4 Luglio 2019

Ti porto con me: Francesca e Storytel!

Camilla - Zelda was a writer

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerIn occasione di “Ti porto con me”, il progetto dedicato all’audiolettura e realizzato con Storytel (la prima puntata la trovate qui), ho incontrato la mia amica Francesca, anima pulsante di un progetto cultural-sartoriale chiamato Waxewul.

Francesca e io ci conosciamo da tempo e ci vogliamo bene. Grazie a lei non potrò mai parlare male del web: un giorno è apparsa nelle mie notifiche e non ci siamo mai più lasciate.

Quello che più amo di Francesca e del suo Waxewul è la miscela perfetta tra la gioia del colore e il peso della sostanza. Il suo progetto, infatti, non è solo finalizzato a vestire donne e uomini con i meravigliosi wax africani – ognuno dotato di un nome e di un significato specifico – ma fa in modo che messaggi belli e forti viaggino per il mondo, stimolando contatto e condivisione.

Proprio come farebbe una favola di lunga tradizione, i suoi capi non smettono mai di raccontare storie. I wax – oggi di gran moda e diffusione – sono amuleti, raccontano di radici e origini, di desideri e speranze. I wax sanno stimolare sentimenti molto diversi tra loro, ora di profonda nostalgia, ora di entusiasmo incontenibile.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Ho deciso di chiedere Francesca di “portarci con lei” perché sapevo che avrebbe regalato un punto di vista colorato e vivo al nostro viaggio nelle audioletture.

Quando ci siamo incontrate, in una afosa mattinata di qualche giorno fa, mi ha detto che lei e la sua bambina Sophy si erano dedicate a “Le mie favole africane” di Nelson Mandela, audiolibro di Storytel letto da Fabio Bezzi, Debora ZuinCinzia Spanò.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Le favole non smetteranno mai di tenerci compagnia: sono sopravvissute a secoli di selezione naturale e, dalla notte dei tempi, continuano a tenere per mano bambini di tutte le età. Le favole regalano loro strumenti portentosi e liberi per farsi un’idea del mondo, delle sue forze contrastanti, delle pulsioni che ci abitano, dei grandi flussi di energia che ci sovrastano. Francesca ha un ricordo che tiene stretto a sé ed è legato alla memoria di suo padre.

Quando perdi qualcuno che hai tanto amato, dopo che il dolore ha deciso di indietreggiare di qualche passo e di far circolare nuova aria, restano tra le mani ricordi minuscoli. La magia di queste memorie si accende all’improvviso, come tante piccole lucciole in una notte d’estate, e, se non aiuta a lenire il dolore, contribuisce a cambiarne i connotati, rendendolo con il tempo una dolce e straziante nostalgia.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Il ricordo di Francesca inizia circa così: “… a mille ce n’è, nel mio cuore di fiabe da narrar…”.
Era la fiaba sonora che ogni due settimane suo papà comprava in edicola, la stessa che ascoltavano insieme e che ha acceso per sempre la sua passione della lettura.

Il Destino è davvero fantasioso o forse è solo molto coerente. Perché, se il passato di Francesca era una storia ascoltata in audiocassetta, oggi il suo presente è ancora legato a una favola: il suo compagno, originario del Senegal, è infatti legato alla tradizione dei griot.

I griot sono custodi della parola: il loro destino è continuare a raccontare storie millenarie, perché non si disperda mai la loro gioia e il loro potere salvifico.
Conoscono i misteri più atavici dell’Uomo e del suo rapporto con le forze più profonde dell’universo e li raccontano in occasioni importanti come feste, nascite, riti di iniziazione al mondo adulto e funerali.

La loro conoscenza spazia dalla cosmogonia alla mitologia, la loro missione è farsi contenitori di questa sapienza, anelli di congiunzione tra passato e presente, difensori a suon di cultura del prezioso dono della tradizione orale. Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Dopo aver parlato con Francesca ho pensato a quanto la pretesa di dividere il mondo in base alla sua supposta civilizzazione sia una bugia colossale, utile ad allontanarci dalla nostra natura più profonda. Siamo sempre più lontani dal passaggio delle stelle – oscurate dalle luci violente delle città – dal contatto con il terreno su cui camminiamo – ricoperto da strati e strati di cemento bollente – dal richiamo simbolico delle favole – considerate un passatempo serale per i bambini.
Sempre più lontani e immemori.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

La favola preferita della mia amica si chiama “I doni di re leone”, la trovate dal minuto 16.23.
Ecco cosa mi ha scritto dopo il nostro incontro:

«Io la interpreto così: ognuno di noi nasce con doni che ci rendono diversi e unici. Non sempre li riusciamo a vedere come tali ma sono i NOSTRI doni, le nostre “specialità”. Ed è proprio nella diversità che risiede la nostra forza più grande».

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Sono ore che penso alla storia di Francesca, alla sua specialità. Persone come lei viaggiano per il mondo a spargere bellezza e non si fermano mai un attimo a chiedersi quanto la loro condotta possa migliorare le sorti dei cammini che hanno solcato. 

Buona audiolettura a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

—> Se volete ascoltare anche voi le favole africane raccontate in questo post, cliccate qui. In occasione del nostro progetto, infatti, i canonici 14 giorni di prova su Storytel sono diventati ben 30!

Questo post è il risultato di una collaborazione con Storytel di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

20 Giugno 2019

Ti porto con me: io, le mie amiche e Storytel

Camilla - Zelda was a writer

“Ti porto con me” è un progetto in collaborazione con Storytel che ci terrà compagnia per buona parte dell’estate.

“Ti porto con me” inizia oggi con la qui presente padrona di casa, solo per permettermi di darvi il benvenuto in questa nuova avventura e raccontarvi senza svelare troppo perché io la reputi speciale.

In queste settimane parleremo di libri del cuore, di approcci inediti alla lettura (in Italia gli audiolibri sono ancora una novità da esplorare) e di vite in mobilità.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerVi presenterò tre mie amiche, una di lunghissimo corso e altre due poco presenti da queste parti ma non meno importanti. Ci terremo per mano per un tempo breve ma intenso: due chiacchiere, una passeggiata, la condivisione delle proprie passioni, dei tentativi, dei sogni realizzati. Attorno a noi e nelle situazioni più disparate, le parole di un audiolibro, che si liberano dalle cuffiette di un cellulare o dalle casse di un computer per diventare il compendio perfetto di chi siamo. 

“Ti porto con me” è un titolo che ho pensato potesse riassumere il nostro nuovo approccio alla vita: semplificato e al contempo ricco. Abitato da nuovi significati, nuove sollecitazioni, nuovi appassionanti approcci alla vita.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Il più grande pregio di questi tempi è il viaggio. Un viaggio spesso più ideale che fisico. Attraversiamo città brulicanti di vita, navighiamo in un mondo virtuale i cui confini sono sempre più labili, alleniamo le nostre possibilità di pensiero e azione in contesti sempre più complessi. E con noi, come fosse il guscio della lumaca, viaggia tutto il nostro mondo. Tutto il nostro mondo. Sempre pronto per essere consultato, ampliato, condiviso.

Considero gli audiolibri un’ulteriore estensione di questa nuova ricchezza leggera.

Benché abbia una immaginazione molto fervida e ami appropriarmi delle espressioni altrui con la mia voce interiore e i miei “filtri fotografici”, amo follemente questa nuova abitudine, che mi consente di guardare il mio mondo quotidiano – creativo e spesso ridondante – attraverso le parole, i silenzi, le profondità di una voce che mi accompagna, che legge per me, che scandisce i miei giorni a suon di pagine.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerPer quanto mi riguarda, ogni occasione in cui mi viene raccontata una storia è un’occasione fortunata. 

Ci sono voluti anni perché accettassi di definirmi una creativa. L’approccio alla vita era irrefrenabile: ero a tutti gli effetti un’anima dedita a feroci picchi di fantasia, giravo per il mondo con una tavolozza di colori negli occhi e mi esibivo in accostamenti cromatici arditi, disegni lasciati sulle tovagliette di carta dei bar, idee balzane in cui trascinavo dentro chiunque mi passasse a tiro. Dentro di me, però, la creatività è sempre stato un paese troppo grande e bello per ambire a sentirmi sua cittadina onoraria. Faticavo a dire: io abito lì. Accettare di essere quello che si è sembra un controsenso: le cose accadono senza che tu debba dare loro un nome ma spesso ci ostiniamo a ragionare sulle virgole, sulle etimologie. Quanta energia persa dietro a cavilli, sfumature, inutilità!

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerSono una creativa. Ascolto audiolibri. Uso tutto. Non sono più parsimoniosa. Ultimamente dipingo con le dita perché adoro sporcarmi i polpastrelli. Voglio respirare fino all’ultimo dei miei giorni questa euforia che mi prende quando un’idea fa capolino nella mia testa e chiede solo di essere abitata. Mi piacciono pure le serie poliziesche di canali tematici che arrivano dopo i primi trenta, quaranta canali ufficiali. Le guardo per rilassare le sinapsi perché di solito, anche a fronte di omicidi multipli, tutto si sistema in prossimità della sigla.

Perché vi dico tutto questo? Perché è ora che ognuno di noi accetti chi è, cosa vuole per la sua vita. Senza paura di profanare categorie che si sono guardate (o ce le hanno fatte guardare?) con timore reverenziale per molto e molto tempo, senza timore che la gente pensi che non fanno affatto per noi.

Lo so, le mie parole suonano come quelle di una guru di bassissima lega ed è forse per questo che ho scelto un audiolibro decisamente più nobile a sostegno di questo pensiero. Si chiama “Quando siete felici fateci caso”, scritto da Kurt Vonnegut e letto da Edoardo Siravo, la cui voce è perfetta per rendere l’ironia pungente e la profonda umanità dello scrittore americano.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio del Duemila, Vonnegut si rivolge ai laureandi al termine della loro esperienza universitaria, parlando loro della vita e dei suoi paradossi. Non è sempre tenero o rassicurante ma quando si lascia andare alla poesia della nostra esperienza umana lo fa senza paura, lo fa coraggiosamente.

E con le sue parole che ho deciso di lasciarvi. Che siano un buon augurio per la vostra vita, che vi spingano a essere fieri di quello che siete, che vi suggeriscano di non smettere mai di esserlo.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

“Ti porto con me” è solo all’inizio, spero che le storie che vi racconterò possano piacervi.

—-> Intanto voi approfittatene e scopritene altre qui. In occasione del nostro progetto, infatti, i canonici 14 giorni di prova sono diventati ben 30!

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerGrazie a MiniAmpère per avermi ospitato per questo post, con tutti – ma proprio tutti – i miei tentativi di pittura. Questo negozio di abbigliamento per bambini (anche grandi) è magico e se Stefania e Simona, le sue proprietarie, mi trovano un angolino, andrò a viverci a breve.

Questo post è il risultato di una collaborazione con Storytel di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

7 Giugno 2019

Nelle scarpe di… Helen Nonini

Camilla - Zelda was a writer

Nelle scarpe di Helen Nonini | Zelda was a writerHo incontrato Helen Nonini in uno dei primi giorni in cui la primavera ha deciso di fare capolino nelle nostre vite. Ero euforica per entrambi i motivi.

Le avevo chiesto di essere intervistata per “Nelle scarpe di…”, il progetto di incontro e confronto con cammini altrui che seguo dallo scorso anno per Scholl (l’ultimo cammino in ordine di tempo, lo trovate qui) e lei si è resa immediatamente disponibile.

Nelle scarpe di Helen Nonini | Zelda was a writer

Helen Nonini, consulente strategica e brand advisor nel campo della moda e del lusso, ha ritagliato il nostro appuntamento da una fitta agenda di incombenze e, per tutto il tempo in cui abbiamo condiviso uno dei tavolini del Caffè Letterario di Palazzo Reale, c’è stata.
Presente e coinvolta, generosa sia nel parlare di sé che nell’ascolto, lontana dalle urgenze del cellulare, la mia ospite mi ha lasciato solo quando le sue scarpe si sono dirette verso l’uscita, non prima. 

«In Occidente ci hanno tolto il tempo» avrà modo di dirmi più avanti e così, mentre sono qui che ne scrivo, penso che la mia idea di lusso risieda proprio in questo: nell’avere tempo e nel sapere quando abbandonarsi a esso.

Parlare con Helen senza iniziare a chiederle quale sia stato il cammino dei suoi geni è come arrivare sulla cima di una bella montagna senza avere memoria dei passi che ti ci hanno condotto. 

«Ho smesso di considerarmi una torta» mi dice. «Prima ero una lista di percentuali: una fetta italiana e due, egiziana e persiana, altrettanto corpose. Nella mia fetta italiana, poi, c’erano da calcolare altre due percentuali, una valtellinese e l’altra friulana».

Nelle scarpe di Helen Nonini | Zelda was a writerA un certo punto, dunque, ha smesso di sentirsi parcellizzata e ha deciso di diventare miscela.
Ma quando è capitato? La sensazione è che tutto – a partire dagli orizzonti infiniti dell’Africa, dove ha vissuto fino ai primi anni ’90, arrivando alle alte pareti delle montagne valtellinesi, la sua prima tappa italiana – abbia allenato uno sguardo abituato ai contrasti, refrattario alle categorie e interessato al cammino. Non importa quanto lungo, non importa quanto impervio.  

«Quando sono arrivata in Italia mi sono scoperta diversa. Avevo vissuto in Medio Oriente, dove frequentavo le scuole cattoliche. La mia classe formava un insieme variegato di provenienze. Era un fatto assolutamente normale essere tutti diversi, ma mi sono accorta della sua specialità quando mi sono trasferita qui». 

Rido mentre ripercorre la lista delle cinque cose che le piacevano in quel periodo, rido perché ricalca alla perfezione la mia. Il parmigiano, la Nutella, il cornetto industriale nella busta di plastica, le Big Babol e il Corriere dei Piccoli (lettori, non giudicateci: erano gli anni ’90). Nonostante tutti i ragazzini del periodo condividano almeno quattro dei suoi cinque grandi amori, Helen viene percepita come un’estranea e fatica a inserirsi in un gruppo.Dopo anni di solitudine e sofferenza, decide che non vuole cedere il passo allo sconforto e si nutre di bellezza, gentilezza e conoscenza. Si struttura in positivo, cercando di assorbire solo ciò che l’accresce, abbandonando sconforto e livore. 

«Ho avuto la fortuna dell’Arte» mi dice.

L’arte diventa la portata principale di una tavola imbandita in cui la gentilezza è una spezia magica, capace di insaporire qualsiasi portata. L’Arte esalta il gioco della miscela e rafforza un concetto che non l’abbandonerà più: la bellezza della complessità.
È in questo periodo che lo schema a torta delle origini smette di avere un valore imprescindibile. Ogni avventura regala un’influenza nuova, un innamoramento creativo, un nuovo spicchio della torta e le percentuali iniziano a starle strette.Nelle scarpe di Helen Nonini | Zelda was a writer

Il tema della gentilezza è un altro punto su cui conversiamo lungamente.

Be Kind – Un viaggio gentile nel mondo della diversità“, il film di Sabrina Paravicini e Nino Monteleone, è uno degli ultimi progetti per cui si è spesa con grande trasporto. Il documentario segue i passi di Nino – figlio dell’attrice e regista Sabrina Paravicini – al quale è stata diagnosticata la sindrome di Asperger.
Nino viaggia per il mondo alla ricerca di modi diversi di vedere la vita e più seguiamo il suo cammino, più le carte si confondono. Chi è davvero il diverso? E chi può dirsi tale, in un mondo attraversato da milioni di strade? 
Se si parlasse in termini di unicità, se fosse possibile insegnare a tutti che la strada della riconoscibilità passa attraverso caratteristiche assolutamente uniche e irriproducibili, forse molta parte della nostra sofferenza smetterebbe di avere un peso specifico su scelte e destini.

Più passa il tempo e più mi sembra che la mia ospite sia l’emblema perfetto di quest’idea di unicità.Nelle scarpe di Helen Nonini | Zelda was a writerPer prepararmi al nostro incontro, ho letto alcune interviste fatte a Helen e in tutte ho intravisto una fiera difesa del contenuto, della cultura. Il rafforzamento di un brand o di un’istituzione – a mio parere, non è più così importante definire il contesto – attraverso il contenuto, la gentilezza, la tutela del singolo, il rispetto del Pianeta mi pare una direzione profondamente al passo con i tempi, seppure ancora difficile e coraggiosa.

Siamo testimoni di un mondo di grandi rivolgimenti, non sempre positivi, è vero, ma in essi inizia a farsi largo una forza di professionalità variegate e consapevoli, formatesi nel vecchio sistema e ora interessate a fare meglio, a fare diversamente.

Che questa nuova ondata di consapevolezza gentile ci porti ben oltre il limite di speranza che ritenevamo possibile? Io dico di sì. Non ho dubbio alcuno.

Nelle scarpe di Helen Nonini | Zelda was a writer

In questo post indosso il modello Greeny Mule, nato all’interno di un ciclo di lavoro totalmente sostenibile.

Le fibbie, la tomaia e la fodera sono realizzate in materiali riciclati al 100%.  La suola è composta per il 20% da materiale riciclato e per il restante 80% da gomma organica naturale. Inoltre, per i colori delle stampe non sono stati utilizzati né acqua né coloranti.
Ci tengo a specificarlo perché, dopo quanto detto con e su Helen Nonini, mi sembra che una strada di consapevolezza e attenzione sia possibile e che gli esempi in questa direzione inizino a essere tanti.

Grazie come sempre a Justine per le foto che scatta durante i miei incontri.

Questo post è il risultato di una collaborazione con Scholl di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

3 Giugno 2019

Ogni piccola cosa interrotta

Camilla - Zelda was a writer

Ogni piccola cosa interrotta è un libro di Silvia Celani, uscito lo scorso 23 maggio per Garzanti.

Dopo averlo letto, ho accettato di buon grado l’invito di Garzanti a raccontarlo a modo mio. Sebbene la storia di Vittoria, la sua protagonista, fosse molto lontana per età ed esperienze da buona parte di chi abita questa comunità virtuale, ho pensato che la sua paura di “superare la soglia” fosse un problema che caratterizza la vita di moltissimi di noi e che sarebbe stato proprio utile raccontarla.

Vittoria ha paura. Paura di se stessa e del suo sguardo. Cosa potrebbe capitarle se avesse l’ardire di scardinare la pesante porta della sua perfezione e guardare oltre? Forse vedrebbe imperfezione, strappi, omissioni, parole dette male, silenzi. Cosa la spinge a intraprendere un cammino che si preannuncia doloroso? Quanta voglia ha davvero di accettare il richiamo del cambiamento?
Troppe domande per una giovane donna. Troppa la paura di essere fagocitata dal gorgo del fallimento e dell’errore.

Ogni piccola cosa interrotta | Zelda was a writerHo costruito questi cinque artwork pensando a quanto la nostra vita – se vissuta davvero – ci segni inesorabilmente. Ho pensato a quello che io stessa ho imparato da poco tempo: se vivi, ogni tanto ti rompi. Consegnarsi intonsi alla fine della propria esistenza è proprio una mossa da stupidi.

La mia idea creativa era chiara: avrei cercato elementi del nostro corpo – parti visibili, parti interne – e li avrei mostrati con le loro cicatrici. Un filo colorato e dell’oro ne avrebbero testimoniato la bellezza imperfetta e unica, il coraggio dei tentativi, l’esuberanza della passione.

Ho voluto bene alle parole di Silvia Celani. Mi hanno ricordato che i nostri cuori rattoppati, gli occhi deboli, le orecchie stanche, i polmoni senza fiato, le mani rugose sono la prova provata di quanto ce l’abbiamo messa tutta per vivere appieno, per essere al centro delle nostre gioie, per non avere timore di guardare in faccia dolore e cattiveria, cercando di dare anche a loro, se non un senso, almeno lo statuto di un nuovo terreno su cui rinascere e germogliare.

Vi lascio con un riassunto dei contenuti realizzati e condivisi su instagram, spero che parlino anche a voi, alle vostre cicatrici!

Grazie a Silvia Celani, per avere supportato le mie intuizioni sul suo romanzo, a Garzanti per la fiducia e a voi tutti per essere stati con me mentre camminavo. Grazie con il cuore!
Camilla
Zelda was a writer

ps: la poesia di Guido Gozzano, citata nel libro e sovrascritta sulla prima foto, la trovate qui.

Ogni piccola cosa interrotta | Zelda was a writer

Instagram, 22 maggio 2019

“Ma niente finisce. Anche una cosa rotta può tornare a vivere. (…) perché ogni ferita guarita, ogni cosa spezzata, interrotta e poi aggiustata è più preziosa dell’oro”.

Domani esce Ogni piccola cosa interrotta di @silvia.celani1 (@garzantilibri) e, in queste ultime settimane, per festeggiarlo degnamente mi sono dedicata a un progetto che illustra strappi tanto intimi da essere invisibili ai più.

L’idea era quella di raccontare le cicatrici di cui parla la Celani nel libro, di illustrare le grandi fratture di Vittoria, la sua protagonista, una giovane donna che forse, per età ed esperienze, è un po’ lontana dalla maggior parte di noi, ma che cerca la verità in un modo famelico e assolutamente riconoscibile, un modo che ci accomuna. 

Vittoria cerca anche a costo di rompersi, anche a costo di ritrovarsi fragile e imperfetta. Volevo dare materia a queste crepe, renderle terreno fertile per nuovi germogli, per nuovi significati e così sono nate #lecicatricidizelda, incise sulla materia e riempite d’oro, proprio come capita nel libro.
Spero che questo tentativo di dare forma alla speranza vi piaccia! Via che si parte ❤️
(progetto creativo in collaborazione con #Garzanti)

Ogni piccola cosa interrotta | Zelda was a writer

Instagram, 25 maggio 2019

“Non appena fui sola, chiusi gli occhi e respirai a fondo: una volta, due volte, tre volte, quindi li riaprii e fissai il cielo. (…) Le nuvole sfilavano veloci a migliaia di chilometri dal suolo, da me. Erano lontane quelle nuvole, ma se solo avessi allungato una mano, sarebbero state capaci di mentirmi, promettendomi di essere raggiungibili. Addirittura, di poter essere accarezzate”.

Nuovo artwork ispirato a Ogni piccola cosa interrotta di @silvia.celani1, uscito giovedì per @garzantilibri.

Dopo aver letto il libro, ero certa che avrei utilizzato questo passaggio per realizzare un piccolo tributo al potere della vista… Ormai lo sapete, sono ossessionata dall’occhio che guarda 😊 Vittoria, la protagonista del libro, cambia le gradazioni degli occhiali con cui è abituata a guardare il mondo. Sulle prime questa scelta si rivela infausta, dolorosa, ma poi tutto cambia.

Guardare la vita per quello che è, accettare di coglierne ogni sfumatura, il fuori fuoco, l’oscurità… Volevo dire questo, mentre plasmavo pazientemente (maledette ciglia 😱😱😱) quest’occhio. Volevo costruire un invito colorato a guardare senza posa, senza timore, senza limiti, a fidarsi del coraggio dei propri occhi.

Orson Welles giocava con un’equazione che ha senso solo in inglese 👉🏻 “eye = I”. Io sono il mio occhio, voleva dire, quello che vedo è il mio regno. Non dimenticatelo mai 👁 🍀❤️ Buon sabato!
(progetto creativo realizzato in collaborazione con #Garzanti)

Ogni piccola cosa interrotta | Zelda was a writer

Instagram, 27 maggio 2019

“L’essere sensibile a un tocco. Il desiderio di ascoltare qualcuno, e quello ancora più intenso del venire ascoltata. La magia del sangue che scorre più veloce nelle vene, portando vita nuova”.

Nella mia griglia mentale (piuttosto labile, devo ammetterlo 😄😄😄) questa condivisione non era prevista per oggi, ma ho risposto all’appello di una giornata piovosa e sconsolata e così eccomi qui a parlarvene.

Il progetto dedicato all’uscita di Ogni piccola cosa interrotta di @silvia.celani1(@garzantilibri) mi ha regalato la gioia profonda del dettaglio. Oggi condivido un orecchio spezzato e ricucito. Ha ascoltato senza paura, anche a costo di uscirne ferito.

Con esso voglio celebrare il grande potere dell’ascolto, la gioia dell’essere tenuti in buon conto e capiti, profondamente, senza pregiudizi, senza la prevaricazione del “si fa così”. In definitiva, ascoltare è il regalo più grande che si possa donare agli altri. Anche Vittoria, la protagonista del libro, se ne rende presto conto, soprattutto grazie all’incontro con una psicologa. Il percorso intrapreso, narrato sempre in corsivo, è così puntuale e profondo da sembrare vero, auspicabile per tutti (grazie Silvia Celani, grazie!).

Non abbiate mai paura di cercare un orecchio che vi ascolti, non sentitevi mai imperfetti se i vostri cocci combaciano raramente con quelli degli altri. Anche in tempi urlati e violenti, i vostri dubbi continueranno a essere la vostra forza più grande. (Chiedo scusa per i toni da guru, ma è ormai evidente ai più che sono molto coinvolta da questa tematica 😅)
(progetto creativo realizzato in collaborazione con #Garzanti)

Ogni piccola cosa interrotta | Zelda was a writer

Instagram, 30 maggio 2019

“Esistono mani che ci regalano lo stupore (…). Mani che, se afferrate, sono come gli aquiloni gonfiati dal vento per i bambini. Mani che ci dipingono sorrisi sulle labbra, che ci riempiono di colori, che ci spingono a essere migliori”.

È uscito lo scorso 23 maggio e ci terrà compagnia su Zelda ancora per qualche giorno (💃🏻💃🏻💃🏻), mi riferisco a Ogni piccola cosa interrotta di @Silvia.celani1(@garzantilibri).

La lettura del libro mi ha ancorata alla citazione che apre questo post e che ha come soggetto principale le mani. È tratta dalle parole di Luca, un uomo che avrà modo di raccontare a Vittoria, la protagonista del libro, chi sia stato veramente suo padre.
Mi ha colpito il particolare delle mani, forse perché in questi anni di lontananza forzata, sono il dettaglio che più ricordo di mio padre. Avevano falangi lunghe ed eleganti e un’unghia stortata per sempre dal lavoro in fabbrica, quando da ragazzino confezionava collant in nylon.

Si dice che le unghie abbiano memoria e che testimonino per sempre l’evidenza di un colpo ricevuto. E le mani? Quanta memoria portano con sé? Quante le cicatrici per i tentativi naufragati, gli abbracci, gli addii e le carezze? Quanti i nuovi viaggi, fieramente lontane dal nostro baricentro sempre troppo ingombrante, quante le avanscoperte tattili per farci conoscere il mondo, per renderlo meno oscuro?
È con queste mani piene di quadrifogli che oggi vi mando una carezza da qui. Ci vediamo nelle Stories per parlarne ancora, buona giornata! (progetto creativo realizzato in collaborazione con #Garzanti)

Ogni piccola cosa interrotta | Zelda was a writer

Instagram, 2 giugno 2019

“La voragine dell’abbandono.
Delle cose che mancano fino a toglierci il fiato”.

Finisce con oggi il progetto creativo ispirato a Ogni piccola cosa interrotta, il libro di @silvia.celani1 uscito lo scorso 23 maggio per @garzantilibri. Mi dispiace molto abbandonarlo: mi ha regalato tantissimi spunti di riflessione e mi pare abbia accorciato ulteriormente le distanze che ci dividono. Finisco con la rappresentazione di due polmoni azzurri come il cielo a cui spesso è mancata l’aria. Sono provati dalla fatica del respiro e attraversati dalle cicatrici ma non per questo appaiono vinti, rotti, spacciati.

Ogni piccola cosa interrotta della nostra vita attende solo occhi che guardino con coraggio, cuori che pulsino nonostante tutto, orecchie che non abbiano paura di ascoltare e mani pronte a custodire le novità, anche quelle più scomode. E poi ci sono loro, questi polmoni azzurri e rigogliosi che ci ricordano di quanto spesso la vita sia più semplice di noi e ci regali un trucco infallibile e alla portata di tutti: il respiro.

Tornerò tra qualche ora con alcune Stories su questo ultimo artwork e un bel post riassuntivo, intanto GRAZIE per avere viaggiato con me attraverso le pagine di questo libro 🍀🎈 (progetto creativo realizzato in collaborazione con #Garzanti

 

Questo post è il risultato di una collaborazione con Garzanti di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro.

13 Maggio 2019

Le lettere smarrite di William Woolf

Camilla - Zelda was a writer

Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writerBuongiorno a tutti, buon lunedì!
In questo post voglio riassumere le tappe di un lavoro creativo che mi ha letteralmente rimesso al mondo! Tutto è nato in occasione dell’uscita di un libro chiamato “Le Lettere Smarrite di William Woolf” di Helen Cullen (Editrice Nord)

Il libro è ambientato a Londra, in un deposito delle Poste nazionali che si occupa di recapitare lettere smarrite ai legittimi destinatari o, in casi impossibili, ai mittenti. I suoi eroi-impiegati, incluso il William del titolo, leggono fiumi di lettere e investigano per intere giornate, fino a sentirsi coinvolti nelle loro storie ben oltre i normali orari di lavoro. Saranno una serie di lettere dalla busta blu notte a modificare per sempre il corso della vita del protagonista…

Mi è stato chiesto di raccontarvelo a mio modo e così ho indossato i panni della lettrice e mi sono tuffata nelle sue pagine. Ogni volta che mi viene proposto un lavoro simile non rispondo mai al mio committente (o è il caso di dire “mecenate”?!) fino a quando non ho letto il libro. Per me è essenziale che mi regali spunti creativi e occasioni di sviluppo analogico che vadano oltre la pagina ma che non la tradiscano mai.Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

In questo caso, solo dopo poche ore di lettura della storia di William Woolf, mi sono immaginata un mondo di lettere-scrigno che si agitano perché il loro contenuto arrivi a destinazione. Ho deciso di seguire l’intuizione di un progetto di mille anni fa (lo trovate qui) e ho ricamato ogni singola parola e immagine che ognuna delle lettere selezionate mi ispirava.

Ricamo su carta. Una pazzia in termini!

Perché il ricamo?
Volevo ridare il senso di lentezza e presenza che la scrittura a mano è in grado di regalare alla vita (e a i sentimenti) di ognuno di noi. Mi sembrava che il ricamo fosse la rappresentazione più illuminante. Ore e ore di lento avvicinamento alla completezza di un pensiero. Ore che potevano tramutarsi in un fallimento: se solo si fosse creato un buco o uno strappo avrei dovuto buttare via l’intero lavoro.Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

Avevo solo cinque buste bianche a disposizione e una esigua manciata di altre blu. Le prime, fatte a mano, arrivavano da Praga e me le aveva regalate Cristina, una mia fedele bookeater. Quelle blu arrivano da Lampedusa, acquistate anni fa in una bottega artigianale che ha chiuso l’estate successiva.Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

Grazie a Editrice Nord per la fiducia nelle mie intuizioni e per la libertà concessami: questa fortuna è impagabile e per nulla scontata!
E grazie a tutti voi per il grande sostegno e per l’entusiasmo palesati sui social.
Al prossimo progetto creativo!

Camilla
Zelda was a writer

Ecco alcune foto, link e didascalie tratte dalle condivisioni su instagram.

Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

Instagram, 26 aprile 2019

Come promesso, oggi inizio a condividere il progetto creativo che ho realizzato ispirandomi a #LeLettereSmarritediWilliamWoolf di @wordsofhelen, in libreria dal prossimo 2 maggio per @editricenord.
Di questo libro ho amato la pluralità di voci sconosciute che gravitano nel reparto di lettere smarrite delle poste londinesi, dove lavora il nostro William Woolf. Poter leggere storie sospese e tanto diverse tra loro è stato entusiasmante, almeno quanto insinuarsi nelle buste che le contenevano!
Il progetto che ho realizzato è dedicato a questi involucri, ai segreti e alle speranze che custodiscono. L’idea del ricamo è nata perché volevo comporre parole importanti e dense di significato con estrema lentezza: erano parole che non avrebbero desiderato smarrirsi o essere lette da altri occhi, ho pensato che meritassero rispetto.
Nelle prossime settimane vi invierò una manciata di buste e di storie colorate fino a una misteriosa missiva blu notte, quella che rimetterà in discussione tutte le già deboli certezze della vita di William. Buona giornata! 💌💌💌
(In collaborazione con #EditriceNord)

Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writerLe Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

Instagram, 28 aprile 2019

Quante storie contengono le lettere scritte a mano? E quanto pesa sul destino di alcuni il fatto che, una volta spedite, non siano mai giunte a destinazione?
Se lo chiede #LeLettereSmarritediWilliamWoolf di @wordsofhelen (@editricenord), dal prossimo 2 maggio in libreria.
Leggendolo, vi renderete conto che le lettere che ho selezionato per il mio progetto creativo (ricamato a mano su buste pronte per essere spedite) sono storie accessorie, niente che alteri o cambi in maniera decisiva la trama principale. Ma è bello pensare che mentre ci concentriamo sulla nostra storia, ne esistano di infinite, storie che forse non incroceremo mai, altrettanto urgenti e vitali. Come quella di Melanie, che a un tratto decide di lasciare Desmond… 💌💌💌
(In collaborazione con #EditriceNord)

Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

Instagram, 1° maggio 2019

Un’altra lettera ricamata per voi, dedicata a #LeLettereSmarritediWilliamWoolf di @wordsofhelen (@editricenord), da domani in libreria.
In questo giorno di festa non potevo che scegliere la lettera che Harvey Lawless scrive al direttore di un circo itinerante per chiedergli un lavoro. Harvey ha “10 anni e tre quarti” e vuole scappare da un padre violento, così scrive una lettera che non arriverà mai, in cui chiede di essere salvato attraverso il lavoro.
Quante persone avrebbero bisogno di un lavoro che regali loro libertà e indipendenza? E quante di loro – bambini e persone deboli incluse – sono incastrate in occupazioni al limite del disumano e con salari da fame?
Penso a loro, oggi. Tutti i miei pensieri ricamati a chi non ha voci abbastanza forti da essere ascoltate.
(Progetto creativo realizzato in collaborazione con #EditriceNord)

Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

Instagram, 4 maggio 2019

Questa lettera ricamata, tratta da #LeLettereSmarritediWilliamWoolf(di @wordsofhelen per @editricenord), si riferisce in realtà a una cartolina che Jimi scrive a una sconosciuta di Clapham.
”Maria londi-irlandese” ha una permanente azzurra da barboncino, gira con la borsa del lavoro a maglia e una serie di tramezzini casalinghi, farciti di formaggio e sottaceti.
A parte il fatto che io da anziana mi figuro circa come Maria, il bello di questa cartolina in bianco e nero – che raffigura un funambolo sospeso nei cieli di Manhattan – è la fiducia con cui Jimi pensa di trovare chi ha amato per pochi minuti e di cui non conosce praticamente nulla.
Quanto è bella questa fiducia incrollabile nel destino, nell’intuizione di un attimo?
Anni fa, un’artista chiamata @sophieblackall aveva illustrato gli annunci d’amore di sconosciuti che si cercavano online dopo essersi incrociati per caso, nelle situazioni più assurde. Ad oggi, credo di avere letto poche storie così belle e sconclusionate 😆
Evviva l’amore, anche quando ci fa apparire esagerati e buffi ❤️ Buon sabato a tutti!
(progetto creativo realizzato in collaborazione con #EditriceNord)

Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

Instagram, 6 maggio 2019

E con questa nuova lettera ispirata a #LeLettereSmarritediWilliamWoolfdi @wordsofhelen (@editricenord) – la penultima che vi mando – la pazzia creativa ha raggiunto il suo apice 😆!!!
Ho fuso due tipologie di busta e ho ricamato, non solo parole, ma anche farfalle di carta dorata. Chiedo scusa ai morigerati, ma la lettera a cui mi ispiravo richiedeva tutta la mia fantasia!
Tina la scrive a Godfrey, il ragazzo che ama e che, per qualche motivo a noi sconosciuto, è lontano da lei. Gli chiede di usare un linguaggio in codice per dirle che la ama, visto che sua mamma e “quella stupida di Tracy” – presumibilmente la sorella – leggono la sua corrispondenza.
Anche lei non si risparmia: la lettera è piena di brillantini, scarabocchi di fiori, farfalle e stelle. C’è anche un regalo, pieno d’amore, ritagliato a mano e ispirato a David Bowie ma non vi dico di più…🤐🤐🤐
Tanto puré di patate a tutti voi (leggendo la lettera capirete)!
(progetto creativo in collaborazione con Editrice Nord)

Le Lettere Smarrite di William Woolf | Zelda was a writer

Instagram, 11 maggio 2019

Ho aspettato fino all’ultimo a condividere l’ultima lettera ricamata perché sono così legata a questo progetto che non vorrei finisse più 😅
Eccoci qui, con una busta blu. William – il protagonista de #LeLettereSmarritediWilliamWoolf di @wordsofhelen (@editricenord) – la trova per caso e diventa per lui un’ossessione. È attraverso questa lettera e le altre che seguiranno che si costruisce la trama del libro e, per rispettare la gioia della vostra lettura, non dirò molto di più. Winter, la corrispondente misteriosa, cerca un amore puro e perfetto e questa convinzione granitica rimetterà in discussione ogni centimetro della vita di William.
Credo che questa sia la lettera meno fotogenica della serie che ho realizzato (non credevo si potesse dire anche di un oggetto!) ma sappiate che quel filo oro che la attraversa mi ha fatto vedere i sorci verdi. 
Grazie a tutti! 💌💌💌
(progetto creativo in collaborazione con Editrice Nord)

 

Questo post è il risultato di una collaborazione con Editrice Nord di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro.