31 gennaio 2017

Il protagonista che vuoi essere

Camilla - Zelda was a writer

Daily thoughts

OKTutto quello che mi fa più paura un tempo mi avrebbe fermato, oggi è il mio carburante.
Non saprei dirvi cosa sia capitato nel mentre, non voglio darmi meriti che non ho: credo dipenda dal tempo che passa e che rende più saggi. Credo che a un certo punto ci si debba guardare allo specchio e chiedersi quanto sia utile sentirsi bene dentro le proprie rassicuranti quattro mura e quanto, invece, serva fare un passo verso quello che non conosciamo, fosse anche il passo più incerto e tremante.

Lo scrivo qui senza sapere bene dove andrò a parare perché sento che in qualche modo potrebbe essere utile a molti di voi, a quelli che in queste ore, di fronte alla tragica piega che stanno prendendo certi fatti internazionali, pensano di non farcela, si sentono spossati e soli.

Sono grandi le cose che stanno accadendo, molto più grandi di noi. Non solo in America: il mondo è nel pieno di una deriva di senso pericolosissima, immemore come poche volte nella sua Storia, diviso da profonde spaccature. Speravamo che la lezione fosse stata imparata ma la lezione continua a essere dimenticata…
È assolutamente comprensibile sentirsi inermi e piuttosto sconsolati ma, a dispetto di quanto si pensi, di quanto gridino i giornali, di quanto monti la polemica, io ritengo si possa fare moltissimo. 

Credo sia arrivato il momento di togliere spazio ai proclami su facebook e regalare tempo all’azione. Per “azione” intendo un’attenta cura dei dettagli, una predisposizione all’ascolto e un grande lavoro sulla nostra capacità di nutrire costantemente i dubbi, le domande, la curiosità. 

La lettura in questo senso è una grandissima alleata. Allontana dalle cose veloci e fagocitanti, permette di calarsi nei panni di qualcuno che altrimenti non potremmo mai incontrare: il diverso, il lontano, l’oscuro.

Da quando leggo, ho alimentato una forma di sconfinata tenerezza per il genere umano, per i suoi tentativi, per le sue mancanze. Leggere mi ha permesso di soffermarmi sulle sfumature, ha lavorato così tanto in profondità sul mio bisogno di sospendere il giudizio che ho iniziato a frequentare le mie paure con maggiore disinvoltura e con esse le chiusure, quel bisogno – incomprensibile ma reale – di rigettare il cambiamento, le cose che non conosco e che mi sembra possano in qualche modo minacciare il mio equilibrio.
Il protagonista che vuoi essere | Zelda was a writerContinuerei all’infinito a raccontarvi i pregi della lettura ma sento che non renderei giustizia al sentimento di azione che mi pervade in questo periodo.

Vorrei dirvi che fare, compiere azioni, impegnarsi silenziosamente in qualcosa di reale e tangibile non è solo retaggio degli eroi. Chi ve l’ha raccontato ha voluto immobilizzarvi, perché l’azione cambia profondamente le persone, apre loro gli occhi. 

Fare vuol dire credere fermamente che una condotta – anche una sola – possa fare la differenza per molti, che un gesto silenzioso parli più di milioni di retweet, che possa muovere le montagne, proprio come il leggendario battito delle ali di farfalla.

Il protagonista che vuoi essere | Zelda was a writer

Fare vuol dire smettere di dire che la colpa è degli altri e non alzare un dito per cambiare le cose. Fermarsi, chiedersi se sia il caso di dare contro al figlio del politico di cui non condividiamo neanche i silenzi, salvare un uomo che sta annegando, mettersi nei panni degli altri, schierarsi sempre dalla parte dei deboli, regalare il proprio tempo e le sue scadenze a qualcosa di realmente urgente, iniziare a pensare che il mondo è uno, che i generi servono alle classificazioni ma che le persone appartengono tutte alla stessa famiglia.

Ecco cosa renderà il biglietto per la giostra della vita un buon investimento. Perché è di questo che si tratta: sentire di avere speso al meglio il proprio tempo, prodigarsi senza posa per dare un valore alla propria immensa fortuna di essere vivi, pensanti, immersi nelle cose del mondo.

Il protagonista che vuoi essere | Zelda was a writer

Non ci si ricorda mai abbastanza che sarà sempre e comunque la vita il libro più grande e fantasioso che avremo la fortuna di leggere. E la sapete una cosa a dir poco strabiliante? Starà a noi decidere che tipo di protagonista essere.

Buon martedì!
Camilla
Zelda was a writer

 

4 pensieri su “Il protagonista che vuoi essere

  1. Simona

    Credo che siamo in una platea che ama le critiche e la polemica, credo che invece parlare di sintonie belle, seppur virtuali, di parole che fanno bene al cuore di chi legge sia necessario. E chissà, magari sia proprio uno di quei gesti silenziosi di cui parli: ci sono giorni in cui sento di essere circondata, anche se non fisicamente, da anime caparbie nella loro missione di fare del mondo un posto più bello, anche solo mostrando la preziosità delle piccole cose e dei loro dettagli. Ce ne sono altri in cui – hai fatto centro – mi sento inerme, quasi soffocata dalle necessità, dalle frustrazioni di chi mi gravita intorno e dal pensiero di quanto tempo vada via nella direzione sbagliata solo per paura di rischiare. In quei momenti non sai quanto avrei bisogno di vedere intorno a me uno di quei gesti, di quei miracoli quotidiani che da una realtà piccola hanno il potere di propagarsi e contagiare. Sono un’imperdonabile prolissa, magari sarebbe bastato dirti che oggi leggerti ne è stato uno!

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    1. Camilla - Zelda was a writer Autore articolo

      Non sei un’imperdonabile prolissa, Simona! O forse lo siamo in due :)))
      È bello, utile e costruttivo sapere che non siamo soli, che il cambiamento è molto più a portata di mano di quanto si ritenga!
      Grazie infinite per le tue parole, non sai quanto mi siano care!
      Camilla

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  2. Laura

    Mi sa che siamo in tanti a sentirci come Simona, in realtà. Anche a me capita di passare da uno stato speranzoso e pieno di fiducia in me e nei miei simili a momenti di sconforto e ansia ai massimi livelli.
    Questo post però ha scansato il momento buio e ha lasciato il posto alla luce: circondarsi di positività è un ottimo stratagemma per sentirsi meglio e fare meglio.

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  3. Alessia

    Sono in una fase in cui sento il tempo scorrere senza avere il potere di scegliere come spenderlo.
    Dei miei 34 anni, so che gran parte del tempo è stato scandito da quello che desideravano gli altri, dal loro ritmo, non dal mio. Non so se sia l’età, un giro di boa che ti fa sentire un pesce rosso chiuso in una palla di vetro (anzi no, di cristallo: perché gli altri vedono il tuo futuro, tu no) o se sia che arrivi a un punto in cui è fisiologico comprendere i tuoi desideri, decidere cosa farne e se seguirli o, quanto meno, provarci.
    Cara Camilla, leggerti è sempre d’ispirazione: sapere di essere sulla stessa frequenza, come se il ritmo delle nostre esistenze oscilli sempre nel medesimo movimento, è straniante e bellissimo.
    Fa trovare quel coraggio che manca sempre un po’, di osare.
    Di essere, come dici tu, protagoniste della nostra vita.

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