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27 febbraio 2013

A day with: Giulia Depentor di The Blooker

Buongiorno a tutti,
ecco qui un nuovo A DAY WITH su Zelda, tutto vissuto a Berlino!

Non mi sono dimenticata di questo divertente appuntamento con il giorno degli altri! Torna alla grande oggi con Giulia Depentor di The Blooker, vera appassionata di libri e uno dei motivi di sorriso su twitter.
Pronti a prenderla per mano e a vivere con lei un sabato berlinese?! Lo so che oggi è solo – tragicamente – mercoledì, ma la fantasia non conosce limiti! Viaaaa!

a day with - zelda was a writerQuando mi sono trasferita a Berlino era il 13 gennaio di due anni fa ed io ero appena uscita da una tremenda influenza che mi aveva costretto a letto con la febbre a 39 per una settimana. Una di quelle influenze che ti vengono quando sei alle elementari e che, quando le finisci, sei cresciuto di 3-4 centimetri, per intenderci.
I primi tre giorni della mia nuova vita, quindi, li ho trascorsi in una minuscola camera d’albergo a Rosenthaler straße, in attesa che fosse pronto l’appartamento di Friedrichshain che avevo subaffittato da una ragazza di Stoccarda di nome Anne.
Da quel giorno, annebbiato dalla convalescenza e dagli antibiotici, sono trascorsi due anni. Sono cambiati i lavori, le case, i quartieri, gli amici.a day with - giulia depentorSolo una cosa è rimasta uguale: mi ero sorpresa allora di quell’implacabile freddo che mi faceva lacrimare gli occhi e mi immobilizzava le guance… non avevo mai provato nulla di simile.
Dopo tre inverni, il mio stupore è sempre lo stesso: ogni mattina, quando esco di casa con il mio berretto giallo limone e gli occhiali da vista appannati, sento l’aria di ghiaccio che si insinua tra il cappotto e la sciarpa, e mi chiedo se sia reale o solo il frutto della mia percezione sbagliata. Poi guardo il paesaggio bianco e azzurro polvere, guardo le guance rosse delle persone e le nuvolette dense che escono dalle loro bocche assieme alle parole e ai respiri e mi rendo conto che sì, effettivamente questo è un freddo diverso dagli altri. E soprattutto che è un freddo al quale non mi abituerò mai.

Durante il lungo inverno berlinese, quindi, evito di rimanere per troppo tempo all’aria aperta e, malgrado adori passeggiare in mezzo alla neve, le mie uscite sono brevi e prevedono numerose pause ristoratrici durante le quali mi riposo e mi ricarico di calore.a day with - giulia depentorIl mio giorno della settimana preferito è il sabato: posso dormire fino a tardi e fare colazione con calma nella mia cucina gialla (se non si fosse capito, il giallo è il mio colore preferito!), leggendo il giornale e chiacchierando con Alessio. Di sabato, poi, concentro tutte le attività piacevoli della settimana: esploro la città, visito le mostre che mi sono segnata sulla moleskine e parto alla scoperta di negozi insoliti, dove compro sempre qualcosa che mi fa sorridere per tutto il resto della settimana.

Adoro Prenzlauer Berg, il quartiere dove vivo da quasi un anno. È per questo che tutti i miei posti preferiti della città si concentrano qui, ed è sempre qui che svolgo le mie attività, diciamo, abitudinarie.
Sabato scorso, dopo la colazione a casa, sono uscita e mi sono fermata subito nel mio bar (appunto) preferito a bere il miglior cappuccino della città. Poi non ho perso tempo e ho esplorato il delizioso mercatino di Kollwitz Platz (che si svolge ogni sabato), ricco di prodotti biologici, maglioni di lana grossa fatti a mano, saponi naturali profumatissimi, frutta colorata, banchetti di gioielli artigianali, e persone gentili e sorridenti…malgrado il freddo. Il mio bottino? Un sacchettino di curry indiano e un enorme mazzo di tulipani che poi ha trovato posto nel mio salotto con le pareti blu pavone.a day with - giulia depentorA Prenzlauer Berg si trova, ovviamente, anche la mia libreria preferita: Shakespeare & Sons. Quando entro in questo posto che “puzza” di carta e di storie, perdo totalmente la nozione del tempo: scelgo un paio di libri, mi siedo su una delle poltroncine di velluto e inizio a viaggiare. Nessuno mi guarda male perché gli altri clienti sono esattamente come me: a volte, ho addirittura la sensazione di conoscerli già, per aver letto la loro storia in un libro.
C’è sempre una sorta di complicità, in posti come questo.
Ecco perché me ne vado sempre un po’ a malincuore.

a day with - giulia depentorLa tristezza però passa quando, per puro caso, scopro un negozio tutto rosa che vende accessori per pasticceri. Stampini per biscotti a forma di chitarra elettrica? Teglie con scritto “I love you”? Coloranti naturali con i brillantini? No problem, qui c’è veramente di tutto e le commesse, vestite come pin-up degli anni ’50 con le braccia ricoperte di tatuaggi, saranno felici di aiutarvi.a day with - giulia depentorSempre uscito da una macchina del tempo puntata sulla metà del secolo scorso, anche il commesso di un negozio di dischi di Kastanien Allee. Il ragazzo sfoggia un ciuffo rockabilly che non finisce più e per una mezz’ora buona intrattiene Alessio con le evoluzioni sonore dei Kraftwerk e dei Tangerine Dream. Io me la svigno di soppiatto e vado a dare un’occhiata a quel favoloso negozio vintage dall’altra parte della strada.a day with - giulia depentorIn meno di dieci minuti mi immagino selvaggia hippy di Woodstock, misteriosa Ingrid Bergman a Casablanca, e algida flapper degli anni ’20…ma resisto e non compro nulla. Decisamente non è da me.a day with - giulia depentorPoco lontano, vengo irresistibilmente attratta da un palazzo fatiscente con il portone aperto. Sono di indole curiosa ed entro senza pensarci due volte. Cammino attraverso un cortile irreale decorato con gabbie per uccelli vuote e vasche da bagno e alla fine, la sorpresa: una minuscola galleria d’arte. L’artista, che se ne sta in disparte a leggere un libro, propone una serie di vecchie fotografie in bianco e nero e… bottoni. Una scelta casuale? Assolutamente no: ogni fotografia raffigura una persona o un gruppo di persone e, se si guarda attentamente, si scopre che i bottoni prescelti sono gli stessi – o molto simili- presenti sui loro abiti. Non è geniale?

a day with - giulia depentorLa luce sta iniziando ad andarsene, il pomeriggio è agli sgoccioli ed è quasi ora di tornare a casa. Non mi stanco mai di guardare verso l’alto, di scoprire la bellezza dei palazzi e di immaginare le storie e le vite all’interno delle case. A volte vorrei guardare dentro le finestre per vedere che cosa sta succedendo.

a day with - giulia depentorUltima tappa, prima del tepore di casa: Kochhaus è un negozio che vende… ricette. Che cosa vuol dire? Semplice: vengono proposti diversi piatti e, a seconda di quello che si sceglie, si comprano gli ingredienti già pesati e, soprattutto, la ricetta spiegata nei minimi dettagli con tanto di fotografie.
Per chi ama cucinare ma è un po’ pigro nelle sperimentazioni, è il paradiso!
Scelgo un risotto al vino bianco e pomodori secchi.

a day with - giulia depentorDopo cena, comprare all’ultimo minuto due biglietti per una delle proiezioni della Berlinale, sembra l’idea migliore. Non so che cosa sto per andare a vedere, non so in quale lingua sia stato girato il film e non so se gli attori saranno presenti in sala a presentare il loro lavoro…

Salgo sul tram e sfido un’altra volta il freddo. Forse, dopotutto, sto iniziando ad abituarmi.
Giulia

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42 Commenti a “A day with: Giulia Depentor di The Blooker”

  1. Cinzia scrive:

    Mi è venuta voglia di partire subitoooooo…vabbè, magari in primavera! :-) Bellissimo racconto e bravissima Giulia (a cui voglio tanto bene perché ama Scerbanenco come me).

  2. Giorgia scrive:

    Ma che meraviglia! Cara zelda con questo a day with mi hai decisamente fatto sognare e sorridere (in realtà vista la situazione influenzosa che mi circonda bastava poco ;-) ). Grazie Giulia!

  3. Giulia scrive:

    Grazie! Oggi sono mezza influenzata anch’io ma questi commenti mi “aggiustano” un po’! Evviva il giallo e evviva Scerbanenco!

  4. lauau scrive:

    Seguo Giulia sia sul suo blog che su twitter e scoprire un suo post, stamani, su zeldawasawriter.com è stata una piacevolissima sorpresa! :D
    Mi è venuta un po’ di nostalgia leggendo questo bel racconto di Berlino: seppure la mia sia stata solo una breve vacanza, mi è entrata nel cuore e non vuole più andarsene (che MAGONE)! Buona giornata ad entrambe!

  5. Maja scrive:

    Ma che meraviglia, ho ancora più voglia di andare a visitare Berlino! (l’idea della Kochhaus è fantastica, sarei sempre lì)

    PS: Zelda, ho appena scoperto il tuo blog e lo sto praticamente fagocitando!! :-)

  6. vale scrive:

    bello questo racconto di berlino e il negozio che vende ricette mi sembra proprio un’idea carina!

  7. Alessio scrive:

    Racconto bellissimo. E sì, per me è un piacere parlare di Kraftwerk e Tangerine Dream.

  8. Vero scrive:

    Con questo post si ha la possibilità di vivere due sabati in una settimana…sperando che il sabato italiano che ci aspetta sia altrettanto interessante e pieno di piccole scoperte. Questo post scivola che è una bellezza. Alla fine lascia anche una certa nostalgia di quei posti (anche se non ci son mai stata). Che dici, secondo te, se le scrivo a Giulia, mi ospiterebbe per un week end? xD

  9. Fioly scrive:

    bellissima città, bellissimo post, bellissime foto. manca qualcosa?
    ah, sì: voglio partire!

  10. Tilia scrive:

    Io sogno una libreria così! Il negozio di bottoni è incantevole e l’idea delle ricette in vendita è il pensiero che mi mancava oggi.
    Grazie per il viaggio, per quello che ho fatto leggendo e per quello che vorrei fare adesso :)

  11. mirtilla scrive:

    E’ favoloso e le foto sono stupende, penso che Berlino sia una città stupenda molto innovativa! Mio fratello che vive lì, dai quei negozietti favolosi mi riporta un sacco di cose piene di magia!

  12. filobabyp scrive:

    Ciao, ti avevo scritto durante le vacanze di Natale per dirti che stavo leggendo “tutto” il tuo blog. Ho finito adesso. Brava, bravissima, mi è sembrato un altro aeroracconto dopo quello finito oggi (coincidenze?) di Laura Lamanda. Il tuo di felicità.

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