4 marzo 2014

The Bookstore Chronicles: Il Fantasma

Camilla - Zelda was a writer

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Buongiorno miei cari!
Sono felice di annunciarvi che oggi torna Giulia – The Blooker con il secondo appuntamento di The Bookstore Chronicles (per leggere la cronaca del suo primissimo giorno di attività da libraia, cliccate qui) e lo fa con articolo meravigliosamente pieno e spassoso! 
Vi avverto, vi verrà un’insopprimibile voglia di prendere tutte le vostre cose e fiondarvi da lei, in Nuova Zelanda!
La nostra inviata speciale ci racconta delle presenze che abitano la libreria in cui lavora. Presenze ectoplasmatiche ma anche sentimenti, ricordi, passaggi.
Vi lascio con lei che – lo so con certezza – vi tratterà benissimo!

Buona giornata!
Camilla
the Bookstore Chronicles | Zelda was a writer“… e pensa che avevo fatto questa lista lunghissima di libri da prendere nel magazzino, ero sicura di averla appoggiata sullo scaffale dietro di me… E invece, niente. L’ho cercata dappertutto e poi, dopo tre ore, l’ho ritrovata sopra il bancone. Era lì, impossibile non vederla! Eppure…”
“Sarà stato il fantasma della libreria”
“…”
“… anzi, i fantasmi. Ce n’è più di uno. In tutto saranno cinque o sei. Tu ci credi ai fantasmi?”

The Bookstore Chronicles | Zelda was a writerSe credo ai fantasmi? Bella domanda.
Sì, teoricamente ci credo. Teoricamente significa che non ci ho mai pensato seriamente, non ho nessuna intenzione di farlo ora e, soprattutto, eviterei volentieri di incontrare il fantasma mentre sto lavorando, magari immersa nei meandri del magazzino. Da sola.

Il mio problema principale è questo: sono molto suggestionabile. Guardo il film dell’orrore e poi non riesco a dormire o a rimanere a casa da sola perché ho paura di vedermi spuntare la bambina de L’Esorcista che fa il ponte a testa in giù sulle scale.
Questo significa che, presenza ectoplasmica o no, adesso che me ne avete parlato, io la vedrò e la sentirò anche se mi state prendendo in giro e questo è un rito di iniziazione per i novellini.

“… e quindi è piuttosto normale, dato che questo posto è pieno di cose vecchie appartenute a persone morte da decenni, forse da secoli. Abbiamo Bibbie del 1400… Una delle presenze ha a che fare con la chiesa, infatti. Credo sia un prete o qualcosa del genere. Poi c’è una bambina…”
Una bambina. Eccola. Ecco Regan che fa capolino dal corridoio e mi saluta girando la testa. Di 180 gradi. Oppure, perché no, le gemelline di Shining che mi chiedono se vado a giocare con loro per sempre.
Ora, non so se le mie colleghe si stiano divertendo come pazze a terrorizzarmi oppure non si siano rese conto della facile impressionabilità della sottoscritta. Fatto sta che adesso mi aspetto da un momento all’altro di vedere libri che volano e processioni di monaci trasparenti e fluttuanti.

“… ma non preoccuparti, sono buoni”
Va bene, sono fantasmi buoni. Sono Casper, non Poltergeist. Ci credo.The Bookstore Chronicles | Zelda was a writerA parte gli scherzi e i film di paura, poi ci penso bene e decido che le ragazze hanno ragione: come posso pensare che, in un posto come questo, ci siano solo libri e non sia rimasto nulla delle persone che li hanno posseduti? Magari si tratta di un ricordo oppure semplicemente di un’emozione: la bambina – ora fantasma – era entusiasta di leggere e rileggere il suo libro preferito. E l’emozione resta lì, intrappolata, tu la senti e non sai bene come interpretarla.

Prendo un libro con la copertina di cuoio consumata agli angoli, lo apro e leggo una dedica d’amore del 1914. Penso che ormai Emma – a cui il libro è stato regalato da Bill – sarà morta. Penso che forse Bill le ha donato quel libro (“Little Dorrit” – in Italiano qui) prima di partire per la guerra e che, da quella guerra, il povero Bill forse non è mai tornato.
Improvvisamente, mi vengono i brividi e gli occhi mi bruciano. Sono semplicemente commossa oppure è il fantasma? Si tratta di Emma? Vuole raccontarmi la sua storia?The Bookstore Chronicles | Zelda was a writer Chiudo il libro e inizio a girovagare tra i corridoi e a guardare le foto appese alle pareti: ci sono squadre di rugby e scolaresche. Tutti visi giovani: alcuni sorridono, alcuni stanno seri. Altri fissano un punto lontano alle mie spalle. Altri ancora hanno un’aria interrogativa: forse si chiedono che cosa voglio da loro e che cosa ci faccio lì impalata. Continuo il mio giro e torno a guardare quei ragazzi dopo un po’: sembra che abbiano cambiato espressione e che tutti, ora, siano malinconici perché si sono resi conto di non esistere più.The Bookstore Chronicles | Zelda was a writerSono fantasmi? Si tratta di suggestione oppure sto davvero sentendo freddo? Questa corrente gelida che mi accarezza le gambe mentre sono da sola nel magazzino è normale?
Quella porta non era stata chiusa a chiave? E perché ora è semiaperta?

La mia seconda giornata in libreria è stata forse più faticosa della prima: questa volta, sono stanca perché ho iniziato a scoprire le altre storie. Non quelle raccontate dai libri bensì quelle che si nascondono dietro alle pagine: storie d’amore, storie di morte, storie di guerra, famiglie, mariti, mogli, figli, regali di Natale e articoli di giornale conservati apparentemente senza motivo. Impossibile non farsi coinvolgere, soprattutto quando i legittimi proprietari di quelle pagine piangono e cercano di sussurrarmi all’orecchio come sono finite quelle storie.The Bookstore Chronicles | Zelda was a writer Ed è proprio mentre mi sto chiedendo un’altra volta se si tratta di fantasmi oppure semplicemente di suggestioni che sento un fortissimo “DING” provenire dal bancone, dove teniamo un vecchio campanello da albergo.
Mi giro di scatto e di fronte al bancone non c’è nessuno.
Giulia
The Blooker
ph. credits: Le foto, campanello stregato incluso, sono di Giulia Depentor.

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5 pensieri su “The Bookstore Chronicles: Il Fantasma

  1. Ophelinha

    l’ho letto ieri tutto d’un fiato ma non ho avuto il tempo di commentare..
    Giulia, ma che meraviglia. E hai proprio ragione: ogni insignificante pezzetto di carta,ogni pagina,ogni scatolina di pastiglie vuote,ogni medaglione con una foto ingiallita contiene in se’ tutto quell’amore che non puo’assolutamente perdersi,ma che continua in qualche modo a propagarsi nel cosmo,attraverso gli occhi di anime belle che riescono a coglierlo e a diffonderlo, di nuovo – o almeno, cosi’ mi piace credere…
    PS: secondo me i fantasmi sono simpatici*

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