4 Luglio 2019

Ti porto con me: Francesca e Storytel!

Camilla - Zelda was a writer

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Ti porto con me Storytel | Zelda was a writerIn occasione di “Ti porto con me”, il progetto dedicato all’audiolettura e realizzato con Storytel (la prima puntata la trovate qui), ho incontrato la mia amica Francesca, anima pulsante di un progetto cultural-sartoriale chiamato Waxewul.

Francesca e io ci conosciamo da tempo e ci vogliamo bene. Grazie a lei non potrò mai parlare male del web: un giorno è apparsa nelle mie notifiche e non ci siamo mai più lasciate.

Quello che più amo di Francesca e del suo Waxewul è la miscela perfetta tra la gioia del colore e il peso della sostanza. Il suo progetto, infatti, non è solo finalizzato a vestire donne e uomini con i meravigliosi wax africani – ognuno dotato di un nome e di un significato specifico – ma fa in modo che messaggi belli e forti viaggino per il mondo, stimolando contatto e condivisione.

Proprio come farebbe una favola di lunga tradizione, i suoi capi non smettono mai di raccontare storie. I wax – oggi di gran moda e diffusione – sono amuleti, raccontano di radici e origini, di desideri e speranze. I wax sanno stimolare sentimenti molto diversi tra loro, ora di profonda nostalgia, ora di entusiasmo incontenibile.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Ho deciso di chiedere Francesca di “portarci con lei” perché sapevo che avrebbe regalato un punto di vista colorato e vivo al nostro viaggio nelle audioletture.

Quando ci siamo incontrate, in una afosa mattinata di qualche giorno fa, mi ha detto che lei e la sua bambina Sophy si erano dedicate a “Le mie favole africane” di Nelson Mandela, audiolibro di Storytel letto da Fabio Bezzi, Debora ZuinCinzia Spanò.

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Le favole non smetteranno mai di tenerci compagnia: sono sopravvissute a secoli di selezione naturale e, dalla notte dei tempi, continuano a tenere per mano bambini di tutte le età. Le favole regalano loro strumenti portentosi e liberi per farsi un’idea del mondo, delle sue forze contrastanti, delle pulsioni che ci abitano, dei grandi flussi di energia che ci sovrastano. Francesca ha un ricordo che tiene stretto a sé ed è legato alla memoria di suo padre.

Quando perdi qualcuno che hai tanto amato, dopo che il dolore ha deciso di indietreggiare di qualche passo e di far circolare nuova aria, restano tra le mani ricordi minuscoli. La magia di queste memorie si accende all’improvviso, come tante piccole lucciole in una notte d’estate, e, se non aiuta a lenire il dolore, contribuisce a cambiarne i connotati, rendendolo con il tempo una dolce e straziante nostalgia.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Il ricordo di Francesca inizia circa così: “… a mille ce n’è, nel mio cuore di fiabe da narrar…”.
Era la fiaba sonora che ogni due settimane suo papà comprava in edicola, la stessa che ascoltavano insieme e che ha acceso per sempre la sua passione della lettura.

Il Destino è davvero fantasioso o forse è solo molto coerente. Perché, se il passato di Francesca era una storia ascoltata in audiocassetta, oggi il suo presente è ancora legato a una favola: il suo compagno, originario del Senegal, è infatti legato alla tradizione dei griot.

I griot sono custodi della parola: il loro destino è continuare a raccontare storie millenarie, perché non si disperda mai la loro gioia e il loro potere salvifico.
Conoscono i misteri più atavici dell’Uomo e del suo rapporto con le forze più profonde dell’universo e li raccontano in occasioni importanti come feste, nascite, riti di iniziazione al mondo adulto e funerali.

La loro conoscenza spazia dalla cosmogonia alla mitologia, la loro missione è farsi contenitori di questa sapienza, anelli di congiunzione tra passato e presente, difensori a suon di cultura del prezioso dono della tradizione orale. Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Dopo aver parlato con Francesca ho pensato a quanto la pretesa di dividere il mondo in base alla sua supposta civilizzazione sia una bugia colossale, utile ad allontanarci dalla nostra natura più profonda. Siamo sempre più lontani dal passaggio delle stelle – oscurate dalle luci violente delle città – dal contatto con il terreno su cui camminiamo – ricoperto da strati e strati di cemento bollente – dal richiamo simbolico delle favole – considerate un passatempo serale per i bambini.
Sempre più lontani e immemori.Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

La favola preferita della mia amica si chiama “I doni di re leone”, la trovate dal minuto 16.23.
Ecco cosa mi ha scritto dopo il nostro incontro:

«Io la interpreto così: ognuno di noi nasce con doni che ci rendono diversi e unici. Non sempre li riusciamo a vedere come tali ma sono i NOSTRI doni, le nostre “specialità”. Ed è proprio nella diversità che risiede la nostra forza più grande».

Ti porto con me Storytel | Zelda was a writer

Sono ore che penso alla storia di Francesca, alla sua specialità. Persone come lei viaggiano per il mondo a spargere bellezza e non si fermano mai un attimo a chiedersi quanto la loro condotta possa migliorare le sorti dei cammini che hanno solcato. 

Buona audiolettura a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

—> Se volete ascoltare anche voi le favole africane raccontate in questo post, cliccate qui. In occasione del nostro progetto, infatti, i canonici 14 giorni di prova su Storytel sono diventati ben 30!

Questo post è il risultato di una collaborazione con Storytel di cui vado molto fiera. 
Grazie, come sempre, per il sostegno che dimostrate al mio lavoro. 

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