie incredibili alle spalle, abitate da un senso non comune della tenacia e dell’abnegazione, mi viene da pensare che l’audiolibro di oggi ci racconti il potere magico della felicità, la sua consistenza impalpabile e al contempo densa, indimenticabile. Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Ognuno di noi spera con tutto se stesso di agguantare la felicità, anche per pochissimi istanti in un’esistenza. A volte la felicità è incostante e tanto fugace da lasciarci un sensazione di benessere difficile da definire persino a noi stessi. Ma dovrebbe essere uno stato di grazia accessibile a tutti, a prescindere dalle scelte personali e dai destini.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer
In fondo, un mondo migliore non sarà mai un posto di persone abili e vincenti, ma il luogo in cui tutto potrà accadere ed essere a portata di chiunque. Non per sport, per fama, per soldi ma per moda, gioco e divertimento.

Camilla
Zelda was a writer

—> Se volete ascoltare anche voi i momenti di trascurabile felicità di Piccolo, cliccate qui. In occasione del nostro progetto, i canonici 14 giorni di prova su Storytel sono diventati ben 30!

Questo post è il risultato di una collaborazione con Storytel di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

18 Luglio 2019

Ti porto con me: Justine e Storytel!

Camilla - Zelda was a writer

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Il terzo incontro di “Ti porto con me”, il progetto realizzato con Storytel (per un veloce ripasso –> Ti porto con me: prima puntataTi porto con Francesca: seconda puntata) e dedicato al variegato mondo dell’audiolettura, mi ha condotta dritta dritta a Justine.

Che faccio, ve la devo presentare?! :)

Justine e io ci conosciamo da circa 10 anni. È stato il web a farci incontrare: ci siamo scritte e qualche settimana dopo ci siamo incontrate. Da quel momento non ci siamo più lasciate!

A volte penso che questo periodo di tentativi e rinascite sia passato in un soffio, altre mi sembra sia stato lento e denso. Tantissimi volti e storie, tantissimi aggiustamenti del percorso intrapreso. Molte domande sospese e altrettanti voli a braccia aperte, con la convinzione che, in un mare di punti interrogativi, almeno la nostra reciproca rete di protezione fosse certa.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Credo che se ci impegnassimo (e, soprattutto, avessimo il tempo per farlo!) potremmo registrare ore e ore di leggendarie imprese, di gioie e dolori, di risate interminabili e qualche lacrima segreta.
Vi immaginate che podcast?!
Ore di vittorie impensabili e di gag “alla Mister Bean”, di cui – va specificato – andiamo entrambe molto fiere. Ore di cui alla fine non parleremo mai, perché quello che amiamo più di tutto, nonostante le reciproche differenze, è continuare a procedere, abbracciando il cambiamento e arredando con cura il nostro futuro.

Il progetto più grande e promettente di Justine si chiama “Funky Mama Collection“. Dire che si tratti di uno shop online di moda e accessori è limitante: questo è ciò che si vede e che serve ad “aggiudicarsi” prodotti artigianali amati e pensati, rigorosamente made in Italy.
Dietro, però, sviluppato con pazienza e lungimiranza, si sta costruendo un mondo per vere “unconventional gentlewomen”, donne coraggiose che hanno abbandonato le zavorre di convenzioni sociali scegliendo di seguirsi con ironia e gentilezza.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

In occasione del progetto costruito per Storytel, Justine e io abbiamo attraversato la mia zona in tram. In mezzo ai chilometri macinati, ci sono state le nostre chiacchiere (sempre tantissime) e  l’audiolettura di “Andy Warhol”, scritto da Michele Tosi e letto da Federica Tabori e Christian Renzicchi.

Il podcast racconta la vita di un uomo che ha segnato indelebilmente la storia dell’arte mondiale, che si è fatto interprete (non giudicante) della società consumistica americana e ha previsto con una puntualità non comune l’ingerenza dei mass media nelle nostre vite. 

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerIl motivo di questa scelta?

Justine mi dice che dipende dalla sete di questo suo particolare periodo professionale e personale, una sete di arte e colore. Il pensiero della Pop Art, dei suoi colori accesi e coinvolgenti e della sua aderenza al sociale, la spingono ad accedere a Storytel cercando immediatamente Andy Warhol. Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

«Conosciamo tutti gli anni di esplosione creativa dell’artista americano – aggiunge – ma quanti possono dire di aver indagato sulla sua vita pregressa? Quali sono stati i primi giorni della vita di un genio della creatività?»

Il podcast parte dalla puntata zero di una vita a dir poco incredibile e decide di raccontare anche gli anni di povertà, solitudine e malattia.

Il desiderio di arte e colore di Justine non è mai disgiunto dalle storie, dall’esigenza di conoscere l’Uomo in tutte le sue sfaccettature. Se vuoi parlare alle persone, non puoi prescindere dall’ascoltare, dal cercare di accorciare le distanze che vi dividono, dal provare a indossare le loro scarpe. Justine in questo è sempre stata imbattibile: sempre pronta a capire, ad allenare l’empatia.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

La mia amica non ha la patente ma viaggia tantissimo, con la mente e con il corpo.
Non ha liste d’importanza, il viaggio è prima di tutto uno stato d’animo. Per quanto la riguarda, attraversare la città con i mezzi pubblici o raggiungere il Giappone – cosa che farà dopo l’estate per un’importante fiera del suo settore – hanno lo stesso potere intrinseco: permetterti di trovare nuove occasioni di ascolto e di ispirazione.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerTi porto con me Storytel | Zelda was a writer

Durante questi spostamenti, Justine approfondisce.
«C’è sempre meno tempo per l’approfondimento e, paradossalmente, ne sento un crescente bisogno. Gli audiolibri e i podcast mi aiutano a soddisfare questa necessità proprio durante i miei viaggi.»

Viaggiare mossi da un desiderio insopprimibile di conoscenza, convinti che il mondo sarà sempre generoso in fatto di nuove scoperte. Immagino sempre così Justine, una donna che cerca e che regala. Senza posa e senza paura.

Buona audiolettura a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

—> Se volete ascoltare anche voi vite di artisti celebri, cliccate qui. In occasione del nostro progetto, infatti, i canonici 14 giorni di prova su Storytel sono diventati ben 30!

Questo post è il risultato di una collaborazione con Storytel di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro.