10 Ottobre 2020

Il Nome della Madre, una lettura creativa

Camilla - Zelda was a writer

Il Nome della Madre | Zelda was a writerIL DIARIO DI UN’ASSENZA:
LA LETTURA CREATIVA DE “IL NOME DELLA MADRE”
di ROBERTO CAMURRI
(NN EDITORE)

Ci siamo: è arrivato il momento di salutare il progetto dedicato a “Il Nome della Madre”, il libro di Roberto Camurri (edito da NN Editore) che ci ha tenuto compagnia nelle ultime due settimane!

Forse non siete grandi fruitori dei social e così, visto che questa nuova “lettura creativa” si è sviluppata soprattutto su instagram, ho deciso di accorciare le distanze e di riassumervela qui. Spero che questa idea vi piaccia!

Il Nome della Madre | Zelda was a writer

Poco prima delle vacanze estive mi sono tuffata nel secondo libro di Roberto Camurri: era accompagnato dalla richiesta dell’editore di raccontarlo a modo mio, di crearci attorno un mondo, un sentimento, una storia.

Non tutti i libri si prestano a questo strambo approccio, ma non appena ho iniziato a leggerlo non ho avuto dubbi: “Il Nome della Madre” non andava solo raccontato, ma festeggiato lungamente.

Da quel momento ho iniziato un cammino tra le pagine di un libro atavico e vibrante. È così che è nato il “Diario di un’assenza”.

Il Nome della Madre | Zelda was a writer

“Il Nome delle madre” racconta l’allontanamento di una madre senza nome dal proprio marito, Ettore, e dal loro figlio appena nato, Pietro. Lo fa in modo inedito e umano.

Non c’è giudizio nelle parole di Roberto Camurri, ma un ascolto pieno e libero da qualunque morale.
Non c’è condanna, ma un’infinita tenerezza verso quello che non si può prevedere e che mette in seria difficoltà ogni nostra previsione, ogni schema e ipotesi di perfezione.

“Il Nome della Madre” non ci viene raccontato da una voce maschile o femminile, ma da un’umanità impegnata a raccogliere come può i pezzi di un passato dolente e tradito nelle sue aspettative più semplici. Ognuno di noi è coinvolto in questa storia.
Ognuno di noi, nonostante le differenze del proprio vissuto, può capire intimamente i suoi strappi e la sua leggerezza.

Leggendolo, vi accorgerete di avere tra le mani un libro tanto etereo da farsi pelle, tanto animista da chiamare a raccolta tutte le forze della Natura, anche quelle più violente.
Tra le sue parole troverete tanto cielo: si tratta della sconfinata e incombente distesa di azzurro di Fabbrico, la città emiliana che partorisce tutti i personaggi nati dalla penna di Camurri.


Il Nome della Madre | Zelda was a writer

DIARIO DI UN’ASSENZA

La mia lettura creativa del libro ha ipotizzato la sovrapposizione di due mondi, quello di Fabbrico, reso vivo e colorato dalle fotografie di Daniela Calzolari, e quello di una serie di foto vintage in bianco e nero acquistate tempo fa da un rigattiere cittadino.
Sopra questi due mondi, poi, una madre privata della sua fisionomia, parcellizzata tra ricordi di chi rimane, di chi, per non soccombere all’assenza, sublima il proprio dolore riscrivendo i finali di una storia che non ha voluto.

Il mondo delle fotografie vintage voleva mettere in scena la memoria collettiva, quel ricordo che ci accomuna tutti e che ci permette di conoscere profondamente anche il significato di esperienze che non abbiamo mai vissuto in prima persona.


ECCO LE IMMAGINI DELLA MIA LETTURA CREATIVA

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SU INSTAGRAM

PRIMA TAPPA

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SECONDA TAPPA

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TERZA TAPPA

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QUARTA TAPPA

Il Nome della Madre | Zelda was a writer

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ECCO COSA STO ASCOLTANDO MENTRE VI SCRIVO…


Spero che questo modo inedito di attraversare le trame dei libri vi piaccia e vi ispiri!
Lasciatemi ringraziare NN Editore per aver avuto fiducia nelle mie intuizioni e Roberto Camurri per averle abbracciate con generosità.

Un sorriso, anzi due.
Camilla

Questo progetto è il risultato di una collaborazione con NN editore di cui vado molto fiera. 
Grazie per il sostegno che dimostrate al mio lavoro.

—> Questo è il testo di una newsletter non incombente e molto fantasiosa, se vuoi iscriverti, clicca qui <—

6 Febbraio 2020

BookeaterClub 2020 – la tessera!

Camilla - Zelda was a writer

BookeaterClub | Zelda was a writerBookeaterClub | Zelda was a writer

Eccola qui. la tessera del BookeaterClub in corso! Ci è voluto del tempo, ma finalmente è nelle nostre mani!

Stampatela e presentatela in libreria alla fine di ogni nostro incontro: avrete il 15% di sconto sull’acquisto del libro del mese successivo.

Vi ricordo che vediamo mercoledì 26 febbraio, dalle 19, in Feltrinelli di Piazza Piemonte, a Milano.

Libro del mese di febbraio: “Il Ritratto” di Ilaria Bernardini (Mondadori).

Per maggiori informazioni sul Bookeaterclub cliccate qui.

Buona lettura a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

 

24 Gennaio 2020

Il Museo delle Promesse Infrante

Camilla - Zelda was a writer

Il Museo delle Promesse Infrante | Zelda was a writer

Il mese di gennaio è passato in compagnia della lettura creativa di un libro chiamato “Il Museo delle Promesse Infrante” di Elizabeth Buchan (Edizioni Nord).

Per chi fosse nuovo a questo genere di progetto, ecco un breve riassunto del mio approccio creativo: in genere mi capita un libro tra le mani (accompagnato con una richiesta da parte di una casa editrice di farne quello che la mia fantasia mi suggerisce). Lo leggo, lo analizzo e me lo immagino. Non sempre riesco a costruirci un lavoro perché una condizione necessaria è che il libro mi coinvolga, che parli prima di tutto alla me lettrice. Quando capita, però, è una festa di colori, pensieri e imprese visuali!

Alla fine di ogni avventura arrivo qui a raccontarvi come è andata e a raccogliere tutto il materiale condiviso su instagram.

“Il Museo delle Promesse Infrante” è stato raccontato così:

ZELDA RACCONTA “IL MUSEO DELLE PROMESSE INFRANTE” 1/5 
10 GENNAIO 2020
Il Museo delle Promesse Infrante | Zelda was a writer

“C’era un insolito pacchetto di sigarette ricoperto di colonne di numeri cui erano allegate le parole Accordo di divorzio”.

Il Museo delle Promesse Infrante si trova nella zona di Canal Saint-Martin, a Parigi, ed è opera di Laure Carlyle. Raggruppa oggetti simbolo inviati da persone comuni e intrisi di significati che vanno ben oltre il loro semplice utilizzo. Ci sono federe di cuscini che raccontano matrimoni interrotti bruscamente, biglietti ferroviari di viaggi mai compiuti, scacchiere di legno che hanno regalato vittorie ma anche disfatte cocenti.
Ogni oggetto viene lasciato al museo per raccontare la promessa mancata, il dolore e la sconfitta: chi dona vuole allontanarsi da una presenza e da ciò che rappresenta. Una volta lasciato ed esposto, ogni feticcio parla magicamente di nuove fratture, di nuove ferite a tutti coloro che gli passano vicino e che, inconsapevoli, lo guardano attraverso il filtro della propria esperienza.

Questo libro, scritto da Elizabeth Buchan, è uscito ieri per Editrice Nord. Parla del legame complesso e paradossale che ci lega agli oggetti, ma anche di una storia d’amore spezzata dall’insensatezza e dalla violenza di un regime. Ve ne parlerò tra qualche ora, con una nuova immagine. Inutile dirvi che non vedo l’ora! ❤️ Buona lettura!

 

ZELDA RACCONTA “IL MUSEO DELLE PROMESSE INFRANTE” 2/5
12 GENNAIO 2020Il Museo delle Promesse Infrante | Zelda was a writer

“Questi oggetti t’invitano ad affacciati sull’orlo di un abisso”

Siamo sempre nel Museo delle Promesse Infrante di Laure Carlyle. Si trova a Parigi, nella zona del Canale Saint-Martin, e raggruppa oggetti che hanno dismesso i panni del quotidiano per diventare luoghi dell’anima, potentissimi feticci di storie interrotte e di atti mancati.

Sappiamo poco di Laure, ma tutto ci fa supporre che la sua attenzione verso le cose e le loro connessioni più intime arrivi da lontano. E così, mentre il museo lotta per la sua sopravvivenza e viene invaso da pacchi come quello che vedete in foto (“una misteriosa scatola di conchiglie, senza l’indirizzo del mittente”) Elizabeth Buchan, l’autrice del libro, ci porta indietro nel tempo, ai vent’anni della misteriosa Laure. La troveremo a Praga, nel 1986, durante il regime comunista, alle prese con un lavoro da babysitter e un nuovo amore. Un amore libero, doloroso, indimenticabile.

In pieno regime manca l’ossigeno, le persone vengono continuamente spiate e ogni azione, ogni pensiero, ogni speranza vengono passati al vaglio della censura. Pian piano Laure si rende conto che la libertà, data troppo spesso per scontata, è il tesoro più grande che esista. Ma di questo ne parliamo la prossima settimana❤️

 

ZELDA RACCONTA “IL MUSEO DELLE PROMESSE INFRANTE” 3/5
14 GENNAIO 2020Il Museo delle Promesse Infrante | Zelda was a writer

La storia di Laure Carlyle, protagonista del romanzo di Elizabeth Buchan uscito giovedì scorso per Editrice Nord, ci delizia e ci strattona.

Il breve periodo passato a Praga, nel 1986, in pieno regime comunista, è per Laure un tempo agrodolce, di amore e di violenza. Il primo amore, quello totalizzante dei vent’anni, procede di pari passo con la violenza, il sopruso e l’ingerenza di un potere sordo e deviato che annienta ogni anelito di libertà. La gioventù è schiacciata, l’arte è tenuta sotto chiave e le persone vengono schierate le une contro le altre, in un un gioco sadico di controllo e privazione. Milioni di occhi serrati si muovono su un territorio minato, dove una parola sbagliata o un gesto ritenuto sovversivo può far saltare in aria tutto, senza distinzioni di sorta, senza alcuna umanità.
Laure sperimenterà il dolore di chi non ha voce, il dramma di chi non dispone di nulla, né dei suoi pensieri, né del suo corpo.

Le pagine dedicate ai suoi giorni a Praga sono sintetizzate da un telefono nero, che suona a intervalli regolari e che, con un semplice squillo, può decidere della vita, dell’amore e della libertà di chiunque.

ZELDA RACCONTA “IL MUSEO DELLE PROMESSE INFRANTE” 4/5
17 GENNAIO 2020

Siamo nel 1986, a Praga. Il gruppo di giovani a cui si avvicina Laure Carlyle, la allora ventenne protagonista del libro di Elizabeth Buchan, vive un profondo rifiuto nei confronti del regime comunista che sovrasta e smorza ogni anelito di espressione e indipendenza.

Non potendo – e non volendo – usare le sue stesse armi inquisitorie, questo gruppo sceglie di rispondere alla violenza con la cultura e attinge alla vasta tradizione artistica del proprio Paese per mandare messaggi al mondo, per ricordare a tutti coloro che si sentono oppressi che non sono affatto soli, che un cammino verso la libertà esiste. Anche se impervio, anche se pericoloso.

Le storiche marionette cecoslovacche diventano rappresentanti del loro sentire, sono tanto significanti e libere da smettere di avere bisogno persino dei fili che le dirigono. Spezzare quei fili significa trovarsi soli e in pericolo, in un mondo oscuro e minaccioso. Spezzare quei fili è l’unica via possibile per tornare a respirare, per sentire che la propria vita ha un senso, anche a costo di perderla per sempre.

Torno presto con l’ultimo artwork di questo lavoro appassionante. Grazie per essere qui ❤️

 

ZELDA RACCONTA “IL MUSEO DELLE PROMESSE INFRANTE” 5/5
21 GENNAIO 2020Il Museo delle Promesse Infrante | Zelda was a writer[Era solo amore]

Era solo amore il sentimento che muoveva i giovani a Praga, durante l’estate del 1986. Amore per la libertà, amore per la vita, per le sue scoperte folgoranti e suoi eccessi. Amore per la cultura e per l’arte.

Finisce con questa immagine la lettura creativa de “Il Museo delle Promesse Infrante” di Elizabeth Buchan (Editrice Nord). Dentro ci trovate tutto: un’idea di marionetta – la Marenka, donna prossima al matrimonio, con due occhi dal colore diverso, lunghi capelli e un velo che attende di essere indossato – e i suoi fili. Spezzati, da annodare, aggrovigliati in una massa insensata di lacrime e privazioni. Ma il vero protagonista del libro è il riscatto, non di certo il dolore, perché per i giovani protagonisti di quella estate afosa e oscura non c’è stata gabbia che li abbia allontanati dal desiderio di espandersi, di migliorare, di conoscere.
Per loro era solo amore, nient’altro che quello.

Grazie per avere camminato con me ❤️

Il Museo delle Promesse Infrante | Zelda was a writerIl Museo delle Promesse Infrante | Zelda was a writer

Questo post è il risultato di una collaborazione con Editrice Nord di cui vado molto fiera. Grazie a Controcorrente Milano per avermi aiutato nel reperimento di molti degli oggetti che vedete.
E grazie a voi, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

14 Novembre 2019

Nelle scarpe di… Ginny Chiara Viola

Camilla - Zelda was a writer

In occasione del nuovo ciclo di "Nelle scarpe di... " sostenuto da Scholl, ho incontrato Helen NoniniIl nuovo oroscopo personale 2020” (Rizzoli) di Ginny, al secolo Chiara Viola, è uscito da qualche settimana e, da quando mi è finito tra le mani, ho desiderato con tutta me stessa incontrare la sua autrice.

Chiara è un’astrologa, un’anima luminosa e infaticabile che si divide tra il suo Una parola buona per tutti, collaborazioni giornalistiche e un appuntamento settimanale dai microfoni di Radio DeeJay.

Nelle Scarpe di Ginny | Zelda was a writerIl nostro incontro, a pochi passi dall’Arco della Pace, è stato una vera folgorazione.
Si vede che il cielo sopra di noi aveva unito punti speciali, si vede che era in atto un bel movimento di pianeti e che il Sole, nascosto tra la nuvolaglia densa e umida di una giornata di fine ottobre, ci seguiva di nascosto, tifando per noi.

Ho incontrato Ginny grazie a Scholl. Il nostro “Nelle scarpe di…” è giunto alla sua fase finale. Nel corso degli ultimi due anni, questo progetto mi ha fatto incontrare persone interessanti e coraggiose. Ogni incontro mi ha permesso di indagare su nuovi modi di attraversare la vita e di raccontarveli con entusiasmo, nella speranza che diventassero piattaforme inedite per nuovi slanci personali.

Nelle Scarpe di Ginny | Zelda was a writerGinny è una di queste persone coraggiose. Ha cambiato vita, ha scelto la sua strada, si impegna ogni giorno senza sconti e non è mai sazia dei suoi nuovi panorami. Cammina spedita e me la immagino pure saltellare, da tanta e tracimante la passione che la muove.

Ginny ha scritto un libro generoso e divertente, ve lo consiglio!
Diviso in due parti, fornisce prima di tutto gli strumenti per conoscere l’astrologia e considerarla un linguaggio fertile, utile a incrementare la percezione di noi nel mondo.

Nelle Scarpe di Ginny | Zelda was a writerSiamo sovrastati da un cielo immenso e in continua trasformazione, le cui energie producono influenze che non possono non orientare la nostra vita. Noi, così piccoli ed esposti, guardiamo cieli zeppi di stelle che sono già diventate altro. Noi, così ancorati alla terra e alla sua materia, speriamo che nulla rimetta in discussione il nostro rincuorante bisogno di stasi.

Il mondo cambia, i cieli corrono, le costellazioni disegnano forme e simboli, i pianeti influiscono sulla nostra vita.

Nelle Scarpe di Ginny | Zelda was a writer«Non è divinazione e nemmeno un mirabolante trucco da mago» mi dice la mia ospite «l’astrologia è linguaggio». Un linguaggio con le sue regole, dove ogni elemento, anche il più piccolo, contribuisce a definire la nostra unicità.
«L’astrologia» – aggiunge Ginny – non ingabbia le persone in 12 segni, ma permette loro di estendersi». Estendersi e contemplare, anche ciò che è lontano da noi mille miglia, ciò che non si vede ma esiste, ciò che si muove con logiche proprie, distante dai nostri tormenti e dai nostri crucci.

Nelle Scarpe di Ginny | Zelda was a writerMaggiori sono i modi di guardarci e di definirci e più completa sarà l’idea che costruiremo di noi.

E allora perché non aprirsi a nuove espressioni di sé? Perché non contemplare anche quello che, seppure lontano dalla nostra forma mentis, ci offre un’occasione per evolvere e conoscere?

Nelle Scarpe di Ginny | Zelda was a writerL’altro giorno con Ginny abbiamo anche giocato. Abbiamo riso e ci siamo raccontate la vita. Con noi Justine, i progetti, la pizza, il cielo brumoso, i temi natali e le speranze. Tante speranze. Di fare bene, di non smettere di farsi domande e di cercare, di organizzare più incontri di questo tipo.

Le ho chiesto di dirmi come cammineremo nel 2020. Ecco quello che mi ha detto:
Segni di Terra (Toro, Vergine e Capricorno): faranno della velocità una compagna di viaggio, non sarà escluso vederli marciare.
Segni d’Acqua (Cancro, Scorpione, Pesci): grazie Nettuno voleranno. Il loro sarà un anno di grande interiorità.
Segni di Fuoco (Ariete, Sagittario, Leone): correranno a causa di Marte, che nella seconda parte dell’anno li influenzerà a tal punto da renderli trasgressivi.
Segni d’Aria (Gemelli, Bilancia e Acquario): passeggeranno, piano piano, verso il 2021, quando le situazioni pendenti arriveranno, finalmente, a una soluzione.

Lo si dice spesso, ma mai abbastanza per i miei gusti: le nostre ferite sono i nostri punti di forza, in essi risiede il potere dell’unicità. Non smetterò mai di capire chi io sia, quali forze mi sovrastino e quanti e quali oscuri mondi alberghino in me. Userò tutto, dentro e fuori da me. Non avrò timore di frequentare nuovi linguaggi, nuovi punti di vista. Fate lo stesso, senza paura!

Nelle Scarpe di Ginny | Zelda was a writer
Breve ragguaglio sulle Scholl di questo post.
Io ho camminato con le mie Danabel, le scarpe di questa stagione che più amo. Mi permettono di essere comoda senza rinunciare all’estetica. In più, essendo io già tanto alta, hanno un tacco di circa 5 centimetri che non mi fa sentire oltremodo svettante. Altre notizie interessanti: la fodera di questo tronchetto è trattata con Aloe Vera e il plantare è in Scholl Memory Cushion®, tecnologia che mi consente di distribuire il mio peso lungo tutta la pianta dei piedi. Insomma, consiglio!

Grazie come sempre a Justine per le foto che scatta durante i miei incontri.

Questo post è il risultato di una collaborazione con Scholl di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

12 Novembre 2019

Il Silenzio dell’Acqua

Camilla - Zelda was a writer

Il Silenzio dell'Acqua | Zelda was a writerNelle ultime due settimane, su instagram, ho condiviso un piccolo progetto creativo dedicato a “Il Silenzio dell’Acqua” di Louise O’Neill (HOT SPOT – Il Castoro).

Il libro, una riscrittura in chiave moderna e femminista de La Sirenetta di Andersen (1837), mi ha regalato l’occasione di parlarvi della sua storia attraverso il disegno.

Sebbene il libro non sia affatto illustrato, la storia di Gaia – giovane sirena a cui è stata insegnato che l’unico modo per definirsi è essere ammirata, desiderata e amata da un potere forte ed esterno a lei – me la sono immaginata colorata, attraversata dalle parole che le abitano i pensieri, avviluppata da una speranza a cui fatica a dare un nome.

Gli abissi di un regno lontano e fatato, abitato da re violenti e streghe oscure. Due mondi tanto diversi come la Terra e il Mare, eppure così simili nelle loro estensioni e nei loro limiti. Il desiderio di libertà di una giovane donna che si immagina una vita diversa, ben oltre i confini della sua gabbia dorata, e che sacrifica tutte le sue ricchezze per questo richiamo atavico e viscerale.
Ecco alcune delle immagini che porterò con me e che spero viaggeranno con voi.

Ma c’è tanto altro ne “Il Silenzio dell’Acqua”.

Tra le sua pagine troverete la drammatica storia della perdita di se stesse… Esiste forse dolore più grande? E poi, come fosse una repentina risalita dagli abissi più oscuri, assisterete alla rocambolesca conquista della propria identità. Imperfetta, mostruosa, lontana da ciò che gli altri si aspettano da noi. Ma propria, unica, non negoziabile.

Finalmente se stesse, dunque. Senza che questo significhi perdita o dolore. Senza permessi o lasciapassare.

HOT SPOT crea libri che mettono in discussione il senso del genere e quello della fascia di età.
A chi è dedicato questo libro, dunque? Maschi o femmine? Giovani o adulti?
Questo libro è dedicato a chiunque ami gli abissi, specie quando sono la piattaforma per slanci fluidi e innamorati verso altri mondi, verso nuove versioni di sé.
Non ci sono limiti di spazio o tempo per questi impeti. E ve li auguro con trasporto, per tutto il tempo in cui avrete voglia di cercarvi.

Ecco il resoconto delle mie condivisioni legate a “Il Silenzio dell’Acqua”:

Il Silenzio dell'Acqua | Zelda was a writer

Prima illustrazione: giovedì 31 ottobre 2019

Ho pensato alla mia amica Martina, quando ho iniziato il progetto dedicato al libro “Il Silenzio dell’acqua” di Louise O’Neill, pubblicato in Italia da Hot Spot – @ilcastorolibri. Martina ha una figlia bellissima e promettente, si chiama Giulia. In lei mi rivedo tantissimo. Sono stata anche io una Giulia piena di vita, libera di esprimere le mie velleità, molto lontana dai modelli che imperavano tra i miei coetanei.
Ho pensato a loro e anche a voi, a voi che mi leggete e alle vostre figlie, perché questo libro ha il valore aggiunto di parlare a tutte noi.

Questa volta ho deciso di disegnare le parole che ho letto. Il libro non è illustrato, ma nella mia testa si è riempito di colori e allora ho deciso di accostarli ad alcuni passaggi che avevo sottolineato più volte e che mi sembravano utili, attuali, potenti. “Il Silenzio dell’acqua” è la riscrittura della Sirenetta di Andersen. Il tono è cupo, la violenza e la sopraffazione sono all’ordine del giorno, i falsi miti di un’educazione di stampo patriarcale influenzano le scelte delle donne, spingendole a compromettere tutto per un complimento, a credere che l’avvenenza sia l’unica arma di cui dispongono.

Ma c’è anche altro. Ci sono il mare e i suoi abissi, per esempio. C’è la scoperta della propria libertà individuale, del richiamo selvaggio e pulsante a essere come si è, lontane dagli imperativi sociali, da quello che gli altri vorrebbero per noi. Libere di essere finalmente diverse, maghe o streghe, aggraziate o distruttive.
Questo libro parla a Martina e a Giulia, a me e a tutte voi. Sono contenta che sia con noi per tutta la prossima settimana. Sono contenta di potervelo raccontare a modo mio ❤️

Il Silenzio dell'Acqua | Zelda was a writer

Seconda illustrazione: martedì 5 novembre 2019

“Il Silenzio dell’acqua” di Louise O’Neill (Hot Spot – @ilcastorolibri) è il libro ospite di queste due ultime settimane: l’ho letto e riletto, sottolineato e immaginato. Ne sono nate tre illustrazioni – il libro non è illustrato, ma io ho voluto raccntarvelo attraverso il disegno – che parlano di nostalgia, di dolore, di rinascita.

Gaia, la Sirenetta di questa riscrittura del celebre libro di Andersen del 1837, è approdata nel mondo degli umani. Ha dovuto rinunciare a tantissimo per essere come loro, ma non ha avuto il minimo dubbio: lasciare la gabbia dorata del suo regno, i soprusi, le prevaricazioni paterne e il matrimonio con un uomo molto più vecchio di lei è stata una scelta necessaria, l’unica strada che sentisse di dover percorrere.

Gaia, però, arriva tra gli umani pensando di dover trovare un altro uomo che la liberi. Lascia un padrone per cercarne un altro. Crede che sarà la sua avvenenza silenziosa, sottomessa ed eterea a salvarla, a regalarle finalmente quella libertà che ha tanto sognato, ma che nessuno le ha mai insegnato.
Non esiste un luogo perfetto che ci regali la libertà se noi, per primi, non siamo disposti a cercarla dentro di noi. E Gaia, a un certo punto della storia, tornerà a cercare il suo mare.

Il Silenzio dell'Acqua | Zelda was a writerTerza illustrazione: sabato 9 novembre

Ultimo appuntamento con “Il Silenzio dell’acqua”, libro di Louise O’Neill (Hot Spot – @ilcastorolibri) che ci ha tenuto compagnia nelle ultime due settimane.

Ho scelto di raccontarvelo attraverso l’illustrazione, privilegiando colori pieni e contorni netti, selezionando frasi tratte dal libro che potessero catapultarvi immediatamente nel suo mondo.
È con questo ultimo disegno che vi lascio, con i colori delle tenebre e degli abissi meno fatati. Tra anfratti limacciosi, finalmente liberi di essere come si è, anche oscuri, anche mostruosi.

Nella speranza che ognuno di noi possa abitare il posto che più ama, sia esso pieno di luce o avviluppato dall’oscurità. Senza imposizioni o sensi di colpa, lontani anni luce da ciò che si dovrebbe fare, da ciò è conveniente.

Gaia, la Sirenetta della O’Neill, si trova quando pensava di avere perso tutto: avvenenza, voce, amore paterno, femminilità. Spogliata di tutte le sue ricchezze, trova quella più grande: se stessa.
Grazie per avere nuotato fino a qui con me. 

Questo post è il risultato di una collaborazione con Il Castoro di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro.