9 Febbraio 2015

L’Artista sei tu!

Camilla - Zelda was a writer

Beaux Arts Reviews

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Buongiorno a tutti!
Sono reduce da un’intensa full immersion nell’Arte (sono stata a Vicenza per visitare la mostra Tutankhamon Caravaggio Van Gogh – La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento e ve ne parlerò quanto prima) e la sensazione di bellezza e voglia di curiosare, cercare, creare ha raggiunto picchi esponenziali!
Oggi – non potevo farlo che oggi – dopo essermi svegliata con l’entusiasmo di una settimana nuova che comincia e mille intuizioni per la testa, voglio parlarvi de L’artista sei tu! di Anne-Laure Witschger, un libro edito da Terre di Mezzo (un altro, altrettanto creativo e della stessa casa editrice, lo trovate recensito qui).

Sfogliandolo, vi troverete tra le mani un albo coloratissimo e interattivo, capace di introdurvi nella creatività di ben sette personalità artistiche indimenticabili che hanno tracciato un solco profondo – materico e denso di concetto – nella Storia dell’Uomo.
Georges Seurat, Henry Matisse, Piet Mondrian, Yves Klein, Andy Warhol, Jackson Pollock e Jean Dubuffet: ecco chi vi terrà compagnia per tutto il libro!

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In L’Artista sei tu! ogni artista viene presentato brevemente, attraverso una scheda che ne sottolinea il periodo storico, le origini e le peculiarità della sua azione artistica. Ogni scheda informativa è seguita da due meravigliose pagine baciate che invitano il lettore a seguirne l’esempio e a produrre con la sua sensibilità.
Chiamateli esercizi di stile o giochi da tavolo pieno zeppo di colori e pennelli, io li trovo semplicemente irresistibili!

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L’invito a sporcare la carta è evidentemente rivolto ai vostri bambini ma vi assicuro che potrebbe rappresentare una magnifica occasione di creatività espansa e familiare. Un modo, insomma, per giocare con l’arte, liberare istinti produttivi e svuotare la testa dalle incombenze e dai fastidiosi impegni del quotidiano!

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Adoro questo genere di pubblicazioni perché aiutano il nostro bisogno di estensione in maniera esponenziale, ispirano la sperimentazione fine a se stessa e ravvivano i nostri sensi, troppo spesso sedati per mere necessità di spazio e tempo.
Una lunga e silenziosa sessione di colore e linee, ritagli e composizione, punti e schizzi può renderci persone davvero migliori e ognuno di noi sa quanto questo sia urgente per i nostri giorni!
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Inoltre, trovandosi a ripercorrere traiettorie e fatiche di un artista, il lettore può arrivare a capire il senso intimo di certi lavori, la fatica della realizzazione, l’abilità tecnica di chi l’ha pensata.
Azzardo un’ipotesi: forse, con le mani in pasta – una pasta sofferta, cercata, modellata tra le più grandi gioie e i dubbi più fagocitanti – si può arrivare a rispettare maggiormente l’artista e ognuno dei suoi mille tentativi. Una cosa molto simile all’idea di calzare i mocassini altrui…

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L’educazione all’Arte, la sua paziente lettura, il suo silenzioso avvicinamento, non è solo l’insegnamento dell’eleganza e della composizione. Se così fosse, avrebbe molti (troppi) punti in comune con un corso di buone maniere o, ammesso che esista, con un workshop di accostamento tattico tra i colori del proprio abbigliamento.

C’è di più. L’avvicinamento all’Arte è un fatto civile, un  gioioso o faticoso (dipende dagli incontri) gioco di riflessi in cui un tentativo di espressione ci guarda, si riconosce in noi o ci ripudia malamente.
E noi? Noi che siamo lì, di solito in piedi, alla ricerca di un senso, un codice, un sentimento. A volte ci avviciniamo alla tela, a volte respiriamo la stessa aria di chi l’ha forgiata. Spesso fuggiamo offesi o abbassiamo lo sguardo intimiditi. Spesso non capiamo o non vogliamo capire.
Ma sempre, ogni sacrosanta volta, non possiamo far altro che accogliere o scagliare, comprendere o denunciare. Lo facciamo da fermi, come colonne doriche, o da indemoniati, come il ballo scomposto e tellurico di un gruppo di maori.

L’Arte non è mai un fatto neutro: provoca emozioni che frullano e impastano i più reconditi ambiti del nostro cuore. A volte rimodella convinzioni, altre volte cementifica punti di vista vitali. Il punto è che con il suo passaggio non saremo mai più uguali a prima. Saremo esseri volteggianti ma pur sempre solidi, pronti a cambiare di continuo.
L’Arte ci educa all’ascolto e a uno sguardo – sia benedetto, questo sguardo – capace di ascoltare e pensare, molto prima di diventare preda delle nostre mille barriere, dei preconcetti, delle paure.

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E così, un popolo educato a questo tipo di sguardo non potrà mai guardare il suo nemico senza intravedere anche una sola lacrima, piccola e intimidita… La lacrima delle pene ataviche che agitano le sue stesse notti.

Buona settimana a tutti!
Camilla
Zelda was a writer

2 pensieri su “L’Artista sei tu!”

  1. Lidia

    Cara Camilla, sono felice di aver letto questo tuo post. Perché non fai un giro sul nostro sito http://www.artkids.it? La nostra passione per l’arte ci ha portato a mettere a punto vari “prodotti”che avvicinino i bambini a questo splendido mondo, avendo come punto di partenza la convinzione che si impara FACENDO.
    Sarebbe bello potertene parlare, magari dal vivo.

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