18 ottobre 2018

La Biblioteca dell’Immagine

Camilla - Zelda was a writer

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La Biblioteca dell’Immagine è un progetto sempre più vicino alla sua realizzazione.

Due settimane fa ho ricevuto una mail che parlava di questo grande sogno della Fondazione Forma per la Fotografia, chiamando a raccolta tutti – appassionati della fotografia e sostenitori delle molteplici anime culturali di Milano – per diventare donatori attivi dell’avventura (qui trovate le possibili modalità di sostegno).

Non ho resistito, ho scritto alla Fondazione chiedendo di poterne parlare con Roberto Koch, il suo Presidente. La risposta non si è fatta attendere e così ho raggiunto questo avamposto dello sguardo e della contemplazione (lo trovate in via Meravigli, 5) per incontrarlo.
La Biblioteca dell'Immagine | Zelda was a writer

La Biblioteca dell’Immagine, mi dice Koch – editore di Contrasto, fotografo, anima pulsante di eventi culturali a dir poco mitici, tutti legati al mondo della fotografia – era diventata un’esigenza montante.

La città di Milano, la sua lunga tradizione editoriale e il rapporto duraturo e fertile con l’immagine, chiedevano a gran voce un polo di consultazione e condivisione di questo tipo. 

Secondo le previsioni della Fondazione, la Biblioteca avrà la sede proprio in via Meravigli. La centralità della zona e la poesia dell’attigua galleria non fanno altro che amplificarne le aspettative.La Biblioteca dell'Immagine | Zelda was a writer

Ascolto le parole del Presidente e penso a quanto questo progetto abbia in sé un valore profondo e utile: non solo aumenterà le occasioni di fruizione culturale, ma regalerà ai cittadini un luogo dell’approfondimento, del confronto, della scoperta.
La Biblioteca dell'Immagine | Zelda was a writer

La Biblioteca dell’Immagine parte da un fondo di circa 4000 titoli donato da Contrasto, ma l’idea è quella di aumentarne il numero, costruendo una base di oltre 6000 titoli, dagli anni ’40 fino a oggi. La Biblioteca sarà affiancata da una Mediateca con una proposta di ebook, libri online e riviste dal respiro internazionale.

All’interno della sua realtà, inoltre, verranno organizzati incontri di approfondimento e studio, gruppi di lettura e presentazioni di libri.

La Biblioteca dell'Immagine | Zelda was a writerKoch mi racconta che, a partire da gennaio, si terrà un interessante ciclo di incontri dedicato a dieci libri sulla fotografia, quelli più rappresentativi e utili da conoscere.
Prendo nota e mi riprometto di non perdere quest’occasione. Potrei fare ordine tra le memorie, ormai zoppicanti, dei miei studi universitari. Non sarebbe affatto male.La Biblioteca dell'Immagine | Zelda was a writer

La nostra conversazione procede piacevolmente.
La luce dell’immenso lucernario della galleria Meravigli irrompe nelle stanze della Fondazione, regalandoci l’illusione di essere lontani da tutto, da orari e incombenze, da corse forsennate e file ai tornelli della metro. A intervalli regolari, un tram attraversa una sottile porzione verticale che ci divide dai traffici concitati di Milano.

Vorrei chiedere a Koch un miliardo di cose, ma cerco di non abusare della sua disponibilità e così gli pongo altre due domande, le ultime.
La Biblioteca dell'Immagine | Zelda was a writer

Cosa consiglierebbe a chi volesse avvicinarsi alla fotografia con serietà, facendone una professione? E poi: potrebbe forse indicarmi alcuni libri per avventurarsi nel suo mondo?

Alla prima domanda risponde senza alcuna incertezza.
Chiunque voglia avvicinarsi alla fotografia deve prenderla sul serio. Considerare il suo studio con lo stesso rigore con cui l’aspirante concertista si avvicina alla musica.
Se è vero che in questo momento storico tutti siamo in grado di produrre scatti fotografici – aggiunge – è altrettanto vero che non possiamo considerarci tutti fotografi. Servono studio e curiosità, abnegazione e impegno. Il confronto e la partecipazione a festival e incontri. Servono l’ascoltare, il leggere, il contemplare.La Biblioteca dell'Immagine | Zelda was a writer

Risponde alla seconda domanda con tre titoli. Tutti e tre, dice, sono stati la base di partenza per un nuovo modo di considerare la fotografia. 

1. “New York 1954.55” di William Cline
2. “Images à la sauvette” di Henri Cartier Bresson
3. “Zingari” di Joseph Koudelka

Come avrete notato dai link che ho inserito, hanno prezzi molto alti ed è anche per questo che l’esigenza di una biblioteca dell’immagine si fa forte.

Le biblioteche propongono libri per tutti i curiosi della città, senza divisioni di ceto o di possibilità economiche. Non credo esista niente di più utile al momento. Saluto la Fondazione e torno a mescolarmi ai rumori della città.

Buona giornata,
Camilla
Zelda was a writer

Vi ricordo la campagna di supporto alla Biblioteca. La trovate qui.
A cosa serve una grande profondità di campo se non c’è un’adeguata profondità di sentimento?William Eugene Smith

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