12 ottobre 2017

Il caso Harvey Weinstein e il nostro giudizio

Camilla - Zelda was a writer

Il futuro è umano | Zelda was a writerIn queste ore ne stanno parlando tutti e quindi sono certa che il mio punto di vista non tolga o aggiunga nulla alla questione ma ci tengo comunque a scriverlo qui.

Mi riferisco, ovviamente, alla notizia delle violenze di Harvey Weinstein e alla pletora di commenti sessisti e biechi che hanno invaso il web.

I grandi travolgimenti della vita, i colpi inferiti al corpo, i cortocircuiti della mente e le prevaricazioni di ogni tipo – da quelle più evidenti alle loro espressioni più rarefatte – generano spesso azioni lontane anni luce da quel tipo di equazioni, di solito semplicistiche e grette, con cui spesso si argomenta sul web o nei bar.

Quindi, vi prego, difendete sempre le vittime di una violenza, a prescindere da chi siano, non perdetevi in analisi che francamente non vi competono, accettate di non avere un’opinione, siate empatici e rispettosi nel silenzio, nell’assenza di giudizio.

Bisognerebbe amare il proprio pensiero a tal punto da regalargli sempre un’occasione per cambiare traiettoria e bisognerebbe darsi la possibilità di accettare l’esistenza di ciò che è invisibile, di quello che si trova nascosto nelle pieghe e nei segreti di ognuno di noi.

Non siamo giudici, non siamo censori.

Il web ci dà l’idea che tutto vada analizzato ai raggi X e che si richieda sempre e comunque un nostro parere sulla vita (in genere degli altri) ma voglio essere onesta con voi: non è affatto così.
In alcune situazioni, quelle più fortunate, avrete il peso specifico di una goccia nel mare e la vostra (unica) grande occasione per influenzare il corso delle sue onde sarà quella di sospendere il giudizio, di partecipare alla sofferenza e allo sconcerto con il silenzio.

E poi, diffidate profondamente di chi ha un’opinione certa, cieca e granitica su tutto.

Molta parte delle nostre certezze si sfalderebbero miseramente, se fossero messe di fronte a un grande schianto. Ricordatevelo sempre quando vi sembrerà che i conti delle storie che vi trovate ad analizzare non tornino. Pensate a come stareste male voi. Pensate a quanto potrebbero uccidervi le vostre stesse parole.

Si parla molto spesso della solidarietà femminile come di qualcosa che dovrebbe renderci tutte amiche e solidali ma la vera sorellanza è quella umana.

Il futuro non è donna, il futuro è umano.

La vostra umanità conta molto più di quanto vi possa sembrare, non trattatela mai come accessoria. Forse non salverà destini ma di certo non contribuirà ad affossarli del tutto.

Buona serata a tutti,
Camilla
Zelda was a writer

 

APPROFONDIMENTI

  • Sul “caso Harvey Weinstein” ma, soprattutto, sulla necessità di non fare confusione tra vittime e carnefici, vi consiglio questa intervista a Michela Murgia —> «Grazie Asia Argento per aver raccontato: il problema non sei tu, ma questo Paese» – di Greta Privitera, Vanity Fair
  • Qui ho scritto dell’importanza della complessità di giudizio
  • Grazie alle Città invisibili di Italo Calvino, ho ragionato sul diritto all’oblio in questo post
  • Tiziana Cantone l’ho raccontata qui e non la dimenticherò mai.

12 ottobre 2017

Lista dei libri del Bookeaterclub (2014-2017)

Camilla - Zelda was a writer

BookeaterClub: tutti i libri | Zelda was a writer

In queste ore di attesa e preparazione per l’inizio della prossima edizione del BookeaterClub, ho deciso di creare una lista dei libri letti fino a oggi. Una lista che spero vi sia utile per fare ordine tra i vostri appunti o per recuperare libri che avete perso cammin facendo ma che, soprattutto, vi dia l’idea tangibile di quante pagine sono passate tra le nostre mani e di quanto ancora si possa fare in termini di conoscenza e curiosità.
A me servirà per calibrare la selezione di quest’anno e per cercare nuove realtà editoriali.

Basta parlare, ecco qui la lista dei libri letti tra il 2014 e il 2017!!!
BookeaterClub: tutti i libri | Zelda was a writer

BOOKEATERCLUB – EDIZIONE 2014

  1. Tempo di imparare di Valeria Parrella – Einaudi
  2. Tutto quel che è la vita di James Salter – Guanda
  3. La Falena di James Mc Cain – Isbn edizioni
  4. Il Giovane Holden (nuova traduzione) di J.D Salinger – Einaudi
  5. L’isola di Arturo di Elsa Morante – Einaudi

BOOKEATERCLUB – EDIZIONE 2014/2015

  1. Il cuore è idiota di Davy Rothbar – Baldini & Castodi
  2. Il giorno più crudele di AA. VV. – Isbn edizioni
  3. Funny Girl di Nick Hornby – Guanda
  4. Gli anni al contrario di Nadia Terranova – Einaudi
  5. L’invenzione della madre di Marco Peano – Minimum Fax
  6. Chi manda le onde di Fabio Genovesi – Mondadori
  7. Zazie nel metrò di Raymond Queneau – Einaudi
  8. La simmetria dei desideri di Eshkol Nevo – Neri Pozza

BookeaterClub: tutti i libri | Zelda was a writer

BOOKEATERCLUB – EDIZIONE 2015/2016

  1. Il paradiso degli animali di David Poissant – NN editore
  2. Il barone rampante di Italo Calvino – Oscar Mondadori
  3. Va’, metti una sentinella di Harper Lee – Feltrinelli
  4. Venere privata di Giorgio Scerbanenco – Garzanti
  5. I capelli di Harold Roux di homas Williams – Fazi editore
  6. Nessuno scompare davvero di Catherine Lacey – Sur edizioni
  7. Benedizione di Kent Haruf – NN editore
  8. La tristezza ha il sonno leggero di Lorenzo Marone – Longanesi

BOOKEATERCLUB – EDIZIONE 2016/2017

  1. Eccomi di Jonathan Safran Foer – Guanda
  2. Le ragazze di Emma Cline – Einaudi
  3. Le otto montagne di Paolo Cognetti – Einaudi
  4. Il libro dei Baltimore di Joel Dicker – La Nave di Teseo
  5. La visitatrice + La sposa irlandese di Maeve Brennan – Bur
  6. Le nostre anime di notte di Kent Haruf – NN editore
  7. Una vita come tante di Hanya Yanagihare – Sellerio
  8. Il caso Malaussène di Daniel Pennac – Feltrinelli
  9. Un complicato atto d’amore di Miriam Toews – Marcos Y Marcos

BOOKEATERCLUB – EDIZIONE 2017/2018
Sta per cominciare!
Avete scaricato la tessera?!

Io sono pronta e voi?
Camilla
Zelda was a writer

10 ottobre 2017

10 motivi (assolutamente personali) per cui non voglio smettere di volare

Camilla - Zelda was a writer

Pink is Good | Zelda was a writer
Ogni anno vi parlo di PINK is GOOD, il progetto di sensibilizzazione e informazione (e non solo —> tutte le info qui) a cura della Fondazione Umberto Veronesi. Lo faccio in ottobre, mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno.

Ogni anno ne scrivo con trasporto perché adoro le ragazze di PLV – sono loro le fautrici di #FaiVolarelaRicerca – e perché, con il tempo, il mio attaccamento alla vita cresce a dismisura.

Non ho la sindrome di Highlander: non voglio vivere per sempre, però voglio vivere bene. Voglio avere cura degli altri, della mia amata Creatività e dei suoi generosi frutti, ricordandomi sempre di quanto tutto – ma proprio tutto – passi dalla cura che saprò riservare alla mia persona, al suo corpo e alla sua mente.Pink is Good | Zelda was a writer

Non sono qui per insegnarvi nulla, tantomeno dopo una giornata come quella di oggi in cui, persa nella lista di cose da fare più lunga della Storia, mi sono completamente dimenticata chi io fossi, sono rimasta in pigiama per un lasso di tempo che aveva dell’imbarazzante e ho alzato la testa dal computer solo per portare il gatto dal veterinario.

Capirete, dunque, che il monito di queste righe vale per voi quanto per me!

Ricordatevi sempre di ricordarvi di voi. Vogliate bene al vostro corpo, non abbiate paura di controllarlo, ascoltatelo come si ascolta un messaggio che viaggia con il vento e che scompiglia improvvisamente le fronde, siate disposti ad accettare i suoi consigli e difendetelo a spada tratta.

E festeggiate ogni singolo attimo che vi regala un motivo nuovo per continuare a volare.

Pink is Good | Zelda was a writerGiovedì 19, dalle 18.30 alle 21, pressoLa Tartina di Milano, PLV presenterà il bracciale Io So Volare, in una particolare versione pensata proprio per Pink is Good.

Una parte della vendita di ogni bracciale (che verrà venduto sull’eshop di PLV e nell’area Annex de La Rinascente) andrà a sostenere le attività del progetto e permetterà di attivare quell’irresistibile circolo virtuoso per cui la gioia di chi si fa un regalo diventa immediatamente la gioia di altri sconosciuti.
Pink is Good | Zelda was a writer

Ci sono davvero tantissimi motivi per desiderare di volare ad ali spiegate e oggi, per festeggiare #FaiVolarelaRicerca, ho deciso di condividere i miei, quelli a cui tengo di più in questo momento. Ho fatto davvero fatica a limitare la mia lista a dieci punti e così mi sono concentrata sui più urgenti.

  1. Non perdere mai di vista la voce che canta dentro di me. Imparare a essere la sua cassa di risonanza, non liquidarla come accessoria, smettere di pensare che esistano voci più intonate. (Va bene così, anche dovessi limitarmi a cantare sempre e solo “Quel mazzolin di fiori”).
  2. Mettere le mani in pasta. Creare, contaminare i pensieri, frequentare tutte le sollecitazioni artistiche possibili. Dipingere il mondo con i miei colori. Fidarmi molto di più dei colori invisibili, delle sezioni auree sghembe, delle composizioni scomposte.
  3. Dire di no quando non voglio dire di sì. Non tergiversare. Motivare, semmai.
  4. Curarmi. Imparare ad ascoltare il respiro, non aver paura di fare la verticale. 
  5. Sviluppare al meglio il mio lavoro. Esserne felice, essere testimone dei suoi frutti, non perdere mai la speranza e non dimenticare i pregi dell’attesa. 
  6. Diventare mamma. Anche da single. In Italia i single non possono adottare e forse è il caso che le cose cambino.
  7. Frequentare di più i miei amici. Cucinare per loro. Anni fa lo facevo con un certo orgoglio.
  8. Comprare il tubino della vita. Nonostante ci abbia provato, non ho ancora trovato quello definitivo. (Ah, tubino della vita + décolletés della vita… Ça va sans dire!).
  9. Fermarmi a parlare con tutti e ascoltare chi ha bisogno di fermarsi a parlare con tutti. Non parlare con nessuno e rispettare i silenzi degli altri. Insomma, ridare al tempo le sue priorità, quelle più umane.
  10. Trovare il mio posto nel mondo. E comprare due sedie da cinema da appoggiare a una delle sue pareti.

Pink is Good | Zelda was a writer

Sarei curiosa di conoscere i vostri 10 motivi ultrapersonali, quelli per cui non volete smettere di volare. Se avete voglia di tornare ai super commenti da blog (ve li ricordate?! Uh, che nostalgia!!!) io sono qui ;)

Buona serata a tutti voi!
Camilla
Zelda was a writer

3 ottobre 2017

BookeaterClub: nuova stagione!

Camilla - Zelda was a writer

Nuova stagione: BookeaterClub | Zelda was a writer

Ci siamo, finalmente posso parlarvi della nuova stagione del BOOKEATERCLUB!

Siamo arrivati alla quinta edizione del nostro book club!
Quattro edizioni significano centinaia di pagine sondate e sottolineate, su cui si è pianto, riso e pensato; pagine che ci hanno fatto perdere e ritrovare, che ci hanno permesso di allontanarci dal nostro baricentro emotivo per entrare in altre storie, altri punti di vista, altre idee sulla vita.

Se mi guardo indietro – e penso a tutti i passi fatti, ai volti che mi hanno sorriso, alle matite che sottolineano, ai taccuini zeppi di appunti e agli abbracci, gli abbracci più stritolanti che ricordi – fatico a credere che tutto questo sia stato possibile, che sia stato tanto perfetto!

Eccomi, dunque, a darvi delle indicazioni di massima sulla nuova edizione.

Gli ingredienti del nostro magnifico impasto sono i soliti ma in questi mesi ho ricevuto tante domande sulla sua organizzazione e così ho deciso di costruire un post che potesse rispondere a tutti.

Innanzitutto vorrei dirvi che il nostro luogo del cuore è confermato: ci troveremo giovedì 26 ottobre alle 19 in Rizzoli GalleriaSecondo me – e lasciate che rimanga sul vago – ne vedremo delle belle!

Il Bookeaterclub si terrà una volta al mese (da ottobre a giugno).

Non ci sono tante regole, se non quella di leggere il libro del mese (ma ci piace anche chi non l’ha letto/terminato) e di avere voglia di commentarlo con noi. Il suo titolo viene dato alla fine di ogni incontro e condiviso su tutti i miei dodicimila social.

Fatemi fare un breve riassunto su chi siamo e su quello che piace ai #Bookeaters.
(Lo faccio a punti perché adoro i pallini).

  • Amiamo i chiacchieroni ma rispettiamo moltissimo i timidi e, proprio per questo, non chiediamo mai a nessuno di parlare o di esporsi. Siamo altresì convinti che la nostra irresistibile simpatia saprà coinvolgere anche i più reticenti.
  • Ci piace anche chi non è d’accordo con noi, chi ha avuto un rapporto difficile con il libro del mese, chi non conosce a memoria tutti i Russi e magari, durante l’estate, legge i thriller che si comprano in edicola. Questo a dire che, oltre che irresistibilmente simpatici, non siamo snob.
  • Ci piacciono molto anche l’educazione e la curiosità, quindi se alzate la mano e ci raccontate tutto su, che so, i gamberi dell’Alabama, noi siamo felicissimi.
  • Da noi sono nate amicizie bellissime, non sono ancora nati grandi amori ma è solo una questione di tempo. Il book club lavora alacremente per far proliferare nuove quote azzurre – le ama e le difende a spada tratta – e trova che ci sia sempre un buon motivo per festeggiare. 

Nuova stagione: BookeaterClub | Zelda was a writer

[Ho quasi finito, giuro!]

  • Il Bookeaterclub sostiene piccole grandi cause (Zanza un libro, per esempio, è un suo amico carissimo) perché crede che la Cultura regali grandi lenti con cui sondare la vita. Questo particolare modo di guardare porta con sé il bisogno impellente di agire, di impegnarsi a rendere il mondo un posto migliore.
  • L’evento è aperto a tutti (ma dedicato a un pubblico adulto). Non ci sono quote associative, non si paga per entrare e c’è una tessera da scaricare e stampare (–> QUI <–).

    La suddetta tessera vi regala la gioia di avere un’ulteriore carta da inserire nel portafoglio, qualche sticker da attaccare per testimoniare la vostra presenza a una tale data (abbiamo una lunga tradizione di stickers attaccati su tessere inutili) e uno sconto: il 15% sull’acquisto del libro del mese in Rizzoli Galleria.

Nuova stagione: BookeaterClub | Zelda was a writer

Credo di avervi detto tutto!

Manca solo il titolo del mese di ottobre:
IL MARE DOVE NON SI TOCCA di Fabio Genovesi (Mondadori)

Ci vediamo il 26 ottobre!
Camilla
Zelda was a writer

Nuova stagione: BookeaterClub | Zelda was a writer

18 settembre 2017

The 100 Years Show

Camilla - Zelda was a writer

The 100 Years Show | Zelda was a writer

ph. credits: arthive.com

Qualche settimana fa, su Netflix, mi sono imbattuta in The 100 Years Show, un documentario breve ma intenso sulla vita dell’artista di origine cubana Carmen Herrera.

Era da giorni che mi ripromettevo di parlarvene perché trovo che possieda una grande carica di energia per tutti coloro che sono posseduti dal sacro fuoco della creatività ma che – come dare loro torto! – alternano fasi di grande slancio ad altre di bieca rassegnazione.

Carmen Herrera oggi ha 102 anni, più di sessanta dei quali passati a New York, e per quasi un secolo ha tenacemente risposto all’insopprimibile richiamo dell’Arte senza che nessuno – a parte il suo amatissimo marito Jesse Loewenthal – le tributasse una qualunque forma di stima e sostegno.

Il richiamo era più forte di ogni logica e del più nero scoramento. Vinceva sempre lui, in barba all’assenza di plausi e alla fatica del fine mese.
Ancora prima di qualunque consacrazione, degli agi, dei complimenti, per Carmen contava il fare. Un fare, tra le altre cose, poco chiaro ai più: astratto, minimalista e lontano anni luce dalla didascalia, dal coinvolgimento, dalla pacifica visione di panorami rasserenanti e impasti tenui.

The 100 Years Show | Zelda was a writer

ph. credits: arthive.com

Il suo instancabile lavoro astratto l’ha resa a tutti gli effetti un’esponente di punta del minimalismo americano degli anni ’60 ma, a differenza dei suoi colleghi uomini, Carmen è stata riconosciuta dall’expertise con un abbondante scarto di una trentina d’anni.

The 100 Years Show | Zelda was a writer

Carmen Herrera. 50 King Street, NY, pre-Paris period. Credit Carmen Herrera

Il primo quadro l’ha venduto a 95 anni e da quel momento la sua fama è cresciuta a dismisura, permettendole non solo di farsi conoscere al pubblico di appassionati ed esperti come tassello mancante di una corrente ormai parte integrante della Storia dell’Arte ma anche di continuare ad assecondare quel richiamo che non l’ha mai abbandonata.

The 100 Years Show | Zelda was a writer

ph. credits: arthive.com

La storia di Carmen Herrera ci racconta tantissime cose, alcune delle quali andrebbero appese al frigorifero, per ogni mattina in cui ci svegliamo vinti e neanche il caffè meglio riuscito riesce a ravvivare i nostri intenti più infaticabili e coraggiosi.

Innanzitutto ci suggerisce una volta di più che tutti i tasselli persi per strada dalla Storia (per volontà o dimenticanza) non sono meno importanti di quelli a cui si è conferita una collocazione onorevole e innumerevoli plausi.

Inoltre ci dice che il parere di chi analizza la nostra espressione creativo è contingente. Non voglio dire che sia da sottovalutare ma da prendere per quello che è: un parere – anche autorevole – in mezzo ad altri pareri, un’opinione da tenere in buon conto ma che non può in alcun modo svilire il nostro bisogno di continuare a provare, di credere in quello che facciamo, di rispondere senza indugio al canto delle nostre amate e odiate sirene.

The 100 Years Show | Zelda was a writer

ph. credits: whitney.org

La storia di Carmen Herrera ci insegna che il silenzio mediatico, i numeri calanti, la fama recalcitrante non sono affatto cartine al tornasole della nostra supposta e auspicata autorevolezza, della bravura o delle possibilità ma solo dati mancanti, spesso neanche i migliori alleati per creare. 

Perché c’è un fatto di cui si parla sempre troppo poco per i miei gusti: più sono alte le attese, più è incalzante il bisogno di non deludere le aspettative di una certa idea di noi, più è vitale rispondere agli appelli di chi ci fornisce le tre regole d’oro per essere i maghi dei un certo prestigio collettivo e meno sarà libero e feroce l’impulso, meno sarà vuoto il tempo molle della creazione, meno sarà chiaro il segnale che ci mandano le sirene.

The 100 Years Show | Zelda was a writer

Carmen Herrera with Jesse Loewenthal 1940s. Credit Carmen Herrera

The 100 Years Show | Zelda was a writer

ph. credits: the100yearsshow.com

Non si può fornire il risultato ancora prima di aver iniziato a prendere in considerazione l’equazione. Questa cosa non dovremmo dimenticarla mai.

C’è un ultimo fatto che vorrei sottolineare.
Nella storia di Carmen Herrera esiste un angelo custode: suo marito Jesse. Fu lui a insistere perché non buttasse mai via nessuna delle sue opere, lui che assecondò ogni suo guizzo creativo e che continuò a credere alla sua bravura senza mai cedere al dubbio.
I due coniugi non erano affatto benestanti e l’arte di Carmen non produceva alcun tipo di introito ma era il suo ossigeno, la sua più grande ragione di vita. E Jesse, che amava Carmen, voleva con tutto se stesso che lei la respirasse a pieni polmoni.

Trovo che questa vicinanza innamorata (non per forza coniugale) abbia un valore grandissimo: avere qualcuno dalla propria parte, qualcuno che tifi per noi in maniera sconsideratamente libera e generosa ha la capacità di influenzare il cammino di un animo creativo in modo decisivo.

Molto spesso si dice che presenze simili siano una fortuna del cielo, su cui la volontà può agire fino a un certo punto, ma con il passare del tempo ho deciso che non sono poi tanto d’accordo.

 

THE 100 YEARS SHOW 
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