Guest post – Ebbene sì, amo l’America: Monument Valley
La puntata precedente era la prima luminosa tappa del viaggio americano che Cinzia ha fatto durante la scorsa estate. Le ho chiesto di scriverne su Zelda e lei ha accettato. Oggi ci rimettiamo in viaggio per una nuova appassionante avventura!
Buona giornata a tutti!
xoxo
Ci lasciamo alle spalle le luci e ombre di Vegas e, con un viaggio in auto durato otto lunghissime ore, accompagnati da stazioni radio che trasmettevano unicamente musica country, passiamo all’iconografia più classica degli Stati Uniti: la Monument Valley. Un vero spettacolo della natura. Una discesa, una curva e improvvisamente ti senti catapultato in milioni di cartoline, immagini, film. 

Noi ci siamo arrivati all’ora del tramonto e ciò ha reso ancora più affascinante una visione già di per sé magica. Un rosso intenso colora le formazioni rocciose dalle forme più strane e tu sei talmente emozionato da avere quasi il groppo in gola. Scatti mille foto, ma già sai che nessuna immagine riuscirà a rendere l’idea di quello che stai vedendo. E allora cerchi di guardare ancora più intensamente, per fermare le foto dentro di te.
Mexican Hat Lodge, Mexican Hat, Utah: dalle parti della Monument Valley, trovare un posto dove dormire ad un prezzo accettabile richiede pazienza, calma e sangue freddo.
Ho cercato per giorni una stanza abbordabile nel raggio di 200 chilometri finché, quasi sull’orlo della disperazione, sono capitata sul sito di questo lodge: è bastato leggere la storia del posto e dare un’occhiata ai prezzi e ho prenotato.
Il lodge è un vecchio bar indiano convertito in albergo da un gruppo di musicisti itineranti che, visto il posto, hanno pensato fosse un luogo ideale dove fermarsi.
A una prima occhiata, ci si chiede cosa li abbia colpiti perché Mexican Hat altro non è che una strada, un distributore di benzina, due alberghetti e un piccolo supermercato. Però, quando ci si sveglia il mattino, il cielo è terso, ci si mette in macchina e, dopo una piccola salita, ci si trova davanti lo spettacolo della Monument Valley, si comprendono i motivi del voler vivere lì. Il lodge è carinissimo, camere piccole ma accoglienti e silenziose. E poi ha un grandissimo fiore all’occhiello: il Swinging Steak, ristorante all’aperto con i tavoli disposti intorno alla griglia sui cui viene cotta la carne. Il menù comprende praticamente solo birra, carne e contorni, ma la bontà delle bistecche è quasi commovente. L’atmosfera, poi, è quella che tutti noi associamo a certe zone d’America e ci si guarda intorno aspettando di veder sbucare all’improvviso Daisy Duke e lo zio Jesse.
Olde Bridge Grille, Mexican Hat, Utah: poiché al Mexican Hat Lodge a preparare colazione non ci pensano neanche, bisogna trovare un’alternativa. E l’unica alternativa è l’Olde Bridge Grille, un piccolo caffè gestito da indiani accanto al ponte che porta alla Monument Valley. Beh, si tratta di un’ottima alternativa: atmosfera vecchio stile, personale gentilissimo e simpatico e tutto il campionario del perfetto comfort food americano: pancakes con sciroppo d’acero, waffles, bagels con cream cheese, muffins e tutte le varie opzioni salate che non mi sento neppure di nominare. Caffè a volontà, connessione a Internet e la voglia di rimanere tutta la mattina lì dentro al calduccio a chiacchierare.
Alla prossima tappa!
Cinzia































avventura degna di “post”!!! :)
…Cinzia, i tuoi racconti mi fanno rivivere una delle vacanze più belle della mia vita. Grazie!
Reportage egregio :) Mi sembra di respirare l’aria calda, il respiro che scotta a mezzogiorno…
E sale la voglia di vacanze estive…Chissà…
Stefania, vengo con te.
Siamo d’accordo?
Sono contenta ti sia piaciuto, è stato un viaggio meraviglioso e spero di riuscire a trasmettere tutta la meraviglia che ho provato. :-)
Foto e racconto mi fanno tornare in mente il mio viaggio negli USA, in quella che ora sembra un’altra vita: quasi quindici anni fa, le gambette magre per lo stress dell’esame di maturità appena superato, insieme persone che ora non fanno più parte delle mie giornate.
Le foto sono rimaste a casa dei miei e i ricordi si fanno sempre più sbiaditi… ma la Monument Valley non si dimentica. Mi piacerebbe tornarci con quello che ora è il mio compagno di vita… Sicuramente andrei a mangiare i pancakes all’Old Bridge Grill!
Vengo anche io!!!!!
posso? :D
Impossibile dimenticare la Monument Valley, vero Stefania? Io ormai ce l’ho scolpita negli occhi. Mamma mia, che emozione! Questa è l’America che piace anche a chi la odia :-)
A me sta venendo anche taaaaanta voglia di tornare in Giappone. Che ne dici del Giappone, Camilla? Andiamo? :-)
Ho tre cugini, in Giappone!
Partiamo!!