8 Gennaio 2021

Me, myself and Flex

Camilla - Zelda was a writer

Nella prima parte di questo lunghissimo anno di lavoro da casa ho sentito il bisogno di un computer portatile che potesse seguirmi, se non in giro per il mondo, almeno in ognuna delle sei stanze del mio regno. 

Lo so, sembra un controsenso: quando ero la regina di ogni centimetro del mio indomito cammino (indomito cammino è una licenza letteraria, voglio essere sincera almeno con voi) lavoravo su un fisso e, nei mesi del contenimento della pandemia, mi sono trovata a desiderare con tutta me stessa la mobilità, la leggerezza, la facilità!  

Il desiderio è stato ascoltato e oggi vi scrivo dalla tastiera del mio nuovo notebook Galaxy Book Flexgrazie a una collaborazione nata con Samsung poco prima delle vacanze natalizie.  

Galaxy Book Flex | Zelda was a writer

Son qui per due motivi essenziali. Il primo per dirvi che la legge dell’attrazione evidentemente esiste. Quindi non mi sentirete gridare a gran voce un “chiedete e vi sarà dato”, ma “alzate la posta delle vostre domande al Destino” mi sembra un buonissimo consiglio non richiesto. 

Il secondo motivo della mia presenza sul blog?
Il lavoro su questo piccolo miracolo della tecnologia è andato ben oltre il semplice resoconto e, con lui sempre al mio fianco in questi giorni di lento riassetto dei pensieri, ho iniziato a immaginarmi cittadina del nostro nuovo mondo capovolto.
Insomma, per farla breve: sono qui che scrivo ad alta voce e sarebbe bellissimo procedere in vostra compagnia!

Poter lavorare in ogni angolo della mia casa immersa nel sole, sfruttandone luci e suoni, silenzi e piccoli squarci di cielo azzurro, nuvoloso, invaso dai fiocchi di neve mi è sembrata da subito un’esigenza non trascurabile. E anche un’innegabile fortuna, ci tengo a specificarlo! 

Benché io continui a pensare in analogico, è indubbio che tutto quello che ha a che fare con il mio lavoro, dalle semplici comunicazioni alla creatività, viaggi per moltissima parte lungo strade digitali.

Lo smart working è sempre stata la mia dimensione professionale, ma c’è da dire che prima le giornate erano molto più movimentate e diverse tra loro. Credo sia stata la stasi dell’ultimo periodo a ridefinire il mio lavoro da casa. Ho deciso, per esempio, di non lasciarmi andare alla tuta e alle pinze per i capelli – non tutti i giorni, perlomeno – e di investire in strumenti che mi semplificassero la vita, facendomi arrivare alle mie mete con minore fatica, in un tempo più sano. Ho deciso, insomma, di investire sul mio lavoro.

E proprio mentre ragionavo sul da farsi, è arrivato il mio amico nuovo Galaxy Book Flex… Ditemi se questa non è magia! 

Galaxy Book Flex | Zelda was a writer

Quello che so è che continuerò ad alimentare cambiamento e mobilità. Mi piace pensare di utilizzare il tempo di una giornata per buttarmi a capofitto su un progetto che non mi lascia letteralmente dormire, da quanto è ingombrante, urgente, necessario.

Mi piace pensare di tirare dritto per tutta la sera, se voglio e se gli occhi reggono, per poi indugiare al tavolino del mio bar preferito la mattina seguente, assonnata e sospesa, poco dopo essermi dedicata a una conversazione fiume con il mio edicolante.

Mi piace questa dimensione temporale autogestita, sapere di poter essere ovunque grazie alla tecnologia, ma sapere anche che, proprio grazie alla sua facilità, io possa spegnere ogni bottone della connessione per tuffarmi in un buon libro, nella scrittura di un progetto, in un disegno estemporaneo o nella mail ottocentesca che riservo a una amica lontana. 

Galaxy Book Flex | Zelda was a writerEcco cosa vorrei che succedesse.
Come ogni abitante del Pianeta, vorrei che il mondo tornasse finalmente libero, accessibile, osservabile con tutto il corpo, attraversabile in lungo e in largo, senza paura di essere troppo vicini o, al contrario, troppo lontani per gli standard degli altri. 

Poi, però, vorrei attraversare non solo le nazioni, ma anche le vite degli altri, perdermi nell’osservazione, nell’ascolto, fare del tempo a mia disposizione non una gara al risparmio, ma una piccola opera della produttività, della passione sconfinata, delle mille occasioni agguantate al volto. Non per forza premeditate, non per forza le migliori.  

Vorrei procedere secondo regole tutte mie, che non vanifichino di certo quelle altrui, ma che non ne siano neanche schiave.

E questa fortuna la vorrei per tutti.
Vorrei che la possibilità di riprendersi un tempo proprio coinvolgesse ogni persona. Si tratta di desiderio parecchio difficile nella sua realizzazione, me ne rendo conto, ma so anche che il nostro nuovo mondo al contrario ci ha insegnato senza sconti che tutto è possibile: le oscurità più limacciose, certo, ma anche i voli ambiziosi, quelli che ti fanno abbracciare ogni estensione, che ti fanno avere voglia di essere tuo e di tutti, qui e anche oltre, adesso e pure per sempre. Galaxy Book Flex | Zelda was a writer

Per tornare a questo piccolo gioiello che mi sta permettendo di scrivervi, posso dichiarare senza paura di smentite che siamo in presenza di un notebook versatile e leggero, capace di seguirvi ovunque e di rispondere a ogni vostra esigenza.

Lo mettete sottobraccio e partite. Ah, che bellissima immagine di libertà! 
In fondo, senza uscire da casa, è quello che ho fatto io, nella giornata di smart working ideale che ho cercato di raccontarvi attraverso le foto che vedete.  

La sensazione è che Galaxy Book Flex e io potremo davvero indugiare lungamente al tavolino di un bar, dediti a osservare “la Vita, sempre la Vita”, come diceva il nostro Raymond Carver, sicuri di fare pure bella figura, grazie ai riverberi royal blue della sua cover.

E sarà bellissimo essere in ritardo su tutto e non preoccuparsi della sua ricarica. La batteria, infatti, dura 19/20 ore, il tempo necessario per farsi prendere dal sacro fuoco e scrivere, disegnare, ipotizzare, guardare, appuntare e pure ridere un po’, ché di questi tempi è un fatto importantissimo. E se mai il cellulare dovesse scaricarsi prima di lui, beh, nessun problema: basterà appoggiarcelo sopra e premere Fn+F11. 

Galaxy Book Flex è un notebook, è vero, ma con una disinvolta flessione di 360 gradi si trasforma in un tablet. E, meraviglia delle meraviglie, con un veloce clic, ti permette di estrarre una pennina Wacom (la S Pen) e di scriverci sopra, proprio come ho fatto io su ognuna delle foto di questo post.

Galaxy Book Flex | Zelda was a writer

Insomma, al momento Flex nutre tre delle mie più grandi passioni creative: leggere, scrivere e disegnare. Ma mi ha tenuto compagnia anche nello svago delle domeniche (o forse erano martedì?!) mollemente trascorse sul divano. Gli ho chiesto di mostrarmi un film e lui l’ha fatto egregiamente, visto che ha uno schermo QLED – quello dei televisori, per dirla facile – e un impianto audio chiamato AKG, capace di farti finire dritto dritto nella storia che ti viene raccontata. Galaxy Book Flex | Zelda was a writer

Infine, ma non da ultimo, se anche voi come me siete schiappe certificate in cucina, è abbastanza che lo posizioniate in piedi, in un angolo ben in vista del vostro piano di lavoro e, a schermo pieno, iniziate a seguire le indicazioni per una ricetta da veri intenditori. Non voglio mentirvi: non farà di voi grandi chef, ma di certo vi aiuterà a metterci tutto l’impegno possibile! 

Come al solito ho scritto troppo, ma continuerò a sperimentare la mia nuova amicizia con Flex e a tenervi aggiornati sulle prossime scoperte. 

Grazie per avermi accompagnato in questa felice ricognizione! 
Un sorriso, anzi due! 
Camilla 

Questo progetto è il risultato di una collaborazione con Samsung di cui vado molto fiera.  
Grazie per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

9 Dicembre 2020

Io canto e la montagna balla di Irene Solà

Camilla - Zelda was a writer

Io canto e la montagna balla | Zelda was a writer

LE VOCI DELLA MONTAGNA:
LA LETTURA CREATIVA DI 
“IO CANTO E LA MONTAGNA BALLA” di IRENE SOLÀ
(BLACKIE EDIZIONI)

Abbiamo appena terminato un’altra lettura creativa, la quarta da settembre, e la nostalgia per le pagine del nostro libro ospite si fa sentire. Sono qui, come di consueto, per riassumerlo a chi si fosse perso qualche pezzo del nostro viaggio, ma anche – ve lo devo confessare – per tentare di non lasciarlo andare via.

“Io canto e la montagna balla” di Irene Solà (Blackie edizioni) mi ha letteralmente stregato. Inutile fare troppi giri di parole.

Nelle sue pagine ho trovato talmente tanto nutrimento che tutta la programmazione dei contenuti che avevo ipotizzato è saltata improvvisamente, facendomi arrivare da voi ogni volta che il libro e le sue mille sfaccettature mi parlavano. In pratica, mi sono palesata a voi con l’urgenza che ben conoscono gli appassionati di libri, intenzionata a raccontarvi tutto quello che mi aveva detto, a consigliarvi di ascoltarlo, di avvicinarvi a lui con pazienza e attesa.

Oggi sono qui per fare ordine tra i suoi infiniti regali.Io canto e la montagna balla | Zelda was a writer

“Io canto e la montagna balla” è una lunga poesia animista, sussurrata dalle alte cime dei Pirenei spagnoli e dai loro magici abitanti. I protagonisti delle sue pagine non sono solo uomini e donne, ma anche nuvole con le pance doloranti, streghe, fantasmi, animali e funghi. 

Grazie ai loro racconti abbiamo potuto attraversare storie e leggende, mondi capovolti e temporali improvvisi.

Ci hanno chiesto di abbandonarci alle loro parole con fiducia e ci hanno permesso di viaggiare nei segreti della montagna, negli anfratti di una natura che parla, nel pieno di esistenze capaci di rimettere in discussione ogni logica temporale per farsi vento e acqua che scorre, per trasformarsi in presenze magiche e universi paralleli.Io canto e la montagna balla | Zelda was a writer

Tra le tante voci che hanno raccontato la storia di “Io canto e la montagna balla”, a un tratto è arrivata la Montagna, che ci ha rivolto parole crude, non prive di una certa violenza. Parole accompagnate da una serie di disegni che illustravano la tettonica a placche e il lento e paziente movimento della Terra per ridefinirsi di continuo.

La Montagna ci ha detto che, alla luce di questa eterna rivoluzione di confini e punti di riferimento, gli sforzi di noi esseri umani per sfuggire all’oblio non avrebbero avuto alcuna risonanza.
È stato qualcosa di terribile da sentirsi dire, eppure, senza che potessi prevederlo, mi ha immediatamente rilassato.

Siamo piccoli punti in un mare di energie e ridefinizioni. Siamo parti in causa, non di certo “dei ex machina“. Accettarlo mi è sembrata una buona occasione per fare pace con il nostro assurdo desiderio di immortalità e per iniziare a occuparci di noi nel presente.

La Montagna ci ha consigliato di essere gloriosi nei fugaci attimi della nostra esistenza e, considerati gli sviluppi di questo anno piuttosto faticoso, non solo ho pensato che nessuno di noi avesse il diritto di contraddirla, ma mi è sembrato un consiglio davvero amorevole.


Io canto e la montagna balla | Zelda was a writer

LE STORIE DEL BOSCO

“Io canto e la montagna balla” è una storia di amore e di perdono, tutta umana e imperfetta. Quello che non smette di colpire il lettore – e, in un certo senso, di destabilizzarlo –  è la modalità con cui questa storia viene raccontata.

Si tratta di una narrazione corale, di un tripudio di punti di vista strambi e colorati, di aneddoti che sembrano condurre lontano dalle vicende dei suoi protagonisti. È solo una sensazione, in realtà, perché tutto, proprio come accade nelle storie piene di mistero, è inesorabilmente connesso.

I suoi racconti stratificati, sapienti e poetici, sono intrecciati come una corona di margherite appena colte e restano nella memoria del lettore che decide di avventurarsi nel bosco senza ansia di catalogazione, che procede senza paura di perdersi nei suoi infiniti meandri.

Arrivati a pochi passi dalla cima, ci si accorge che questo era l’unico modo di raccontare la storia.

Come ben dicono le trombette dei morti, un gruppo di funghi neri e assai pregiati che ci parla nella prima parte del libro, “il bosco è di quelle (storie) che non possono morire. Che non vogliono morire. Che non moriranno perché sanno tutto. Perché trasmettono tutto. Tutto ciò che si deve sapere. Tutto ciò che si deve trasmettere. Tutto ciò che è. Seme condiviso. L’eternità, leggera. Quotidiana, piccola”.

Questo libro è una poesia leggiadra – e al contempo oscura – che fa tanto bene al cuore. E ci ricorda che nel regno della Natura niente muore per davvero.


ECCO LE IMMAGINI DELLA MIA LETTURA CREATIVA

Io canto e la montagna balla | Zelda was a writer

Lascio qui una delle millemila Stories condivise in questi giorni su instagram.

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Io canto e la montagna balla | Zelda was a writer

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SECONDA TAPPAIo canto e la montagna balla | Zelda was a writer

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QUARTA TAPPAIo canto e la montagna balla | Zelda was a writer

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ECCO COSA STO ASCOLTANDO MENTRE VI SCRIVO…


E con queste ultime righe saluto un libro bellissimo, nella speranza di poterne sondare di nuovi con voi!
Grazie a Blackie Edizioni per avere dato vita a questa preziosa occasione.

Un sorriso, anzi due.
Camilla

Questo progetto è il risultato di una collaborazione con Blackie Edizioni di cui vado molto fiera. 
Grazie per il sostegno che dimostrate al mio lavoro.

16 Novembre 2020

Il Bambino, la Talpa, la Volpe e il Cavallo di Charlie Mackesy

Camilla - Zelda was a writer

Il Bambino, la Talpa, la Volpe e il Cavallo | Zelda was a writerUNA FAVOLA SOSPESA E DELICATA:
LA LETTURA CREATIVA DE “IL BAMBINO, LA TALPA, LA VOLPE E IL CAVALLO” di CHARLIE MACKESY
(SALANI)

Puntuale come una magia, in un giorno di qualche settimana fa, “Il Bambino, la Talpa, la Volpe e il Cavallo” di Charlie Mackesy (Salani) ha bussato alla mia porta. Inutile dirvi che è stato subito amore.

Quello che mi ha colpito delle sue pagine è stata la totale assenza di retorica – che spesso sovrasta libri di questo genere – e il tempismo con cui si palesava nella vita di molti di noi. Ci diceva di non avere paura, che la tempesta sarebbe passata e con lei tutti i timori di non farcela… Alzi la mano chi tra noi, specie in questo momento difficile, non ha sognato di sentirsi dire proprio queste parole!

Nelle ultime due settimane abbiamo viaggiato attraverso pagine disegnate meravigliosamente e ascoltato parole sagge e gentili, scritte a mano dal suo stesso autore. 
E così oggi, a conclusione del nostro percorso di lettura creativa, sono qui per parlarvene. 
Il Bambino, la Talpa, la Volpe e il Cavallo | Zelda was a writerLa favola di Charlie Mackesy (consiglio vivamente di seguirlo su instagram) coinvolge quattro protagonisti, gli stessi che danno nome al suo titolo: il Bambino, la Talpa, la Volpe e il Cavallo.

Non potrebbero esistere quattro personaggi tanto diversi, eppure, in questa piccola parentesi della loro esistenza, sembrano essersi riconosciuti immediatamente e lottano con gentilezza perché ognuno di loro non rimanga mai indietro in quello che è, a tutti gli effetti, un cammino senza meta.

I quattro camminano per sorpassare ogni paura, ogni idea – di sé e della propria vita – che impedisce loro di cambiare, di essere diversi, nuovi, di stupirsi. Ci appaiono finalmente liberi di trovare un significato del tutto personale a ciò che vedono e sentono, di creare connessioni ardite, di stare in silenzio se lo desiderano e, non da ultimo, di trovare conforto tra le braccia di una torta piena di calorie.

Camminano verso un posto da chiamare casa, questi quattro, senza che ci sia un indirizzo preciso. Attraversano lande silenziose, impegnate a risvegliarsi dopo un lungo sonno invernale. La primavera che li attende a braccia aperte regala loro cieli stellati, profumi intensi e fronde nuove, verdi e croccanti.

La Natura sembra indicare una via di speranza, di cambiamento e di coraggio attraverso colori saturi e miracoli della trasformazione, senza che esista una regola valida per tutti e senza certezze che possano dirsi inossidabili.

Il Bambino, la Talpa, la Volpe e il Cavallo | Zelda was a writer

C’è così tanta bellezza di cui prendersi cura. C’è così tanto da fare, da dire, da disegnare. Nuovi mondi ci stanno chiamando a raccolta e chiedono tutta la nostra disponibilità, il nostro impegno a sintonizzarci su frequenze nuove, capovolte, fantasiose. 

Non stupisce affatto che questo libro abbia fatto innamorare tantissime persone, dalle vite e dalle convinzioni tra le più disparate. Ognuno di loro ha trovato nella sua magica semplicità piccole indicazioni di percorso. Senza che queste venissero indicate su mappe certe, senza che voci sbraitanti e riottose innescassero quell’odioso meccanismo dell’ansia da prestazione.

Siamo tutti più stanchi e sconsolati e forse non saremo mai migliori come ci eravamo promessi mesi fa dai balconi, ma è fatto certo che dentro ognuno di noi esista una riserva di fiducia bambina, pronta a zampillare come una fontana non appena un piccolo indizio di rinascita si farà strada lungo il nostro orizzonte.

È questo che non dobbiamo mai smettere di sperare: non tanto che il mondo cambi prendendo spunto dalle nostre più rosee aspettative, ma che i nostri occhi siano sempre pronti a indossare nuovi occhiali per guardarlo, per renderlo migliore.


Il Bambino, la Talpa, la Volpe e il Cavallo | Zelda was a writerUNA GIOIA BAMBINA

Questa volta la mia lettura creativa del libro ha fatto un piccolo passo indietro.
Un libro che era già tutto immagine e parola scritta a mano non aveva bisogno di aggiunte. Così ho lavorato sulla gioia bambina che ha saputo regalarmi, realizzando quattro bamboline di carta (articulated paper dolls) per presentarvi i suoi personaggi.

Stasera sono qui per regalarvele, nella speranza che alleggeriscano le vostre ore di attesa, di preoccupazione, di fatica.

Se volete farmi un regalo, condividetele con chi amate e pensate abbia bisogno di qualche ora di svago. E poi taggatemi, per farmi vedere dove sono finite, come le avete colorate e inserite nel vostro quotidiano.

Non esiste gioia più grande di accorciare le distanze e sentirsi vicini. Io ci credo tantissimo.


ECCO LE IMMAGINI DELLA MIA LETTURA CREATIVAIl Bambino, la Talpa, la Volpe e il Cavallo | Zelda was a writer

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ECCO COSA STO ASCOLTANDO MENTRE VI SCRIVO…


Grazie a Salani per avermi chiesto di attraversare questo libro a modo mio, con fiducia e sostegno.
E grazie a voi, perché avete sempre voglia di camminare con me.

Un sorriso, anzi due.
Camilla

Questo progetto è il risultato di una collaborazione con Salani di cui vado molto fiera. 
Grazie per il sostegno che dimostrate al mio lavoro.

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4 Novembre 2020

La mia rivoluzione è dentro di me. La Passione di Frida

Camilla - Zelda was a writer

La Passione di Frida | Zelda was a writerLA MIA RIVOLUZIONE È DENTRO DI ME:
LA LETTURA CREATIVA DE “LA PASSIONE DI FRIDA”
di CAROLINE BERNARD
(TRE60)

Questo periodo “al contrario” ha tantissimi difetti e coni d’ombra, ma ha anche il pregio di avermi regalato l’incontro con una serie di libri belli, potenti e utili che ho avuto la fortuna di raccontarvi nel corso di queste settimane.
Poterli tradurre in immagine, studiarli, sondarli per lunghi lassi di tempo e poi arrivare da voi e parlarne insieme è una di quelle occasioni piene di energia e possibilità che non voglio affatto sprecare.

Oggi sono qui, intenzionata a raccontarvi della nostra ultima lettura creativa, quella che ci ha portato a tuffarci a braccia aperte nelle pagine de “La Passione di Frida” di Caroline Bernard (Tre60).

Ne abbiamo parlato le scorse settimane su instagram, ma vorrei ripercorrere il nostro cammino in questa newsletter colorata e piena di immagini.
Consideratela il mio modo di dirvi che vi penso e che sono infaticabile anche per voi. Per non farvi sentire soli/e e per fornirvi indirizzi utili a viaggiare nel dorato mondo delle storie.La Passione di Frida | Zelda was a writer

“La Passione di Frida” è un romanzo sulla vita di Frida Kahlo. Non si tratta di una biografia, ma di un racconto ispirato a fatti reali. Caroline Bernard ha studiato come una matta per rendere omaggio – un omaggio riuscitissimo – a una delle icone del Novecento. Una delle più splendenti, delle più rivoluzionarie.

Frida ci viene raccontata attraverso l’Amore e l’Arte, due ambiti in cui l’artista si è spesa senza sconti, vivendoli come fossero ogni volta i suoi ultimi respiri, i trampolini di un volo verso l’eternità, le stampelle per tenere in piedi il suo corpo martoriato dal dolore e dalle privazioni.
La Passione di Frida | Zelda was a writer

Leggendo il libro, e venendo a conoscenza del suo successo editoriale, ho maturato la convinzione che Frida sia una dea pagana del nostro presente, capace di comunicare tanto con il nostro desiderio di bellezza quanto con le nostre paure. Le stesse che ci vogliono fermi, pacati, ragionevoli. Come se l’esistenza fosse un compito in classe, da fare bene, senza uscire dai bordi, senza improvvisare mai.

Frida non la ferma nessuno. Non di certo il dolore, le lunghe e faticose sessioni di cure mediche, i giorni passati a letto, in cui è impossibile fare una qualunque previsione per il futuro. Lei vive l’attimo, lo plasma, lo arreda e poi lo colora, senza che regole e confini imposti da altri frenino la sua voglia di estensione e di infinito.

La sua storia ci dice che, molto prima di chiederci come vivere, dovremmo semplicemente respirare e procedere. Prendere tutto, gioie e dolori, essere insaziabili, curiosi e bizzarri.
Per questo, e senza ombra di dubbio, la sua opera d’arte più riuscita è e sarà sempre la sua esistenza. 

“La Passione di Frida” è l’occasione per avventurarsi nella vita di una delle donne più rappresentate nella Storia delle immagini. Il suo volto e i suoi quadri sono presenti nell’immaginario di ognuno di noi, vengono riprodotti su cuscini, quaderni e t-shirt, ma molto spesso non sappiamo nulla di lei.

Bisognerebbe che tutti conoscessero la storia di Frida. Con lei la parola “resilienza” torna ad avere un senso preciso, il coraggio si anima di miscele e impasti vivi e la speranza decide che non ha tempo di fermarsi a pensare perché preferisce vivere negli atti, non negli intenti.


La Passione di Frida | Zelda was a writer

LA MIA RIVOLUZIONE È DENTRO DI ME

Frida ci ha insegnato che l’equilibrio è il risultato di perenni sistemazioni, di continue rimesse in discussione di sé, dei propri desideri, del proprio sacrosanto bisogno di espressione e vita.

Lei è stata maestra in questo. Ha lavorato per rendere bella ogni sua ferita, non ha mai nascosto lo strappo, ma l’ha adornato, l’ha esaltato, l’ha reso un punto di partenza, mai un approdo.

Il mio lavoro creativo su Frida Kahlo si è occupato di fornire buone cornici a un tripudio di arte e di vita che non necessitava di niente, che già era perfetto così com’era.

Spero di esserci riuscita e spero che le frasi intrappolate nelle cornici condivise – ispirate ai nichos messicani –  possano regalarvi la spinta a seguirvi e a rivoluzionarvi senza posa. Ogni volta che voi e solo voi lo riterrete necessario.

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QUINTA TAPPALa Passione di Frida | Zelda was a writer

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ECCO COSA STO ASCOLTANDO MENTRE VI SCRIVO…


È giunta l’ora di salutarvi!

Un sorriso, anzi due.
Camilla

Questo progetto è il risultato di una collaborazione con Tre60 Libri di cui vado molto fiera. 
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10 Ottobre 2020

Il Nome della Madre, una lettura creativa

Camilla - Zelda was a writer

Il Nome della Madre | Zelda was a writerIL DIARIO DI UN’ASSENZA:
LA LETTURA CREATIVA DE “IL NOME DELLA MADRE”
di ROBERTO CAMURRI
(NN EDITORE)

Ci siamo: è arrivato il momento di salutare il progetto dedicato a “Il Nome della Madre”, il libro di Roberto Camurri (edito da NN Editore) che ci ha tenuto compagnia nelle ultime due settimane!

Forse non siete grandi fruitori dei social e così, visto che questa nuova “lettura creativa” si è sviluppata soprattutto su instagram, ho deciso di accorciare le distanze e di riassumervela qui. Spero che questa idea vi piaccia!

Il Nome della Madre | Zelda was a writer

Poco prima delle vacanze estive mi sono tuffata nel secondo libro di Roberto Camurri: era accompagnato dalla richiesta dell’editore di raccontarlo a modo mio, di crearci attorno un mondo, un sentimento, una storia.

Non tutti i libri si prestano a questo strambo approccio, ma non appena ho iniziato a leggerlo non ho avuto dubbi: “Il Nome della Madre” non andava solo raccontato, ma festeggiato lungamente.

Da quel momento ho iniziato un cammino tra le pagine di un libro atavico e vibrante. È così che è nato il “Diario di un’assenza”.

Il Nome della Madre | Zelda was a writer

“Il Nome delle madre” racconta l’allontanamento di una madre senza nome dal proprio marito, Ettore, e dal loro figlio appena nato, Pietro. Lo fa in modo inedito e umano.

Non c’è giudizio nelle parole di Roberto Camurri, ma un ascolto pieno e libero da qualunque morale.
Non c’è condanna, ma un’infinita tenerezza verso quello che non si può prevedere e che mette in seria difficoltà ogni nostra previsione, ogni schema e ipotesi di perfezione.

“Il Nome della Madre” non ci viene raccontato da una voce maschile o femminile, ma da un’umanità impegnata a raccogliere come può i pezzi di un passato dolente e tradito nelle sue aspettative più semplici. Ognuno di noi è coinvolto in questa storia.
Ognuno di noi, nonostante le differenze del proprio vissuto, può capire intimamente i suoi strappi e la sua leggerezza.

Leggendolo, vi accorgerete di avere tra le mani un libro tanto etereo da farsi pelle, tanto animista da chiamare a raccolta tutte le forze della Natura, anche quelle più violente.
Tra le sue parole troverete tanto cielo: si tratta della sconfinata e incombente distesa di azzurro di Fabbrico, la città emiliana che partorisce tutti i personaggi nati dalla penna di Camurri.


Il Nome della Madre | Zelda was a writer

DIARIO DI UN’ASSENZA

La mia lettura creativa del libro ha ipotizzato la sovrapposizione di due mondi, quello di Fabbrico, reso vivo e colorato dalle fotografie di Daniela Calzolari, e quello di una serie di foto vintage in bianco e nero acquistate tempo fa da un rigattiere cittadino.
Sopra questi due mondi, poi, una madre privata della sua fisionomia, parcellizzata tra ricordi di chi rimane, di chi, per non soccombere all’assenza, sublima il proprio dolore riscrivendo i finali di una storia che non ha voluto.

Il mondo delle fotografie vintage voleva mettere in scena la memoria collettiva, quel ricordo che ci accomuna tutti e che ci permette di conoscere profondamente anche il significato di esperienze che non abbiamo mai vissuto in prima persona.


ECCO LE IMMAGINI DELLA MIA LETTURA CREATIVA

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ECCO COSA STO ASCOLTANDO MENTRE VI SCRIVO…


Spero che questo modo inedito di attraversare le trame dei libri vi piaccia e vi ispiri!
Lasciatemi ringraziare NN Editore per aver avuto fiducia nelle mie intuizioni e Roberto Camurri per averle abbracciate con generosità.

Un sorriso, anzi due.
Camilla

Questo progetto è il risultato di una collaborazione con NN editore di cui vado molto fiera. 
Grazie per il sostegno che dimostrate al mio lavoro.

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