20 Giugno 2019

Ti porto con me: io, le mie amiche e Storytel

Camilla - Zelda was a writer

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“Ti porto con me” è un progetto in collaborazione con Storytel che ci terrà compagnia per buona parte dell’estate.

“Ti porto con me” inizia oggi con la qui presente padrona di casa, solo per permettermi di darvi il benvenuto in questa nuova avventura e raccontarvi senza svelare troppo perché io la reputi speciale.

In queste settimane parleremo di libri del cuore, di approcci inediti alla lettura (in Italia gli audiolibri sono ancora una novità da esplorare) e di vite in mobilità.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerVi presenterò tre mie amiche, una di lunghissimo corso e altre due poco presenti da queste parti ma non meno importanti. Ci terremo per mano per un tempo breve ma intenso: due chiacchiere, una passeggiata, la condivisione delle proprie passioni, dei tentativi, dei sogni realizzati. Attorno a noi e nelle situazioni più disparate, le parole di un audiolibro, che si liberano dalle cuffiette di un cellulare o dalle casse di un computer per diventare il compendio perfetto di chi siamo. 

“Ti porto con me” è un titolo che ho pensato potesse riassumere il nostro nuovo approccio alla vita: semplificato e al contempo ricco. Abitato da nuovi significati, nuove sollecitazioni, nuovi appassionanti approcci alla vita.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Il più grande pregio di questi tempi è il viaggio. Un viaggio spesso più ideale che fisico. Attraversiamo città brulicanti di vita, navighiamo in un mondo virtuale i cui confini sono sempre più labili, alleniamo le nostre possibilità di pensiero e azione in contesti sempre più complessi. E con noi, come fosse il guscio della lumaca, viaggia tutto il nostro mondo. Tutto il nostro mondo. Sempre pronto per essere consultato, ampliato, condiviso.

Considero gli audiolibri un’ulteriore estensione di questa nuova ricchezza leggera.

Benché abbia una immaginazione molto fervida e ami appropriarmi delle espressioni altrui con la mia voce interiore e i miei “filtri fotografici”, amo follemente questa nuova abitudine, che mi consente di guardare il mio mondo quotidiano – creativo e spesso ridondante – attraverso le parole, i silenzi, le profondità di una voce che mi accompagna, che legge per me, che scandisce i miei giorni a suon di pagine.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerPer quanto mi riguarda, ogni occasione in cui mi viene raccontata una storia è un’occasione fortunata. 

Ci sono voluti anni perché accettassi di definirmi una creativa. L’approccio alla vita era irrefrenabile: ero a tutti gli effetti un’anima dedita a feroci picchi di fantasia, giravo per il mondo con una tavolozza di colori negli occhi e mi esibivo in accostamenti cromatici arditi, disegni lasciati sulle tovagliette di carta dei bar, idee balzane in cui trascinavo dentro chiunque mi passasse a tiro. Dentro di me, però, la creatività è sempre stato un paese troppo grande e bello per ambire a sentirmi sua cittadina onoraria. Faticavo a dire: io abito lì. Accettare di essere quello che si è sembra un controsenso: le cose accadono senza che tu debba dare loro un nome ma spesso ci ostiniamo a ragionare sulle virgole, sulle etimologie. Quanta energia persa dietro a cavilli, sfumature, inutilità!

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerSono una creativa. Ascolto audiolibri. Uso tutto. Non sono più parsimoniosa. Ultimamente dipingo con le dita perché adoro sporcarmi i polpastrelli. Voglio respirare fino all’ultimo dei miei giorni questa euforia che mi prende quando un’idea fa capolino nella mia testa e chiede solo di essere abitata. Mi piacciono pure le serie poliziesche di canali tematici che arrivano dopo i primi trenta, quaranta canali ufficiali. Le guardo per rilassare le sinapsi perché di solito, anche a fronte di omicidi multipli, tutto si sistema in prossimità della sigla.

Perché vi dico tutto questo? Perché è ora che ognuno di noi accetti chi è, cosa vuole per la sua vita. Senza paura di profanare categorie che si sono guardate (o ce le hanno fatte guardare?) con timore reverenziale per molto e molto tempo, senza timore che la gente pensi che non fanno affatto per noi.

Lo so, le mie parole suonano come quelle di una guru di bassissima lega ed è forse per questo che ho scelto un audiolibro decisamente più nobile a sostegno di questo pensiero. Si chiama “Quando siete felici fateci caso”, scritto da Kurt Vonnegut e letto da Edoardo Siravo, la cui voce è perfetta per rendere l’ironia pungente e la profonda umanità dello scrittore americano.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio del Duemila, Vonnegut si rivolge ai laureandi al termine della loro esperienza universitaria, parlando loro della vita e dei suoi paradossi. Non è sempre tenero o rassicurante ma quando si lascia andare alla poesia della nostra esperienza umana lo fa senza paura, lo fa coraggiosamente.

E con le sue parole che ho deciso di lasciarvi. Che siano un buon augurio per la vostra vita, che vi spingano a essere fieri di quello che siete, che vi suggeriscano di non smettere mai di esserlo.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

“Ti porto con me” è solo all’inizio, spero che le storie che vi racconterò possano piacervi.

—-> Intanto voi approfittatene e scopritene altre qui. In occasione del nostro progetto, infatti, i canonici 14 giorni di prova sono diventati ben 30!

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerGrazie a MiniAmpère per avermi ospitato per questo post, con tutti – ma proprio tutti – i miei tentativi di pittura. Questo negozio di abbigliamento per bambini (anche grandi) è magico e se Stefania e Simona, le sue proprietarie, mi trovano un angolino, andrò a viverci a breve.

Questo post è il risultato di una collaborazione con Storytel di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

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