27 luglio 2010

Gina Lagorio was a writer

Camilla - Zelda was a writer

Reviews

«Càpita che sia negativo. Se càpita negativo, affrettati ad accettare.
Se è positivo e lo sai, vivilo in pienezza. Perché c’è tempo per ogni cosa, se càpita.
E non tutto è triste o squallido o insensato.
La speranza càpita ed è nutrita dalla lievità della gioia.
E anche volersi bene è giusto che càpiti, perché se non capita, non riuscirai ad amare gli altri. E passerai come un’ombra nel nulla».
da Càpita 

Gira e rigira, in qualunque canale virtuale mi trovi, finisce sempre che io parli di Gina Lagorio.


Il mio amore per la sua scrittura è nato in modo del tutto fortuito, lontano da qualsiasi pianificazione o conoscenza pregressa, e come tale, è stato detonante. 
Un’estate ligure solitaria – decisamente dedita alla pagina scritta – e le sue opere fuori commercio in un gazebo sul lungomare di Rapallo.

Gina Lagorio è stata una grandissima scrittrice e una donna combattiva che non ha perso un grammo della sua leggiadria e del suo fascino. Purtroppo la memoria italica è colpevole anche del suo oblio: si è parlato tempo fa di una riedizione delle sue opere, ma al momento tutto pare tacere.

In quell’estate m’innamorai del suo Inventario, immergendomi voracemente in un mondo letterario e personale che non ha mai smesso di affascinarmi e commuovermi; un microcosmo fatto di equilibrio, passione, genio e femminilità. Fu una stretta di mano vigorosa ed entusiasmante, una ruota felice fatta con una gonna di tulle e fiori.
Poi venne tutto il resto: Tra le mura stellate, Un ciclone di nome Titti, La spiaggia del lupo, Càpita, Golfo del paradiso, Raccontiamoci com’è andata, Approssimato per difetto, …

Per quest’estate vi consiglierei di seguire la prima tappa della mia avventura e di cominciare con Inventario.
Vi verrà voglia di rileggere L’Isola d’Arturo o Anna Karenina, di ascoltare Paolo Conte e Le Variazioni Goldberg, di dare un’occhiata ai latini, di stringere la mano a Camillo Sbarbaro (uno dei miei poeti preferiti) e poi di ballare, vivere, viaggiare, perdervi nell’eternità del mare di Varigotti e conoscere le Langhe.

Del resto è così che capita con le cose belle: ci suggeriscono altri mondi senza la paura di perderci. Aprono le porte delle loro cineserie e non temono furti o plagi.
Le cose belle sono sempre diverse, evolvono, crescono, diventano altro. Proprio come capita con le stelle notturne che mentre vengono indicate sono già di un altro cielo.

Scrittori per un anno: alcuni video della scrittrice, qui.

 

2 pensieri su “Gina Lagorio was a writer

  1. Cecilia

    Buondì Camilla, dopo aver letto il tuo post, mi sono messa a cercare i libri di Gina Lagorio (nemmeno le fornitissime biblioteche pisane li hanno tutti) e ho scoperto che è lei l’autrice di un librino per bambini che ha letteralmente lasciato il segno in me e nei miei genitori, partecipi delle primissime letture assegnatemi alle scuole elementari. “Schitimiro e mamma Nasella” è un piccolo gioiello e nel ritrovarlo ho avuto un colpo al cuore!
    Baci, Cecilia

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